𝑅𝑜𝑐𝑘&𝑀𝑒𝑡𝑎𝑙 𝐵𝑎𝑙𝑙𝑎𝑑𝑠
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La ballad è l'essenza di una band, il cuore morbido che si cela dietro la dura corazza dell'heavy metal.
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Ci sono due lati distinti, ma complementari, di Zakk Wylde e della musica che crea. Ho sempre apprezzato il suo caratteristico suono di chitarra pesante, ma nel corso degli anni, penso di aver imparato ad amare ancora di più le sue canzoni più emotive e a tempo lento.
Sono passati quasi due decenni dall'uscita di Book Of Shadows . Per la maggior parte, la musica della Black Label Society è molto più pesante di quell'album, ma "Angel Of Mercy" sembra che potrebbe essere una traccia sottovalutata del 1996. La prima volta che l'ho ascoltata, sono stata riportata a tempi felici , anche se la canzone in realtà è molto triste.
"Angel Of Mercy" contiene il meglio di tutto ciò che Zakk Wylde ha da offrire. Il suo stile di canto unico cattura le emozioni oscure dei testi, così come il suo assolo di distruzione in cui fa cantare la chitarra a doppio manico come pochi altri sanno fare.
Buon ascolto! 🖤
@rock_metalballad
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Down the Dustpipe è un singolo del 70... il pezzo si fonda su una base armonica veloce e ritmata con pochi semplici accordi di basso e chitarra, più l'armonica a bocca suonata da Young.
Un brano semplice... banale.. ma che negli anni successivi venne valorizzato dal pubblico.
Tra le voci nel coro c'è un giovanissimo Elton John che allora ancora collaborava nella stesura dei pezzi altrui.
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Gli Status Quo.. negli anni 70 lasciarono da parte la musica psichedelica e cambiarono il loro stile in uno stile ruvido e diretto... anche sotto il profilo dell'immagine: le camicie infiorate, i nastrini e i capelli laccati della fase psichedelica cedono il posto a un look trasandato, fatto di capelli lunghi, camicie sdrucite e jeans strappati..
Nel 1970 uscì il loro album Ma Kelly's Greasy Spoon ... album dalle melodie ruvide, dove le canzoni seguono per lo più uno stile blues-rock..brano semplici dove le chitarre suonano e si intrecciano piacevolmente.
Spinning Wheel Blues è un chiaro esempio... e sicuramente uno dei migliori pezzi dell'album.
Un andatura neanche tanto lenta... tipica del blues dove le mani volano sui capitasti della chitarra.. una fantastica armonia tipica del blues va in assolo.. fantastica.. la batteria calma e costante.. un esempio di vero blues-rock.
Buon ascolto e buona domenica 🙋🏻♂️
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David Gilmour ha descritto l'album dei Pink Floyd del 1970 Atom Heart Mother come "un carico di spazzatura... in quel periodo stavamo raschiando un po' il barile". Il suo compagno di band, Roger Waters , non è stato meno duro, affermando in seguito che se qualcuno fosse stato così sciocco da chiedergli di esibirsi ora, gli avrebbe detto inequivocabilmente: "Stai scherzando, cazzo".
Eppure l'album che i due principali protagonisti dei Pink Floyd dell'epoca si affrettarono a liquidare, fu una pietra miliare a molti livelli: il primo album 'rock' britannico a contenere una traccia che copriva un intero lato del vinile; il primo ad apparire senza alcuna indicazione sulla copertina di chi fosse il gruppo o come si chiamasse l'album, o addirittura alcuna informazione di sorta; il primo album dei Floyd con uno scrittore esterno (Ron Geesin, che ha co-scritto la monumentale title track di 23 minuti); il primo album dei Floyd ad essere appositamente mixato per il suono quadrifonico a quattro canali e per il convenzionale stereo a due canali; e, nonostante tutto questo, il primo album dei Floyd a raggiungere il numero 1 della classifica britannica.
Mason e Waters hanno suonato l'intera title track di 23 minuti, coinvolgente e affascinante, in un'emozionante esplosione di brillantezza ritmica. È una suite strumentale che occupa l’intera facciata del vinile, costituisce uno dei più splendidi esempi di come il rock possa elevarsi ad arte maggiore: il progressive si mescola a melodie classicheggianti, strumenti come chitarre e batteria alle trombe.
Atom Heart Mother ha segnato il momento in cui i Pink Floyd sono tornati dal freddo del loro malessere post-Barrett e hanno trovato la strada da seguire, verso tutto ciò per cui ora li ricordiamo meglio. Non una semplice psichedelia pop, né una mera esibizione prog, ma un tentativo chiaramente congegnato, anche se occasionalmente vacillante, di qualcosa che non può essere né classificato come rock, né classico, né altro al di fuori di ciò che è: il suo stesso vacillare, forma musicale frustrante, allettante, fondamentalmente imperfetta ma gloriosamente individualistica.
Buon ascolto! 🖤
@rock_metalballad
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Lagiar_Nick_Mason_Inside_Out,_La_Prima_Autobiografia_Dei_Pink_Floyd.epub5.85 MB
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In qualità di unico membro ad aver fatto parte della band per 50 anni di esistenza, questa è la testimonianza profonda e autoironica di Nick Mason sui molti alti e bassi dei Pink Floyd, dalla loro nascita nel movimento underground degli anni '60 al massiccio successo mondiale di "The dark side of the moon" e le spaccature e le pressioni che seguirono.
In un nuovo capitolo, Nick Mason riflette sugli anni successivi alla performance finale della band nel Live 8 nel 2005, un periodo di perdite significative, enormi progressi digitali e l'ascesa dei social media.
I Pink Floyd sono sopravvissuti a tutto ciò con disinvoltura, pronti – finalmente – ad accettare e abbracciare la loro eredità con la mostra "Pink Floyd: their mortal remains" del Victoria & Albert Museum nel 2017.
Buona lettura a tutti ❤️
@rock_metalballad
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Buongiorno a tutti.
Rieccoci con la rubrica dedicata alla lettura.
La musica tocca una incredibile varietà di ambiti culturali e artistici. Molti libri nascono dalla voglia di raccontare, ciò che usualmente siamo abituati a vedere ed ascoltare. A seguire vi lascio l'EPUB del libro "Inside Out", la prima biografia ufficiale dei Pink Floyd curata da Nick Mason
Nel pomeriggio anche un omaggio musicale ad una band che per molti, ha rivoluzionato le carte in tavola, nella storia della musica contemporanea
Enjoy ❤️
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La band che ha gli stessi membri sin dall'inizio, promuove un sentimento di fratellanza, unione che segue attraverso la scrittura delle canzoni e l'esibizione sul palco.
Ci sono poche band del genere in questi giorni, forse gli Alter Bridge sono un ottimo esempio.
Intenso, pesante, aggressivo e memorabile riff di doppia chitarra in abbondanza, sormontato da melodie vocali contagiose. Il loro settimo album uscito oggi Pawns & Kings rappresenta un po' di svolta. Da un lato, spinge la band in uno dei suoi territori più pesanti di sempre. Ma dall'altro, richiama anche un ritorno alle qualità di scrittura inni e memorabili che trasudavano i suoi primi dischi.
La traccia di apertura dell'album This is war, è un drammatico inno rock senza fronzoli, con il registro acuto caratteristico del cantante Myles Kennedy che fa sentire immediatamente la sua presenza. Il ritornello ben fatto è concentrato e guidato, con un chiaro messaggio di non compromesso.
Il fulcro dell'album, è "Fable of the Silent Son". Con una durata di otto minuti, la canzone supera tutte le altre canzoni di "Pawns & Kings". Inoltre, la canzone offre alla band l'opportunità di presentare l'intera gamma musicale ed emotiva in una canzone in modo vario.
Atmosferica, piuttosto oscura, potente ed epica, è così che la canzone si presenta all'ascoltatore e riesce a ispirare il pubblico. Questa traccia è sicuramente un punto culminante dell'album e allo stesso tempo mostra la versatilità che definisce Alter Bridge.
Buon ascolto! 🖤
@rock_metalballad
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💡 Curiosità
Curiosità
Nel film Bohemian Rhapsody di Bryan Singer, c’è una “licenza poetica”, per non definirlo un errore, che riguarda proprio la suddetta canzone. Nella scena in cui il loro manager dell’epoca, John Reid, organizza un tour degli Stati Uniti si vedono i Queen suonare proprio Fat Bottomed Girls sul palco. Peccato che il tour fosse datato 1974, mentre Brian May il pezzo lo scriverà soltanto quattro anni dopo.
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