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Confederazione dei Triarii

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Un'amara, veritiera e lucida riflessione della nostra Alessandra Falco, che merita attenzione e approfondimento. IL DEGRADO NEL VESTIRSI NON È SOLO UNA QUESTIONE ESTETICA MA RIFLETTE UNO STILE DI VITA. Siamo entrati nell'ultima parte di questa estate italiana 2026. Nelle nostre città come nei luoghi di vacanza, complice anche il caldo estremo, abbiamo visto un degrado totale nell'abbigliamento. Uomini e donne di qualsiasi età sciabattare in canotta molto spesso con evidenti tatuaggi e piercing. Drammatica la sorte di alcune ragazzine giovanissime vestite quasi di nulla con già tatuaggi e l'immancabile piercing all'ombelico ed altri ovunque (tutti autorizzati dai genitori essendo minorenni, come da normativa in vigore). Questo stile trash rispecchia un animo di uguale misura degradato. Se mi vesto con un certo stile quella scelta riflette la mia interiorità. Nello stile prescelto sto a mio agio e pertanto vivo la dimensione sociale. Pertanto se ho un abbigliamento sciatto e misero, non è una questione economica ma di stile, rifletterò una mia interiorità degradata. Un soggetto che si identifica nel brutto è privo di identità, nella società tradizionale gli abiti popolari erano decorosi e molto belli, indossati da persone che vivevano spesso al limite della sussistenza. Ergo se non abbiamo dei valori non avremo un' identità, senza identità viviamo come foglie al vento, crederemo a tutto senza essere niente. Il grande frutto della "Rivoluzione del 1968" è stato quello di togliere l'identità spirituale agli individui degradandoli in un materialismo infelice. Ora i frutti sono evidenti a tutti uno stile sociale degradato riflette un'anima degradata . Per fortuna ciascuno può invertire questo processo riprendendo la strada interiore verso il bello.

TRIARII TV - SABATO 22 AGOSTO 2026 - ORE 19.00 SANCTUM ROSARIUM in onore del CUORE IMMACOLATO DI MARIA Per partecipare in dir
TRIARII TV - SABATO 22 AGOSTO 2026 - ORE 19.00 SANCTUM ROSARIUM in onore del CUORE IMMACOLATO DI MARIA Per partecipare in diretta: Su YouTube: https://youtu.be/V4Y9pTKUZq0 Su Facebook: https://www.facebook.com/events/2431717077636007 Il testo del S.Rosario dei Triarii: https://www.confederazionetriarii.it/santo-rosario/#latino Resta sempre aggiornato sulle iniziative dei Triarii iscrivendoti al seguente canale Telegram: t.me/Amici_dei_Triarii oppure sul sito https://www.confederazionetriarii.it/calendario-eventi/

Invitiamo a leggere questo importante articolo del nostro Fabrizio Lupi alle interpretazioni legalistiche nell'ottica della fedeltà alla verità del Vangelo e a Dio https://www.confederazionetriarii.it/notizia-principale/tra-positivismo-e-tradizione-il-vicolo-cieco-del-legalismo-canonico-nella-crisi-della-chiesa/

Lo "stato di necessità" evocato dalla FSSPX non è una scappatoia sentimentale, né una licenza all'anarchia, ma un istituto teologico e giuridico fondato sulla retta ragione. Nella dottrina della Chiesa, lo stato di necessità si verifica quando i beni spirituali supremi dei fedeli – la purezza della Fede e la validità dei Sacramenti – sono messi a repentaglio dall'inerzia o dall'allontanamento dottrinale delle autorità ordinarie. In tale scenario, la legge positiva ecclesiastica si eclissa temporaneamente davanti al diritto divino naturale e alla legge della sopravvivenza della Chiesa stessa. In questo senso, risuona il principio apostolico enunciato in Atti 5,29: «Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini». San Tommaso d’Aquino insegna che in caso di necessità la legge ecclesiastica non obbliga più nella sua lettera, perché la necessità non conosce legge (necessitas non habet legem). Quando il cibo spirituale dispensato dai canali ordinari rischia di essere contaminato dall'errore teologico moderno – lo stesso errore analizzato da de Mattei nel suo saggio – sorge il diritto-dovere della supplenza sacramentale. Le consacrazioni di Écône si iscrivono esattamente in questo alveo: non un atto di ribellione scismatica contro il Papato, ma un atto di legittima difesa della Fede, indispensabile per garantire la continuità di vescovi e sacerdoti cattolici integralmente fedeli alla Tradizione dogmatica. Il vicolo cieco del legalismo De Mattei obietta che molti fedeli e sacerdoti conservano la fede pur rimanendo uniti al “corpo visibile della Chiesa” senza ricorrere ad atti di forza. Ma questa obiezione ignora il principio di causalità: se quei fedeli oggi possono ancora trovare isole di Tradizione o celebrare la Messa di sempre, è proprio perché qualcuno, nel 1988 prima e oggi ad Écône poi, ha accettato lo stigma del “delitto canonico” pur di mantenere accesa la fiaccola del sacerdozio cattolico e della dottrina integra. Né si può tacere che, non di rado, i sacerdoti che restano entro i circuiti ordinari del corpo visibile della Chiesa si trovano a vivere la propria fedeltà in condizioni di compromesso, di prudente adattamento o persino sotto forme più o meno esplicite di pressione e di ricatto ecclesiale e, in alcuni casi, di cedimento, sebbene parziale, allo spirito modernista. Se i fatti sono più forti delle parole, il fatto più tragico è la demolizione della Fede dall'interno delle istituzioni. Se viene meno una chiara subordinazione del diritto alla dottrina, la dimensione visibile della Chiesa può correre il rischio di assumere tratti prevalentemente burocratici, meno trasparenti rispetto alla Verità che dovrebbe manifestare e servire. L'atto della FSSPX non rompe la comunione ecclesiale, ma la difende nel suo nucleo essenziale. Perché le parole e i fatti abbiano valore, devono prima di tutto essere ancorati alla Verità di sempre.

Tra positivismo e Tradizione: il vicolo cieco del legalismo canonico nella crisi della Chiesa Nel dibattito teologico e canonico sollevato dalle recenti consacrazioni episcopali della Fraternità San Pio X (FSSPX) ad Écône, l'intervento del professor Roberto de Mattei evoca il suggestivo principio romano facta sunt potentiora verbis. La tesi dello storico è netta: l'ordinamento visibile della Chiesa giudica i fatti oggettivi, non le dichiarazioni d'intenti o i sentimenti dei singoli. Pertanto, consacrare un vescovo senza mandato papale costituisce una violazione insanabile. Tuttavia, proprio analizzando l'architettura logica di questo impianto, emerge una profonda e paralizzante contraddizione. L'analisi di de Mattei, pur muovendosi con precisione millimetrica nella distinzione tra ordine morale e ordine canonico, sembra trascurare la priorità dell'ordine dottrinale rispetto a quello strettamente giuridico. La trappola del positivismo giuridico Il diritto canonico non è un sistema autonomo autosufficiente. Esso non esiste per preservare se stesso, ma è organicamente subordinato alla salus animarum (la salvezza delle anime), che della Chiesa è la legge suprema. La lettura offerta da de Mattei sembra scivolare verso una forma di positivismo giuridico trasposto sul piano teologico. In questa prospettiva, l'intera questione viene sostanzialmente ricondotta a un profilo formale di “obbedienza all'autorità visibile”, con il rischio di separare l'atto canonico dalla finalità dottrinale che dovrebbe orientarlo. La FSSPX non opera una “confusione sentimentale” tra teologia e diritto. Al contrario, essa applica una corretta gerarchia delle fonti: il diritto ecclesiastico deve servire la Fede e la Tradizione, non il contrario. Se, in concreto, l'osservanza puramente letterale della legge canonica dovesse implicare l'accettazione di ambiguità o errori teologici, si aprirebbe un interrogativo serio sulla coerenza interna della norma rispetto alla sua ragion d'essere, che è la tutela della fede e dei sacramenti. La contraddizione dello storico: quando il libro smentisce l'articolo La fessura logica più evidente nell'argomentazione di de Mattei si consuma nel passaggio in cui egli ammette l'esistenza di una crisi ecclesiale ("che è a tutti evidente"), per poi liquidare drasticamente lo stato di necessità come "presunto" o "indimostrabile". In questo punto, la posizione dello storico appare in tensione con quanto egli stesso ha documentato altrove. È proprio de Mattei, infatti, ad aver consegnato alla saggistica cattolica la più imponente e drammatica ricostruzione del collasso contemporaneo nel suo celebre volume Il Concilio Vaticano II. Una storia mai scritta. In quell'opera di fondamentale importanza, lo storico non ha descritto una crisi superficiale, ma una vera e propria rottura epocale. De Mattei ha documentato scientificamente l'esistenza di uno specifico "spirito del Concilio" che ha scalzato l'edificio tradizionale, evidenziando come l'introduzione di "ambiguità nei testi" abbia permesso la successiva penetrazione del modernismo e del relativismo teologico nelle stesse istituzioni romane. Ne risulta una tensione significativa: nel suo libro, de Mattei descrive una gerarchia ecclesiastica profondamente permeata da una nuova teologia che mette a rischio l'integrità del deposito della fede; nel recente articolo, invece, sembra chiedere ai cattolici una sottomissione molto forte a quella medesima struttura giuridica, senza considerare fino in fondo le implicazioni della crisi da lui stesso descritta. E teniamo presente che nel frattempo abbiamo subito il pontificato di Francesco, che ha di gran lunga aggravato la situazione. È come riconoscere che l'edificio è interessato da un incendio strutturale e, nello stesso tempo, biasimare chi tenta di spegnere le fiamme perché non osserva alla lettera il regolamento condominiale. Questa immagine rende la difficoltà di conciliare la diagnosi storica con la conclusione strettamente canonistica che ne viene tratta. La natura teologica dello Stato di Necessità

Anno 2026: mi pare di capire che... In questa estate 2026 mi pare di aver capito che è stato dato ormai per certo all'universo mondo che coloro che - chi fin dal marzo 2020 in poi (come il sottoscritto, pubblicamente e quotidianamente), chi in seguito - hanno denunciato l'inganno mostruoso dell'impianto terroristico-globalista covidista prima e vaccinale poi, comunque del totalitarismo sanitario sempre, e sono stati accusati di essere "complottisti"; in alcuni casi "liberali e hegeliani" (mi riferisco ad accuse subite dal sottoscritto da parte di personaggi inimmaginabili per la loro integrale fede cattolica e serietà morale, ma del tutto impenitenti in materia e anzi pervicaci nell'errore voluto); sono stati messi alla gogna pubblica da insospettabili esponenti ultracattolici impenitenti e bugiardi (mi riferisco sempre a me stesso, ma può valere per molti altri); a cui in generale, specie da parte di noti politici, giornalisti, medici, virologi, guitti da strapazzo e quant'altro, è stato augurata la morte, la galera, il male in sé; che hanno dovuto subire il disprezzo di amici o pseudotali, di vicini grignanti, ma anche e soprattutto l'isolamento civile e sociale non potendo più prendere mezzi pubblici, andare, mangiare e fermarsi in luoghi pubblici, lavorare, spostarsi, andare in ospedale, al teatro, al cinema, a fare sport, al mare, in montagna, ecc. ecc.; che ancora oggi pagano sottilmente ma concretamente il fatto di avere detto la verità mentre il mondo vomitava bugie, minacce e odio; avevano ragione. Mentre tutti gli accusatori, i maledicenti, i turlupinatori, le spie, gli infami, i bugiardi, e oggi i rinnegati, avevano e hanno torto. Troppo tardi: già ai primi morti e alle schiere di danneggiati nella salute del 2022 avrebbero dovuto capirlo. E avrebbero dovuto rinnegare se stessi e il proprio errore. Consistente soprattutto in una grande mancanza di pietà umana, oltre che di dignità morale. Si sono schierati con Fauci. E sono, nella quasi totalità, impenitenti e bugiardi ancora oggi. Papa (o quel che era), clero, governanti, politici, giornalisti, attorucoli e guitti, l'immensità del popolo bue, la vastità del mondo medico (con lodevoli eccezioni), tutti complici di Fauci, magari con motivazioni differenti. Avevamo ragione noi. Che, alla fine, non siamo neanche così pochi, per quanto immensamente minoritari. Ma non era difficile capirlo, fin dai primi giorni del 2020: bastava sentire "nulla sarà più come prima" in televisione, per capire. Bastava vedere il carabiniere che interrompeva la Messa alla Consacrazione, per capire. O vedere quello che rincorreva, ridicolmente, l'uomo che correva per fatti suoi nella spiaggia più isolata d'Italia! O sentire che si poteva prendere il caffè in piedi ma non seduti, per capire. Bastava sapere che Conte, Casalino, Speranza e virologi vari, Mattarella, Draghi, Bill Gates, l'UE e Biden, Bergoglio e l'OMS, erano tutti dalla stessa parte, per capire. Avevano orecchi, ma non sentivano: avevano occhi, ma non vedevano. Oggi hanno una mente e una coscienza, oltre che la conoscenza della verità. Ma tacciono, anche se hanno la lingua. C'è ancora tempo: occorre solo vincere il proprio orgoglio e la propria debolezza morale, oltre ai propri vili interessi personali o associativi. Avevamo ragione. Ma è la più triste di tutte le soddisfazioni. Dobbiamo ora solo stare attenti sempre, alle prossime trappole. Nella speranza che la prossima volta, saremo uniti nel respingere gli assalti alla nostra libertà di figli di Dio e alla nostra dignità e salute di essere umani razionali. Ma di molti di costoro, io non ho alcuna fiducia né speranza: perché potevano capire, ma non l'hanno fatto. Non era conveniente, questo è il cuore della tragedia. Ma ho speranza in Dio e nei pochi che sanno mettere la verità prima di se stessi. (MV)

L’Italia unita contro il Papa: l’ultimo atto del Risorgimento - M. Viglione, E. Bianchini, E. Sala In questa puntata conclusiva del nostro percorso sull’Unità d’Italia arriviamo agli anni decisivi del Risorgimento, quando gli equilibri europei e gli interessi delle grandi potenze finiscono per determinare il destino della penisola. Dal ruolo della Francia di Napoleone III alla strategia britannica nel Mediterraneo, dalla caduta del Regno delle Due Sicilie alla presa di Roma, ripercorriamo gli eventi che portarono alla nascita del nuovo Stato italiano e alla fine del potere temporale dei Papi. Uno sguardo sul Risorgimento che mette insieme diplomazia, rivoluzione, interessi internazionali e resistenza cattolica, fino a interrogarsi sulle conseguenze che l’Unità d’Italia avrebbe avuto per la Chiesa nei decenni successivi. Ce ne parlano Massimo Viglione, Elena Bianchini Braglia ed Elisabetta Sala in questo nuovo episodio di Cronache di Cielo e Terra. https://www.youtube.com/watch?v=-sLBElg6Vvg I PRECEDENTI 4 EPISODI • 1815: l’Europa che prepara il Risorgimento - Elena Bianchini Braglia - Elisabetta Sala https://www.youtube.com/watch?v=--Zsa7mj0C4&t=1323s • I moti del 1821 e il grande gioco europeo - Elena Bianchini - Elisabetta Sala https://www.youtube.com/watch?v=ZGRHS0G8Ziw • Londra, la capitale della Rivoluzione - Elisabetta Sala - Elena Bianchini Braglia https://www.youtube.com/watch?v=OCWUS8U2Asc&t=5s • 1848: l'anno che cambiò l'Europa - Elena Bianchini Braglia - Elisabetta Sala https://www.youtube.com/watch?v=zYRdrhtodeM

TRIARII TV - SABATO 15 AGOSTO 2026 - ORE 15.30 SANCTUM ROSARIUM in onore di MARIA SS.MA ASSUNTA IN CIELO Per partecipare in d
TRIARII TV - SABATO 15 AGOSTO 2026 - ORE 15.30 SANCTUM ROSARIUM in onore di MARIA SS.MA ASSUNTA IN CIELO Per partecipare in diretta: Su YouTube: https://youtu.be/1nJBiIiC8VU Su Facebook: https://www.facebook.com/events/2257106848453004 Il testo del S.Rosario dei Triarii: https://www.confederazionetriarii.it/santo-rosario/#latino Resta sempre aggiornato sulle iniziative dei Triarii iscrivendoti al seguente canale Telegram: t.me/Amici_dei_Triarii oppure sul sito https://www.confederazionetriarii.it/calendario-eventi/

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A un mese esatto, ricordiamo l'appuntamento della V Giornata mondiale contro l'aborto e l'eutanasia che la Confederazione dei
A un mese esatto, ricordiamo l'appuntamento della V Giornata mondiale contro l'aborto e l'eutanasia che la Confederazione dei Triarii celebra a Verona sabato 12 settembre. A seguire nella locandina il programma della Giornata. Vi aspettiamo

Avevamo già annunciato che dal 18 al 20 settembre la Confederazione dei Triarii ha organizzato il I Incontro di Formazione pe
Avevamo già annunciato che dal 18 al 20 settembre la Confederazione dei Triarii ha organizzato il I Incontro di Formazione per i Giovani tenuto, per questa prima volta - propedeutica a futuri incontri di approfondimento con altri docenti, studiosi e intellettuali affini al nostro pensiero - interamente dal prof. Massimo Viglione. Ecco la locandina con il programma e le relative informazioni. Fino a consumazione posti, è previsto alloggio gratuito. E' anche prevista la presenza di un sacerdote, che celebrerà la S. Messa in Rito Romano antico. Per info e iscrizioni scrivere a: info@confederazionetriarii.it Vi aspettiamo

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A un mese esatto, ricordiamo l'appuntamento della V Giornata mondiale contro l'aborto e l'eutanasia che la Confederazione dei
A un mese esatto, ricordiamo l'appuntamento della V Giornata mondiale contro l'aborto e l'eutanasia che la Confederazione dei Triarii celebra a Verona il 12 settembre. A seguire nella locandina il programma della Giornata. Vi aspettiamo

Consigliamo la lettura di questa accorata invocazione alla santità di mons. Strickland https://www.aldomariavalli.it/2026/08/11/la-soluzione-ce-e-ha-un-nome-santita/amp/

Non celebro un cattivo maestro È morto un celebre, fedelissimo e astuto servo del sistema, che tale è stato per tutta la vita, fino alla fine. Celebrato non solo a sinistra, ma anche al centro e a destra. Non sono mai riuscito ad ascoltare una sua canzone per intero. Mai. La sola voce di Guccini mi dava fastidio. Diceva che Dio è morto, e che il comunismo era giustizia e libertà. Bugiardo sempre, mentre accumulava tanti soldi, come tutti nella lunga schiera dei servi di regime di sinistra, alla faccia del proletariato e pure della piccola e media borghesia lavoratrice. Comunista e strariccone.come di regola, simbolo di un'intera epoca, quella della stoltezza che ha preparato quella della follia antiumana odierna. Detto questo, che abbia la salvezza eterna, se è volontà di quel Dio che dichiarava morto ma che è infinitamente vivo, giusto e misericordoso, e dinanzi al giudizio del quale ora si trova. (MV)

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E' con gioia ed emozione che posso comunicare che la CONFEDERAZIONE DEI TRIARII ha potuto porre, nel rifugio alpino Le Seller
E' con gioia ed emozione che posso comunicare che la CONFEDERAZIONE DEI TRIARII ha potuto porre, nel rifugio alpino Le Selleries, nella Val Chisone (prima di Sestriere), vicino al famigerato campo di concentramento di Fenestrelle, una statua della Beata Vergine Maria Madre di Dio, opera della scultore Roberto Fornero, che ringraziamo vivamente. Il 2 agosto è avvenuta la benedizione ufficiale della statua, cui ha ha fatto seguito la S. Messa in Rito Romano antico presso il rifugio. E' stata l'occasione anche per un nostro pellegrinaggio associativo al Santuario della Salette. Mentre viviamo eventi terribili, tanto nella Chiesa stessa che nella società, in cui le nostre terre e patrie rischiano l'invasione nemica, in cui ci vogliono post e trans-umanizzare, in cui la vita e la società naturale degli uomini sono sotto terribile attacco nemico, una nuova postazione mariana è stata posta a nostra difesa e a gloria di Dio. Che Maria Ss.ma ci benedica e protegga tutti e benedica il nostro apostolato. MV

Segni di speranza e civiltà Pare che gli abitanti di Ceuta respingano gli invasori a sassate sul bagnasciuga e neghino loro acqua e cibo. C'è ancora speranza in questo mondo. Che è inversa alla speranza dei preti, dei globalisti e dei loro servi politici e mediatici. Sono sassate contro tutti questi traditori, a partire da quelli in Vaticano. Segni di speranza e civiltà. (MV)