𝑅𝑜𝑐𝑘&𝑀𝑒𝑡𝑎𝑙 𝐵𝑎𝑙𝑙𝑎𝑑𝑠
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La ballad è l'essenza di una band, il cuore morbido che si cela dietro la dura corazza dell'heavy metal.
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Oggi è il compleanno di un artista pazzesco, uno di quelli che ho amato di più in assoluto. Un genio incontrastato. Oggi è il compleanno di sua Maestà Trent Reznor ❤️
E non potevo non postare Hurt.
Sei minuti di autentico dolore, che cominciano con un rumore di fondo lontano presto raggiunto da un arpeggio di chitarra claudicante e dai flebili sospiri di Trent. La ritmica ossessiva del bridge prelude a un ritornello in cui la voce, volutamente instabile e anticipata da un inquietante risucchio al rovescio, fa a pugni con il polveroso pianoforte che disegna una seconda melodia. Le brusche distorsioni finali aprono uno squarcio profondo, impossibile da ricucire, e il pezzo si conclude con una vibrazione sostenuta che lascia tutto in sospeso per un tempo che sembra infinito. Nessun dettaglio è lasciato al caso: Hurt è la sublimazione definitiva della sofferenza.
Tra auto-commiserazione e avvilimento, il brano si conclude con una riflessione che può essere letta come fioca speranza o malinconico commiato:
“If I could start again
A million miles away
I would keep myself
I would find a way”.
Un brano perfetto, nulla è lasciato al caso. Hurt. NIN.
Buon compleanno Mr Reznor 🖤
@rock_metalballad
3 033
Love Bites, soltanto uno dei sette singoli di grande successo del loro album migliore, Hysteria del 1987... è stata la loro unica traccia ad arrivare al numero 1 della Billboard Hot 100, che insieme ad altre ha donato a questa band farcita di sfortuna, un successo planetario.
“Love Bites” è una ballad molto dolce nel suo incedere “discreto”, con pochi arpeggi che creano un’atmosfera quasi “sensuale” e centrando in pieno il senso stesso del titolo.
Anche qui l'enorme prova di Elliott non può sfuggire all’attenzione di chi ascolta, non si può non lasciarsi “trasportare” in questo refrain così unicamente accattivante.
Ebbene buon ascolto, con i Def Leopard. Love Bites🖤
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3 033
Helter Skelter fu scritta interamente da Paul McCartney (sebbene porti anche la firma di Lennon, secondo la convenzione che i due autori rispettarono sempre... ossia quella di firmare entrambi i testi). Il brano è un tentativo consapevole, da parte di McCartney, di creare un lavoro il più possibile sporco e pesante... dove la chitarra viene estremamente distorta...il basso dal suono crudo e potente... le parti vocali urlate.
Per molti è considerato come il primo esempio del futuro heavy-metal ed in effetti... questo pezzo ha molto delle sonorità heavy ed è sicuramente apripista di quel genere.
La canzone si apre bruscamente con un riff ripetuto di chitarra elettrica molto molto... poi inizia la parte vocale di McCartney, aggressiva e a tratti urlata, a cui si unisce, al primo ritornello, il resto della strumentazione... diciamo che l'intento di creare la canzone più rumorosa, selvaggia, e sporca mai registrata è ben riuscito benissimo.
Buon ascolto e buona domenica.
3 033
Verso la fine del maggio 1968, poco prima di iniziare a lavorare al nuovo album, i Beatles con un registratore incisero i nastri di prova delle loro recenti composizioni.. roba di mediocre qualità tecnica però rivelatore della genesi di molti pezzi del prodotto finale.
La loro creazione era reduce dalla trasferta in India e dall'esperienza della meditazione trascendentale sotto la guida del guru. Questo fu determinante per la crescita compositiva e strumentale dei quattro musicisti: la serenità e il tempo libero, che concedevano loro spazi di creatività e tempi per comporre nuove canzoni, e l'assenza di elettricità che li costrinse a utilizzare le chitarre acustiche, raffinandone le competenze strumentali... impararono la tecnica del finger-picking che sarebbe stata usata in più di una traccia dell'album... tutto ció contribuì in maniera fondamentale alla realizzazione del disco The Beatles o come più comunemente conosciuto White Album
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Nei Red Hot Chili Peppers il nostro John è il figlio dell'unione fra Hendrix e Slovak (Il precedente chitarrista della band, morto dopo l'uscita del terzo album), funk e rock classico uniti insieme, sprigionando un' energia unica. Ma se si guarda il suo lavoro da solista Frusciante raggiunge livelli musicali totalmente diversi, passando dall'Avant-Garde, elettronica, Art Rock, psichedelia e altri generi, mantenendo però sempre la sua "signature".
Con il suo album "Curtains", si trova il lavoro più semplice ma stranamente uno dei più completi del chitarrista. Rilasciato nel 2005, è principalmente un album voce e chitarra acustica, con l'aggiunta di fiati e strumenti elettrici in alcuni punti.
Vi propongo la meravigliosa "Anne", che reputo una delle canzoni migliori di Frusciante, per via del testo davvero assurdo e della varietà della chitarra; per non parlare dell'assolo finale (Lòpez + Frusci) che sprizza Hendrix da tutti i pori. I testi di Frusciante sono un qualcosa di tremendamente perfetti.
Penso che John Frusciante con "Curtains" abbia raggiunto uno dei più alti punti musicali della sua carriera, con un album semplice; ma pieno, stracolmo, traboccante di emozioni, come d'altronde ci abituano i suoi assoli e le sue liriche.
Beh Buon Ascolto col genio di Frusciante 🖤
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3 033
Sporchi, cattivi, strafottenti, elettrici, criptici, allucinanti. Questo erano nel 1995 gli Afterhours.
"Germi" è un agglomerato di oscenità che non smette di tacere a ventisei anni di distanza dalla sua formidabile uscita, il disco che assieme a “Catartica” ha cambiato tutto, che ha fatto impaurire genitori e che ha ridato vita ai morti (viventi), che ha dato coraggio a chi non ne aveva e che ha ricombinato le regole del male e del contro. Poi, un bel giorno, tutto è andato a farsi fottere.
Possiamo incolpare i social, i talent show,i perbenisti, tik tok o la decadenza, ma nella realtà la colpa è solo nostra perché non ci abbiamo creduto abbastanza e allora la fiamma si è estinta – pur essendo bruciata per un bel pezzo – mentre noi eravamo ancora sbronzi di birra di bassa lega ma bevuta con passione. Vi propongo Strategie, in versione acustica. Un brano meraviglioso, potente nella sua lirica senza fronzoli e sfacciata ( il vero che muore succhiandomi il cazzo, svanisce...).
Parla di gabbie, di ciò che ci tiene frenati a vivere una vita che non è nostra. Rock made in Italy. Quello che amo di più.
Afterhours, Strategie, 1995. Buon ascolto🖤
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