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Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets
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📊 Earnings | ASML supera le attese nel Q1 2026 con ricavi a €8,8 mld e utile netto a €2,8 mld, alza la guidance 2026 a €36–40 mld da €34–39 mld e segnala che i clienti stanno accelerando i piani di espansione della capacità per il 2026 e oltre grazie alla domanda AI. Resta però un punto di attenzione sul ritmo di consegne EUV per il 2027 e sul peso delle restrizioni export verso la Cina.
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ABOUT MARKETS TODAY 🥷
Rassegna giornaliera a cura di About Markets.
Dentro i mercati, oltre i titoli.
15 aprile 2026
–– Chiusura mercati ––
USA: S&P 500 +1,17% (6.967), Nasdaq 100 +1,81% (25.842), Dow Jones +0,66% (48.536), Russell 2000 +1,29% (2.705)
Europa: EuroStoxx 50 +1,32% (5.983), FTSEMIB +1,36% (48.176), DAX +1,23% (24.034)
–– Best/Worst settori S&P 500 ––
Top 3: Communication Services +3,18%, Consumer Discretionary +2,54%, Technology +1,66%
Bottom 3: Energy −2,16%, Materials −0,33%, Consumer Staples −0,23%
–– Market Snapshot – aggiornamento in tempo reale ––
USA/EU: S&P 500 +0,05%, Nasdaq 100 +0,05%, EuroStoxx 50 −0,35%
ASIA: Hang Seng +0,50%, Nikkei 225 +0,83%
COM: Oro −0,28%, Silver +0,35%, Brent +0,71%
–– Driver principali & Reazioni dei mercati ––
Seduta chiaramente risk-on: l’ottimismo sui nuovi colloqui USA-Iran ha spinto le azioni al rialzo, il petrolio in forte calo, i Treasury in recupero e il dollaro in indebolimento. Il mercato sta prezzando una de-escalation più credibile dopo le indiscrezioni su un secondo round di negoziati in Pakistan e sulla possibilità che Teheran sospenda temporaneamente alcune spedizioni per non far saltare il tavolo diplomatico.
La reazione è stata netta: tech, consumer e communication guidano; energia resta fanalino di coda. Intanto però Hormuz non è tornato normale: il blocco USA resta operativo e i flussi restano parziali e autorizzati. Quindi il rischio geopolitico si è ridotto, ma non è sparito.
–– Macroeconomic Data ––
• PPI USA marzo: +0,5% m/m vs +1,1% atteso; core +0,1%
• Dato più morbido del previsto, ma letto come parzialmente datato perché non incorpora pienamente lo shock energia
• Goolsbee (Fed): senza disinflazione vera, i tagli restano difficili; attenzione se la benzina resta alta troppo a lungo
–– Specifiche azioni ––
• JPMorgan: batte su EPS e ricavi, ma delude sul NII annuale
• Wells Fargo: ricavi, NII e NIM sotto le attese
• Citigroup: risultati sopra le stime
• Johnson & Johnson: numeri solidi e dividend hike
• Microsoft: alza i prezzi Surface per shortage di memoria
• Anthropic: atteso il nuovo Claude Opus 4.7 questa settimana
–– Prossimi eventi da monitorare ––
• USA: export/import prices, Beige Book Fed
• Europa: produzione industriale Eurozona
• Banche: Morgan Stanley, Bank of America
• Tech/Europa: ASML, Hermes
–– Focus del giorno ––
Missione compiuta?
Il messaggio della seduta è semplice: il mercato ha già quasi archiviato la guerra. L’S&P 500 ha recuperato le perdite legate all’Iran, il Nasdaq continua a guidare, e insieme alle azioni sono saliti anche bond, Bitcoin e metalli preziosi. È un mix che racconta soprattutto una cosa: forte rientro della paura e ritorno di flussi su tutto ciò che era rimasto indietro.
Il motore del rally è stato il petrolio. Ogni notizia su nuovi colloqui USA-Iran ha spinto il greggio in basso e ha rimesso in moto il classico schema risk-on: rendimenti giù, dollaro debole, multipli in rialzo. Ma qui sta il punto: l’equity sta prezzando una normalizzazione quasi completa, mentre il petrolio e il mercato fisico continuano a dire che la crisi energetica non è davvero chiusa.
Più che “missione compiuta”, siamo in una fase di sollievo molto potente. Può durare ancora, ma sta correndo più veloce dei fondamentali.
~About Markets
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⚠️ BREAKING | Il PPI USA di marzo esce sotto le attese: +0,5% m/m contro +1,1% stimato, con core PPI a +0,1% m/m contro +0,4%. Segnale di pressioni a monte meno forti del previsto nonostante il rincaro energetico legato al conflitto con l’Iran.
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Before the bell
🔹Mercati in leggero recupero
I future USA sono positivi (S&P 500 +0,2%, Nasdaq +0,4%) perché si torna a parlare di possibili colloqui tra USA e Iran → meno paura di escalation = sollievo per i mercati.
🔹Parte la vera prova: la earning season
Oggi iniziano le trimestrali delle grandi banche come JPMorgan Chase e Citigroup → saranno fondamentali per capire se l’economia regge davvero o se il mercato è troppo ottimista.
🔹Geopolitica ancora centrale (ma sotto controllo… per ora)
Una petroliera legata alla Cina sta passando dallo Stretto di Hormuz → test reale del blocco USA. Intanto Xi Jinping entra nel tema dicendo che l’ordine globale è “in crisi”.
🔹Inflazione ed energia: il vero rischio nascosto
La Fed dice che l’impatto energetico non ha ancora colpito le aspettative, ma avverte: se il petrolio resta alto troppo a lungo → peggiorano fiducia e consumi.
🔹Sentiment degli investitori: pessimismo = opportunità?
I fund manager sono molto negativi (timori su crescita e inflazione), ma storicamente questo è spesso un segnale contrarian positivo → se il petrolio resta sotto controllo, il mercato può salire.
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⚠️ BREAKING | USA–Iran: i team negoziali torneranno a Islamabad questa settimana per riprendere i colloqui di pace, secondo quattro fonti.
Riapertura del canale diplomatico dopo lo stallo sullo Stretto di Hormuz: i mercati potrebbero leggerlo come primo segnale di de-escalation nel breve, con impatto diretto su petrolio e asset risk.
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ABOUT MARKETS TODAY 🥷
Rassegna giornaliera a cura di About Markets.
Dentro i mercati, oltre i titoli.
14 aprile 2026
–– Chiusura mercati ––
USA: S&P 500 +1,03% (6.887), Nasdaq 100 +1,07% (25.284), Dow Jones +0,63% (48.219), Russell 2000 +1,43% (2.668)
Europa: EuroStoxx 50 −0,35% (5.906), FTSEMIB −0,17% (47.527), DAX −0,23% (23.749)
–– Best/Worst settori S&P 500 ––
Top 3: Financials +1,73%, Technology +1,72%, Consumer Discretionary +0,85%
Bottom 3: Utilities −1,19%, Consumer Staples −1,04%, Materials +0,22%
–– Takeaway veloci ––
• Geopolitica meno estrema: si torna a parlare di negoziati
• Petrolio volatile ma non fuori controllo
• Tassi in calo su speranze di accordo
• Dollaro debole guidato dal sentiment
• Earnings season al via
–– Driver principali & Reazioni dei mercati ––
Apertura in risk-off dopo il fallimento dei colloqui USA–Iran, ma rapido recupero intraday. Il mercato si è focalizzato su un punto chiave: i negoziati non sono finiti.
Movimento tipico da headline: petrolio giù dai massimi, equity in recupero, tassi in discesa. La lettura resta che il mercato sta prezzando una probabilità crescente di accordo, non un’escalation definitiva.
–– Macroeconomic Data ––
• Vendite case esistenti USA: −3,6% m/m (sotto attese)
• Prezzo mediano: +1,4% a/a → nuovo massimo
Consumer più debole, ma housing ancora rigido lato offerta.
–– Specifiche azioni ––
• Goldman Sachs: delude sul trading FICC
• ON Semiconductor: upgrade a Buy
• SanDisk: entra nel Nasdaq 100
–– Prossimi eventi da monitorare ––
• USA: PPI, earnings banche
• Cina: PIL Q1
–– Focus del giorno ––
“Dal de-risk al ri-risk”: Hormuz e Earning Season
Partiamo da Hormuz. Quando si parla di “leva negoziale”, il punto è molto semplice: gli Stati Uniti non stanno cercando di bloccare completamente il traffico globale, ma di colpire selettivamente l’Iran per costringerlo a negoziare.
Il blocco navale, infatti, non chiude lo stretto a tutti, ma rende più difficile e rischioso il commercio legato a Teheran. Questo crea pressione economica diretta sull’Iran senza interrompere totalmente i flussi globali di petrolio. In pratica è un modo per dire: “possiamo peggiorare la situazione se non troviamo un accordo”.
Questo tipo di strategia è molto diverso da una vera escalation militare: è più controllata, più reversibile, e soprattutto pensata per portare l’altra parte al tavolo. Ed è esattamente per questo che i mercati, pur restando nervosi, non stanno prezzando uno scenario estremo.
Ma da qui in avanti il focus si sposta. Siamo ufficialmente entrati nella earning season, e questa volta è probabilmente una delle più importanti degli ultimi anni. Non basta più “battere le stime”: il mercato vuole capire se i numeri reggono davvero questo contesto.
Ci sono sei temi chiave che guideranno tutta la stagione:
1️⃣Il primo è la guidance: le aspettative sono alte (EPS attesi +12-13%), ma il mercato vuole capire se sono realistiche o troppo ottimistiche.
2️⃣Il secondo è l’AI capex: dopo oltre 650 miliardi di investimenti, la domanda è semplice—chi sta trasformando questa spesa in profitti veri e chi no.
3️⃣Il terzo è lo shock petrolifero: energia sopra i 100$ significa pressione su margini e inflazione, e quindi test reale sul pricing power delle aziende.
4️⃣Il quarto è il consumatore americano: meno spesa impulsiva, più selettività. Questo cambia completamente il mix di ricavi per molte aziende.
5️⃣Il quinto sono le banche, che come sempre danno la fotografia più reale dell’economia—credito, domanda e qualità degli attivi.
6️⃣Il sesto è il private credit, probabilmente il rischio più sottovalutato oggi: rifinanziamenti più costosi e potenziali problemi di liquidità.
Il punto è che questa earning season non è solo una stagione di numeri. È un test completo su margini, domanda e sostenibilità del ciclo.
Ed è qui che il mercato farà davvero selezione.
~ About Markets
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⚠️ BREAKING | Secondo indiscrezioni riportate dal NY Post, funzionari iraniani starebbero valutando l’abbandono dell’arricchimento dell’uranio come condizione richiesta dagli Stati Uniti per porre fine al conflitto.
È un punto chiave: Washington ha sempre chiesto “zero enrichment” come linea rossa nei negoziati , mentre Teheran ha storicamente considerato questo diritto non negoziabile, motivo principale dello stallo dei colloqui.
Se confermato, sarebbe un cambio di postura enorme: finora l’Iran ha rifiutato esplicitamente di rinunciare al programma nucleare anche durante i negoziati più recenti .
Possibile de-escalation strutturale, ma scenario ancora altamente incerto—serve conferma ufficiale e soprattutto capire in cambio di cosa (sanzioni, Hormuz, sicurezza regionale).
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🔔INIZIA LA STAGIONE DELLE TRIMESTRALI AMERICANE🔔
Earnings | Goldman Sachs (GS)
Esito: 🔴
Market reaction: -4% (premarket)
EPS: $17.55
Ricavi: $17.23B (+14% a/a)
Equities trading: $5.33B vs $4.9B stima ✅
FICC trading: $4.01B vs $4.87B stima ❌
ROE: 19.8% vs 18.7% stima
Trimestre solido a livello complessivo, ma il vero driver (FICC) delude nettamente. Il mercato guarda lì, e penalizza il titolo nonostante il forte contributo dell’equity trading e advisory.
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⚠️ BREAKING | Gli Stati Uniti hanno precisato che il blocco navale sarà applicato nel Golfo di Oman e nel Mar Arabico a est dello Stretto di Hormuz, con validità per tutto il traffico marittimo indipendentemente dalla bandiera. Le navi che entreranno o usciranno dall’area senza autorizzazione potranno essere intercettate, deviate o sequestrate, mentre il transito neutrale attraverso Hormuz verso destinazioni non iraniane resterà formalmente consentito, pur con possibili ispezioni per verificare eventuale contrabbando.
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Operatività portafogli – riduzione tattica esposizione
Stiamo effettuando vendite parziali sulla strategia Best Brands e, in modo coerente, su tutti le linee che contengono la strategia, incluse le GPM multiasset azionarie flessibili.
L’intervento riguarda circa il 14% dell’esposizione complessiva (base 100%) della strategia.
Le riduzioni sono concentrate su titoli e settori che mostrano deterioramento relativo: compressione dei multipli non compensata da revisioni degli utili, perdita di momentum operativo, minore visibilità sui margini e rischio di delusioni in fase di guidance.
La scelta è puramente tattica: aumentiamo il buffer di liquidità in vista di una earning season che riteniamo complessa.
Arriviamo alla trimestrale con un posizionamento più leggero e selettivo, considerando diversi fattori di rischio:
1) contesto geopolitico ancora instabile
2) pressione da AI capex e costi di investimento
3) segnali misti sul consumer sentiment USA
4) fragilità latenti nel private credit
5) rischio guidance conservative da parte delle aziende
Questa quota verrà riallocata a earning season inoltrata, quando il quadro sarà più chiaro e potremo individuare con maggiore convinzione le opportunità strutturali su settori e singoli titoli.
Nei prossimi giorni pubblicheremo un report completo sulla trimestrale.
Ad oggi preferiamo arrivarci con profitto consolidato e rischio ridotto su tutti i profili: per riferimento, la strategia Best Brands Long Only mantiene una performance di circa +3% YTD, a fronte di indici ancora in flessione.
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⚠️ BREAKING | Apertura fortemente risk-off dopo il fallimento dei colloqui USA-Iran: Nasdaq 100 -1,25%, S&P 500 -1,10%, gold -0,35%, silver -3,47%, Brent +8,49%, WTI +8,27%, EUR/USD -0,48%. L’esercito USA ha annunciato che inizierà il blocco di Hormuz alle 10:00 ET di lunedì; i futures del gas europeo balzano del 17%.
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Trump afferma che gli Stati Uniti inizieranno il blocco delle navi da e per Hormuz
Post di Trump:
Ecco dunque la situazione: l'incontro è andato bene, la maggior parte dei punti sono stati concordati, ma l'unico punto che contava davvero, quello NUCLEARE, non lo è stato. Con effetto immediato, la Marina degli Stati Uniti, la migliore al mondo, inizierà il processo di BLOCCO di tutte le navi che tentano di entrare o uscire dallo Stretto di Hormuz. A un certo punto, arriveremo a una situazione in cui "A TUTTI SARÀ PERMESSO DI ENTRARE, A TUTTI SARÀ PERMESSO DI USCIRE", ma l'Iran non lo ha permesso limitandosi a dire: "Potrebbe esserci una mina da qualche parte là fuori", di cui nessuno è a conoscenza tranne loro. QUESTA È ESTORSIONE MONDIALE, e i leader dei Paesi, soprattutto degli Stati Uniti d'America, non si lasceranno mai estorcere. Ho anche dato istruzioni alla nostra Marina di individuare e intercettare ogni nave nelle acque internazionali che abbia pagato un pedaggio all'Iran. Nessuno che paghi un pedaggio illegale avrà la possibilità di navigare in sicurezza in alto mare. Inizieremo anche a distruggere le mine che gli iraniani hanno posizionato nello Stretto. Qualsiasi iraniano che spari contro di noi, o contro navi pacifiche, verrà FATTO A PEZZI! L'Iran sa, meglio di chiunque altro, come porre fine a questa situazione che ha già devastato il loro Paese. La loro Marina è distrutta, la loro Aeronautica è distrutta, la loro contraerea e i radar sono inutili, Khomeini e la maggior parte dei loro "leader" sono morti, tutto a causa delle loro ambizioni nucleari. Il blocco inizierà a breve. Altri Paesi saranno coinvolti in questo blocco. Non sarà permesso all'Iran di trarre profitto da questo atto illegale di estorsione. Vogliono soldi e, soprattutto, vogliono il nucleare. Inoltre, e al momento opportuno, siamo completamente "pronti al fuoco", e il nostro esercito finirà quel poco che resta dell'Iran! Presidente DONALD J. TRUMP
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Stati Uniti e Iran non raggiungono un accordo dopo i colloqui in Pakistan
▪️ I negoziati tra Washington e Teheran si sono chiusi senza intesa: secondo JD Vance, l’Iran non avrebbe accettato di impegnarsi formalmente a non sviluppare armi nucleari.
▪️ Dal lato iraniano, i media parlano di richieste statunitensi “eccessive”, ma il linguaggio usato da Teheran non chiude del tutto la porta a un nuovo round di colloqui.
▪️ Sul mercato, il mancato accordo riporta subito al centro il rischio geopolitico su petrolio e gas: il premio sul greggio potrebbe riallargarsi già in riapertura ai livelli pre cessate il fuoco.
Fonte Bloomberg.
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⚠️ BREAKING | Negoziati 🇺🇸🇮🇷 in stallo: secondo il Financial Times, i colloqui in Pakistan sul cessate il fuoco si sono arenati sul controllo dello Stretto di Hormuz. Nuovo round atteso tra stasera e domani.
Il nodo resta lo stesso: chi controlla Hormuz controlla energia, inflazione e, di fatto, il ritmo dei mercati globali.
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⚠️ BREAKING | Avviati ufficialmente i colloqui trilaterali tra USA, Iran e Pakistan a Islamabad: delegazioni già sul posto con Vance, Kushner e Witkoff per Washington e Araghchi-Ghalibaf per Teheran, con l’obiettivo di consolidare il cessate il fuoco, ma l’Iran ribadisce che negozierà solo dopo l’accettazione delle proprie precondizioni.
Seguiamo in tempo reale.
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🚨MESSAGGIO OPERATIVO - GAMMA CAPITAL MARKETS
Oggi abbiamo deciso di uscire dalla strategia Difesa & Aerospazio.
Le ragioni sono diverse, ma la principale è molto semplice: da inizio anno il guadagno è stato importante e riteniamo corretto portare a casa il risultato.
Nel frattempo, le valutazioni del basket si sono progressivamente allungate fino a circa 35 volte gli utili: per la nostra lettura, livelli ormai cari e tirati, che lasciano meno margine di errore.
A questo si aggiunge un altro punto: nelle prossime settimane vediamo il rischio di una volatilità più alta sul settore. Non solo per i potenziali colloqui tra Ucraina e Russia, che potrebbero temporaneamente raffreddare la narrativa più aggressiva sul comparto, ma anche per altri fattori:
- prese di profitto dopo una corsa molto forte;
- aspettative ormai elevate, difficili da sorprendere ancora al rialzo;
- possibile rotazione tattica verso settori rimasti più indietro;
- rischio di headline politiche o diplomatiche capaci di innescare movimenti bruschi nel breve;
- maggiore sensibilità dei titoli più “affollati” a qualsiasi delusione su ordini, tempi di esecuzione o margini.
Per questo abbiamo chiuso l’esposizione nei fondi azionari e nelle strategie GPM multiasset flessibili azionarie e dinamiche.
Si tratta di una scelta tattica, non strutturale. Il nostro lavoro è attivo e flessibile: oggi riteniamo più corretto monetizzare e abbassare il rischio su un tema che ha corso molto, ma non neghiamo affatto che domani, in presenza di valutazioni più interessanti o di un contesto diverso, si possa tornare nuovamente sul comparto.
Team Gestioni
Gamma Capital Markets
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⚠️ BREAKING | CPI USA di marzo misto ma con un dettaglio che pesa: headline +0,9% m/m e +3,3% a/a, in linea sopra mese ma sotto le attese annuali (+3,4% est.), mentre il core rallenta a +0,2% m/m e +2,6% a/a, entrambi sotto consensus (+0,3% e +2,7%).
Il punto chiave però è l’energia: l’indice energy balza del +10,9% m/m, massimo dal 2005, con il gas price index a +21,2%. Quindi il dato di fondo è migliore del previsto, ma lo shock energetico resta evidente e rischia di contaminare i prossimi mesi.
Prima reazione: Treasury a 2 anni leggermente giù, ma senza rally deciso. Il mercato legge il core come sollievo, ma non può ignorare che con un mercato del lavoro ancora solido e prezzi energia in forte salita la Fed difficilmente potrà sentirsi davvero tranquilla.
