Uncanny Comics.
Closed channel
Il canale ufficiale per le notizie e gli aggiornamenti da Facebook @UncannyComics. PER IL GRUPPO 🔁 https://t.me/+VermIlPYauPeT0xD
Show more719
Subscribers
No data24 hours
No data7 days
No data30 days
Posts Archive
Il #3 di Outsiders pone una domanda ben precisa all'universo DC: quanto pesa il simbolo del Pipistrello, quanto influisce la vicinanza di Batman su tutti gli altri personaggi?
La risposta viene presentata con furbizia e ripescando un personaggio che i due autori hanno raccontato in passato e che andrebbe analizzato proprio per il ruolo che gli venne affidato al tempo.
Sembra evidente come l'Hivemind stia preparando il pubblico al tema chiave dell'intera storia - ma quale sia effettivamente questo tema è tutto da scoprire.
C'è una malinconia di fondo che abbraccia questo inizio della serie, molto da dire su potenziale sprecato e cambi di programma, differenza di vedute e approccio.
Una storia funziona bene su un solo livello ma funziona egregiamente se riesce a coinvolgere più strati di comprensione e interpretazione; il team creativo lascia ampio margine di possibilità ai lettori mantenendo però chiara la linea narrativa di base.
Outsiders sta lentamente uscendo fuori dalla formula associata al suo titolo e si sta piuttosto presentando come un in-universe Planetary ove Kate Kane e Luke Fox (che sono due veri outsider) della Bat-family esplorano schemi narrativi, deviazioni innaturali, distruzione di canoni giustificate o meno.
Il #2 è non solo l'occasione perfetta per Robert Carey ed Eleonora Taddeo di flettere i muscoli e iniziare a rendere un po' più consistente la loro arte ma è anche un primo squillo di tromba sul lavoro degli autori, pronti a riportare in scena alcuni elementi lasciati a galleggiare nell'universo DC e mai recuperati.
Lanzing & Kelly continuano a essere protagonisti stamattina.
Se Thunderbolts è però tanto fumo e poco arrosto, qui la situazione si inizia a fare interessanti tra testi, sottotesti e metatesti.
Piccola nota spoiler,
ero affezionato alla più recente versione del personaggio ma l'evoluzione da Man-Bat a The Bat è una trovata semplice ed efficace sufficiente a incuriosirmi.
Sono molto felice che abbia finalmente una ulteriore piattaforma per mettersi in mostra.
In questo cambio di atmosfere, la presenza e l'impegno di Simone Di Meo fanno la differenza: fresco, creativo, grande senso della presentazione e dell'impaginazione. Riesce a rendere particolari anche i momenti più modesti della narrazione.
Ho finalmente recuperato Batman & Robin, serie di cui ho sentito parlare molto bene ma che non avevo ancora toccato con mano.
Questo è il tipo di recensioni che mi annoia un po' fare perché, beh, c'è solo un gran bene da dire.
Williamson ha finalmente la possibilità di lavorare con libertà in questo angolo di universo DC. Il suo focus resta Robin e la scrittura è solida, efficace, divertente e slanciata; il protagonista è perfetto per l'occasione e alleggerisce l'atmosfera permettendo anche a Batman di risultare meno pesante - una dinamica davvero benvenuta per differenziare le serie del Pipistrello in corso.
La trama è ad ampia gittata ma è già interessante, specie se inquadrata in questo mood da slice of life che rende tutto molto più fresco e godibile.
Tra l'altro Villa si è finalmente scrollato di dosso quella fastidiosissima patina di Disegnatore col Compitino tirando fuori un numero, veloce, sporco e impreciso nei punti giusti che mi ha fatto apprezzare ancora di più l'albo.
Nel momento in cui iniziano a piacermi Avengers di Jed MacKay, mi rendo conto che siamo arrivati al secondo arco narrativo seguendo fondamentalmente la stessa struttura: i Vendicatori incontrano un gruppo di avversari, gli avversari sono speculari alla formazione corrente, dieci pagine di scontro poi capiscono che è meglio cambiare di posto con il diretto opponente, vincono.
Questo con qualche intermissione onirica o illusione che li spiazzi nei primi momenti.
Diciamo che il gancio principale per seguire Thunderbolts è l'aver letto Sentinel Of Liberty e aver apprezzato molto il lavoro di Lanzing e Kelly nel sottobosco spy Marvel.
Se la risposta è positiva allora potete leggerlo e tirarne fuori qualcosa di carino.
Lanzing & Kelly non riescono a tirare fuori un fumetto noioso manco sotto tortura: Thunderbolts però funzionicchia e basta, non ha un granché di mordente ma la storia e l'azione sono ben eseguite.
Primi due numeri piacevoli.
Anche il prologo a Kneel Before Zod é interessante... tant'è che ne parliamo proprio adesso.
Segnalo all'interno di Action Comics anche questa breve storiella in due parti firmata Gene Luen Yang e Viktor Bogdanovic, l'originale team dietro il Super-Man Of China.
Philip Kennedy Johnson chiude il suo anno alla guida di Action Comica con un'ottima sequenza di storie.
Sin dall'inizio della sua gestione la serie ha offerto spunti interessanti, dinamiche inedite, sfide fuori dal comune per l'Uomo d'Acciaio e la sua famiglia. Gli ultimi albi sono interamente dedicati all'ascesa di Blue Earth e della sua leader Norah Stone (che PKJ ripesca da una sua storia spesso sottovalutata) dando a Superman & Co. grande filo da torcere.
L'Annual che chiude il ciclo è un po' fiacco - con Raynor che stona un bel po' dopo Sandoval, Barrows - ma resta comunque un piacevole capitolo blockbuster oversize.
Available now! Telegram Research 2025 — the year's key insights 
