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Maria Porta del Regno della Divina Volontà

Maria Porta del Regno della Divina Volontà

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Oggi puoi impegnarti a guardare un collega, un conoscente o un familiare verso il quale nutri da tempo diffidenza con un atteggiamento di reale apertura, ascoltando le sue ragioni senza filtri mentali o riserve interiori. Sforzati di esprimere un apprezzamento sincero per un lavoro ben fatto o per un gesto di attenzione che riceverai, rinunciando a quella sottile ironia che tende a sminuire l'operato degli altri. Dedica un momento della giornata a una verifica personale per comprendere se nelle tue decisioni organizzative recenti hai agito con imparzialità o se ti sei lasciato guidare da vecchi rancori, scegliendo di adoperare un linguaggio limpido e costruttivo per ricucire ogni eventuale distanza. IL SIGNORE TI BENEDICA.

Emi, [31/07/26, 16:31] A cura di Don Mario Proietti VENERDÌ 31 LUGLIO. S. IGNAZIO DI LOYOLA, SACERDOTE PREGHIERA O Signore Gesù, che sperimenti il rifiuto e l'incomprensione proprio tra la gente della tua patria, accogli la nostra preghiera al principio di questo giorno. Ti chiediamo la grazia di liberare il nostro sguardo da quella consuetudine opaca che ci impedisce di riconoscere la novità del tuo Spirito nelle persone che ci circondano. Quando l'irritazione dell'orgoglio ci spinge a etichettare i collaboratori o quando il paravento dell'abitudine ci rende sordi alle necessità dei familiari, donaci un cuore umile e aperto. Il tuo Spirito guarisca la nostra sordità interiore e quella sottile superbia che ci fa presumere di conoscere già tutto del prossimo, affinché sappiamo abitare i nostri compiti lavorativi e i doveri di coordinamento con autentica onestà intellettuale, camminando con linguaggio chiaro nella tua pace. Amen. Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13, 54-58) In quel tempo, Gesù venuto nella sua patria insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: “Da dove mai viene a costui questa sapienza e questi miracoli? Non è egli forse il figlio del carpentiere? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle non sono tutte fra noi? Da dove gli vengono dunque tutte queste cose?”. E si scandalizzavano per causa sua. Ma Gesù disse loro: “Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua”. E non fece molti miracoli a causa della loro incredulità. UNA RIFLESSIONE Il ritorno di Gesù a Nazaret svela il dramma del pregiudizio umano che si trasforma in ostacolo per la Grazia, analizzando con lucidità la cecità di chi pretende di racchiudere il mistero di Dio entro i confini delle proprie rassicuranti categorie mentali. Gli abitanti della sua patria riconoscono lo stupore per una sapienza straordinaria, eppure preferiscono rifugiarsi nella banalizzazione delle sue origini terrene, usando la conoscenza della sua famiglia come un alibi per non mettersi in discussione. Questo atteggiamento mette a nudo una forma diffusa di agnosticismo pratico, dove la vicinanza formale con le realtà sacre o con le persone buone diventa il pretesto per rifiutarne l'autorità morale e l'appello alla conversione. Lo scandalo dei concittadini scaturisce dall'incapacità di accettare che il divino si manifesti attraverso l'ordinarietà del figlio di un carpentiere. La pretesa di possedere la misura dell'altro blocca ogni miracolo, poiché l'incredulità spegne quella fiducia leale che è il terreno indispensabile per l'azione della Grazia. Questo spaccato evangelico mette in guardia dal mormorio sterile che spesso inquina i contesti lavorativi o comunitari, quando si tende a sminuire il valore di un collaboratore basandosi solo sui suoi trascorsi o su valutazioni superficiali, impedendo lo sviluppo di una collaborazione pulita ed efficace. La severa constatazione di Gesù sulla solitudine del profeta nella propria casa interpella la qualità del nostro comportamento in questo venerdì. Siamo chiamati a vigilare sulle nostre relazioni recenti, scardinando quei linguaggi ambigui e quelle risposte elusive che nascono dall'invidia o dal disprezzo strisciante. Abitare le mansioni odierne con rettitudine significa saper guardare con occhi nuovi chi condivide la nostra quotidianità, apprezzando con accuratezza ordinaria i talenti altrui senza la pretesa di controllarli, e lasciando che lo stupore per il bene compiuto prevalga sulla tentazione di giudicare le apparenze. UNA PROPOSTA La pagina evangelica odierna ci sprona a superare i condizionamenti del pregiudizio, purificando le nostre relazioni quotidiane.

# Preghiera del mattino # Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte. Ti offro le azioni della giornata: fa che siano tutte secondo la tua santa volontà e per la maggior tua gloria. Preserva dal peccato e da ogni male. La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari. Amen

# Preghiera del mattino # Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte. Ti offro le azioni della giornata: fa che siano tutte secondo la tua santa volontà e per la maggior tua gloria. Preserva dal peccato e da ogni male. La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari. Amen

La diretta del lunedì🤣🇮🇹😉😎

Puoi concretizzare questa pagina sforzandoti di vivere i tuoi impegni odierni con una dedizione silenziosa, curando con precisione anche i compiti più umili o meno gratificanti senza cercare l'approvazione altrui. Evita di alimentare polemiche o commenti sommessi nell'ambiente lavorativo di fronte a decisioni che non condividi, scegliendo piuttosto di offrire una collaborazione leale e un linguaggio pulito che favorisca la concordia ordinaria. Dedica un breve momento di verifica interiore per ripulire le tue intenzioni recenti dall'ansia di prestazione, compiendo un piccolo atto di vicinanza e di aiuto concreto verso una persona in difficoltà, agendo nella massima discrezione per essere lievito di pace. IL SIGNORE TI BENEDICA.

A cura di Don Mario Proietti LUNEDÌ 27 LUGLIO S. PANTALEONE, MARTIRE PREGHIERA O Signore Gesù, che nel silenzio dei piccoli segni e nella discrezione del lievito riveli la potenza trasformatrice del tuo Regno, accogli la nostra preghiera all'inizio di questa nuova settimana. Ti chiediamo di purificare la nostra mente da quella fretta esteriore e da quell'ansia di controllo che ci spingono a cercare il consenso immediato o i risultati visibili del nostro operare. Quando l'irritazione dell'orgoglio ci rende intolleranti verso le lentezze altrui o quando la complessità dei nostri compiti lavorativi ci induce a risposte ambigue, donaci la grazia della pazienza operosa. Il tuo Spirito fecondi la nostra ordinaria fedeltà, affinché sappiamo abitare i nostri doveri e le relazioni di questo giorno con umile fermezza, camminando con linguaggio chiaro nella tua pace. Amen. Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13, 31-35) In quel tempo, Gesù espose alla folla un'altra parabola: “Il regno dei cieli si può paragonare a un granellino di senapa, che un uomo prende e semina nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande degli altri legumi e diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli del cielo e si annidano fra i suoi rami”. Un'altra parabola disse loro: “Il regno dei cieli si può paragonare al lievito, che una donna ha preso e impastato con tre misure di farina perché tutta si fermenti”. Tutte queste cose Gesù disse alla folla in parabole e non parlava ad essa se non in parabole, perché si adempisse ciò che era stato detto dal profeta: “Aprirò la mia bocca in parabole, proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo”. UNA RIFLESSIONE Le parabole del granello di senape e del lievito analizzano con onestà intellettuale lo stile dell'agire divino nella storia, svelando come l'efficacia della Grazia non coincida con l'esibizione del potere umano o con l'efficienza burocratica delle nostre strutture. L'immagine del seme piccolissimo, destinato a diventare un arbusto robusto capace di offrire riparo, scardina la tentazione del pessimismo ordinario e quel paravento di comodo che ci fa sentire impotenti di fronte alle logiche del mondo. La crescita del Regno non dipende da strategie clamorose, ma custodisce una forza nativa che si sviluppa nel tempo attraverso la fedeltà silenziosa ai doveri quotidiani. L'azione della donna che impasta il lievito nella farina descrive una presenza che non si separa dalla realtà, ma si immerge completamente in essa per operare una trasformazione interiore. Questo dinamismo contrasta radicalmente con ogni forma di agnosticismo pratico, ricordando che la fede è chiamata a fermentare la pasta della vita vissuta, senza fuggire la complessità delle relazioni umane o delle mansioni lavorative. Il silenzio in cui il lievito opera mette a nudo l'inutilità del mormorio sterile e della ricerca di visibilità, richiamando il discepolo a una rettitudine profonda che preferisce la sostanza dei fatti all'apparenza formale delle circostanze. L'insegnamento di questo lunedì interpella direttamente la qualità del nostro comportamento sia negli impegni di coordinamento sia nei legami familiari. Siamo esortati a rifiutare i linguaggi ambigui dell'opportunismo immediato e le risposte elusive dettate dalla stanchezza, investendo nella trasparenza assoluta del nostro agire. Abitare il tempo presente con accuratezza ordinaria significa saper valorizzare i piccoli gesti gratuiti e l'ascolto leale verso ciascun collaboratore o conoscente, consapevoli che proprio nella fedeltà alle minime occasioni della nostra storia recente si nasconde il segreto di una fecondità duratura di fronte a Dio. UNA PROPOSTA La parola di oggi ci sprona a riscoprire il valore delle piccole cose e l'importanza di una presenza costruttiva negli ambienti di ogni giorno.