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☀️ Buona domenica!
Torna un nuovo video della rubrica “DSA NELLA VITA REALE” 🎥
Se riuscite a ritagliarvi poco più di 7 minuti, vi consiglio di guardarlo fino alla fine. È un video che considero particolarmente importante per comprendere come affrontare in modo concreto le difficoltà di studio nei DSA 😇
📚 Dispensa 👉 Compensa 👉 Potenzia
Tre parole che sentiamo spesso, ma che vengono ancora fraintese.
In questo video vi spiego:
✅ cosa significano davvero
✅ quando utilizzarle
✅ come applicarle nella pratica
✅ perché rappresentano la base per affrontare gran parte delle difficoltà legate allo studio
🎯 Un approccio che può aiutare famiglie, insegnanti, tutor e professionisti a orientarsi meglio tra strumenti compensativi, misure dispensative e potenziamento.
💾 Salvate il video per riguardarlo quando ne avrete bisogno.
📲 Se lo ritenete utile, condividetelo: potrebbe essere d’aiuto anche ad altre persone.
❤️ Buona visione.
🎥 https://youtu.be/pEyT0yknBo0?is=lSdfFzOonbLGTpik
Ps. Iscrivetevi al canale YouTube, per voi è gratis ma a noi ci aiutate a crescere.😇
Disturbo della Comprensione del Testo: Come
Riconoscerlo e Intervenire
https://youtu.be/e9QEqjWBPh4
Esami di Stato e Dislessia: Tre Difficoltà Reali e Come Affrontarle
NOTA: il video fa parte della rubrica “ I DSA NELLA VITA REALE”, in cui ho deciso che per alcuni argomenti indosserò una maglia dedicata. Saranno argomenti sempre più diretti, e alle volte spinosi.
Il tutto per parlarne insieme senza apparenze.😇
https://youtu.be/3NRKZC2Ph8c?feature=shared
Di solito vi accompagno con un link. Stavolta vi lascio qualcosa di più. Un video da tenere con voi. Da salvare. Da riguardare. Da condividere. Perché alcune cose meritano di restare a portata di mano, sempre. A voi 😇
Avete già visto il video
“Alunni con DSA: quando la bocciatura è legittima e quando no” ?
Se te lo siete persi, potete seguirlo qui 😇⤵️
https://youtube.com/shorts/lOv9Kt6ambQ?is=gR8BBVmbySFqv-7G
📢 Ho appena pubblicato un nuovo video e credo che possa interessare molti genitori, insegnanti e professionisti.
Uno studente con DSA può essere bocciato?
La risposta è sì?
La risposta è no?
Dipende?
Quando una bocciatura è legittima?
Quando invece potrebbe essere discutibile?
Basta avere una diagnosi per essere automaticamente promossi?
E cosa dicono davvero la normativa e le Linee Guida?
🎥 Prima di commentare, vi invito a guardare il video fino alla fine. Molte delle risposte che leggo ogni anno sui social nascono proprio dal fatto che ci si ferma al titolo.
📘 Il video è già online sulla mia pagina Facebook Gianluca Lo Presti e sul mio profilo Instagram @dr.gianluca.lopresti
Vi aspetto nei commenti con il vostro punto di vista, le vostre esperienze e le vostre domande. 😊
Trovi questi molti altri video su YouTube: https://youtube.com/@gianlucalopresti
Iscriviti, ci vediamo lì😇
Parliamo di diagnosi di DSA e sfatiamo un mito: avere due o più prove al di sotto del quinto percentile o delle due deviazioni standard non garantisce automaticamente una diagnosi di disturbo specifico dell'apprendimento. Analizziamo insieme i motivi statistici, clinici e funzionali per cui i test sono importanti ma non sufficienti da soli, e come la diagnosi deve considerare la storia clinica, il funzionamento quotidiano e l'osservazione diretta del bambino.
https://youtu.be/U-xmUvIb0V4?feature=sharedy
Parliamo di diagnosi di DSA e sfatiamo un mito: avere due o più prove al di sotto del quinto percentile o delle due deviazioni standard non garantisce automaticamente una diagnosi di disturbo specifico dell'apprendimento. Analizziamo insieme i motivi statistici, clinici e funzionali per cui i test sono importanti ma non sufficienti da soli, e come la diagnosi deve considerare la storia clinica, il funzionamento quotidiano e l'osservazione diretta del bambino.
https://youtu.be/U-xmUvIb0V4?feature=shared
“Mio figlio deve fare i test” e poi 1000 dubbi e domande sul perché la diagnosi non sia collimante con la realtà e del perché il bambino non migliora. Qui un approfondimento, solo se volete leggere qualcosa di tecnico:
https://open.substack.com/pub/gianlucalopresti/p/siamo-proprio-cosi-sicuri-che-la?r=74raoy&utm_medium=ios
(Potete iscrivervi a Substack in modo gratuito)
Per molti è solo un 6.
Per un bambino dislessico può essere il risultato di due ore di lavoro, errori corretti, parole rincorse e fatica che nessuno ha contato.
Ho raccontato il suo pomeriggio in un video di pochi minuti.
🎥 Lo trovi qui:
https://youtu.be/xsSNIVfQepo?si=2Yvw1lf0hpQ2sjJ1
Analizziamo insieme il significato preciso dei codici diagnostici F81 utilizzati nelle diagnosi di Disturbi Specifici dell'Apprendimento. Vediamo come i codici F81.0 (dislessia), F81.1 (disortografia), F81.2 (discalculia), F81.3 (disturbi misti), F81.8 (disgrafia) e F81.9 rappresentano la vera diagnosi clinica secondo l'ICD-Scopriamo perché il codice diagnostico è importante ma non sufficiente, e come il profilo funzionale dello studente sia davvero ciò che conta per un intervento educativo efficace.
https://youtu.be/yPwpwXUiC7U?feature=shared
Parliamo di mappe concettuali per studenti con DSA a norma di legge. Vediamo chi ha il compito di farle, chiarifichiamo che non esiste una doppia approvazione illecita ma solo una visione preventiva per migliorarle, e vi suggeriamo una strategia pratica basata sul buon senso: far preparare allo studente una mappa di prova, il docente la visiona e dà indicazioni concrete, poi si conta il numero di parole come riferimento medio per le prove successive. L'obiettivo è garantire il diritto alla mappa come strumento di accesso allo studio, non come riassunto.
https://youtu.be/l3yhJwiAfT4?is=rWLgit32zuAOtGqf
Parliamo di discalculia e disturbi specifici dell'apprendimento (DSA), chiarendo la differenza tra diagnosi primaria e difficoltà secondarie. Spieghiamo come la memoria di lavoro e i problemi di attenzione non sono diagnosi in sé, ma variabili cognitive secondarie rispetto al disturbo principale. Analizziamo inoltre i tre profili specifici della discalculia evolutiva: chi non riesce a fare i conti pur conoscendo le procedure, chi non comprende quale procedura utilizzare, e il profilo misto. Affrontiamo anche la questione della scarsa conoscenza dei DSA in alcuni contesti scolastici e professionali.
https://youtu.be/roUniN97ej4?is=OLiCe7vxYt_RaWSX
Ovvero: ogni 100 diagnosi, se ho 2,5 soggetti che non andrebbero diagnosticati, ne ho anche 2,5 che invece andrebbero diagnosticati ma non vengono diagnosticati.
Alla fine, quindi, non c’è “uno in più”. Anzi, considerando il punto quattro, ce ne sono molti che alla diagnosi non arrivano proprio.
Parte 2
Se proprio sei sicura o sicuro che la diagnosi che hai davanti sia sbagliata, il modo per dimostrarlo non è scriverlo nei commenti social, non è dirlo su Facebook, non è mandare un messaggino WhatsApp al genitore, e non è lamentarsi nel corridoio.
Di quello siamo capaci tutti [tranne i professionisti seri, che si astengono dal rilasciare commenti di questo tipo].
L’unico modo che hai per confutare una diagnosi è… scriverlo formalmente. Prendi quella diagnosi, scrivi i motivi scientifici per cui, secondo te, non rientra nei criteri diagnostici, e produci una relazione dettagliata.
Punto per punto.
Con data, nome, cognome e firma.
E ti assumi la responsabilità civile e penale di ciò che affermi, come facciamo noi clinici quando redigiamo ogni giorno una diagnosi.
Dopodiché quella relazione può essere presentata alla famiglia, può essere presentata all’Ufficio Scolastico Regionale, oppure può essere presentata all’Ordine di appartenenza del professionista.
Ovviamente, come detto prima, assumendoti la responsabilità delle tue affermazioni.
Ma visto che molti sono così certi che queste diagnosi siano errate, sono sicuro che NON avranno problemi a scrivere formalmente quanto dicono.
In sintesi
I dati scolastici non misurano tutti i DSA: misurano solo le diagnosi presentate a scuola. Chi confonde le due cose parte già male.
Dire “sono aumentati del 400%” fa titolo, ma non fa scienza: se prima una diagnosi non aveva un riconoscimento normativo, è ovvio che dopo una legge i numeri emergano.
Dieci PDP in classe non significano dieci DSA: senza leggere le diagnosi, parlare di numeri è solo chiacchiera da corridoio.
Prima di gridare all’eccesso di diagnosi, bisognerebbe guardare i casi mai segnalati, mai valutati e mai arrivati a un servizio specialistico.
Se una diagnosi è davvero sbagliata, si confuta con una relazione firmata, non con un commento su Facebook. Il resto è ignoranza a cascata.
Se questo contenuto ti è piaciuto ti invito a seguirci e a condividerlo sui social 🙂
NOTA: Possono commentare SOLO i "follower consolidati" perchè alle volte CHI commenta:
A) NON legge tutto l'articolo
B) Commenta SENZA fonti scientifiche o corrette
C) Commenta con 3 parole senza approfondimento
Potete però commentare su SUBSTACK cercando "Gianluca Lo Presti"
Semplicemente, dopo l’8 ottobre 2010, con la Legge 170, è stato possibile presentare le diagnosi a scuola e richiedere gli strumenti previsti.
Dunque è normale che, se prima in classe avevamo solamente una diagnosi presentata a scuola e adesso ne abbiamo cinque, l’aumento sia del 400%. Fa più effetto dirlo così, certo. Ma non c’è nessun complottismo.
Anzi, abbiamo già visto che quel dato può essere persino sottostimato.
3. Occhio alle diagnosi (im)precise
Ogni tanto c’è qualcuno che dice: “Ma in classe ci sono ormai 10 PDP su 20 alunni”, oppure: “Ci sono 10 diagnosi su 20 alunni”.
Allora io chiedo: “Quanti di questi hanno una diagnosi F81?”
E scoprirete che con F81 sono SOLO una parte, non tutti.
Questo vuol dire che, per quanto riguarda i PDP, a volte vengono redatti sulla base di altre diagnosi o su scelta della scuola (BES). Quindi rappresentano qualcosa in più rispetto ai DSA.
La frase “ci sono 10 PDP” riferita ai DSA, in modo generico, è ignoranza pura.
Poi è normalissimo che, aumentando la sensibilizzazione, aumentando le competenze e aumentando la possibilità di accedere ai servizi specialistici, come accaduto con le leggi di cui parlavamo prima, aumentino anche le diagnosi di ADHD, disturbi di linguaggio, disturbi del comportamento, disturbi emotivi, disturbi internalizzanti, disturbi esternalizzanti eccetera.
Questo vuol dire che abbiamo tutti dei disturbi?
No. Vuol dire che il problema era prima, quando in una classe di 20 alunni sembrava che tutti funzionassero in modo perfetto. Oggi, invece, sappiamo che diversi alunni possono avere problematiche di funzionamento dello sviluppo, sulle quali finalmente possiamo intervenire.
Basta guardarsi intorno e riflettere: come sarebbe il mondo oggi se tante persone che vediamo con palesi difficoltà relazionali, lavorative, emotive o di apprendimento fossero state aiutate prima?
Diagnosi non vuol dire: “Sei malato, sei disturbato, vattene via, non potrai fare nulla nella vita”.
Diagnosi vuol dire: “Abbiamo individuato un funzionamento con difficoltà. Interveniamo affinché tu possa vivere meglio, nonostante la diagnosi”.
4. I dati che abbassano il numero reale degli studenti DSA
Tutti dicono che sono troppi per essere veri. Eppure quasi nessuno considera due dati oggettivi che abbassano il numero dei bambini con diagnosi di DSA.
a) I casi non segnalati
Ci sono casi non segnalati per nulla. Bambini e ragazzi che avrebbero bisogno di una valutazione, ma che non vengono mai inviati ad approfondimento.
Nel mio lavoro ne vedo molti. Genitori che vogliono approfondire, bambini che arrivano tardi alla diagnosi, situazioni che per anni sono state lette come svogliatezza, disattenzione, pigrizia o scarso impegno.
Ma non tutti i genitori approfondiscono.
b) I casi segnalati, ma mai valutati
Poi ci sono i casi segnalati dalla scuola, nei quali i docenti giustamente invitano la famiglia ad approfondire, ma i genitori non procedono con nessun tipo di valutazione specialistica.
Quindi, visto che abbiamo anche tutti questi casi, siamo proprio sicuri che ci sia un eccesso di diagnosi?
Oppure il problema è che stiamo guardando solo la parte visibile del fenomeno, ignorando tutto ciò che resta sommerso?
5. Le diagnosi errate
Qui andiamo nel tecnico, soprattutto nella seconda parte di questa risposta.
Parte 1
Per prima cosa, nessun complottismo. È ovvio e risaputo che esistono diagnosi errate. Possono arrivare fino a un massimo del 5% delle diagnosi, e NON della popolazione.
Questi errori, però, non sono necessariamente errori sulla presenza o assenza del disturbo. Possono essere anche errori sul piano funzionale: la diagnosi di DSA c’è, ma magari è errato il modo in cui viene scritta, descritta o tradotta in indicazioni operative.
Questa cosa, collegata ai test, si chiama ESM “errore standard di misura”. Significa che sappiamo matematicamente che possono esserci degli errori.
Ma, rullo di tamburi, questi errori vanno in entrambe le direzioni: sia nella sovrastima sia nella sottostima. Dunque, a livello statistico, tendono ad annullarsi a vicenda.
𝟓 𝐦𝐨𝐭𝐢𝐯𝐢 𝐩𝐞𝐫 𝐜𝐮𝐢 𝐜𝐫𝐞𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐢 𝐃𝐒𝐀 𝐬𝐢𝐚𝐧𝐨 “𝐭𝐫𝐨𝐩𝐩𝐢” 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐠𝐫𝐚𝐧𝐝𝐞 𝐚𝐮𝐭𝐨𝐜𝐞𝐫𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐢𝐠𝐧𝐨𝐫𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐚, 𝐬𝐜𝐢𝐞𝐧𝐭𝐢𝐟𝐢𝐜𝐚 𝐞 𝐜𝐮𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞
1. Altre che: "troppi DSA", ecco i dati sommersi della “dislessia”
Per prima cosa dobbiamo chiarire un punto: quando leggiamo sui giornali certi “articoletti”, purtroppo spesso i giornalisti non sanno nemmeno citare bene le fonti. E quando le fonti vengono citate male, generano ignoranza a cascata.
Prendiamo il dato dell’Ufficio Statistica del MIUR 2024: il dato più alto è rappresentato dall’8,3% in Liguria. E questo, come tutti gli altri casi, non rappresenta il numero totale di studenti DSA, ma il numero di diagnosi presentate a scuola.
Che sono DUE COSE COMPLETAMENET DIVERSE.
Questo vuol dire che ci sono dati sommersi da analizzare, come vedremo nei punti successivi. Ma ricordate questo aspetto: quei dati che leggete sono solamente le diagnosi presentate a scuola, non tutti gli studenti DSA.
In realtà, studi di metanalisi, ovvero studi che mettono insieme più ricerche, e studi epidemiologici molto robusti, come Katusic et al. 2001, condotto su una coorte di nascita di Rochester, Minnesota, con 5.718 bambini nati tra il 1976 e il 1982, mostrano che, a seconda della formula usata, l’incidenza cumulativa del disturbo di lettura variava dal 5,3% all’11,8%.
Qui troviamo studi che mostrano percentuali superiori al 10% riferite solo alla dislessia. Le altre cose questi studi dimostrano anche che NON ci siamo INVENTATI NULLA e che la DISLESSIA ESISTE da MOLTO tempo. Ma il suo mancato riconoscimento e aiuto scolastico ha portato alle leggi che abbiamo oggi.
OSSERVATE L'IMMAGINE: ci si riferisce SOLO alla dislessia.
E noi ci scandalizziamo quando troviamo tutti e 4 i DSA all’8% quando la SOLA dislessia potrebbe superare l’8%?
La verità è che esiste un grande numero di soggetti dislessici e DSA sommersi, mai diagnosticati.
Dunque, la letteratura epidemiologica internazionale mostra che la prevalenza della dislessia varia molto in base ai criteri utilizzati. Le stime più prudenti si collocano spesso tra il 3% e l’8%, ma diversi studi internazionali, dal 1971 a oggi, hanno riportato percentuali superiori al 10%, arrivando in alcuni casi al 15–20%.
In conclusione, oggi ci scandalizziamo perché abbiamo una media del 7 o 9% di diagnosi di DSA presentate a scuola, ma ci dimentichiamo che queste fanno riferimento a tutti e quattro i DSA. Mentre, in letteratura, solo la dislessia può arrivare anche all’8%, e in alcuni studi anche oltre.
Dunque è IMPLICITO che, facendo un calcolo di ESEMPIO, se abbiamo: dislessia 8%, disortografia 8%, disgrafia 8%, discalculia 8% quanto fa per classe? Sempre MENO rispetto a quello che abbiamo oggi. Premettendo che sono solo numeri ipotetici, ma non troppo (ne riparleremo..).
La verità è che il fenomeno dei non diagnosticati è davvero immenso, e negli anni andrà affrontato con maggiore sensibilizzazione.
2. “Esplosione del 400%”: semplicemente prima 1, ora 5
A volte sui giornali si leggono titoli acchiappaclick, perfetti per generare ignoranza a cascata.
Se prima veniva presentata a scuola solamente una diagnosi e adesso ne vengono presentate cinque, è ovvio che l’aumento in termini percentuali sia del 400%.
Ma: a) è più acchiappaclick dirlo così.
b) questo avviene perché oggi esiste una legge.
Facciamo un esempio.
Prima del 1996 quante erano le denunce per violenza sessuale? Te lo dico io: zero, perché il reato, così come lo intendiamo oggi, non esisteva nel codice penale. Ma possiamo dire che prima del 1996 non ci fossero violenze sessuali?
Oppure possiamo dire: “E adesso tutte queste donne che denunciano violenze sessuali? Non è possibile, sono troppe per essere vere!”?
Stessa cosa per il reato di stalking, che prima del 2009 non esisteva. Vogliamo asserire che prima del 2009 le donne vittime di stalking non esistessero? Oppure che adesso le denunce siano troppe?
Molti genitori se lo chiedono. Alcuni lo chiedono con preoccupazione. Altri quasi con senso di colpa: “Se fa meno compiti, resterà indietro?”. La risposta è semplice: no. Se la riduzione è pensata bene, tuo figlio con diagnosi di DSA non resta indietro. Al contrario, può finalmente studiare meglio.
Per gli studenti con Disturbi Specifici di Apprendimento, la riduzione del carico di lavoro non è un favore, non è uno sconto, non è una scorciatoia. È una misura didattica prevista dalla normativa scolastica sui DSA e, soprattutto, è una scelta educativa sensata.
Ne parlo qui, dove vengono indicate le norme di legge ⤵️
https://gianlucalopresti.net/2026/05/27/10-motivi-per-cui-tuo-figlio-con-diagnosi-di-dsa-deve-fare-meno-compiti-per-casa/
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