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Il canale Telegram di Evolutamente.it - Angelo Rossiello

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☀️ IL SOLE PARLA ANCHE AGLI SPERMATOZOI Gruppo danese di Rigshospitalet, Copenaghen, i massimi esperti mondiali di qualità del liquido seminale. Studi di due livelli, pubblicati su Human Reproduction (giugno 2011 — PMID 21427118, DOI 10.1093/humrep/der059). Primo livello: 300 uomini della popolazione generale. Chi aveva vitamina D ematica bassa (sotto i 25 nM) aveva una quota minore di spermatozoi mobili, mobili progressivi e morfologicamente normali rispetto a chi stava sopra i 75 nM. Associazione, si badi: non ancora causalità. Secondo livello, quello che vale il biglietto: in laboratorio, sugli spermatozoi di 40 uomini, la vitamina D attiva (1,25(OH)₂D₃) si è legata ai suoi recettori — che gli spermatozoi portano sulla superficie — e ha liberato il calcio depositato dentro la cellula. Risultato: motilità aumentata e reazione acrosomiale indotta. Il dettaglio che mi fa impazzire: è un effetto non genomico, veloce. La cellula non aspetta che il DNA scriva istruzioni nuove: risponde al segnale in pochi minuti, con il calcio che fa da campanella. È la stessa logica del linguaggio veloce che la luce parla con la pelle e con l'occhio: il fotone entra, la cellula scatta. E qui il punto, che immagino già travestito da slogan da chi le capsule le vende: lo studio non parla di pillola, parla di un segnale. Il quale, in natura, comincia così: fotone UVB sulla pelle, avvio della cascata ormonale, recettore sullo spermatozoo in fondo alla catena. Il sole non ti manda in giro una molecola sola: manda il pacchetto. Chi riduce tutto a "quanta D hai nel sangue" ha letto mezzo studio, la metà comoda. E la catena è già stata descritta per intero: nel 2021 il gruppo di Carmit Levy all'Università di Tel Aviv ha documentato su Cell Reports l'asse cute-cervello-gonadi (agosto 2021 — PMID 34433056, DOI 10.1016/j.celrep.2021.109579). L'UVB sulla pelle attiva il p53 nei cheratinociti e accende l'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi: nelle cavie ormoni sessuali più alti, ovaie più grandi, riserva ovarica in crescita; negli esseri umani, esposizione solare e testosterone viaggiano insieme, e con loro la passione romantica. Il sole, in natura, aumenta la fertilità nel modo in cui un interruttore accende una luce: non consegnando una molecola, ma accendendo l'asse che comanda la riproduzione intera. La capsula consegna una molecola al recettore. Il sole accende l'intera linea di produzione. 📄 Fonti: Blomberg Jensen M, et al., Human Reproduction, giugno 2011;26(6):1307-1317 — PMID 21427118 — DOI 10.1093/humrep/der059; Parikh R, et al., Cell Reports, agosto 2021;36(8):109579 — PMID 34433056 — DOI 10.1016/j.celrep.2021.109579. Seguiteci sul canale Telegram: https://t.me/evolutamente #VitaminaD #Sole #Fertilità #SaluteMaschile #Fotoni

💦 L'ALLENAMENTO È LA FORMA PIÙ NATURALE DI DETOX QUOTIDIANO. E UN ESperimentO FOLLE SU UN UOMO LO DIMOSTRA Nel 1995 un gruppo di ricercatori britannici fece una cosa che oggi nessun comitato etico approverebbe: iniettò per via endovenosa 0,7 microgrammi di alluminio-26, un isotopo radioattivo, in un volontario sano di 41 anni, e poi lo seguì per misurare dove finiva, grammo dopo grammo. Con contatori di radioattività su tutto il corpo. Per otto anni. Il primo risultato è noto: i reni fanno presto. Entro 13 giorni l'83% dell'alluminio era già fuori, quasi tutto con le urine (Priest et al., Human & Experimental Toxicology, 1995 — PMID 7779460). Ma il resto è la parte che interessa a noi: quello che resta non esce in fretta. La ritenzione scende al 4% dopo tre anni e da lì procede con un'emivita biologica di circa 7 anni. Tradotto: una frazione dell'alluminio che entra si deposita nei tessuti e resta. L'assunzione quotidiana da cibo e acqua, ripetuta per decenni, può costruire un deposito interno progressivo. Lo scrivono gli stessi autori. E dopo otto anni, la sorpresa: al controllo finale restava solo il 2% della dose, ma i conti non tornavano con quello che urine e feci avevano restituito. Nel corpo ne era uscito più di quanto i reni e l'intestino potessero spiegare. La conclusione dei ricercatori: le perdite transcutanee — il sudore — contribuiscono in modo sostanziale a smaltire l'alluminio sistemico (Newton e Talbot, Human & Experimental Toxicology, 2012 — PMID 22549096). Qui sta la distinzione che chi vende "detox" non conosce: c'è l'esposizione acuta, che i reni gestiscono in giorni, e c'è il deposito, la riserva che siede nei tessuti e che i chelatori da marketing non vanno quasi mai a toccare. Per il deposito, i dati dicono che la porta è la pelle. Ecco perché l'allenamento è la forma più naturale di detox quotidiano che esista: non è una metafora, è fisiologia. L'unica pratica quotidiana che ti fa sudare copiosamente, e che mentre suda fa pure il resto — Zona 2, biogenesi mitocondriale, lattato come segnale. Io lo faccio ogni giorno in bici, non per penitenza: perché il corpo che suda è un corpo che scarica. Onestà obbligatoria: è un esperimento su un solo uomo, n=1, e gli autori parlano di "indicazioni", non di certezze. Ma la direzione è chiara, e il mio take non cambia: il detox non si compra in capsula, lo si suda. 📄 Fonti: Priest ND, et al., Human & Experimental Toxicology, 1995 — PMID 7779460 — DOI 10.1177/096032719501400309; Newton D, Talbot RJ, Human & Experimental Toxicology, 2012 — PMID 22549096 — DOI 10.1177/0960327112441038. Seguiteci sul canale Telegram: https://t.me/evolutamente #Allenamento #Detox #Sudore #Alluminio #MitochondrialTraining

Mi sto mettendo il frac.
Mi sto mettendo il frac.

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🎭 "LA MALATTIA È DELICATA E COMPLESSA. TU NON PUOI PARLARNE." Me l'ha scritto chi, della sclerosi multipla, ritiene di saperne più di me. Bella frase, la rispetto. C'è solo un dettaglio: chi me l'ha scritta la stessa malattia la "tratta" con lo schema Coimbra. Vale a dire colecalciferolo a dosi fino a 1.000 UI per chilo di peso al giorno. Per un adulto di 70 chili: 70.000 UI ed oltre. Ogni giorno. Per anni. Facciamo i conti, perché le delicatezze a me le fanno pesare: il limite massimo tollerabile dichiarato dall'Istituto di Medicina americano è 4.000 UI al giorno (IOM, 2011). Le 70.000 UI (ed oltre) quotidiane dello schema sono 17 volte e mezzo quel limite, su pazienti malati cronici. E su cosa poggia questa mega supplementazione? Su una ipotesi: la "resistenza" alla vitamina D dei pazienti autoimmuni. Mai dimostrata. Immaginaria. È la premessa che regge tutto: se crolla lei, resta solo un ormone secosteroideo industriale (la stessa molecola dei bocconi avvelenati per topi allo 0,075%: Merck Veterinary Manual) somministrato a dosi da capogiro. E due giorni fa è arrivata la scienza vera, quella con i dati in mano: su Multiple Sclerosis and Related Disorders (5 ottobre 2026, DOI 10.1016/j.msard.2026.107962) il gruppo dell'Università di Tessaglia ha analizzato le tre varianti del gene del recettore della vitamina D su 200 pazienti di sclerosi multipla e 265 controlli sani. Verdetto: nessuna variante del recettore, da sola, predispone alla malattia. La genetica, quella vera, misurata persona per persona, non trova l'intoppo che dovrebbe giustificare le dosi da 70.000 UI. Se la "resistenza" esistesse così, sarebbe nei geni del recettore: non c'è. Nota di delicatezza: lo schema Coimbra stesso impone ai pazienti niente latticini, due litri e mezzo di acqua al giorno e calcio ematico controllato di continuo. Un protocollo che per regola gioca con l'ipercalcemia il pericolo lo conosce benissimo. La delicatezza viene invocata solo quando serve a chiudere la bocca a me, mai quando si prescrive. La sclerosi multipla è delicata e complessa? Verissimo. E infatti la rispetto nel modo più serio che conosco: ricordando che la sua epidemiologia segue il gradiente del sole, non quello delle capsule. Da cent'anni si sa: più ti allontani dall'equatore, più la malattia aumenta. Nessuno schema di dosi ha mai spiegato quel gradiente. Il sole sì. 📄 Fonti: Siokas V, et al., Multiple Sclerosis and Related Disorders, 5 ottobre 2026 — DOI 10.1016/j.msard.2026.107962; Istituto di Medicina americano, 2011 (limite 4.000 UI/die); Merck Veterinary Manual — https://www.merckvetmanual.com/toxicology/rodenticide-poisoning/cholecalciferol-vitamin-d3-poisoning-in-animals; dosi e restrizioni dello schema Coimbra come da materiali del protocollo (fino a 1.000 UI/kg/die, divieto di latticini). Seguiteci sul canale Telegram: https://t.me/evolutamente #SclerosiMultipla #VitaminaD #SchemaCoimbra #Neurologia

La manifestazione SOLO STELLE NEL CIELO ha preteso dai due nostri relatori addirittura degli abstract per poi poter relazionare. Capirete, cari amici, che la mia attività social nel prossimo mese subirà un forte rallentamento. Domani all'alba parto per MIAMI e spero di reggere al fuso orario.

L'AUTUNNO ELIOS LAMP ED EVOLUTAMENTE: IL CALENDARIO DEGLI EVENTI IN ARRIVO. DOVE TROVARCI, DOVE TOCCARE CON MANO LE LAMPADE, DOVE ASCOLTARE LE RELAZIONI. Vi avevamo promesso un autunno pieno: eccolo. Eventi nazionali, due oltreoceano, stand, relazioni, novità in anteprima. Salvatevi il messaggio — e venite a trovarci. 📅 8-9 OTTOBRE — CHIANTI: CONVEGNO ISDE "PER SOLO STELLE NEL CIELO". Il convegno nazionale sull'inquinamento luminoso — un tema che su questo canale conoscete bene. Relazione dell'arch. Alessandra Toson e, in via di definizione, un piccolo stand espositivo. Per info e prenotazioni: contattate Alessandra o Devis. 🔗 https://www.isdenews.it/call-for-abstract-per-solo-stelle-nel-cielo-dal-7-al-9-ottobre-in-chianti-il-convegno-nazionale-sullinquinamento-luminoso/ 📅 10-11 OTTOBRE — COMO: SCUOLA DI MEDICINA DI SEGNALE DEL DR. LUCA SPECIANI. Al Birrificio di Como. Piccolo stand con i nostri Alessandra e Devis: venite a fare domande, toccare, contraddire. 📅 10-11 OTTOBRE — MIAMI: MORELIFE SUMMIT. Il nostro PRIMO grande evento internazionale. Con me Shantih Coro e il produttore Andrea Santi, lo stand con tutte le lampade top ELIOS LAMP — e sul palco i personaggi più idolatrati del mondo del biohacking (li saluto già da qui). 🔗 https://morelifemvmt.com/ 📅 16-17 OTTOBRE — MILANO: SPAZIO NUTRIZIONE. Neanche il tempo di smaltire il fuso orario di Miami. Il grande evento milanese dedicato alla nutrizione ci vede in grande stile: ELIOS LAMP ed EVOLUTAMENTE sul campo, nessuna relazione. 🔗 https://www.spazionutrizione.it/ 📅 22-25 OTTOBRE — VILLASIMIUS (CA): METABOLIC RETREAT, Resort Cormoran. Tre giorni di confronto, condivisione e degustazioni con niente meno che Jason Fung — il massimo esperto mondiale di digiuno intermittente — Adrien Soto Moto, uno dei massimi esperti di metabolismo, e la nostra amica e grande professionista dr.ssa Cristina Tomasi. SOLD OUT. 🔗 https://landing.toplifeproject.com/metabolic-retreat 📅 24-25 OTTOBRE — MILANO: SCUOLA ILSA, Starhotels Ritz. Il corso di approfondimento in Medicina Preventiva, Rigenerativa, Anti-Aging e Ambientale dell'International Longevity Science Association — patrocinato dall'Ordine dei Medici di Milano — ospita ben 2 relazioni dei nostri esperti di luce, titoli ufficiali alla mano. L'architetto Alessandra Toson: "La luce artificiale come inquinante ambientale: cronodisruzione, LED e principi di illuminotecnica per la salute". E il farmacista Devis Zampedri: "Fotobiomodulazione in medicina preventiva e rigenerativa: meccanismi molecolari, dosi ed evidenze cliniche". Leggete i titoli e rifletteteci: la luce entra nel programma ufficiale della medicina della longevità — prima come inquinante da rimuovere, poi come terapia da dosare. Due giorni da non perdere.

Repost from N/a
Illuminare meglio, proteggere la notte, ritrovare il cielo: dal 7 al 9 ottobre in Chianti il convegno nazionale sull’inquinam
Illuminare meglio, proteggere la notte, ritrovare il cielo: dal 7 al 9 ottobre in Chianti il convegno nazionale sull’inquinamento luminoso Tre giorni di confronto scientifico all’Osservatorio Polifunzionale del Chianti, a Barberino Tavarnelle, per affrontare l’inquinamento luminoso nelle sue implicazioni ambientali, sanitarie, ecologiche, astronomiche e normative. Nella giornata dell’8 ottobre una sessione dedicata all’impatto sulla salute umana e sulla fauna, coordinata da Rocco Santarone, referente ISDE Italia per la Cronobiologia e l’inquinamento luminoso. Dal 7 al… https://www.isdenews.it/illuminare-meglio-proteggere-la-notte-ritrovare-il-cielo-dal-7-al-9-ottobre-in-chianti-il-convegno-nazionale-sullinquinamento-luminoso/

🚨 AUTISMO E VACCINO COVID NEI BAMBINI: ARRIVA IL PRIMO STUDIO. E UNA DOMANDA CHE IMBARAZZA Pubblicato ieri, 5 ottobre 2026: il primo studio che confronta bambini vaccinati COVID e bambini non vaccinati sugli esiti neuroevolutivi — autismo, ADHD, ansia. Il gruppo della McCullough Foundation ha analizzato 21.990 bambini statunitensi sui dati governativi NHIS 2022-2024. I numeri, aggiustati per età, sesso, etnia, reddito, istruzione dei genitori, assicurazione, regione e accesso alle cure: autismo +26-32%, ADHD +33%, farmaci per la salute mentale +57%, psicoterapia +60%. Nei bambini di 5-7 anni con 3+ dosi: probabilità di autismo più che raddoppiate (aOR 2,54). Cosa fa bene questo studio, e che i critici non potranno ignorare: il segnale sull'autismo sopravvive a cinque livelli di correzione statistica e all'aggiustamento per punteggio di propensione, cresce con il numero di dosi (da 1,03 a 1,40), e — il punto decisivo — il vaccino antinfluenzale usato come controllo negativo NON mostra lo stesso segnale. Se fosse solo "chi va più dal medico si vaccina e si diagnostica di più", l'antinfluenzale si sarebbe acceso uguale. Non si accende. E adesso la disciplina che impongo a me stesso per primo, perché la uso anche con gli altri: questo NON è uno studio su rivista. È su Zenodo, senza revisione paritaria. È trasversale: misura associazioni, non causalità, e le diagnosi sono riferite dai genitori, senza date precise. Il dato lo presento per quello che è. Ma la domanda resta, ed è la vera notizia: nessun trial pediatrico è mai stato disegnato per misurare questi esiti. In anni di campagna vaccinale sui bambini, il segnale non è mai stato cercato. Il primo che lo cerca, lo trova. Se lo studio è imperfetto, la risposta della scienza seria è una sola: ripeterlo meglio, su una coorte di nascita con date di diagnosi reali. E sapete già cosa succederà: non lo ripeterà nessuno. La sorveglianza che non cerchi è la sorveglianza che non trovi. 📄 Fonte: Hulscher N, Mead MN, Taccetta C, Catanzaro JA, Honea RA, McCullough PA. "Neurodevelopmental Outcomes in COVID-19-Vaccinated Versus Unvaccinated U.S. Children: Analysis of the National Health Interview Survey, 2022–2024". Zenodo, 5 ottobre 2026 — DOI 10.5281/zenodo.23165256 — https://zenodo.org/records/23165256 Seguiteci sul canale Telegram: https://t.me/evolutamente #Autismo #VacciniCOVID19 #SaluteInfantile #Neurosviluppo

🏆 IL NOBEL PER LA MEDICINA 2026 L'HA VINTO LA LUCE Non è un modo di dire. Ieri il Karolinska Institutet ha assegnato il Nobel per la Medicina a Karl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel per l'ottogenetica: la proteina di un'alga che, colpita da un raggio di luce blu, apre un canale ionico e accende la cellula. Un fotone entra, un impulso elettrico parte. Tradotto: la luce non illumina la biologia. La comanda. Firmato Stoccolma, 5 ottobre 2026. E qui la parte che mi riguarda: ci avevo puntato oltre 10 anni fa, quando riderne era gratis. Oggi chi, pregno di invidia, continua a denigrare la medicina della luce per vendere la sua pillola "morta", o semplicemente perché è incapace di costruire qualcosa di suo, ha un problema nuovo: non deve più litigare con me. Deve litigare con il Nobel. Le pillole non leggono i fotoni. Le cellule sì. La storia completa — l'alga che nuota verso la luce, i PMID, e gli sviluppi che saranno molto più interessanti di quanto possiate pensare — è nell'articolo sul blog: 📄 Fonte: https://www.evolutamente.it/ci-avevo-puntato-oltre-10-anni-fa-il-nobel-2026-premia-la-medicina-della-luce/ Seguiteci sul canale Telegram: https://t.me/evolutamente #Nobel2026 #MedicinaDellaLuce #Ottogenetica #Fotobiomodulazione #Luce

Oggi esulto. Il premio Nobel per la medicina è stato conferito a 3 ricercatori per i loro studi sulla... LUCE. La medicina de
Oggi esulto. Il premio Nobel per la medicina è stato conferito a 3 ricercatori per i loro studi sulla... LUCE. La medicina della luce è la medicina del futuro. A breve un articolo per il blog!

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🌸 GLI OCCHIALI ROSA, IL CERVELLO E IL MAL DI TESTA: LA SCIENZA (2/2) La luce blu non stanca solo l'occhio: stanchezza, testa pesante e umore giù dopo una giornata sotto i led non sono un caso, sono il segnale che il cervello sta subendo. E per chi soffre di emicrania il legame con la luce è stato misurato con precisione. Quasi otto pazienti su dieci riferiscono sensibilità alla luce durante gli attacchi (J Clin Neurosci, 2023, PMID 37150129), e il meccanismo lo ha firmato Nature Neuroscience: il dolore scatenato dalla luce passa dalle cellule gangliari della retina sensibili proprio al blu (Noseda et al., 2010, PMID 20062053). La prova clinica sulla tinta rosa esiste da decenni e quasi nessuno la cita: 20 bambini con emicrania, tinta rosa contro tinta blu di pari densità per 4 mesi (Good et al., Headache, 1991, PMID 1960058). Dopo un mese miglioravano tutti; a quattro mesi solo i bambini con le rosa tenevano il risultato, con gli attacchi scesi da 6,2 a 1,6 al mese, mentre le blu tornavano al punto di partenza. E ad agosto 2026 è arrivata la conferma spettrale: durante un attacco non trattato, la luce bianca arricchita di blu aumenta l'intensità del mal di testa di 1,67 punti su 10 e produce il disagio visivo più alto tra tutti gli spettri testati, mentre rosso e verde non lo aumentano (Sharp et al., Neurology and Therapy, agosto 2026, PMID 42323789). Per chi ha emicrania e fotofobia, filtrare il blu non è comfort: è togliere alla luce il martello con cui picchia. È l'altra metà del lavoro che facciamo con le lampade: la fotobiomodulazione vi dà la luce giusta al momento giusto, le rosa vi tolgono la luce sbagliata nelle ore in cui siete costretti a starci sotto. Le istruzioni le racconto da anni in "Vivere Secondo Natura": adesso arriva lo strumento, in una sola montatura, unisex, pensata per essere portata ogni giorno. Arrivano tra 4-5 mesi. Iscritti al canale: li vedrete prima qui. 👀 Seguiteci sul canale Telegram: https://t.me/evolutamente #OcchialiRosa #LuceBlu #Emicrania #ProtezioneOculare #LED #RitmoCircadiano

🌸 GLI OCCHIALI ROSA ARRIVANO — L'ALTERNATIVA CHE PROTEGGE OCCHI, CERVELLO E UMORE (1/2) Vi anticipo una novità che arriverà tra 4-5 mesi. E partiamo da una precisazione, perché la confusione qui si paga: le rosa NON sono gli occhiali del sonno. Per il sonno il filtro giusto è un altro mestiere: il rosso, che spegne il blu quasi per intero e trasforma la sera in tramonto. Le rosa non vogliono fare quel lavoro. Le rosa sono un'alternativa: proteggono occhi, cervello e umore tutto il giorno, senza perdere l'indice di resa cromatico. Il problema lo conoscete: occhio secco, bruciore, testa pesante dopo ore sotto i led e davanti agli schermi. Quella luce è piena di blu, e la subiscono i vostri occhi, il vostro cervello, il vostro umore. Tutto il giorno, non solo di sera. I numeri, come sempre, confrontati: ▫️ la nostra trasparente: i colori al massimo, ma protegge solo al 40% ottime per la guida diurna ▫️ la nostra gialla: protegge all'80%, resta il filtro massimo, ma ai colori chiede il sacrificio e sono ottime per la guida notturna ▫️ le nostre rosa: proteggono al 55% e i colori non li toccano — i pregi dell'una e dell'altra, senza dover scegliere. Sacrificando un po' la protezione. Fino a oggi la scelta era forzata: o i colori veri della trasparente, o la protezione massima della gialla, che al mondo toglie i colori e c'è chi non riesce a tenerla addosso al lavoro, mentre guida, a cena. La rosa nasce per chiudere la questione: il 55% di protezione con la resa cromatica intatta, un occhio protetto e un mondo che resta com'è. E la protezione che non indossate non protegge: la rosa è l'occhiale che riuscite a tenere addosso tutto il giorno, ogni giorno. La gialla resta il filtro massimo, per quando serve il massimo. La trasparente resta la più fedele ai colori. La rosa è l'alternativa che li somma. Una sola montatura. Unisex. Perché un paio di occhiali che funzionano non ha bisogno di dodici varianti: ne ha bisogno una, fatta bene. E adesso veniamo alla parte che per molti vale il prezzo degli occhiali: il cervello e il mal di testa. Continua nella seconda parte. 👇

Sto scrivendo da un'ora un post su una novità di colore di occhiali e sono terrorizzato. Non riesco a far capire a cosa servono alla mia IA con studi alla mano... Immagino ai clienti... Meno male che poi ci pensando Alessandra e Devis...

🔵 AURA — LA FOTOBIOMODULAZIONE CHE STA IN UNA MANO Oggi vi presento il membro più piccolo della famiglia TOP LIFE PROJECT (ingegnerizzato da ELIOS LAMP), ma non fatevi ingannare dalle dimensioni. AURA è un dispositivo che si impugna e si porta in giro per casa, in vacanza o in palestra. Con maniglia, a batteria ricaricabile, senza fili: la accendi e la passi dove serve. Due sole lunghezze d'onda, scelte bene: 🔴 665 nm — rosso profondo: pelle, microcircolazione, collagene. ⚫ 850 nm — infrarosso vicino: penetrazione nei tessuti sottostanti. E i numeri, come sempre: 215 mW/cm² misurati a 2-3 cm dalla pelle, 79 mW/cm² a 15 cm. Valori da pannello professionale, in un oggetto che pesa meno di un libro. Come si usa: si impugna dalla maniglia e si passa lentamente a pochi centimetri dalla pelle, senza mai fermarla sullo stesso punto. Con quell'irradianza la sessione è questione di pochi minuti (2-3), non di mezz'ore: viso, pelle, articolazioni. E c'è anche un protocollo per il benessere oculare. E poi c'è la sera. Solo rosso e infrarosso, niente blu: AURA non tocca la melatonina. Appoggiatela sul tavolino e usatela come luce calda per la stanza: la fotobiomodulazione che diventa illuminazione, e l'illuminazione che vi accompagna al sonno. Un dispositivo, sei protocolli d'uso: dal trattamento mirato alla lampada da sera. Le istruzioni sono pronte, semplici, con ogni tempo e distanza già calcolati. La luce giusta, dove serve, quando serve. In mano. ✋ CON UN COSTO PREVISTO DI 89 EURO! VERRA' REGALATA CON QUALCHE BUNDLE CHE COMPORRA' LA TOP LIFE PROJECT CON ALTRI DISPOSITIVI/INTEGRATORI O CORSI. HERA-PHENIX-AURA VERRANNO VENDUTE SOLO DA TOP LIFE PROJECT. Seguiteci sul canale Telegram: https://t.me/evolutamente #Fotobiomodulazione #AURA #LuceRossa #Infrarosso #BenessereOculare

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AURA Dopo la SIRIO (già in vendita), la potentissima ed enorme HERA e la potentissima, trasportabile PHENIX ecco l'ultima lampada del progetto: TOP LIFE PROJECT ingegnerizzato da ELIOS LAMP. AURA è una lampada che la dr.ssa Tomasi ha fortemente voluto per proporlo sia (eventualmente) come gadget che come vendita singola. Dalle misure fatte oggi il laboratorio non è propriamente un gadget in quanto è metallica ed ha una batteria ma soprattutto ha delle irradianze di tutto rispetto. 79 mW/cm2 a 15 cm e 215 mW/cm2 a 2-3 cm che è la distanza per trattamenti mirati. Ha un manico e la lampada è facilmente utilizzabile da chiunque. Ha una batteria che dura 60-90 m. La scatola è un draft. Lunghezze d'onda: 665nm al picco e 850nm al picco.

Padovani e dintorni: venite a scoprire la perfezione della Natura e del vostro corpo, e a capovolgere la vostra percezione de
Padovani e dintorni: venite a scoprire la perfezione della Natura e del vostro corpo, e a capovolgere la vostra percezione della "malattia"! Proiezione documentario "Salute - Nuova Medicina" e a seguire dibattito con Marcello Pamio, autore del libro "La Medicina Sagrada" Padova, via Piovese 140, ore 20.45 Venerdì 9 Ottobre

🌲 IL TRONCO CHE SMENTISCE LE PROFEZIE Seimila anni fa, a 2060 metri sulle Alpi, cresceva un pino cembro enorme: sette metri di lunghezza, almeno 140 anni di età quando cadde, 1,7 tonnellate di legno. L'ha sepolto il ghiacciaio della Pasterze, e nel giugno 2015 gli scienziati dell'Università di Graz l'hanno tirato fuori con l'elicottero dal terreno di morena, in due pezzi ma ben conservato. Datazione: circa 6000 anni. Specie: Pinus cembra, la Zirbe. Più vecchio di Ötzi. Quando quell'albero cresceva lassù, nel 4000 a.C., quel punto era bosco: un albero adulto, robusto, in quota, a duemila e sessanta metri. Poi il clima è cambiato, il ghiacciaio è avanzato e ha sepolto tutto per millenni. Oggi la Pasterze arretra e ce lo restituisce: il tronco esce dal punto esatto in cui una volta cresceva la foresta. E qui arriva il colpo finale, coi numeri verificati: quando quel pino viveva, la CO₂ atmosferica era intorno a 260-280 ppm, letta nelle carote di ghiaccio. Oggi siamo oltre 420 ppm (media globale NOAA, 2024). Un terzo di CO₂ in meno, e lassù faceva più caldo di adesso: abbastanza caldo da far crescere una foresta dove oggi c'è il fronte di un ghiacciaio. Quel periodo caldo ha un nome, sta nei libri di paleoclimatologia e si chiama optimum climatico dell'Olocene: estati alpine più calde delle nostre, con l'orizzonte del bosco più in alto di oggi. Il tronco della Pasterze ne è la prova materiale, col datare e la specie incisi nel legno, non un modello al computer. E allora il dato va preso per quello che è: il clima si muove da solo ed il sole è il suo motore, da sempre, con cicli di migliaia di anni che non hanno mai chiesto il permesso alla CO₂. Le profezie del termostato unico, della manopola sola che governa il pianeta, sono più semplici della storia del pianeta stesso: e quando un tronco di duemila anni fa più di Ötzi smentisce la semplificazione, la semplificazione non diventa più vera. Diventa solo più comoda. Un albero è cresciuto dove oggi non potrebbe. Un ghiacciaio l'ha coperto, e oggi lo sta restituendo. Il pianeta racconta la sua storia da solo: basta andare a raccoglierla. 📄 Fonti: Università di Graz, comunicato 26/06/2015 (recupero e datazione della Zirbe della Pasterze, 6000 anni, Pinus cembra): https://www.uni-graz.at/en/news/aelter-als-oetz/ — CO₂ olocenica 260-280 ppm: carote di ghiaccio; CO₂ attuale oltre 420 ppm: media globale NOAA, 2024. Seguiteci sul canale Telegram: https://t.me/evolutamente #Clima #Olocene #PinoCembro #Alpi #Pasterze

🧒 DUE BOLI DA 100.000 UI AI BAMBINI CON IN MEZZO 7 MESI DI INTEGRAZIONE GIORNALIERA DI VELENO D. IL RISULTATO È UN SILENZIO ASSORDANTE IN TRIPLO CIECO. L'articolo di oggi è su THE LANCET, e c'è dentro il film intero della supplementazione, compresso in sette mesi di trial. La scena: bambini da 1 a 5 anni con asma virale severa, il paziente più piccolo e il bersaglio emotivo più prezioso del mantra "costa poco e previene". Trial DIVA: randomizzato, in triplo cieco, nove centri pediatrici del Canada, finanziamento pubblico (eClinicalMedicine, ottobre 2026). Con quel disegno non si bara: né i bambini, né i medici, né chi analizzava i dati sapevano chi prendeva la D3 e chi il placebo. Le tre bombe: due boli da 100.000 UI più 400 al giorno, 284.000 UI in tutto (da moltiplicare almeno per 6 per parametrarle questi valori ad un adulto di 70 kg, quindi siamo a quasi 2 milioni di unità in 7 mesi). Esacerbazioni col cortisone di emergenza: 0,67 contro 0,71 del placebo (IRR 0,95). Infezioni respiratorie confermate in laboratorio: identiche. E intanto la 25(OH)D dei trattati è salita "rapida e sostenuta" a valori ULTRAFISIOLOGICI. il sangue ha obbedito, la malattia non se n'è accorta. Il triplo cieco col sigillo Lancet toglie ai cantori della D anche la carta dello "studio di serie B": resta solo il silenzio. Nell'articolo completo, i numeri letti dal paper, l'onestà sul trial sottodimensionato (323 bambini, il 37% del previsto, con la spiegazione tecnica di perché il punto stimato a zero resta comunque pesante), la serie che viene prima di questo (VITAL, D2d, i boli da 540.000 UI nel COVID) e i PMID per controllare tutto, come sempre. 📄 L'articolo: https://www.evolutamente.it/asma-bambini-vitamina-d3-trial-diva-lancet/ Seguiteci sul canale Telegram: https://t.me/evolutamente #VitaminaD #Asma #Lancet #EBM