en
Feedback
Stefano Nardini

Stefano Nardini

Open in Telegram

Sono avvocato, consulente e formatore in materia di diritto digitale e delle nuove tecnologie, sicurezza informatica e GDPR In questo canale cercherò di approfondire argomenti e temi di interesse comune che mi appassionano da sempre www.avvocatonardini.it

Show more
470
Subscribers
No data24 hours
No data7 days
No data30 days

Data loading in progress...

Similar Channels
No data
Any problems? Please refresh the page or contact our support manager.
Tags Cloud
No data
Any problems? Please refresh the page or contact our support manager.
Incoming and Outgoing Mentions
---
---
---
---
---
---
Attracting Subscribers
January '24
January '24
+470
in 0 channels
Date
Subscriber Growth
Mentions
Channels
31 January0
30 January0
29 January0
28 January0
27 January0
26 January0
Channel Posts
Noi vediamo, sentiamo, parliamo, ma non sappiamo quale energia ci fa vedere, sentire, parlare e pensare. E quel che è peggio,
Noi vediamo, sentiamo, parliamo, ma non sappiamo quale energia ci fa vedere, sentire, parlare e pensare. E quel che è peggio, non ce ne importa nulla. Eppure noi siamo quell'energia. Questa è l'apoteosi dell'ignoranza umana. A. Einstein

2
Che sia una sola persona o un gruppo di persone a commetterlo, per giustificarlo basta dire che serve a raggiungere obiettivi che porterànno dei benefici all’umanità. Ma questo significa che sacrifichiamo il presente al futuro: non importa se vengono impiegati mezzi deleteri, quando lo scopo dichiarato e di produrre un risultato che si ritenga benefico per l’umanità. Questo implica la convinzione che, usando mezzi sbagliati, si possano ottenere giusti risultati; così abbiamo bisogno di un processo mentale per giustificare l’uso di mezzi sbagliati. Abbiamo costruito una imponente struttura di idee per giustificare il male, e sicuramente questo non ha precedenti. Il male è male, non può produrre il bene. La guerra non è un mezzo per ottenere la pace (J. Krishnamurti 1895 - 1986) 2/2
556
3
LA GIUSTIFICAZIONE CONCETTUALE DEL MALE È evidente che la crisi, che attualmente il mondo sta attraversando, e eccezionale, e
LA GIUSTIFICAZIONE CONCETTUALE DEL MALE È evidente che la crisi, che attualmente il mondo sta attraversando, e eccezionale, e senza precedenti. Ci sono state crisi di vario genere in diversi periodi storici, crisi sociali, politiche, nazionali. Le crisi vanno e vengono; le recessioni economiche, i periodi di depressione sopraggiungono, subiscono dei mutamenti e continuano sotto altra forma. Lo sappiamo bene, queste cose ci sono familiari. Ma certamente la crisi attuale è qualcosa di diverso. È diversa prima di tutto perché non ha a che fare con cose tangibili, oltre il denaro, ma riguarda le idee. È una crisi eccezionale perché ha a che fare con la mente. Servendoci delle idee, pianifichiamo i delitti. Ovunque nel mondo giustifichiamo il “me”, l’io, come mezzo per raggiungere un obiettivo che riteniamo legittimo. Una cosa simile non ha precedenti. Un tempo il male veniva riconosciuto per quello che era, ed un delitto era un delitto; ma ora lo si considera un mezzo per raggiungere un nobile risultato. 1/2
487
4
"I popoli in declino smarriscono innanzitutto il senso della misura. Si attengono al particolare, si gettano con sguardo miop
"I popoli in declino smarriscono innanzitutto il senso della misura. Si attengono al particolare, si gettano con sguardo miope su ciò che è limitato e insignificante, antepongono il condizionato all'universale; poi cercano il godimento e la sensualità, cercano di soddisfare l'odio e l'invidia che nutrono verso il vicino, nella loro arte si rappresenta ciò che è unilaterale, ciò che è valido solo da un determinato punto di vista, poi ciò che è guasto, disarmonico, stravagante, infine, ciò che eccita e turba i sensi e da ultimo l'immoralità ed il vizio. Nella religione, l'interiorità si degrada a mera forma oppure a fanatismo sfrenato, viene smarrita la distinzione tra bene e male, l'individuo disprezza la totalità e persegue il suo personale piacere e la perdizione, e così quel popolo cade preda della disgregazione interna o di un nemico esterno, più barbaro ma più energico..." Adalbert Stifter
283
5
“Per soffocare in anticipo ogni rivolta, non bisogna essere violenti. I metodi del genere di Hitler sono superati. Basta creare un condizionamento collettivo così potente che l’idea stessa di rivolta non verrà nemmeno più alla mente degli uomini. L’ ideale sarebbe quello di formattare gli individui fin dalla nascita limitando le loro abilità biologiche innate. In secondo luogo, si continuerebbe il condizionamento riducendo drasticamente l’istruzione, per riportarla ad una forma di inserimento professionale. Un individuo ignorante ha solo un orizzonte di pensiero limitato e più il suo pensiero è limitato a preoccupazioni mediocri, meno può rivoltarsi. Bisogna fare in modo che l’accesso al sapere diventi sempre più difficile e elitario. Il divario tra il popolo e la scienza, che l’informazione destinata al grande pubblico sia anestetizzata da qualsiasi contenuto sovversivo. Niente filosofia. Anche in questo caso bisogna usare la persuasione e non la violenza diretta: si diffonderanno massicciamente, attraverso la televisione, divertimenti che adulano sempre l’emotività o l’istintivo. Affronteremo gli spiriti con ciò che è futile e giocoso. È buono, in chiacchiere e musica incessante, impedire allo spirito di pensare. Metteremo la sessualità al primo posto degli interessi umani. Come tranquillante sociale, non c’è niente di meglio. In generale si farà in modo di bandire la serietà dell’esistenza, di ridicolizzare tutto ciò che ha un valore elevato, di mantenere una costante apologia della leggerezza; in modo che l’euforia della pubblicità diventi lo standard della felicità umana. È il modello della libertà. Il condizionamento produrrà così da sé tale integrazione, l’unica paura, che dovrà essere mantenuta, sarà quella di essere esclusi dal sistema e quindi di non poter più accedere alle condizioni necessarie alla felicità. L’ uomo di massa, così prodotto, deve essere trattato come quello che è: un vitello, e deve essere monitorato come deve essere un gregge. Tutto ciò che permette di far addormentare la sua lucidità è un bene sociale, tutto ciò che metterebbe a repentaglio il suo risveglio deve essere ridicolizzato, soffocato, combattuto. Ogni dottrina che mette in discussione il sistema deve prima essere designata come sovversiva e terrorista e coloro che la sostengono dovranno poi essere trattati come tali”. - Günther Anders. 1956 in “L’uomo è antiquato”
1 404
6
La perfezione umana e il perfezionamento tecnico non sono conciliabili. Se vogliamo l'una, bisogna sacrificare l'altra; a questo punto le strade si separano. Chi di questo è convinto sa quel che fa in un senso o nell'altro. Il perfezionamento mira al calcolabile, e il perfetto all’incalcolabile. Ernst Jünger
511
7
QUANDO SI DICE VEDERE IL FUTURO Era il 1956 quando il filosofo ebreo e tedesco Günther Anders, prima grande amico e poi marito di Hannah Arendt, scrisse questo passaggio all’interno del suo libro “L’uomo è antiquato”: “Per soffocare in anticipo ogni rivolta, non bisogna essere violenti. I metodi del genere di Hitler sono superati. Basta creare un condizionamento collettivo così potente che l’idea stessa di rivolta non verrà nemmeno più alla mente degli uomini. L’ ideale sarebbe quello di formattare gli individui fin dalla nascita limitando le loro abilità biologiche innate. In secondo luogo, si continuerebbe il condizionamento riducendo drasticamente l’istruzione, per riportarla ad una forma di inserimento professionale. Un individuo ignorante ha solo un orizzonte di pensiero limitato e più il suo pensiero è limitato a preoccupazioni mediocri, meno può rivoltarsi. Bisogna fare in modo che l’accesso al sapere diventi sempre più difficile e elitario. Il divario tra il popolo e la scienza, che l’informazione destinata al grande pubblico sia anestetizzata da qualsiasi contenuto sovversivo. Niente filosofia. Anche in questo caso bisogna usare la persuasione e non la violenza diretta: si diffonderanno massicciamente, attraverso la televisione, divertimenti che adulano sempre l’emotività o l’istintivo. Affronteremo gli spiriti con ciò che è futile e giocoso. È buono, in chiacchiere e musica incessante, impedire allo spirito di pensare. Metteremo la sessualità al primo posto degli interessi umani. Come tranquillante sociale, non c’è niente di meglio. In generale si farà in modo di bandire la serietà dell’esistenza, di ridicolizzare tutto ciò che ha un valore elevato, di mantenere una costante apologia della leggerezza; in modo che l’euforia della pubblicità diventi lo standard della felicità umana. E il modello della libertà. Il condizionamento produrrà così da sé tale integrazione, l’unica paura, che dovrà essere mantenuta, sarà quella di essere esclusi dal sistema e quindi di non poter più accedere alle condizioni necessarie alla felicità. L’ uomo di massa, così prodotto, deve essere trattato come quello che è: un vitello, e deve essere monitorato come deve essere un gregge. Tutto ciò che permette di far addormentare la sua lucidità è un bene sociale, tutto ciò che metterebbe a repentaglio il suo risveglio deve essere ridicolizzato, soffocato, combattuto. Ogni dottrina che mette in discussione il sistema deve prima essere designata come sovversiva e terrorista e coloro che la sostengono dovranno poi essere trattati come tali”. Günther Anders. 1956 in “L’uomo è antiquato”
892
8
No text...
815
9
Abbiamo però soprattutto sezioni idrauliche ridotte all’osso, argini enormi costruiti in più riprese, e al piede dell’argine manufatti come case ed aree industriali. Se avviene una piena devo quindi pensare in primis alla pulizia? Eh, direi di no in quanto come ha mostrato il Lamone, il quale ha mostrato un didattico episodio di sormonto arginale (l’acqua ha traboccato dall’alto) le sezioni di questi “fiumi” non sono in grado di fare defluire forti colmi di piena. La pulizia risolve tutto? Bisogna definire cosa si intende per pulizia: l’unica pulizia fluviale che ha senso è la rimozione del legname secco in quanto quello viene subito preso in carico dalle piene e potrebbe creare sbarramenti in sezioni critiche come, ad esempio, ostruire la luce di un ponte. Il resto, sono leggende metropolitane. Gli alberi “vivi” rappresentano una difesa idraulica passiva, in quanto sono in grado di far rallentare la corrente idraulica. Pensate che dove non ci sono, vengono impiantate delle opere di ingegneria con la stessa funzione degli alberi, detti pennelli. Il cavare sedimento “a mo’ di pulizia” è quanto di più sciocco si possa fare, come dimostrato sopra: aumento velocità, erosione e il sano trasporto solido dei fiumi. Si sano, perché i fiumi portano a mare quel sedimento fondamentale per il mantenimento dei nostri litorali: i fiumi portano sedimento, le correnti marine lo distribuiscono lungo costa e così si sono sempre mantenute le nostre coste. Almeno fino a 70 anni fa, perché poi le pesanti estrazioni di sedimento in alveo hanno rotto questo equilibrio dei fiumi, ed infatti noi emiliano-romagnoli paghiamo una ditta tedesca che, ogni anno, draga la sabbia a 40-60 m dalle coste dell’Adriatico per fare il ripascimento delle nostre spiagge. Geniale no? Ma l’abbiamo cercata noi. Le sezioni dei fiumi, quindi, appaiono sempre più insufficienti, in primis perché noi le abbiamo ristrette all’osso, ed in seconda battuta perché il territorio, fortemente cementato e antropizzato è andato incontro all’impermeabilizzazione. Questa strana parola racchiude in realtà uno degli aspetti più critici. Se io ho, ad esempio, un’area di 1 km quadrato a terreno naturale, questa assorbirà le precipitazioni in funzione ovviamente delle litologie di cui è composta, ovvero terreni più permeabili e terreni meno permeabili. Se di quel km quadrato metà lo perdo perché ho cementato, asfaltato, rendendo di fatto impermeabile metà della mia area pilota, dove andrà l’acqua che piove? Non verrà mai assorbita e finirà velocemente nelle reti scolanti, quindi nei canali ed infine nei fiumi. Si quei fiumi che già li abbiamo ristretti e poi caliamo giù l’asso come surplus idrico da gestire. Quindi quando sentite dire da qualcuno “bisognerebbe dare spazio, o meglio, ridare lo spazio che abbiamo tolto ai fiumi e qualcosina di più ..” non è un pazzo, non è un “verde”, non è un “ambientalista”. E’ uno che ha capito come funzionano i fiumi. La pulizia radicale non risolve uno stupro al territorio che si è perpetrato per 60 anni. Foto allegata: da un mio progetto di lavoro comparazione Torrente Enza 1958 (foto aerea IGM - sinistra) e 2022 (immagine satellitare - destra), zona Montecchio Emilia (RE). P.s. il Torrente Enza, per i motivi sopra descritti, si è autoinciso di oltre 11 metri [Geologo Giulio Torri da Facebook]
797
10
POST LUNGO I fenomeni alluvionali e le “pulizie dei fiumi”. Ogni volta è la stessa storia, alluvione: non hanno pulito i fiumi. Ma davvero le cose stanno così? Questo concetto precotto, che ogni volta viene ripetuto fino allo sfinimento, trae la sua origine in una distorsione storica, ovvero che “una volta” si facesse manutenzione. In realtà non è così, ma molto semplicemente “una volta” i fiumi godevano di maggior rispetto da parte dell’uomo, come il territorio ad essi circostante. Dal secondo dopoguerra in poi, i fiumi sono stati visti come cave a cielo aperto per inerti, sabbie e ghiaie, e aree di scolo in cui far transitare il più velocemente possibile le acque dai rilievi al mare. Fine. Questo ha fatto si che, soprattutto relativo alle gigantesche estrazioni di sedimenti in alveo, i fiumi iniziassero un processo di incisione dell’alveo, attraverso il fenomeno di erosione che si manifesta sia in maniera regressiva, ovvero a monte di dove io ho estratto i sedimenti, che progressiva, a valle del punto di estrazione. I fiumi sono andati incontro quindi ad un processo di canalizzazione innaturale che ha portato numerosissimi problemi con sé, tra cui: aumento della velocità della corrente, aumento dell’incisione, minor espansione e, soprattutto, minor ricarica delle falde acquifere. Eh si signori, perché le falde acquifere più ricche nel sottosuolo sono rappresentate dalle conoidi alluvionali dei fiumi le quali si alimentano attraverso il contatto idraulico diretto con il fiume sovrastante. Se noi trasformiamo il fiume in un canale che cerca la massima velocità, la ricarica del sottosuolo per infiltrazione è ridotta al minimo. Avrete capito che questa problematica è strettamente correlata con le problematiche di siccità degli ultimi anni. I fiumi di pianura. I nostri fiumi sono notoriamente detti pensili, in quanto l’alveo del fiume è in quota più alto delle campagne circostanti. L’uomo per difendersi ha iniziato a costruire argini, iniziando una lotta infinita, ovvero si alza il fiume ed io alzo l’argine. Gli argini sono manufatti vecchi che soffrono per tanti fattori: qualità ed epoca costruttiva, lunghi periodi siccitosi, manutenzione, tane di animali… Quasi mai però leggo, o sento, qualcuno che si soffermi sul parametro più importante: la sezione idraulica. I fiumi/torrenti che vanno dal Savena al Lamone, per intenderci, sono ridotti a canali sopraelevati in pianura estremamente stretti, e questa è un’eredità pesantissima che ci portiamo dal passato. Su questi argini è necessaria si la manutenzione, in quanto questi abbiamo e al momento come difesa passiva abbiamo loro.
550
11
No text...
485
12
"Matrix è un sistema, Neo. E quel sistema è nostro nemico. Ma quando ci sei dentro ti guardi intorno e cosa vedi? Uomini d'af
"Matrix è un sistema, Neo. E quel sistema è nostro nemico. Ma quando ci sei dentro ti guardi intorno e cosa vedi? Uomini d'affari, insegnanti, avvocati, falegnami.... le proiezioni mentali della gente che vogliamo salvare. Ma finché non le avremo salvate, queste persone faranno parte di quel sistema, e questo le rende nostre nemiche. Devi capire che la maggior parte di loro non è pronta per essere scollegata. Tanti di loro sono così assuefatti, così disperatamente dipendenti dal sistema, che combatterebbero per difenderlo." - Matrix, 1999
964
13
Lo spreco della vita si trova nell'amore che non si è saputo dare, nel potere che non si è saputo utilizzare, nell'egoistica
Lo spreco della vita si trova nell'amore che non si è saputo dare, nel potere che non si è saputo utilizzare, nell'egoistica prudenza che ci ha impedito di rischiare e che, evitandoci un dispiacere, ci ha fatto mancare la felicità. (O. Wilde)
1 048
14
Lombardi sempre molto bravo 👇 https://www.youtube.com/watch?v=NQGQWkwVWvI
721
15
LA NOIA di Catherine L'Ecuyer Tolstoj diceva che «annoiarsi significa desiderare». Il fatto che un bambino non si sappia anno
LA NOIA di Catherine L'Ecuyer Tolstoj diceva che «annoiarsi significa desiderare». Il fatto che un bambino non si sappia annoiare di solito è sintomo che è iperstimolato. Non dimentichiamoci che la noia è il preambolo dello stupore. Se li lasciamo annoiare, inizieranno a cercarsi la vita, ad essere creativi e a mettere in moto le loro funzioni esecutive (pianificazione, attenzione, memoria di lavoro, ecc. ) attraverso il gioco libero. La noia non è un grido d'allarme che ci deve trasformare in animatori di giochi o organizzatori di compleanni straordinari. Non è necessario occupare tutte le sue ore. Rilassiamoci. La vita ordinaria è già abbastanza interessante: bisogna aiutarli a riscoprire lo straordinario dell'ordinario.
944
16
No text...
795
17
GNL USA, un grafico per capire molte dinamiche politiche degli ultimi 2 anni…
GNL USA, un grafico per capire molte dinamiche politiche degli ultimi 2 anni…
612
18
« Che orrore, avere un prezzo per il quale non si è più una persona, ma si diventa un ingranaggio. Siete voi i cospiratori, nell'attuale imbecillità delle nazioni, che vogliono soprattutto produrre il più possibile e arricchirsi il più possibile? La vostra causa sarebbe di presentare il conto di risarcimento: per le grandi somme di valore interiore che vengono buttate via per un tale scopo esteriore! Dove sta allora il vostro valore interiore, se non sapete più che cosa significhi respirare liberamente? Se non avete, neanche un poco, in vostro potere voi stessi? » Friedrich Nietzsche, “Aurora”, 1881
706
19
https://twitter.com/BioTexCom_it
490
20
No text...
670