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Le proteste degli agricoltori in gran parte dell’Europa hanno varie motivazioni, diverse da zona a zona, ma una è comune a quasi tutti i contesti. Si tratta della micidiale instabilità dei prezzi dei prodotti agricoli, il cui andamento è sempre più slegato dalle dinamiche produttive e dalle condizioni della domanda e dell’offerta reali, dipendendo invece da dinamiche interamente finanziarie.

Aumenta la pressione anche delle banche per riconoscere la sostenibilità degli investimenti in armi. «Inaccettabile» per la finanza etica.

Un tribunale di Hong Kong ha emesso l'ordine di liquidazione di Evergrande, colosso cinese del settore immobiliare. Che succede ora?

Alla politica interessa più contare i voti in vista delle prossime elezioni europee che risolvere i problemi degli agricoltori (e del clima).

Se vi trovate su una terrazza di Dubai a sorseggiare un cocktail, non azzardatevi a chiedere altro ghiaccio. Potrebbe volerci un po’. Potrebbero andarvelo a prendere in Groenlandia. E portarvelo dopo un viaggio in nave con partenza dai fiordi del porto di Nuuk e attraversamento dell’Atlantico fino a Aarhus, in Danimarca. Poi giù lungo le coste europee per entrare nel Mediterraneo, il Canale di Suez, il Mar Rosso e finalmente… ecco il ghiaccio nel bicchiere. Durata del viaggio? Diciannove giorni per oltre novemila miglia nautiche. Costo ambientale? Devastante. Costo del ghiaccio? Se siete a Dubai avete un sacco di soldi, per cui non dovete nemmeno chiedervelo. Leggi la nostra rubrica Capitalism unchained

La Svizzera è il primo Stato al mondo a contribuire ai propri obiettivi climatici attraverso lo scambio di carbon credits, per la precisione con la Thailandia. In altre parole, Berna ha deciso di finanziare un progetto per la mobilità sostenibile all’estero. Ne conteggerà le emissioni risparmiate e le contabilizzerà. Come avrebbe fatto per un analogo progetto in patria. Un esempio di collaborazione, previsto dall’Accordo di Parigi ma finora mai messo in pratica compiutamente. Un vanto, in termini di comunicazione e visibilità. Sui reali benefici per il clima, però, è lecito nutrire qualche dubbio.

L’ultimo passo per sbloccare la diffusione delle comunità energetiche rinnovabili (le cosiddette CER) è stato compiuto. Ieri, 24 gennaio, è entrato in vigore il decreto emanato dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, che mira a promuovere la creazione e lo sviluppo su tutto il territorio italiano delle comunità energetiche rinnovabili e dell’autoconsumo. Tale iniziativa ha già ottenuto il via libera dalla Corte dei Conti e dalla Commissione europea.

Con ING «fai quel che tasso vuoi!». Compreso finanziare le fonti fossili responsabili della crisi climatica. Ma ora un’organizzazione ambientalista olandese porta in tribunale ING ritenendola responsabile dei propri investimenti nocivi per l’ambiente e il clima. Si tratta di un procedimento storico.

La speculazione finanziaria non risparmia nulla. Nemmeno le biciclette.

Le abitudini alimentari statunitensi, fortemente sbilanciate verso le proteine animali, hanno un impatto deleterio sulle falde acquifere. Dalla nostra newsletter Valori in tavola.

A continuare a fare affari con la Russia dopo l’invasione dell’Ucraina nel marzo del 2022 ci sarebbe una multinazionale italiana. Si tratterebbe della Danieli Group, con sede a Butrio, in provincia di Udine. Un colosso nella produzione degli impianti siderurgici di cui detiene il 90% del mercato globale, per un fatturato in continua crescita che nel 2023 ha superato i 4 miliardi di euro.

Il processo di concentrazione del potere finanziario sta conoscendo una ulteriore, rapida accelerazione. Il fondo BlackRock ha comprato per 12,5 miliardi di dollari – in gran parte cedendo proprie azioni – Global Infrastructure Partners. È un fondo che gestisce attivi per 100 miliardi di dollari e ha nel proprio portafoglio numerose partecipazioni nel settore delle infrastrutture nel mondo. In Italia possiede il 50% di Italo. Perché BlackRock adesso vuole controllare anche le infrastrutture?

Soprattutto, Varoufakis è diventato uno dei pensatori più originali della sinistra occidentale. Docente universitario, economista autodefinitosi marxista-libertario, i suoi libri sono tutti best-seller. Il suo ultimo lavoro è “Tecno-feudalesimo, cosa ha ucciso il capitalismo“, edito in Italia da La nave di Teseo. È in questo libro che esprime la più originale delle sue teorie. La tesi è che il capitalismo stia morendo – anzi, sia già stato ucciso – per mano di una manciata di grandi imprenditori high-tech. Il modello di business delle big tech come Amazon, Apple, Google, Alibaba – sostiene Varoufakis – non ha più nulla a che fare col capitalismo.

Bambole, tappetini per lo yoga, borse, cuffie e cavi: la lista dei prodotti che utilizziamo quotidianamente e che possono danneggiare la nostra salute è lunga. A rivelarlo è stata un’indagine dell’Agenzia europea per le sostanze chimiche (ECHA) del 13 dicembre scorso. Il rapporto segnala livelli eccessivi di sostanze chimiche pericolose in molti prodotti di consumo.

Peccato solo che nessuno degli esperti interpellati dai santoni della montagna incantata di Davos abbia considerato come pericolo maggiore per i prossimi anni il “capitalismo”. Che non è certo il babau colpevole di tutti mali, ma è sicuramente un modello di sviluppo che tutti questi mali contiene e sviluppa.

Sulle disuguaglianze, l’Italia non fa eccezione. Osservando i dati di ricchezza e povertà estreme, la situazione del nostro P
Sulle disuguaglianze, l’Italia non fa eccezione. Osservando i dati di ricchezza e povertà estreme, la situazione del nostro Paese risulta decisamente preoccupante. Così come il quadro mondiale delineato nell’ultimo rapporto pubblicato da Oxfam. Nella Penisola, tra il 2021 e il 2022 si è registrato un quasi dimezzamento della quota di ricchezza detenuta dal 20% più povero (passata dallo 0,51% allo 0,27%). Ciò a fronte di una sostanziale stabilità della quota del 10% più ricco degli italiani.

1️⃣ Il nuovo rapporto di Oxfam, diffuso per l’apertura del World Economic Forum di Davos, accende i riflettori sulle disuguag
1️⃣ Il nuovo rapporto di Oxfam, diffuso per l’apertura del World Economic Forum di Davos, accende i riflettori sulle disuguaglianze generate a livello globale da un potere economico fuori controllo ed un potere politico incurante delle fratture nelle nostre società 2️⃣ Dal 2020, i 5 uomini più ricchi al mondo hanno raddoppiato le proprie fortune (+114%), mentre 5 miliardi di persone più povere hanno visto complessivamente invariata la propria condizione 3️⃣ Ai ritmi attuali, ci vorranno oltre 2 secoli (230 anni) per porre fine alla povertà, ma nel giro di un decennio potremmo avere il primo trilionario della storia dell’umanità 4️⃣ 148 grandi aziende, nel 22-23, hanno realizzato profitti per 1.800 miliardi di dollari, con un aumento del 52,5% rispetto alla media del quadriennio precedente, elargendo ingenti compensi ai propri ricchi azionisti

L'intelligenza artificiale potrebbe essere un'alleata nella lotta alla crisi climatica, ma la sua diffusione rischia di nascondere un pesante costo ambientale.

Benché la neve non scenda quasi più, e le piste siano più fangose che innevate, si continuano a finanziare nuovi impianti da risalita.

Pochi giorni fa, su un importante quotidiano è uscito un articolo molto critico sulla Saudi Pro League, il ricchissimo campionato di calcio saudita, in cui lo si accusava senza mezzi termini di non avere dirigenti sportivi all’altezza. Poi si spiegava come, nonostante le faraoniche offerte ricevute, i nostri migliori dirigenti preferiscano rimanere qui. Forse, verrebbe da rispondere, perché solo da noi possono accumulare così tanti debiti. Secondo il Report 2023 della Figc, il livello complessivo per la sola Serie A al termine della stagione 2021-22 superava i 4,9 miliardi di euro. Fare debiti e continuare a essere lo stesso considerati dei grandi dirigenti. Ecco perché siamo i migliori.