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“Nessun arma è così formidabile quanto la volontà e il coraggio morale delle donne e degli uomini liberi" (R. Reagan)

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"Behavioral masculinization is indipendent of genital masculinization in prenatally androgenized female rhesus macaques" Horm Behav 1988). Ma, anche se tali esperimenti non si possono fare su esseri umani, osserviamo cose simili su di essi nel caso di iperplasia adrenale congenita (non cito studi, se ne trovano facilmente). Le bambine iniziano a parlare prima e a 20 mesi hanno già un vocabolario 2 o 3 volte più ricco di quello dei maschi (Hyde J. S. "Gender differences in verbal ability: a meta-analysis" Psychol Bull 1988) mentre le bambine sono attratte dai volti, i maschietti prestano più attenzione ai movimenti e alle forme geometriche. (Connellan J.B. "Sex differences in human neonatal social perception" Infant brain and development 2000 Hampson E. "Sex differences in visuospatial perception and cognition" sex differences in the brain: from genes to behavior Oxford university press 2008 Quinn P. C. e Liben L. S. "A sex difference in mental rotstion in young infants" Psychol Sci 2008.) Piccoli di macaco (quindi presumibilmente non condizionabili culturalmente) messi di fronte alla scelta tra due tipi di giocattolo, un veicolo con le ruote e un pupazzo di peluche, si sono comportati in questo modo: le femmine sceglievano entrambi, mentre i maschi giocavano quasi esclusivamente col giocattolo con le ruote (Hassett J. M. E Siebert E. R. "Sex differences in rhesus monkey toy preferences parallel those of children" Horm behav 2008). Questa situazione ricalca esattamente quella che si osserva tra bambini umani, femmine che si adattano più facilmente a giocare con giochi "da maschio" e maschi che invece prediligono spiccatamente i giochi "da maschio", solo che mentre per i bambini si può ipotizzare che il maschio gioca solo con le macchinine perché i genitori gli hanno trasmesso i loro modelli culturali, ciò é inverosimile nel caso dei macachi. Sembrerebbe dunque che alla base delle preferenze maschili per le macchinine non stia tanto la volontà di replicare il modello del babbo camionista quanto l'interesse innato per le cose che si muovono e forse anche per giocattoli che assecondino la tendenza tipicamente maschile ad utilizzare gruppi muscolari più ampi durante il gioco (ancora Hassett, ma anche Eaton W.O. ed Enns L.R. "Sex differences in human motor activity level" Psychol Bull 1986). I bambini e le bambine di 5 anni ruotano mentalmente gli oggetti attivando aree del cervello diverse. Tra l'altro i maschi usano un'area che non spengono mai, mentre le femmine usano un'area che accendono solo quando serve (Hahn N. E Jansen P. "Preschoolers' mental rotation: gender differences in hemispheric asymmetry" J Cogn Neurosci 2009). Bambine e bambini dai 9 ai 32 mesi hanno mostrato una preferenza per i rispettivi "giocattoli di genere", molto più spiccata all'inizio e che poi si affievolisce con la crescita poiché le bimbe cominciano ad avere preferenze anche per i giocattoli maschili (in accordo con lo studio sui macachi Hassett J. M. e Siebert E. R. "Sex differences in rhesus monkey toy preferences parallel those of children" Horm behav 2008) (Fonti: Brenda K Todd, John A. Barry e Sara A. O. Thommessen "Preferences for ‘Gender-typed’ Toys in Boys and Girls Aged 9 to 32 Months" Infant and Child Development 2016) Ma ancora, va spiegato anche il "paradosso norvegese", ovvero che in una società che riteniamo libera da stereotipi di genere ritroviamo in ambito lavorativo una distribuzione di donne e uomini tipica dei "tradizionali stereotipi", quindi donne più presenti tra maestre o infermiere e uomini più presenti tra ingegneri. Dati supportati da Lippa 2001, 2002, 2005, 2008, 2011; Su, Rounds, 2009; Lippa, Preston e Penner, 2014 che mostrano che uomini e donne sono differentemente orientati nella scelta delle professioni e che queste differenze rispecchiano le differenze tipiche tra uomini e donne (i primi più orientati alle cose e alle idee, le seconde alle persone e alle relazioni).

STUDI SCIENTIFICI CHE MOSTRANO LE DIFFERENZE TRA UOMINI E DONNE Intanto differenze neurologiche poco condizionabili culturalmente: Nei centri cerebrali del linguaggio e dell'ascolto le donne hanno l'11% di neuroni in più. (Fonti: -Witelson S.F. "women have greater density of neurons in posterior temporal cortex", J neurosci 1995 -Knaus T.A. e Bollich A.M. "Variability in perisylvian brain anatomy in healthy adults", Brain Lang 2006 -Plante E. E Schmithorst "Sex differences in the activation of language cortex during childhood" Neuropsychologia 2006 -Wagner H "Communication of specific emotions: gender differences on sending accuracy and communication measures" Journal of nonverbal behavior 1993.) Il testosterone che inonda un feto maschio sopprime alcune cellule dei centri della comunicazione e ne fa crescere di più nei centri del sesso e dell'aggressività. (Fonte: Sur M. e Rubenstein "patterning and plasticity of the cerebral cortex" Science 2005.) Per quanto riguarda i risultati in matematica (maschi più portati), vedere "Il cervello delle donne" di Louann Brizendine, Rizzoli 2007 o uno dei tanti studi tipo "The relationship between testosterone levels and cognitive ability patterns" di Gouchie C. E Kimura D. Psychoneuroendocrinology 1991. Per quanto riguarda le donne e l'intelligenza emotiva e la predisposizione alla verbalità e alle relazioni interpersonali: durante i primi 3 mesi di vita la capacità di contatto visivo cresce oltre il 400%, mentre nei maschi non aumenta affatto. (Fonte: Leeb R.T.R. e Gillian F. "Here's looking at you, kid! A longitudinal study of perceived gender differences in mutual gaze behavior in young infants", Sex Roles 2004) Le bambine riescono a udire e valutare una gamma di frequenze vocali piu ampia rispetto ai bambini. (Fonte: sempre Plante e Schmithorst) Le bambine rispondono con rapidità ai comportamenti tranquillizzanti e smettono di piangere e agitarsi assai più dei maschietti. (Fonte: Weinberg M. K. "Gender differences in emotional expressivity and selfregulation during early infancy" Dev Psychol 1999.) Le bambine di appena un anno sono più sensibili alla sofferenza altrui. (Fonte: McClure E. B. "A meta-analytic review of sex differences in facial expression processing and their development in infants, children, and adolescent" Psychol Bull 2000.) Le bambine prendono decisioni collettive minimizzando i conflitti (Tannen "Gender differences in topical coherence: Creating involvement in best friends' talk" Disclurse processes, special gender and conversational interaction 1990) La dimostrazione di quanto detto si ha anche vedendo l'alta incidenza di disturbi nella sfera del linguaggio che colpisce i maschi, l'ondata di testosterone che li travolge li porta ad essere soggetti più facilmente ad handicap nella sfera sociale (Baron-Cohen S. E Knickmeyer R. C. "Sex differences in the brain: implications for explaining autism" Science 2005). Basti pensare che autismo e sindrome di Asperger colpiscono i maschi 8 volte di più rispetto alle femmine. Le bambine fanno a turno 20 volte più spesso dei maschi e i loro giochi di simulazione riguardano in genere rapporti di cura e protezione mentre i maschietti sono interessati al gioco o al giocattolo in sé, nonché al ruolo sociale e al potere, più che alle relazioni interpersonali (Maccoby E. E. "The two sexes: growing up apart, coming together" Harvard university press 1998). Scimmie femmine a cui si blocca la produzione di estrogeni nell'infanzia in seguito non sviluppano il consueto interesse per i piccoli (Wallen K. "Hormonal influences on sexuly differentiated behaviir in nonhuman primates" Front neuroendocrinol 2005) e se si inietta loro del testosterone allo stato fetale finiscono poi col preferire i giochi turbolenti (sempre Wallen K., da vedere sia lo studio di prima che "Hormonal modulation of sexual behavior and affiliation in rhesus monkeys" Ann NY Acad Sci 1997, ma anche Goy R. W. e Bercovitch F. B.

ps. sempre sulle polemiche di questi giorni, allego documentazione scientifica

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Cari amici buongiorno. Oggi vorrei ricordare una notizia taciuta da molti: nei giorni scorsi si è consumata l'ennesima strage di cristiani in Nigeria. La persecuzione anticristiana nel paese africano è ormai fuori controllo, ma i big media europei continuano a tacere. Bambini, ragazzi, intere famiglie cadono ormai quotidianamente sotto i colpi dei loro persecutori, senza che nessuno faccia niente per proteggerli. Ecco un resoconto, tratto da Tempi: «Gli aggressori urlavano Allahu Akbar, i pastori parlavano tra loro in lingua fulani». Quando hanno lasciato la città gli abitanti hanno iniziato a contare i loro morti: i mandriani avevano attaccato quattro case di credenti cattolici e protestanti, uccidendo ragazzi poco più che ventenni e due bambine di quattro e due anni insieme alla loro mamma Awuki. Una preghiera per le vittime, e pieno appoggio alla proposta di legge di Lorenzo Fontana contro la cristianofobia.

per chi volesse approfondire

indifferentismo-sessuale.pdf

vedo che sui giornali di oggi imperversa la polemica per le mie parole indirizzate al rettore dell'università di Bari. consiglio la visione di questo video

Stamattina cominceranno i lavori della "Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività connesse alle comunità di tipo familiare che accolgono minori". La presidente del Senato mi ha chiamato a farne parte, e ne sono onorato. I sacerdoti del media system hanno dimenticato alla svelta Bibbiano e gli altri vergognosi casi, ma ci sono ancora bambini e famiglie in attesa di giustizia, dopo aver sopportato le peggiori vessazioni, tutto il nome di una assurda ideologia. Lavoreremo per portare a galla la verità.

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L'università di Bari spinge per far iscrivere ragazze a corsi di laurea tipicamente frequentati in prevalenza dai ragazzi. È naturale che i maschi siano più appassionati a discipline tecniche, tipo ingegneria mineraria per esempio, mentre le femmine abbiano una maggiore propensione per materie legate all'accudimento, come per esempio ostetricia. Questo però non sta bene ai cultori del Gender, secondo i quali ci DEVONO essere il 50% di donne nelle miniere e il 50% di uomini a fare puericultura. Ovviamente ognuno è libero, e ci sono le sacrosante eccezioni, ma è naturale che le ragazze siano portate verso alcune professioni e i ragazzi verso altre. Imporre ai maschi di pagare più delle femmine per orientare la libera scelta di un percorso universitari è un modo di fare ideologico, finalizzato a manipolare le persone e la società. La cosa divertente è che proprio sulla base della stessa ideologia Gender, orgogliosamente propugnata dal DDL Zan, agli studenti maschi basterà autopercepirsi come femmine per i pochi minuti necessari all'atto dell'iscrizione per poter beneficiare legalmente dello sconto... Già Manzoni insegnava che più le regole sono idiote, più è facile aggirarle... PS. Chissà cosa ne pensa il ministro... Proverò a chiederglielo.

In settimana cominceremo le audizioni di associazioni, giuristi, psichiatri, medici, antropologi, esponenti del mondo dello spettacolo e altri rappresentanti della società civile sul #ddlZan. 170 nomi, in rappresentanza di tutto il Paese reale, da destra a sinistra. La collega Cirinnà già grida allo scandalo, ma il vero scandalo è stata la museruola che alla Camera è stata messa ai molti nomi, depennati dalle audizioni per paura di quello che avrebbero potuto dire. Pian piano sta emergendo la verità, e cioè che si tratta di una legge ideologica e incostituzionale, coperta dalla foglia di fico della lotta alla violenza. Ci confronteremo con tutti, e poi cercheremo di lavorare per il meglio. Si chiama democrazia. Dalle parti del partito democratico dovrebbero averne sentito parlare...

Lui è Amit Biran, il giovane medico israeliano morto nel disastro del Mottarone con la moglie, il figlio più piccolo e i suoceri insieme ad altre 9 persone. Rendendosi conto di quanto stava accadendo, Amit ha abbracciato suo figlio più grande Eitan, facendogli da scudo col suo corpo, e con quell'abbraccio gli ha salvato la vita. La storia di questo giovane padre mi ha fatto pensare. In fondo è questo che mamma e papà fanno ogni giorno: dare la vita per i propri figli.

Notizia passata sotto silenzio dai media. Eppure è una bella svolta: la Corte Europea conferma il diritto degli stati membri
Notizia passata sotto silenzio dai media. Eppure è una bella svolta: la Corte Europea conferma il diritto degli stati membri di vietare l'utero in affitto e le trascrizioni anagrafiche di bambini comprati su internet e gestati da schiave del terzo mondo. Parole dure? Parole realistiche, purtroppo. Usiamole, finchè possiamo.

"Quando la Chiesa si oppone ai veri poteri e peccati di quest'epoca, quando essa denuncia la distruzione del matrimonio, la distruzione della famiglia, l'uccisione dei bambini non ancora nati, le deformazioni della fede: allora le si contrappone subito un Gesù che sarebbe stato solo misericordioso, sarebbe stato sempre comprensivo e non avrebbe mai fatto male a nessuno. E viene formulata la massima: non si può essere cristiani a spese dell'essere uomini; e per essere uomini si intende poi ciò che pare e piace a ciascuno. Esser cristiani è un optional gradito, ma non deve costare nulla". (Joseph Ratzinger, Collaboratori della verità, 1994)

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A dispetto di chi sostiene l'idea di una Chiesa italiana tiepida e possibilista, rilancio la ferma presa di posizione di mons. Renato Boccardo, arcivescovo di Spoleto-Norcia, che ieri ha avuto parole durissime contro il ddl Zan. Le sue parole fanno seguito a quelle di molti vescovi italiani, che o non vengono diffuse o vengono annacquate.