Mortebianca
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Deg: Sono arrivati i risultati
Red: E' peggio di quello che pensavamo
Morbius: In che senso?
Marco: Impero degli Ultimi, i nostri Basatometri non sono calibrati per misurare oltre la soglia massima.
Morbius: Quindi?
Marco: Non sono a 3 Gigachattoni. Sono a 15000 Gigachattoni.
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Temptation Island è la morte filosofica del paese, ed è comunque più filosofica del calcio
Inizi pure la purga delle sleeper cells del canale.
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Altra obiezione che ho letto in giro
"E' una goccia nel mare, anche se tassassimo le 15 famiglie più ricche d'Italia otterremmo poco e la spesa è enorme, TAGLIA TUTTOOOO AFUERAAA"
1) Non ho capito perché dovremmo tassare solo le 15 famiglie più ricche. Come tutte le tasse, spalmandole fanno l'effetto grosso.
2) Ovviamente la Patrimoniale si abbinerebbe ad altre tasse (Sugar Tax, Carbon Tax rinforzata).
3) Nessuno sostiene che essa debba da sola cambiare tutto (anche perché secondo questo ragionamento ogni cosa, anche i tagli, è sbagliata perché da sola è una goccia nel mare). Un piccolo risparmio qui, un piccolo guadagno lì, in 10 guadagni hai fatto tanto.
4) Ovviamente si abbinerebbe, come detto nell'audio, ad una lotta spietata all'evasione e ancor più spietata all'elusione
5) Tasse e Tagli non sono necessariamente antitetiche. Anche io sono favorevole a molti tagli: privilegi della casta, soldi ad organizzazioni religiose dati non volontariamente, lotta agli sprechi, fine dei sussidi a scuole private, ospedali privati, fine dei salvataggi per aziende stile Alitalia, fine della remilitarizzazione folle. Semplicemente io quando voglio tagliare non penso a malati, bambini e anziani. Non penso agli ultimi, insomma. Dobbiamo creare un Impero degli Ultimi.
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Questa infrastruttura sociale garantiva formazione politica, partecipazione democratica e presenza costante nei quartieri e nei luoghi di lavoro. La trasformazione degli anni Novanta accelerò il declino di queste strutture, sostituendo gradualmente il modello del partito di massa con quello del partito elettorale leggero, maggiormente dipendente dai media e dalla leadership nazionale. La scelta della Bolognina contribuì anche a rafforzare l'idea, molto diffusa negli anni Novanta, secondo cui il capitalismo liberale rappresentasse l'approdo definitivo della storia. L'abbandono di una prospettiva di trasformazione sociale radicale lasciò campo libero alle politiche di privatizzazione, deregolamentazione e riduzione dell'intervento pubblico nell'economia. Quando successivamente si manifestarono nuove crisi economiche, precarizzazione del lavoro e aumento delle disuguaglianze, la sinistra si trovò spesso priva degli strumenti teorici e organizzativi necessari per interpretarle e contrastarle efficacemente. Sul piano culturale, la svolta produsse una frattura con una tradizione che aveva contribuito in modo significativo allo sviluppo democratico e civile dell'Italia repubblicana. Nel tentativo di prendere le distanze dal proprio passato, una parte della sinistra finì per adottare un atteggiamento difensivo nei confronti della propria storia, rinunciando a valorizzare conquiste importanti come la difesa della Costituzione, l'espansione dei diritti sociali, la crescita della partecipazione popolare e il radicamento democratico nelle classi lavoratrici. Questo processo indebolì il senso di continuità storica e la fiducia collettiva nella possibilità di costruire progetti politici di lungo periodo. I sostenitori della svolta sostengono che essa fosse inevitabile e che il PCI non avrebbe potuto sopravvivere alla fine del sistema bipolare. Tuttavia, inevitabilità e opportunità non coincidono. Una trasformazione era certamente necessaria, ma avrebbe potuto assumere forme diverse: mantenere una continuità ideale più forte, elaborare una critica autonoma sia ai fallimenti burocratici dell'Est sia alle contraddizioni del capitalismo occidentale, preservare il radicamento sociale e organizzativo costruito nel corso dei decenni. Invece si scelse una strada che privilegiò la discontinuità identitaria e l'integrazione nel quadro politico esistente. A distanza di oltre trent'anni, molte delle conseguenze della svolta della Bolognina appaiono evidenti: la frammentazione della sinistra, la perdita di consenso nei ceti popolari, l'indebolimento delle organizzazioni collettive, la crescente astensione elettorale e la difficoltà di costruire un'alternativa credibile all'ordine economico dominante. Per queste ragioni la svolta può essere interpretata non come una semplice modernizzazione, ma come un errore strategico di vasta portata. Nel tentativo di adattarsi ai cambiamenti del proprio tempo, la sinistra italiana finì per smarrire gran parte degli strumenti politici, sociali e culturali che avevano costituito la fonte principale della sua forza. Il risultato fu una lunga parabola di arretramento dalla quale, ancora oggi, non è riuscita pienamente a riprendersi.
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Perché la svolta della Bolognina fu un errore strategico della sinistra italiana e perché le sue conseguenze furono disastrose
La svolta della Bolognina del 1989 rappresentò uno dei passaggi più decisivi e controversi della storia politica italiana del dopoguerra. Con essa, il più grande partito comunista dell'Occidente, il Partito Comunista Italiano, decise di abbandonare la propria identità storica per dare vita a una nuova formazione politica, il Partito Democratico della Sinistra. La decisione venne presentata come una necessità imposta dai mutamenti internazionali seguiti alla caduta del Muro di Berlino e alla crisi dei regimi dell'Europa orientale. Tuttavia, col senno di poi, essa può essere interpretata come un grave errore strategico che contribuì a indebolire profondamente la capacità della sinistra italiana di rappresentare il mondo del lavoro, favorendo una lunga fase di arretramento politico, culturale e sociale le cui conseguenze sono ancora oggi evidenti. L'errore fondamentale consistette nell'aver confuso la crisi dei sistemi burocratici dell'Est europeo con la crisi dell'intero patrimonio teorico, storico e politico del movimento operaio. Invece di distinguere tra il fallimento di specifici modelli statali e la validità delle analisi sul capitalismo, sulle disuguaglianze e sul conflitto sociale, la dirigenza del PCI scelse di recidere gran parte dei propri riferimenti storici e simbolici. In tal modo venne trasmessa l'idea che non fosse necessario soltanto correggere una strategia o aggiornare un linguaggio, ma abbandonare un'intera tradizione politica. Questo generò smarrimento tra milioni di iscritti, militanti ed elettori che per decenni avevano costruito un'identità collettiva fondata sull'organizzazione, sulla solidarietà e sulla rappresentanza degli interessi popolari. La trasformazione non fu accompagnata da una rifondazione teorica altrettanto solida. La nuova sinistra post-comunista cercò progressivamente la propria legittimazione nell'accettazione delle regole del mercato e nella compatibilità con i nuovi equilibri internazionali emersi dopo la fine della Guerra Fredda. Invece di proporre una critica rinnovata alle contraddizioni del capitalismo globale, finì spesso per accettarne i presupposti fondamentali. Il risultato fu una crescente convergenza con le forze moderate su molte questioni economiche e sociali, riducendo la capacità della sinistra di apparire come un'alternativa credibile. La svolta della Bolognina ebbe inoltre effetti devastanti sul rapporto tra la sinistra e il proprio tradizionale blocco sociale. Per decenni il PCI aveva rappresentato operai, lavoratori dipendenti, pensionati, disoccupati e ampi settori del ceto popolare. Con il passare degli anni, però, la nuova sinistra si spostò progressivamente verso la rappresentanza dei ceti medi urbani, dei professionisti e dei segmenti più istruiti della società. Non si trattò di una scelta dichiarata, ma di una conseguenza delle politiche adottate e delle priorità individuate. Molti lavoratori iniziarono a percepire una distanza crescente tra le proprie condizioni materiali e il linguaggio delle forze che avrebbero dovuto rappresentarli. Questo vuoto di rappresentanza venne rapidamente occupato da altre forze politiche. Negli anni Novanta emerse con forza Silvio Berlusconi, capace di intercettare il malcontento verso il sistema politico tradizionale. Successivamente, movimenti populisti e forze nazionaliste riuscirono a conquistare quote sempre più ampie dell'elettorato operaio e popolare. Ciò che per decenni era stato il cuore della base sociale della sinistra si disperse tra astensione, protesta e voto a partiti che offrivano risposte semplici a problemi complessi. Un'altra conseguenza negativa fu la dissoluzione di una vasta rete organizzativa radicata nei territori. Il PCI non era soltanto un partito elettorale: era una comunità politica composta da sezioni, circoli, case del popolo, cooperative, associazioni culturali e organizzazioni di massa.
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-Perseguita la Chiesa ✅
-Asservito a Baal (Denaro) ✅
-Sostituirà la sua immagine a Cristo (Anti-Cristo) ✅
-Una grande statua d'oro dove la gente pregherà in suo nome ✅
-Verrà ferito alla testa, sopravvivrà, la gente urlerà al miracolo ✅
-Rigetta la religione cristiana ✅
-Porta Guerra (Iran) ✅
-Porta Carestia (Sanzioni) ✅
-Porta Pestilenza (COVID e ora Morbillo) ✅
-Porta Morte (Eccomi) ✅
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Repost from Ultimora 24 - Notizie da Ultimora.net
Trump in un altro post: "Lode ad Allah!"
🗞️ @ultimora24
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1) Pagare i lavoratori bene sta all'azienda, non ai clienti. Paghino meno i CEO.
2) Se una azienda non può permettersi di pagare i lavoratori uno stipendio decente, deve fallire. Darwinismo Sociale? Famolo fino alla fine.
3) Minacciare (come fanno negli USA) di sputarti nel piatto se non lasci la mancia è pizzo legalizzato bello e buono.
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Twitter è piena di ragazze che stanno dicendo "Posso dire una cosa?" ricondividendo foto del Neosindaco di Rifondazione.
The Right can't Meme si dice.
Evidentemente The Right can't un'altra cosa.
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Perché così pessimista?
Minimo 45% (da soli eh).
Poi con Calenda e Renzi alleati possono ambire più o meno al 78%.
Se ci mettiamo Bonino dentro oserei dire che sorpassiamo il novantesimo percentile.
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Perché la tassa etica è un problema? Perché a parità di reddito pone un 25% in più a chi lavora nel mondo dei contenuti per adulti. Legge introdotta dal governo Berlusconi.
Questa cosa è assolutamente ingiusta perché si fonda sull'idea che in questo modo si eliminino le "esternalità negative" (dipendenza dal porno) ma in realtà si va a punire il lavoratore e non a creare un supporto per chi soffre di tali patologie.
Risultato? Lavoratori del settore che spostano la loro sede fiscale all'estero e dipendenza che non viene curata.
Non elimini la dipendenza, non elimini le problematicità, punisci una categoria di lavoratori in maniera arbitraria, ingiusta e puritana.
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ORGOGLIO VIVENTE COSA CAZZO SIGNIFICA NON RITORNARE IMMEDIATAMENTE VERSO LE MONTAGNE 🐧🐧🐧🐧🐧🐧🐧🐧🐧⛰⛰⛰⛰⛰⛰
https://www.hedweb.com/abolitionist-project/reprogramming-predators.html
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