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LA-MAKAN 🔥 IL NON-DOVE 🔥

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Noi siamo una gerarchia incorporea di solitari. Veniamo dalla Città del Non-Dove. Avviene che alcuni solitari, fra gli uomini, emigrino in vista del ritorno a Lui. 🌹 Shihab al-din Suhrawardìi 🌹 1155-1191

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Questa dottrina, distillata dai suoi scritti dai commentatori successivi, prese il nome di Wahdat al-Wujud, l'Unità dell'Essere. Il suo significato è di una chiarezza disarmante: Dio solo possiede lo statuto di vera realtà, al-Wujud al-Haqq. Tutto il resto non fa che prendere in prestito l'esistenza da Lui, come un debito ontologico. La Creazione non è un evento concluso nel passato, ma l'infinita, perenne auto-rivelazione di Dio nell'istante presente. La molteplicità è reale se considerata nella sua forma esteriore, ma si rivela totalmente irreale se indagata nella sua essenza profonda. Pensa al sole: esso splende e la sua radiazione riempie l'universo. La luce che sperimenti sul tuo viso non è il sole in sé, eppure, senza il sole, quella medesima luce non potrebbe esistere per un solo secondo. Allo stesso modo, la vitalità e l'esistenza che percepisci dentro di te in questo preciso momento non ti appartengono: sono l'esistenza di Dio che si incanala e fluisce attraverso il tuo involucro biologico. La Wahdat al-wujud non è una teoria accademica da memorizzare o dibattere nei salotti della mente concettuale; è uno stato dell'essere da assaporare nell'intimità del silenzio. Chiudi gli occhi. Ascolta il ritmo del tuo respiro. Chi è che ti sta respirando in questo momento? Lascia che ogni pensiero analitico si dissolva. Mettiti in ascolto di quel ronzio sottile e invisibile che tiene insieme la struttura del mondo. Ibn ’Arabi ti direbbe che quel ronzio non è un rumore di fondo casuale, ma il Nome di Dio pronunciato all'unisono da ogni singolo atomo del creato. Il segreto che andavi cercando non è mai stato lontano, così come non è mai stato vicino. È sempre stato unicamente l'Uno, Al-Ahad, che indossa la maschera di te, che recita la parte di me, mettendo in scena il grandioso, tragico e magnifico dramma del mondo manifestato. Ora la Grazia dello Sguardo si compie: sai che le onde sono l'oceano, sa che lo specchio è il volto, che il ricercatore non è altri che il ricercato, e che il segreto custodito è più intimo del tuo stesso respiro. Lasciamo che sia Ibn ’Arabi a suggellare questa certezza con la sua ultima parola: «Così la Realtà è manifesta in ogni cosa creata, ed Egli è nascosto in essa dal fatto stesso che la cosa sembra esistere in se stessa. Egli è l'Esteriore e l'Interiore. Egli è il Primo e l'Ultimo, e non vi è nulla nell'esistenza al di fuori di Lui» Quando sarai pronto, sarà la Luce a trovarti. 🌹 Yusuf Jabbar Naqshbandi 🌹 .

L’Oceano e l’Illusione della Forma: La Wahdat al-Wujud in Ibn ’Arabi Il venerabile Maestro della metafisica islamica, Ibn ’Arabi, enunciò un assioma che squarcia l'anestesia percettiva dell'uomo ordinario: «Non vi è nulla nell'esistenza al di fuori di Dio, eppure tu non Lo scorgi poiché Egli si cela dietro il velo della Sua stessa manifestazione nelle cose create». Questa intuizione non era l'artificio di una speculazione personale; era la decodificazione radicale di quanto già scolpito nel Corano: Egli è il Primo e l'Ultimo, il Manifesto e il Nascosto (57:3). Tuttavia, Ibn ’Arabi ebbe l'audacia intellettuale di spingere quel versetto fino alle sue estreme, implacabili conseguenze ontologiche. Se l'Assoluto è il Primo, non vi è precedenza alcuna al di fuori di Lui. Se è l'Ultimo, non sussiste finalità che Gli sopravviva. Se è il Manifesto, non esiste un "esterno" che possa contenerLo. Se è il Nascosto, non vi è abisso che vada oltre la Sua presenza. Davanti a questa verticalità totalizzante, quale spazio reale rimane per l'Io, per l'altro, per le vette delle montagne, per la distesa degli oceani o per il pulviscolo che danza nell'aria? La risposta del Maestro è un atto di sabotaggio contro le certezze dell'Ego: noi non siamo sostanze autonome, ma pure apparenze, ombre fugaci proiettate sul volto dell'unica Luce originaria. Per penetrare questo mistero, occorre ricorrere alla metafora dell'Oceano. Immaginiamo una distesa d'acqua immensa, insondabile e priva di confini. Immaginiamo poi le onde che si sollevano sulla sua superficie: ogni singola onda possiede una forma transitoria, un'altezza definita, un moto particolare. L'occhio superficiale le cataloga e le nomina, distinguendo questa onda da quella onda. Eppure, in verità, ciascuna onda non è altro che l'oceano stesso che si rende visibile attraverso una configurazione temporanea. Se l'oceano decidesse di ritirarsi, l'onda svanirebbe all'istante, privata della sua stessa sostanza. Ibn ’Arabi formula così il nucleo della sua dottrina: L'Essere è Uno. I molti, la molteplicità fenomenica che ci circonda, non sono che i luoghi di manifestazione coerente (mazahir) di quel medesimo, unico Essere. L'esistenza del creato è, di fatto, l'esistenza stessa del Creatore che si riflette nella materia; senza questo flusso costante, il mondo precipiterebbe nel nulla in un solo istante. In un altro passaggio fondamentale, il Maestro rovescia la prospettiva attraverso una diversa immagine sacra: il cosmo intero è lo specchio di Dio, e l'essere umano rappresenta la superficie levigata, il punto focale di quel medesimo specchio, in cui l'Assoluto contempla la sintesi dei Suoi stessi Nomi divini. Comprendere questo significa compiere una rivoluzione copernicana della coscienza: tu non sei un semplice spettatore che osserva passivamente la realtà dall'esterno; tu sei parte costitutiva dello strumento ottico attraverso cui il Divino vede Se stesso. Ogni creatura, ogni granello di sabbia, ogni stella remota costituisce una sfaccettatura nell'infinito specchio dell'essere. L'individuo non è separato dallo specchio: è un riflesso dentro il riflesso che si illude ipocritamente di essere indipendente. Se questa specularità ontologica corrisponde al Reale, allora la frattura che avverti tra te e l'altro, la distanza che percepisci tra te e il mondo, o l'abisso che ti separa da Dio, si rivelano per ciò che sono: la più grande, ipnotica messinscena mai strutturata ai danni della coscienza umana. Ibn ’Arabi lo ricorda con fermezza eretica: «Il viaggio del ricercatore non consiste nel mettersi in cammino per trovare un Dio collocato là fuori. Consiste nel riconoscere, al contrario, che non esiste un solo millimetro in cui tu possa posare il piede dove Dio sia assente». Ma è proprio qui che si consuma il paradosso più sottile dell'esistenza. Egli è talmente evidente, talmente prossimo ed esposto allo sguardo, che la mente predatrice e distratta dell'uomo finisce per mancarlo del tutto.

Da sempre esistono esseri su questo pianeta che indicano la via per edificare un nuovo mondo, per aprire il cammino all'umani
Da sempre esistono esseri su questo pianeta che indicano la via per edificare un nuovo mondo, per aprire il cammino all'umanità verso una nuova aurora. Sono esseri di luce, accomunati dalla stessa forza, energia, marchiati dalla stessa solitudine. 🌹 GIORDANO BRUNO 🌹

♥️🔥 La MAGIA è il flusso sanguigno dell'UNIVERSO. Dimentica tutto ciò che sai o pensi di sapere. Tutto ciò di cui hai bisogn
♥️🔥 La MAGIA è il flusso sanguigno dell'UNIVERSO. Dimentica tutto ciò che sai o pensi di sapere. Tutto ciò di cui hai bisogno è la tua INTUIZIONE. 🔥♥️

Il potere di Dioniso è comprovato dal fatto che lui solo resiste. È il signore della festa nei palazzi e tra le masse, è di c
Il potere di Dioniso è comprovato dal fatto che lui solo resiste. È il signore della festa nei palazzi e tra le masse, è di casa trai i principi e tra i mendicanti. La sua luce incanta l'effimera che ne è incenerita. Ernst Jünger

Oggi è il compleanno di UG secondo il calendario indù. ".... la domanda" Esiste l'illuminazione? " che fino a quel momento av
Oggi è il compleanno di UG secondo il calendario indù. ".... la domanda" Esiste l'illuminazione? " che fino a quel momento aveva occupato la sua mente, era scomparso sotto l'albero a Saanen e in che modo quell'evento aveva innescato una serie di cambiamenti che si erano conclusi nella "Calamità" esattamente nel giorno del suo 49 ° compleanno ". "Secondo il calendario indiano, UG nacque sull'Ashhada Shukla Padyami (1 ° giorno nella metà luminosa del mese di Ashadha). Nella mitologia indù si afferma che Lord Siva si manifestò in quello stesso giorno per salvare il suo devoto Markandeya dal grinfie di morte. Siva divenne così noto come _Kalasamhara Murti_ ("distruttore del tempo") che uccise Yama, che rappresenta "il tempo", in un colpo solo con il suo tridente (simbolo di passato, presente e futuro) ". 🔥🙏♥️

"Finché l'uomo esteriore conserva il predominio e la direzione, quello «interiore» è suo schiavo e non riesce quindi a svilup
"Finché l'uomo esteriore conserva il predominio e la direzione, quello «interiore» è suo schiavo e non riesce quindi a sviluppare le proprie forze. Se fa dipendere il proprio stato d'animo da altri piuttosto che da se stesso, ciò significa che l'uomo non è ancora padrone di se” Rudolf Steiner

I due Equinozi e i due Solstizi, ciascuno dei quali segna l’inizio di una stagione... sono come nodi di forze cosmiche e, in quei periodi, nuove energie fluiscono nell’universo... Se l’uomo è cosciente e attento durante questo periodo del Solstizio d’Estate in cui la Luce e al massimo della sua potenza e le tenebre indietreggiano, gli sono offerte grandi possibilità per un lavoro interiore ... La letteratura tradizionale di tutti i paesi contempla un gran numero di racconti e narrazioni mitiche in cui si vedono darsi battaglia le forze della Luce e quelle delle tenebre … Ebbene, al Solstizio d’Estate, entriamo nel periodo in cui la luce è vittoriosa. Il Solstizio d’Estate è sotto il dominio dell’Arcangelo Uriel. Uriel è l’Angelo della Luce: il suo nome significa: Dio è la mia luce. La tradizione cristiana generalmente cita solo tre Arcangeli e tralascia di citare Uriel... Uriel regna anche sul fuoco interno del pianeta che alimenta tutta una materia in fusione dove si elaborano i metalli, i minerali... In certe tradizioni, infatti, l'estate è simbolizzata da un drago che sputa fiamme. Il drago è appunto quell'animale mitico che, vivendo sotto terra, esce in superficie unicamente per bruciare, divorare e distruggere. Tuttavia, esso è anche il guardiano di tutti i tesori nascosti, ossia le pietre e i metalli preziosi, frutti della terra. Anche qui numerose tradizioni celebrano l'eroe che è stato capace di sconfiggere il drago per impadronirsi dei suoi tesori. Ecco dei racconti sui quali occorre meditare: se l'estate libera le forze sotterranee, ciò non significa che ci si debba lasciar divorare dal drago... O. M. Aïvanhov

Il Fuoco Custodito: Oltre l'Inganno della Bontà Inerme L’illusione più insidiosa che ci viene instillata fin dall'infanzia recita un dogma rassicurante quanto falso: «Offri la tua benevolenza al mondo e il mondo ti risponderà con la stessa moneta». Si tratta di una narrazione anestetizzante. La realtà biologica e sociale non obbedisce a una bilancia di giustizia morale, ma alle leggi spietate dell'utilitarismo e del vantaggio opportunistico. Il sorriso del prossimo è quasi sempre il riflesso di un bisogno momentaneo; svanito l'interesse, svanisce anche la presenza. La bontà altrui, troppo spesso, non è che un calcolo di convenienza camuffato da empatia. Donarsi senza riserve e senza barriere protettive non è un atto di nobiltà, ma un suicidio energetico: equivale a sanguinare deliberatamente davanti a un branco di lupi. In un sistema dominato dalle dinamiche dell'Ego predatorio, più decidi di cedere terreno, più gli altri ne occuperanno, fino a prosciugare l'asse verticale della tua anima. Ti premieranno con l'etichetta di "brava persona" solo per poterti parassitare più facilmente, lasciandoti addosso, alla fine, solo il peso di un silenzio svuotato. Bisogna incidere una verità fondamentale sulla pietra: la virtù priva di forza non è etica, è mera impotenza. Una gentilezza che non conosce confini e non sa erigere bastioni non è un tratto aristocratico dello spirito, ma la postura tipica della preda. Le dinamiche di questo mondo non si inchinano davanti alla pietà o alla compassione inerme; rispettano unicamente il potere, la centratura e l'incrollabile sicurezza interiore. L'invito, dunque, non è a indurire il cuore nel cinismo, ma a destarsi dal sonnambulismo dell'ingenuità. L'autentico uomo saggio sa essere un dispensatore di calore, ma non permette a nessuno di spegnere o sottrarre il proprio fuoco interiore. Il mondo contemporaneo non premia il sentimentalismo; premia il controllo, l'autodisciplina e la padronanza di sé. E talvolta, l'atto di supremo amore e rispetto che puoi compiere verso la tua stessa esistenza è tracciare un confine invalicabile, smettendo di pretendere che la fame dei lupi si trasformi in misericordia. ATHESIS

La Verità non ha mai negato il ricercatore. È il ricercatore che ha negato la Verità. 🌹 Yusuf Jabbar Naqshbandi 🌹
La Verità non ha mai negato il ricercatore. È il ricercatore che ha negato la Verità. 🌹 Yusuf Jabbar Naqshbandi 🌹

"Non parlare male di te stesso. Perché il Guerriero interiore ascolta le tue parole e ne è sminuito." - Antico proverbio Giap
"Non parlare male di te stesso. Perché il Guerriero interiore ascolta le tue parole e ne è sminuito." - Antico proverbio Giapponese dei Samurai

Nulla è risolto in questo mondo. Niente è mai stato e niente sarà mai. I filosofi costruiscono sistemi, i credenti costruiscono chiese, i politici costruiscono programmi. E sotto tutto questo, la stessa oscurità irrisolvibile, le stesse domande a cui non si può rispondere perché non si può rispondere, non perché ci manchi l'intelligenza, ma perché il mondo non è organizzato per fornire risposte. È semplicemente irrazionale, indifferente e stranamente bello proprio per questo motivo. Quando tutto si è esaurito, quando tutte le ragioni per vivere su cui le persone normali fanno affidamento hanno perso la loro forza, cosa rimane? Io la chiamo la passione per l'assurdo, non una filosofia, un attaccamento viscerale all'esistenza che non ha alcuna ragione dietro di essa. Vivo, ho scritto, perché le montagne non ridono e i vermi non cantano. Non è una buona ragione. È l'unico tipo di ragione che funziona perché non pretende di essere razionale. Sono assolutamente convinto di non essere nulla in questo universo, eppure sento che la mia è l'unica vera esistenza. Entrambe le cose sono vere simultaneamente. Non è un paradosso da risolvere. Questa è la condizione. Tu non sei niente e tu sei tutto. Soffrite per ragioni che sono solo vostre, eppure nella sofferenza raggiungete qualcosa di universale. La solitudine più profonda è anche la più condivisa. EMIL CIORAN

Nulla viene risolto in questo mondo. Nulla lo è mai stato e nulla lo sarà mai. I filosofi costruiscono sistemi, i credenti costruiscono chiese, i politici costruiscono programmi. ​E al di sotto di tutto questo, la stessa oscurità irrisolvibile, le stesse domande a cui non si può rispondere perché non possono avere risposta, non perché ci manchi l'intelligenza, ma perché il mondo non è organizzato per fornire risposte. Esso semplicemente è: irrazionale, indifferente e, proprio per questo motivo, stranamente bellissimo. Quando tutto è stato esaurito, quando tutte le ragioni di vita su cui fanno affidamento le persone normali hanno perso la loro forza, cosa resta? Io la chiamo la passione per l'assurdo: non una filosofia, ma un attaccamento viscerale all'esistenza che non ha alcuna ragione dietro di sé. ​Vivo, scrivo, perché le montagne non ridono e i vermi non cantano. Non è una buona EMIL CIORAN

Non devi difendere o spiegare le tue decisioni a nessuno. E' la tua vita. Vivila senza scuse. Anonimo
Non devi difendere o spiegare le tue decisioni a nessuno. E' la tua vita. Vivila senza scuse. Anonimo

Noi impariamo... il 10% di ciò che leggiamo il 20% di ciò che ascoltiamo il 30% di ciò che vediamo il 50% di ciò che vediamo
Noi impariamo... il 10% di ciò che leggiamo il 20% di ciò che ascoltiamo il 30% di ciò che vediamo il 50% di ciò che vediamo e ascoltiamo il 70% di ciò che discutiamo con altri l'80% di ciò che viviamo di persona il 95% di ciò che insegniamo a qualcun altro. William Glasser

La continuità del pensiero ininterrotto crea ciò che noi chiamiamo ‘Io". UG
La continuità del pensiero ininterrotto crea ciò che noi chiamiamo ‘Io". UG

«Vivere non significa andare da qualche parte. Vivere significa uscire per una passeggiata mattutina». Ogni nuovo giorno non
«Vivere non significa andare da qualche parte. Vivere significa uscire per una passeggiata mattutina». Ogni nuovo giorno non è una prova, ma una passeggiata. Camminiamo sulla terra, incontriamo persone belle, respiriamo la brezza marina, sbagliamo indirizzo, ci innamoriamo e ci separiamo, cadiamo e ci rialziamo, ci ammaliamo e guariamo, ma continuiamo a camminare. Domani il tempo sarà migliore e a casa sarà ancora più luminoso. E non si parla di case e tempo terreno. Tutto inizia e finisce dentro di noi. Quando ringraziamo, amiamo, abbracciamo, condividiamo, ci troviamo in paradiso. Cit.