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🌀 La confusione dell’Alzheimer spiegata con un’esperienza digitale che viviamo tutti, il caricamento lento È da qui che parte la nuova campagna dell’Alzheimerfonden, la fondazione svedese per la lotta all’Alzheimer: la frustrazione di un’immagine che non si carica trasformato in una metafora visiva della perdita di memoria. I protagonisti sono volti spezzati, irriconoscibili, bloccati a metà dal cerchio del caricamento, il buffering. Anche nei video, nessuna voce, nessuna musica, ma solo silenzio, come quello che spesso accompagna chi vive la malattia. Il messaggio è chiaro: il dolore dell’Alzheimer colpisce chi ne soffre, ma anche chi li ama ed è un vuoto che nessun aggiornamento potrà mai sistemare (visto che una cura ancora non esiste). L’idea è dell’agenzia creativa Kid di Stoccolma e i contenuti sono andati in onda su billboard digitali donati da Ocean Outdoor, TV nazionale e social media. #alzheimer

👋 Linda Yaccarino si è dimessa da CEO di X Cambio ai vertici di X (ex Twitter): Linda Yaccarino lascia il ruolo di CEO dopo circa 2 anni dalla nomina da parte di Elon Musk. L’annuncio è arrivato il 9 luglio direttamente dal suo profilo, con un messaggio di ringraziamento rivolto a Musk per averle affidato la “responsabilità di proteggere la libertà di parola” e trasformare X nella tanto annunciata “Everything App”. Yaccarino, ex dirigente pubblicitaria di NBCUniversal, era entrata in carica nella primavera del 2023, dopo che Musk, su suggerimento di un sondaggio pubblico, aveva promesso di farsi da parte come amministratore delegato. Durante il suo mandato ha promosso strumenti come le Community Notes, con l’obiettivo di rendere la piattaforma più sicura e riconquistare la fiducia degli inserzionisti. Ma la convivenza con la figura ingombrante di Musk, che ha continuato a mantenere un ruolo operativo e strategico chiave, non è mai stata semplice. Le ragioni ufficiali dell’addio non sono state dichiarate, ma la tempistica ha fatto parlare: l’annuncio è arrivato poche ore dopo che Grok, il chatbot sviluppato da xAI (di Musk) e integrato in X, aveva iniziato a generare commenti antisemiti. Una situazione imbarazzante per l’intera piattaforma, specie dopo che Musk ne aveva pubblicamente lodato i miglioramenti. Ora si apre una nuova fase, con Musk sempre più al comando attraverso xAI. Nel frattempo, nessuna informazione su chi prenderà il posto di Yaccarino. Musk, dal canto suo, ha liquidato la notizia con un semplice: “Grazie per il tuo contributo.” #x

🍪 Gocciole cambia nome (di proposito) per prendersi gioco delle imitazioni Per l’estate 2025, Pavesi ha deciso di divertirsi un po’ con il suo biscotto più famoso. Le Gocciole tornano sugli scaffali, ma con nomi tutti diversi: Sgocciole, Goccyole, Goccioele e Goccioles. Un’operazione pensata per dire, in modo chiaro (e con ironia), che le imitazioni non reggono il confronto. Perché, come recita la campagna, Gocciole è così “icona” da non aver bisogno nemmeno del suo nome per farsi riconoscere. La campagna, firmata da Auge e pianificata da Publicis Media, si estende anche online. Nel video digital compaiono Lillo e Chiara Francini, che giocano proprio sul tema dell’originalità e su quanto sia impossibile confondere il gusto delle vere Gocciole. Sui social la sfida continua con una gara tra creator. Valentina Barbieri, Thomas Basilico e altri provano a "rubare la scena" ai testimonial ufficiali, stimolando la conversazione sull’inimitabilità, tanto delle Gocciole quanto degli influencer stessi. #gocciole #pavesi

🎾 La pubblicità di Rolex “incorona” Sinner re di Wimbledon mentre sta ancora giocando e i social subito si scatenano Sabato 13 luglio, finale di Wimbledon: Jannik Sinner è avanti su Carlos Alcaraz, ma la partita è tutt’altro che conclusa. Siamo nel quarto set, con Sinner sopra 3-2, quando alle 19:59 su Sky parte un break pubblicitario. Non un break qualsiasi: uno spot firmato Rolex che celebra la vittoria di Jannik a Wimbledon, con la frase “La prima vittoria a Wimbledon. Questa corona è tua.” Peccato che… il match fosse ancora in corso. Una mossa evidentemente programmata in anticipo (ci sta), ma mandata in onda troppo presto, mentre i due giocatori erano ancora nel vivo dello scambio. E i social, ovviamente, non l’hanno presa benissimo: tra battute, meme e accuse di “gufata”, lo spot è diventato virale in pochissimo. Per fortuna di Rolex (e degli scaramantici), Sinner ha effettivamente portato a casa il titolo. Solo dopo la vittoria, lo stesso spot è stato rilanciato con la dicitura “Masterful, Jannik Sinner. Questa corona è tua”, sia in TV che sui canali social del brand. Cosa ci insegna questa storia? Che preparare i contenuti in anticipo è giusto, anche negli eventi sportivi live, ma serve precisione chirurgica nel timing. E un pizzico di prudenza in più, perché gli scaramantici sono ovunque (e noi siamo tra loro☠️). #sinner #wimbledon

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⚖️ Google nel mirino dell’UE: presentato un reclamo antitrust per gli AI Overviews Google è stato ufficialmente segnalato alla Commissione Europea per un presunto abuso, stavolta legato alle panoramiche AI nei risultati di ricerca. A presentare il reclamo è stata la Independent Publishers Alliance, che accusa il colosso di aver utilizzato impropriamente i contenuti web di editori e testate per alimentare i riepiloghi generati dall’intelligenza artificiale nella pagina dei risultati di ricerca. Secondo l’alleanza, questo avrebbe provocato calo di traffico, perdita di lettori e danni economici rilevanti per chi lavora nell’editoria online. Gli editori, a quanto pare, non avrebbero reali strumenti per escludere i propri contenuti da questi riassunti, se non accettando il rischio di scomparire del tutto dai risultati di ricerca. Poi il tempismo non è casuale. È passato poco più di un anno da quando Google ha iniziato a introdurre queste panoramiche AI e nel frattempo le segnalazioni di crolli di traffico organico da parte dei publisher si sono moltiplicate. Google, comunque, ha risposto affermando che l’AI nei risultati di ricerca “crea nuove opportunità di scoperta” e che i cambiamenti di traffico “possono dipendere da molti fattori”. Ma la questione è tutt’altro che chiusa e l’Europa ha appena alzato il sopracciglio. #google #aioverviews

👟 Puma apre un negozio virtuale su Fortnite per rafforzare la connessione con la Gen Z Puma ha appena aperto il suo nuovo store, ma non aspettarti vetrine in centro città o flagship patinati. Il punto vendita si chiama Kicks e si trova… dentro Fortnite. Un vero e proprio negozio virtuale in cui gli utenti possono acquistare sneaker digitali ispirate ai modelli più amati del brand. Non è un’operazione spot: Puma collaborerà in modo continuativo con Epic Games per introdurre nuove scarpe in-game, collegate a lanci reali o trend del momento. Dunque, un progetto destinato a crescere, evolversi e fondersi sempre di più con l'immaginario pop e la cultura gaming. In un momento in cui il brand sta aumentando del 40% i suoi investimenti media, questa attivazione dimostra una cosa molto chiara: Puma non si limita più a “fare pubblicità” nel senso più tradizionale del termine ed entra nei luoghi in cui la Gen Z spende il suo tempo. #puma #fortnite

📵 Heineken lancia un piano mobile che ti premia quando ti disconnetti dal tuo smartphone In un mondo dove siamo perennemente connessi, Heineken decide di spegnere tutto. E lo fa in grande stile, lanciando HeiMobile, il primo “piano di telefonia mobile sociale” al mondo che ha l’obiettivo di incentivare le persone a disconnettersi, offrendo in cambio esperienze reali, come biglietti per eventi da vivere offline. L’iniziativa, lanciata in Finlandia in collaborazione con l’operatore Moi Mobiili, sembra quasi una provocazione, ma in realtà è una risposta lucidissima a un dato sempre più evidente. Secondo il Digital Life Survey, il 40% dei finlandesi fatica a staccare dal web e tra i 25-34 anni, si arriva al 57%: tradotto, le persone fanno fatica a disconnettersi e lo sanno. E allora Heineken compie una mossa audace: non demonizza lo smartphone, ma lo ripensa. Non ti chiede di cancellare le app. Ti chiede solo di ritrovare un po’ di equilibrio. In linea con il suo posizionamento, già visto nelle sue campagne precedenti (come quella contro l’uso del telefono durante i concerti o l'invenzione pensata per farti smettere di usare il telefono al pub), il brand continua a promuovere una nuova cultura della connessione. Un cambiamento culturale necessario se pensiamo che “le persone rimpiangono un tempo in cui per stare insieme non era necessario un telefono”, come afferma Pekko Koski, Product Manager di Heineken. #heineken

🎥 Niente più VPN per accedere a Google Veo 3, perché ora diventerà disponibile anche in Italia. Google ha annunciato di aver avviato il roll-out globale del suo modello di generazione video, portandolo in oltre 159 Paesi, tra cui l’Italia. Quindi, non servirà più la VPN per accedere a Google Veo 3. Veo 3, presentato durante il Google I/O 2025, è capace di creare video lunghi fino a 8 secondi partendo da semplici prompt testuali. Ma attenzione: per usarlo bisogna essere abbonati al piano AI Pro di Gemini e si potranno generare al massimo tre video al giorno. Come già avevamo segnalato in passato, questo strumento apre scenari super interessanti per la creatività, ma solleva anche qualche domanda in più sul fronte deepfake e disinformazione. Vabbè, buona produzione e Skibidiboppy (e Forza Napoli)! #googleveo3

🍔 Mini panini, mini patatine e mini arredi: McDonald’s lancia una nuova campagna globale dedicata all’Happy Meal. Nel marketing e nella comunicazione ci sono idee e idee geniali. E la nuova campagna di McDonald’s è una di quelle che ti fa esclamare: “Okay, questa è geniale”. Il nuovo progetto globale Lil McDonald’s, firmato dall’agenzia tms, nasce da un’intuizione semplice: i più piccoli adorano giocare a fare i grandi, mentre i più grandi sono ossessionati da tutto ciò che è in miniatura e collezionabile. E così, ecco servita una collezione di 21 giocattoli che trasforma il mondo McDonald’s in un universo in scala ridotta. C’è tutto ma proprio tutto, come il mini Happy Meal, panini e patatine minuscoli, la cassa e i totem in formato tascabile e persino un piccolo camion per le consegne. La campagna, lanciata il 1° luglio negli Stati Uniti e pronta a sbarcare in tutto il mondo (fino al Giappone ma nella primavera del 2026), è un vero capolavoro. Da una parte ci sono i giocattoli fisici, ma dall’altra anche un gioco mobile interattivo per cucinare e servire ordini in un McDonald’s virtuale, sbloccabile tramite QR code presente sulla confezione dell'Happy Meal. In questa campagna di marketing integrata, tutto dai materiali retail ai chioschi per le ordinazioni è stato progettato per costruire un'esperienza immersiva e multisensoriale attorno all’Happy Meal. #mcdonalds #happymeal

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🟥 YouTube lancia una nuova funzione di ricerca con l’AI, ma i suoi creator potrebbero non esserne così contenti YouTube ha iniziato a introdurre una nuova funzionalità basata sull’intelligenza artificiale pensata per aiutare gli utenti a trovare contenuti in modo più semplice e veloce. Si tratta di un carosello nei risultati di ricerca alimentato dall’AI, molto simile agli AI Overviews di Google. Per ora è disponibile solo per gli utenti Premium negli Stati Uniti, e si attiva su ricerche legate a shopping, viaggi o attività da fare in un certo luogo. Ad esempio, se cerchi “migliori spiagge in un posto X”, ti comparirà una selezione di video con descrizioni generate dall’intelligenza artificiale: piccoli riassunti che spiegano cosa aspettarsi da ogni contenuto, per aiutarti a scegliere più facilmente cosa guardare. Dal punto di vista dell’utente, è uno strumento piuttosto comodo: permette di orientarsi tra i video con più consapevolezza e trovare in fretta le risposte che cerchi. Ma per i creator potrebbe essere una novità meno positiva. Se l’AI riesce già a fornire una buona parte delle informazioni direttamente nel carosello, è possibile che l’utente non senta il bisogno di cliccare sul video. Questo, alla lunga, potrebbe tradursi in meno visualizzazioni e meno engagement. Un meccanismo che ricorda quanto sta già accadendo con gli AI Overviews su Google, che secondo un report, pubblicato sul Wall Street Journal, stanno impattando il traffico verso i siti di news. Insomma: una funzione pensata per migliorare l’esperienza utente, ma che apre nuove riflessioni su come cambierà il rapporto tra utenti, contenuti e creator. #youtube

📱 Instagram porta il video editing su mobile ad un livello superiore: arrivano i keyframe su Edits Instagram continua a spingere sull’app Edits, e con l’ultimo aggiornamento introduce una novità super interessante per chi se ne intende, almeno un po', di video editing: i keyframe. I keyframe sono dei punti di riferimento che indicano quando deve iniziare o terminare un cambiamento visivo nel video. Ti basta impostare un punto iniziale e uno finale: l’app penserà al resto, creando il movimento tra quei due momenti. Nel video editing questa funzione fa davvero la differenza, perché permette di applicare modifiche in punti precisi della timeline, così da personalizzare al massimo l’animazione di testi, sticker, overlay e cutout. In pratica, hai un controllo molto più preciso su ogni singolo fotogramma del tuo video. Per gli utenti che usano Edits tutto questo significa creare video più dinamici, professionali e su misura, senza dover uscire da Instagram. Mentre per Meta, invece, significa avere in mano uno strumento sempre più competitivo e vera alternativa per chi vuole creare contenuti di qualità direttamente dal proprio telefono. #edits #instagram

🔵 Facebook chiede accesso al tuo rullino fotografico per suggerirti contenuti generati dall'AI Facebook sta testando una nuova funzione che chiede agli utenti di consentire l’accesso al rullino fotografico del proprio telefono per generare suggerimenti creativi personalizzati con l’AI, comprese versioni modificate delle foto non ancora caricate sulla piattaforma. La richiesta è comparsa durante la creazione di una nuova storia: un pop-up invita ad attivare l’“elaborazione cloud”, che permette a Facebook di caricare le foto sul proprio server, elaborarle e proporre automaticamente idee come collage, temi, restyling e versioni AI delle immagini. Questi suggerimenti sarebbero visibili solo all’utente e disattivabili in qualsiasi momento. Tuttavia, autorizzando questa funzione, si accettano anche i termini di utilizzo dell’IA di Meta, che prevedono la possibilità di analizzare immagini e tratti del viso, usare dati come luogo, orario, oggetti presenti nelle foto, e conservare le informazioni per personalizzare i risultati generati. Per ora Meta afferma che queste immagini non verranno usate per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale, ma non è sempre chiaro fino a che punto si spingano queste elaborazioni né cosa venga effettivamente conservato. La funzione, attualmente in fase di test negli Stati Uniti e in Canada, apre interrogativi interessanti sul rapporto tra praticità e privacy: è pensata per semplificare la creazione di contenuti, ma ci ricorda anche quanto rapidamente i confini tra dati personali e input per l’intelligenza artificiale si stiano assottigliando. #meta

♿ Con l’entrata in vigore dell’European Accessibility Act il 28 giugno, l’accessibilità digitale non è più un’opzione, ma una responsabilità concreta Dallo scorso 28 giugno 2025 è entrato in vigore anche in Italia l’European Accessibility Act (EAA), la direttiva europea che punta a rendere più accessibili prodotti e servizi digitali alle persone con disabilità. L’obiettivo è di garantire a tutti, senza esclusioni, la possibilità di accedere ai servizi digitali in modo semplice, chiaro e funzionale. Un passo importante per costruire un mondo digitale davvero inclusivo. In concreto, significa progettare prodotti e servizi digitali considerando le difficoltà che possono vivere specifiche categorie di utenti, ad esempio: - per gli utenti nello spettro autistico, scegliere colori semplice e naturali e non troppo luminosi e vivaci oppure scrivere attraverso un linguaggio chiaro e corretto e non con figure retoriche, come le metafore; - per gli utenti con disabilità motoria o fisica, progettare la navigazione tramite tastiera o metodi di input vocale, limitando l’utilizzo del mouse. Chi riguarda questo provvedimento? L’EAA si applica sia alla Pubblica Amministrazione (già soggetta alla Legge Stanca), sia alle aziende private che offrono servizi digitali come: - siti e-commerce - app mobili - servizi bancari online - biglietterie elettroniche e piattaforme di trasporto - comunicazioni elettroniche - dispositivi come POS, bancomat, self-service, computer, lettori e-book Sono escluse dall’obbligo solo le microimprese con meno di 10 dipendenti e fatturato annuo sotto i 2 milioni di euro. Tuttavia, anche se non obbligate, è comunque consigliato adeguarsi, per non rischiare di restare indietro in termini di competitività e accesso al mercato. Mentre le PMI possono derogare solo a determinate condizioni, cioè invocando "l'onere sproporzionato", che va adeguatamente documentato. Dunque, a partire da ora, le aziende coinvolte da questa legge dovranno: - rendere siti e app conformi agli standard WCAG 2.1 – livello AA; - garantire che contenuti e documenti digitali siano utilizzabili anche da persone con disabilità visive, uditive, motorie o cognitive; - integrare l’accessibilità fin dalla fase di progettazione; - pubblicare una dichiarazione di accessibilità e attivare un sistema di segnalazione per gli utenti. Chi non rispetta queste regole può andare incontro a sanzioni, segnalazioni e persino all’esclusione da appalti pubblici. In poche parole, l’accessibilità digitale non è più un’opzione, ma una responsabilità concreta per costruire esperienze online davvero aperte a tutti. #accessibilità #digitale

🎸 Per celebrare il ritorno degli Oasis, le copertine dei loro album prendono vita in un racconto visivo che emoziona Uno degli eventi più attesi della scena musicale britannica e non sta tornando e Radio X ha deciso di fare le cose in grande: ha lanciato una stazione tematica tutta dedicata agli Oasis e ha dato vita a un progetto creativo davvero memorabile. Una serie di animazioni trasformano le copertine più iconiche degli album e singoli degli Oasis in contenuti video animati. Non si tratta solo di effetti grafici, ma di veri e propri mini-racconti visivi: elementi simbolici come il mappamondo, il motorino rosso, il Rolls-Royce bianco si muovono, si trasformano e si fondono con i frammenti delle canzoni più amate. Dietro il progetto c’è lo studio creativo Dog and Rabbit, che ha curato l’intera animazione. Dopo il successo iniziale, ne è stata rilasciata anche una versione estesa pensata apposta per accompagnare la prima data della reunion. E non finisce qui: la campagna si sposta anche nel mondo fisico, con i fan store Oasis Live ’25 che stanno aprendo in tutto il Regno Unito. Dentro questi spazi ci sarà di tutto: merchandising ufficiale, cimeli storici e le animazioni trasmesse su maxischermi, per un’esperienza immersiva a metà tra concerto, museo e nostalgia pura. Un esempio efficace di integrazione tra musica e marketing. Con un mix di nostalgia, storytelling visivo e attivazione offline, il progetto riesce a parlare a una fanbase fedele ma anche a un pubblico più giovane, abituato a vivere la musica non solo con le cuffie, ma anche attraverso video, immagini ed esperienze condivisibili. #oasis