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The Dome 🇮🇹 | PROVVISORIO

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✝️| The Dome augura Buona Pasqua a tutti |🕊 - La Redazione

🇺🇸 | FOCUS ON: ARMI - LA BLU-110 | 💥 La BLU-110 è una bomba americana da circa 1.000 libbre (circa 450 kg) appartenente al
🇺🇸 | FOCUS ON: ARMI - LA BLU-110 | 💥 La BLU-110 è una bomba americana da circa 1.000 libbre (circa 450 kg) appartenente alla famiglia delle munizioni "general purpose" (multiscopo) dell'US Air Force e US Navy. In pratica è la versione termicamente insensibile (Insensitive Munition, IM) della classica Mk 83 (la bomba meno avanzata da 1.000 lb della serie Mk 80), con la differenza principale che invece del tritonal tradizionale usa l'esplosivo PBXN-109, un composito polimerico molto meno sensibile al calore, al fuoco e agli impatti accidentali. Questo la rende più sicura da trasportare e stoccare sulle portaerei e sugli aerei, specialmente in caso di incendio. 📄 DATI E CARATTERISTICHE: 🔴Peso nominale: ~985–1.030 lb (dipende da spolette e configurazione) 🔴Carico esplosivo: circa 200–240 kg di PBXN-109 (leggermente meno del tritonal della Mk 83 standard) 🔴Corpo: cassa in acciaio forgiato, forma aerodinamica low-drag 🔴Diametro: ~35–36 cm 🔴Lunghezza: circa 2,3–2,5 m (senza kit coda) La BLU-110 è quasi sempre usata come testata per sistemi guidati di precisione, non come bomba a caduta libera. 🛠 CONFIGURAZIONI: 🔴GBU-32 JDAM = versione GPS/INS (precisione ~5–10 m) 🔴GBU-16 Paveway = versione laser-guided 🔴Quickstrike mine = variante mina marina Rispetto alla BLU-109 (la 2.000 lb usata nel GBU-31 JDAM penetratore), la BLU-110 ha capacità di penetrazione molto inferiore, è più una bomba multiscopo con discreta capacità contro cemento armato leggero/moderato, edifici, depositi, veicoli corazzati leggeri, ma non è un vero "bunker buster" pesante. ▫️@TheDomeNews

🇺🇸 | LA CRISI DEI FONDI DI CREDITO | 🏦 BlackRock ha limitato i prelievi al 5% nel suo fondo di credito privato da 26 milia
🇺🇸 | LA CRISI DEI FONDI DI CREDITO | 🏦
BlackRock ha limitato i prelievi al 5% nel suo fondo di credito privato da 26 miliardi di dollari, nonostante le richieste di rimborso del 9,3%, mentre Blackstone ha elaborato una richiesta di prelievo record del 7,9% nel suo fondo simile, coprendo l'eccesso con capitale della società.
La situazione fa riferimento ai fondi di private credit (credito privato), un settore diventato enorme (circa 2 trilioni di dollari) dove grandi gestori come BlackRock e Blackstone prestano soldi a aziende, spesso in modo diretto e non tramite le banche tradizionali. Questi non sono fondi "liquidi" come quelli normali. I fondi di private credit investono in prestiti a medio-lungo termine ad aziende spesso non quotate in borsa. Quei prestiti non si possono vendere velocemente sul mercato come le azioni Apple o un'obbligazione governativa. Per questo quasi tutti questi fondi "evergreen" (aperti, non chiusi con scadenza fissa) hanno una regola base: gli investitori possono chiedere di riavere i soldi solo ogni trimestre (ogni 3 mesi) e solo fino a un massimo del 5% del totale del fondo alla volta. È una protezione voluta: evita che tutti ritirino i soldi insieme, costringendo il fondo a svendere prestiti a prezzi stracciati. Nel fondo da 26 miliardi di dollari chiamato HPS Corporate Lending Fund (o HLEND), gestito da BlackRock dopo l'acquisizione di HPS, gli investitori hanno chiesto di ritirare il 9,3% del totale (circa 1,2 miliardi di dollari) in un solo trimestre. Ma il fondo ha accetto solamente rimborsando secondo la regola del 5% (circa 620 milioni). Quindi ha limitato i prelievi. In pratica chi ha chiesto di più dovrà aspettare i trimestri successivi (e sperare che le richieste calino). Con Blackstone invece nel suo fondo simile (BCRED, molto più grande: 82 miliardi), le richieste di prelievo hanno raggiunto un record del 7,9% (circa 3,8 miliardi). Invece di limitare, Blackstone ha alzato il limite dal 5% al 7% (il massimo che poteva fare senza cambiare le regole di base) e messo soldi propri più dei suoi dipendenti (circa 400 milioni totali) per coprire la differenza e pagare tutto quello che era stato chiesto. Praticamente ha "sforzato" il bilancio della società per non deludere gli investitori e mantenere fiducia. Questa situazione è preoccupante poiché molti investitori (soprattutto retail, cioè privati e non solo fondi pensione o ricchi investitori) sono entrati in questi fondi negli ultimi anni attratti da rendimenti più alti rispetto ai bond normali. Ora, con qualche segnale di stress (prestiti che vanno male, timori su default, rotazione di portafoglio), alcuni vogliono uscire. Ma se troppi escono insieme, i fondi non possono liquidare velocemente tutto senza perdite quindi scattano i limiti (come BlackRock) o si deve intervenire con capitale proprio (come Blackstone). ▫️@TheDomeFlash

🇮🇷 | FOCUS ON: IRAN - L'EREDE DI KHAMENEI | 🔎 La Guida Suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, è stato ucciso il 28 f
🇮🇷 | FOCUS ON: IRAN - L'EREDE DI KHAMENEI | 🔎
La Guida Suprema dell'Iran, l'ayatollah Ali Khamenei, è stato ucciso il 28 febbraio 2026 in attacchi aerei congiunti USA-Israele. Questo ha avviato immediatamente il processo di successione previsto dalla Costituzione iraniana. Attualmente, il paese è guidato da un consiglio di transizione provvisorio composto da: - Il presidente della Repubblica Masoud Pezeshkian (riformista), - Il capo della magistratura Gholam-Hossein Mohseni-Eje'i (conservatore), - Un giurista del Consiglio dei Guardiani. Questo triumvirato gestisce le funzioni di leadership ad interim fino all'elezione del nuovo rahbar (Guida Suprema) da parte dell'Assemblea degli Esperti (88 religiosi sciiti eletti nel 2024). Il processo è in corso, e fonti iraniane (incluso il ministro degli Esteri Abbas Araghchi) indicano che la scelta potrebbe avvenire entro 1-2 giorni o comunque molto rapidamente, nonostante la guerra in corso e le difficoltà logistiche (bombardamenti rendono rischiosa una riunione fisica). Non c'è un successore ufficialmente designato da Khamenei prima della morte, ma vari nomi emergono come papabili sulla base di analisi di media internazionali (CNN, Reuters, Al Jazeera, New York Times, ecc.) e fonti iraniane. I principali candidati menzionati ripetutamente includono: 🔴 Mojtaba Khamenei (figlio secondogenito di Ali Khamenei, circa 56 anni): Molto influente dietro le quinte, con legami stretti con i Pasdaran (Guardie Rivoluzionarie). È spesso citato come possibile erede "dinastico", ma alcuni lo ritengono rischioso perché potrebbe apparire troppo nepotistico e contrario ai principi rivoluzionari. 🔴 Ali Larijani (ex presidente del Parlamento, attuale segretario del Consiglio Supremo di Sicurezza Nazionale): Emerge come figura di spicco e "power broker" nella crisi attuale. Ha accumulato enorme potere negli ultimi mesi, gestendo la transizione e le risposte alla guerra. Molti analisti lo vedono come frontrunner o addirittura già de facto al comando in questa fase. 🔴 Alireza Arafi (67 anni circa): Vicepresidente dell'Assemblea degli Esperti, membro del Consiglio dei Guardiani, figura religiosa di alto profilo e conservatore. È stato incluso nel consiglio di transizione provvisorio. 🔴 Hassan Khomeini (nipote dell'ayatollah Ruhollah Khomeini, fondatore della Repubblica Islamica, circa 54 anni): Rappresenta una linea più moderata/conciliatoria, con legittimità storica. Khamenei lo aveva indicato tra i possibili successori in passato, ma è meno allineato con l'ala dura. 🔴 Gholam-Hossein Mohseni-Eje'i (capo della magistratura): Tra i tre nominati da Khamenei come potenziali sostituti nel 2025-2026, figura conservatrice e molto potente nell'apparato giudiziario. 🔴 Altri nomi ricorrenti: - Mohammad Mehdi Mirbagheri (ultraconservatore) - Hashem Hosseini Bushehri - Mohsen Araki - Sadiq Larijani (fratello di Ali) La decisione finale spetta all'Assemblea degli Esperti, che deve scegliere un religioso sciita maschio con competenza politica, autorità morale e lealtà alla Repubblica Islamica. In pratica, l'esito dipenderà dal consenso tra clero conservatore, Pasdaran e reti di potere vicine a Khamenei. La situazione è fluida e segnata dalla guerra in corso, che complica riunioni e stabilità. Al momento non c'è ancora un nome ufficiale eletto: il regime punta a una transizione rapida per mostrare continuità e forza.
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🇮🇱🇮🇷🇺🇸 | LA SPERANZA DELL'IRAN: LA GUERRA D'ATTRITO CHE PROSCIUGA L'OCCIDENTE | 📰 L'attuale scenario mediorientale sta
🇮🇱🇮🇷🇺🇸 | LA SPERANZA DELL'IRAN: LA GUERRA D'ATTRITO CHE PROSCIUGA L'OCCIDENTE | 📰
L'attuale scenario mediorientale sta delineando una crisi di logoramento senza precedenti, dove la sofisticata tecnologia difensiva occidentale si scontra con la brutale superiorità numerica dell'arsenale iraniano. Il massiccio lancio di droni e missili da parte di Teheran non rappresenta solo una rappresaglia militare, ma una vera e propria sfida alla sostenibilità industriale e finanziaria dei sistemi di difesa alleati. Mentre l'Iran sembra aver abbracciato una strategia di "guerra totale per la sopravvivenza", attingendo a scorte sterminate accumulate negli anni, gli Stati Uniti e Israele si trovano a gestire un'equazione logistica estremamente pericolosa. Il cuore del problema risiede nel paradosso dell'intercettazione: per garantire l'abbattimento di un singolo vettore in arrivo, le dottrine militari impongono il lancio di due o tre intercettori. Questo meccanismo sta prosciugando le "riserve di magazzino" a una velocità superiore a quella di produzione delle linee industriali, come nel caso dei costosissimi missili THAAD. Quando un singolo attacco può arrivare a bruciare oltre un miliardo di dollari in poche ore, la difesa cessa di essere solo una questione tattica e diventa una sfida di resistenza economica e manifatturiera. Esperti e analisti concordano sul fatto che, a questo ritmo di consumo, l'ombrello protettivo sopra Israele e le basi del Golfo rischia di mostrare i primi buchi entro pochissimi giorni. In questo contesto, il Golfo Persico e lo Stretto di Ormuz si trasformano in una scacchiera ad altissimo rischio, dove la Marina degli Stati Uniti deve proteggere non solo i propri assetti, come la strategica 5° Flotta in Bahrain, ma anche le rotte commerciali minacciate dalle forze Houthi nel Mar Rosso. La pressione esercitata dall'Iran non mira necessariamente a una vittoria militare classica, quanto a un esaurimento sistemico delle risorse nemiche. Per contrastare questa emorragia di munizioni, la strategia dei difensori sta subendo un'evoluzione obbligata verso l'offensiva: la priorità non è più solo intercettare i colpi in volo, ma colpire preventivamente i lanciatori e i centri di comando iraniani sul terreno. Si tratta di una corsa contro il tempo per neutralizzare la capacità di lancio di Teheran prima che l'ultima batteria di intercettori rimanga vuota, trasformando quello che era iniziato come un duello tecnologico in una brutale prova di resistenza industriale e politica.
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❗️Nuova analisi di The Dome ❗️ L'Iran ha concluso un accordo da 500 milioni di euro con la Russia per l'acquisto di 500 siste
❗️Nuova analisi di The Dome ❗️
L'Iran ha concluso un accordo da 500 milioni di euro con la Russia per l'acquisto di 500 sistemi di difesa aerea portatili Verba e circa 2.500 missili. Il Verba è progettato per contrastare missili da crociera, velivoli a bassa quota e droni, ed è generalmente utilizzato da piccoli team mobili. Le consegne sono previste tra il 2027 e il 2029, anche se alcune unità potrebbero essere state trasferite in anticipo. L'acquisizione è stata richiesta dopo ingenti danni subiti dalla rete di difesa aerea iraniana durante il conflitto di 12 giorni con Israele dello scorso anno. L'accordo, che secondo il Financial Times sarebbe stato negoziato con l'esportatore statale russo di armamenti Rosoboronexport, include anche apparecchiature per la visione notturna.
Se vuoi scoprirne di più, leggi il nostro articolo. ⬇️⬇️⬇️ https://thedomeproject.it/accordo-militare-da-500-milioni-di-euro-tra-russia-ed-iran/

🇺🇸 | LA (SECONDA) GUERRA CIVILE AMERICANA: PARTE II Gli eventi del 2026, tra cui le tensioni in Minnesota dove il governato
🇺🇸 | LA (SECONDA) GUERRA CIVILE AMERICANA: PARTE II
Gli eventi del 2026, tra cui le tensioni in Minnesota dove il governatore si è opposto alla federalizzazione della Guardia Nazionale, sembrano confermare le simulazioni che ipotizzano conflitti armati nelle principali metropoli americane. A questo scenario contribuiscono fattori quali l'interferenza straniera (attribuita ad attori come Russia e Cina), la proliferazione di milizie armate e una crescente normalizzazione della violenza; a tal proposito, un sondaggio YouGov del 2022 indicava che il 43% degli adulti statunitensi prevedeva lo scoppio di una guerra civile entro un decennio. Analisti come Willy Woo citano modelli della CIA che segnalano un alto rischio di instabilità basato sull'anocrazia (una forma di democrazia parziale o di transizione) e sulla polarizzazione dell'identità politica, entrambi elementi oggi radicati nel contesto statunitense. Tuttavia, il dibattito tra gli esperti rimane aperto. Da un lato, il CSIS (Center for Strategic and International Studies) ritiene che il rischio di una vera guerra civile nel biennio 2025-2026 sia trascurabile. Secondo Joseph K. Young del CSIS, è più probabile che si verifichino episodi di violenza sporadica perpetrati da "lupi solitari" e amplificati dai social media, piuttosto che un conflitto organizzato su vasta scala. Young sottolinea l'assenza di incentivi strutturali per una guerra: l'economia resta solida, il governo mantiene la propria capacità operativa e mancano gruppi secessionisti strutturati che lottino per il controllo delle risorse naturali. Dall'altro lato, Barbara Walter, politologa presso l'UC San Diego e membro della Political Instability Task Force della CIA, identifica due predittori chiave del conflitto: l'anocrazia (un sistema ibrido tra democrazia e autoritarismo) e una politica basata sull'identità etnico-razziale. Gli Stati Uniti, a causa del percepito declino democratico, soddisfano entrambi i criteri, rendendo il rischio concreto. Stephen Saideman della Carleton University avverte che crisi locali, come quella in Minnesota, potrebbero fungere da innesco con ramificazioni globali per il Canada e il resto del mondo. Anche Ray Dalio stima il rischio tra il 35% e il 40%, collocando gli USA in una "fase 5 pre-civile" che potrebbe evolvere nella "fase 6", caratterizzata da stati che ignorano l'autorità federale, migrazioni interne di massa e violenza urbana. In definitiva, un moderno scenario di guerra civile non ricalcherebbe il modello del 1861: si tratterebbe di un conflitto asimmetrico basato su guerriglia urbana, cyber-attacchi e scissioni interne ai ranghi militari. Sebbene la possibilità di una crisi civile negli Stati Uniti sia presa seriamente dagli analisti, tale eventualità appare, allo stato attuale, ancora remota.
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🇺🇸 | LA (SECONDA) GUERRA CIVILE AMERICANA: PARTE I La possibilità di una guerra civile negli Stati Uniti d'America rapprese
🇺🇸 | LA (SECONDA) GUERRA CIVILE AMERICANA: PARTE I
La possibilità di una guerra civile negli Stati Uniti d'America rappresenta uno degli scenari più discussi e controversi nel dibattito politico contemporaneo, specialmente alla luce delle tensioni crescenti osservate negli ultimi anni. Con il contesto attuale, segnato da polarizzazione estrema, eventi come le operazioni ICE in Minnesota e una retorica sempre più accesa, l'ipotesi di un conflitto interno non è più relegata a mere speculazioni accademiche o fantapolitiche. Va precisato che, sebbene la probabilità non sia elevata secondo molti esperti, il rischio di violenza politica diffusa è considerato reale e in aumento. Prima di tutto: la Guerra Civile Americana del 1861-1865, scatenata da divisioni su schiavitù, diritti statali e economia, rimane il punto di riferimento per qualsiasi discussione su conflitti interni negli USA. Quel conflitto causò oltre 600.000 morti e segnò una frattura tra Nord e Sud che persiste in forme culturali e politiche. Oggi, alcuni analisti tracciano paralleli con l'attuale polarizzazione, notando come le divisioni non siano più solo geografiche ma ideologiche, con stati "rossi" (repubblicani) contro "blu" (democratici). Ad esempio, un articolo del Washington Post del 2019, ripreso in discussioni recenti, evidenzia come il discorso su una nuova guerra civile sia riemerso dopo 150 anni, alimentato da figure come il congressista Steve King che evocano scenari armati. Inoltre, storici come Nina Silber della Boston University sottolineano che la percezione di un "brink" (orlo del precipizio) è amplificata da social media e retorica politica, simile a come i giornali del XIX secolo esacerbavano le tensioni. Nel 2026, eventi recenti come il dispiegamento di 2.000 agenti ICE in Minnesota per un'indagine su frodi, interpretato da alcuni come un pretesto per interventi federali contro governi statali ostili, riecheggiano le crisi pre-1861, quando il governo federale impose la sua autorità su stati ribelli. Claire Finkelstein, direttrice del Center for Ethics and the Rule of Law all'Università della Pennsylvania, ha condotto simulazioni nel 2024 che prevedevano esattamente uno scenario simile: un presidente che federalizza la Guardia Nazionale, portando a scontri armati tra forze statali e federali. Questi paralleli storici indicano che, sebbene le cause differiscano (oggi più ideologiche che economiche), il meccanismo di escalation – rifiuto dell'autorità federale da parte degli stati – rimane simile. Le divisioni negli USA sono multifattoriali e si sono acuite sotto le amministrazioni recenti, inclusa quella di Trump. Innanzitutto, la polarizzazione politica è al massimo storico: sondaggi come quello di Rasmussen del 2018 indicano che il 31% degli elettori probabili credeva in una guerra civile entro cinque anni, una cifra salita al 46% in un sondaggio Zogby del 2021, con i giovani e i residenti del Sud più pessimisti. Nel 2026, un sondaggio PBS rivela che il 30% degli americani considera la violenza politica giustificata "almeno a volte", un aumento dal 19% di 18 mesi prima. Economicamente, il ciclo del debito a lungo termine, come discusso dall'investitore Ray Dalio, potrebbe innescare instabilità: con un'economia forte ma polarizzata, disuguaglianze crescenti e migrazioni interne verso stati ideologicamente affini (es. conservatori in Texas, liberali in California), si creano "bolle" che potrebbero esplodere. Socialmente, l'aumento della violenza motivata da motivi politici – come attentati o scontri di strada – è amplificato dai social media, che fomentano cicli di vendette. Il Council on Foreign Relations (CFR) nel suo report "Conflicts to Watch in 2026" classifica la "crescente violenza politica e disordini popolari negli USA" come un rischio ad alta probabilità e alto impatto, esacerbato da antagonismi politici e dispiegamenti di sicurezza domestici.
CONTINUA NELLA PARTE II ▫️@TheDomeNews

🇬🇧 | MANCANO I SOLDATI PER IL RE Il governo britannico sta preparando significative modifiche alle regole di richiamo dei v
🇬🇧 | MANCANO I SOLDATI PER IL RE
Il governo britannico sta preparando significative modifiche alle regole di richiamo dei veterani per rafforzare la prontezza militare del Regno Unito, in un contesto di crescenti tensioni in Europa e timori di un possibile conflitto su larga scala con la Russia. Secondo quanto riportato da fonti attendibili come The Telegraph, BBC, Metro e altri media, il Ministero della Difesa (MoD) introdurrà un nuovo Armed Forces Bill (disegno di legge sulle forze armate) che sarà presentato in Parlamento nelle prossime settimane/mesi. ❓Cosa prevede il disegno di legge? ▫️Aumento dell'età massima per il richiamo del "strategic reserve" (il pool di ex militari in pensione, non volontari attivi): da 55 a 65 anni. Questo coinvolge circa 95.000 veterani delle tre forze armate (Royal Navy, Army e RAF), che potrebbero essere mobilitati per supportare le forze regolari in caso di necessità. ▫️Abbassamento della soglia per il richiamo: attualmente possibile solo in situazioni di "national danger, great emergency or attack in the UK" (pericolo nazionale, grande emergenza o attacco sul territorio britannico). Con le nuove regole basterà "warlike preparations" (preparativi bellici), allineandosi alle norme già in vigore per i reservisti più recenti. ▫️Entrata in vigore: le modifiche entreranno in vigore nel 2027 (o dal prossimo anno) se il Parlamento approverà il bill senza modifiche sostanziali. Queste misure rispondono alle raccomandazioni della Strategic Defence Review dello scorso anno, che invitava a "reinvigorare" il rapporto con lo strategic reserve per aumentare la resilienza delle forze armate. La British Army ha raggiunto dimensioni considerate le più piccole da oltre 200 anni (dall'epoca napoleonica), con circa 71.000-73.000 soldati addestrati a tempo pieno (stime recenti parlano anche di sotto i 70.000 entro il 2026 in alcuni scenari). Questo calo è dovuto a problemi cronici di reclutamento, tagli passati e difficoltà di retention, nonostante gli impegni NATO e il supporto all'Ucraina. Il ministro per le Forze Armate Al Carns (ex colonnello delle forze speciali) ha ripetutamente lanciato l'allarme negli ultimi mesi. Poco prima di Natale 2025 ha dichiarato che "the shadow of war is knocking on Europe’s door" (l'ombra della guerra sta bussando alla porta dell'Europa) e che il Regno Unito deve prepararsi a un conflitto potenzialmente "bigger and bloodier" (più grande e sanguinoso) di quelli in Iraq e Afghanistan. Ha enfatizzato la necessità di una preparazione "whole of society" (di tutta la società), inclusi civili, industrie ed economie, per affrontare "wars of necessity" (guerre di necessità). Queste misure non equivalgono a una coscrizione generale, ma rappresentano un'espansione del pool di personale richiamabile in caso di escalation, per compensare la riduzione delle forze regolari e aumentare la capacità di risposta rapida. Il dibattito in Parlamento sarà cruciale: alcuni critici vedono il piano come un segnale di debolezza, altri come un passo necessario per la deterrenza. Resta soltanto da vedere se la legge passerà invariata.
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🇺🇸 | IL RITORNO DELLA SINDROME DI HAVANA Secondo un'esclusiva pubblicata oggi da CNN (e ripresa da numerosi media internazi
🇺🇸 | IL RITORNO DELLA SINDROME DI HAVANA
Secondo un'esclusiva pubblicata oggi da CNN (e ripresa da numerosi media internazionali), il Dipartimento della Difesa USA (Pentagono) sta testando da oltre un anno un misterioso dispositivo acquistato in modo segreto, che alcuni investigatori ritengono possa essere collegato ai casi di Havana Syndrome (noti ufficialmente come Anomalous Health Incidents – AHI). Il dispositivo, acquistato dalla divisione Homeland Security Investigations (HSI) del Department of Homeland Security con fondi forniti dal Pentagono negli ultimi giorni dell'amministrazione Biden (fine 2024/inizio 2025), ha un costo a otto cifre (decine di milioni di dollari, cifra esatta non rivelata). Caratteristiche principali del dispositivo sono: la produzione di onde radio pulsate (pulsed radio waves / pulsed radiofrequency energy), tecnologia che da anni alcuni esperti e funzionari ritengono plausibile causa dei sintomi riportati, è compatto: entra in uno zaino (backpack-sized), rendendolo potenzialmente portatile e operativo e contiene componenti russi, anche se non è interamente di origine russa. I sintomi della Havana Syndrome, emersi per la prima volta nel 2016 tra diplomatici USA a L'Avana (Cuba), includono gravi mal di testa, vertigini, nausea, problemi cognitivi, tinnitus, danni cerebrali percepiti e altri disturbi neurologici. Casi simili sono stati segnalati in tutto il mondo da spie, diplomatici e militari americani. Un panel di intelligence del 2022 aveva definito "plausibile" che alcuni episodi fossero causati da energia elettromagnetica pulsata emessa da una fonte esterna. Tuttavia, rapporti successivi (2023 e aggiornamenti 2025) hanno giudicato "molto improbabile" un coinvolgimento deliberato di un attore straniero, pur senza escluderlo del tutto in casi isolati. L'acquisto e i test del dispositivo hanno riacceso un acceso dibattito interno al governo USA: c'è scetticismo in alcuni ambienti, ma la notizia ha riacceso le speranze (e le polemiche) tra le vittime, che da anni chiedono risposte chiare. Funzionari temono inoltre che, data la portabilità e la potenza del dispositivo, le sue capacità tecnologiche possano essersi già diffuse sul mercato nero o tra altri attori. Il Pentagono, la CIA, l'HSI e il DHS hanno declinato commenti ufficiali. La notizia si basa su quattro fonti anonime citate sul dossier. Resta da vedere se emergeranno ulteriori dettagli o conferme ufficiali nei prossimi giorni. La vicenda della Havana Syndrome, dopo quasi un decennio, resta uno dei misteri più controversi della sicurezza nazionale USA.
▫️@TheDomeNews

🇺🇸 | IL RITORNO DELLA SINDROME DI HAVANA Secondo un'esclusiva pubblicata oggi da CNN (e ripresa da numerosi media internazi
🇺🇸 | IL RITORNO DELLA SINDROME DI HAVANA
Secondo un'esclusiva pubblicata oggi da CNN (e ripresa da numerosi media internazionali), il Dipartimento della Difesa USA (Pentagono) sta testando da oltre un anno un misterioso dispositivo acquistato in modo segreto, che alcuni investigatori ritengono possa essere collegato ai casi di Havana Syndrome (noti ufficialmente come Anomalous Health Incidents – AHI). Il dispositivo, acquistato dalla divisione Homeland Security Investigations (HSI) del Department of Homeland Security con fondi forniti dal Pentagono negli ultimi giorni dell'amministrazione Biden (fine 2024/inizio 2025), ha un costo a otto cifre (decine di milioni di dollari, cifra esatta non rivelata). Caratteristiche principali del dispositivo sono: la produzione di onde radio pulsate (pulsed radio waves / pulsed radiofrequency energy), tecnologia che da anni alcuni esperti e funzionari ritengono plausibile causa dei sintomi riportati, è compatto: entra in uno zaino (backpack-sized), rendendolo potenzialmente portatile e operativo e contiene componenti russi, anche se non è interamente di origine russa. I sintomi della Havana Syndrome, emersi per la prima volta nel 2016 tra diplomatici USA a L'Avana (Cuba), includono gravi mal di testa, vertigini, nausea, problemi cognitivi, tinnitus, danni cerebrali percepiti e altri disturbi neurologici. Casi simili sono stati segnalati in tutto il mondo da spie, diplomatici e militari americani. Un panel di intelligence del 2022 aveva definito "plausibile" che alcuni episodi fossero causati da energia elettromagnetica pulsata emessa da una fonte esterna. Tuttavia, rapporti successivi (2023 e aggiornamenti 2025) hanno giudicato "molto improbabile" un coinvolgimento deliberato di un attore straniero, pur senza escluderlo del tutto in casi isolati. L'acquisto e i test del dispositivo hanno riacceso un acceso dibattito interno al governo USA: c'è scetticismo in alcuni ambienti, ma la notizia ha riacceso le speranze (e le polemiche) tra le vittime, che da anni chiedono risposte chiare. Funzionari temono inoltre che, data la portabilità e la potenza del dispositivo, le sue capacità tecnologiche possano essersi già diffuse sul mercato nero o tra altri attori. Il Pentagono, la CIA, l'HSI e il DHS hanno declinato commenti ufficiali. La notizia si basa su quattro fonti anonime citate sul dossier. Resta da vedere se emergeranno ulteriori dettagli o conferme ufficiali nei prossimi giorni. La vicenda della Havana Syndrome, dopo quasi un decennio, resta uno dei misteri più controversi della sicurezza nazionale USA.
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🎆 La redazione di The Dome augura un felice 2026 a tutti i suoi lettori. 🎆 - La Redazione

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🎆 La redazione di The Dome augura un felice 2026 a tutti i suoi lettori. 🎆 - La Redazione

🎄 La redazione di The Dome augura un felice Natale a tutti i suoi lettori. 🎄 - La Redazione

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🇭🇰 | APPROFONDIMENTO | ❓ La Fine del Partito Democratico Hongkonghese
Il 14 dicembre 2025, il Partito Democratico di Hong Kong (Democratic Party), il principale e ultimo grande partito di opposizione pro-democrazia della città, ha annunciato ufficialmente la sua dissoluzione dopo oltre 30 anni di attività. La decisione è stata presa durante un'assemblea generale straordinaria, con un voto schiacciante: su 121 membri partecipanti, 117 hanno votato a favore dello scioglimento, nessuno contro e 4 schede bianche. Il partito entrerà in liquidazione, e le attività cessano immediatamente. Fondato nel 1994 (poco prima del passaggio di Hong Kong alla Cina nel 1997), il Partito Democratico è stato il più grande partito di opposizione, con figure iconiche come Martin Lee (soprannominato "padre della democrazia"). Negli anni '90 arrivò a controllare fino a 13 seggi su 60 nel Legislative Council (LegCo). Era considerato moderato rispetto ad altri gruppi più radicali, e manteneva dialoghi con il governo. Ha partecipato a movimenti chiave come l'Umbrella Movement del 2014 e ha sostenuto le proteste del 2019, anche se la sua influenza era diminuita. Il presidente Lo Kin-hei ha citato l'ambiente politico attuale come fattore principale della dissoluzione: il partito ha perso influenza, e le sue azioni "non sembrano avere più impatto". Il processo era iniziato a febbraio 2025, con una mozione ad aprile che autorizzava il comitato centrale a procedere (dopo presunte pressioni da funzionari cinesi, inclusi avvertimenti di possibili arresti). Dal 2020, con l'imposizione della National Security Law da parte di Pechino, decine di gruppi politici e civili si sono sciolti (tra cui il Civic Party nel 2024 e la League of Social Democrats a giugno 2025). La riforma elettorale del 2021 ("patriots only") ha escluso l'opposizione dalla politica mainstream. - Lo Kin-hei (presidente): "Abbiamo camminato per tre decenni fianco a fianco con il popolo di Hong Kong: è stato il nostro più grande onore. Con profondo rammarico, dobbiamo chiudere questo capitolo." Ha ringraziato i cittadini e lasciato agli storici il giudizio sugli errori passati. - Yeung Sum (ex presidente): Lo scioglimento indica la regressione di Hong Kong da società libera e liberale a società autoritaria, un "punto basso". Tuttavia, non ha perso ogni speranza per il futuro di "un paese, due sistemi". - Emily Lau (ex leader): "Non capisco perché il Partito Democratico sia finito così", chiedendo spiegazioni a Pechino. Il partito aveva circa 400 membri ad aprile 2025 (da oltre 1.000 nel 2008-2009). I beni residui saranno donati a organizzazioni non politiche, come l'Associazione per i Diritti delle Vittime di Incidenti Individuali. Non ci sono reazioni ufficiali immediate dal governo o da partiti pro-Pechino (come il DAB), ma alcuni commentatori pro-governativi hanno criticato il passato del partito. La notizia è stata riportata da media internazionali (Reuters, Guardian, AP, Politico, Japan Times, ecc.), che la descrivono come la fine simbolica dell'opposizione organizzata a Hong Kong e culmine della repressione post-2019. Questo evento segue le elezioni legislative "solo patrioti" della settimana precedente e arriva alla vigilia del verdetto nel processo a Jimmy Lai. Segna la chiusura di un'era per il movimento democratico hongkonghese.
▫️@TheDomeFlash

❗️Nuova analisi di The Dome ❗️ La disinformazione russa è diventata uno strumento strategico di politica estera, utilizzato p
❗️Nuova analisi di The Dome ❗️
La disinformazione russa è diventata uno strumento strategico di politica estera, utilizzato per destabilizzare governi, alimentare divisioni interne e minare la fiducia nelle istituzioni democratiche. In Europa, queste campagne mirano a indebolire la coesione tra gli Stati membri e a favorire forze politiche vicine agli interessi di Mosca. L’Italia è considerata un bersaglio privilegiato, a causa della polarizzazione politica e della fragilità del sistema mediatico, che rendono più facile la diffusione di narrazioni manipolatorie.
Se vuoi scoprirne di più, leggi il nostro articolo. ⬇️⬇️⬇️ https://thedomeproject.it/come-la-disinformazione-russa-mina-la-politica-europea-ed-italiana/

❗️Nuova analisi di The Dome ❗️ La recente crisi politica in Nepal è esplosa a settembre 2025 in un'ondata di proteste di mass
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La recente crisi politica in Nepal è esplosa a settembre 2025 in un'ondata di proteste di massa guidate dalla Generazione Z, disillusa dalla democrazia e dalla corruzione. Le manifestazioni, scatenate dal tentativo del governo di limitare l'accesso ai social network, hanno portato a decine di vittime, centinaia di feriti e arresti, culminando con le dimissioni del Primo Ministro. Per gestire la fase di transizione, è stato formato un governo ad interim guidato da Sushila Karki, prima donna a presiedere la Corte Suprema del Nepal. Le radici della crisi affondano nella diffusa corruzione e nell'incapacità del sistema di offrire opportunità ai giovani, spingendoli all'emigrazione.
Se vuoi scoprire di più, leggi il nostro articolo... ⬇️⬇️⬇️ https://telegra.ph/Crisi-e-rinascita-in-Nepal-la-protesta-che-può-cambiare-il-Paese-09-28 ⬆️⬆️⬆️

❗️Nuova analisi di The Dome ❗️ Il 9 settembre 2025, Israele lancia "Atzeret HaDin," un'operazione segreta e audace con un obi
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Il 9 settembre 2025, Israele lancia "Atzeret HaDin," un'operazione segreta e audace con un obiettivo chiaro: decapitare la leadership di Hamas a Doha. Ma l'eliminazione fallisce, lasciando dietro di sé sei vittime innocenti e innescando una crisi senza precedenti. L'incursione in pieno giorno nella capitale del Qatar distrugge ogni pretesa di neutralità, innescando un "terremoto geopolitico" che scuote il Medio Oriente dalle fondamenta. Mentre il mondo attende una risposta unitaria, il vertice arabo-islamico d'emergenza si rivela un amaro spettacolo di divisioni regionali profonde.
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