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Divina Volontà ❤️‍🔥 Era d'Amore ❤️‍🔥

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"Eccomi, o Mamma santa, vicino alla tua culla, per essere spettatrice della tua nascita portentosa. I Cieli stupiscono, il so
"Eccomi, o Mamma santa, vicino alla tua culla, per essere spettatrice della tua nascita portentosa. I Cieli stupiscono, il sole ti fissa con la sua luce, la terra esulta di gioia e si sente onorata perché è abitata dalla sua piccola neonata Regina, gli Angeli fanno a gara a circondare la tua culla per onorarti ed essere pronti ai tuoi cenni; sicché tutti ti onorano e vogliono festeggiare la tua nascita. Anch’io mi unisco con tutti e, prostrata innanzi alla tua culla, in cui vedo come rapiti la tua madre Anna e il tuo padre Gioacchino, voglio dirti la mia prima parola, voglio affidarti il mio primo segreto, voglio svuotare il mio cuore nel tuo e dirti: “Mamma mia, Tu che sei alba foriera del FIAT Divino sulla terra, deh, metti in fuga la tenebrosa notte dell’umano volere nella mia anima e nel mondo intero”. Ah, sì, la tua nascita sia la nostra speranza, che come nuova alba di Grazia ci rigeneri nel regno della Divina Volontà". (da La Vergine Maria nel Regno della Divina Volontà)

Dal Vangelo secondo Matteo Mt 1,18-23 Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: «Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele», che significa Dio con noi. Parola del Signore.

𝐕𝐨𝐥𝐮𝐦𝐞 𝟏𝟓, 𝟏𝟒 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝟏𝟗𝟐𝟑 “Figlia diletta della mia Volontà, tu devi sapere che quando voglio fare opere
𝐕𝐨𝐥𝐮𝐦𝐞 𝟏𝟓, 𝟏𝟒 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝟏𝟗𝟐𝟑 “Figlia diletta della mia Volontà, tu devi sapere che quando voglio fare opere grandi, opere a cui tutta l’umana famiglia deve prendere parte, sempre che lo voglia, 𝗲̀ 𝗺𝗶𝗼 𝘀𝗼𝗹𝗶𝘁𝗼 𝗮𝗰𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗮 𝗰𝗿𝗲𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗯𝗲𝗻𝗶, tutte le grazie che quest’opera contiene, affinché tutti gli altri, come a fonte, possano attingere quel bene per quanto ne vogliono. .. Ciò feci nell’opera della Redenzione: per poter elevare una creatura a concepire un uomo e Dio, dovetti accentrare in Lei tutti i beni possibili ed immaginabili, 𝗱𝗼𝘃𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗲𝗹𝗲𝘃𝗮𝗿𝗹𝗮 𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼, 𝗱𝗮 𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗟𝗲𝗶 𝗶𝗹 𝗴𝗲𝗿𝗺𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗳𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘁𝗮̀ 𝗣𝗮𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮 e, come il mio Celeste Padre mi generò vergine nel suo Seno col germe verginale della sua fecondità eterna, senza opera di donna (e in questo stesso germe procedette lo Spirito Santo), 𝗰𝗼𝘀𝗶̀ 𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗮 𝗖𝗲𝗹𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗠𝗮𝗺𝗺𝗮, 𝗰𝗼𝗻 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗴𝗲𝗿𝗺𝗲 𝗲𝘁𝗲𝗿𝗻𝗼, 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝘃𝗲𝗿𝗴𝗶𝗻𝗮𝗹𝗲, 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘁𝗮̀ 𝗣𝗮𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮, 𝗺𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗲𝗽𝗶̀ 𝗻𝗲𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝗦𝗲𝗻𝗼 𝘃𝗲𝗿𝗴𝗶𝗻𝗲, senza opera di uomo.

𝐕𝐨𝐥𝐮𝐦𝐞 𝟏𝟓, 𝟏𝟒 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝟏𝟗𝟐𝟑 “Figlia diletta della mia Volontà, tu devi sapere che quando voglio fare opere
𝐕𝐨𝐥𝐮𝐦𝐞 𝟏𝟓, 𝟏𝟒 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝟏𝟗𝟐𝟑 “Figlia diletta della mia Volontà, tu devi sapere che quando voglio fare opere grandi, opere a cui tutta l’umana famiglia deve prendere parte, sempre che lo voglia, 𝗲̀ 𝗺𝗶𝗼 𝘀𝗼𝗹𝗶𝘁𝗼 𝗮𝗰𝗰𝗲𝗻𝘁𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝘂𝗻𝗮 𝘀𝗼𝗹𝗮 𝗰𝗿𝗲𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶 𝗶 𝗯𝗲𝗻𝗶, tutte le grazie che quest’opera contiene, affinché tutti gli altri, come a fonte, possano attingere quel bene per quanto ne vogliono. .. Ciò feci nell’opera della Redenzione: per poter elevare una creatura a concepire un uomo e Dio, dovetti accentrare in Lei tutti i beni possibili ed immaginabili, 𝗱𝗼𝘃𝗲𝘁𝘁𝗶 𝗲𝗹𝗲𝘃𝗮𝗿𝗹𝗮 𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼, 𝗱𝗮 𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗟𝗲𝗶 𝗶𝗹 𝗴𝗲𝗿𝗺𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗮 𝗳𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘁𝗮̀ 𝗣𝗮𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮 e, come il mio Celeste Padre mi generò vergine nel suo Seno col germe verginale della sua fecondità eterna, senza opera di donna (e in questo stesso germe procedette lo Spirito Santo), 𝗰𝗼𝘀𝗶̀ 𝗹𝗮 𝗺𝗶𝗮 𝗖𝗲𝗹𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗠𝗮𝗺𝗺𝗮, 𝗰𝗼𝗻 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗼 𝗴𝗲𝗿𝗺𝗲 𝗲𝘁𝗲𝗿𝗻𝗼, 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝘃𝗲𝗿𝗴𝗶𝗻𝗮𝗹𝗲, 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗳𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘁𝗮̀ 𝗣𝗮𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮, 𝗺𝗶 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗲𝗽𝗶̀ 𝗻𝗲𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝗦𝗲𝗻𝗼 𝘃𝗲𝗿𝗴𝗶𝗻𝗲, senza opera di uomo.

“Sovrana Signora, vengo a nascondere il mio piccolo amore nel mare grande del tuo amore, la mia adorazione verso Dio nell’imm
“Sovrana Signora, vengo a nascondere il mio piccolo amore nel mare grande del tuo amore, la mia adorazione verso Dio nell’immenso oceano della tua; i miei ringraziamenti li nascondo nel mare dei tuoi; le mie suppliche, i miei sospiri, le mie lacrime e pene, le nascondo nel mare delle tue, affinché il mio ed il tuo mare d’amore siano uno solo, la mia adorazione e la tua siano una sola, i miei ringraziamenti prendano la larghezza dei tuoi stessi confini, le mie suppliche, lacrime e pene diventino un solo mare col tuo…”. (vol. 20°, 2 novembre 1926)

Vangelo Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito? Dal Vangelo secondo Luca Lc 6,1-5 Un sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani. Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?». Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?». E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato». Parola del Signore.

𝐕𝐨𝐥𝐮𝐦𝐞 𝟏𝟏, 𝟐𝟎 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝟏𝟗𝟏𝟐 “Figlia mia, non lo vogliono capire che 𝗶𝗹 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝘀𝘁𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝗱𝗮𝗿𝘀𝗶
𝐕𝐨𝐥𝐮𝐦𝐞 𝟏𝟏, 𝟐𝟎 𝐦𝐚𝐫𝐳𝐨 𝟏𝟗𝟏𝟐 “Figlia mia, non lo vogliono capire che 𝗶𝗹 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝘀𝘁𝗮 𝗻𝗲𝗹 𝗱𝗮𝗿𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗮 𝗠𝗲 𝗲 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗺𝗶𝗼 𝗩𝗼𝗹𝗲𝗿𝗲. Quando ho ottenuto questo, Io stesso vado spingendo l’anima, dicendole: «𝐅𝐢𝐠𝐥𝐢𝐚 𝐦𝐢𝐚, 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐠𝐮𝐬𝐭𝐨, 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐜𝐨𝐦𝐨𝐝𝐢𝐭𝐚̀, 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐬𝐨𝐥𝐥𝐢𝐞𝐯𝐨, 𝐪𝐮𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐭𝐨𝐫𝐨»... Con questa differenza: che prima di darsi tutta a Me e di fare in tutto e sempre la mia Volontà, se si prendeva quelle lecite soddisfazioni, erano cose umane, 𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗲 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗱𝗶𝘃𝗶𝗻𝗲, ed Io, essendo cose mie, non prendo più gelosia e dico tra Me: 𝘀𝗲 𝗽𝗿𝗲𝗻𝗱𝗲 𝗶𝗹 𝗹𝗲𝗰𝗶𝘁𝗼 𝗽𝗶𝗮𝗰𝗲𝗿𝗲, 𝘀𝗲 𝗹𝗲𝗰𝗶𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘃𝗲𝗿𝘀𝗮, 𝗲̀ 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗹𝗼 𝘃𝗼𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗜𝗼. 𝗦𝗲 𝗜𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗹𝗼 𝘃𝗼𝗹𝗲𝘀𝘀𝗶, 𝘀𝗮𝗿𝗲𝗯𝗯𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗻𝘁𝗮 𝗮 𝘀𝗺𝗲𝘁𝘁𝗲𝗿𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼... E per questo Io metto le cose a sua disposizione, perché tutto ciò che fa è tutto effetto del mio Volere, non più del suo. Dimmi, figlia mia, che cosa ti è mancata dacché ti desti tutta a Me ? Ti ho dato i miei gusti, i piaceri e tutto Me stesso, per tuo contento.

Questo nell’ordine soprannaturale; e nell’ordine della fede neppure ti ho fatto mancare niente: confessori, Comunioni e tutto
Questo nell’ordine soprannaturale; e nell’ordine della fede neppure ti ho fatto mancare niente: confessori, Comunioni e tutto il resto. Anzi, volendo tu solo Me, non volevi i confessori così spesso, ed Io, volendo che abbondasse di tutto chi di tutto si voleva privare per Me, non ti ho dato retta. Figlia, che dolore sento nel mio Cuore, nel vedere che le anime ciò non vogliono comprendere, e anche quelle che si dicono le più buone!”

“Mio Gesù, centro e vita della piccola anima mia, la mia piccolezza è tanta che sento l’estremo bisogno, che Tu, Amor mio, mi
“Mio Gesù, centro e vita della piccola anima mia, la mia piccolezza è tanta che sento l’estremo bisogno, che Tu, Amor mio, mi tenga stretta fra le tue braccia e ti muova a pietà della mia grande debolezza. Sono piccina e Tu sai che i piccoli hanno bisogno di fasce per raffermare le membra e del latte della mamma per alimentarsi e crescere, ed io sento il vivo bisogno che Tu mi fasci con le fasce dell’amore e, stringendomi al tuo petto divino, mi dia per cibo il latte della tua Divina Volontà, per alimentarmi e crescere. Senti, o Gesù, sento il bisogno della tua Vita per vivere”. (vol. 30°, 4 Novembre 1931)

Vangelo Quando lo sposo sarà loro tolto, allora in quei giorni digiuneranno. Dal Vangelo secondo Luca Lc 5,33-39 In quel tempo, i farisei e i loro scribi dissero a Gesù: «I discepoli di Giovanni digiunano spesso e fanno preghiere; così pure i discepoli dei farisei; i tuoi invece mangiano e bevono!». Gesù rispose loro: «Potete forse far digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto: allora in quei giorni digiuneranno». Diceva loro anche una parabola: «Nessuno strappa un pezzo da un vestito nuovo per metterlo su un vestito vecchio; altrimenti il nuovo lo strappa e al vecchio non si adatta il pezzo preso dal nuovo. E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi; altrimenti il vino nuovo spaccherà gli otri, si spanderà e gli otri andranno perduti. Il vino nuovo bisogna versarlo in otri nuovi. Nessuno poi che beve il vino vecchio desidera il nuovo, perché dice: “Il vecchio è gradevole!”». Parola del Signore.

𝐕𝐨𝐥𝐮𝐦𝐞 𝟔, 𝟖 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟏𝟗𝟎𝟓 “Figlia mia, all’anima che si rassegna alla mia Volontà succede come a quel tal
𝐕𝐨𝐥𝐮𝐦𝐞 𝟔, 𝟖 𝐧𝐨𝐯𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝟏𝟗𝟎𝟓 “Figlia mia, all’anima che si rassegna alla mia Volontà succede come a quel tale che, avvicinandosi a vedere un bel cibo, sente il desiderio di mangiarlo, ed eccitandosi il desiderio passa a gustare quel cibo e trasmutarlo nella sua carne e nel suo sangue. Se non avesse visto il bel cibo non [gli] sarebbe venuto il desiderio, non avrebbe potuto sentire il gusto e di conseguenza sarebbe rimasto digiuno. Ora, 𝗰𝗼𝘀𝗶̀ 𝗲̀ 𝗹𝗮 𝗿𝗮𝘀𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗹’𝗮𝗻𝗶𝗺𝗮: 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗿𝗲 𝘀𝗶 𝗿𝗮𝘀𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮, 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗿𝗮𝘀𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗿𝘀𝗶 𝘀𝗰𝗼𝗿𝗴𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗹𝘂𝗰𝗲 𝗱𝗶𝘃𝗶𝗻𝗮 e questa luce snebbia ciò che impedisce di vedere Dio; 𝘃𝗲𝗱𝗲𝗻𝗱𝗼𝗹𝗼 𝗱𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗿𝗮 𝗴𝘂𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗗𝗶𝗼 𝗲, 𝗺𝗲𝗻𝘁𝗿𝗲 𝗹𝗼 𝗴𝘂𝘀𝘁𝗮, 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝘀𝗲 𝗹𝗼 𝗺𝗮𝗻𝗴𝗶𝗮𝘀𝘀𝗲, in modo che 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗲 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝘁𝗿𝗮𝘀𝗺𝘂𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗶𝗻 𝘀𝗲́ 𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗗𝗶𝗼. Onde ne segue che 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗼 𝗲̀ 𝗶𝗹 𝗿𝗮𝘀𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗿𝘀𝗶, 𝗶𝗹 𝘀𝗲𝗰𝗼𝗻𝗱𝗼 𝗲̀ 𝗶𝗹 𝗱𝗲𝘀𝗶𝗱𝗲𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗶 𝗳𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗼 𝗹𝗮 𝗩𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗗𝗶𝗼, 𝗶𝗹 𝘁𝗲𝗿𝘇𝗼 𝗲̀ 𝗳𝗮𝗿𝗻𝗲 𝗶𝗹 𝘀𝘂𝗼 𝗰𝗶𝗯𝗼 𝗽𝗿𝗲𝗹𝗶𝗯𝗮𝘁𝗼 𝗾𝘂𝗼𝘁𝗶𝗱𝗶𝗮𝗻𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲, 𝗶𝗹 𝗾𝘂𝗮𝗿𝘁𝗼 𝗲̀ 𝗰𝗼𝗻𝘀𝘂𝗺𝗮𝗿𝗲 𝗹𝗮 𝗩𝗼𝗹𝗼𝗻𝘁𝗮̀ 𝗱𝗶 𝗗𝗶𝗼 𝗻𝗲𝗹𝗹𝗮 𝘀𝘂𝗮. Ma se non fa il primo passo, resterà digiuna di Dio.”

“Stavo pregando e fondendomi nel santo Volere Divino… E mentre mi pareva di giungere nel seno dell’Eterno, facendo mio il lor
“Stavo pregando e fondendomi nel santo Volere Divino… E mentre mi pareva di giungere nel seno dell’Eterno, facendo mio il loro “ti amo”, andavo ripetendo dappertutto e su ciascuna cosa una cantilena di “ti amo” per il mio Supremo Signore”. (vol. 17°, 2 agosto 1925)