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Rivolta contro il mondo moderno

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Tonia Mastrobuoni, inviata di Repubblica, apre il suo pezzo sugli elettori dell’AfD con la parola «Uomini». Non «cittadini», non «tedeschi», non «persone». Uomini. Subito. Prima di tutto. Il vero peccato originale è il cromosoma Y. Poi, naturalmente, arriva il resto. Operai, poveri, poco istruiti. Il solito catalogo di disprezzo di classe che la sinistra benestante riserva a chi non vota come lei. Ma il primo posto d’onore spetta agli uomini. Sempre. E qui la cosa diventa particolarmente succosa. Perché chi firma l’articolo è una donna dichiaratamente lesbica, sposata (con tanto di foto sorridente e post celebrativo) con un’altra donna. Una che ha scelto di costruire la propria vita e la propria identità pubblica fuori dal rapporto uomo-donna. E che però, non appena deve spiegare perché una fetta di popolo tedesco vota “male”, non trova di meglio che mettere in cima alla lista degli indiziati… gli uomini. Ha deciso che il maschio è il problema e lo trova sempre colpevole. Poveri, ignoranti e soprattutto maschi, i mostri. Lei e la compagna, dal salotto di Repubblica, giudicano chi può votare. Si sbandiera inclusione, poi si apre con «sono tutti uomini, quindi…». Si celebra la propria libertà e si tratta quella degli altri come inferiorità. Risentimento di genere travestito da inchiesta.

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Nessun papa ha scritto contro la Massoneria quanto Leone XIII. Non fu il primo (Clemente XII la condannò già nel 1738), ma fu
Nessun papa ha scritto contro la Massoneria quanto Leone XIII. Non fu il primo (Clemente XII la condannò già nel 1738), ma fu il più sistematico e insistente. Durante il suo pontificato la setta aveva raggiunto un’enorme influenza politica e culturale, specialmente in Italia e in Europa. Leone XIII vi vide l’espressione organizzata del naturalismo: l’idea che l’uomo e la società possano fare a meno di Dio e della Rivelazione. Dall’Humanum genus del 1884, il documento più completo, fino alle encicliche ai vescovi italiani e all’Annum ingressi sumus, non smise mai di denunciare i principi massonici – relativismo, laicismo, ostilità alla Chiesa – e di chiamare i cattolici alla resistenza. Un magistero chiaro, senza ambiguità. Un monito che resta attuale.

Nessun papa ha scritto contro la Massoneria quanto Leone XIII. Non fu il primo (Clemente XII la condannò già nel 1738), ma fu
Nessun papa ha scritto contro la Massoneria quanto Leone XIII. Non fu il primo (Clemente XII la condannò già nel 1738), ma fu il più sistematico e insistente. Durante il suo pontificato la setta aveva raggiunto un’enorme influenza politica e culturale, specialmente in Italia e in Europa. Leone XIII vi vide l’espressione organizzata del naturalismo: l’idea che l’uomo e la società possano fare a meno di Dio e della Rivelazione. Dall’Humanum genus del 1884, il documento più completo, fino alle encicliche agli vescovi italiani e all’Annum ingressi sumus, non smise mai di denunciare i principi massonici – relativismo, laicismo, ostilità alla Chiesa – e di chiamare i cattolici alla resistenza. Un magistero chiaro, senza ambiguità. Un monito che resta attuale.

L’architettura è sempre lo specchio di un modo di pensare. Se il pensiero è forte, nasce la bellezza. Se è debole, fluido, in
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L’architettura è sempre lo specchio di un modo di pensare. Se il pensiero è forte, nasce la bellezza. Se è debole, fluido, incapace di distinguere e giudicare, trionfa il brutto. Il Novecento ha teorizzato il brutto nell’arte: volgare, inespressivo, dissonante. E dalla tolleranza del brutto estetico è nata la tolleranza del cattivo gusto nella vita quotidiana. Heinrich Heine se lo chiedeva già nell’Ottocento: perché nel Medioevo costruivano cattedrali così belle? Perché quegli uomini avevano convinzioni. Noi moderni abbiamo solo opinioni. E per elevare una cattedrale gotica ci vuole qualcosa di più di un’opinione. Ci vuole una fede solida nella realtà, nel vero, nel bello. Senza di essa restano solo forme flaccide, indefinite, incomprensibili. Il pensiero debole non sa costruire. Sa solo demolire.

Sinistra in rivolta per la proposta di Vannacci di far ascoltare il battito prima di abortire: "È violenza", dicono. Per loro, infatti, il vero atto violento non è sopprimere una vita del tutto dipendente dalla madre, ma costringerla a rendersi conto che lo sta facendo.

La nostra epoca ama la forza che esplode. La natura insegna invece la forza che persevera. L'acqua non distrugge la pietra in un giorno. La cambia perché non smette mai di tornare. Nella vita, spesso, vince non chi fa di più, ma chi rimane fedele più a lungo.

Scambiare la tristezza per profondità d'animo è un'illusione velenosa. La verità è che il sistema moderno si nutre del nostro scoraggiamento, una società di uomini tristi, isolati e spaventati è una società di perfetti consumatori e sudditi obbedienti. La tristezza spegne la forza interiore, paralizza il giudizio e ci consegna direttamente alle mani di chi vuole controllarci tramite la paura e il rimbecillimento mediatico. Coltivare una sana allegria, la tenacia e la serenità dell'anima oggi è il primo e più grande atto di rivoluzione e di resistenza spirituale contro la barbarie contemporanea.

Ci hanno venduto la favola della liberazione sessuale, del "senza impegno", del soddisfare un bisogno fisiologico come se fos
Ci hanno venduto la favola della liberazione sessuale, del "senza impegno", del soddisfare un bisogno fisiologico come se fosse bere un bicchier d'acqua. La verità è che il sesso consumato per noia, per solitudine o per fuga non riempie mai il vuoto: lo allarga. Quando usi un altro essere umano come un anestetico temporaneo, finisci per trattare la cosa più intima e misteriosa che esiste alla stregua di un oggetto di plastica da gettare via. E la fattura la paga sempre l'anima, che si ritrova più arida, fragile e smarrita di prima. E' la legge fondamentale della vita: non si può scherzare col fuoco delle proprie energie profonde senza finire bruciati.

Una volta si alzavano gli occhi al cielo e si riconoscevano le costellazioni. Oggi si tengono gli occhi bassi su uno schermo
Una volta si alzavano gli occhi al cielo e si riconoscevano le costellazioni. Oggi si tengono gli occhi bassi su uno schermo e si scambiano like. Internet ha cambiato l’uomo stesso. Ha prodotto un essere che vive nell’istante, che confonde amicizia con contatto, presenza con connessione, realtà con simulacro. È l’Homo numericus, sempre disponibile e mai presente, sempre informato e mai sapiente. La tecnica non chiede permesso, quando qualcosa è possibile, diventa inevitabile. E mentre crediamo di essere più liberi, regaliamo ogni giorno pezzi di noi stessi a chi sa esattamente dove siamo, cosa pensiamo e cosa desideriamo. Il villaggio globale si è rivelato un grande bazar sorvegliato. E noi, contenti, continuiamo a scorrere.

Si parla spesso di “perdita dei valori”, ma quasi nessuno nomina l’onore. Eppure era la colonna di una civiltà intera: fedelt
Si parla spesso di “perdita dei valori”, ma quasi nessuno nomina l’onore. Eppure era la colonna di una civiltà intera: fedeltà alla parola data, lealtà, assunzione piena della responsabilità, orrore del debito. Bastava una stretta di mano. Oggi tutto si basa sul debito e sul “godersi la vita”. L’onore è diventato una parola demodata, quasi sospetta. Recuperarlo significa ridare un asse spirituale a una società che ha perso il centro. Senza onore non restano che interessi e convenienze.

Dopo la catastrofe di Weimar, la Germania di Hitler stampò moneta propria, basata sul lavoro e sui beni prodotti, senza oro e senza debito verso le banche internazionali. In pochi anni risolse la disoccupazione e ricostruì il Paese. È lo stesso principio dei Greenbacks di Lincoln. Chi controlla la moneta controlla la nazione. Quando lo Stato emette direttamente la valuta legata alla produzione reale, sfugge al ricatto dei finanziatori privati. La storia lo dimostra: la sovranità monetaria è una delle chiavi della libertà dei popoli.

Davanti al talento ci si inchina, ma solo davanti al Bene ci si inginocchia. Un mondo che separa l'estetica dalla morale diventa un magazzino di cose utili, ma tragicamente privo di vera Bellezza.

«Nessuna donna abortisce con leggerezza» è irrilevante. Anche chi uccide con dolore, rimorso o dopo una decisione difficile s
«Nessuna donna abortisce con leggerezza» è irrilevante. Anche chi uccide con dolore, rimorso o dopo una decisione difficile sta comunque uccidendo. L’emozione di chi agisce non cambia la natura dell’atto. «Il feto non ha corteccia funzionante» allora un neonato, un malato in coma o un disabile grave senza attività corticale piena non sarebbe una persona e si potrebbe eliminarlo. Il criterio “funzione cerebrale attuale” è arbitrario e giustifica l’infanticidio. «È solo un organismo in evoluzione, una possibilità» no. Biologicamente è già un organismo umano completo (DNA umano unico, crescita autonoma). Non è una “possibilità di persona”, è una persona umana allo stadio più precoce dello sviluppo. Un adolescente è un adulto in evoluzione, non “una possibilità di adulto”. Parlare di uccisione non è fuorviante: è descrittivo.

Il vaccinista sinistro ti rompe il cazzo giorno e notte per il richiamo mancato, per il bambino di tre anni non ancora inoculato come un puntaspilli, ti chiama assassino se salti una dose di merda farmaceutica, poi improvvisamente diventa muto e cieco quando entrano a ondate milioni di selvaggi carichi di malattie che da noi erano finite nei libri di storia quarant’anni fa. Tubercolosi, scabbia, morbillo, polio, epatiti, difterite, sifilide resistente… Arrivano, tossiscono, starnutiscono, cagano e si grattano nei centri di accoglienza, nei bus, per le strade, e lo stesso sinistro che ieri ti voleva crocifiggere perché tuo figlio non aveva fatto la terza dose di diserbante anti-covid, oggi gira la testa, cambia discorso, parla di “diritti umani” e di “integrazione”. Tuo figlio sano è un pericolo pubblico. Il migrante appestato è una ricchezza culturale. Poi ci scappa il morto e la colpa sarà sempre dei no-vax, mai di chi ha aperto le porte a chi porta in corpo ciò che abbiamo faticosamente eradicato.

L’argomento del povero di spirito. «Se critichi i medici, allora non ti curare». Come se criticare errori, protocolli sbaglia
L’argomento del povero di spirito. «Se critichi i medici, allora non ti curare». Come se criticare errori, protocolli sbagliati, conflitti di interesse o diagnosi di merda equivalga a rifiutare tutta la medicina. Si va dal medico perché la medicina funziona nonostante i cialtroni, non grazie a loro. Si può sputare su chi sbaglia e su chi si vende senza dover diventare un eremita.

Immagina. Sei lì, a farti i cazzi tuoi, a goderti il mare cristallino di Tuerredda in Sardegna, sole, silenzio, la vita che s
Immagina. Sei lì, a farti i cazzi tuoi, a goderti il mare cristallino di Tuerredda in Sardegna, sole, silenzio, la vita che sembra perfetta. Poi ti arriva addosso una barca carica di 14 africani clandestini, ti spezza le ossa e ti manda a morire in ospedale in elicottero. E la sinistra? Silenzio. Priorità assoluta non disturbare i “poveri migranti”. Una ragazza di 18 anni? Danno collaterale accettabile. Loro sbarcano. Tu muori. Tempi pazzeschi.

Immaginiamo un mondo senza sedie. Sarebbe invivibile. L’uomo non è fatto per stare sempre in piedi, né sempre disteso. La sed
Immaginiamo un mondo senza sedie. Sarebbe invivibile. L’uomo non è fatto per stare sempre in piedi, né sempre disteso. La sedia è un oggetto umile ma necessario, che ci ricorda la nostra finitezza. Non siamo onnipotenti. Abbiamo bisogno di riposo, di sostegno, di misura. La sedia smentisce ogni ideologia che pretende di fare dell’uomo un dio in terra. Ringraziamo le cose semplici: ci parlano della nostra vera natura di creature.

L’impero romano era al suo apogeo: potenza militare, ordine, ricchezza. Eppure dominava una profonda malinconia, un senso di
L’impero romano era al suo apogeo: potenza militare, ordine, ricchezza. Eppure dominava una profonda malinconia, un senso di vuoto e di inutilità. Lucrezio, Catullo, Properzio, Virgilio stesso lo testimoniano. L’uomo antico aveva raggiunto i confini del mondo conosciuto, ma non riusciva a guardare oltre la morte. Solo con la nascita di Cristo, annunciata ai pastori come “lieta novella di grande gioia”, quel buio esistenziale cominciò a squarciarsi. La vera luce entrò nella storia.

Roma. Un uomo di 30 anni esce alla stazione Togliatti e finisce accoltellato a morte con un cacciavite alla testa solo perché
Roma. Un uomo di 30 anni esce alla stazione Togliatti e finisce accoltellato a morte con un cacciavite alla testa solo perché ha provato a difendere un amico da una rapina: «Datemi 20 euro e il telefonino». Muore dopo otto giorni di agonia. La vita ormai vale 20 euro e un cellulare. La sinistra, con le sue politiche immigrazioniste, ha portato la guerra in casa nostra. Quella vera, non quella che si vede in televisione. Quella che ogni giorno lascia sul campo omicidi, stupri, rapine a mano armata, aggressioni, spaccio, degrado, inciviltà, barbarie...