Elisa Renaldin | Vita Fuori Copione 🎭
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Appunti random su libertà, relazioni, presenza e creatività. Aiuto umani stanchi del solito copione, a riprendersi il ruolo di protagonisti.
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"Quando pensiamo, non stiamo semplicemente elaborando idee per noi stessi: stiamo anche emettendo segnali che possono influenzare il comportamento, le emozioni e persino lo stato energetico di chi ci circonda".
"Il pensiero, essendo energia, non rimane confinato all'interno della mente di chi lo produce, ma si espande come un'onda, interagendo con altre energie e contribuendo a modellare la realtà collettiva".
"Ogni pensiero lascia un'impronta nel campo energetico condiviso. Comprendere questa dinamica ci permette di sviluppare una maggior consapevolezza del nostro impatto sugli altri e sul mondo, trasformando il pensiero in uno strumento di connessione e creazione".
- Il codice del pensiero, Mario Rossi
Ed ecco un altro autore che conferma l'importanza dell'uso corretto del LOGOS e non solo!! Qua si sta spiegando tecnicamente cos'è l'Umanità all'Unisono!
Non so se è chiaro: tra individui connessi sulle stesse frequenze si crea una rete. Questa rete può diventare uno strumento di accrescimento, sostegno, aiuto e liberazione per tutti coloro che sono connessi.
Perché? Perché ogni pensiero emette una frequenza che interagisce con l'ambiente, creando interferenze o risonanze con altre energie, e perché l'evoluzione di un sistema è legata all'evoluzione delle persone che vi interagiscono.
Per questo è così importante mantenersi vigili, presenti e centrati, e prendersi cura del proprio mondo interiore: per contribuire a generare un mondo esterno più vivibile e umanamente sostenibile.
Ognuno di noi è responsabile del suo benessere e contemporaneamente propaga, nel bene o nel male, la sua condizione interna al mondo esterno, e in questo modo contribuisce a sostenere altri umani impegnati in quest'Opera!
Non so se cogliete il senso, la profondità e l'impatto di queste affermazioni... ma io sto avendo orgasmi cerebrali multipli. 🤩✨
Ci vediamo al prossimo weekend Trasformativo! Non fate i lavativi!! 😎
https://t.me/Transformational_Experience
Per restare sul tema di ieri, riporto uno stralcio di conversazione in chat:
"...la paura più grande è quella di non trovare risorse sufficienti dentro me. Sicuro che se non riesco a trasformare la paura, vincerà lei".
"La paura ci sarà sempre, a volte è pure necessaria. Ma spesso fa più paura l'anticipazione di cose che, magari, non avverranno mai.
Fai attenzione al film che stai girando e proiettando nella tua testa, relativamente al tuo futuro e a quello che credi di poter o non poter fare...
Quando slitti da una versione di te a un'altra, la differenza nel tuo percepito è abissale, te ne sarai reso conto...
Che non vuol dire mettere la polvere sotto al tappeto, intendiamoci. La paura va guardata, meglio ancora se si capisce da dove arriva, perché è ciò che non conosciamo, a spaventarci. Ma una volta che l'hai vista, puoi osservarla con altri occhi senza farti immobilizzare da lei.
Riconosci la sua funzione.
E non ti fai più fottere dai parassiti o da vecchi automatismi che ti buttano in dinamiche di autosabotaggio e autogiudizio".
Sta sempre tutto nel rimanere Presenti o osservare...
Osservare cosa ci accade dentro, osservare i pensieri, osservare le parole.
Ergo = uso corretto del LOGOS e altre simpatiche cose che spiego nel Weekend Trasformativo "Ritorno alle Origini". Prossima data: 27 e 28 settembre a Bologna.
😎
Per restare sul tema di ieri, riporto uno stralcio di conversazione in chat:
"...la paura più grande è quella di non trovare risorse sufficienti dentro me. Sicuro che se non riesco a trasformare la paura, vincerà lei".
"La paura ci sarà sempre, a volte è pure necessaria. Ma spesso fa più paura l'anticipazione di cose che, magari, non avverranno mai.
Fai attenzione al film che stai girando e proiettando nella tua testa, relativamente al tuo futuro e a quello che credi di poter o non poter fare...
Quando slitti da una versione di te a un'altra, la differenza nel tuo percepito è abissale, te ne sarai reso conto...
Che non vuol dire mettere la polvere sotto al tappeto, intendiamoci. La paura va guardata, meglio ancora se si capisce da dove arriva, perché è ciò che non conosciamo a spaventarci. Ma una volta che l'hai vista, puoi osservarla con altri occhi senza farti immobilizzare da lei.
Riconosci la sua funzione.
E non ti fai più fottere dai parassiti o da vecchi automatismi che ti buttano in dinamiche di autosabotaggio e autogiudizio".
Sta sempre tutto nel rimanere Presenti o osservare...
Osservare cosa ci accade dentro, osservare i pensieri, osservare le parole.
Ergo = uso corretto del LOGOS e altre simpatiche cose che spiego nel Weekend Trasformativo "Ritorno alle Origini". Prossima data: 27 e 28 settembre a Bologna.
😎
A volte riconosco chiaramente dei pensieri non miei.
Sono quelli di un'Elisa di anni fa, che si attivano in concomitanza di eventi che riattivano il corpo di dolore - di cui parla Eckhart Tolle - oppure vengono riproposti a volte da interferenze che arrivano cercando di ciucciare energie.
Come riconoscerli? Se i pensieri generano emozioni come rabbia, dolore, tristezza, risentimento.... c'è odore di parassita.
Questo significa che non dobbiamo fare il nostro santo lavoro di pulizia? Certo che sì, è necessario andare a vedere in quali vecchie ferite si annidano questi nuclei di energia vecchia non rilasciata, e per far questo esistono le Tecniche di Trasformazione Percettiva che utilizzo nelle sessioni, ad esempio.
Dopo un po' di tempo che si curano ferite, però, ci si accorge che non è MAI finita, e allora arriva il momento di cambiare personaggio e andare su un'altra linea della vita, dove tutta quella roba, semplicemente, non c'è. Sembra fantascienza, ma è tutto il lavoro fatto da Frederick Dodson e spiegato nel libro "Universi paralleli del sé", ed è quello che sto cercando di portare nei miei workshop: salire di un piano, dal personaggio all'attore.
Bisogna raggiungere quel punto e stabilizzarsi lì, sapendo che si incontreranno più volte i "guardiani della soglia", che in un modo o nell'altro cercano di tenerti giù perché sei cibo energetico prelibato. In qualche modo vagliano anche la tua risolutezza e disciplina, se vogliamo vedere.
Quando sali di frequenza, non sei più raggiungibile.
Quindi prima si parte dalle basi, si lavora sulle ferite, si lavora su mamma e papà e si dà un'occhiata all'albero genealogico... dopodiché si inizia a entrare nell'altra versione di sé che, per me, non è evoluta ma semplicemente liberata.
Se vuoi fissare un incontro online o se vuoi partecipare al prossimo workshop, scrivi a: info@elisarenaldin.it
E buona serata 😁
https://t.me/Transformational_Experience
Pensavo ad una cosa...
A tutte le volte che non siamo stati capiti.
A tutte le volte che non siamo stati visti.
A tutte le volte che non siamo stati riconosciuti, accolti, apprezzati.
A tutte le volte in cui le nostre espressioni e manifestazioni non sono state notate, oppure sono state giudicate e respinte.
Allora dopo un po', quell'essere aperto, dinamico, espressivo e sensibile... ha iniziato a ritirarsi su se stesso, riducendo sempre più il suo spazio di azione, circondato da esseri che non vedevano, non capivano, non sentivano.
La nostra Autenticità è stata messa in cantina, un rifiuto dopo l'altro, una negligenza dopo l'altra, un'assenza dopo l'altra, una cecità e sordità dopo l'altra.
Ci siamo adeguati a un mondo che appariva insensibile, corrotto, violento, inospitale. E abbiamo creduto che fosse tutto così, e che non valesse la pena mostrare i nostri aspetti sensibili, fragili, profondi, emotivi o creativi. Tanto, a chi importava? Chi li notava?
Abbiamo perso entusiasmo per l'Essere che siamo.
Abbiamo smesso di vederci.
Abbiamo smesso di supportarci.
Abbiamo abbassato l'intensità, o abbiamo cercato vie distorte e disfunzionali per esprimerci, anche facendoci del male, perché tutta quella roba doveva pur uscire in qualche modo.
Ma si arriva a un punto in cui l'approvazione che diamo a noi stessi è più importante di quella che cerchiamo dagli altri, perché quando si attiva la riscoperta di sé, non c'è santo che tenga.
Allora a quel punto la priorità assoluta è lasciarci esprimere, manifestarci nel nostro essere Autentici, che vuol dire anche fragili, vulnerabili, oltre che appassionati, vitali, creativi.
Per nostra fortuna quella parte pulsante di noi non ha mai smesso di palpitare, e non aspettava altro che uno spiraglio aperto per tiffarcisi dentro e fuggire.
Fuggire dalle gabbie che ci siamo costruiti attorno nell'illusione di non soffrire e di essere "forti".
Ma la vera forza è proprio mostrarsi veri, integri, al cospetto di noi stessi, con verità. Il resto del mondo, non potrà far altro che ammirare, o invidiare, tutta quella Meraviglia che avevamo tenuta nascosta così tanto a lungo.
Buona Riscoperta 🙏💫
Elisa
A volte si scappa dall'intensità
A volte si scappa dalla Presenza
A volte si scappa dalla visione e dal desiderio
A volte si scappa dal Sentire...
...perché è troppo.
Troppo intenso, troppo denso, troppo diverso.
A volte le nostre parti si riuniscono
e d'improvviso c'è un allineamento
tra corpo, mente, cuore, anima
ed è un abitare il corpo
totalmente differente, quasi estraneo
ma bello, quasi un'estasi.
Talmente lontano dal solito
"non esserci"
da risultare lì per lì
anomalo, insostenibile.
Si fanno spazio percezioni differenti
pensieri, sensazioni differenti.
È come essere immersi in una realtà "sovrapposta".
Il giorno prima caos, confusione, sbilanciamento...
e il giorno dopo silenzio, presenza, piacere.
Come se fosse entrata un'energia nuova
più densa ma leggera
come se nel corpo si fosse fatto spazio
qualcun altro, ma non estraneo.
E restando lì, non si vuole altro che Silenzio
con la voglia di entrare sempre di più
in questo vasto oceano
che spaventa sempre meno
e attrae sempre di più
volendosi perdere e dissolvere
in questa infinita dimensione
tra reale e irreale
ma percepibile nella carne.
Una commovente, straziante, estatica
immersione in un lago d'Amore.
Il tuo Sé ti ama,
ti ama da morire
e la folle e frenetica ricerca
di questo Amore fuori da te
è inutile, sciocca, sfibrante
perché quel lago profondo
ce l'hai dentro
è in te ed È te.
🌟💖✨
Elisa
Tratta con gentilezza te stesso/a
anche quando cadi
anche quando inciampi
anche quando ti deludi.
Anzi, soprattutto in quei momenti.
Quando ci vuole più tempo del previsto
quando ricadi in dinamiche vecchie
quando non ce la fai
quando ti senti stanco/a.
Datti tempo.
Quando ti senti scoraggiato/a
quando accadono imprevisti
quando "sembrava che"
e invece no.
Siediti e respira.
Riconosci che sono schemi
che sono programmi
che sono false identità
automatismi e reattività.
Fai un passo indietro
scendi in platea
osserva lo spettacolo
guarda i personaggi.
Molla la resistenza
molla l'attaccamento
molla il fastidio, la delusione
osserva, imparziale.
Prenditi cura
di quella parte fragile
di quella parte reattiva
riconoscila e accoglila.
Comprendi
i suoi come e i suoi perché
accudiscila, rassicurala
e poi lasciala andare.
Non è Te, non sei Tu
ma è solo un riflesso
un frammento che si esprime
in cerca di attenzione.
Amalo, rassicuralo
e ricollegati presto
col tuo Sé più espanso
che tutto vede e include.
Buttate fuori a calci
qualsiasi pensiero,
immagine, sensazione,
impressione, ricordo
che non sia stato
da voi scelto.
Fatevi il lavaggio del cervello
lo shampoo cerebrale,
eliminate l'indesiderato
con calma e pazienza
un pezzetto alla volta
create spazio.
Ripetete i vostri mantra
scegliete con cura
cosa pensare,
cosa pronunciare,
cosa osservare,
cosa commentare.
Tenetevi d'occhio
tenetevi per mano
issate in alto la luce,
difendete la mente
proteggete il cuore
custodite il corpo.
Elisa
Quanto a lungo ho negato la mia Natura....
Non è quello che ho appreso, imparato, ripetuto, perpetuato finora.
Non è quello che mi hanno insegnato, inculcato, trasmesso, detto, imposto.
Non è quello che ho pensato, agito, provato, creduto, fatto, detto.
Non è quello che gli altri vedono, pensano, credono, ritengono, valutano, concludono.
È qualcosa che va al di là del visibile, del concepibile, del misurabile, del prevedibile. Perfino per me stessa.
È che forse, neanche io so qual è la mia Natura. Forse lo sto scoprendo adesso, accogliendo, ricevendo, sperimentando, osando.
Preferisco buttare le maschere, le definizioni, i perimetri, i ruoli, i personaggi, le identità...
per entrare nel regno delle possibilità.
Dove andrò a finire? Boh! È una scoperta. È un viaggio.
È un'incognita.
Ma viversi senza i confini dettati da ciò che siamo stati fino a ieri, fino a un anno fa, e fino a un minuto fa...
sa di Libertà. 💫
Elisa
Nessuno ti vede per quello che sei, per almeno due ragioni.
La prima: non ti mostri per ciò che sei, anche se sei convinto/a di sì. Il più delle volte mostri maschere, strutture, programmi inconsci, automatismi...
La seconda: gli altri - a loro volta preda di programmazioni - non ti vedono realmente. Vedono le loro proiezioni, le loro aspettative, le loro idiosincrasie...
Come se ne esce? Partendo da Sé. La prima cosa da fare è restituirsi a se stessi, vale a dire riscoprirsi, ritrovarsi, manifestarsi. È un Lavoro che richiede tempo, pazienza, amorevolezza, compassione, coraggio, volontà.
In seconda battuta, ma solo dopo, vengono gli altri, che sono solo una conseguenza.
Il rapporto con se stessi cambia, il rapporto con l'esistenza cambia, il rapporto con gli altri cambia.
È un reset, o se preferiamo uno slittamento. Di sicuro, un'uscita da qualche Recinto Percettivo. Un graduale Ritorno.
Mica per niente il titolo dei workshop che ho messo in essere è "Ritorno alle Origini". 😉
Ti aspetto "dall'altra parte" (che non vuol dire all'altro mondo, ma in presenza!) 😆
E buon sabato 😘
E......finalmente ci siamo!! Dopo l'esperienza della Giornata Trasformativa a Varese, prende vita il primo Weekend Trasformativo 🥳
Forza amici di Bologna, Modena, Cremona....non mancate proprio voi!! 😎
Riflettevo su questi Umani all'Unisono, stamattina. Lo so, sto insistendo su questo tema, ma mi sta molto a cuore.
Non ho mai pensato che potesse essere "tutta" l'umanità coinvolta in questo switch percettivo, ma solo una piccola parte. Non per ragioni "elitarie", ovviamente, ma per ragioni vibratorie, che dipendono da pensieri e sentimenti, soprattutto.
No, non è un manifesto sentimentalista del "volemose bene", né tanto meno del "noi siamo meglio", anzi. Si tratta di riconoscere a fondo la propria Natura e lasciarla emergere.
Chi lo fa, entra naturalmente in risonanza coi suoi simili, tutto qui. Sembra facile, in realtà richiede delle demolizioni interiori vere e proprie. E costa fatica, e costa dolore, e costa tempo e impegno.
Chi passa da lì e vede i suoi cocci, poi non può più non vedere i cocci degli altri, e cambia il suo modo di percepirli. E se ha fatto un Lavoro "come dio comanda", inizia a sentire molto più di prima, e meglio.
Questa percezione aumentata, porta la persona ad affiancarsi naturalmente a chi ha percorso le stesse strade, non per gongolarsi nel "guarda quanto siamo stati bravi", ma piuttosto perché comprende l'importanza di sostenersi l'un l'altro, anche a distanza.
Come si fa? Col pensiero, con l'intento, con la propria energia, con le vibrazioni di certi Pensieri e Sentimenti. Mandare sostegno a tutti coloro che sono in un Percorso Liberativo, dona un grande aiuto indiretto.
E nell'incontro de visu, c'è accoglienza, non giudizio. C'è apertura, non diffidenza. C'è quella vulnerabilità che uno finalmente può permettersi perché:
1° l'ha accolta e non la teme più
2° è diventato "forte" in altra modalità (approfondirò in seguito).
È un'assunzione di Responsabilità verso se stessi, nel bene e nel male. È un riconoscersi, è un prendersi cura delle proprie ferite e punti fragili, e in seconda battuta, soltanto dopo, è un estendere questa premura agli altri... perché si è compreso a fondo quanto sia importante essere accolti e sostenuti da altre anime in cammino che sentono in maniera simile.
Quindi, che siamo in 10, in 100, in 1000 o 10mila, non è importante adesso. L'importante è che quel seme sia stato piantato, e che alcuni abbiano iniziato ad annaffiarlo per farlo germogliare.
Utopia? Non lo so e non mi interessa. È quello che credo e sento. I miei ruzzoloni li ho già fatti per capire che si tratta solo di scelte. Sapere che esiste anche solo una minuscola fetta di umanità con questi intenti, a me dà sollievo e motivazione.
💫
Elisa
L'Umanità all'Unisono sta prendendo forma. Attraverso il mio canale Telegram e il gruppo ad esso collegato, diverse Anime sono entrate in risonanza, e si scrivono e mi scrivono messaggi, condivisioni, passaggi interiori che stanno facendo.
Questi soggetti si sostengono a distanza. Sono su un percorso comune e lo condividono. Si impegnano per liberarsi, e fanno il tifo per gli altri che fanno altrettanto.
Perché l'obiettivo non è uniformarsi a delle regole. L'obiettivo è essere il più Autetici possibili, tanto che le "regole" non serviranno più, perché emergeranno poco a poco da una coscienza liberata.
Queste Anime sono come strumenti di un'orchestra che si sta accordando, e le prime note della musica che suonano, iniziano a spargersi nell'etere...
Grata per tutti coloro che hanno accolto l'invito di ri-suonare insieme 😊🙏❤️
https://t.me/Transformational_Experience
Vedendo i tanti e vari post-it che ho piazzati in casa come promemoria dello stato di Presenza, mi rendo conto una volta di più di come ci sia una fuga dal momento presente (sarebbe anche un bel titolo per un film, oltretutto) 😆.
Cos'è questa fuga? È la mente che va per i fatti suoi, è il pensiero che viaggia e visita luoghi senza che l'abbiamo deciso, è un corpo che si muove, con dentro nessuno (di consapevole).
Che poi va anche bene pensare e divagare...ma solo se l'abbiamo scelto e deciso noi. Altrimenti è un sequestro (di attenzione, di energia... e di noi stessi).
Cosa accade quando metti tutta la tua energia e attenzione in quello che fai? Intendo zero pensieri e distrazioni, tutti interi lì nel sentire tutto (in primis il corpo e le sensazioni), lasciando fuori i commenti, le idee, le ipotesi, le considerazioni sul prima e sul dopo, il vagare della mente "ovunque ma non qui".
Oggi, provaci. Vedi se ci riesci, punto primo, poi se ti va entra nel gruppo dei pionieri linkato qua sopra, a condividere questa e altre cose che stiamo sperimentando assieme. 😎
Stay tuned! 👀
(e buon lunedì, che non fa mai male) 😁
Vi ricordo che chi volesse far parte del piccolo gruppo di audaci sperimentatori che si sta formando, chi volesse commentare i post condividendo in apertura il suo sentire o partecipare ai corsi in presenza, è sempre valido l'invito a entrare nel gruppo:
https://t.me/teatrotrasformativo
Non voglio sedarmi.
Non voglio distrarmi.
Non voglio pensare, non voglio scappare.
Voglio sentire.
Anche se fa male.
Anzi, soprattutto per quello.
Voglio entrarci ancora di più,
voglio farmi attraversare,
senza trattenere.
Voglio vedere fino in fondo.
Voglio sentire fino alla radice,
fino all'origine.
Voglio esplorare tutto,
senza paura, senza opinioni,
senza riserve.
E voglio infine ritrovarmi,
dentro e sotto quel groviglio,
dentro a quel caos,
come nell'occhio del ciclone,
sentendo che si crea Spazio,
avvertendo la Libertà
che si fa strada,
percependo il mio Sé
che ritorna,
e mi abbraccia, e mi accoglie
e mi scalda.
È sempre stato lì,
in attesa di trovare un pertugio
in cui infilarsi per raggiungermi,
sotto quei grovigli,
oltre quel caos.
Quindi ascolta il mare in tempesta,
è il tuo Sé
che sta cercando di raggiungerti.
Elisa
Che tristezza l'umanità che non si esprime.
Quella che si censura, che si frena, che si castra, si limita, riduce se stessa, filtra, scarta, elimina.
Cosa elimina? Parole, sguardi, abbracci, carezze, baci, gesti d'amore, d'amicizia, di umanità, di compassione, di solidarietà, di vicinanza.
Non perché non li senta, ma perché non li esprime.
E dopo un po', inizia a non sentirli naturali, necessari, impellenti, doverosi.
Per timore, per disagio, per imbarazzo, per paura.
Paura di essere eccessivi. Paura di essere inopportuni, diversi. Paura di essere giudicati, fraintesi, accusati, rifiutati, respinti.
Ma un impulso naturale, Autentico, profondamente Umano e che nasce dal Cuore e dall'Anima, non può MAI essere sbagliato, inopportuno, nocivo.
Prima o poi la smetteremo di stare dentro a queste gabbie, a questi Recinti Percettivi che limitano terribilmente la comunicazione, la condivisione, la comunanza. Se nessuno trova il Coraggio di esporsi ed esprimersi, sarà una gara al ribasso, al ritiro, allo spegnimento.
Ma non si tratta di aspettarsi che qualcuno faccia qualcosa. Si tratta di autorizzarsi ad Essere, con Audacia, indipendentemente da reazioni, risposte, accoglimenti o rifiuti.
Perché un'Umanita libera, è quella che prima di tutto si dà il permesso di esprimere la sua intima Essenza, che è sensibile, generosa, collaborativa e priva di competizione, rancore e chiusure, che sono solo il frutto di secoli di condizionamenti coatti e forzati.
O ci ribelliamo a queste gabbie e ritroviamo la nostra Autenticità nelle relazioni umane, o ciò che vediamo attorno sarà anche nostra responsabilità.
Evviva l'umanità che si esprime.
Evviva l'umanità che si espone.
Evviva l'umanità che si apre, che osa, che gioca, che vive.
Evviva l'umanità che riceve, che accoglie, che ascolta, che sente.
💖🔥🌟
Elisa
Sono in aeroporto a Roma, e in una delle hall è posizionato un pianoforte a mezza coda.
Fortuitamente si sono susseguiti diversi pianisti, uno più bravo dell'altro, sedendosi alla tastiera e portando musica.
Qualcuno si è messo ad ascoltare con attenzione, qualcuno ha filmato o fotografato, qualcuno ha applaudito. Altri hanno ignorato totalmente.
Ecco, non fermiamoci di fronte a chi non vede e non sente in nessun la declinazione:
chi può portare Bellezza, la porti
chi può portare Armonia, lo faccia
chi può portare Gioia, la diffonda.
Ci sarà sempre un Cuore aperto, un Orecchio attento, un Occhio vigile, un'Anima sensibile.
Non sappiamo quando, come e verso chi, ma ogni volta che spargiamo un'Energia elevata, tutto l'ambiente ne beneficia... 🌟💛🔥✨
