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QUESTA SERA
Ore 22.00
MADONNA TRASH NIGHT
Minestrone di mamma DJ SET
- Borlottee [Intelligent Trash Music / Memecore]
Borlottee porta un caldo e accogliente minestrone fatto in casa.
Un sacro dj set con live visual di prima scelta: tutti gli ingredienti vengono dal nostro orto!
La ricetta la conoscete ormai:
Daniel Bova, trashpipo, Dj Segantini e Giovannino Dj hanno coltivato campi di intelligent trash music, puttan-pop, eurodance, hit estive da dimenticare, memecore e mash-up non richiesti.
Il raccolto quest’anno è stato abbondante anche grazie all’aiuto ricevuto dalla Santissima Madre da noi invocata in molteplici preghiere.
Abbiamo quindi una selezione di brani della Madonna pronta da lanciare per una serata trash da (non) dimenticare!
ingresso a offerta libera e consapevole
𝐁𝐚𝐬𝐭𝐚 𝐢𝐩𝐨𝐜𝐫𝐢𝐬𝐢𝐚: 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐬𝐮𝐛𝐢𝐭𝐨!
𝐈𝐥 𝐝𝐨𝐫𝐦𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐥𝐚𝐫𝐢𝐧𝐚 𝐫𝐢𝐦𝐚𝐧𝐠𝐚 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐨 𝐬𝐢 𝐭𝐫𝐨𝐯𝐢 𝐮𝐧 𝐚𝐥𝐭𝐫𝐨 𝐥𝐮𝐨𝐠𝐨 𝐢𝐝𝐨𝐧𝐞𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐩𝐞𝐫𝐬𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐟𝐢𝐬𝐬𝐚 𝐝𝐢𝐦𝐨𝐫𝐚.
𝐋𝐚 𝐏𝐫𝐨𝐯𝐢𝐧𝐜𝐢𝐚 𝐫𝐢𝐬𝐩𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐢𝐥 𝐝𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐨 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐫𝐦𝐚𝐭𝐢𝐯𝐚 𝐢𝐭𝐚𝐥𝐢𝐚𝐧𝐚 𝐞 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐥𝐠𝐚 𝐬𝐮𝐛𝐢𝐭𝐨 𝐢 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐚𝐬𝐢𝐥𝐨.
Troviamoci mercoledì 6 dicembre alle 7.30 davanti alla Sala circoscrizionale Oltrefersina in via la Clarina
Anche quest’anno, come ormai accade da troppo tempo, molte persone senza casa rischiano di morire assiderate perché costrette a vivere in strada.
La maggior parte di loro sono richiedenti asilo illegalmente non accolti nel sistema di accoglienza provinciale ai quali viene negato perfino l’accesso ai dormitori della cosiddetta “emergenza freddo”. I posti per loro sono contingentati alle scuole ex Bellesini e non sufficienti rispetto al numero delle richieste. Questa situazione è risaputa ad ogni livello istituzionale e perdura da quando la giunta Fugatti ha deciso di smantellare il sistema di accoglienza diffusa e mettere un arbitrario limite massimo di 700 posti (riservati all’accoglienza delle persone richiedenti asilo non ucraine).
In più occasioni abbiamo denunciato pubblicamente questa decisione come razzista e discriminatoria che viola il diritto di asilo e la stessa normativa italiana, generando non poche sofferenze nelle persone. L’intento propagandato dai politici del centro-destra è quello di scoraggiare le persone a fare richiesta di asilo e così farle abbandonare il territorio. Di fatto tutti sono invece consapevoli che le persone rimarranno a Trento, disposte a lavorare in città e nelle valli trentine con paghe da fame, in attesa svariati mesi prima di riuscire a fare richiesta di asilo e accedere al sistema di accoglienza. Dietro la propaganda che vanta la discriminazione e il respingimento, la realtà dello sfruttamento.
Fatta questa doverosa premessa e indicate le responsabilità politiche della situazione emergenziale, non possiamo però accettare che la risposta all’ “emergenza freddo” prevista sia temporanea e legata solo alla prima nevicata.
Il “problema” è strutturale e necessità di risposte articolate rispetto ai bisogni delle persone, a partire dalla loro specifica condizione.
Chiediamo che il dormitorio allestito nella sala polivalente della Circoscrizione dell’Oltrefersina rimanga aperto oltre il 6 dicembre, per tutto il tempo realmente necessario e che i posti letto siano aumentati: 24 posti non sono assolutamente sufficienti!
Chiediamo che nel frattempo si valutino altre soluzioni alloggiative, maggiormente adeguate ad ospitare delle persone.
Siamo disponibili a collaborare affinché questo o altro luogo possa rimanere aperto fino a quando non cesserà l’emergenza freddo; allo stesso tempo continuiamo a esigere che le persone che esprimono la volontà di fare richiesta di asilo, o hanno già presentato istanza, siano, come è loro diritto, accolte nel sistema di accoglienza provinciale.
Assemblea Antirazzista Trento
Collettivo Rotte Balcaniche
Centro sociale Bruno
🇵🇸 TRENTO CON LA PALESTINA - MOBILITAZIONE CITTADINA
📣 Appuntamento OGGI in Piazza Duomo a Trento ore 18.30.
La guerra contro Gaza continua. Non restiamo in silenzio.
No alle tregue farsa, per un cessate il fuoco reale. L' ultimo giorno di occupazione sarà il primo giorno di pace
Giovedì 7 dicembre 2023
Ore 22.00
@ Centro Sociale Bruno - Lungadige San Nicolò 4 (TRENTO)
MADONNA TRASH NIGHT
Minestrone di mamma DJ SET
- Borlottee [Intelligent Trash Music / Memecore]
Borlottee porta un caldo e accogliente minestrone fatto in casa.
Un sacro dj set con live visual di prima scelta: tutti gli ingredienti vengono dal nostro orto!
La ricetta la conoscete ormai:
Daniel Bova, trashpipo, Dj Segantini e Giovannino Dj hanno coltivato campi di intelligent trash music, puttan-pop, eurodance, hit estive da dimenticare, memecore e mash-up non richiesti.
Il raccolto quest’anno è stato abbondante anche grazie all’aiuto ricevuto dalla Santissima Madre da noi invocata in molteplici preghiere.
Abbiamo quindi una selezione di brani della Madonna pronta da lanciare per una serata trash da (non) dimenticare!
ingresso a offerta libera e consapevole
🇵🇸 TRENTO CON LA PALESTINA
📣 MOBILITAZIONE CITTADINA -
La guerra contro Gaza continua. Non restiamo silenzio.
📍 MAR 5 Dicembre ore 18.30 - Piazza Duomo (Trento)
No alle tregue farsa, per un cessate il fuoco, per la fine dell’occupazione israeliana verso un processo di pace reale.
🫵 PARTECIPA ANCHE TU
Costruiamo insieme l'iniziativa. troviamoci in Auletta a Sociologia LUNEDì 4 DICEMBRE ORE 15.00 per la preparazione dei materiali e la condivisione di spunti e proposte
‼️ QUESTA SERA ‼️
⚡Neon Night Techno Party
💫 Season #7
📆 Sabato 4 novembre
🕖 Ore 22
📍 Centro Sociale Bruno
🌀 Neon Night Techno Party / Season #7
Siamo al terzo appuntamento della stagione e abbiamo preparato un'altra grande notte al Neon.
👾 Siamo onorati e felici di presentarvi il nostro prossimo ospite, Davide Brosco, fondatore della crew bolognese Frequency Hz, è di casa al Link e al Tank Serbatoio Culturale di Bologna, completano la line-up Roby M Rage e Sound of Kintsugi.
🚀 Pronti al decollo!
LINEUP:
⚡ Special guest dj
• Davide Brosco - Frquency Hz (BO)
• Roby M Rage - Resident Neon Night
• Sound of Kintsugi - Basement
👉 Come sempre:
yes love
yes peace
yes kindness
🚫no sexism
🚫no racism
🚫no transhomophobia
🍻 Per garantire la sopravvivenza dello spazio ti chiediamo di non introdurre e consumare beveraggi portati da casa.
EDIT APPUNTAMENTO SPOSTATO ALLE 16
Invitiamo tutt* a prendere posizione, a schierarsi e a mobilitarsi dalla parte della popolazione palestinese. Costruiamo una mobilitazione ampia, dalle aule dell’università, dai nostri posti di lavoro, alle strade delle nostre città.
Non esiste una soluzione militare a un problema politico: l’ultimo giorno di occupazione sarà il primo giorno di pace.
- 🙋♀️ PARTECIPA ANCHE TU: Costruiamo insieme l'iniziativa. troviamoci in Auletta a Sociologia LUNEDì 4 DICEMBRE ORE 16 per la preparazione dei materiali e la condivisione di spunti e proposte
🗓 MARTEDì 5 DICEMBRE ORE 18.30
📍 PIAZZA DUOMO - TRENTO
🇵🇸 TRENTO CON LA PALESTINA - MOBILITAZIONE CITTADINA
La guerra contro Gaza continua. Non restiamo silenzio.
No alle tregue farsa, per un cessate il fuoco, per la fine dell’occupazione israeliana verso un processo di pace reale
Una tregua non basta per fermare un genocidio. Soprattutto quando di tregua è difficile parlare.
Per sette giorni l’aviazione israeliana ha fatto tacere le proprie bombe su Gaza, sperando così di silenziare le voci che da settimane in tutto il mondo si stavano alzando contro l’occupazione e il tentativo di pulizia etnica della Palestina.
La tregua a Gaza è arrivata dopo 50 giorni di inferno, 15 mila morti, di cui 6.150 bambini e 4000 donne, 36.000 feriti (il 75% donne e bambini) e più di 6.800 dispersi sotto le macerie. In Cisgiordania, al 24 novembre si contavano 242 morti, tra cui 57 bambini, e 2,750 feriti dagli attacchi del 7 ottobre.
Secondo i media occidentali stava andando tutto bene: i rifornimenti entravano nell’enclave assediata, i prigionieri, di entrambe le parti, venivano rilasciati. Tanto è bastato per far scivolare dalle prime pagine il massacro in corso, già narrato con una colpevole strumentalizzazione degli eventi.
Nei giorni di cosiddetta tregua, a Gaza si contavano nella disperazione i morti e i dispersi. Nel nord i rifornimenti non arrivavano e chi provava a rientrare nelle proprie case veniva ucciso dai cecchini israeliani. Il sistema sanitario è rimasto al collasso e quasi tutta la popolazione è ormai sfollata. Dall’altra parte del muro, in Cisgiordania, un’enorme offensiva militare si abbatteva nelle città e nei campi profughi palestinesi. Giorni di terrore, con distruzioni, aggressioni, violenze indiscriminate e centinaia di arresti per compensare (e vendicarsi) del rilascio dei prigionieri palestinesi, perlopiù donne e minori, come parte dell’accordo per il rilascio degli ostaggi israeliani rapiti il 7 ottobre.
La notte del primo dicembre la tregua farsa è stata definitivamente interrotta. Le bombe israeliane hanno ripreso a cadere con tutta la loro furia sulle teste dei civili, provocando in poche ore già un centinaio di morti, soprattutto bambini.
Israele ha dato ordine di sfollare nuovamente le persone già costrette ad abbandonare le loro case e rifugiate al sud, indicata inizialmente dai militari come zona sicura ma sin dal primo giorno interessata da intensi bombardamenti. Il piano di pulizia etnica è stato svelato dagli stessi media israeliani, con la diffusione di un documento dei servizi segreti che prevede la deportazione di 2,3 milioni di persone residenti di Gaza nel deserto del Sinai. Per accelerare questo processo, il governo israeliano ha ridotto la popolazione allo stremo. Si bombardano gli ospedali, le telecomunicazioni e le panetterie, togliendo l’accesso a acqua ed elettricità.
Fin dall’inizio, i governi occidentali, inclusa l’Italia, si sono schierati senza esitazioni e con assoluta complicità dalla parte di Israele, sostenendo il massacro in corso, fornendo supporto militare, alcuni fingendo di non vedere in questi attacchi il progetto di una nuova Nakba.
Con la diplomazia internazionale ridotta a fantoccio di se stessa, la mobilitazione internazionale è l’unica cosa che può fermare il governo israeliano, evitare l’allargamento incontrollato del conflitto e che la causa palestinese venga strumentalizzata da regimi e organizzazioni armate islamiste e fasciste.
Non possiamo restare inerti di fronte a un genocidio.
Non possiamo permettere che la tragedia di Gaza venga silenziata in nome degli interessi commerciali, militari ed energetici di lobbies e governi.
Continuiamo a mobilitarci per chiedere e praticare, a partire dai nostri territori, l’interruzione dei rapporti commerciali, accademici e militari con Israele; per la cessazione dell’occupazione e della colonizzazione dei territori palestinesi; per un processo di pace che sia reale, che coinvolga veramente la popolazione palestinese e non sia imposto unilaterlamente per garantire gli interessi strategici nella regione.
‼️QUESTA SERA‼️
📽️ CINEMAFUTURA XXI SECOLO
🎞️ Rassegna cinematografica
Ingresso libero - proiezioni in lingua originale con sottotitoli in italiano
VENERDÌ 1 dicembre
🍿 Apertura ore 20:00
🎟️ Inizio proiezione ore 21:00
Kommunisten
di Jean - Marie Straub
| Francia, 2014 | 70’
Il mondo, per Straub, non se la passa bene. Questo film è una preghiera laica per un’utopia comunista, sempre a venire (Roberto Censi)
🎥 Guarda il trailer:
https://youtu.be/MXjJA8A-7DE?si=yCTjsUvDQo-Dm0yD
🎬 Trovi il programma completo della rassegna sul nostro sito csbruno.org (link in bio)
🗓 QUESTA SERA
🕰 20.00
⛰ Negli ultimi decenni e in maniera sempre più pervasiva, le montagne sono prese d'assalto, al centro di numerosi interessi economici e strategici.
💬 Ne parleremo con lo scrittore ed esperto di montagna Pietro Lacasella (Altorilievo) e (Athamanta, un collettivo che lotta contro l'estrattivismo nelle Alpi Apuane.
👉 Mentre i nostri ghiacciai si sciolgono a ritmi velocissimi e ovunque si moltiplicano gli eventi estremi, anziché fare il possibile per prevenire e ridurre i danni, si va nella direzione opposta, per accaparrarsi quante più risorse possibili, ed estrarre dalle montagne fino all’ultimo centesimo. Che si tratti di grandi opere, bacini idrici per la neve artificiale, impianti sciistici e mega-eventi sportivi, a dominare è sempre la stessa logica estrattivista che non consce limite.
📆 Martedì 28 novembre
🕒 Ore 15
📍 Atrio di sociologia
📣 Assemblea
🇵🇸 Per un'università libera dalla guerra
Nelle scorse settimane si sono susseguite numerose assemblee, manifestazioni e momenti di incontro organizzati da e per la comunità studentesca di UniTrento. In numerosi occasioni si è palesata la necessità che anche la nostra università prenda posizione sul raccapricciante genocidio in atto, come per altro richiesto anche dai Giovani Palestinesi nel loro appello e già fatto volontariamente dallo stesso ateneo in occasione dell’attacco russo in Ucraina.
Diversə professorə hanno inoltre sottoscritto l’appello della comunità accademica e dei centri di ricerca per il cessate il fuoco e questo rende ancora più palese il totale disallineamento tra dirigenza dell’ateneo e comunità studentesca / corpo docenti.
Non vogliamo che la nostra università sia complice dei crimini di guerra in atto e per questo pretendiamo:
1. Un presa di posizione netta al fianco del popolo palestinese e per il cessate il fuoco immediato;
2. Il boicottaggio e il disinvestimento dalle istituzioni accademiche israeliane e dai suoi studiosi, essendo questi parte integrante e attiva del sistema coloniale e di apartheid israeliano;
3. La rescissione delle collaborazioni e degli accordi in atto con le università israeliane;
4. L’impegno a non sottoscrivere nuovi accordi con le università israeliane;
5. La rescissione delle collaborazioni e degli accordi in atto con le istituzioni militari e con le aziende produttrici di armi, quali Leonardo S.p.A, e le loro estensioni di propaganda culturale, quale la fondazione MedOr, poiché crediamo che anche questo tipo di rapporti siano contrari ai principi etici della ricerca;
6. Il riconoscimento dell’incompatibilità tra le cariche accademiche di UniTrento e l’appartenenza a fondazioni culturali, società, comitati e gruppi riconducibili alla produzione di armi o direttamente coinvolte nel genocidio palestinese.
Se pensi anche tu che la nostra università debba impegnarsi a seguire queste richieste e smetterla di avere un ruolo nel genocidio in corso ci vediamo martedì 28 novembre alle 15.00 nell’atrio di Sociologia per decidere assieme come fare pressione all’ateneo affinchè sottoscriva e rispetti questi impegni.
‼️QUESTA SERA‼️
📽️ CINEMAFUTURA XXI SECOLO
🎞️ Rassegna cinematografica
Ingresso libero - proiezioni in lingua originale con sottotitoli in italiano
VENERDÌ 24 novembre
🍿 Apertura ore 20:00
🎟️ Inizio proiezione ore 21:00
Gli Orsi non esistono
"Khers Nist"
di Jafar Panahi
| Iran, 2022 | 102’
Jafar Panahi sta cercando di dirigere un film a distanza da un villaggio in cui il segnale è estremamente precario. Ma anche la vita in quel luogo è precaria…
Come in Taxi Teheran, piccole storie quotidiane diventano metafora di grandi temi cari al regista: le relazioni umane, la censura politica, il ruolo del cinema
🎥 Guarda il trailer:
https://youtu.be/SFAvw2PWZOI?si=ZOAe48Cre8AWXBLx
🎬 Trovi il programma completo della rassegna sul nostro sito csbruno.org (link in bio)
‼️QUESTA SERA‼️
📽️ CINEMAFUTURA XXI SECOLO
🎞️ Rassegna cinematografica
Ingresso libero - proiezioni in lingua originale con sottotitoli in italiano
VENERDÌ 17 novembre
🍿 Apertura ore 20:00
🎟️ Inizio proiezione ore 21:00
Tori e Lokita
di Jean Pierre e Luc Dardenne
| Belgio, Francia, 2022 | 85’
Tori e Lokita vengono dall’Africa. Sono arrivati da soli in Belgio come tanti altri ragazzini. Tori ha lo stato di rifugiato, mentre Lokita rischia di essere espulsa….
Un film sull’infanzia rubata che cerca di resistere, come soltanto i Dardenne sanno raccontare. Vincitore del premio speciale della giuria a Cannes 75.
Mai uscito a Trento
🎥 Guarda il trailer:
https://youtu.be/J2b8KLStxgM?si=9hDAZmLX8143V_-B
🎬 Trovi il programma completo della rassegna sul nostro sito csbruno.org (link in bio)
🗓 OGGI ORE 18.00
📍 VIA VERDI
📣 CORTEO CITTADINO
🇵🇸 TRENTO CON LA PALESTINA
Fermiamo il genocidio a Gaza
Contro l’occupazione israeliana e la complicità dell’occidente
Da oltre un mese stiamo assistendo al genocidio della popolazione palestinese di Gaza, costretta dal 2007 a un criminale assedio imposto unilateralmente da Israele e avallato dai suoi alleati occidentali.
Il 7 ottobre scorso, un’azione militare condotta da alcuni gruppi armati palestinesi ha provocato 1200 morti, tra civili e militari israeliani, e decine di ostaggi. In risposta, Israele ha dato il via ad una delle rappresaglie più sanguinose della storia moderna, ed oggi è in corso un un massacro di civili senza precedenti. L’aviazione israeliana ha sganciato oltre 25 mila tonnellate di esplosivo, l’equivalente di due bombe atomiche, in una prigione a cielo aperto di 40 chilometri per 7. I bombardamenti hanno causato numerose vittime anche tra gli ostaggi israeliani.
“Combattiamo contro degli animali umani e agiamo di conseguenza”, aveva sottolineato il Ministro della Difesa israeliana, Aluf Yoav Gallant.
Un più ampio piano di pulizia etnica è stato svelato dai media israeliani, con la diffusione di un documento dei servizi segreti che prevede la deportazione di 2,3 milioni di persone nel deserto del Sinai.
Per accelerare questo processo, il governo israeliano ha ridotto la popolazione allo stremo. Si bombardano gli ospedali, le reti di telecomunicazioni e le panetterie, togliendo l’accesso a acqua ed elettricità.
Solo poche decine di convogli umanitari sono riusciti ad entrare a Gaza: una frazione molto limitata rispetto al fabbisogno della popolazione.
L’occupazione israeliana continua a ostacolare l’accesso al carburante, che è fondamentale per il funzionamento degli ospedali, diventati rifugio per decine di migliaia di persone e apertamente considerati da Israele un target militare. I carri armati hanno circondato tutti gli ospedali del nord, fatto fuoco sulle strutture e sui civili che provavano a uscire. A causa dei bombardamenti e della mancanza di risorse ed energia la maggior parte degli ospedali ha smesso di funzionare. L’ospedale Shifa di Gaza, il più grande della striscia, è stato costretto a interrompere tutte le operazioni a seguito dei numerosi attacchi mirati dell’esercito israeliano. Tutti i pazienti in terapia intensiva sono morti, così come stanno morendo uno dopo l’altro le decine di neonati prematuri che si trovavano nelle incubatrici, messe fuori servizio.
Nella Cisgiordania occupata, intanto, crescono la paura, l’odio e la tensione: bande armate di coloni appoggiati dall’esercito di occupazione irrompono nelle cittadine palestinesi conducendo raid, esecuzioni e devastazioni.
Fin dall’inizio, i governi occidentali, inclusa l’Italia, si sono schierati senza esitazioni e con assoluta complicità dalla parte di Israele, sostenendo il massacro in corso.
La mobilitazione internazionale è l’unica cosa che può fermare il governo israeliano, evitare l’allargamento incontrollato del conflitto e che la causa palestinese venga strumentalizzata da regimi e organizzazioni armate islamiste e fasciste.
Non possiamo restare inerti di fronte a un genocidio: esigiamo un cessate il fuoco immediato.
Non possiamo permettere che la tragedia di Gaza venga silenziata in nome degli interessi commerciali, militari ed energetici di lobbies e governi.
Continuiamo a mobilitarci per chiedere e praticare, a partire dai nostri territori, l’interruzione dei rapporti commerciali, accademici e militari con Israele, per i quali diverse istituzioni trentine hanno forti responsabilità e interessi in gioco.
Impegniamoci per la cessazione dell’occupazione e della colonizzazione dei territori palestinesi; per uscire dalla logica della vendetta e promuovere un processo di pace che sia reale, che coinvolga veramente la popolazione palestinese e non sia imposto unilateralmente per garantire gli interessi strategici nella regione.
Costruiamo una mobilitazione ampia, dalle aule dell’università, dai nostri posti di lavoro, alle strade delle nostre città.
🚫 IL DIRITTO DI BOICOTTARE ISRAELE
Incontro con Stephanie Westbrook, attivista per i diritti umani impegnata nel movimento BDS
📍 Atrio di Sociologia - Trento
🪧 Verso la manifestazione TRENTO CON LA PALESTINA del 15/11
INFO: https://www.facebook.com/events/969192558147605
🇵🇸 Il Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni (BDS) è un movimento non violento guidato dai e dalle palestinesi per la libertà, la giustizia e l’uguaglianza, che si propone di esercitare pressione su Israele fino a quando non rispetterà il diritto internazionale e i diritti del popolo palestinese.
✊ Dalla sua nascita, il BDS è stato sostenuto da milioni di persone in tutto il mondo, incluse personalità come l’Arcivescovo Desmond Tutu, Premio Nobel per la pace, Naomi Klein, Roger Waters, Angela Davis e Judith Butler, e si è rivelato uno strumento efficace nella lotta per porre fine al sistema di occupazione militare, colonizzazione e apartheid che Israele impone ai palestinesi.
