Elisa Renaldin | Vita Fuori Copione 🎭
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Appunti random su libertà, relazioni, presenza e creatività. Aiuto umani stanchi del solito copione, a riprendersi il ruolo di protagonisti.
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"Ritorno alle Origini" replica a Varese l'1 e 2 Novembre.
È per te se:
- hai bisogno di un momento di pausa rigenerante
- vuoi ritrovare autostima e fiducia in te
- vuoi ricucire i rapporti con l'esistenza
E soprattutto se hai già:
- fatto percorsi
- usato tecniche
- studiato e letto di tutto
- provato, fallito, ri-provato e ri-fallito
- capitolato arrivando al punto di mandare a quel paese tutto e tutti...
allora non devi mancare.
Devi agire, però, e non farti mille pippe sul perché e sul percome, sul percosa e sul perquando.
È adesso. È ora.
Non "la prossima volta".
Scrivimi qui, dai su: info@elisarenaldin.it
https://elisarenaldin.it/ritorno-alle-origini/
"Ritorno alle Origini" replica a Varese l'1 e 2 Novembre.
È per te se:
- hai bisogno di un momento di pausa rigenerante
- vuoi ritrovare autostima e fiducia in te
- vuoi ricucire i rapporti con l'esistenza
E soprattutto se hai già:
- fatto percorsi
- usato tecniche
- studiato e letto di tutto
- provato, fallito, ri-provato e ri-fallito
- capitolato arrivando al punto di mandare a quel paese tutto e tutti...
allora non devi mancare.
Devi agire, però, e non farti mille pippe sul perché e sul percome, sul percosa e sul perquando.
È adesso. È ora.
Non "la prossima volta".
Scrivimi qui, dai su: info@elisarenaldin.it
https://elisarenaldin.it/ritorno-alle-origini/
Se ancora lo stai facendo... smetti di massacrarti.
Il peggior danno lo facciamo noi a noi stessi, stando sempre in lotta, pensando di essere inadeguati, inadatti, non all'altezza, non abbastanza...
L'effetto delle parole su di te è devastante, è come instillare gocce di veleno ogni giorno.
Considera ogni parola che ti dici come una goccia: vuoi ricevere una sostanza tossica oppure un elisir?
Smetti di pensare che non meriti, e inizia a darti il permesso, ad autorizzarti, a sentirti meritevole e degno.
Di cosa? Di Amore, di benedizioni, di aiuti, di bellezza, di gioia, di pace. Il fatto che tu ne abbia visto o ricevuto poco, non conta assolutamente un accidenti, è da adesso in poi, che conta. È il filtro mentale che hai, a fare la differenza. È la scelta che compi dentro, a determinare cosa succede fuori.
Lo so, lo so, ci sono stati momenti di penuria, come li chiamo io, dove sembrava di stare in mezzo al deserto emotivo, a morire di fame d'amore e di sete di contatto.
Ma il paesaggio cambia, se tu cambi. La luce si intravede, se l'accendi. Inizia con un piccolo passo, inizia da te.
Oggi, donati Amore.
Oggi, donati Speranza.
Oggi, regalati Sostegno.
Oggi, fai tifo per te.
Con Amore e con Ardore ❤️🔥
Elisa
Domenica 12 Ottobre sarò presente a Piacenza, con doppietta 😜
Laboratorio ore 10, e simposio ore 16.
Non mancateeeeee! 😎
Repost from Numanity® - La Nuova Umanità
🐥ℕ𝕌𝕄𝔸ℕ𝕀𝕋𝕐 𝔻𝔸𝕐𝕊 - San Giorgio P.no (PIACENZA)☀️
𝐒𝐜𝐨𝐩𝐫𝐢 𝐮𝐧 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨 𝐦𝐨𝐝𝐨 𝐝𝐢 𝐟𝐚𝐫𝐞 𝐫𝐞𝐭𝐞 𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐢𝐭𝐚! Partecipa agli eventi di 𝑁𝑈𝑚𝑎𝑛𝑖𝑡𝑦 𝐷𝑎𝑦𝑠, le giornate della #NuovaUmanità:
☀️𝑪𝒐𝒏𝒇𝒆𝒓𝒆𝒏𝒛𝒆 𝒆 𝒎𝒐𝒎𝒆𝒏𝒕𝒊 𝒅𝒊 𝒅𝒊𝒂𝒍𝒐𝒈𝒐 diretto, per un'esperienza ricca di stimoli culturali
☀️𝑾𝒐𝒓𝒌𝒔𝒉𝒐𝒑 𝒔𝒆𝒏𝒔𝒐𝒓𝒊𝒂𝒍𝒊 per esplorare il contatto con se stessi
☀️𝑭𝑶𝑹𝑼𝑴 𝑪𝑰𝑽𝑰𝑪𝑶: spazio di confronto tra cittadini, imprenditori, associazioni e gruppi territoriali, per fare rete dal vivo e favorire la partecipazione attiva
☀️𝑪𝒐𝒏𝒄𝒆𝒓𝒕𝒐 𝒅𝒂𝒍 𝒗𝒊𝒗𝒐 𝒂𝒍𝒕𝒆𝒓𝒏𝒂𝒕𝒊𝒗𝒐 in cui le piante diventano compositrici e musiciste
☀️𝑪𝒊𝒃𝒐 𝒗𝒊𝒗𝒐 creato con amore dall'Agriturismo Ca' Preda
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
𝘕𝘜𝘮𝘢𝘯𝘪𝘵𝘺 𝘋𝘢𝘺𝘴 è l’occasione per esserci, davvero.
📍Agriturismo Ca' Preda ~ S. Giorgio Piacentino ~ Loc. Cascinotta 10
🟢𝐈𝐍𝐆𝐑𝐄𝐒𝐒𝐎 𝐋𝐈𝐁𝐄𝐑𝐎, non è necessaria la prenotazione.
📞Per info e stand: 3520840050
📩info@numanity.it
#NUmanity
#NUmanityDays
🚀Entra nel nostro nuovo mondo⤵️
https://t.me/Nuovaumanita8
Ci sono degli aspetti essenziali che vanno compresi da chi è su un percorso di ricerca e "crescita personale".
Parlo in prima persona, non certo mettendomi in cattedra per insegnare qualcosa, solo per trasmettere un aspetto essenziale che può far risparmiare davvero tanto tempo a chi pensa di dover:
- cambiare
- migliorare
- evolvere
- crescere
- imparare
e via discorrendo nel cinema illusorio del paradigma evolutivo dell'Anima che è qui ad "imparare attraverso lezioni".
Nulla di male nel volersi migliorare, nel senso di eccellere, puntare al meglio, diventare forti, radicati, e anche gioiosi, profondi, realizzati.
Ma occhio all'equivoco di fondo, che per me è e rimane un Recinto Percettivo: arriviamo qui con un "segnale madre", che spesso e volentieri viene distorto, cambiato, depistato, confuso, modificato.
Questo avviene attraverso traumi, incidenti, esperienze dolorose, episodi traumatici, cambi forzati di rotta. Voi potete raccontarmi fino alla nausea che "l'abbiamo scelto noi", io continuo a credere che alcune cose accadano perché ci sono alcune interferenze energetiche che hanno un loro beneficio a creare queste distorsioni del segnale madre. Altre volte è un po' come dire: "vediamo come va se spingiamo giù a forza".
Alcuni ce la fanno, altri no.
Alcuni sopravvivono, altri no.
Alcuni stanno in piedi a fatica, ma andranno avanti a zoppicare per tutta la vita.
E chi arranca, chi zoppica, cerca una soluzione, un analgesico, una stampella... e parte per il suo "viaggio di ricerca".
In questo viaggio incontra chiunque che gli dice la qualunque tentando di fargli digerire qualcosa che, molto spesso, non è per niente digeribile, né si risolve con riti, ritualini, sedute psicoanalitiche, massaggi, trattamenti reiki, shatzu, cazzu e mazzu, terapie di ogni sorta, preghiere, percorsi spirituali di ogni forma e colore, percorsi esoterici di ogni foggia, filosofie varie, pratiche tra le più fantasiose.
Va bene tutto, può servire tutto, ma attenzione: se non si ripristina il "segnale madre", si va avanti a lavorare a vuoto, cercando di suonare una musica su un pianoforte scordato. Lo strumento va di nuovo accordato, e questo ha a che fare col corpo e il sistema nervoso. Non c'entra NULLA con le pippe infinite psico-spiritual-esoteriche.
IL CORPO.
BISOGNA LAVORARE SUL CORPO, che è la spugna che assorbe ogni minima sfumatura che viviamo, vediamo, sentiamo e respiriamo.
Poi si passa agli altri livelli e potete andare dove volete, anche sugli altri pianeti per via astro-eterica. Ma se non si ripristina il "segnale madre", si andrà avanti a girare in tondo per anni pensando che si tratti di karma, lezioni, destino, prove e compagnia cantante.
A pochi arriverà dritto questo messaggio, pochi lo leggeranno, e ancora meno arriveranno in fondo.
A quei pochi dico: liberatevi di questo circo spiritualista che il sistema ha inventato per tenervi ancora intrappolati, per farvi uscire dalla porta principale e farvi rientrare dalla porta sul retro. Andate a scovare esattamente dov'è stato il punto di "rottura" e lavorate lí. Il resto cambia e si sposta di conseguenza: pensieri, credenze, energia, atteggiamenti, risultati, manifestazioni. Poi butterete nel cestino un mucchio di roba e vi sentirete più leggeri, ma anche - finalmente - risolti e senza più bisogno di alcuna stampella.
Con Amore e con Ardore
❤️🔥
Elisa
Un mio audio del 2019... ciò che è prodotto dall'Anima, è senza tempo.
Elisa
Save the date!
Parleremo (anche) del Weekend Trasformativo di fine Settembre a Bologna, di strategie da usare subito, e di qualche aspetto che può fare la differenza nel capire perché a volte le cose vanno come vanno.... 😉
Vi aspetto, non fate i lavativi!! 😎
Per agevolare questo passaggio, ho ideato il percorso "Ritorno alle Origini", che inizierà col primo Weekend Trasformativo a Bologna, il 27 e 28 Settembre.
Se hai dubbi o domande, puoi scrivermi qui: info@elisarenaldin.it
https://elisarenaldin.it/ritorno-alle-origini/
Ci programmano con l'idea che dobbiamo "meritare" l'amore.
L'amore è una concessione, un privilegio, qualcosa da guadagnarsi facendo "i bravi", rispettando le regole, facendo "il nostro dovere".
Se non ci confiniamo subito entro i confini stabiliti, siamo sbagliati, disobbedienti, pecore nere da punire e disciplinare.
La forza con cui i Recinti Percettivi familiari fanno pressione è abnorme, e i modelli appresi sono tenacemente persistenti, tanto da alterare le percezioni nelle relazioni per il resto della nostra vita.
E per relazioni intendo tutte, soprattutto quella con noi stessi e con la vita:
non apprendiamo il nostro valore, impariamo a notare ciò che presumibilmente ci manca.
Non assimiliamo il fatto di meritare, impariamo che dobbiamo faticare e impegnarci per essere amati.
Non assimiliamo di poter ricevere perché la vita è abbondante, impariamo che ci vuole sforzo perché le risorse sono limitate, amore compreso.
Non assimiliamo la nostra Bellezza intrinseca, impariamo che non andiamo bene come siamo e che dobbiamo cambiare per essere amati.
E così il mondo sì riempie di persone in lotta con se stesse, perché sentono di non combaciare con loro stesse, mentre si sforzano di mantenere maschere per ottenere amore e approvazione.
È tutto faticoso, è tutto ferraginoso, perché è stata compromessa la Relazione Primaria, quella con l'Esistenza, col Divino, con l'Essere, e di conseguenza con noi stessi, che siamo emanazione della Sorgente.
Passiamo l'esistenza cercando di colmare quel vuoto infinito in mille modi disfunzionali, che non portano a nulla. E non c'è modo di rimediare, ma possiamo "slittare" verso un'altra percezione di noi stessi e delle cose, cambiare copione, scegliere un altro ruolo, riscrivere la storia, adottare altri modelli, altri paradigmi, nuove interpretazioni. E scegliere Noi Stessi, finalmente, metterci al primo posto, imparare ad amare quell'essere che è stato giudicato, umiliato, escluso, bistrattato, ferito, offeso... quanto amore gli è mancato, e quanto amore merita che gli diamo.
❤️
Elisa
Ed ecco buttato giù un bel Recinto Percettivo extra-planetario.
Io credo che da qui a tutto il 2026 vedremo crollare tanti di quei paradigmi e Recinti...
Occorre, però, che questo passaggio avvenga prima DENTRO.
Ogni soggetto che demolisce vecchie identità e scavalca Recinti Percettivi a raffica, contribuisce al crollo e al superamento di vecchi paradigmi collettivi.
Diamoci dentro!! 💪
Un partecipante del gruppo Telegram https://t.me/teatrotrasformativo
ha condiviso questi pensieri:
"Ho sempre pensato che cambiare richiedesse tempo, sforzo, volontà. Ogni giorno il mondo, gli amici, gli affetti mi vogliono diverso, io mi voglio diverso. Poi ci penso e mi chiedo: "diverso da cosa, diverso da chi"? L'unica cosa che ho capito, è che per avvicinarsi a se stessi, a volte basta un battito di ciglia, e più mi avvicino a quello che sono, meno desiderio ho di cambiare. Ogni volta che il mondo, o io mi voglio diverso, è solo un segnale per andare ancora più in profondità. L'essere autentico non si fa influenzare da altri, l'essere autentico non può e non deve cambiare".
La mia risposta:
Questa cosa che dici sull'Essere Autentico che si svela, la sento molto vera. In effetti non è una lotta per forzare un cambiamento, o per diventare qualcosa o qualcuno che non si è. È "solo" un atto Liberativo che consente al nostro vero Sé di emergere.
E quel vero Sé può essere anche molto, molto diverso da come noi pensiamo sia o crediamo debba essere.
La nostra identità è il risultato di credenze, limitazioni, azioni correttive in seguito a traumi, ferite, mancanze, bisogni non soddisfatti. Passiamo la vita a mettere pezze dentro di noi, e alla fine siamo un mostruoso patchwork che non somiglia per niente a Chi noi Siamo.
Il processo Liberativo (e sottolineo liberativo e non evolutivo) leva via quelle pezze. Cosa troviamo, sotto? Spesso, qualcosa che avvertivamo già sommessamente, ma anche aspetti che possono sorprenderci, attitudini diverse, atteggiamenti differenti. Possono decadere elementi fondanti della personalità, possiamo trovarci spiazzati constatando che abbiamo reazioni e posizioni anche diametralmente opposte rispetto a prima.
Abbiamo forzato qualcosa? No, abbiamo spostato l'asse interiore, o meglio, gli abbiamo permesso di riposizionarsi dov'era in origine, prima dei traumi, prima delle nostre interpretazioni, prima delle azioni compensatorie e dei comportamenti correttivi.
Può essere una grande sorpresa, può spiazzare, ma se c'è una sensazione di libertà, di alleggerimento, di fiducia, una sensazione di "aria fresca", di fluidità... possiamo star certi di essere sulla strada giusta.
Chi va per assolutismi, decisamente s'è perso qualche pezzo, e questa piaga esiste soprattutto negli ambienti cosiddetti "spirituali" o tra persone che ostentano una superiorità spirituale, come se ciò che loro vedono e comprendono sia una verità più vera di quella degli altri. Lo trovo molto limitante, oltre al fatto che può generare tanta confusione in chi non ha ancora trovato una direzione.
Certo, le guide esistono e servono, i capitani della nave hanno una funzione importante, per chi vaga in mare aperto. Ma ognuno appartiene alla sua nave. Non esiste un'unica nave dove ci sono i più bravi, i più belli e i più fighi, e tutti gli altri non hanno capito nulla, non ci sono ancora arrivati, sono degli illusi... Ne leggo a fiumi, di queste cose davvero inutili e poco edificanti.
Certo, qualcuno che provi a svegliarti dal tuo sonno serve, qualcuno che ti ricordi Chi Sei e cosa sei qui a fare, è di vitale importanza. Qualcuno che provi a smontare le illusioni, che provi a mostrarti in quali Recinti Percettivi sei rinchiuso, è davvero importante.
Ma da qui a ergersi maestri decretando sentenze sui vissuti altrui, quello no. Ognuno, qui, fa il suo cammino attraverso le sue esperienze, è qui per delle ragioni ben precise ed è qui a portare un'energia specifica che ha una funzione specifica. Non c'è il "tutto uguale per tutti", non c'è il "siccome io ho fatto questo, allora anche tutti gli altri...".
Ci sono, semmai, gruppi di Essenze che hanno scopi simili, vibrazioni vicine, risonanze spontanee e affinità autentiche. Ma poi ci sono anche altri gruppi che hanno scopi differenti, capacità differenti, obiettivi profondamente differenti.
Siamo qui a fare un viaggio, e ognuno ha la sua mappa, e il miglior regalo che possiamo fare a qualcuno, se vogliamo "aiutarlo", è mostrargli la SUA mappa, non la nostra. Il miglior dono è mettere un altro nelle condizioni di esprimere il meglio di sé , in coerenza con chi è, e in allineamento con la sua funzione, che è sua e non c'entra con noi e con le nostre opinioni.
Poi, certo, per fare questo bisogna essere giusti, equilibrati, equidistanti, a volte anche decisi e risoluti, e portare chiarezza. Ma se aprire gli occhi non coincide anche con aprire il cuore, ecco, lì c'è qualcosa che manca. Se portare consapevolezza non include mostrare dove mettere i piedi e si limita a giudizi e sentenze, allora è inutile. Soprattutto se idee personali prendono il sopravvento su esperienze concrete, o se la propria esperienza viene passata come l'unica e giusta, allora manca il pezzo più importante. Quello di capire che non siamo qui tutti a fare le stesse cose, a esprimerci nello stesso modo, a vivere la vita nello stesso modo, a scoprire le stesse cose.
Allora ogni Capitano dovrebbe issare la sua bandiera e suonare la sua sirena, in modo che chi sente un richiamo si avvicini, anziché navigare urlando dal megafono che tutte le altre navi sono sbagliate. Navighiamo tutti nello stesso mare, ma ognuno lo fa in un angolo diverso e a differenti profondità.
Che ogni Capitano abbia la saggezza di lanciare il segnale giusto, e che i navigatori solitari vadano per la loro strada, senza la pretesa di sapere tutto di ogni cosa, perché la vita è talmente complessa, multiforme, profonda, sfaccettata e insondabile, che non esiste nessuno che la conosca tutta. Ognuno ne esplora un angolo, ne esperisce un pezzo, ne sperimenta un segmento, e ne riporta un'impressione. E ognuno ha compagni di viaggio, sfide da affrontare, aspetti da comprendere, che sono il risultato di elementi che non si possono riassumere né spiegare. A ognuno il suo viaggio, a ognuno la sua nave, a ognuno i suoi simili, a ognuno le sue esperienze e i suoi propositi.
Elisa
Nel gruppo Teatro Trasformativo https://t.me/teatrotrasformativo è stata postata da uno dei partecipanti, una riflessione sul PERDONO:
"L'ho letto oggi per la prima volta e mi risuona: ho sempre visto il perdono come una concessione che o si fa, o non si fa. Non avevo mai preso in considerazione il fatto che si può perdonare in percentuale, e poi lasciarsi il tempo per il resto".
Questo mi ha permesso di fare la seguente considerazione:
È una buona strategia di passaggio, porta gradualmente a lasciare andare anche l'idea di "perdono".
Il perdono, se lo osserviamo con obiettività, prevede che ci sia un "giusto" e uno "sbagliato", qualcuno che ha "ragione" e qualcuno che ha "torto", una "vittima" e un "carnefice", e pone l'umano nella condizione di poter decretare questi aspetti e di "concedere" il perdono a qualcuno, come un favore e un privilegio.
Io ricordo di essere stata perdonata da qualcuno a cui non avevo fatto assolutamente nulla, ve lo assicuro, ma nel suo percepito gli o le avevo fatto qualcosa.
Qua ci si dimentica di essere in gran parte artefici, seppur inconsapevoli, delle nostre dinamiche, che rispondono solo alle nostre emanazioni. Siamo soprattutto artefici delle nostre interpretazioni.
Con questo non intendo giustificare comportamenti aberranti, ma precisare che, più che il perdono, serve la Consapevolezza, la comprensione delle dinamiche.
Io ce l'ho avuta a morte coi miei genitori per un sacco di tempo. Mi hanno fatto dei torti? Sì. Sono stati ingiusti? Sí. Hanno condizionato negativamente la mia vita? Sì. Ma anche su questi aspetti si può cambiare prospettiva, e quando si vede che tutti, nessuno escluso, sono vittime di programmazioni... ma di che perdono stiamo parlando? Perdono per essere stati inconsapevoli? Perdono per essere stati mossi da automatismi e programmi?
È questo che intendo quando parlo di "scagionare tutti".
Il "perdono" serve a noi perché ci libera, ma serve nella misura in cui non lo vediamo come concessione o atto di magnanimità, bensì come azione che ci porta a lasciar andare. Come possiamo farlo? Iniziando da noi.
Il problema, cari amici, è che noi ci aspettiamo sempre di essere visti, accolti, amati e apprezzati dagli altri, specie da quelle figure che ci hanno ferito di più. È lì che ci attacchiamo all'idea di dover perdonare qualcuno che non ci ha dato qualcosa che volevamo. Ci ha feriti, ci ha privati di qualcosa, e abbiamo avvertito il bisogno di giustizia, cioè che venisse riconosciuto il torto.
Beh, mia madre manco in punto di morte, ha mollato il colpo, e per me non si è trattato di "perdonare", ma di comprendere. Chissà quante volte avrà pensato che l'ho ferita io, e chissà quante volte dall'alto della sua presunta bontà cristiana avrà "perdonato" me. Le religioni sono zeppe di questi deliri di onnipotenza.
Allora se "torniamo a noi", se torniamo alle Origini, e ci riconosciamo per l'Essere Sovrano che siamo, dotati di Amore e Talenti, non abbiamo bisogno di perdonare proprio nessuno perché riconosciamo l'inviolabilità della nostra Essenza divina.
Per arrivare lì, chiaramente, occorre sanare un po' di ferite, almeno per fermare l'emorragia in corso da anni. Dopodiché ci si sposta di percezione, ci si disidentifica dai torti e dalle ferite, e ci si accorge che, se incarniamo veramente l'Amore di cui siamo fatti, non c'è niente che vada perdonato, ma solo amato.
Questa serata, con nubi grigie all'orizzonte e aria freschina, mi ricorda tanto certe serate in vacanza al mare, dove c'è quella parentesi "fresca" o "temporalesca" in cui la vacanza sembra come sospesa.
Al mare, si sa, uno o due giorni di maltempo non fanno sparire il caldo come da noi al nord in agosto, e il godimento della vacanza estiva non cessa, con l'arrivo delle nubi o della pioggia.
Mi piace questa sensazione di "sospensione", e di aspettativa di un recupero del bel tempo. Quel silenzio strano, quel ritmo diverso rispetto alle giornate assolate, quel prendersi tempo per scegliere come organizzarsi per cena, o per valutare l'itinerario del giorno dopo.
Quella libertà e semplicità nel godersi anche le nuvole perché, di fondo, c'è quella sensazione del "domani abbiamo ancora tempo".
Buona serata a tutti, qualsiasi sia il vostro tempo esterno e interno.
Elisa 💫
