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Il Canale della Soka Gakkai Italiana - notizie dall'Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai
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La gioia è qualcosa che si condivide con gli altri: chi si preoccupa solo della propria felicità è un egoista. Chi dice di preoccuparsi solo della felicità altrui è un ipocrita: la vera felicità consiste nel diventare felici insieme agli altri.
Daisaku Ikeda
Buddismo e Società n. 141
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8 settembre 1957: la Dichiarazione di Josei Toda contro le armi nucleari
L'8 settembre 1957 il secondo presidente della Soka Gakkai, Josei Toda, pronunciò la storica Dichiarazione contro le armi nucleari, dando inizio all'impegno della Soka Gakkai per il disarmo e la pace.
Sopravvissuto alla prigionia durante la Seconda guerra mondiale, Toda esortò i giovani ad andare oltre la semplice abolizione delle armi nucleari, affrontando il problema alla radice: «Voglio denudare e strappare gli artigli che si celano nelle estreme profondità di simili ordigni».
Nella visione buddista quegli "artigli" corrispondono ai tre veleni di avidità, collera e stupidità presenti nel cuore umano. Per Toda, il vero disarmo inizia dalla trasformazione interiore dell’essere umano.
Oggi questo messaggio è più attuale che mai e continua a ispirare l'impegno della Soka Gakkai per un mondo libero dalle armi nucleari, anche attraverso la campagna Senzatomica.
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La nostra saggezza è di per sé illimitata, può rendere possibile ciò che appare impossibile. Essa scaturisce dal fermo proposito di raggiungere un obiettivo. Una preghiera combattiva è la madre della saggezza.
Daisaku Ikeda
“Trasformare l’impossibile in possibile”, pag. 74
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Ogni persona ha una missione che è solo sua. Tutti sono individui capaci, tutti sono compagni che condividono profondi legami karmici. Il modo per far crescere le persone è incontrarle, è importante fare uno sforzo per andare verso gli altri, per stabilire un rapporto con loro.
Daisaku Ikeda
“Trasformare l’impossibile in possibile”, pag. 82
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A Napoli una giornata di preghiera condivisa
L’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai ha partecipato, nel quartiere Ponticelli, alla Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato
Il 1° settembre 2026, nella Parrocchia San Francesco e Santa Chiara, nel quartiere di Ponticelli nella periferia est di Napoli si è celebrata la Giornata mondiale di preghiera per la cura del Creato.
L’iniziativa, dal titolo «Acqua Viva – Immersione in acqua viva», si è ispirata è stata ispirata dalla visione del profeta Ezechiele: un’acqua che sgorga dal tempio, attraversa la terra e restituisce vita, fecondità e speranza.
Tra i partecipanti anche l’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.
https://www.sgi-italia.org/press-e-media/giornata-preghiera-cura-creato-napoli/
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Il ruolo sociale delle religioni è fungere da stimolo per sviluppare una personalità basata su principi umanistici che possano supportare una cultura della pace.
Daisaku Ikeda
“Verso un secolo di pace”, pag. 59
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Non esiste felicità per una persona dal cuore debole.
Non esiste felicità per una persona dal cuore impuro.
La felicità appartiene a chi possiede un cuore forte.
Daisaku Ikeda
“La mappa della felicità”, 5 Giugno
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Bisogna credere nel potere della gioventù.
Daisaku Ikeda
“Il nuovo rinascimento n. 952", pag. 28
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Il primo passo in qualsiasi sfida è fissare obiettivi chiari.
Se gli obiettivi sono vaghi, le persone avranno difficoltà a identificarsi con essi e a considerarli una sfida personale. Di conseguenza, non si impegneranno seriamente per realizzarli.
Daisaku Ikeda
“Trasformare l’impossibile in possibile”, pag. 7
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Se solo credete e pregate, riceverete senza dubbio benefici. Ma questa non è la pratica del bodhisattva. Non esiste un Budda egoista che cerca benefici per sé e non si sforza di aiutare gli altri. A meno che non svolgiamo la pratica del bodhisattva, non possiamo diventare Budda.
Tsunesaburo Makiguchi
“La saggezza del Sutra del Loto Vol. 1", pag. 96
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Anonime persone comuni che si aiutano: non c'è niente di più meraviglioso.
Daisaku Ikeda
“Trasformare l’impossibile in possibile”, pag. 22
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La vera unità non si raggiunge con il sacrificio di sé, sopprimendo la nostra individualità, ma con l'espandersi del nostro stato interiore, rompendo il guscio del nostro piccolo io.
Daisaku Ikeda
“Trasformare l’impossibile in possibile”, pag. 20
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Rivoluzione umana significa incontrare le persone.Kosen rufu è parlare con le persone e quest'azione incarna coraggio, saggezza e compassione.
Daisaku Ikeda
“Trasformare l’impossibile in possibile”, pag. 46
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Il 24 agosto 1947 Daisaku Ikeda entrò a far parte della Soka Gakkai. Erano passati dieci giorni dal suo primo incontro con Josei Toda. Il 24 agosto segna quindi una data importante: il momento in cui il giovane Ikeda decise di iniziare il viaggio di maestro e discepolo e di abbracciare la missione di kosen-rufu.
In seguito, nel 1976, Daisaku Ikeda decise di far coincidere questo giorno con il giorno del Gruppo uomini, a sottolineare la missione cruciale di questo Gruppo.
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Il Buddismo insegna che la profonda determinazione di una sola persona può influenzare l'intero universo.
Daisaku Ikeda
“La nuova rivoluzione umana Vol. 4", pag. 257
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Invece di una sola persona che avanza di cento passi, è molto meglio che cento persone facciano un passo avanti.
Daisaku Ikeda
“Trasformare l’impossibile in possibile”, pag. 8
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Devi alzarti grazie alla fede. Devi vivere con forza. Allora vedrai emergere una soluzione proprio là dove meno te lo saresti aspettato. Occorre che tu reciti Daimoku senza esitare fino a che il risultato non appare davanti a te. Con la fede possiamo trasformare al meglio ogni situazione, proprio come un veleno si trasforma in una medicina portentosa.
Daisaku Ikeda
“La rivoluzione umana Vol. 3", pag. 137
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La lode è una componente fondamentale dell'incoraggiamento.
Daisaku Ikeda
“La nuova rivoluzione umana Vol. 25", pag. 11
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Nessuno deve essere lasciato indietro nel lungo viaggio per kosen rufu, dobbiamo scalare insieme la vetta della vittoria.
Anche per questo è di vitale importanza incoraggiare chi sta affrontando le lotte più dolorose, chi abita in zone dove la situazione è più difficile.
Daisaku Ikeda
“Trasformare l’impossibile in possibile”, pag. 19
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Il 14 agosto ricorrono 79 anni da quando Daisaku Ikeda ha partecipato al suo primo zadankai e ha incontrato il suo maestro Josei Toda.
Nel bellissimo poema dedicato al suo Maestro Ikeda scrive:
«Il 14 agosto 1947 segna il nostro incontro come maestro e discepolo in questa esistenza. Quel giorno, in quel momento, i nostri cuori dal remoto passato si ricongiunsero con forza e la ruota della Legge Soka fu rimessa in moto, mentre fluiva un canto di impegno condiviso. … Il maestro aveva a cuore il suo discepolo; il discepolo nel cuore aveva il suo maestro. La nostra fu una nobile rappresentazione di quel che è davvero la relazione tra maestro e discepolo» (NR, 609, 9).
