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Dopo la clamorosa performance in Black Widow, Elena Casagrande e Jordie Bellaire tornano in coppia per continuare lo splendido operato.
Tavole cristalline e limpide come il sole sulla pelle di un vampiro - bruciano per quanto sono belle e magistralmente impostate. Nessun movimento sprecato o espressione fuori focus, nessuna azione lasciata sottintesa o fuori campo.
Qui il rapporto tra le due artiste è strettissimo e si intuisce una sintonia totale perché questo fumetto potrebbe essere muto e comunque raccontare tutto chiaramente.
La storia si apre con un rocambolesco salvataggio che mette in chiaro il tipo d'azione che vedremo e quale tone-of-voice viene adottato per il diurno. Taciturno ma tagliente, seducente e letale, il Blade di Bryan Edward Hill si lascia ascoltare come Mahershala Ali o, in realtà, ha già la voce di Wesley Snipes.
Ai movimenti però ci pensa Elena Casagrande.
Non avevo ancora avuto modo di parlare della nuova Blade firmata Bryan Edward Hill ed Elena Casagrande quindi recupero in occasione del #2 uscito oggi.
Al momento reputo queste prime quaranta pagine davvero promettenti: Bryan Edward Hill non è un nome altisonante ma qui sente la responsabilità dell'incarico più importante della sua carriera e raccoglie apertamente la sfida tirando fuori una premessa semplice eseguita molto bene grazie alla forza di un protagonista che ha carattere, carisma e un fattore coolness implicito mai da sottovalutare.
Inoltre il rapporto tra Banner, Hulk e la coprotagonista inizia a farsi davvero succoso.
Tra scene d'azione clamorosamente gonfie e massicce, Philip Kennedy Johnson inizia a svelare sempre di più sul mondo di esseri oscuro che sta costruendo.
La promessa di Hulk contro gli antichi orrori Lovecraftiani sta venendo rispettata.
Una dimostrazione di forza pazzesca enfatizzata da un Wilson stellare ai colori.
In vista del #4 gli interrogativi aumentano: qual è il funzionamento dell'Immortus Engine? Il Creatore è stato onesto nel suo rivelarsi a Howard Stark? Quale Reed Richards si nasconde sotto la maschera di Destino?
È soprattutto molto interessante vedere tutto partire dall'alto, dalla presentazione di un gruppo di nuovi Illuminati per l'universo Ultimate che riflette non solo alcuni l'opinione e la considerazione di Hickman per alcuni personaggi a lui cari ma anche la visione globale di questo nuovo Universo Ultimate... o Terra-6160.
Ultimate Invasion #3 è un numero decisamente più lento ma anche denso di testo, soprattutto ricco di worldbuilding.
Come leggevo da Dave di Comicbookherald, Hickman prende di tutto un po' dalla sua enorme produzione indipendente e lo inserisce in un lavoro Marvel più o meno come già fatto con HOXPOX e il rilancio mutante.
Albo preludio a una futura saga di Superman e Action Comics.
Qui Watters e un eccezionale Eddy Barrows danno un seguito agli eventi di Lazarus Planet e all'episodio di Martian Manhunter. Dopo aver scacciato il fantasma di Doomsday da Metropolis, quest'ultimo finisce all'inferno dove (ovviamente) diventa re assoluto pronto a ritornare sulla Terra.
J'onnz e Supergirl fanno squadra in una storia prettamente action ma veramente notevole soprattutto per l'aspetto psicologico e quasi metafisico che assume lo scontro - risolto in un climax assolutamente fantastico.
Per tutti i lettori e lettrici, appassionati ed appassionate d'arte e fumetto, oggi è rosso sul calendario.
Auguri al Re Jack Kirby, 106 anni oggi.
Eterno, immortale, unico.
> Persona normale che legge The Penguin #1
> "Oh, bello questo debutto, tutto teso, arrabbiato, King bravo nel mettere subito in piedi la premessa e De La Torre azzeccatissimo"
> io che leggo The Penguin #1
> "ennò col cazzo che mi rileggo Killing Time"
