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频道 Giubbe Rosse (@rossobruni) 意大利语 语言赛道中的 是活跃参与者。目前社区聚集了 71 976 名订阅者,在 政治 类别中位列第 829,并在 意大利 地区排名第 292

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RUBIO: ACCORDO SU GROENLANDIA E' VITTORIA USA Il Segretario di Stato americano Rubio ha descritto l'accordo con Groenlandia e
RUBIO: ACCORDO SU GROENLANDIA E' VITTORIA USA Il Segretario di Stato americano Rubio ha descritto l'accordo con Groenlandia e Danimarca come una vittoria per gli americani e ha garantito in modo permanente gli interessi di sicurezza degli Stati Uniti nell'Artico.

GLI STATI UNITI AVVERTONO GLI ALLEATI: RITARDI FINO A 5 ANNI NELLE CONSEGNE DI ARMI Washington dà priorità alla ricostruzione dei propri stock dopo la guerra con l’Iran Fonte: Bloomberg   Gli Stati Uniti hanno avvertito gli alleati di aspettarsi ritardi fino a cinque anni nelle consegne di sistemi d’arma fondamentali, mentre ricostruiscono le proprie scorte di munizioni esaurite.   L’avviso era già stato comunicato ad alcuni Paesi tra aprile e maggio 2026. Riguarda soprattutto Patriot, Tomahawk, THAAD e munizioni per HIMARS/NASAMS. Tra i Paesi citati nei report di questi mesi figurano Regno Unito, Polonia, Giappone, Norvegia, Estonia, Lituania, Svizzera e Taiwan. Per la Svizzera, in particolare, l’ordine dei Patriot è stato indicato come uno di quelli che potrebbe slittare fino a circa cinque anni. La causa è il consumo massiccio di munizioni durante l’operazione Epic Fury contro l’Iran, iniziata a fine febbraio 2026. Stime di analisti (tra cui CSIS) parlano di oltre 1.000 Tomahawk e più di 1.200 intercettori Patriot impiegati. La produzione attuale non basta a coprire contemporaneamente le esigenze americane e gli ordini degli alleati: Raytheon produce circa 600 Patriot all’anno e i tempi di consegna dei Tomahawk si aggirano sui 34 mesi. Washington sta dando priorità al ripristino delle proprie scorte. I ritardi non sono uguali per tutti i sistemi e tutti i Paesi. Sono in corso tentativi di aumentare la produzione, ma i tempi di diversi anni coincidono con le valutazioni di think tank e con le dichiarazioni di funzionari sul tempo necessario per tornare ai livelli pre-guerra.

💥💥💥⚡️⚡️⚡️ 🇺🇸 🇬🇱 🇩🇰Trump: Sono lieto di annunciare che gli Stati Uniti d'America hanno stipulato un accordo con il Re
💥💥💥⚡️⚡️⚡️ 🇺🇸 🇬🇱 🇩🇰Trump:
Sono lieto di annunciare che gli Stati Uniti d'America hanno stipulato un accordo con il Regno di Danimarca e la Groenlandia, che conferisce agli Stati Uniti il controllo permanente sulla sicurezza e su tutte le altre necessità in Groenlandia, risolvendo completamente TUTTE le nostre numerose preoccupazioni americane. Questo accordo non comporterà ALCUN costo per gli Stati Uniti. Su mia indicazione, abbiamo lavorato con i rappresentanti di Danimarca e Groenlandia per garantire che gli Stati Uniti avranno PER SEMPRE la piena capacità di fare ciò che è necessario in Groenlandia per garantire e difendere la sicurezza della Groenlandia e degli Stati Uniti d'America. Inoltre, d'ora in poi, nessun avversario degli Stati Uniti potrà MA avere una base in Groenlandia, avere una presenza militare in Groenlandia o effettuare investimenti sensibili in Groenlandia senza la nostra esplicita approvazione scritta. Questo è un accordo di "vita eterna", non ha una scadenza. Siamo molto onorati e orgogliosi di ciò che è appena accaduto, e tutto ciò che è stato concordato oggi sarà apprezzato dal popolo americano. Inizieremo immediatamente il processo di sviluppo di una vasta presenza militare nella parte appropriata della Groenlandia, di cui esistono molte. Lavoreremo con il popolo della Groenlandia per il suo sviluppo e la sua costruzione. Questa soluzione è ottima per gli Stati Uniti d'America, la Danimarca, la Groenlandia e tutti i nostri alleati. Non vediamo l'ora di lavorare con le meravigliose persone di Danimarca e Groenlandia per un futuro magnifico, in relazione a questa vasta e altamente strategica porzione di territorio. La proteggeremo con cura. Questo è un sogno che si avvera per gli Stati Uniti d'America, un sogno molto importante, storico e speciale. Grazie per la vostra attenzione a questa questione.

LA QUERCIA E L’UOMO di Massimo Mazzucco La scorsa settimana abbiamo affrontato, in modo un po’ scherzoso, la “questione della
LA QUERCIA E L’UOMO di Massimo Mazzucco
La scorsa settimana abbiamo affrontato, in modo un po’ scherzoso, la “questione della quercia”. Io avevo chiesto a Massimo Citro: “ma quando non la guardo, la quercia che c’è nel mio giardino esiste?” Ne era nata una discussione, fra il serio e il faceto, che andava a toccare elementi di filosofia e di fisica quantistica. Ragionando sullo stesso argomento, mi è venuto da pormi la stessa domanda rispetto all’essere umano: Ma quando una persona è sola, e nessuno la vede, questa persona “esiste”? Ovviamente, non intendo “esiste” dal punto di vista fisico. È chiaro che fisicamente ogni essere umano esiste, che sia solo oppure in compagnia. La mia domanda riguarda le relazioni umane, ovvero se la mancanza di una interazione con altre persone dia comunque un senso all’esistenza di ciascuno di noi. Cerco di spiegarmi con un esempio. Fino a quando vivevo con mia moglie, le mie giornate erano caratterizzate da piccoli momenti di condivisione, anche sulle cose più banali. Se ad esempio io uscivo a fare la spesa, e mi capitava qualcosa di curioso, io non vedevo l’ora di tornare a casa e di raccontarlo a mia moglie, per farci una risata insieme. In quel momento, l’esperienza che avevo appena vissuto acquisiva un valore proprio perché la condividevo con lei. Era come se io “depositassi” qualcosa nella nostra memoria congiunta, che andava in qualche modo ad arricchire il senso della nostra vita quotidiana. Ora che lei non c’è più, mi ritrovo spesso con la frustrazione di non potere condividere con nessuno i miei pensieri quotidiani, anche i più banali. Mi ritrovo da solo a guardare il muro davanti a me, e spesso mi domando quale sia il senso della mia esistenza, nel momento in cui non posso più condividere con qualcun altro ciò che mi passa per la mente. Era questo che intendevo con la domanda “quando una persona è sola, e nessuno la vede, questa persona esiste?” Ora, io sono relativamente fortunato in questo, nel senso che scrivo, sono una persona pubblica ed ho comunque una intensa attività sociale, tramite internet. Il fatto stesso che io possa condividere questo articolo con voi significa che in realtà non sono davvero solo. Ma ci sono milioni di persone che vivono da sole, e che non hanno una reale attività sociale. Hanno al massimo qualche breve interazione quando escono di casa, con le persone che incontrano, ma sono sostanzialmente sole rispetto ad un qualunque dialogo profondo. E non fatico ad immaginare che queste persone provino spesso il senso di una mancanza di significato nella propria vita, nel momento in cui non hanno nessuno con cui comunicare le proprie emozioni. Qualcuno potrà rispondermi che “il vero dialogo è dentro di noi” e non c’è bisogno di qualcuno che ci ascolti per trovare il senso di esistere. Ma in realtà credo che lo sconforto di chi vive in solitudine possa essere molto profondo, soprattutto se ci si viene a trovare da soli dopo avere vissuto una lunga vita in compagnia di un altro essere umano.

LA RUSSIA È PRONTA A COLLABORARE E A RIPRISTINARE I RAPPORTI CON L'EUROPA, HA DICHIARATO PUTIN. Fonte: Apa.az

DRONE COLPISCE TORRE DI RAFFREDDAMENTO DI UNA CENTRALE NUCLEARE RUSSA Fonte: ANSA Un drone ha colpito la torre di raffreddamento di un'unità reattore della centrale nucleare di Kursk, nella Federazione Russa, lo ha reso noto l'Aiea su X. L'agenzia nucleare dell'Onu ha aggiunto che l'unità era in funzione al momento dell'impatto, ma il suo regime operativo non ha subito variazioni e non si è sviluppato alcun incendio. Il direttore generale Rafael M. Grossi ha dichiarato che tutti gli attacchi contro impianti nucleari sono inaccettabili, in quanto possono compromettere la sicurezza nucleare indipendentemente dal luogo in cui avvengono. Grossi ha inoltre ribadito l'appello alla massima moderazione per scongiurare il rischio di un incidente nucleare. (ANSA).

IL VOLUME DI TITOLI DI STATO AMERICANI DETENUTI DALLA CINA HA RAGGIUNTO IL LIVELLO PIÙ BASSO DAL 2008. Fonte: Axios.com

ANTHROPIC HA SEGRETAMENTE COSTRUITO UN LABORATORIO BIOLOGICO FISICO A SAN FRANCISCO, CON L'INTENZIONE DI UTILIZZARE CLAUDE PER CONTROLLARE ROBOT CHE ESEGUIRANNO ESPERIMENTI. Fonte: Disclose/Reuters

Qualche considerazione. Le elezioni si avvicinano in molti paesi UE e i governi hanno bisogno di gestire la rabbia dei consumatori per l’enorme aumento del costo dell’energia. Durante l’ultimo anno, la benzina è rincarata in media nell’UE del 24%, il diesel del 38%, il carburante per aerei di oltre il 100%, il gas TTF, scambiato oggi a circa 81 €/MWh, del 150%. Nel frattempo, il Brent galleggia a 104 dollari per barile. La dilagante vittoria di AfD in Sassonia-Anhalt ha suonato il campanello di allarme per molti governi. Urge, dunque, cercare un nemico esterno al quale attribuire la responsabilità dell’aumento dei prezzi per convogliare contro di esso il malcontento popolare. Non che le compagnie petrolifere non stiano effettivamente speculando sulla crisi di Hormuz. I conti del primo semestre mostrano effettivamente profitti extra nell’ordine di miliardi in Europa e margini alla pompa più larghi del solo rialzo del Brent, in particolare sul diesel. Il problema degli extra profitti esiste. Il punto è se davvero sia quello il fattore principale che ha spinto al rialzo i prezzi dei combustibili dopo la crisi di Hormuz o se, piuttosto, non siano state le stesse politiche dell’UE a contribuire in larga misura a questo fenomeno. La transizione green voluta dall’UE ha ridotto investimenti upstream e, soprattutto, la raffinazione in Europa. Per anni banche, tassonomia UE e pressioni ESG hanno reso più caro finanziare i fossili. L’Europa ha letteralmente chiuso raffinerie. Il diesel di queste settimane non esplode solo perché il Brent è sopra i 100 dollari: il cosiddetto “crack spread” (la differenza di prezzo tra il petrolio greggio e i prodotti petroliferi finiti) è salito a livelli record dopo che raffinerie mediorientali e russe sono state colpite in guerra. Ancora peggio è accaduto dopo che l’oleodotto saudita East-West si è fermato. Lo shock è di prodotto, non solo di greggio. Un sistema che disincentiva la capacità fossile senza avere ancora sostituito i volumi è un sistema fatalmente fragile ed esposto a rischi logistici e geopolitici, come puntualmente si sta verificando oggi. A ciò va poi aggiunto che dopo il 2022 l’UE ha tagliato gran parte del petrolio e soprattutto del diesel russo via mare, rivolgendosi principalmente a Medio Oriente, India e USA. Oggi che lo stretto di Hormuz è praticamente chiuso e la guerra in Ucraina e nel Golfo Persico ha messo fuori uso raffinerie e navi prodotto, l’Europa paga a caro prezzo la mancanza del cuscinetto russo. Come nel caso del disinvestimento nei fossili, anche questa è stata una scelta politica consapevole e deliberata, che fatalmente ha comportato un costo in termini di sicurezza energetica. Possiamo accusare quanto vogliamo AfD di cavalcare il malcontento, ma il nesso strutturale esiste. E il responsabile non viene da fuori. Infine, non vanno dimenticate accise e IVA, che rappresentano una fetta enorme del prezzo. In media, alla pompa europea poco meno del 50% del prezzo della benzina e circa due quinti del prezzo del diesel sono tasse. Dunque, lo Stato è il primo beneficiario sul litro, soprattutto sulla benzina. Terrorizzata dalle prossime scadenze elettorali, l’UE sembra dunque decisa a percorrere la strada del populismo elettorale scaricando su un fattore esterno come le compagnie petrolifere (che poi nemmeno tanto esterne sono, se pensiamo che Eni, TotalEnergies, Repsol, Orlen e OMV sono europee e Shell BP sono britanniche) per gestire la rabbia dei consumatori. In altre parole, il tentativo è quello di trasformare la rabbia per "il pieno costa 2,40 euro" nello slogan "le major si stanno arricchendo". Laddove venisse effettivamente implementata, una windfall tax contro le compagnie petrolifere non riaprirebbe Hormuz, non farebbe arrivare più diesel e non ricostruirebbe le raffinerie. Come ogni slogan, può funzionare in campagna elettorale, ma di certo non farà aumentare l’offerta e non renderà l’UE meno strutturalmente fragile sul piano energetico.

IN UE SI PENSA A UNA TASSA PER LE COMPAGNIE PETROLIFERE Diversi governi dell'UE stanno discutendo l'introduzione di una tassa sugli extraprofitti delle compagnie petrolifere, accusate di guadagnare eccessivamente grazie ai prezzi del carburante. Fonte: The Guardian   Venerdì, durante una riunione dei ministri delle finanze dell'UE a Dublino, il ministro tedesco Lars Klingbeil ha esortato la Commissione europea a proporre possibili modi per tassare quelli che ha definito profitti eccessivi delle compagnie petrolifere. "Diversi Stati membri chiedono da tempo dei modelli di riferimento", ha affermato Klingbeil, sollecitando proposte entro il mese prossimo. "I cittadini vedono come le compagnie petrolifere stiano sfruttando la situazione, applicando prezzi eccessivi e aumentando notevolmente i propri profitti".   I prezzi alla pompa hanno già raggiunto livelli record in tutta Europa. In Germania, mercoledì il prezzo del diesel è salito a una media record di 2,45 euro al litro, mentre la benzina ha toccato un nuovo massimo di 2,31 euro al litro, secondo l'ADAC, la più grande associazione automobilistica europea. I prezzi sono ancora più alti nei Paesi Bassi, dove mercoledì la benzina ha superato il record della settimana precedente raggiungendo i 2,73 euro al litro, con il diesel a una media di 2,78 euro al litro. I prezzi sono aumentati ulteriormente per la benzina in Danimarca e per il diesel in Finlandia. In tutta l'UE, i prezzi della benzina sono superiori del 24% rispetto all'anno precedente, mentre il diesel è aumentato del 38% e il costo del carburante per aerei è più che raddoppiato (+100%). Il prezzo di riferimento del gas è di 81 euro per megawattora, in rialzo del 150% rispetto all'anno precedente, con gli analisti che ipotizzano possa raggiungere i 100 euro.   Il commissario europeo per l'Economia, Valdis Dombrovskis, ha dichiarato che la Commissione non ha in programma, "in questa fase", un meccanismo di tassazione a livello UE, ma ha sottolineato di essere "pronta al confronto" e che gli Stati membri sono liberi di imporre le proprie tasse.

LA CINA TAGLIA I TREASURY USA AL MINIMO DAL 2008 Le partecipazioni ufficiali scendono a 618 miliardi di dollari: Pechino dive
LA CINA TAGLIA I TREASURY USA AL MINIMO DAL 2008 Le partecipazioni ufficiali scendono a 618 miliardi di dollari: Pechino diversifica verso oro, agency bond e azioni, mentre il fossato con Washington si allarga Fonte: Financial Times. Grafico: Trading Economics   Secondo i dati del Tesoro americano, a luglio 2026 la Cina deteneva 618 miliardi di dollari in titoli di Stato USA, il livello più basso da agosto 2008. È meno della metà del picco di oltre 1.300 miliardi toccato nel novembre 2013. Il calo riguarda le posizioni registrate presso banche e istituti depositari statunitensi. Non è un dump improvviso, ma una riduzione graduale delle partecipazioni ufficiali. Pechino sta riallocando le riserve verso oro, bond di agenzie americane (titoli garantiti dal governo USA, come i mutui Fannie Mae) e, in parte, azioni, anche sull’onda del boom dell’intelligenza artificiale. Lo ha detto Wei Li di BNP Paribas Securities China, inquadrando il movimento in una tendenza globale di diversificazione. Gli analisti ritengono che una quota crescente dei Treasury cinesi passi da custodi terzi come Euroclear (Belgio) e Clearstream (Lussemburgo). I dati ufficiali quindi sottostimano l’esposizione reale. Parte del calo può anche dipendere da movimenti di mercato, non solo da vendite nette.   Il disinvestimento è accelerato dopo il 2022, quando gli Stati Uniti hanno congelato le riserve russe: Pechino teme di poter subire misure analoghe. Intanto, le due economie divergono: Washington crea deficit fiscali enormi con inflazione ancora elevata, la Cina ha surplus commerciali record, ma crescita in rallentamento e pressioni deflazionistiche. Un tempo quei surplus finivano in gran parte in Treasury, oggi sempre meno.

PD: "SCIOGLIERE IL PARTITO DI VANNACCI". Fonte: Rai News

I PREZZI DELLA BENZINA AUMENTANO IN CINA A CAUSA DELLE INTERRUZIONI GLOBALI NEL TRASPORTO MARITTIMO In Cina, il prezzo della
I PREZZI DELLA BENZINA AUMENTANO IN CINA A CAUSA DELLE INTERRUZIONI GLOBALI NEL TRASPORTO MARITTIMO In Cina, il prezzo della benzina è aumentato nelle ultime settimane in conseguenza dell'aumento vertiginoso dei prezzi del petrolio.   Il benchmark cinese per il petrolio greggio, i futures di Shanghai, è salito a un record mercoledì, superando i 130 dollari al barile al suo picco. Oggi venerdì è sceso attorno a 113 dollari, ma i prezzi restano molto alti.   Il problema è ovviamente legato al blocco dello Stretto di Hormuz. Da oltre 22 milioni di barili di petrolio al giorno prima del conflitto, ora è sceso a sei milioni di barili al giorno. Pesa, inoltre, attacco recente al gasdotto East-West Arabia Saudita, anche se le ultime indiscrezioni suggeriscono che potrebbe essere riparato in pochi giorni anziché in settimane.   In Cina l’aumento del petrolio è legato poi a fattori interni. Le raffinerie cinesi sono rientrate nel mercato. Hanno iniziato a produrre più carburante, in particolare diesel, perché la carenza globale ha fatto salire i prezzi del diesel, e questo è diventato estremamente redditizio per queste raffinerie cinesi.

🇮🇹 🇸🇦 🇾🇪Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha riferito che la base aerea di Ta’if, in Arabia Saudita, è stata attaccata nella notte. Non risultano militari italiani coinvolti, ma un F-2000 italiano, presente in un'area decentrata, è stato colpito e danneggiato. Non si registrano altri danni a mezzi o infrastrutture utilizzati dal personale italiano

🔴 BāB EL-MANDEB: LA PORTA DELLA RESISTENZA Ospite del canale Le ali del brujo, per una lunga chiacchierata sulla nuova crisi
🔴 BāB EL-MANDEB: LA PORTA DELLA RESISTENZA Ospite del canale Le ali del brujo, per una lunga chiacchierata sulla nuova crisi in Asia Occidentale. Dopo lo Stretto di Hormuz, a seguito dell'aggressione statunitense all'Iran, l'attacco saudita allo Yemen provoca la reazione del governo di Ansarullah, che in poco più di due giorni sfonda le difese delle milizie alleate di Ryad e conquista oltre 5.000 km quadrati di territorio, sino alla punta estrema dello Stretto di Bab el Mandeb. Guarda il video

🔴 LE GUERRE FUTURE Blitz News #400 - Sotto i nostri occhi si sta sviluppando una nuova rivoluzione militare, come sempre tra
🔴 LE GUERRE FUTURE Blitz News #400 - Sotto i nostri occhi si sta sviluppando una nuova rivoluzione militare, come sempre trainata da nuove tecnologie. L'impatto che droni e missili hanno sui conflitti in corso non è che la punta dell'iceberg, poiché la vera questione strategica è come influenzeranno le guerre che verranno. Ascolta il podcast

L'UE CHIEDE ALLA CINA DI LIMITARE VOLONTARIAMENTE L'ESPORTAZIONE DI AUTOMOBILI IBRIDE Secondo fonti della testata giornalisti
L'UE CHIEDE ALLA CINA DI LIMITARE VOLONTARIAMENTE L'ESPORTAZIONE DI AUTOMOBILI IBRIDE Secondo fonti della testata giornalistica, le auto ibride cinesi occupano attualmente circa un terzo del mercato europeo: Bruxelles ha chiesto di ridurre questa quota al 15%. Secondo un rappresentante dell'Unione Europea, il blocco desidera anche che la Cina acquisti una maggiore quantità di prodotti europei. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha dichiarato ieri che il deficit commerciale dell'UE con la Cina ha raggiunto 1 miliardo di euro.

MERZ: LA GERMANIA È E RIMANE UN PAESE DI IMMIGRAZIONE. Merz: “Nessun ospedale, nessuna casa di riposo, nessun cantiere, nessun ristorante, nessun hotel - niente funzionerebbe più se non avessimo immigrati che lavorano e sono integrati qui da decenni, L’ostilità verso gli stranieri non ha posto in questo Paese”

LA CINA E GLI STATI UNITI SI STANNO PREPARANDO ALL'INCONTRO TRA Xi JINPING E DONALD TRUMP. Il ministro degli Affari esteri ci
LA CINA E GLI STATI UNITI SI STANNO PREPARANDO ALL'INCONTRO TRA Xi JINPING E DONALD TRUMP. Il ministro degli Affari esteri cinese Wang Yi e il segretario di Stato americano Marco Rubio hanno avuto una conversazione telefonica in vista dell'incontro previsto tra il presidente cinese Xi Jinping e il presidente Trump, fissato per il 24 settembre. Wang Yi ha dichiarato che Cina e Stati Uniti devono prepararsi alla "prossima fase di interazione di alto livello, nello spirito di uguaglianza, rispetto e reciprocità", sottolineando al contempo la necessità di una comunicazione e di una collaborazione più strette, nonché di una risoluzione delle divergenze.

CROSETTO: “ATTIVATA LA MARINA PER GARANTIRE IL PASSAGGIO DELLE NAVI ITALIANE NELLO STRETTO DI BAB ELl-MANDEB”. Fonte: Quotidiano.net Il Ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto: "Stiamo preparando la possibilità di condurre un'operazione navale per proteggere le navi mercantili italiane, a causa delle crescenti preoccupazioni per la sicurezza nello stretto di Bab-el-Mandeb." Crosetto ha aggiunto che lui e il capo di stato maggiore delle forze armate italiane hanno concordato il dispiegamento della marina militare e la preparazione a "tutto il necessario" per garantire il transito sicuro delle navi italiane.