ADI - Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia
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Dal 1998 difendiamo i diritti dei dottorandi, miglioriamo le condizioni della ricerca e valorizziamo il dottorato dentro e fuori l'Università 🍎
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📣 PER GLI STATI DI AGITAZIONE DELL'UNIVERSITÀ
Il 19 e 20 dicembre 2024, mentre la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane convoca i suoi Stati Generali con rettori, ministri ed ex-ministri, ANVUR, CUN e stakeholder accademici alla Camera dei Deputati, noi rispondiamo con gli Stati di Agitazione dell’Università.
Mentre discutono dell'inverno demografico, della competizione globale e della scarsità di risorse, non parlano mai di:
❌ Tagli al finanziamento pubblico
❌ Precarizzazione del lavoro nella ricerca e nella didattica
❌ Via libera agli atenei profit e telematici
Il 20 dicembre chiamiamo a raccolta le comunità universitarie: studentƏ, precarƏ della ricerca e della didattica, docenti, lettori/CEL, personale tecnico-amministrativo e bibliotecario, lavoratori e lavoratrici degli appalti. Discuteremo dei problemi reali e delle mobilitazioni in corso per:
🔹 Un reale finanziamento pubblico ordinario
🔹 Il diritto allo studio per tutte e tutti
🔹 Il ritiro del DdL 1240
🔹 La stabilizzazione dei precarƏ
🔹 Riconoscere il lavoro di ricerca come lavoro vero: con diritti, salari e rappresentanza.
Un momento per capire come resistere alle nuove politiche di austerità e costruire un’università pubblica, autonoma e democratica. Prenderanno parola associazioni studentesche, comitati del precariato, organizzazioni sindacali e movimenti della docenza.
📅 Venerdì 20 dicembre
🕚 Dalle ore 11:00 alle 14:00
📍 ROMA Tre, Aula Moretti, Dipartimento di Architettura, ex Mattatoio
Largo Giovanni Battista Marzi, 10 - 00153 (Metro B, fermata Piramide; bus 718, 719, 775)
⏰ Dalle ore 15:00 – Presidio al MUR
✊ Diamo un’altra voce all’università e alla ricerca! Contrastiamo i tagli e la precarizzazione. Costruiamo un nuovo movimento per una diversa società.
L’ADI - Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca in Italia rappresenta dal 1998 dottorandi/e e giovani ricercatori/trici in Italia, promuovendo diritti e tutele per chi fa ricerca a qualsiasi livello.
Abbiamo scelto di dedicare la campagna di tesseramento e la tessera 2025 alla memoria di Sufian Tayeh (1971-2023), scienziato palestinese e figura straordinaria nel campo della fisica teorica e della matematica applicata. Nato nel campo profughi di Jabalia nella Striscia di Gaza, Tayeh ha dedicato la sua vita alla ricerca, ottenendo riconoscimenti internazionali per il suo impegno e per il valore delle sue scoperte. Nel 2023 era stato nominato titolare della Cattedra UNESCO per le Scienze Fisiche in Palestina e Rettore dell’Università Islamica di Gaza.
Tayeh e la sua famiglia sono stati barbaramente uccisi il 2 dicembre 2023 in un attacco aereo israeliano sulla Striscia di Gaza. La sua scomparsa ha lasciato un vuoto profondo nella comunità accademica internazionale, che lo ricorda per il suo impegno instancabile nella ricerca e per il valore umano delle sue azioni.
"Ricercare: atto di resistenza" è il nostro slogan per il 2025, un messaggio che riflette l’essenza del lavoro di Sufian Tayeh e che guida l’impegno di ADI.
Indipendente dai partiti, ADI è composta da volontari e volontarie che mettono il proprio tempo e le proprie energie al servizio della comunità accademica, lavorando per migliorare le condizioni di vita e di ricerca di tutti/e. Con oltre 30 sedi locali in tutta Italia, ADI è una realtà radicata sul territorio, che si regge sull’impegno quotidiano di tutte e ognuno.
Contatta la tua sede, partecipa alle attività e alle assemblee, ed entra a far parte della più grande e longeva associazione di dottori di ricerca d’Italia!
Puoi tesserarti presso la tua sede locale o sul nostro sito:
https://dottorato.it/content/iscriviti-alladi
📢 29 NOVEMBRE: SCIOPERO GENERALE 📢
Anche ADI aderisce allo sciopero generale, unendosi alla protesta contro una legge di bilancio che penalizza pesantemente il settore della conoscenza.
❌ Tagli al Fondo di Finanziamento Ordinario (FFO)
❌ Una riforma del DL 1240 che trascina l'università e la ricerca verso il baratro
❌ Mancanza di investimenti adeguati in formazione, docenti e personale
🛑 Il 29 novembre, scuole, università e centri di ricerca si fermano per chiedere una legge di bilancio che guardi al futuro, investendo in istruzione e ricerca come pilastri fondamentali di una società equa e innovativa.
Uniamoci per dire basta ai tagli, basta a riforme che mortificano il nostro lavoro e il diritto a un’istruzione di qualità.
⚠️ Il futuro della conoscenza si decide ora: facciamo sentire la nostra voce!
PER LA RICERCA, CONTRO IL PRECARIATO, CONTRO IL DDL BERNINI 1240!
ADI audita in VII Commissione al Senato
"Valorizzare e promuovere la ricerca"? Il disegno di legge in discussione al Senato non mantiene questa promessa. Al contrario, si traduce in un'ulteriore umiliazione per le ricercatrici, i ricercatori e l'intero sistema universitario italiano.
Il quadro è drammatico.
Precariato infinito: contratti intermittenti che portano alla stabilizzazione solo dopo 17 anni – a 47 anni di età.
Nuove figure precarie: due versioni dell’assegno di ricerca senza tutele fondamentali, come l’indennità di disoccupazione.
Nessuna attenzione alle storie di vita reale: colleghi e colleghe costretti a rinunciare a famiglia, casa e stabilità.
Il sistema di ricerca in Italia perde attrattività per chi sogna di lavorare nella propria terra o vuole tornare dopo l’estero. Non possiamo accettarlo.
Le voci di migliaia di precarie e precari si alzano da Torino a Pisa, da Bologna a Roma. Siamo uniti per un futuro più giusto per chi dedica la propria vita alla conoscenza e al progresso.
Non possiamo permettere che il precariato continui a essere la regola delle nostre vite.
In occasione della presentazione della Fondazione Giulia Cecchettin alla Camera, lo scorso 18 novembre, il Governo non ha perso l’occasione di dire la sua sull’esistenza del patriarcato, negata dal Ministro Valditara. Trovate qui https://dottorato.it/content/il-governo-la-violenza-di-genere-e-la-favola-dell%E2%80%99uomo-nero-0 una nostra riflessione sull’argomento
In occasione della presentazione della Fondazione Giulia Cecchettin alla Camera, lo scorso 18 novembre, il Governo non ha perso l’occasione di dire la sua sull’esistenza del patriarcato, negata dal Ministro Valditara. Trovate qui https://docs.google.com/document/d/13CLHdkpEyxKCB5k6JWm920nKh0Ufn5CxIfnkmOVCF44/edit?usp=sharing una nostra riflessione sull’argomento.
Anche quest'anno, ADI partecipa alle mobilitazioni promosse da NON UNA DI MENO in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza maschile sulle donne e della violenza di genere.
Saremo nelle piazze italiane, insieme a tante associazioni e persone, al grido di “Disarmiamo il patriarcato”, per combattere tutte le forme di potere oppressivo che perpetuano violenza contro le categorie più vulnerabili e marginalizzate della società.
La violenza di genere non è un fenomeno isolato: è alimentata dallo sfruttamento delle fragilità sociali e dalla precarietà economica che spesso costringono le persone a subire oppressioni da cui non riescono a liberarsi.
Oggi, e ogni giorno, ci uniamo alla marea transfemminista per ribadire il nostro impegno a tutelare, dentro e fuori l'Accademia, i diritti di donne, persone trans* e queer.
Insieme possiamo costruire una società più giusta e libera da ogni forma di violenza.
Nella giornata di ieri, abbiamo partecipato ad una riunione organizzata dal Movimento 5 Stelle, con la partecipazione del Presidente On. Giuseppe Conte.
Abbiamo ribadito come la proposta di riforma della Ministra Bernini non punti alla valorizzazione della ricerca ma anzi all'umiliazione di tutto il mondo del lavoro accademico, con taglio del finanziamento e introduzione di nuove figure precarie.
Insieme a tante altre realtà, sindacali e studentesche, abbiamo portato le nostre proposte al gruppo politico che ci ha ospitato e che ha condiviso le nostre rivendicazioni.
Continueremo a sensibilizzare tutte le forze politiche, dentro e fuori il parlamento, sul pericolo che corre il nostro sistema universitaria se l'indirizzo politico del Governo Meloni dovesse essere attuato. 🍎💪🏻
Tre mesi di sospensione e stipendio dimezzato per aver espresso un’opinione.
Questo è quanto sta accadendo al professor Christian Raimo, docente e scrittore, punito per aver criticato pubblicamente il ministro Valditara durante un dibattito politico, fuori dal contesto scolastico.
Colpire una voce libera come quella di Raimo è un atto grave e intimidatorio, che non possiamo accettare.
Esprimere un’opinione non è un crimine, è un diritto costituzionale. Le sanzioni disciplinari non possono diventare strumenti di censura politica.
Sosteniamo Christian Raimo e tutte le persone che ogni giorno lottano per difendere la libertà di pensiero e il diritto di critica. La scuola e l’università devono essere spazi di dialogo e di libera manifestazione del pensiero, non di repressione. 💪🏻🍎
L’idea del consiglio universitario nazionale sul preruolo? Per eliminare il precariato, eliminare i precari.
Comunicato congiunto dell’ADI, FLC CGIL Nazionale, Primavera degli Studenti, UDU - Unione degli Universitari, Link Coordinamento Universitario, ARTeD - Associazione Ricercatori a Tempo Determinato, Rete 29 Aprile.
Comunicato congiunto 15-11-2024 .pdf2.95 KB
🎓✊ In occasione della Giornata Internazionale degli Studenti, il 15 novembre anche noi aderiamo allo sciopero al fianco di tutte le forze studentesche e sindacali, per ribadire la facoltà di ciascuno a manifestare ed esprimere il proprio dissenso, per rivendicare il diritto allo studio di tutte e tutti, per opporci al cronico definanziamento e al precariato scolastico e universitario.
📢 È tempo di perseguire cambiamenti concreti, per garantire a tutte e tutti una formazione libera e accessibile, e un futuro stabile e dignitoso. Unisciti a noi per costruire insieme un sistema educativo più giusto! 💪🍎
Ieri si è svolto l’VIII Congresso Nazionale ADI, che ha visto l’elezione della nuova Segreteria:
- Davide Clementi (Segretario Nazionale)
- Irene De Blasi (Vicesegretaria Nazionale)
- Simone Sacquegna (Responsabile Organizzazione)
- Paolo Paparone (Tesoriere Nazionale)
- Martina Luzzi (Responsabile Comunicazione)
- Raffaele Vitolo (delega coordinamento AT Ricerca)
Un sentito ringraziamento alle delegate e ai delegati delle sedi, e soprattutto alla Segreteria uscente, guidata da Rosa Fioravante, per l’immenso lavoro svolto in questi ultimi due anni.
Alla Segreteria e alla Direzione Nazionale appena insediate in bocca al lupo per l’inizio del mandato.
Al lavoro e alla lotta ✊🍎
Nel corso degli ultimi anni in Italia abbiamo assistito a una deriva vertiginosa nel limitare la libertà della popolazione a esprimere il proprio dissenso riguardo le politiche nazionali e gli eventi internazionali.
L’approvazione del recente DDL 1660 non è che l’ennesimo passo nella direzione di reprimere e criminalizzare il dissenso, andando a colpire duramente tutte le realtà che, su più fronti, sono impegnate nella lotta contro il capitalismo sfrenato e per i diritti umani.
Per questo motivo, domenica 10 novembre, in occasione del nostro congresso annuale, organizziamo una mattinata di riflessione aperta alle realtà associative che hanno visto la propria libertà di protesta repressa e criminalizzata.
L’evento è pubblico e si terrà a partire dalle ore 11 al Circolo Arci Sparwasser di Roma, in Via del Pigneto 215. Interverranno: Laura Renzi per Amnesty International - Italia, Alessandro Giannì per Greenpeace Italia e Dario Cevoli per Extinction Rebellion Italia.
Il 25 ottobre ha segnato un momento cruciale per chi lavora e studia nell’università italiana. In centinaia ci siamo riuniti a Roma per dire basta a un sistema che continua a sfruttare e poi espellere chi ha investito anni in #ricerca, didattica e terza missione.
I media nazionali hanno raccolto la nostra voce: il settore è in rivolta, e il messaggio è chiaro. Non possiamo più accettare precarietà senza fine, né tagli che rendono impossibile una carriera stabile nell’#università.
La riforma #Bernini, anziché portare miglioramenti, ha reintrodotto forme contrattuali meno tutelate e più instabili, alimentando una spirale di incertezza per chi contribuisce ogni giorno allo sviluppo e alla crescita culturale del Paese.
Ora è il momento di unire le forze per una ricerca che costruisca il futuro e non espella chi la porta avanti, per un’università che non divori ma sostenga. Facciamo rete, continuiamo a mobilitarci: il cambiamento può iniziare solo da noi.
📰 Il Manifesto
🗞️ La Repubblica
📰 Sky TG24
🗞️ RaiNews
