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∴ Sogni nel deserto del tempo ∴

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eclissi totalmente random 😆GODO
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"Secondo le mappe, quell'isola non avrebbe dovuto esistere, in ogni caso... Ero sempre più cosciente del fatto che ci fosse q
"Secondo le mappe, quell'isola non avrebbe dovuto esistere, in ogni caso... Ero sempre più cosciente del fatto che ci fosse qualcosa di anomalo: provavo una confusa inquietudine, quasi fossi stato esiliato sulla superficie di un pianeta ignoto; e avevo l'impressione che tra me e la mia vita precedente, tra me e tutto ciò che avevo conosciuto fino a quel momento si frapponesse il diaframma di lontananze irremeabili più della somma di tutte le azzurre leghe di mare e di cielo che potessi immaginare. Mi sembrava ormai di essere, come d'altronde l'isola stessa su cui ero approdato, senza più speranza di una qualsiasi possibilità di ritrovare un corretto orientamento. Per alcuni istanti, anzi, la sensazione cui ho accennato mi scosse i nervi con l'intensità del terrore panico, raggelandomi con un orrore paralizzante." C.A. Smith, "L'isola non cartografata"(1930)

"Il tremulo scintillio delle stelle rifulgeva nel buio. Chi abita quei mondi? Quali forme, quali esseri, animali e piante, es
"Il tremulo scintillio delle stelle rifulgeva nel buio. Chi abita quei mondi? Quali forme, quali esseri, animali e piante, esistono lassù? Coloro che pensano in quei mondi lontani, che cosa sanno più di noi? Che cosa possono più di noi? Che cosa vedono che noi ignoriamo?. Siamo così fragili, così inermi, così ignoranti, così piccoli, noi che turbiniamo su questo granello di fango sciolto in una goccia d'acqua" Guy de Maupassant, "Le Horla"

Pensavo di aver trovato il paradiso Ma il paradiso venne e pianse Come il vento tra i boschi d’inverno Si rannicchiò e prese
Pensavo di aver trovato il paradiso Ma il paradiso venne e pianse Come il vento tra i boschi d’inverno Si rannicchiò e prese fiato

Non ti capisco, perché mi hai dato tutto questo se poi, alla fine mi leverai tutto? Che ti ho fatto io per meritarmi questo?

"L’elenco delle sventure che si abbattono ogni giorno su di noi è senza fine... Tutto questo mi dà all’improvviso un’altra vita. Una vita invivibile, sovraccarica di pene quotidiane, di lacrime inghiottite o versate, di disperazione assoluta, a volte bruciante, a volte incolore e vuota. Un’esistenza devitalizzata, insomma, che, anche se a volte esalta lo sforzo da me fatto per continuarla, è pronta a ogni istante a precipitare nella morte. Morte vendetta o morte liberazione, essa è ormai la soglia interna della mia prostrazione, il senso impossibile di questa vita il cui peso mi sembra a ogni istante insostenibile, se si eccettuano i momenti in cui mi mobilito per far fronte al disastro. Io vivo una morte vivente, carne tagliata, sanguinante, cadaverizzata, ritmo rallentato o sospeso, tempo cancellato o gonfiato, riassorbito nella pena... Assente dal senso degli altri, estranea, accidentale alla felicità ingenua, la mia depressione mi dà una lucidità suprema, metafisica. Alle frontiere della vita e della morte, ho talvolta il senso e la presunzione di essere testimone del non senso dell’Essere, di rivelare l’assurdità dei legami e degli esseri."

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"La morte: crediamo davvero che faccia parte dell'ordine della vita? Diciamo di sì, noi. Ma quando diviene trasparente alla n
"La morte: crediamo davvero che faccia parte dell'ordine della vita? Diciamo di sì, noi. Ma quando diviene trasparente alla nostra immaginazione, quanto la sentiamo naturale? Qui cascano a puntino le presunte ultime parole di W.A. Mozart: «Sento il sapore della morte sulla lingua. Sento qualcosa che non è di questo mondo» (citato in La mort et la pensée occidentale di Jacques Choron, 1969). La morte non è come la sopravvivenza e la procreazione. Somiglia più a una visita da una sfera estranea ed enigmatica, alla quale siamo collegati dalla coscienza" T. Ligotti, "La cospirazione contro la razza umana"

L'altrove è più complicato del “qui e ora” delle localizzazioni spazio-temporali. Perché, per definizione, l'“altrove” fonda
L'altrove è più complicato del “qui e ora” delle localizzazioni spazio-temporali. Perché, per definizione, l'“altrove” fonda l'alterità, fonda la dualità che è l'avvio di tutte le pluralità. L'oggetto semplice, localizzato “chiaramente e distintamente”, non ha più questa “oggettività pesante” che aveva in Galileo, Cartesio, Newton, Avogadro o Lavoisier. Esce altra espressione di d'Espagnat dal “reale velato”. Aggiungerei che è “velato” per il suo carico più grande di semanticità. G. Durand, Introduzione alla mitodologia

Un'ecumenopoli (dal greco οἰκουμένη, ecumene e πόλις, polis), è una città che copre un intero pianeta, sviluppandosi su tutta la sua superficie. Il termine è usato prevalentemente nel contesto della fantascienza, anche se nasce in ambito urbanistico per descrivere un ipotetico sviluppo futuro degli insediamenti urbani. Gli esempi più celebri di tale insediamento planetario nella fantascienza sono la città-mondo di Trantor, pianeta capitale del Impero Galattico nei libri dello scrittore statunitense Isaac Asimov, e il pianeta di Coruscant nell'universo di Guerre stellari, capitale della Repubblica e successivamente dell'Impero. Origine del termine La parola è stata coniata nel 1967 dall'urbanista greco Kōnstantinos Apostolou Doxiadīs per rappresentare l'idea che, in futuro, le aree urbane e le megalopoli si sarebbero infine fuse, e ci sarebbe stata un'unica città mondiale continua come progressione degli attuali processi di urbanizzazione, crescita demografica, sviluppo delle reti di trasporti e reti sociali. Il concetto, anche se non con questo nome, era già presente nella fantascienza fin dal 1942, con la città-mondo di Trantor nel Ciclo della Fondazione di Isaac Asimov. Quando fu resa pubblica, l'idea di ecumenopoli di Doxiadis sembrava più "vicina alla fantascienza", ma nel XXI secolo, secondo i ricercatori di geografia Pavle Stamenovic, Dunja Predic e Davor Eres, è "sorprendentemente pertinente" soprattutto come conseguenza della globalizzazione. Doxiadis ha anche creato uno scenario basato sulle tradizioni e le tendenze dello sviluppo urbano del suo tempo, prevedendo come fase intermedia il concetto parallelo di eperopoli ("città continente") che sarebbe basata sull'area conosciuta come "Banana blu", ovvero la conurbazione che forma il cuore dell'Europa centro-occidentale. Nel 2008, la rivista Time ha coniato il termine Nylonkong per collegare New York City, Londra e Hong Kong come le eperopoli delle Americhe, dell'Euro-Africa e dell'Asia-Pacifico. https://it.wikipedia.org/wiki/Ecumenopoli

"E' un fenomeno generale della nostra natura che ciò che è triste, terribile, persino orrendo ci attira con un fascino irresi
"E' un fenomeno generale della nostra natura che ciò che è triste, terribile, persino orrendo ci attira con un fascino irresistibile, e che da scene di dolore e di terrore noi ci sentiamo respinti e con pari forza riattratti. Noi rinnoviamo con avidità la più avventurosa favola di spettri, e l'avidità è tanto maggiore quanto più quella ci fa rizzare i capelli in testa" U. Eco, "Storia della bruttezza"

Un pianeta, due soli Circa due terzi di tutte le stelle della Via Lattea non sono solitarie come il nostro Sole. Appartengono a sistemi in cui due o più stelle orbitano l'una intorno all'altra. Ma questi sistemi binari possono anche ospitare pianeti? Di Frank Grotelüschen, 2 ottobre 2014. È uno dei luoghi più famosi della saga di Star Wars: il pianeta Tatooine. Questo mondo desertico è la patria di Luke e Anakin Skywalker, i due protagonisti dell'epopea fantascientifica. E, come ci si potrebbe aspettare, non è un pianeta ordinario. A differenza della Terra, Tatooine non orbita attorno a un solo sole, ma a due. Ma sistemi planetari così esotici esistono davvero? Gli astronomi si sono interrogati su questa domanda per anni, fino al 2011, quando il telescopio spaziale Kepler ha fatto una scoperta cruciale. "Nella costellazione del Cigno, a 200 anni luce di distanza, abbiamo effettivamente trovato il primo pianeta che orbita indubbiamente attorno a una stella binaria. E ad oggi, sono stati scoperti in totale dieci di questi sistemi esotici." Queste scoperte sollevano una serie di interrogativi per astronomi come Nader Haghighipour dell'Università delle Hawaii: quanto sono comuni questi sistemi stellari binari nello spazio? Potrebbe esistere la vita al loro interno? E in questi sistemi esistono orbite stabili a lungo termine per i pianeti? "Le orbite possono diventare piuttosto caotiche, soprattutto quando un pianeta orbita troppo vicino ai due soli gemelli. In tal caso, prima o poi, verrà espulso dal sistema e dovrà vagare da solo nello spazio. A distanze maggiori, tuttavia, le orbite dovrebbero rimanere stabili per molti miliardi di anni." Quando un pianeta orbita vicino a un sistema binario, subisce a tratti l'attrazione gravitazionale di una stella più intensa, a tratti quella dell'altra. Questo rende praticamente impossibile la formazione di orbite stabili. Tuttavia, se il pianeta orbita a una distanza maggiore dal sistema, i campi gravitazionali di entrambe le stelle si fondono in uno solo. Per il pianeta, questo equivale a orbitare attorno a una sola stella: una condizione ideale per un'orbita stabile. "Finora abbiamo individuato solo dieci di questi sistemi. Ma i nostri modelli indicano che devono essercene molti di più." Haghighipour ritiene che quasi la metà di tutti gli esopianeti nello spazio orbitino attorno a due stelle. E alcuni di essi potrebbero persino essere abitabili. "Dei dieci pianeti binari che abbiamo scoperto finora, tre sembrano trovarsi nella zona abitabile. Certo, si tratta di giganti gassosi, simili a Giove o Saturno, sui quali è improbabile che si sviluppi la vita. Ma questi giganti potrebbero avere delle lune. E queste potrebbero certamente offrire condizioni favorevoli alla vita." Ma come sarebbe la vita lì? Certamente diversa dalla nostra, afferma Haghighipour. Noi dovevamo solo adattarci alle radiazioni di un solo sole. Due stelle, invece, potrebbero emettere spettri di radiazioni completamente diversi, il che potrebbe rappresentare un ostacolo all'evoluzione. E gli abitanti di un sistema stellare binario dovrebbero anche fare a meno di un regolare ciclo giorno-notte. "In un sistema del genere, entrambi i soli potrebbero essere visibili contemporaneamente, poi solo uno, in seguito l'altro, e infine nessuno dei due. Il ciclo del giorno e della notte risulterebbe quindi complicato: lunghe giornate seguirebbero brevi, interrotte da notti di durata variabile. La vita in un sistema simile dovrebbe in qualche modo adattarsi a un tale caos." Forse non le condizioni più favorevoli alla vita. Ma per Tatooine ha funzionato: dopotutto, il pianeta desertico con i suoi due soli nel cielo ha prodotto due dei guerrieri più potenti dell'universo di Star Wars.

"Vero simbolismo è quello ove il particolare rappresenta l'universale non come ombra ma come vivente rivelazione dell'insonda
"Vero simbolismo è quello ove il particolare rappresenta l'universale non come ombra ma come vivente rivelazione dell'insondabile" (J.W. Goethe)

"Vi sono due facoltà che troppo spesso vengono confuse sotto lo stesso termine e la cui confusione deprezza l'una per mezzo d
"Vi sono due facoltà che troppo spesso vengono confuse sotto lo stesso termine e la cui confusione deprezza l'una per mezzo dell'altra. Vi è una fantasia volgare (fancy), ossia una giustapposizione di immagini, semplice specchio piacevole del mondo; ma questa riproduzione di immagini non è allora che un intelletto passivo privo di significato. Al di sopra, invece, vi è l’immaginazione che va al fondo delle cose, vero "intelletto agente" del poeta che rende quest’ultimo un "veggente", e che crea i Wordsworth, i Milton e gli Shakespeare" G. Durand, "Le foi du cordonnier" (1984)

"Mai, sognatore, potrai svegliarti (e nemmeno, del resto, lasciarti chiamare, interpellare in tal modo). Il sogno è senza fin
"Mai, sognatore, potrai svegliarti (e nemmeno, del resto, lasciarti chiamare, interpellare in tal modo). Il sogno è senza fine, la veglia senza inizio, né l’uno né l’altra si congiungono. Solo la parola dialettica li pone in rapporto" M. Blanchot, "La scrittura del disastro"