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UN WEEKEND DA PAURA, SOPRATTUTTO PER IL PORTAFOGLIO. 20 km. Taxi 46–58 euro. Piattaforme fino a 440,40 euro. E poi per anni ci hanno raccontato che il problema sarebbero i taxi, le tariffe dei taxi, le regole dei taxi. Sempre i taxi nel mirino, sempre pronti a spiegarci quanto sarebbe bello lasciare fare al mercato. Poi arriva una giornata come questa e i numeri fanno parecchio rumore. Per la stessa tratta, mentre il taxi resta tra 46 e 58 euro, sulle piattaforme il prezzo dinamico arriva fino a 440,40 euro. E allora un piccolo pensiero va a tutti i grandi sostenitori del mercato libero, quelli che dicono di voler tutelare l’utenza e che, quando c’è da puntare il dito, sanno sempre benissimo dove trovare un taxi. Complimenti davvero. Perché quando il prezzo lo decide una tariffa pubblica e regolamentata è un problema. Quando invece lo decide un algoritmo e può moltiplicarsi in base alla domanda, improvvisamente diventa innovazione. 46–58 euro contro 440,40 euro. Non servono grandi teorie. Bastano i numeri. Il mercato libero, quando decide lui. T.ASSO TAXI
Domani potrebbe capitare a una cittadina di Peschiera, a un anziano, a un lavoratore o a chiunque venga dimesso dall’ospedale nel cuore della notte. Per questo non tutto può essere scaricato esclusivamente sul servizio taxi. Se esiste un’esigenza di mobilità notturna sporadica ma socialmente importante, il Comune può valutare, nel rispetto delle proprie competenze, anche servizi complementari, trasporto a chiamata, convenzioni, servizi dedicati alle persone fragili, collegamenti notturni o soluzioni concordate con ospedale, strutture ricettive, taxi e NCC. Il Comune non deve sostituirsi al taxi, ma neppure può considerare il taxi l’unico strumento con cui risolvere qualsiasi necessità di mobilità del territorio. Questo significa amministrare: conoscere la domanda, organizzare il servizio e trovare la soluzione più adatta. E proprio per questo sorprende ancora di più il riferimento diretto a Uber. Sacha Allevato non è soltanto un operatore NCC e Presidente Veneto di Sistema Trasporti: è anche un amministratore pubblico, assessore del Comune di Garda. Chi ricopre un ruolo nelle istituzioni è chiamato prima di tutto a cercare soluzioni nell’interesse generale dei cittadini, mettendo intorno a un tavolo Comuni, taxi, NCC, ospedali e operatori del territorio. Non dovrebbe limitarsi a indicare il nome di una singola piattaforma commerciale privata. Uber non crea licenze. Uber non crea turni. Uber non organizza i servizi di un Comune. Uber non garantisce che alle 2.45 ci sia una macchina. Uber mette in contatto domanda e vettori: il servizio, materialmente, lo svolgono operatori autorizzati. E sia chiaro: la presenza di una piattaforma non sospende e non sostituisce le regole previste per taxi e NCC. LE REGOLE VANNO RISPETTATE DA TUTTI. Noi non stiamo negando il problema. Al contrario, stiamo chiedendo di affrontarlo davvero: reperibilità notturna, turnazioni integrative, seconde guide, strumenti stagionali, eventuali nuove licenze se i dati le renderanno necessarie e servizi complementari laddove il normale servizio taxi non possa essere economicamente sostenibile. Questa è una politica dei trasporti. Dire semplicemente “chiamate Uber” non lo è. T.ASSO TAXI
TAXI SUL GARDA: IL PROBLEMA ESISTE. MA LA RISPOSTA NON PUÒ ESSERE “CHIAMATE UBER” Il caso dei turisti tedeschi costretti a percorrere chilometri a piedi dopo essere stati dimessi dal pronto soccorso di Peschiera alle 2.45 di notte è grave e non intendiamo minimizzarlo. La vicenda è stata raccontata e approfondita dal Corriere del Veneto negli articoli dell’1, 3 e 4 settembre e pone un problema reale che va affrontato. Un territorio turistico come il Lago di Garda, con ospedali, stazioni, alberghi, Gardaland e migliaia di presenze, deve essere in grado di dare una risposta anche nelle fasce più difficili. Ma proprio perché il problema è reale, serve una risposta organizzata, non uno slogan. Nell’articolo del 3 settembre Sacha Allevato, assessore del Comune di Garda, operatore NCC e Presidente Veneto di Sistema Trasporti, dichiara: «Dovevano chiamare Uber». Ed è qui che non siamo d’accordo. Uber è una piattaforma: non crea automaticamente una vettura disponibile dove quella vettura non c’è. Taxi e NCC sono due servizi distinti, disciplinati da regole differenti: il taxi opera secondo gli obblighi e le tariffe proprie del servizio taxi, l’NCC opera su prenotazione secondo la disciplina che gli è propria. L’app non modifica la natura del servizio e non rende taxi e NCC intercambiabili. Innovazione sì, ma dentro le regole, non al posto delle regole. Se alle 2.45 non c’è materialmente un vettore disponibile, il problema non è quale icona aprire sul telefono. Il problema è come garantire una risposta in quella fascia oraria. Ed è proprio qui che le successive dichiarazioni dello stesso Allevato meritano attenzione. L’assessore racconta di avere lavorato cinque notti effettuando soltanto due corse e sostiene che nelle ore notturne le richieste siano pochissime. Bene: se questa fotografia è corretta, allora conferma esattamente che il problema non si risolve imponendo un normale servizio taxi continuativo per tutta la notte e nemmeno indicando Uber. Si deve progettare un servizio dedicato. Se la domanda è troppo bassa per rendere sostenibile la presenza continuativa di un taxi per ore in attesa di una corsa, allora l’amministrazione deve studiare una modalità diversa che garantisca comunque una risposta quando serve. Il problema non è costringere un tassista a restare fermo sei ore sperando che arrivi una chiamata. Il problema è fare in modo che, quando quella chiamata arriva — magari da una persona appena dimessa dall’ospedale — qualcuno possa rispondere. Ed è qui che entrano in gioco le amministrazioni. Il regolamento taxi-NCC del Comune di Peschiera del Garda, all’articolo 41, prevede che turni e orari del servizio taxi siano stabiliti dal Sindaco con apposita ordinanza e organizzati in funzione delle esigenze dell’utenza. Allora la prima domanda è semplice: quale copertura era stata organizzata tra mezzanotte e le sei? Se non era prevista, bisogna capire come organizzarla. Se era prevista, bisogna verificare se sia stata rispettata. Il consigliere delegato ai trasporti di Peschiera Davide Fasoli ha successivamente parlato proprio della possibilità di una reperibilità notturna. Ecco: questa è già una risposta concreta. Ma non è l’unica. Gli strumenti esistono. La normativa consente di ragionare su turnazioni integrative, seconde guide sulle licenze esistenti, strumenti temporanei o stagionali nei periodi di maggiore domanda e forme organizzative capaci di rafforzare il servizio quando realmente serve. Per un territorio fortemente stagionale come il Garda significa poter aumentare l’offerta nei periodi e nelle fasce critiche senza pensare automaticamente che l’unica soluzione sia creare nuove licenze permanenti, che nei mesi di bassa domanda potrebbero poi non essere economicamente sostenibili. Se i dati dimostreranno che servono nuove licenze, si valuteranno anche quelle. Ma prima si utilizzino fino in fondo gli strumenti disponibili e si organizzi ciò che già esiste. E c’è un altro punto fondamentale: questa volta è capitato a una turista straniera.
Allora chiediamo: su quali dati complessivi viene affermato che la domanda notturna sarebbe “pochissima”? Dati di un singolo NCC? Dati Uber? Dati dei taxi? Dati dei Comuni? Dati dell’intero bacino del Garda? Sarebbe interessante conoscerli. INFINE C’È UNA QUESTIONE DI OPPORTUNITÀ E RESPONSABILITÀ ISTITUZIONALE. Sacha Allevato non è soltanto un operatore NCC e il Presidente Veneto di Sistema Trasporti. È anche un amministratore pubblico, assessore del Comune di Garda. Ed è proprio questo ruolo che rende quelle parole ancora più significative. Chi siede nelle istituzioni è chiamato prima di tutto a cercare soluzioni nell’interesse generale dei cittadini e del territorio, coinvolgendo tutti gli operatori regolarmente autorizzati e facendo rispettare le regole a tutti. Non dovrebbe essere compito di un amministratore indicare come soluzione il nome di una singola piattaforma commerciale privata. Da un assessore ci aspettiamo una risposta istituzionale: organizzare il servizio, mettere intorno a un tavolo Comuni, taxi e NCC, verificare turni e disponibilità, utilizzare gli strumenti previsti dalla legge e trovare una soluzione concreta per i cittadini. Non uno slogan: «Chiamate Uber». Perché Uber non crea licenze. Uber non crea turni. Uber non organizza i servizi di un Comune. Uber non garantisce che alle 2.45 ci sia una macchina. Uber mette in contatto domanda e vettori: il servizio, materialmente, lo svolgono sempre operatori autorizzati. I vettori restano taxi e NCC, ciascuno con le proprie regole. Noi siamo i primi a dire che lasciare senza risposta un cittadino, un turista o una persona appena dimessa da un ospedale non è accettabile. Ma proprio per questo chiediamo serietà. Organizziamo il servizio. Verifichiamo i turni. Studiamo una reperibilità notturna. Utilizziamo seconde guide e turnazioni integrative dove possibile. Valutiamo strumenti temporanei o stagionali per affrontare i picchi di domanda. Se i dati dimostreranno che non basta, valutiamo anche nuove licenze. Studiamo servizi complementari per le esigenze che il normale servizio taxi non può coprire da solo. Coordiniamo i Comuni del Lago. Coinvolgiamo ospedali, strutture ricettive, taxi e NCC. LE REGOLE VANNO RISPETTATE DA TUTTI. Questa è politica dei trasporti. Trasformare un problema del territorio nella pubblicità di una piattaforma privata è un’altra cosa. E da un amministratore pubblico ci aspettiamo la prima. T.ASSO TAXI
Abbiamo verificato il regolamento taxi-NCC del Comune di Peschiera del Garda. L’articolo 41 prevede che turni e orari del servizio taxi siano stabiliti dal Sindaco con apposita ordinanza e che gli uffici competenti verifichino che l’organizzazione del servizio risponda alle esigenze dell’utenza. Allora, prima di puntare semplicemente il dito contro una categoria, vorremmo conoscere una cosa molto concreta: quale turno taxi era previsto tra mezzanotte e le sei quella notte? C’era? Non c’era? Se c’era, è stato rispettato? Se non c’era, perché un territorio con quelle caratteristiche non aveva previsto una copertura adeguata? Sono domande tutt’altro che secondarie. Anche perché il consigliere delegato ai trasporti di Peschiera, Davide Fasoli, ha successivamente dichiarato che il Comune non era a conoscenza della situazione e che si sta valutando con gli operatori una forma di reperibilità notturna. Ecco. QUESTA È UNA SOLUZIONE. Sedersi con taxi e NCC, verificare la domanda reale, organizzare turni e reperibilità e utilizzare tutti gli strumenti che la normativa mette già a disposizione. Perché gli strumenti esistono. La cosiddetta legge Bersani consente ai Comuni, tra le altre possibilità, di prevedere turnazioni integrative, titoli autorizzatori temporanei o stagionali nei periodi di prevedibile incremento della domanda e, in determinate condizioni, forme sperimentali di servizio. A questo si aggiunge la possibilità di utilizzare seconde guide sulle licenze taxi esistenti attraverso turnazioni aggiuntive. Per un territorio fortemente turistico e stagionale come il Garda significa avere diverse possibilità da studiare prima di pensare soltanto ad aumentare in maniera permanente il numero delle licenze. Si può aumentare l’offerta quando realmente serve, nei periodi e nelle fasce critiche, evitando di creare un’offerta strutturale che nei mesi di bassa domanda potrebbe poi non essere economicamente sostenibile. Se dai dati emergerà che servono anche nuove licenze, si valuteranno. Ma prima studiamo la domanda, utilizziamo gli strumenti disponibili e organizziamo il servizio. Questo significa amministrare. Non dire semplicemente: «Chiamate Uber». E c’è un altro punto che non possiamo ignorare. Questa volta è capitato a una turista straniera appena dimessa dall’ospedale. Domani potrebbe capitare a una cittadina di Peschiera, a una persona anziana, a un lavoratore o a chiunque si trovi nel cuore della notte nella necessità di rientrare a casa. Se emerge una fascia oraria nella quale il territorio rimane sistematicamente scoperto, l’amministrazione non può limitarsi a dire che deve pensarci il taxi. Il Comune, nel rispetto delle proprie competenze, può e deve valutare anche servizi complementari, trasporto a chiamata, convenzioni, servizi dedicati alle persone più fragili, collegamenti notturni o soluzioni concordate con ospedale, strutture ricettive e operatori del territorio. Il Comune non deve sostituirsi al taxi, ma neppure può considerare il taxi l’unico strumento a disposizione dell’amministrazione per rispondere a ogni esigenza di mobilità. Prima di dire «Chiamate Uber», insomma, forse sarebbe opportuno aprire la normativa, aprire un tavolo con gli operatori e utilizzare gli strumenti che un’amministrazione pubblica ha già a disposizione. C’è poi un’altra dichiarazione che merita un chiarimento. Allevato racconta di aver lavorato cinque notti e di avere effettuato soltanto due corse, una da 50 e una da 30 euro, sostenendo quindi che le richieste notturne sarebbero pochissime. Possibile. Ma due corse effettuate da un singolo operatore in cinque giornate non sono automaticamente una statistica sulla domanda dell’intero Lago di Garda. Anche perché, negli stessi articoli, il sindaco di Lazise Damiano Bergamini parla invece di una domanda serale che supera fortemente l’offerta e annuncia l’aumento delle licenze taxi. E a Peschiera gli stessi operatori spiegano di essere saturi durante la giornata e di non riuscire, dopo molte ore di lavoro, a coprire anche tutta la notte.
TAXI SUL GARDA: UN PROBLEMA SERIO NON PUÒ DIVENTARE UNO SPOT PER UBER Il caso dei turisti tedeschi costretti a percorrere chilometri a piedi dopo essere stati dimessi dal pronto soccorso di Peschiera alle 2.45 di notte è grave. Su questo non ci sono scuse e non intendiamo difendere ciò che non deve essere difeso. La vicenda è stata raccontata e approfondita dal Corriere del Veneto negli articoli dell’1, 3 e 4 settembre, dai quali emergono elementi e dichiarazioni che meritano qualche chiarimento. Un territorio turistico come il Lago di Garda, con ospedali, stazioni, alberghi, Gardaland e migliaia di presenze, deve essere in grado di garantire una risposta anche nelle ore notturne. Ma proprio perché il problema è serio, merita una soluzione seria. Non uno spot pubblicitario. Nell’articolo del Corriere del Veneto del 3 settembre, Sacha Allevato, assessore del Comune di Garda, operatore NCC e Presidente Veneto di Sistema Trasporti, dichiara: «Dovevano chiamare Uber». Assessore Allevato, fermiamoci qui. UBER NON È UNA TERZA CATEGORIA DI TRASPORTO. Uber è una piattaforma. E sia chiaro: la presenza di una piattaforma non sospende, non attenua e non sostituisce le regole previste per gli NCC. Se la corsa è effettuata da un NCC, quell’operatore deve rispettare integralmente le norme che disciplinano il servizio NCC. Uber non può diventare una scorciatoia attraverso la quale ciò che vale fuori dall’app smette improvvisamente di valere dentro l’app. Il punto è semplice: taxi e NCC sono due servizi distinti e una piattaforma tecnologica non può cancellarne le rispettive regole. Il taxi opera da piazza, è soggetto a tariffa amministrata e agli obblighi previsti per il servizio taxi; l’NCC opera su prenotazione secondo la disciplina che gli è propria. L’app non cambia la natura del servizio e non rende intercambiabili taxi e NCC. Innovazione e tecnologia vanno benissimo, ma dentro le regole, non al posto delle regole. Per questo sorprende ancora di più che un assessore, invece di parlare di taxi regolari e NCC regolari, ciascuno nel proprio ambito e secondo le proprie regole, indichi semplicemente una piattaforma privata come soluzione. Le automobili che materialmente effettuano il servizio sono comunque condotte da operatori autorizzati, taxi dove previsto oppure NCC. Quindi se alle 2.45 di notte non c’è materialmente un vettore disponibile, aprire un’applicazione sul telefonino non fa comparire magicamente una macchina. UN’APP APERTA 24 ORE SU 24 NON SIGNIFICA AVERE UNA VETTURA DISPONIBILE 24 ORE SU 24. E infatti il Corriere, nell’articolo successivo del 4 settembre, riferisce che gli NCC operanti attraverso Uber dopo una certa ora chiuderebbero le chiamate. Allora la domanda è semplicissima: quale vettura Uber, concretamente, sarebbe stata disponibile alle 2.45 di quella notte per quei due turisti? Non quale app potevano aprire. Quale vettura. Perché sono le vetture che trasportano le persone, non le icone sullo smartphone. Allevato aggiunge poi che per gli NCC la prenotazione è prevista dalla legge. Corretto. E infatti nessuno sta chiedendo agli NCC di diventare taxi. Il servizio NCC deve continuare a svolgersi nel rispetto delle proprie regole, così come il taxi deve rispettare le proprie. La soluzione non può essere aggirare le differenze tra taxi e NCC attraverso il nome di una piattaforma. Taxi regolarmente autorizzati. NCC regolarmente autorizzati. Prenotazioni NCC effettuate secondo le norme vigenti. Turni taxi organizzati secondo i regolamenti. Controlli uguali per tutti. Questo chiediamo. Attenzione però: oggi non esiste più un obbligo generale dei famosi 20 minuti tra prenotazione e partenza dell’NCC. Quindi non è “un minuto o due” in sé a determinare automaticamente un’irregolarità. Ciò che conta è che il servizio resti realmente e integralmente dentro le regole previste per l’NCC e non diventi, attraverso una piattaforma tecnologica, un modo per confondere due servizi che la legge continua a distinguere. POI C’È UNA QUESTIONE CHE RIGUARDA LE AMMINISTRAZIONI.
Taxi, abusivismo e Governo: il punto della situazione
L'economia del settore taxi è afflitta da un nuovo nemico, il caro carburante. Ma sarebbe davvero sciocco limitare la nostra riflessione a questo nuovo fardello. Su questo basterebbero sgravi per il carburante professionale come già autorizzato per altre categorie.
Come avviene da troppo tempo, il vero fardello è rappresentato dall'esercizio abusivo di n.c.c. da rimessa che si sono auto-trasformati, grazie alla compiacenza politico-istituzionale, in n.c.c. da piazza a tariffa libera, in aperta concorrenza sleale verso il servizio taxi da piazza a tariffa amministrata.
Nonostante il grande lavoro compiuto dai colleghi che si occupano di anti-abusivismo - a proposito, ringrazio, oltre a Uritaxi Milano, Filt Cgil Milano e Ugl Milano, gli oltre 400 tassisti milanesi che stanno sostenendo l'attività di contrasto all'abusivismo, la cui efficacia è comprovata dalle diffide che già abbiamo ricevuto da grosse strutture operanti nel milanese, evidentemente preoccupate per la minaccia che questa attività rappresenta ai modelli di affari irregolari da queste messe in piedi, e che lungi dall'intimorirci, rappresentano per noi delle medaglie da esibire - la latitanza del Governo sui decreti attuativi non è più tollerabile.
Per dare a Cesare ciò che è di Cesare
Questo Governo, dal 2019, è l'unico ad avere preso in seria considerazione l'attuazione della legge 12. In primis il Ministro Salvini ci ha messo la faccia e si è impegnato per ripristinare legalità nel settore del trasporto pubblico non di linea. Tuttavia, ora che siamo a fine legislatura, e tra pochi mesi ci sarà il rinnovo della rappresentanza parlamentare, si può fare un bilancio.
Ad oggi, l'unico decreto operativo, con inefficienze tecniche che ritengo ordinarie quando si sviluppa qualcosa di nuovo, è quello sul Registro elettronico n.c.c. e taxi. Forza Italia ha sposato tutto un altro percorso, che essa chiama liberale, ma che noi ipotizziamo essere un favore ad una multinazionale la cui capacità finanziaria di convincimento ha pochi pari. A fornirci indizi per tale ipotesi, è la proposta di legge "Caroppo ed al." con cui di fatto si sanerebbe il modo abusivo con cui essa oggi opera. Il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri sulla regolamentazione delle piattaforme è, dopo i moniti lanciati al Governo della Commissione Europea, entrato in una sorta di limbo. Diversamente, il decreto sul foglio digitale di servizio non esce, nonostante i pronunciamenti pubblici ad una sua promulgazione. Su quest'ultimo, senza che possa esser considerato concluso il necessario impegno ad una regolamentazione dell'attività delle piattaforme, si gioca per noi la credibilità dell'impegno governativo. Anche questa estate è passata invano senza aver avuto segnali a riguardo.
Credo che il tempo delle promesse a parole sia finito e che il settore taxi debba tornare a far sentire la propria voce.Claudio Giudici
