Giardino Della Tartaruga
🐢Educazione finanziaria 📚Gruppo a scopo didattico 📨Per contatti: info@federicoronzoni.com 🔴Non sono in nessun modo da intendersi consigli finanziari/sollecitazioni al pubblico risparmio. Investire è rischioso, può portare alla perdita del capitale.
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Since its creation on невідомо, the project has demonstrated rapid growth, gathering an audience of 12 066 subscribers.
According to the latest data from 22 October, 2026, the channel demonstrates stable activity. Although there has been a change in the number of participants by -85 over the last 30 days and by -3 over the last 24 hours, overall reach remains high.
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- Reactions and interaction: The audience actively supports content: the average number of reactions per post is 17.
- Thematic interests: Content is focused on key topics such as iran, hormuz, rischio, azione, analisi.
📝 Description and content policy
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Thanks to the high frequency of updates (latest data received on 23 October, 2026), the channel maintains relevance and a high level of publication reach. Analytics show that the audience actively interacts with content, making it an important point of influence in the Economy & Finance category.
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| 2 | Analisi S&P 500 📊
L’S&P 500 continua a mostrare una struttura molto solida. Il trend di fondo resta rialzista e, come si vede dal grafico, la media mobile a 21 settimane continua a funzionare da supporto dinamico al rally, accompagnando il movimento ormai da diversi mesi.
Anche nelle ultime settimane, nonostante volatilità, inflazione ancora elevata, rendimenti obbligazionari sotto pressione e tensioni geopolitiche, l’indice è rimasto vicino ai massimi. Finché questa struttura non verrà compromessa, il trend principale rimane chiaramente positivo.
In questa fase il mercato sta però entrando in una zona particolarmente delicata dal punto di vista dei catalizzatori. Siamo nel pieno della stagione delle trimestrali: dopo Netflix e SpaceX, ieri è stato il turno di Meta, Tesla e IBM. La prossima settimana il calendario resterà molto intenso e alle trimestrali si aggiungeranno anche le decisioni delle principali banche centrali.
Al momento il mercato attribuisce circa il 15% di probabilità a un nuovo rialzo Fed, segnale che la situazione non è completamente definita. In Europa, invece, viene prezzato con circa il 93% di probabilità un mantenimento del tasso sui depositi BCE al 2,5%. Venerdì arriverà anche la decisione della Bank of Japan.
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A complicare ulteriormente il quadro resta la geopolitica. Gli Stati Uniti hanno ordinato ad alcuni dipendenti governativi e alle loro famiglie di lasciare l’Arabia Saudita dopo una nuova serie di attacchi attribuiti agli Houthi contro infrastrutture strategiche del Paese.
Uno degli ultimi attacchi ha colpito l’area del gigantesco giacimento petrolifero di Shaybah, causando vittime, mentre un altro ha interessato l’aeroporto internazionale di Dammam. Per ora la produzione petrolifera non risulta compromessa, ma il Brent è tornato vicino ai 110$ al barile, mantenendo elevato il rischio che la crisi energetica continui a pesare su inflazione e politica monetaria.
Ed è proprio questo il punto da monitorare nelle prossime settimane: da una parte un mercato azionario ancora tecnicamente molto forte, sostenuto anche dalla narrativa AI e dalle trimestrali; dall’altra petrolio, inflazione e banche centrali che continuano a rappresentare il principale elemento di rischio. | 1 417 |
| 3 | Analisi Bitcoin 📊
Bitcoin continua a muoversi in una zona particolarmente importante, con il prezzo intorno agli 82.000-83.000$ e praticamente a contatto con la media mobile a 50 giorni, oggi in area 81.700$.
Il punto interessante è soprattutto la tenuta relativa del prezzo. Negli ultimi giorni il comparto tecnologico e AI ha subito pressioni importanti, mentre Bitcoin è riuscito a rimanere relativamente stabile.
Non significa che BTC sia diventato improvvisamente immune dal contesto macro, ma è un altro piccolo segnale di come il comportamento dell'asset stia cambiando rispetto ai cicli passati: solo pochi anni fa fasi di risk-off di questo tipo avrebbero facilmente prodotto oscillazioni molto più violente.
Dal punto di vista tecnico, finché il prezzo riesce a difendere questa zona e soprattutto la MA50D, la struttura di breve rimane costruttiva. Sopra abbiamo ancora la resistenza degli 87.000$, già respinta più volte, mentre una perdita più netta degli 82.000$ riporterebbe l'attenzione sui supporti inferiori.
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A sostenere questa fase è tornata anche una domanda importante dal mondo istituzionale. IBIT di BlackRock ha registrato lunedì $665 milioni di nuovi afflussi, il dato giornaliero più elevato dall'ottobre 2025.
Ed è interessante anche ciò che BlackRock sta preparando per il futuro. Il gruppo ha depositato presso la SEC la documentazione per un nuovo prodotto, iShares Bitcoin Managed Protection ETF (PBIT), pensato per offrire esposizione a Bitcoin attraverso opzioni e strumenti a reddito fisso, limitando parte delle perdite potenziali ma introducendo contemporaneamente un tetto ai guadagni.
È un prodotto molto diverso da un classico ETF Spot: l'obiettivo non sarebbe replicare completamente Bitcoin, ma offrire una soluzione a chi vuole esposizione all'asset riducendone la volatilità. Un ulteriore segnale di come Wall Street stia iniziando a costruire prodotti sempre più sofisticati intorno a Bitcoin, andando oltre il semplice acquisto spot. | 1 557 |
| 4 | Analisi Petrolio 🛢️
Il Brent torna a muoversi stabilmente sopra i 100$ al barile e ha raggiunto nuovamente area 107-108$, confermando quanto il premio geopolitico resti ancora presente sul mercato energetico.
Il movimento delle ultime settimane è abbastanza chiaro: dopo il minimo estivo in area 70$, il petrolio ha costruito una sequenza di recupero sempre più solida, tornando prima sopra i 90$ e poi stabilizzandosi sopra quota 100$.
In questo momento la zona 105-108$ rappresenta un primo spartiacque importante: una rottura più decisa potrebbe riportare il mercato verso i massimi dell’anno, mentre una perdita dei 100$ ridurrebbe parte della pressione rialzista costruita negli ultimi mesi.
A sostenere il prezzo continua a essere soprattutto la geopolitica. Sul fronte russo-ucraino, Washington sta tentando di costruire un nuovo canale negoziale con Mosca e Pechino, mentre i rapporti tra Trump e Zelenskyy continuano a deteriorarsi. Qualsiasi evoluzione sul conflitto resta direttamente collegata al mercato energetico, soprattutto dopo mesi di attacchi alle infrastrutture e alle raffinerie.
Parallelamente rimane elevata la tensione in Medio Oriente. L’Iran continua a mantenere alta la pressione intorno allo Stretto di Hormuz, ma il rischio si sta allargando anche oltre il semplice traffico petrolifero: nelle ultime settimane Teheran ha minacciato infrastrutture digitali, data center, cavi sottomarini e centri legati all’intelligenza artificiale presenti nella regione.
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In questo scenario il mercato energetico globale sta lentamente cambiando anche dal punto di vista strutturale. L’instabilità del Medio Oriente sta infatti aumentando l’interesse verso forniture considerate più sicure, con Stati Uniti, Canada, Brasile, Guyana e Argentina che stanno guadagnando progressivamente peso nella produzione globale.
Questo non significa che le Americhe possano sostituire rapidamente il petrolio del Golfo, ma nel medio periodo una maggiore diversificazione dell’offerta potrebbe ridurre almeno in parte il potere di prezzo dell’OPEC.
C’è poi un altro elemento da non ignorare: le tensioni tra Stati Uniti e Cina continuano ad ampliarsi anche sul fronte tecnologico. Washington ha ordinato la rimozione di DeepSeek dai sistemi IT delle agenzie federali civili, citando rischi legati alla sicurezza dei dati e alla possibilità di trasferimento di informazioni sensibili verso la Cina.
È un tema apparentemente distante dal petrolio, ma che contribuisce allo stesso quadro generale: più frammentazione geopolitica, più protezionismo tecnologico e maggiore instabilità nelle catene globali.
Ed è proprio questo il punto centrale per il Brent: oggi non stiamo guardando soltanto domanda e offerta, ma un mercato sempre più guidato da rischio geopolitico, sicurezza energetica e politiche commerciali.
Finché questo equilibrio resterà fragile, mantenere il Brent stabilmente sopra i 100$ continuerà ad avere implicazioni importanti anche per inflazione, rendimenti obbligazionari e decisioni delle banche centrali. | 1 746 |
| 5 | Analisi Bitcoin 📊
Bitcoin chiude la settimana ancora sopra gli 82.000$, limitando il calo a circa -2% nonostante un contesto macro decisamente complicato e un Nasdaq che ha perso oltre il -5%. In questo senso, la tenuta di BTC è un segnale di resilienza da non sottovalutare.
Dal grafico settimanale emerge un altro elemento interessante: la media mobile a 21 settimane, in blu, e quella a 50 settimane, in azzurro, stanno progressivamente convergendo. La 21W sta risalendo rapidamente, mentre la 50W continua a scendere. È una dinamica che riflette il miglioramento della struttura di Bitcoin dopo il minimo locale in area 58.000$.
Il prezzo, però, resta ancora in una zona delicata. 82.000$ continua a rappresentare uno dei principali livelli spartiacque, e Bitcoin sta sostanzialmente oscillando proprio attorno a quest’area. Dal minimo locale abbiamo già avuto tre correzioni superiori al 7%, ma finora ogni fase di debolezza è stata riassorbita senza compromettere il trend costruito negli ultimi mesi.
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Nel frattempo continua anche l’avvicinamento della finanza tradizionale al settore. Deutsche Bank sarebbe ormai a poche settimane dal lancio del proprio servizio di custodia crypto per clienti istituzionali e corporate, con Bitcoin tra gli asset inizialmente supportati e un’espansione prevista successivamente anche verso stablecoin e soluzioni tokenizzate.
È un altro tassello di un processo ormai evidente: mentre il prezzo continua a reagire settimana dopo settimana a inflazione, Fed e rendimenti obbligazionari, l’infrastruttura istituzionale attorno a Bitcoin continua a svilupparsi.
Per ora il grafico resta costruttivo, ma il mercato deve dimostrarlo: 82.000$ è il supporto da difendere, mentre una nuova accelerazione sopra gli 87.000$ sarebbe il segnale necessario per riaprire con forza la struttura rialzista. | 1 735 |
| 6 | S&P 500: il mercato è davvero così caro? 📊
Uno dei temi più interessanti di questa fase è che l’S&P 500 continua a restare su livelli molto elevati, ma il suo P/E forward nel frattempo è sceso ai minimi dal 2023.
Ed è proprio questo il punto del grafico: il prezzo dell’indice è vicino ai massimi storici, ma le aspettative sugli utili sono cresciute abbastanza da comprimere i multipli. In altre parole, il mercato americano oggi è meno “tirato” di quanto sembrasse qualche mese fa, almeno guardando le valutazioni future.
Il P/E forward è tornato persino nell'area media degli ultimi 10 anni, dopo essere rimasto per molto tempo sopra quel riferimento. Questo non significa che l’azionario USA sia diventato improvvisamente “economico”, ma che una parte dell’eccesso di valutazione si è riassorbita senza bisogno di una vera correzione dell’indice.
È un segnale importante soprattutto in un contesto come questo, con tassi ancora alti, inflazione che resta scomoda e bond che continuano a muoversi. Se gli utili tengono, il mercato può continuare a trovare supporto. Se invece le trimestrali deludono, allora il margine di errore si riduce rapidamente.
Nel Recap Settimanale della Tana abbiamo collegato questo tema alla parte macro, ai Treasury, al petrolio, al mercato immobiliare e alle trimestrali in arrivo, con focus finale anche su Tesla.
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In questa fase, più che chiedersi se il mercato sia “alto” o “basso”, secondo me ha più senso chiedersi se gli utili riusciranno davvero a giustificare questi prezzi. Ed è proprio lì che si giocherà una parte importante delle prossime settimane. | 1 824 |
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| 9 | Analisi Bitcoin 📊
Bitcoin continua a muoversi in una zona estremamente delicata. Nelle ultime ore il prezzo è sceso sotto gli 80.000$, con un minimo vicino ai 79.700$, ma la reazione è arrivata rapidamente e BTC è tornato sopra gli 82.000$. È un buon esempio del perché, soprattutto in questa fase, sia importante aspettare le chiusure e non giudicare la struttura su una singola violazione intraday.
La zona 82.000-83.000$ rimane infatti il livello più importante nel breve periodo. Per ora la domanda ha difeso il supporto, ma il movimento necessita di continuazione: un recupero deciso sopra gli 84.000$ rimetterebbe nel mirino i massimi locali in area 87.000$.
Se invece Bitcoin dovesse semplicemente lateralizzare qui senza riuscire a riprendere forza, aumenterebbe il rischio di una nuova discesa.
Anche la media mobile a 50 giorni è tornata al centro dell'attenzione. Il prezzo la sta testando proprio in queste ore e, finché riuscirà a lavorare attorno a questo livello, la struttura di breve rimane aperta a un recupero.
Più importante ancora sarà però la chiusura settimanale: una chiusura sotto area 83.000$ indebolirebbe sensibilmente il movimento costruito nelle ultime settimane, aumentando le probabilità di un ritorno verso i supporti nella parte bassa dei 70.000$.
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Sul fronte macro, il quadro resta tutt'altro che semplice. I dati sull'inflazione continuano a mostrare pressioni elevate: dopo un CPI al 3,7%, il PPI di settembre è salito al 6,3% annuo contro il 5,3% atteso, mentre il Core PPI ha raggiunto il 5,0%. Il dato mensile headline, +1,3%, è stato più del doppio rispetto al +0,6% previsto.
Nonostante questo, il mercato sta iniziando a scontare una pausa della Fed a ottobre. Dopo le parole di Kevin Warsh, che ha evitato di anticipare la decisione del 28 ottobre pur ribadendo che l'inflazione resta troppo elevata, la probabilità di un nuovo rialzo è scesa intorno al 15%, contro circa l'85% di probabilità di tassi invariati.
È interessante anche quello che sta succedendo sui Treasury: i rendimenti stanno scendendo, ma non perché il problema inflazione sia improvvisamente risolto. Una parte del movimento sembra legata al sell-off del comparto tech, che ha spinto capitali verso il mercato obbligazionario come rifugio.
A complicare il quadro si aggiunge anche il caso Ledger. L'azienda ha confermato un sofisticato attacco alla propria catena distributiva: un gruppo criminale avrebbe acquistato dispositivi, installato componenti hardware capaci di intercettare le seed phrase e successivamente rimesso i wallet in circolazione tramite reseller.
Ledger specifica che chip, sistema operativo e server non sono stati compromessi: l'attacco avrebbe colpito la distribuzione dopo che i dispositivi avevano lasciato il controllo diretto dell'azienda.
Per Bitcoin, però, il punto resta molto più semplice: 82.000-83.000$ è il livello da difendere, 84.000$ è il primo livello da riconquistare e 87.000$ rimane la resistenza successiva. Dopo il falso breakdown sotto gli 80.000$, adesso serve continuità. Altrimenti il rischio è che il mercato torni progressivamente a perdere terreno. | 2 086 |
| 10 | 🚨USA CORE PPI (M/M): +0,7% (ATTESO +0,3%; PRECEDENTE +0,2%)
USA PPI (M/M): +1,3% (ATTESO +0,6%; PRECEDENTE +0,5%)
USA VENDITE AL DETTAGLIO CORE (M/M): +0,9% (ATTESO +0,6%; PRECEDENTE +1,4%)
USA VENDITE AL DETTAGLIO (M/M): +0,8% (ATTESO +0,3%; PRECEDENTE +1,2%) | 2 002 |
| 11 | Analisi Bitcoin 📊
Bitcoin ha reagito negativamente al CPI superiore alle attese, perdendo terreno e scivolando temporaneamente sotto la media mobile a 50 giorni, linea azzurra, prima di tornare proprio a contatto con questo livello.
È un passaggio tecnico importante perché la MA50D sta diventando il primo vero spartiacque di breve periodo. Bitcoin aveva recuperato questa media durante il recente rialzo, quindi riuscire a difenderla manterrebbe intatta una parte della struttura positiva costruita nelle ultime settimane.
Il mercato sta quindi entrando in una fase molto sensibile ai dati macro. Dopo il CPI di ieri, oggi arriverà il PPI, mentre domani parlerà Kevin Warsh. Sono di fatto gli ultimi appuntamenti rilevanti prima della riunione del FOMC del 28 ottobre.
Al momento il mercato attribuisce circa il 70% di probabilità a tassi invariati, ma quello che abbiamo visto ieri è un buon promemoria: basta un singolo dato più caldo del previsto per modificare velocemente le aspettative sui tassi, sui rendimenti obbligazionari e quindi anche sugli asset più sensibili alla liquidità come Bitcoin.
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Sul grafico, quindi, il livello da osservare ora è proprio la zona della MA50D intorno agli 81.000$. Bitcoin si trova praticamente a ridosso di questo riferimento dopo il primo scossone legato al CPI.
Più sotto rimane invece la media mobile a 200 giorni, linea arancione, in area 72.000$, molto più distante e ancora inclinata al rialzo.
Questo significa che il movimento attuale, almeno per ora, assomiglia più a una fase di test del momentum di breve che a una vera rottura della struttura più ampia.
Con PPI oggi, Warsh domani e FOMC il 28 ottobre, i prossimi giorni saranno soprattutto una partita tra inflazione e aspettative sui tassi. E in un contesto del genere è normale aspettarsi ancora volatilità. | 2 218 |
| 12 | 🚨USA CORE CPI (M/M): +0,3% (ATTESO +0,2%; PRECEDENTE +0,3%)
USA CORE CPI (Y/Y): +2,6% (ATTESO +2,5%; PRECEDENTE +2,4%)
USA CPI (M/M): +0,6% (ATTESO +0,6%; PRECEDENTE +0,4%)
USA CPI (Y/Y): +3,7% (ATTESO +3,6%; PRECEDENTE +3,4%) | 2 044 |
| 13 | Analisi Bitcoin 📊
Bitcoin continua a muoversi in una zona tecnica molto delicata, con il prezzo attualmente in area 83.000$. Questo livello resta il riferimento principale nel breve: finché BTC riuscirà a difenderlo e soprattutto a evitare una chiusura settimanale sotto questa soglia, la struttura rimane ancora favorevole ai rialzisti.
Il grafico daily mostra anche un elemento interessante: la media mobile a 50 giorni, linea azzurra, è tornata sotto il prezzo e sta iniziando a funzionare come supporto dinamico. Dopo il forte recupero delle ultime settimane, Bitcoin ha quindi costruito una prima zona di difesa tecnica proprio tra gli 81.000$ e gli 83.000$.
Più in basso troviamo invece la media mobile a 200 giorni, linea arancione, in area 72.000$. La distanza tra le due medie resta ampia e questo conferma che il mercato ha recuperato molto terreno rispetto ai minimi estivi.
Finché BTC rimane sopra la MA50D, il momentum di breve resta positivo; una sua perdita riporterebbe invece l’attenzione sulle aree inferiori e renderebbe il movimento più fragile.
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Oggi però il focus si sposta soprattutto sul fronte macro, perché alle 14:30 uscirà il CPI americano. Il dato sarà particolarmente importante perché arriverà a poche settimane dalla prossima riunione della Federal Reserve e potrà modificare in modo significativo le aspettative sui tassi.
Al momento il mercato attribuisce soltanto circa il 21% di probabilità a un nuovo rialzo dei tassi a fine mese, quindi lo scenario base resta quello di una Fed ferma. Un CPI più caldo delle attese potrebbe però riaprire rapidamente il tema di un ulteriore aumento, mentre un dato più moderato rafforzerebbe l’idea di una pausa. | 2 294 |
| 14 | Analisi Petrolio 📊
Il Brent resta stabilmente sopra i 100$ al barile, con le quotazioni nuovamente in area 103-104$ dopo aver chiuso la settimana più alta da metà maggio. Il mercato continua quindi a prezzare una crisi energetica tutt’altro che risolta, nonostante i tentativi politici di raffreddare temporaneamente i prezzi.
Negli ultimi giorni Trump ha annunciato un accordo con Mosca che permette il ritorno di parte del diesel russo sul mercato globale, nel tentativo di alleggerire la pressione sui carburanti prima delle elezioni di mid-term del 3 novembre.
L’impatto, però, sembra per ora limitato: i volumi promessi dalla Russia sono relativamente piccoli e soprattutto dipendono dalla capacità di Mosca di ripristinare raffinerie colpite dagli attacchi ucraini.
Ed è proprio qui che emerge il problema. Il cosiddetto “cessate il fuoco energetico” tra Russia e Ucraina è già molto fragile: Mosca ha continuato a colpire infrastrutture energetiche ucraine e Zelensky ha ribadito che Kyiv fermerà gli attacchi alle raffinerie russe soltanto se anche la Russia rispetterà l’accordo.
Questo significa che Washington sta cercando di guadagnare tempo sui prezzi dell’energia, ma senza aver ancora risolto le cause strutturali dello shock. Anche perché sul fronte mediorientale la situazione resta estremamente delicata: l’Iran ha nuovamente minacciato infrastrutture americane nella regione in caso di nuovi attacchi, mentre le tensioni nell’area continuano a mantenere un premio geopolitico importante sul petrolio.
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Dal punto di vista tecnico, il Brent continua a muoversi sopra la soglia psicologica dei 100$, che in questa fase resta un riferimento importante. Finché il prezzo mantiene quest’area, il mercato continua a mostrare una struttura forte e rimane aperta la possibilità di nuovi rialzi.
Il problema per i mercati non è soltanto il petrolio in sé, ma l’effetto ritardato che prezzi energetici così elevati possono avere sull’inflazione. Diesel e carburanti restano infatti molto più cari rispetto ai livelli pre-guerra, con conseguenze che progressivamente possono trasferirsi su trasporti, produzione e prezzi finali.
Per questo domani il CPI americano sarà particolarmente importante. Il dato darà nuove indicazioni sulla traiettoria dell’inflazione e, di conseguenza, sulle prossime decisioni della Federal Reserve. Con il Brent ancora sopra i 100$, la variabile energia continua a rappresentare uno dei principali rischi per chi spera in un rapido allentamento della politica monetaria.
Il quadro rimane quindi molto sensibile: la politica sta cercando di contenere i prezzi nel breve periodo, ma né il fronte Russia-Ucraina né quello mediorientale mostrano ancora una soluzione strutturale. Finché sarà così, il petrolio continuerà a essere uno dei market mover più importanti per inflazione, tassi e mercati finanziari. | 2 363 |
| 15 | Analisi Bitcoin 📊
Bitcoin chiude la settimana con un -3,24%, interrompendo la serie di tre settimane consecutive in rialzo. Dopo il recupero molto forte delle ultime settimane, il prezzo è tornato a consolidare in area 83.000-84.000$, senza però compromettere per ora la struttura costruita durante settembre.
Il grafico mostra bene come il mercato si trovi nuovamente in una fase di attesa. Dopo il rifiuto in area 87.000$, Bitcoin ha corretto ma continua a mantenersi sopra la zona degli 82.000$, che resta uno dei primi livelli da difendere nel breve periodo. Sopra, invece, sarà necessario recuperare nuovamente gli 87.000$ per riaprire spazio verso livelli superiori.
Questa settimana il focus tornerà però soprattutto sulla macro. Il prossimo report sull’inflazione USA (mercoledì CPI, giovedì PPI) sarà uno dei principali market mover, perché potrebbe modificare rapidamente le aspettative sulla politica monetaria della Fed.
Un dato sull’inflazione più alto delle attese rafforzerebbe l’idea che i tassi possano rimanere elevati più a lungo, o che siano necessari ulteriori rialzi. Sarebbe uno scenario generalmente più difficile per gli asset risk-on, Bitcoin compreso. Al contrario, un dato più moderato ridurrebbe parte di queste pressioni e potrebbe sostenere la continuazione del movimento rialzista.
Il petrolio rimane una variabile importante da seguire: il suo recente ritorno verso livelli elevati potrebbe infatti trasmettersi all’inflazione con qualche mese di ritardo, mantenendo viva l’incertezza sulle prossime mosse della Fed.
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Sul fronte sicurezza arriva invece una notizia da seguire con attenzione. Ledger sta indagando su perdite segnalate da alcuni utenti nel Sud-Est asiatico che avevano acquistato hardware wallet dal reseller CryptoBilis. L’azienda ha chiesto al rivenditore di sospendere vendite e spedizioni e ha invitato chi ha comprato dispositivi da quel canale negli ultimi 90 giorni a non configurarli.
Secondo Ledger, i propri sistemi e la propria infrastruttura non risultano compromessi e il problema sarebbe circoscritto a quello specifico reseller. Per chi avesse già configurato uno di quei dispositivi, Ledger ha suggerito di valutare lo spostamento degli asset su un nuovo dispositivo con una nuova seed.
Il punto resta quindi duplice: Bitcoin mantiene una struttura ancora costruttiva, ma arriva da una prima settimana di pausa dopo tre rialzi consecutivi. Nel breve saranno decisivi sia la tenuta degli 82.000$, sia soprattutto i prossimi dati macro, che potrebbero riportare rapidamente volatilità sul mercato. | 2 407 |
| 16 | 🤖 L’AI sta entrando in una fase sempre più simile alle grandi bolle infrastrutturali del passato.
Il grafico mette in prospettiva la scala degli investimenti: la spesa annuale legata all’AI viene stimata intorno al 3,63% del PIL, un livello superiore a quello visto durante cicli storici come ferrovie, autostrade, elettrificazione e telecomunicazioni.
Il punto non è dire che l’AI sia “finta” o che il trend debba finire domani. Anzi, proprio le grandi rivoluzioni tecnologiche tendono ad attirare capitali enormi prima ancora che sia chiaro quali aziende riusciranno davvero a monetizzarli nel lungo periodo.
È qui che iniziano a comparire caratteristiche tipiche di una bolla: capex molto aggressivo, aspettative elevate, valutazioni tirate e rendimenti sempre più concentrati su pochi titoli. Ma una bolla può continuare molto più a lungo di quanto sembri razionale. Finché utili, domanda e investimenti restano forti, il mercato può continuare a premiare il tema AI.
Nel nuovo Recap Settimanale della Tana abbiamo collegato questo tema alla forza dell’S&P 500, alla stagione delle trimestrali, alla concentrazione degli utili sul comparto tech e alle tensioni che invece continuano ad arrivare dal mercato obbligazionario.
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La domanda non è se l’AI sia già in bolla, ma quanto a lungo il mercato riuscirà a sostenere aspettative così elevate senza iniziare a deludere. | 2 504 |
| 17 | Questa settimana su Bitcoin è successa una cosa molto più interessante del semplice movimento di prezzo. La leva ha praticamente restituito tutto quello che aveva comprato durante la salita di agosto.
La gamba da 64k a 79,5k era stata sostenuta soprattutto da due forze:
– leva, con circa +8 miliardi di acquisti;
– ETF, con circa +5,7 miliardi.
Oggi la situazione è molto diversa. La leva è scesa fino a circa -0,3 miliardi, quindi ha completamente smontato il posizionamento.
Gli ETF invece restano ancora a circa +5 miliardi.
Ed è questo il dato più importante: Bitcoin continua a reggere sopra la salita di agosto anche senza la leva che l’aveva spinta.
In pratica, il mercato è stato ripulito da una parte importante della speculazione senza perdere completamente la struttura costruita nei mesi scorsi.
Questo migliora il quadro, ma non basta ancora per dire che il mercato sia tornato forte. Gli ETF USA hanno registrato deflussi importanti, il capitale dei trader più grandi non sta ancora aumentando l’esposizione con convinzione e il prezzo resta dentro una zona molto delicata.
Nell’analisi completa pubblicata nella Tana della Tartaruga abbiamo approfondito:
– cosa è successo davvero alla leva;
– cosa stanno facendo ETF e grandi operatori;
– i livelli 80k, 83-85k e 87-89,5k;
– cosa stiamo guardando in vista del CPI;
– come sto gestendo personalmente l’accumulo su Bitcoin.
E soprattutto, dentro la Tana puoi fare domande direttamente a Fede e ai moderatori, confrontarti sui dati e approfondire ogni scenario.
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Guardare il prezzo ti dice cosa è successo. Guardare leva, flussi e posizionamento ti aiuta a capire perché. | 2 766 |
| 18 | Analisi Bitcoin 📊
Bitcoin torna a muoversi in una zona molto delicata dopo il forte rialzo delle ultime settimane. Il prezzo ha provato per due volte ad attaccare area 87.000$, ma entrambi i tentativi sono stati respinti, riportando BTC rapidamente verso il primo supporto importante di breve periodo.
Nella giornata di ieri il prezzo è arrivato fino a circa 80.300$, per poi trovare domanda e recuperare nuovamente gli 82.000$. Per il momento quindi questa zona sta reggendo, ma è evidente come il mercato stia attraversando una fase di consolidamento dopo l'accelerazione precedente.
Il livello da seguire nel breve rimane proprio area 82.000-83.000$. Finché Bitcoin riesce a difenderla, la struttura resta costruttiva e il mercato può provare nuovamente ad attaccare i massimi locali, con 89.000-90.000$ come area successiva da monitorare.
Una rottura decisa verso il basso cambierebbe invece lo scenario. In quel caso verrebbe meno uno dei principali supporti costruiti dopo il breakout e aumenterebbe il rischio di una correzione più profonda all'interno del grande range sviluppato negli ultimi mesi.
Non significa automaticamente ritorno verso i 60.000$, ma quella tornerebbe a essere la parte bassa della struttura da tenere presente se la debolezza dovesse proseguire.
Anche dal lato dei flussi istituzionali è arrivato un altro dato negativo: gli ETF Spot su Bitcoin hanno registrato ieri -$238,6 milioni di deflussi netti, seconda giornata consecutiva di pressione dopo il forte periodo di afflussi delle settimane precedenti.
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Sul fronte dell'adozione continua invece il processo di integrazione delle stablecoin nei servizi tradizionali. Samsung ha annunciato il supporto a USDC all'interno di Samsung Wallet, con trasferimenti verso wallet compatibili e conti bancari idonei in oltre 60 Paesi attraverso Solana.
Il passaggio più interessante riguarda però il futuro: Samsung punta ad abilitare anche pagamenti in stablecoin direttamente tramite Samsung Pay, sia online sia nei negozi attraverso il pagamento contactless. Il rollout inizierà sui dispositivi Galaxy negli Stati Uniti e dovrebbe poi essere esteso ad altri mercati.
Al di là della singola notizia, è un altro esempio di come le stablecoin stiano progressivamente uscendo dall'ecosistema puramente crypto per entrare nell'infrastruttura dei pagamenti quotidiani. | 2 878 |
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Io l’ho sfruttata, la trovo molto interessante 😉 | 2 481 |
| 20 | Analisi Bitcoin 📊
Dopo il forte recupero delle ultime settimane, Bitcoin è tornato a testare area 82.000$, con una correzione di circa il -5,5% dai massimi locali. Nel breve questa zona diventa quindi importante: dopo settimane di forte momentum, il mercato sta iniziando a capire quanto del movimento recente possa essere consolidato.
Sul grafico settimanale c’è però un altro elemento interessante da osservare nei prossimi mesi: la media mobile a 50 settimane, linea azzurra, e quella a 200 settimane, linea arancione, stanno progressivamente convergendo.
Una dinamica simile si era verificata tra la fine del 2022 e l’inizio del 2023. In quella fase la MA200W aveva superato la MA50W, fotografando tecnicamente tutta la debolezza accumulata durante il bear market. Non fu però l’inizio di un nuovo grande crollo: Bitcoin entrò invece in una lunga fase di ricostruzione, prima che la MA50W tornasse successivamente sopra la 200W accompagnando il nuovo trend rialzista.
Ed è proprio questo il punto interessante. Bitcoin raramente passa direttamente da una fase di forte volatilità a un nuovo movimento verticale. Spesso il mercato ha bisogno di tempo per assorbire quanto accaduto.
Lo abbiamo visto nel 2023, quando dopo la prima grande ripartenza BTC rimase diversi mesi in consolidamento, e nuovamente nel 2024, con un lungo periodo laterale prima della successiva espansione rialzista. Una dinamica simile nei prossimi mesi non sarebbe quindi necessariamente negativa: potrebbe rappresentare semplicemente una nuova fase di accumulazione e assestamento della struttura.
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Nel frattempo ieri è arrivato anche un segnale di debolezza dal lato della domanda istituzionale, con gli ETF Spot su Bitcoin che hanno registrato circa -$485 milioni di deflussi netti. Dopo i forti afflussi delle settimane precedenti, è un dato da seguire soprattutto se dovesse trasformarsi in una sequenza di più giornate negative.
Nel breve, quindi, il focus resta sulla tenuta degli 82.000$ e sulla capacità di Bitcoin di assorbire questa prima vera correzione dopo il rally.
Sul medio periodo, invece, sarà molto interessante osservare l'evoluzione delle due grandi medie settimanali: anche un eventuale incrocio ribassista non significherebbe automaticamente nuovi minimi, ma potrebbe accompagnare quella fase di lateralizzazione e accumulazione che Bitcoin ha già mostrato diverse volte prima delle grandi ripartenze. | 2 792 |
