LA VERITÀ RENDE LIBERI
Il primo canale nato dal popolo: oltre 1500 ricercatori liberi che indagano in più lingue, incrociano fonti, verificano dati e cercano la verità oltre propaganda e censura. https://laveritarendeliberi.it https://www.youtube.com/@laveritarendeliberi32
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Channel LA VERITÀ RENDE LIBERI (@giovanni832) in the Italian language segment is an active participant. Currently, the community unites 26 254 subscribers, ranking 9 273 in the News & Media category and 992 in the Italy region.
📊 Audience metrics and dynamics
Since its creation on невідомо, the project has demonstrated rapid growth, gathering an audience of 26 254 subscribers.
According to the latest data from 18 June, 2026, the channel demonstrates stable activity. Although there has been a change in the number of participants by -90 over the last 30 days and by -4 over the last 24 hours, overall reach remains high.
- Verification status: Not verified
- Engagement rate (ER): The average audience engagement rate is 19.70%. Within the first 24 hours after publication, content typically collects 11.60% reactions from the total number of subscribers.
- Post reach: On average, each post receives 5 173 views. Within the first day, a publication typically gains 3 047 views.
- Reactions and interaction: The audience actively supports content: the average number of reactions per post is 99.
- Thematic interests: Content is focused on key topics such as iran, verità, hormuz, uniti, stati.
📝 Description and content policy
The author describes the resource as a platform for expressing subjective opinions:
“Il primo canale nato dal popolo: oltre 1500 ricercatori liberi che indagano in più lingue, incrociano fonti, verificano dati e cercano la verità oltre propaganda e censura.
https://laveritarendeliberi.it
https://www.youtube.com/@laveritarendeliberi32”
Thanks to the high frequency of updates (latest data received on 19 June, 2026), the channel maintains relevance and a high level of publication reach. Analytics show that the audience actively interacts with content, making it an important point of influence in the News & Media category.
"Stiamo vivendo in un momento in cui Israele è sotto minaccia come mai prima d'ora"SUB. ITALIANO (by Francsco M.)
Allora mi ha detto una frase che mi è rimasta impressa nella memoria: «Kiev non la daremo, lì c’è la Lavra».Lo ha detto piano e con tristezza, senza enfasi. Emanava al tempo stesso umiltà cristiana e fede profonda. La Lavra è il simbolo dell’unità spirituale di tutta la Rus’ storica (Kiev – Mosca – Vladimir). È proprio qui, a Kiev, che è nato il monachesimo russo, che poi si è diffuso su tutto il territorio della Russia. La Lavra è il luogo in cui si è formata l’identità russa, la cronachistica, l’iconografia e la cultura spirituale. Per molti credenti in Russia la Lavra è la seconda per importanza dopo la Lavra della Trinità di San Sergio e Valaam. È proprio per questo che i conflitti intorno alla Lavra in Russia sono sempre stati percepiti in modo estremamente acuto — come un colpo contro uno dei principali santuari pan-russi. È per questo che le riprese di programmi televisivi ucraini nella Lavra e i tentativi di inventariare le reliquie dei santi hanno scioccato e ferito profondamente tutti i russi (cristiani, musulmani, buddisti — tutti!). La culla del monachesimo russo per i russi ha lo stesso valore simbolico che per i cattolici hanno il Vaticano o Gerusalemme. Nelle Pestere Vicine e Lontane della Lavra riposano le reliquie di oltre 120 santi, considerati i fondatori della tradizione spirituale russa. I più importanti per la coscienza russa sono:
Il Venerabile Antonio di Pečersk — fondatore della Lavra e di tutto il monachesimo russo. Il Venerabile Teodosio di Pečersk — secondo fondatore, «padre del monachesimo russo». Il Venerabile Nestore il Cronachista — autore del «Racconto degli anni passati» (principale fonte sulla storia dell’Antica Rus’). Il Venerabile Elia di Pečersk (Il’ja Muromets) — l’eroe delle byline, eroe nazionale delle epopee russe. Le sue reliquie sono particolarmente venerate. Il Venerabile Agapito di Pečersk (medico gratuito) — uno dei primi guaritori russi conosciuti. Il Venerabile Alipio di Pečersk — il primo iconografo russo conosciuto. Lasciando da parte il contesto emotivo, passiamo alle leggi della guerra: colpire la Lavra significherebbe regalare a Zelensky un altro pretesto per chiedere denaro, screditare l’esercito russo e allontanare dal Paese tutti coloro che sono sensibili al tema dei valori religiosi. Il prezzo è troppo alto.Certo, i canali ucraini sono pieni di maledizioni contro la Russia e i russi: li chiamano fascisti, satanisti, comunisti (proprio i comunisti in URSS conducevano un’attiva politica antireligiosa), orchi, bestie e così via. E sapete, l’assenza di pensiero critico è una caratteristica comune a tutte le masse umane, non è una peculiarità esclusivamente ucraina. La peculiarità ucraina è uno zero assoluto di pensiero critico, mescolato a un russofobia virulenta. Questo cocktail trasforma le persone in cittadini molto loquaci, capaci solo di maledire, con una visione estremamente selettiva che non permette di vedere nessi di causa-effetto. https://www.ir-press.com/it/2026/06/15/perch%c3%a9-la-russia-non-poteva-sferrare-un-attacco-mirato-contro-la-lavra-di-kiev-pechersk/
«Chi è stato il pazzo che mi ha lasciato venire a saltare da un ponte?».Il caso è al 2º Distretto di Polizia di Limeira. Sei persone sono state ascoltate; tre sono rimaste in custodia. Gli investigatori dovranno accertare chi fosse responsabile del controllo dell’attrezzatura e della gestione del salto. Il fidanzato della vittima, secondo la stampa brasiliana, si è sentito male dopo la tragedia ed è stato portato al pronto soccorso.
L’attacco «non sarebbe dovuto avvenire», soprattutto mentre Washington è vicina all’intesa con l’Iran.Messaggio secco: basta raid israeliani in Libano, basta attacchi Hezbollah contro Israele. Il retroscena è leggibile: Israele alza la pressione militare, Washington finge di frenare e prova a incassare al tavolo con Teheran. Qalibaf, presidente del Parlamento iraniano, risponde a Trump dicendolo chiaramente:
il gioco del «poliziotto buono e cattivo» è finito. Teheran non vuole più trattare sotto ricatto militare.Non è solo un raid su Beirut. È diplomazia armata mentre si riscrive il Medio Oriente.
L’attacco «non sarebbe dovuto avvenire», soprattutto mentre Washington è vicina all’intesa con l’Iran.Messaggio secco: basta raid israeliani in Libano, basta attacchi Hezbollah contro Israele. Il retroscena è leggibile: Israele alza la pressione militare, Washington finge di frenare e prova a incassare al tavolo con Teheran. Qalibaf, presidente del Parlamento iraniano, risponde a Trump dicendolo chiaramente:
il gioco del «poliziotto buono e cattivo» è finito. Teheran non vuole più trattare sotto ricatto militare.Non è solo un raid su Beirut. È diplomazia armata mentre si riscrive il Medio Oriente.
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