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LCDV - sessɜ e chiacchiere da BAN

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Occasione numero 2: mo io la butto lì, ma a occhio potremmo discutere di come la (video)sorveglianza non tutela mai le fasce più deboli di un sistema oppressivo. Mi sembra quasi un racconto pedagogico: il grande autista cattivo contro la passeggera ignara. Grazie alle riprese delle telecamere dentro i mezzi questi pezzenti hanno estratto le foto. Ora la questione qui è che se è l'autista che ha accesso alle riprese e può farne lo schifo che vuole, evidentemente c'è un abuso di potere che sorvola l'etica e la narrazione della sicurezza. Non accollatevi a dirmi "eh ma un conto è questo pezzo di merda ma se ti rubano il portafoglio come fai" perché quello che voglio dire è come la linea che separa chi è definibile colpevole da chi vittima è assolutamente sottile e pressocché invisibile fintanto che è sempre e solo questo tipo di vigilanza e di sguardo che detta le definizioni. Questa è una delle tante prove a riguardo. Non è solo il fatto che nessun è veramente al sicuro: è il fatto che siamo tutte vittime perché questo potere verrà sempre abusato. Evidentemente il problema è il potere e chi lo detiene. Io sarei anche un po' schifata e stanca di vedere queste vampe accendersi e poi spegnersi.

O due occasioni, o niente Occasione numero 1: invece di aspettare le notizie di chat scoperte in ambito x (la notizia di oggi è il gruppo chat dove gli autisti - non un maschile sovraesteso, un maschile circoscritto agli uomini eterocis - condividono foto delle passeggere, chiaramente senza il loro consenso né consapevolezza, commentando in maniera violenta e sessista) facciamo noi un elenco dei mestieri, come un gioco, e diamo per assodato che ci sia una chat di uomini impiegati in tale mestiere che commentano in maniera violenta e sessista foto di colleghe o altre impiegate, chiaramente senza il loro consenso né la loro consapevolezza. Dopodiché le andiamo a cercare. Non solo facciamo prima (tanto è certo che esistano queste chat, fintanto che tutti gli uomini siano in possesso di smartphone e connessione internet); invece di arrenderci e aspettare che si facciano indagini, denunce e caccia all'untore - salvo poi poi lasciare assopire tutto e aspettare la prossima sconvolgente mossa del patriarcato intoccabile, iniziamo a fare i conti (letteralmente) con quanto questa cosa sia radicalmente sistemica e soprattutto coinvolge tuo marito, tuo fratello, il tuo compagno di liceo, il tuo collega, l'amico del bar, il compagno di calcetto, tuo figlio, tuo cognato, tuo zio, l'altro tuo zio... insomma, un uomo direttamente vicino a te e coinvolto nella tua vita. Perché forse abbiamo una certa anestesia a parole come "sistemico", "ampio spettro", "fenomeno" e non stiamo più capendo che cosa significhino. Significa che ci riguarda. Da vicino. Significa che non è una notizia del quotidiano e che domani, tra un mese, tra due anni sparisce. Significa che siamo ancora qua. Con gli uomini cisetero che sistematicamente credono di poter disporre del corpo delle donne a loro piacimento. Dopo il gran baccano "mia moglie" potevamo sperare che ci fosse una smossa di coscienza (potevamo... potevate). E invece eccoci qua, a scoprire che anche gli autisti in un giorno casuale fanno foto e se le scambiano tra schifosi come figurine. Evidentemente qualcosa non sta funzionando nel modo in cui non solo riportiamo le notizie ma affrontiamo queste dinamiche. [continua]

Mi saltano alla mente alcune cose di questa faccenda di Gwyneth Paltrow che sponsorizza appartamenti di lusso genocidiari ed è solo giovedì quindi vi prometto che vi mollo prima del weekend ufficiale. Quando Paltrow se ne uscì con quelle candele al profumo della sua vagina la cosa fece scandalo, poi ci anestetizzò come tutte le notizie che cavalcano i social, poi riemerse perché la gente disse "ah la vagina di Paltrow sa di pino (o vattelapesca che era la fragranza) e quale vagina umana ha questa essenza" e per un po' si era accesa una discussione su come il corpo delle donne fosse demonizzato nelle sue più funzioni più basilari (se ti aspetti che la tua fessa sappia di rosa...). Ma tutto questo era nella cornice del rampante femminismo girlboss dell'internet privatizzato. Ho detto la parola "vagina" in una cosa commerciale, so empowering. Al di là delle parole buttate al vento quindi, quello che mi sconvolse non fu solo l'idea di questa candela, ma che andò soldout. La gente ha comprato in massa la candela alla fragranza di fessa di Gwyneth Paltrow. Sexmell sells, suppongo. Ora fidati di me in questo volo pindarico perché lo so che sembra che non c'entri una minchia parlare dell'ennesima trovata commerciale parassitica con il sponsorizzare appartamenti di lusso in territori occupati, ma io vorrei soffermarmi sul perché non c'è da stupirsi se è la stessa persona che, con la faccia tosta per fare la prima, converrà nel agire la seconda. It's liberal feminism baby. Ora io non lo so come la pensi tu, ma io ormai ho un profondo imbarazzo ad accostare queste due parole e i concetti che si portano appresso, "femminismo" e "liberale". Penso che uno escluda l'altro, ma lo capisco che non è così lineare. La causa è tutta qui. Una millionaria - quindi un soggetto completamente alienato non solo dalla vita, ma anche dalla realtà delle cose - è capace di vendere tanto un'idea colonizzata di corpo quanto una vera ed effettiva proprietà in un territorio colonizzato. Sono solo soldi per lei mentre brandizza un'idea di impoteramento. Quando nelle manifestazioni gridiamo "corpi liberi in terre libere", questo è quello di cui si parla e il motivo per cui tutte le lotte sono intrecciate. Possiamo non dimenticarcene, per favore?

Per il mese del Pride raccolgo sconsigli di lettura. Libri che non dovresti leggere per farti un'idea delle cose lgbtqia+. Ma soprattutto: sei una persona frocha e hai letto un libro che ti ha veramente, veramente, fatto cagare? Benissimo: sconsiglialo. Decidi tu quanto tempo e quante parole dedicare a questo sconsiglio. Oggi, come sempre, ma soprattutto da oggi: devi niente a nessuno, men che meno perché semplicemente boh, ci sei ed esisti. Che se la sbrighino gli altri le altre e lu altru, una buona volta. Happy pride month 🏳️‍⚧️🏳️‍🌈

Asterisco è una casa editrice che è nata nel 2019 con il desiderio e la necessità di fare militanza editoriale e culturale queer e transfemminista, e in questi anni abbiamo provato a farla cercando di navigare in quel mare caotico che è il mercato editoriale italiano, dove i pochi gruppi editoriali, Amazon e altre piattaforme online determinano i rapporti di forza in maniera sempre più evidente. L’editoria e le librerie indipendenti, la controcultura, le narrazioni autodeterminate dei gruppi marginalizzati sono presidi necessari per mantenere vive le storie di chi ha lottato e di chi lotta ogni giorno contro le violenze e le oppressioni. Lavoriamo in redazione tramite la partecipazione collettiva, cerchiamo di attraversare le contraddizioni in cui ci muoviamo inevitabilmente e raggiungiamo scelte condivise attraverso il consenso e non il voto; questa l’etica e gli strumenti che ci consentono di tenere viva la forza dirompente dell’asterisco, come margine in cui identificarsi, perché simbolicamente rimanda ad altro, ad una nota, ad una variante del canone, della norma. Questi ultimi anni sono stati particolarmanete pesanti economicamente, per l’incremento dei prezzi della carta e degli inchiostri, per l’incremento dei costi della logistica e per una (costante) precarietà delle vite delle singole persone in collettivo; abbiamo numerosi progetti in cantiere, su alcuni ci stiamo lavorando in queste settimane, ma la situazione del nostro conto bancario ci impone di fermarci un attimo e di chiedere sostegno a chi in questi anni non ha potuto fare a meno delle pubblicazioni di Asterisco e a chi ne sente ancora il bisogno. Se potete e volete vi chiediamo un supporto economico, dal 14 al 31 maggio potete donare attraverso il link di Produzioni dal Basso. Una donazione per rinforzare la base del progetto editoriale, aiutarci a coprire i debiti che abbiamo e proseguire con i nuovi progetti editoriali. ➡️ https://www.produzionidalbasso.com/project/sostieni-asterisco-edizioni-sostieni-l-editoria-queer/

Il tema della salute sessuale si amplia di anno in anno non solo grazie al lavoro costante di chi si fa portavoce dei diritti sessuali e riproduttivi; non solo per chi si adopera per una medicina transfemminista che intrecci la nozionistica scientifica con una prospettiva bio-psico-sociale; ma anche per chi, vivendo la realtà nella sua complessità, capisce che il rischio è parte della propria vita (anche sessuale) e che lo stigma non ha mai portato niente di buono. A 'sta gente se togli lo stigma, l'allarmismo, la paura, il terrore, la diffidenza, che gli rimane? A chi la fanno la lezione morale poi? E come fanno a sentirsi migliori? Vi voglio bene, fate lɜ bravɜ ma non troppo. ♥️

Avete ragione ame, è una copertina imbarazzante per una narrazione imbarazzante. Non fatevi distrarre troppo però: queste pen
Avete ragione ame, è una copertina imbarazzante per una narrazione imbarazzante. Non fatevi distrarre troppo però: queste penne del giornalismo fanno parte dello stesso club che scrive dei femminicidi pucciando il biscotto nella vittimizzazione secondaria e nella romanticizzazione dell'abusante. Non farsi distrarre quindi è importante perché distrarsi con questa indignazione, come da un'altra, è un modo per separarci in discussioni minute che non ci rafforzano mai, quando invece è importante allenare la visione di insieme, riconoscere i pattern e, possibilmente, distruggerli con una consapevolezza collettiva. [continua]

Ecco una lista dettagliata e precisa dei difetti nell'ultimo album di Liberato: - - - - - - - 🤡🤡🤡🤡🤡🤡🤡🤡🤡🤡🤡 📨 scrivimi: https://linktr.ee/edsex.geadibella 📥 qui la newsletter: https://open.substack.com/pub/edsexgeadibella sessualità e chiacchiere da BAN ° fate lɜ bravɜ ma non troppo 🗃️ archiviolcdv.blogspot.com

per il 17 maggio, giornata internazionale contro la queerfobia, questo vecchio post del 2022. Oggi aggiungerei: contro una società del coming-out che contempla una normatività alla quale devi dichiarare o meno l'aderenza; contro la visibilità degradante (vedi l'episodio "dibattitini" con Parigiani e quella cosa lì di arcifascica - comunque Andonia lo dice piùmmeglio); per una comunità che sappia riconoscere quando agisce discriminazioni pure intestine. Ma nel 2022 non avevo capito tante cose, però la strada era quella. Cia' 🏳️‍🌈🏳️‍⚧️

[...] Parlando di questo ddl ho fatto fare loro un giochino che li conducesse a differenziare, frase per frase, la differenza
[...] Parlando di questo ddl ho fatto fare loro un giochino che li conducesse a differenziare, frase per frase, la differenza tra consenso e dissenso - dopo aver offerto loro le definizioni. Come mi aspettavo, non è stato facile: nonostante le premesse, le definizioni, gli esempi didascalici, è successo ripetute volte che loro confondessero il consenso come l’espressione verbale positiva e il dissenso come quella negativa, e basta. Sono state due ore intense e vivacemente discusse. Alla fine abbiamo raggiunto una distinzione comune: ciò che differisce tra dissenso e consenso è la relazione che intercorre tra le persone coinvolte. [...]
leggi la tua edusessola di quartiere n°4: il permesso 🔄 n°3: senza padri 🔄 n°2: la bocca sporca 🔄 n°1: gli serve, lo capiranno 🔄 n°0: ♥️ 💰qui per supportare

Ciò che l'ESWA (European Sex Worker Alliance) ha da dire sulle proposte legistative per "regolamentare" la pornografia nell'UE. Tipo: 🤖 priorizzare soluzioni "smart" per problemi di natura non tecnologica. 🦠 la patologizzazione dell'uso della pornografia e la disinformazione. 😶 la cancellazione e la sottrazione di agency dellɜ performer. 🗯 il travisamento di quali siano i veri rischi nell'industria pornografica. ✂️ il rischio di minimizzare l'espressione sessuale e fraintendere il consenso. ✨ mancare il focus sui danni effettivi dei prodotti generati con l'IA.
What we need instead: ESWA’s position on pornography and online safety A safer, more responsible, and inclusive approach to pornography is possible and necessary. Such an approach would: - Decriminalise sex work and pornography; - Centre sex workers and porn performers in all policy discussions that affect them; - Invest in porn literacy and comprehensive sexuality education that is focused on consent, pleasure and autonomy; - Provide accessible tools for content control, including effective takedown mechanisms and protections against piracy and non-consensual distribution of imagery; - Ensure access to mental health and legal support for those experiencing abuse and exploitation; - Develop rights-based frameworks for addressing emerging technologies such as AI-generated content; - Focus on harm reduction, not moral regulation or censorship. A more nuanced, evidence-based approach to pornography will make the internet safer for everyone, without sacrificing the rights, dignity, and autonomy of those working within the industry.

Infine, abbiamo scritto questa guida perché inventarsi da solə una medicina fuori dal patriarcato è impensabile e, per questo, la condivisione di saperi maturati collettivamente è imprescindibile. 11 Dobbiamo considerare che non tuttɜ hanno avuto la possibilità e la fortuna di decostruire le profonde radici culturali del patriarcato che tutte e tutti, senza eccezione, abbiamo interiorizzato, né di attraversare ambienti in cui maturare un approccio centrato sulla persona, facendo proprio il modello biopsicosociale.
Controguida di medicina transfemmista e decoloniale, la puoi scaricare qui

🌝🌝🌝🌝🌝🌝🌝🌝🌝🌝 io nenti dissi https://www.sirenefestival.it/fuori-binario/

🗞 È stata trovata un'altra "lista degli stupri" in una scuola di Roma. La Rape Academy con 62.000 uomini cis iscritti (contando solo febbraio). 📖 Marzo 2026, piazza tredici vittime Entro in classe per il primo incontro con questa terza. Sono 7 ma a quanto pare abbastanza caotici da valerne mille. Facciamo conoscenza, rompiamo i ghiaccio con qualche attività. I temi si fanno grossi, finiamo di parlare di controllo e violenza. A un certo punto S. ragazzino di 13 anni, dice: «Certo prof la donna va punita dopo che è stata violentata». Faccio fermare tutto. Ho difficoltà a contenermi. «Non ho capito, puoi ripetere?» «Per forza pro', va punita» Il picciottello mi guarda sorridente. Sta provocando e sfidando, che è l'atteggiamento di base, non l'ombra di un dubbio riguardo ciò che ha espresso con nonchalance ed è per questo che io, stavolta, mi controllo con fatica per evitare di reagire come vorrei. Per qualche motivo, comunque, ci riesco, anche con l'assistenza dell'insegnante che è con me. «Ma tu quando pensi a "violentata", a cosa pensi?» perché il ragazzino, che a 13 anni sa già cos'è il possesso perché è l'unico metro di valore che ha per valutare le sue relazioni, confonde il fare sesso con la violenza. Sarebbe già discutibile l'idea di punire unə perché ha fatto sesso con un'altra persona che non sia tu a prescindere, ma qua abbiamo urgenza di chiarire il fraintendimento che sovrappone violenza a sesso. Ci proviamo in quelle due ore, dei risultati non sappiamo il loro lungo termine. 🚨 Allora io vorrei che evitassimo di cadere ancora e ancora e ancora e ancora nelle retoriche paternalistiche; vorrei che evitassimo di allarmarci e scandalizzarci; vorrei che iniziassimo a vedere d'insieme: di uomini che crescono con l'imposizione di mettere un blocco non solo sulle proprie emozioni ma anche sull'elaborazione delle loro emozioni. Per uomini così (tutti) è ovvio che il possesso è l'unica misura delle relazioni: possedere richiede una dinamica unilaterale e un oggetto dall'altra parte: non c'è reciprocità né responsabilità. L'oggetto che si azzarda a fuoriuscire dalla dinamica (e badate: nessuna cosa inanimata lo fa; evidentemente allora c'è una persona in quello che noi vediamo come cosa) è perfettamente legittimo agire violenza per ricordale di stare al suo posto, qualunque sia il gesto, fino al più estremo in gravità. E questi uomini sono padri o mentori o responsabili di qualcuno. Questi picciottelli non vivono in un vacuum. Continuare a puntare ai singoli gruppi (62.000 sessantaduemila uomini nella rape academy o questi nuovi ragazzi nel liceo romano) come se fossero casi isolati non serve - lo sappiamo, anche se è la cosa più comoda. Ma scandalizzarsi o continuare a contare chi non è così è stancante e inutile. Questo è il patriarcato: un continuo stato di emergenza. Siamo oltre l'urgenza di agire e riparare.

Issue n°17 of Feral Feminism on "Autistic a/genders, a/sexualities, and a/socialities" by Ombre Tarragnat ➡️ feral feminism

Io non ho idea da dove stiano entrando (salvo poi uscire) questi nuovi utenti ma per togliere ogni dubbio su dove vi trovate
Io non ho idea da dove stiano entrando (salvo poi uscire) questi nuovi utenti ma per togliere ogni dubbio su dove vi trovate posto questa cosa fatata qui. Cia'. #diarioedusessola

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Anche quest'anno ci vedo e vi vedo e fate impressione di quanto siete bellissimɜ. A meno che non siate come la mia ex, che nelle grandi decostruzioni di normatività che ha fatto, ha decostruito pure un po' troppo vicino al sole togliendo il buon senso e la cura. In quel caso non vi vedrei perché vi avrei bloccatɜ. Ma altrimenti vi vedo. Ciao tvb 🏳️‍⚧️ Recuperatevi questa zine dell'anno scorso, ascoltate le persone trans che bofonchiano riguardo questa giornata ché hanno cose da dire e 'nsomma support trans rights but most importantly support trans wrongs.

Comunicato in solidarietà a Rachele Borghi. Per una geografia femminista e decoloniale
In quanto geografɜ e ricercatorɜ femministɜ, transfemministɜ e queer, esprimiamo la nostra piena solidarietà a Rachele Borghi, geografa e attivista transfemminista nuovamente vittima di una violenta campagna di diffamazione pubblica da parte dei media mainstream di estrema destra francese. L’episodio fa seguito a un suo contributo su temi di femminismo e decolonialità con riferimento alla Palestina, e alla complicità dell’istituzione accademica nel genocidio a Gaza, nell’ambito di un incontro organizzato da Françoise Vergès. Gli attacchi, partiti da testate della destra francese e amplificati da discorsi d’odio sui social media, mettono in discussione la legittimità della ricerca militante, invocando la neutralità dell’insegnamento per delegittimare analisi critiche consolidate a livello internazionale. Rachele ha già affrontato gravi episodi di ostilità nel 2010 e nel 2021. Questi attacchi non sono casi isolati, ma si inseriscono in un clima di pressione crescente che ha coinvolto diverse ricercatrici presso le Università di Angers, Grenoble, Sorbonne e Tours, minacciate di morte. Ci impegniamo a monitorare gli attacchi alla libertà accademica, alle teorie femministe e queer, alle teorie postcoloniali e decoloniali, a costruire collaborazioni e solidarietà verso chi è colpitə, perché abbiamo scelto il femminismo e l’antifascismo come impegno concreto per un’università libera e capace di nutrire discussioni che possono trasformare il mondo.
per firmare e aderire al comunicato clicca qui