Rete Kurdistan Italia
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Canale della rete italiana di solidarietà con il popolo curdo. https://www.retekurdistan.it/
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Aggiornamenti da Kurdistan
Questa iniziativa vuole costruire uno spazio di ascolto e condivisione di aggiornamenti dalle quattro parti del Kurdistan, mettendo in relazione le diverse realtà curde con le trasformazioni politiche e geopolitiche che attraversano oggi l’Asia occidentale.
Dal Kurdistan turco, Bakur, e la nuova fase del conflitto tra Stato e movimento curdo, al futuro del Rojava nel quadro siriano; dalle tensioni interne del Kurdistan iracheno, Başûr, al ruolo centrale dei curdi nelle mobilitazioni in Iran,Rojhelat, dopo “Jin, Jiyan, Azadî”. L’incontro intreccerà aggiornamenti, testimonianze e letture provenienti dai diversi territori, mostrando come la questione curda continui a rappresentare uno dei principali nodi politici dell’Asia occidentale.
Ne parleremo con alcun@ comp@s di UikiOnlus
Pranzo curdo a cura di Barbagianni a sostegno del progetto “Nuovo Cinema Amoude”.
Sarà presente anche il progetto Staffetta Sanitaria.
Per le prenotazioni del pranzo scivere o chiamare il numero: 339/629381.
‼️ *I Giuristi Democratici incontrano Ebru Gunay*
Lunedì 11 Maggio si terrà un importante momento di dialogo e approfondimento sulla situazione dei diritti umani e la questione curda. Un'occasione per ascoltare la voce diretta di chi vive in prima linea l'impegno civile e politico.
🗓 *Lunedì 11 Maggio 2026*
🕔 *alle ore 17:30*
📍 *Centro Culturale Candiani* (Saletta Seminariale) P.le Luigi Candiani, 7 - Mestre (VE)
Dialogano:
*Giuseppe Romano* (Avvocato, Esecutivo Nazionale GD)
*Ebru Gunay* (Avvocata turca curda, già deputata per la città di Mardin e Membro del consiglio esecutivo dell’HDP)
Intervengono:
*Gulala Salih* (Attivista, Presidente UDIK)
*Jalal Saraji* (Direttivo Comunità Curda in Italia)
✊*INGRESSO LIBERO*✊
🗞I gruppi curdi del “Rojhelat” non vogliono essere le pedine degli Stati uniti contro Teheran
Malgrado le roboanti e contraddittorie dichiarazioni di Trump dall’inizio del suo attacco, non c’è stata nessuna invasione di terra dell’Iran da parte dei partiti curdo-iraniani. Le principali forze politiche curde “orientali” puntano a un processo di autodeterminazione nel Rojhelat (Kurdistan dell’Est), non a un coinvolgimento nella lotta armata al servizio di interessi stranieri
🔍È possibile seguire online alle Giornate di studio RISC 2026 dal titolo "The Kurdistan Freedom Movement at a Crossroads", in programma giovedì 26 e venerdì 27 marzo, seguendo le istruzioni riportate nei link e QRcode.
🔍Seconda Conferenza Internazionale della Rete Italiana di Studi Curdi (RISC) – RISC Study Days
📆26-27 marzo 2026
📍Università di Torino, Dipartimento di Culture, Politica e Società
Promossa da: Università di Torino (Dipartimento di Culture, Politica e Società; Cattedra UNESCO), Università di Garmian, Università di Kobane, Università di Rojava, Rete Italiana di Studi Curdi, The Amargi, SeSaMO, Cattedra UNESCO Unito, BorDeMEr, Arci Torino, Arci Piemonte, ANPIA e POST-DiD.
L’anno 2026 si avvia rapidamente verso una trasformazione degli equilibri globali e del sistema internazionale, con il Medio Oriente ancora una volta al centro delle tensioni. La guerra scatenata da Israele e dagli Stati Uniti contro Iran e Libano ha precipitato la regione nel caos e rischia di protrarsi a lungo. In questo contesto, riferimenti ai “curdi” o alle “forze curde” sono comparsi ripetutamente nelle dichiarazioni dei leader politici e nei media.
Il lungo periodo di proteste e guerriglia contro il regime iraniano è stato segnato dalla presenza rilevante di diverse organizzazioni curde, ora unite in una coalizione, tra cui il Partito per una Vita Libera in Kurdistan (PJAK) appare tra i più organizzati e influenti. Tuttavia, resta aperta la questione sulla reale consistenza delle forze curde in Iran, sulle loro caratteristiche, sulle loro ideologie e sul loro posizionamento rispetto alle altre forze politiche iraniane e agli attori regionali e internazionali.
Il ruolo delle forze curde e del PJAK in Iran e in Iraq — dove le loro posizioni sono state bombardate dal regime iraniano — solleva interrogativi sulle relazioni ideologiche e politiche tra il PJAK e il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK). Il 2025 ha segnato una trasformazione fondamentale della questione curda: a seguito di un appello storico di Abdullah Öcalan, il PKK ha posto fine alla sua lotta armata durata quarant’anni avviando un processo di scioglimento formale.
Questo processo, ancora in corso, e il passaggio dalla lotta armata alla competizione civile e istituzionale sollevano interrogativi cruciali: come potrà un movimento politico definito per decenni dalla lotta armata affrontare la transizione verso la politica istituzionale? Mentre lo Stato turco introduce nuovi quadri normativi per questa transizione, quali tensioni emergeranno tra le aspirazioni democratiche del processo di pace e le persistenti tendenze autoritarie dello Stato?
In Siria, il collasso del regime ba‘thista alla fine del 2024 ha profondamente ristrutturato il panorama geopolitico e istituzionale. Sotto la pressione delle offensive militari e amministrative del governo di transizione, l’Amministrazione Autonoma della Siria del Nord e dell’Est (DAANES) è stata costretta ad accordi di integrazione fortemente asimmetrici. La sopravvivenza e la trasformazione del progetto del Rojava in queste condizioni segnano un passaggio dalla consolidazione dell’autogoverno durante il conflitto a dinamiche instabili di costruzione statale e integrazione istituzionale.
Questa conferenza intende offrire uno spazio accademico per discutere queste dinamiche in evoluzione e, più in generale, la situazione dei curdi e del Movimento di Liberazione Curdo a livello globale. Organizzato dalla Rete Italiana di Studi Curdi (RISC), l’evento prende come punto di partenza le recenti pubblicazioni dei suoi membri.
La conferenza riunisce accademici, giornalisti, attivisti e membri della società civile per promuovere analisi condivise e dialogo, nonché attivisti impegnati nella solidarietà con il movimento di liberazione del Kurdistan e nello studio del “nuovo paradigma” proposto dal movimento e negli scritti di Abdullah Öcalan dal carcere.
Coloro che desiderano partecipare all’evento devono registrarsi tramite il link.
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSf4qhzp1twkhoU8VsYHrUaFnb5quZwsu9PJA39aLcOCoscTdg/viewform
Riconosciamo i nostri desideri, sentiamo dove ci conducono le nostre passioni, ma non dimentichiamo mai che siamo parte di qualcosa di più grande di noi stessi. Siamo pronti ad agire in difesa delle nostre aspirazioni e di chi ha bisogno; lottiamo per la giustizia, l’uguaglianza e la libertà, anche a costo di pagare il prezzo più alto… Questo è uno dei tanti modi per spiegare cosa significa essere anarchici, come Lorenzo ci ha dimostrato.
Lorenzo e noi abbiamo esplorato e imparato insieme dai frutti della lotta del Rojava tutto ciò che un anarchico possa trovare. È caduto come ognuno di noi avrebbe potuto cadere, e come alcuni di noi sono effettivamente caduti. È caduto credendo in ciò che faceva fino all’ultimo momento. Cos’altro si può desiderare, se non restare saldi nella propria posizione e agire secondo il proprio desiderio, la propria passione e la propria convinzione fino all’ultimo respiro?
Lorenzo scherzava dicendo di aver perso l’occasione di ricevere il più alto onore, quello di essere il primo martire internazionale italiano del Rojava. Ma per tutti noi che oggi siamo qui riuniti, ha ottenuto molto di più. Custodiremo per sempre la sua memoria, terremo sempre caro il suo lascito. Con lo spirito del suo sacrificio, portiamo avanti l’eredità della lotta dei popoli per una vita libera e felice. Che sia una delle cose più belle che ci ha donato. Ricordiamoci sempre queste parole: “ogni temporale inizia con una singola goccia, cerca di essere quella goccia”.
🌹Dall'archivio: Lettera dal collettivo Têkoşîna Anarşîst, di cui Tekoşer era parte, inviata nel giorno del suo rientro in Italia:
Cari amici, familiari e persone care di Lorenzo, Orso, o Tekoşer come lo conoscevamo noi…
Mandiamo un saluto a tutti gli amici che oggi si sono riuniti, dal luogo in cui Lorenzo e noi abbiamo trascorso insieme un anno e mezzo. Abbiamo vissuto insieme una vita intensa; ci sono stati momenti gioiosi, ma anche momenti difficili; abbiamo imparato, lavorato, riposato; e insieme abbiamo sopportato le crudeltà e le difficoltà della guerra, continuando tuttavia a trovare ispirazione e forza nella lotta per la libertà del popolo del Rojava.
Non ci sono parole per descrivere quanto fosse diventato indispensabile per noi, quanto la nostra vita quotidiana sia cambiata da quando se n’è andato. I suoi ricordi risuonano ancora nelle nostre menti a ogni passo. Ricordiamo ancora come parlavamo e scherzavamo su tutto; in particolare facevamo battute sugli stereotipi nazionali tra di noi. Non abbiamo dimenticato il sapore della pasta all’uovo fatta in casa, degli gnocchi, della salsa al formaggio e del ragù che passava ore a preparare per risollevare il morale di tutti. O quanto amasse i cuccioli, al punto da abbracciarli uno per uno; o come raccontasse a tutti quanto gli mancasse il suo cane. Ci sono molte altre storie su di lui che vorremmo raccontarvi, se solo il mondo intero si fermasse ad ascoltare.
È incredibilmente importante per noi far sapere a tutti che Lorenzo non è venuto qui semplicemente perché era annoiato della sua vita o perché cercava il brivido del combattimento e dell’uccidere. Lorenzo era un anarchico e credeva che nessuna persona dovesse dominare un’altra, ma piuttosto coesistere nell’accordo e nel mutuo aiuto. Come Lorenzo ha scritto nel suo testamento: “Solo superando l’individualismo e l’egoismo in ognuno di noi si può fare la differenza.” Eppure sappiamo tutti che viviamo in una società atomizzata, dove il denaro e il capitale hanno sopraffatto la nostra umanità, e sistemi di gerarchie e autorità dettano come la nostra vita è organizzata.
Molti potrebbero voltarsi dall’altra parte e arrendersi, pensando che nel mondo ci sia troppo male. Dopotutto, che senso ha rinunciare al poco conforto che abbiamo per opporci a una marea così potente? Ma Lorenzo, con le sue azioni, ha dimostrato che è sbagliato pensare così. Lorenzo si considerava un soldato, un militante, un uomo che percorreva il cammino rivoluzionario; e agiva di conseguenza. Sul campo di battaglia era sempre il primo a rischiare la vita per gli altri e l’ultimo a ritirarsi. In molte occasioni si offriva volontario per i compiti più pericolosi, mettendosi in grave pericolo anche per recuperare i corpi dei compagni caduti. Lorenzo non si è mai arreso, nemmeno quando tutto sembrava perduto. Proprio come durante la resistenza di Afrin, anche quando i droni sorvolavano sopra di noi e i bombardamenti piovevano intorno, Lorenzo affrontava tutto con un sorriso, per quanto la situazione fosse difficile. Per quanto fosse dura, gli bastava una sigaretta per tenere alto il morale.
“E spero che anche voi un giorno decidiate di dare la vostra vita per gli altri. Perché è solo così che il mondo può cambiare”, scriveva Lorenzo. Alla fine, se non viviamo le nostre vite per gli altri – se scegliamo di ignorare la sofferenza altrui, se scegliamo di restare inattivi – allora siamo complici nel perpetuare la sofferenza del mondo. Non rinunciate mai alla speranza del cambiamento, non rinunciate mai alle persone che vi stanno accanto. Come ci diceva Lorenzo: “continuate a trovare forza e a trasmetterla ai vostri compagni. È proprio nei momenti più bui che la vostra luce aiuta.” Migliaia di persone in tutto il mondo si sono riunite per celebrare il suo lascito; le sue parole hanno ispirato e continueranno a ispirare molti altri. È la prova che il seme del cambiamento nasce da noi stessi.
🌹Il 18 Marzo 2019, cadeva in combattimento Lorenzo Orsetti, Şehîd Tekoşer Piling.
Esattamente un anno prima, il 18 Marzo 2018, la Turchia occupava il cantone di Afrin dopo 58 giorni di eroica resistenza, a cui anche Tekoşer ha contribuito.
《Compagno Tekoşer, come stai?》
《Felice!》
Repost from Cronache Ribelli
La Rivoluzione è un processo quotidiano, che vive nelle lotte di tutti i giorni.
Anna Campbell lo sapeva bene e la sua rivoluzione la portava avanti anche prima di recarsi nella Siria nordorientale, dove dal 2012 è in corso un esperimento di autogoverno dal basso portato avanti dalle popolazioni di quelle regioni. Anna combatteva alla Dale Farm, contro un’iniziativa che mirava a sgomberare numerose famiglie Romanì che vivevano nella zona da anni. Anna combatteva durante le proteste studentesche del 2010 nel Regno Unito contro i tagli all’istruzione. Anna combatteva alla ZAD di Notre-Dame-des-Landes, in Francia, dove per quarant’anni si è lottato per evitare la costruzione di un aeroporto che avrebbe devastato l’ambiente. Combatteva in tante altre lotte nel suo paese e nel mondo.
Poi arrivò la guerra senza quartiere tra lo Stato Isla*ico e le milizie a difesa della rivoluzione confederale: Anna entrò nelle Y*J, le milizie femminili, e partecipò alla lunga campagna di Deir ez-Zor. Hêlîn Qereçox era diventato il suo secondo nome. Era il 2017 e l’ISI* suscitava sdegno e orrore in tutto il mondo. C’era chi lo utilizzava per campagne elettorali e chi, come Anna, lo combatteva sul campo. Arrivavano le vittorie contro lo Stato islamico e nel mondo i governi lodavano e ringraziavano le forze del Rojava. Nel gennaio del 2018, con la campagna contro l’ISI* ancora in corso, però,l’esercito turco armava bande di jihadisti e riciclati di ISI* e Al-Qaed* per invadere il cantone di A*rin. Con la copertura di artiglieria e aviazione turca i jihadisti avanzavano verso Af*in. Anna e molte altre decisero di correre in soccorso della città. Sapevano che contro di loro avrebbero trovato droni e aerei ma partirono comunque e combatterono su ogni barricata, in ogni casa, in ogni strada, facendo pagare caro alle milizie alleate della Turchia ogni metro conquistato quando non avevano il supporto aereo. Ma le bombe continuavano a cadere dal cielo e furono proprio loro a interrompere la lotta di Anna il 15 marzo del 2018. Lei però, resta a guidare il cammino di chiunque creda in un mondo migliore e più giusto. Perché, come dicono in kurdistan, “şehid namirin”, i martiri non muoiono.
@cronacheribelli
🗞Zagros Enderyarî, esponente dell'organizzazione rivoluzionaria più importante del Kurdistan: "Faremo la nostra parte per la democrazia in Iran, ma non siamo i mercenari degli Stati Uniti" - L'intervista
Il membro del Comitato rapporti internazionali del Partito per la Vita Libera in Kurdistan (Pjak) sottolinea: "Non siamo attori di questa guerra. È un conflitto che mira ad acquisire maggiore potere ed egemonia in Medio Oriente da parte di chi l’ha provocata. Non ha nulla a che fare con il popolo iraniano e i suoi diritti. Non vogliamo farne parte né avere legami con entità coinvolte"
🗞Nasce l’alleanza dei partiti curdo-iraniani, tra repressione e attacco Israele-USA
Nel cuore delle montagne del Rojhelat, l’Est del Kurdistan, tra le vette e i villaggi inerpicati sulla catena dello Zagros, la politica curda si muove su un filo sottile, sospesa tra aspirazioni di autonomia e realtà di guerra. La nascita della Coalizione dei partiti politici del Kurdistan iraniano, nota anche come «Kurdistan Alliance», rappresenta l’ultimo tentativo di consolidare le forze dell’opposizione curda in Iran.
❤️🔥 Sabato 7 Marzo dalle 18:30 siamo allo Spazio sociale 100celleaperte (metro Gardenie) per proseguire l'approfondimento sul Confederalismo democratico mondiale delle donne inziato con Non Una Di Meno - Roma e la rete Revolution in the making - Donne che Tessono il Futuro, verso e oltre #lottomarzo.
🧆 Dalle 20:00 cena vegan a sostegno del Centro Ararat a cura dello spazio
📽 Dalle 21:30 proiezione di "Legerin: in search of Alina" di M.L. Vasquez. 1h22m I Argentina / Rojava 2024 I Sottotitoli in italiano. Un film che ripercorre la vita della dottoressa e internazionalista argentina Alina Sánchez (Lêgerîn), che viaggiò dalla Patagonia a Cuba, in Europa e infine nel Rojava, dove entrò a far parte del Movimento di liberazione delle donne curde.
⚧️ Domenica #8marzo saremo in corteo alle ore 17 da piazza Ugo La Malfa (Circo Massimo), arrivo a Piazza Vittorio.
Lunedì 9 marzo adderiamo allo #scioperotransfemminista - app a Piazzale Ostiense ore 9:30 🔥
🗞Il confronto tra Rojava e Damasco tra pluralismo e centralismo
Colloquio con Sema Bekdaş, portavoce del Partito dell’Unione Democratica (PYD), sulla nuova situazione creatasi nel Nord-Est siriano passato sotto il parziale controllo delle forze governative di Damasco e oggetto di una serrata negoziazione
Riprendiamo gli appuntamenti di approfondimento e raccolta fondi per la Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia
Mercoledì 18 febbraio alle ore 18.00 saremo a Esc Atelier Autogestito in via dei Volsci 159 con un evento speciale ✨.
🎙️Una puntata live del podcast Il Mondo di Internazionale sugli avvenimenti che nelle settimane recenti hanno coinvolto l'esperienza del Rojava, moderata da
🔸Francesca Gnetti - editor di Medio Oriente di Internazionale
🔸(Z)ZeroCalcare - artista e autore
con la partecipazione di
🔸Catherine Cornet - ricercatrice e arabista, collaboratrice di Internazionale
🔸Eddi Marcucci - Scrittrice
🔸Tiziano Saccucci - Ufficio D'Informazione del Kurdistan in Italia
🔸 Lorenzo Trombetta - Autore e giornalista
Interviene dal Rojava
🔸Ghassan Bazo - Scrittore e fixer
A seguire, dalle 20.00 Cena curda a cura del Centro culturale Ararat e banchetto benefit per la Mezzaluna Rossa Kurdistan Italia con una stampa di Zecalcare dedicata.
#DefendRojava #WomenDefendRojava
现已上线!2025 年 Telegram 研究 — 年度关键洞察 
