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Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets

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Rotazione molto chiara dentro la tecnologia. Anche oggi il messaggio del mercato è abbastanza netto: software forte, semicond
Rotazione molto chiara dentro la tecnologia. Anche oggi il messaggio del mercato è abbastanza netto: software forte, semiconduttori deboli. Il gruppo Software & Services chiude a +2,70%, mentre i Semiconductor & Semiconductor Equipment scendono del -2,92%. Nelle giornate di mercati negativi i soldi non spariscono: si spostano. E oggi si spostano da una parte del mercato AI molto affollata, legata a chip, hardware e capex, verso il software, dove il mercato vede più visibilità, più margini e una monetizzazione potenzialmente più immediata. Il tema AI non viene abbandonato. Viene semplicemente selezionato meglio. Meno “compro tutto ciò che è AI”, più attenzione a chi riesce davvero a trasformare la narrativa in utili.

🔥RISULTATI GESTIONI PATRIMONIALI | GIUGNO 2026🔥 Clicca qui per i Factsheet. Giugno è stato un mese più complesso di quanto
🔥RISULTATI GESTIONI PATRIMONIALI | GIUGNO 2026🔥 Clicca qui per i Factsheet. Giugno è stato un mese più complesso di quanto dicano gli indici. I principali mercati hanno chiuso negativi, segnale che sotto la superficie il mercato è stato molto meno lineare e molto più selettivo. In questo contesto, le nostre gestioni patrimoniali hanno chiuso il mese con risultati complessivamente solidi, e soprattutto positivi. Sulle Tematiche Azionarie, la linea migliore è stata Robotics & AI Long Only, con +4,09% a giugno e +30,37% da inizio anno. È un risultato importante perché ottenuto in una fase in cui il mercato non ha premiato indistintamente tutto ciò che è legato all’intelligenza artificiale, ma ha iniziato a distinguere tra società realmente inserite nei colli di bottiglia della catena AI e titoli saliti solo per narrativa. Bene anche Best Brands Long Only, +1,82% nel mese e +14,57% da inizio anno. Qui il punto non è solo la performance, ma la qualità del portafoglio: brand globali, pricing power, bilanci solidi e maggiore visibilità degli utili. In una fase di mercato più selettiva, questa impostazione ci sembra particolarmente coerente. Più debole invece Alternative Energy Long Only, a -3,03% nel mese, ma ancora positiva da inizio anno a +8,60%. Il tema resta interessante, ma oggi richiede più disciplina: meno esposizione alle aree più speculative e più attenzione a business infrastrutturali, regolati e con flussi di cassa più prevedibili. Sulle linee flessibili, il dato più rilevante è la capacità di partecipare al mercato con volatilità molto più contenuta. Best Brands Flex è a +7,59% da inizio anno con una volatilità YTD del 6,37%, mentre Robotics & AI Flex è a +13,91% con volatilità dell’8,81%. Non sono linee costruite per inseguire il massimo rialzo possibile, ma per dare esposizione ai trend strutturali con maggiore controllo del rischio. La volatilità dice tutto. Molto positiva anche la parte GPM Multiasset: tutte le linee chiudono giugno in rialzo. GPM Multiasset Azionaria fa +1,32% nel mese e +9,10% da inizio anno. GPM Multiasset Dinamica fa +1,06% nel mese e +6,27% da inizio anno. GPM Multiasset Equilibrata fa +1,21% nel mese e +8,64% da inizio anno, con una volatilità YTD del 4,44%. Bene anche i PAC Megatrend, strumenti pensati per accumulare gradualmente sui grandi trend di lungo periodo, il dato conferma che la costruzione progressiva dell’esposizione può funzionare bene anche in mercati non sempre lineari. —- Il punto centrale, secondo noi, è questo: giugno non è stato un mese da gestione passiva. Durante il mese abbiamo effettuato diverse revisioni sui portafogli, riducendo le aree più affollate e aumentando l’esposizione a segmenti più coerenti con la fase di mercato: qualità, difensivi, business con utili più visibili e temi strutturali meno dipendenti dalla sola narrativa AI. Questo lavoro ha permesso alla maggior parte delle nostre gestioni di chiudere giugno in positivo, mentre i principali indici in dollari hanno terminato il mese in territorio negativo. È proprio qui che, quest’anno, la gestione attiva e flessibile sta facendo la differenza. Non basta più comprare mercato e aspettare. Serve leggere cosa sta cambiando sotto la superficie: la Fed di Warsh più rigida, il rischio di un ritorno dell’inflazione, la guerra in Iran ancora aperta nonostante i negoziati, il posizionamento molto concentrato su alcuni temi. Per questo vogliamo anche ringraziare tutto il team di gestione patrimoniale. Dietro ogni numero ci sono ore di analisi, confronto, revisioni, dubbi, decisioni e lavoro quotidiano. Siamo davvero contenti del percorso fatto finora, soprattutto perché è stato costruito con voglia, curiosità e responsabilità verso un unico obiettivo: cercare di ottenere il miglior risultato possibile per i nostri clienti. I primi sei mesi dell’anno sono alle nostre spalle. Ora si apre la parte più importante: i prossimi sei. Perché la performance si costruisce quando il mercato sale, ma si difende quando il mercato inizia a fare domande più difficili. Team Gestioni Gamma Capital Markets

⚠️ BREAKING NEWS | Meta vola nel pre-market: +6,5% dopo il piano per vendere capacità AI cloud Meta Platforms sale di oltre +
⚠️ BREAKING NEWS | Meta vola nel pre-market: +6,5% dopo il piano per vendere capacità AI cloud Meta Platforms sale di oltre +6% nel pre-market, portandosi intorno a 600 dollari, dopo la notizia che la società starebbe lavorando a un nuovo business cloud per vendere a clienti esterni potenza di calcolo AI in eccesso e accesso ai propri modelli. In pratica Meta non vuole più essere solo un grande compratore di data center, chip e infrastruttura AI, ma anche un potenziale venditore di compute, entrando più direttamente nel terreno di AWS, Azure, Google Cloud e dei neocloud come CoreWeave. Il punto chiave per il mercato è semplice: fino a ieri il maxi capex AI di Meta veniva letto soprattutto come costo, pressione sui margini e rischio di sovrainvestimento. Questa notizia cambia la narrativa: se Meta riesce a monetizzare parte dell’infrastruttura, quel capex diventa meno “spesa difensiva” e più asset produttivo. È esattamente ciò che gli investitori volevano vedere: un percorso più credibile per trasformare centinaia di miliardi investiti in AI in ricavi ricorrenti. Va però tenuto il freno tirato: il progetto è ancora in fase di sviluppo e non è detto che diventi rapidamente un business paragonabile ad AWS o Azure. Costruire cloud non significa solo avere GPU e data center: servono piattaforma software, sales enterprise, supporto clienti, pricing, affidabilità e integrazione. Ma il segnale è forte: Meta sta provando a trasformare il rischio “abbiamo comprato troppo compute” in un’opzione strategica. E oggi il mercato sta pagando proprio quella opzione.

Warsh a Sintra: il mercato ascolta il tono, non solo i tassi • Questo grafico misura quanto il linguaggio della Fed sia “duro
Warsh a Sintra: il mercato ascolta il tono, non solo i tassi • Questo grafico misura quanto il linguaggio della Fed sia “duro” o “morbido”. Quando sale, significa che nei discorsi dei membri Fed aumentano parole e concetti legati a inflazione, prudenza, tassi alti e rischio di tagliare troppo presto. • Il timing è il punto delicato. Warsh arriva a Sintra dopo un FOMC già ambiguo: da un lato la Fed non vuole sembrare troppo rigida, dall’altro deve dimostrare di non aver perso il controllo della narrativa sull’inflazione. Per questo ci aspettiamo un discorso formalmente bilanciato, ma con sostanza più hawkish: stabilità dei prezzi al centro, tagli non automatici e disponibilità a tenere i tassi alti più a lungo. • Per l’azionario conta perché il rally è arrivato molto veloce. S&P 500, Nasdaq e semiconduttori hanno corso su una combinazione quasi perfetta: utili buoni, AI, flussi passivi/retail e aspettativa che prima o poi la Fed avrebbe aiutato. Se Warsh raffredda la parte “Fed put”, il mercato non deve necessariamente girarsi, ma deve diventare più selettivo. • La conseguenza pratica è questa: meno spazio per comprare tutto ciò che ha duration lunga e narrativa forte. I titoli saliti solo su aspettative future diventano più vulnerabili; quelli con utili visibili, pricing power, margini e cash flow reggono meglio. Il mercato può continuare a salire, ma da qui in avanti deve dimostrare di meritarselo.

Sono passati 10 anni da quando è iniziato il mio percorso in Gamma Capital Markets. Dieci anni intensi, fatti di sfide, cresc
Sono passati 10 anni da quando è iniziato il mio percorso in Gamma Capital Markets. Dieci anni intensi, fatti di sfide, crescita, soddisfazioni e, soprattutto, di persone. Il primo grazie va ai nostri azionisti, che hanno creduto nella nostra visione, sostenendo con convinzione il progetto e accompagnandone la crescita in questi anni. Un grazie sincero va poi ai consulenti e a tutto il team di Gamma Capital Markets: con il loro impegno, la loro professionalità e la loro dedizione hanno contribuito ogni giorno a costruire ciò che siamo oggi. Grazie anche ai nostri clienti, che ci hanno scelto e continuano a rinnovarci la loro fiducia. Insieme abbiamo raggiunto traguardi importanti, tra cui il superamento dei 500 milioni di euro di raccolta in Italia. Un risultato che rappresenta molto più di un numero: è la dimostrazione che il lavoro svolto con serietà, competenza e una visione di lungo periodo porta valore. Questo anniversario non è un punto di arrivo, ma uno stimolo a guardare avanti con ancora più entusiasmo e ambizione. Grazie a tutti coloro che hanno condiviso con me questo percorso. Il futuro è tutto da costruire. Ps grazie papà per avermi insegnato a lavorare con passione e sacrificio senza mollare mai.

ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Dentro i mercati, oltre i titoli. 1 luglio 2026 –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 +0,78% (7.499), Nasdaq 100 +1,69% (30.276), Dow Jones +0,26% (52.318), Russell 2000 +0,52% (3.026) Europa: EuroStoxx 50 +1,51% (6.326), DAX +1,43%, CAC +0,44%, FTSE MIB +1,01% –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Technology +2,55%, Industrials +1,35%, Materials +0,55% Bottom 3: Real Estate -2,18%, Utilities -1,49%, Consumer Staples -1,48% –– Takeaway veloci –– • Wall Street chiude positiva a fine trimestre, con Nasdaq guidato ancora da tech e semiconduttori. • S&P 500 e Nasdaq 100 archiviano il miglior trimestre dal 2020, sostenuti dal recupero post-shock Iran e dal rally AI. –– Macroeconomic Data –– • JOLTS USA: 7,59 milioni di posti vacanti contro 7,28 milioni attesi. • Consumer Confidence USA: 91,2 contro 94,4 atteso, fiducia ancora debole nonostante il lieve miglioramento mensile. –– Specifiche azioni –– • AeroVironment: risultati sopra le attese su ricavi e utili. • AbbVie e Genmab: risultati positivi nello studio di Fase 3 sul linfoma diffuso a grandi cellule B. –– Prossimi eventi da monitorare –– • Forum BCE di Sintra con Warsh, Lagarde, Bailey e Macklem. • ISM manifatturiero USA. • Non Farm Payrolls USA di giovedì, vero dato chiave della settimana. –– Focus del giorno –– Il mercato non si muove più solo sui fondamentali. Si muove sui flussi. Negli ultimi anni abbiamo imparato ad analizzare crescita economica, inflazione, utili e banche centrali. Oggi, però, questi fattori da soli non bastano più a spiegare quello che succede a Wall Street. Sempre più spesso sono i flussi di capitale a determinare i movimenti di mercato. Basta guardare alla struttura dello S&P 500. Le dieci società più grandi rappresentano ormai quasi il 40% dell’indice, mentre i semiconduttori pesano circa un quinto del totale. Questo significa che quando AI, chip e mega-cap salgono, l’intero indice appare molto più forte di quanto non sia realmente la partecipazione del resto del mercato. A questo si aggiunge la crescita della gestione passiva. Ogni giorno miliardi di dollari entrano negli ETF, che non selezionano i titoli in base alle valutazioni ma li acquistano automaticamente in proporzione al loro peso negli indici. Più una società diventa grande, più riceve nuovi flussi, alimentando un circolo che tende a rafforzare ulteriormente i leader. Anche il comportamento degli investitori retail è cambiato. Il “buy the dip” non è più un evento occasionale ma una strategia quasi automatica: ogni ribasso viene rapidamente comprato, contribuendo a rendere le correzioni più brevi e meno profonde. Il problema è che questa domanda passa sempre meno attraverso l’acquisto tradizionale di azioni e sempre più attraverso strumenti a leva come opzioni, contratti 0DTE ed ETF leveraged. Questo rende il mercato molto più sensibile ai movimenti di breve periodo e amplifica sia i rialzi sia le correzioni. Ecco perché oggi possiamo osservare un fenomeno che in passato era raro: Nasdaq in rialzo e volatilità in aumento. Gli investitori non si limitano a comprare azioni, ma pagano premi sempre più elevati pur di mantenere un’esposizione al rialzo. La conclusione è semplice: oggi non basta chiedersi se i fondamentali giustificano i prezzi. Bisogna capire come si sta muovendo il capitale. Perché, in questa fase di mercato, spesso sono i flussi a determinare i prezzi molto prima dei fondamentali. 👉🏼 https://www.linkedin.com/posts/alessio-garzone_stiamo-guardando-la-bolla-sbagliata-%C3%A8-possibile-share-7477960044463042561-Jvla/?utm_source=social_share_send&utm_medium=ios_app&rcm=ACoAACKG5wQB12e2st8be3_BuKFPqzjnaViCqoM&utm_campaign=copy_link ~About Markets

EMISSIONI La nuova storia dell’AI si legge anche nel mercato obbligazionario. L’emissione lorda investment grade USA è attesa
EMISSIONI La nuova storia dell’AI si legge anche nel mercato obbligazionario. L’emissione lorda investment grade USA è attesa a 2.250 miliardi di dollari nel 2026, massimo storico e quasi il doppio rispetto ai livelli pre-pandemia. Non è solo più debito: è il finanziamento della più grande ondata di investimenti infrastrutturali degli ultimi decenni. Conta soprattutto l’emissione netta, non quella lorda. Dopo aver sottratto il debito rimborsato, il mercato dovrebbe assorbire circa 1.000 miliardi di nuovo debito, +57% rispetto al 2025. Significa che il credito corporate sta crescendo realmente e non si limita a rifinanziare vecchie obbligazioni. Il CapEx AI sta cambiando il modello di finanziamento delle Big Tech. Per anni Alphabet, Amazon, Microsoft e Apple hanno sostenuto la crescita soprattutto con free cash flow e buyback. Oggi, pur avendo bilanci solidissimi, ricorrono sempre più al mercato obbligazionario per finanziare data center, cloud e infrastrutture AI, preservando liquidità e flessibilità finanziaria. Una parte importante di questo debito viene assorbita dall’Europa. Bloomberg mostra che Alphabet, Amazon, Apple e Microsoft hanno già emesso circa €44 miliardi in euro e CHF 6 miliardi in franchi svizzeri. In pratica, assicurazioni, fondi pensione e gestori europei stanno finanziando una parte crescente dell’espansione dell’AI americana, ottenendo in cambio carta di altissima qualità creditizia. Il vero rischio non è il debito, ma la capacità del mercato di assorbirlo. Finché gli investitori credono che il ritorno sugli investimenti AI giustifichi il CapEx, questi bond possono comportarsi quasi come titoli “quasi-governativi con spread”. Se invece dovessero emergere dubbi sul ROI dell’AI, il mercato potrebbe assistere contemporaneamente a pressione sugli spread obbligazionari, widening dei CDS e compressione dei multipli azionari, rendendo il credito AI molto più correlato all’equity rispetto al passato.

⚠️ BREAKING NEWS | SK Hynix ha depositato la documentazione per la quotazione negli Stati Uniti con il ticker $SKHY. Il leade
⚠️ BREAKING NEWS | SK Hynix ha depositato la documentazione per la quotazione negli Stati Uniti con il ticker $SKHY. Il leader mondiale nelle memorie HBM per l’intelligenza artificiale si prepara così allo sbarco sul Nasdaq tramite ADR, ampliando la propria base di investitori internazionali. Il filing rappresenta uno degli ultimi passaggi prima del debutto previsto nelle prossime settimane. Per il mercato è una notizia rilevante: dopo il successo dell’IPO di SpaceX, continua la corsa delle grandi società legate all’ecosistema AI verso Wall Street. L’operazione dovrebbe raccogliere circa 29 miliardi di dollari, risorse che saranno destinate soprattutto all’espansione della capacità produttiva di memorie HBM e agli investimenti in nuovi impianti e macchinari EUV.

⚠️ BREAKING NEWS | USA: il mercato del lavoro resta più forte del previsto. JOLTS sopra le attese. Le offerte di lavoro negli
⚠️ BREAKING NEWS | USA: il mercato del lavoro resta più forte del previsto. JOLTS sopra le attese. Le offerte di lavoro negli Stati Uniti salgono a 7,594 milioni a maggio, sopra le attese di 7,296 milioni e leggermente sopra il dato precedente rivisto a 7,585 milioni. Anche il tasso di job openings resta stabile al 4,6%, segnalando che la domanda di lavoro non sta accelerando, ma resta ancora molto resiliente. Il dettaglio è misto: le dimissioni volontarie salgono a 3,065 milioni, con il tasso fermo all’1,9%, mentre i licenziamenti aumentano a 1,708 milioni, sopra le attese. In pratica: non siamo davanti a un mercato del lavoro euforico, ma nemmeno a un mercato che si sta rompendo. Per i mercati il messaggio è chiaro: dato più hawkish che dovish. Una forza del lavoro ancora presente riduce l’urgenza della Fed di tagliare rapidamente i tassi. Buono per la tenuta dell’economia, meno immediatamente positivo per Nasdaq, growth e asset che hanno bisogno di tassi più bassi per giustificare multipli elevati.

Domani mercoledi 1 luglio Carlo De Luca e Alessio Garzone interverranno alla presentazione del Project Work & Graduation Day
Domani mercoledi 1 luglio Carlo De Luca e Alessio Garzone interverranno alla presentazione del Project Work & Graduation Day di IPE Business School, prestigiosa scuola di alta formazione manageriale con sede a Napoli che offre Master post-laurea e programmi Executive, insieme agli studenti che hanno selezionato Gamma Capital Markets tra le aziende partner come Avantage Reply CRIF EY PwC. Link 👉🏼 https://www.linkedin.com/posts/gamma-capital-markets-succursale-italiana_assetallocation-formazione-talenti-activity-7477676796503658496-FSCP?utm_medium=ios_app&rcm=ACoAACKG5wQB12e2st8be3_BuKFPqzjnaViCqoM&utm_source=social_share_send&utm_campaign=copy_link

PARTE IV: Non è panico, è rotazione. Ma la fragilità resta L’ultima riflessione è importante: non dobbiamo confondere fragili
PARTE IV: Non è panico, è rotazione. Ma la fragilità resta L’ultima riflessione è importante: non dobbiamo confondere fragilità tecnica con panico. Il mercato non sta ancora facendo risk-off su tutto. Sta ruotando. E attenzione: la rotazione non è solo tra tecnologia e settori difensivi. La rotazione più interessante, secondo noi, sta avvenendo dentro lo stesso ecosistema tecnologico. Non tutta l’AI sta performando allo stesso modo. Gli hyperscaler, cioè le grandi piattaforme che stanno spendendo centinaia di miliardi in capex, non stanno necessariamente performando come le società che rappresentano i veri colli di bottiglia della filiera: memorie, chip, componentistica critica, infrastrutture energetiche, networking, raffreddamento, data center. Questo è un passaggio importante. Il mercato sta iniziando a distinguere tra chi finanzia l’AI e chi monetizza la scarsità dentro l’AI. Gli hyperscaler restano centrali, ma sono anche quelli che oggi devono dimostrare che tutta questa spesa genererà ritorni adeguati. I colli di bottiglia, invece, in questa fase hanno un vantaggio diverso: se la domanda resta alta e l’offerta resta limitata, il pricing power si sposta verso chi controlla la capacità scarsa. Quindi la rotazione non significa abbandonare il tema AI. Significa spostarsi da una lettura troppo semplice del tema, del tipo “compro tutto ciò che è AI”, a una lettura più selettiva: dove si crea davvero margine? Dove c’è scarsità? Dove il mercato sta pagando crescita reale e non solo narrativa? Da una parte vengono venduti i segmenti più affollati: mega-cap tech, AI hardware più tirato, temi più speculativi e strumenti a leva. Dall’altra parte continuano a funzionare meglio aree meno affollate o con fondamentali più puliti, sia fuori dalla tecnologia sia dentro la stessa filiera AI. Questo ci dice che non siamo davanti a un mercato completamente rotto, oppure in bolla, come qualcuno ogni tanto afferma. Siamo davanti a un mercato che sta iniziando a distinguere molto di più tra ciò che era diventato troppo affollato e ciò che invece ha ancora fondamentali, valutazioni o posizionamento più sostenibili. Il punto, quindi, non è “scappare dal mercato”. Il punto è capire dove si è accumulata troppa leva. Diversificare. Evitare esposizioni estreme, soprattutto se non è l’obiettivo reale di investimento. Troppa euforia può far male. Secondo la nostra view, l’AI continua a essere un tema strutturale fortissimo. Ma una cosa è il tema industriale, un’altra è il prezzo a cui lo compri, un’altra ancora è la leva con cui il mercato lo sta comprando. Il punto è evitare di possedere temi AI solo nella parte più ovvia, più affollata e più finanziarizzata. La prossima fase dell’AI potrebbe essere meno spettacolare nei titoli e più interessante nei fondamentali: meno “chi ha la narrativa migliore” e più “chi controlla il collo di bottiglia”. Il mercato potrebbe iniziare a dirci che la parte facile del trade sta finendo. Noi siamo pronti ad affrontarla. Voi?

PARTE III: Il costo della leva sta diventando il vero segnale da guardare La terza riflessione è forse la più importante: il
PARTE III: Il costo della leva sta diventando il vero segnale da guardare La terza riflessione è forse la più importante: il vero segnale da monitorare non è solo il prezzo dei titoli, ma il costo della leva. Goldman segnala che il costo di funding per prendere esposizione sintetica sull’S&P 500 tramite Total Return Futures è salito a livelli record di metà anno. Il contratto SPX TRF di settembre è arrivato fino a Fed Funds +127,5 punti base. Che significa? Significa che prendere leva sul mercato sta diventando più caro. Perché succede? Perché la domanda di esposizione è molto alta e la capacità dei dealer non è infinita. Quando troppi investitori vogliono essere esposti agli stessi temi, soprattutto tecnologia, semiconduttori, AI e memory, dall’altra parte qualcuno deve fornire bilancio, margine e liquidità. E quel bilancio costa. Questo è un punto che secondo noi il mercato tende a sottovalutare. Una correzione non deve partire per forza da una trimestrale deludente o da una notizia negativa sull’AI. Può partire anche da una cosa molto più tecnica: il funding diventa troppo caro, la leva diventa meno sostenibile e qualcuno inizia a ridurre esposizione. A quel punto non conta più solo la view fondamentale. Conta la struttura.

PARTE II: Ogni tema caldo diventa subito prodotto a leva La seconda riflessione riguarda il modo in cui oggi il mercato trasf
PARTE II: Ogni tema caldo diventa subito prodotto a leva La seconda riflessione riguarda il modo in cui oggi il mercato trasforma ogni grande narrativa in prodotto finanziario. Appena un tema diventa caldo, arriva quasi subito la versione a leva. È successo anche con la DRAM, uno dei segmenti più forti dentro il trade AI/memory. L’esempio è RAM, l’ETF +2x sul tema DRAM. Al debutto ha fatto quasi 400 milioni di dollari di volume, diventando il miglior esordio di sempre per un ETF leveraged/inverse quotato negli Stati Uniti. Nella mattinata successiva erano già passati oltre 17 milioni di azioni, per circa 500 milioni di dollari di controvalore. Questo dato racconta bene una cosa: il tema AI non resta più confinato ai singoli titoli come Nvidia, Micron, SK Hynix o Samsung. Si trasforma in ETF, opzioni, prodotti a leva, flussi retail e posizionamento sistematico. In pratica, la narrativa diventa struttura di mercato. Ed è qui che il rischio cambia natura. Non parliamo più solo di valutazioni alte o di utili da verificare. Parliamo di strumenti che amplificano il movimento sia al rialzo sia al ribasso. Quando il trend sale, questa leva sembra liquidità. Quando il trend gira, può diventare vendita forzata.

RIFLESSIONI. PARTE I: Il mercato sembra calmo Come stiamo dicendo da qualche settimana, oggi guardare solo all'indice in gene
RIFLESSIONI. PARTE I: Il mercato sembra calmo Come stiamo dicendo da qualche settimana, oggi guardare solo all'indice in generale potrebbe essere fuorviante. Gli indici possono anche sembrare ordinati, ma sotto la superficie la struttura del mercato è diventata molto più complessa e, in alcuni punti, più fragile. Il dato più interessante riguarda gli ETF a leva e inversi quotati negli Stati Uniti. Parliamo ormai di circa 200 miliardi di dollari di AUM, che diventano circa 400 miliardi di dollari di esposizione effettiva una volta considerata la leva. Questo significa che una parte crescente del mercato non si muove più solo sulla base di fondamentali, utili o valutazioni. Si muove anche per effetto di meccaniche tecniche: ribilanciamenti giornalieri, esposizione a leva, opzioni, futures e funding. Ecco perché alle volte vediamo gli indici schizzare in rialzo o al ribasso, senza una motivazione reale alla base. Il punto è che più cresce questa esposizione, più il mercato diventa sensibile ai movimenti tecnici. Quando tutto sale, la leva aiuta il trend. Quando il mercato scende, però, quella stessa leva può costringere alcuni strumenti a ridurre esposizione proprio nel momento peggiore. Ed è qui che nasce il rischio: non sempre si vende perché è cambiata la view sul mercato. A volte si vende perché la struttura ti obbliga a farlo.

L’Iran alza il tono su Hormuz prima dei colloqui con gli USA. - Teheran vuole controllare il traffico marittimo nello Stretto
L’Iran alza il tono su Hormuz prima dei colloqui con gli USA. - Teheran vuole controllare il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz insieme all’Oman. - Se non ci sarà accordo con Muscat, l’Iran dice che procederà comunque in autonomia. - Il punto chiave è il rischio di pedaggi, restrizioni o nuove rotte obbligatorie per le navi. - Gli USA hanno già detto che qualsiasi tassa o limite al transito sarebbe inaccettabile. - Per ora le petroliere continuano a passare, quindi l’impatto sul petrolio resta contenuto.

ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Rassegna giornaliera a cura di About Markets. Dentro i mercati, oltre i titoli. 30 giugno 2026 –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 +1,17% (7.440), Nasdaq 100 +2,25% (29.775), Dow Jones +0,59% (52.188), Russell 2000 +0,01% (3.010) Europa: EuroStoxx 50 +0,21% (6.235), DAX −0,14%, CAC −0,21%, FTSEMIB −0,20% –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Communication Services +3,11%, Consumer Discretionary +2,68%, Technology +1,69% Bottom 3: Materials −1,86%, Real Estate −0,75%, Energy −0,63% –– Takeaway veloci –– • Wall Street chiude positiva, con Nasdaq in forte rialzo dopo la correzione della scorsa settimana sui titoli AI e semiconduttori. • Il rally è stato guidato soprattutto dai grandi titoli tech, non da un vero allargamento del mercato. • I semiconduttori rimbalzano dopo la peggior settimana da aprile 2025, sostenuti anche dal piano sudcoreano da 880 miliardi di dollari su chip e AI. • Petrolio in rialzo dopo i nuovi attacchi tra USA e Iran nel weekend, ma senza panico sui mercati. • Corte Suprema USA: Trump non può rimuovere Lisa Cook dalla Fed. Messaggio importante sull’indipendenza della banca centrale. –– Specifiche azioni –– • Comcast: annuncia lo spin-off di NBCUniversal e Sky in una società separata quotata. Titolo forte. • Palantir: collaborazione con Nvidia per una piattaforma di AI sovrana destinata a governo USA e infrastrutture critiche. • Super Micro Computer: titolo sotto pressione dopo la notizia di perquisizioni a Taiwan nell’indagine sul contrabbando di chip. • SpaceX: ingresso previsto nel Nasdaq 100 prima dell’apertura del 7 luglio. –– Prossimi eventi da monitorare –– • Forum BCE di Sintra: Warsh, Lagarde, Bailey, Ueda e membri BCE. • JOLTS USA. • Giovedì: Non Farm Payrolls USA anticipati per la festività del 4 luglio. –– Focus del giorno — Nasdaq: utili, AI e meccanica di mercato. Il rally di ieri non è stato solo “buy the dip” dopo una settimana difficile. È stato qualcosa di più tecnico e, secondo noi, più interessante. Il Nasdaq è salito perché il mercato ha capito che la correzione dei chip non cambia ancora la storia principale: gli utili dell’S&P 500 continuano a essere trainati dall’intelligenza artificiale. Goldman Sachs stima che quasi il 60% della crescita degli utili dell’S&P 500 nel trimestre arriverà dai titoli legati all’infrastruttura AI. Ancora più importante: Micron e Nvidia da sole dovrebbero rappresentare oltre il 40% della crescita EPS dell’indice. Questo è il punto vero. Non si compra AI solo perché “fa moda”. Si compra perché oggi, dentro gli utili dell’indice, l’AI è ancora il motore più concreto. Dopo quattro settimane di vendite su componenti e chip, gli investitori hanno fatto una rotazione interna al tech: meno memoria e hardware puro, più hyperscaler, software e grandi piattaforme. Non è uscita dal mercato la domanda di AI. Si è semplicemente spostata verso i nomi percepiti come più resilienti. Poi c’è stata la meccanica. In una seduta di bassa liquidità, con fine trimestre e ribilanciamenti dei fondi, la compressione del delta negativo sulle opzioni 0-DTE ha aiutato ad amplificare il movimento. Tradotto semplice: quando il mercato ha iniziato a salire, alcuni flussi tecnici hanno costretto altri operatori a comprare ancora, trasformando il rimbalzo in accelerazione. Ecco perché il Nasdaq ha corso molto più del resto del mercato, mentre l’ampiezza è rimasta debole. Non è stato un rally “di tutto”. È stato un rally dei pesi massimi. La parte più importante, però, è un’altra: il mercato ha guardato oltre petrolio in rialzo, tensioni USA-Iran e yen ai minimi da 40 anni perché, per ora, il tema dominante resta la crescita degli utili. Finché AI significa utili, il mercato compra i ribassi. Il giorno in cui AI tornerà a significare solo capex, debito e promesse lontane, allora sarà un’altra storia. Ma ieri il messaggio è stato chiaro: il mercato non ha archiviato l’AI trade. Lo ha semplicemente ripulito, selezionato e ricomprato nei nomi che contano davvero. ~About Markets

Il rally non è dove sembra Micron pesa appena 0,55% nell’indice, ma da sola ha generato +1,43 punti percentuali di contributo
Il rally non è dove sembra Micron pesa appena 0,55% nell’indice, ma da sola ha generato +1,43 punti percentuali di contributo alla performance annuale dell’S&P 500. È il primo contributore dell’anno, davanti ad Apple, Nvidia, Alphabet e Broadcom. Il motivo non è il peso nell’indice, ma il rendimento: +259% da inizio anno. Nel 2026 non sono stati solo i grandi pesi dell’indice a muovere il mercato. Anzi, alcuni dei maggiori contributori sono società con pesi relativamente piccoli: Micron, Applied Materials, AMD e Caterpillar pesano tutte meno dell’1%, ma hanno inciso molto grazie a rialzi molto forti. Il dato più interessante è il confronto con Nvidia. Nvidia pesa circa 6,5% dell’S&P 500, ma il suo contributo YTD è solo +0,14 punti, perché il titolo è salito “solo” del 2,1%. Apple pesa ancora di più, 7,2%, ma contribuisce per +0,35 punti. Micron, pur pesando oltre dieci volte meno, ha fatto molto di più sull’indice. Questo significa che sotto la superficie l’indice è meno “ampio” di quanto sembri. E quando una parte così importante della performance dipende da pochi titoli con ritorni eccezionali, il mercato diventa più sensibile a delusioni su utili, margini, guidance, capex o domanda AI.

BREAKING NEWS Wall Street perde slancio. La pressione arriva ancora una volta dal tech, in particolare dai semiconduttori, me
BREAKING NEWS Wall Street perde slancio. La pressione arriva ancora una volta dal tech, in particolare dai semiconduttori, mentre i rendimenti USA risalgono leggermente dopo la decisione della Corte Suprema sul caso Lisa Cook. La Corte ha stabilito che la governatrice della Fed può restare in carica per ora, mentre il contenzioso prosegue. Trump incassa una battuta d’arresto nel tentativo di modificare gli equilibri interni della banca centrale. Meno controllo politico sulla Fed significa anche meno probabilità di una scorciatoia verso tagli dei tassi più aggressivi. Per questo i rendimenti salgono e l’azionario, soprattutto quello più sensibile ai multipli come tecnologia e semiconduttori, fatica.