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Molto grave che per una cosa di lavoro stessi scrivendo 2004 pensando sinceramente che fosse l'anno prossimo
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So che ormai è di moda e io ero, sono e sarò sempre un hipster di merda, ma se veramente voglio tornare a fare buon intrattenimento devo riscoprire una delle mie vecchie colonne, ossia la nostalgia degli anni 2000
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Gente su Instagram che dice che non si può essere nostalgici del 2004 quando io lo sono dal 2006
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Tornare dai miei per un paio di giorni mi fa ripetere sempre quella discesa negli inferi che è guardare la TV nazionale
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Paese di clown quello dove devo sentire il solito uomo di mezz'età in cima alla piramide del potere che mi dice che quello ricordatoci nelle ultime ore non è un problema di genere ma un problema sociale
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Questa sera ho giocato la prima partita di Duel Master della mia vita (da piccolo collezionavo e basta) e ha superato ogni aspettativa
Non poteva essere un brutto gioco, trattandosi di fatto di un'introduzione a Magic, ma è riuscito ad essere molto di più: dinamico, fresco, artwork bellissimi e meccaniche interessanti
Un gran peccato che il gioco sia sparito in Occidente nonostante in Giappone stia benone
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Oggi è successa una cosa enorme
Sapevo da un paio d'anni che giravano fondi di magazzino di Duel Masters nell'alto milanese (ma lì soltanto, dannati bauscia), oggi per la prima volta in vita mia li trovo e ovviamente faccio una rapina
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A distanza di un mese non ho più ripreso il DLC (pessimo segnale), anche perché non ne ha più parlato nessuno (altro pessimo segnale). Cerco di finirlo in settimana, direi nel frattempo che è abbastanza appurata la fatica che fa Game Freak col concept di DLC - nulla di sconvolgente vista la fatica che fanno coi giochi base.
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Johto Effe letteralmente lo stereotipo del content creator a fine carriera che dopo una gioventù di militanza e attivismo si ritrova a postare gli screenshot dell'ennesimo bait per conservatori con la didascalia "letteralmente 1984...."
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Gli amici di Wizards of the Coast che creano siparietti usciti da un meme di Bispensiero
@l'ennesima vittoria del capitalismo (taggare le pagine, una delle poche cose che mi manca di Facebook)
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Repost from N/a
Quando i diritti civili li senti così tanto dentro di te che ti convinci che le parole "totem" e "tribale" abbiano connotazioni politicamente sensibili, rimuovendole dal tuo gioco
Una gloriosa vittoria dell'attivismo da multinazionale 👏👏👏
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In maniera totalmente estemporanea ho deciso di creare un canale su Telegram dove parlo solo di Magic. Continuerò a trattare l'argomento anche su Johto Effe ma nell'altro andrò più nel dettaglio (cioè: i miei rant saranno molto più specifici). Ce l'avevo nel cassetto da anni quest'idea ma fuck it, sarà l'aria di Halloween ho decido di fare sul serio.
https://t.me/johtomtg
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Ho visto il video di un influencer di Magic la cui disonestà intellettuale nell'esporre la questione crossover è stata sufficientemente esorbitante da convincermi a riprendere l'attrezzatura e tornare a fare un video a tre anni dall'ultima volta
Lo farò davvero? Probabilmente sì, il disappunto è il mio primo motore creativo. Restate sintonizzati.
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Il brutto di essere invecchiato è che mi imbarazzo a scrivere testi/sfoghi così lunghi perché non è più l'epoca di questo tipo di narrazioni, è tutto una copypasta o un testo breve, divertente e sagace. Se vi foste chiesti cosa mi ha tolto negli anni la voglia di raccontare è questo, il sentirmi osservato, qualcosa che non ho mai saputo gestire come avrei voluto (e dovuto, se avessi voluto davvero far evolvere quanto messo in piedi in altre epoche).
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L'annuncio del crossover di Magic con Marvel, probabilmente il punto più basso (o smaccatamente corporate, se siete meno melodrammatici di me), non è che mi faccia più incazzare o altro. Anche perché ormai l'ho capito che Magic lo devo trattare come un gioco da tavolo molto costoso, per passare il tempo con amici e famigliari, e non più come (anche) quella scarica di adrenalina che solo un torneo della domenica nell'hinterland milanese ti sa dare. Quello che però mi ricorda, per l'ennesima volta, e che con questi crossover si svilisce Magic come nessuno in Wizards avrebbe il coraggio di ammettere: lo si riduce a un insieme di regole, e non più a qualcosa sorretto da un wordlbuilding unico che aveva il suo fascino, con il concetto dei cinque colori di mana a farne da pietra fondante e identitaria. Lo si riduce a un Monpoly qualsiasi, non a caso il modello non dichiarato ma palese di Hasbro che per raddoppiare in cinque anni gli incassi (fonte: il loro rendiconto finanziario del 2018) ha venduto l'anima di un gioco che ne vantava una come pochi. Un po' il Funko Pop delle figurine, un po' un carrozzone incoerente e totalmente inguardabile (un tavolo con Doctor Who, Spider Man e Alan Grant sembra uno sketch di The Big Bang Theory, non una partita di Magic). Tutto questo senza richiedere la minima consensualità alla community: anche se i crossover non ti piacciono sei costretto a vederli ovunque, in Modern come in Pauper come in Legacy, e per evitarli non puoi fare nulla se non abbandonare il gioco. Abbandonare Pokémon è stato infinitamente più semplice: i giochi erano diventati mediocri, la community desertificata, i sopravvissuti persone a cui andava benissimo la direzione intrapresa. Con Magic è molto più complesso, perché il gioco mi piace ancora in maniera viscerale e quanto viene prodotto oggi (crossover a parte) continua a piacermi e divertirmi. Lo si può rendere, come dicevo all'inizio, una questione privata, un passatempo da gentiluomini, ma in questo compromesso c'è un sacrificio legato all'aspetto competitivo che non ritengo giusto aver dovuto fare, ma a cui sono stato costretto dalle circostanze.
In sintesi, anche oggi è un ottimo giorno per dire che i crossover in Magic sono stati un'idea di merda.
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Una cosa a cui ripenso ancora a distanza di anni è quel tizio su Ogame (correva il 2009, ero giovane e ingenuo) che decise di chiamare il suo pianeta "Pialla quello sotto". Il pianeta sotto, ovviamente, era il mio.
