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Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets
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Software: il trade che nessuno voleva più potrebbe tornare improvvisamente centrale
1️⃣ Il mercato continua a inseguire semiconduttori, hardware AI e data center, mentre il software è stato quasi dimenticato. Proprio questo rende il settore interessante: quando un’area è poco posseduta, basta un cambio di narrativa per generare un riposizionamento violento.
2️⃣ Secondo le ultime rilevazioni, i fondi comuni hanno l’esposizione più bassa al software da oltre dieci anni, mentre restano molto più carichi sui semiconduttori. Questo significa che i gestori oggi sono sottopesati proprio su un settore che sta tornando a mostrare forza relativa.
3️⃣ Il grafico di IGV (etf software) è arrivato su una zona tecnica cruciale. L’area 94/95 dollari rappresenta la resistenza chiave: sopra quei livelli il movimento smetterebbe di sembrare solo un rimbalzo e potrebbe trasformarsi in un vero breakout.
4️⃣ Anche il segnale tecnico aiuta: l’incrocio rialzista tra media a 21 e 100 giorni sta rafforzando l’idea che qualcosa stia cambiando. Non è una garanzia, ma quando arriva su un settore così scarico di posizionamento può diventare il classico trigger che costringe molti investitori a rientrare.
5️⃣ Attenzione però: non significa comprare software a caso. Il tema vero è selezionare società con pricing power, ricavi ricorrenti, margini solidi e prodotti difficili da sostituire. Il software, oggi, sembra quasi diventato un “value style”: qualità venduta perché fuori moda.
👉🏼 Noi abbiamo inserito nelle nostre strategie, già da febbraio 2026, una quota importante di software. Pensiamo sia una delle scommesse più interessanti del 2026 e, per ora, il mercato ci sta dando ragione proprio mentre molti vendevano il settore a mani basse.
A volte il miglior trade non è dove tutti stanno guardando, ma dove tutti hanno già smesso di guardare.
[non è un consiglio di investimento, rivolgersi al proprio consulente finanziario]
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⚠️ BREAKING NEWS | Nuovi report sollevano un caso enorme di potenziale conflitto d’interessi attorno ai trade finanziari di Donald Trump.
Secondo diverse ricostruzioni, nei primi mesi del 2026 sarebbero state effettuate migliaia di operazioni su azioni, obbligazioni ed ETF in un conto riconducibile al Presidente, per un volume stimato tra 220 e 750 miliardi di dollari. Il punto politicamente più delicato è che alcuni acquisti avrebbero riguardato società poi favorite, direttamente o indirettamente, da annunci, politiche o iniziative dell’amministrazione Trump.
Tra i casi citati ci sono titoli legati a farmaceutica, difesa, energia, AI e data center. La linea difensiva della Trump Organization è che gli asset sarebbero gestiti da soggetti terzi e senza intervento diretto della famiglia Trump. Ma per gli esperti di etica pubblica il problema resta: un Presidente può muovere mercati, settori e singole aziende con una frase, una decisione geopolitica o una misura regolatoria.
Il caso arriva in un momento già tesissimo, dopo le notizie sull’accordo con il Dipartimento di Giustizia che bloccherebbe alcune verifiche fiscali pendenti dell’IRS su Trump, i figli maggiori e la Trump Organization.
Il tema non è solo legale, ma istituzionale. Se chi guida la prima economia mondiale può avere esposizioni finanziarie su società direttamente impattate dalle proprie decisioni politiche, il confine tra governo, mercato e interesse privato diventa sempre più sottile.
Consigliamo visione video 👉🏼 https://www.facebook.com/share/v/1C3VWtmA46/?mibextid=wwXIfr
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ABOUT MARKETS TODAY 🥷
Rassegna giornaliera a cura di About Markets.
Dentro i mercati, oltre i titoli.
22 maggio 2026
–– Chiusura mercati ––
USA: S&P 500 +0,17% (7.446), Nasdaq 100 +0,20% (29.357), Dow Jones +0,55% (50.291), Russell 2000 +0,93% (2.843)
Europa: EuroStoxx 50 −0,20% (5.964), DAX −0,33%, CAC −0,39%, FTSEMIB −0,03%
–– Best/Worst settori S&P 500 ––
Top 3: Utilities +1,03%, Consumer Discretionary +0,77%, Materials +0,73%
Bottom 3: Consumer Staples −1,63%, Energy −1,01%, Industrials −0,12%
–– Takeaway veloci ––
• Wall Street chiude positiva, ma la seduta è stata dominata da continui stop and go sulle trattative USA-Iran.
• Il petrolio resta il vero driver del mercato: WTI sotto 100 dollari dopo le indiscrezioni su una bozza finale di accordo, poi parziale recupero dopo le smentite.
• I Treasury sono rimasti volatili: il 10 anni chiude al 4,56%, il 30 anni ancora sopra il 5%, segnale che il tema tassi non è sparito.
• Nvidia batte le attese e guida sopra consenso, ma il titolo chiude in calo: quando le aspettative sono estreme, anche numeri ottimi possono non bastare.
• Small cap in forte recupero, Mag7 più deboli: il mercato prova ad allargarsi, ma resta molto dipendente da petrolio, tassi e AI.
–– Macroeconomic Data ––
• Jobless claims USA: 209 mila, ancora bassi e stabili. Il mercato del lavoro non accelera, ma non mostra crepe vere.
–– Specifiche azioni ––
• Arm: forte rialzo, sostenuta da ulteriore ottimismo sul tema AI e semiconduttori.
• Walmart: guidance meno brillante, con segnali di pressione sui consumatori a basso reddito.
• Applied Digital: nuovo contratto di locazione da 15 anni per un campus AI.
• Spotify: 761 milioni di utenti attivi mensili e quasi 300 milioni di abbonati.
–– Focus del giorno ––
Accordo o niente
La giornata di ieri è stata il riassunto perfetto del mercato di queste settimane: non si compra o si vende più sulla base di un quadro chiaro, ma sulla base dell’ultimo titolo uscito da qualche fonte mediorientale, spesso non confermata, smentita mezz’ora dopo e poi rilanciata in una forma leggermente diversa.
Prima arriva la notizia della bozza finale dell’accordo USA-Iran. Il petrolio scende, i rendimenti si raffreddano, l’azionario respira. Poi arriva la smentita. Poi Trump dice che gli Stati Uniti otterranno l’uranio iraniano. Poi l’Iran dice il contrario. Poi si parla del Pakistan come mediatore. Poi il viaggio a Teheran viene messo in dubbio. Risultato: petrolio, Treasury, dollaro e azioni si muovono tutti insieme come se fossero attaccati allo stesso filo.
Il punto è proprio questo: il mercato non sta prezzando la pace. Sta prezzando la speranza della pace. E la speranza, sui mercati, può funzionare per qualche ora, ma diventa pericolosa quando viene trattata come se fosse già un accordo firmato.
La bozza circolata aveva dentro elementi molto importanti: cessate il fuoco, libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, revoca graduale delle sanzioni, negoziati entro sette giorni. Tutto bello. Però mancava il tema più pesante: l’uranio. Ed è lì che si decide davvero la partita. Perché senza un’intesa credibile sul nucleare iraniano, il resto rischia di essere più una tregua tattica che una vera de-escalation.
Intanto Nvidia ha fatto numeri forti, il quantum ha acceso nuovi rally speculativi e le small cap hanno rimbalzato. Ma il vero centro del mercato ieri non era l’AI. Era il petrolio. Se il greggio scende, l’equity respira. Se il greggio risale, tornano paura inflazione, tassi alti e pressione sui multipli.
Questa è la parte da non sottovalutare: oggi basta una riga su Hormuz per muovere tutto. E quando un mercato diventa così dipendente dalle breaking news, il rischio non è solo sbagliare view. È essere travolti da un titolo falso, incompleto o semplicemente prematuro.
Quindi sì, l’accordo sarebbe una notizia enorme. Ma finché il nodo nucleare resta aperto, il mercato sta ballando su una bozza, non su una firma.
E le bozze sui mercati durano poco
~ About Markets
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⚠️ BREAKING NEWS | Secondo rilanci di IRNA/Al Arabiya, sarebbe stata raggiunta la bozza finale dell’accordo USA-Iran con mediazione del Pakistan.
I punti principali della bozza sarebbero:
1. cessate il fuoco immediato e completo su tutti i fronti;
2. impegno reciproco a non colpire infrastrutture strategiche;
3. libertà di navigazione garantita nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz;
4. creazione di un meccanismo di monitoraggio congiunto sulla sicurezza marittima;
5. rimozione graduale delle sanzioni in cambio del rispetto dei termini dell’accordo da parte dell’Iran;
6. avvio dei negoziati sulle questioni ancora aperte entro un massimo di sette giorni.
La notizia, se confermata ufficialmente, avrebbe un impatto immediato sul premio geopolitico incorporato nel petrolio e sugli asset rischiosi. Per ora però il punto chiave resta questo: si parla di bozza finale, non ancora di accordo firmato. Mercati probabilmente pronti a prezzare lo scenario, ma con il rischio di forte volatilità se dovessero arrivare smentite o richieste aggiuntive da una delle parti.
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⚠️ BREAKING NEWS | La Turchia avrebbe liquidato quasi tutte le sue partecipazioni in Treasury USA a marzo, subito dopo l’inizio della guerra con l’Iran.
Le detenzioni turche di titoli governativi americani sono crollate da circa 15,7 miliardi di dollari a febbraio a soli 1,8 miliardi a marzo. In pratica, una vendita di circa 14 miliardi in un solo mese.
Il movimento sarebbe legato alla necessità della banca centrale turca di difendere la lira e gestire la liquidità in valuta estera durante la fase iniziale del conflitto. Da aprile in poi, le posizioni sarebbero rimaste ferme intorno a 1,8 miliardi, senza un vero rientro sui Treasury.
Il dato non è enorme in termini assoluti per il mercato dei Treasury USA, ma è molto rilevante politicamente. In fasi di stress geopolitico, alcuni Paesi non vendono Treasury per “attaccare” gli Stati Uniti, ma perché hanno bisogno di dollari. Quando la liquidità globale si stringe, anche asset considerati sicuri possono diventare fonte di cassa.
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⚠️ BREAKING NEWS | Gli Stati Uniti puntano 2 miliardi di dollari sul quantum computing
L’amministrazione Trump assegnerà 2 miliardi di dollari a nove società legate all’informatica quantistica, ricevendo in cambio quote azionarie. Secondo WSJ e Reuters, il pacchetto prevede 1 miliardo di dollari per IBM, 375 milioni per GlobalFoundries e finanziamenti più piccoli per società come D-Wave Quantum, Rigetti Computing, Infleqtion e Diraq.
Il punto non è solo tecnologico. È politico e strategico.
Washington sta continuando a trasformare i sussidi pubblici in partecipazioni dirette dello Stato dentro aziende considerate cruciali per la sicurezza nazionale: semiconduttori, terre rare, ora quantum computing. Dopo Intel e MP Materials, il messaggio è chiaro: le tecnologie strategiche non vengono più lasciate solo al mercato.
Il quantum computing è ancora una scommessa molto lontana dalla piena maturità commerciale. Oggi il problema principale resta la correzione degli errori, che limita ancora la reale superiorità rispetto ai computer tradizionali. Però il mercato guarda oltre: se questa tecnologia dovesse funzionare su larga scala, potrebbe cambiare crittografia, difesa, farmaceutica, simulazioni industriali e intelligenza artificiale.
Lo Stato non si limita più a finanziare i campioni nazionali, ma entra nel capitale. Per i mercati significa una cosa semplice: dopo AI, semiconduttori e terre rare, il quantum diventa ufficialmente un altro settore strategico da monitorare.
https://www.wsj.com/tech/u-s-to-award-quantum-computing-firms-2-billion-and-take-equity-stakes-7382e6be
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ABOUT MARKETS TODAY 🥷
Rassegna giornaliera a cura di About Markets.
Dentro i mercati, oltre i titoli.
21 maggio 2026
–– Chiusura mercati ––
USA: S&P 500 +1,08% (7.433), Nasdaq 100 +1,66% (29.298), Dow Jones +1,31% (50.014), Russell 2000 +2,56% (2.817)
Europa: EuroStoxx 50 +2,09% (5.975), DAX +1,36%, CAC +1,70%, FTSEMIB +1,71%
–– Best/Worst settori S&P 500 ––
Top 3: Consumer Discretionary +2,50%, Technology +1,87%, Materials +1,39%
Bottom 3: Energy −2,59%, Consumer Staples −0,97%, Health Care −0,07%
–– Takeaway veloci ––
• Wall Street chiude in forte rialzo sulle nuove speranze di accordo USA-Iran. Trump ha detto che i colloqui sono nelle fasi finali.
• Il petrolio crolla: WTI a 98,26 dollari e Brent a 105,02, entrambi in calo di circa 6 dollari al barile.
• Il calo del greggio aiuta i Treasury: rendimenti in forte discesa su tutta la curva, con il 10 anni al 4,57% e il 30 anni al 5,11%.
• Dollaro più debole, oro in rialzo e clima di mercato decisamente più risk-on.
• Semiconduttori in rally prima dei risultati Nvidia: SMH +3,8%, SOXX +4,7%.
–– Macroeconomic Data ––
• I verbali del FOMC restano restrittivi: molti membri vogliono abbandonare il linguaggio accomodante.
• La maggioranza ritiene possibile un nuovo rialzo dei tassi se l’inflazione dovesse restare sopra target.
• La Fed continua a vedere rischi inflazionistici legati a energia, dazi e Medio Oriente.
–– Specifiche azioni ––
• Micron: outlook finanziario migliorato rispetto all’ultima trimestrale.
• Samsung Electronics: rinviato lo sciopero dopo proposta salariale provvisoria.
• Analog Devices: acquisisce Empower Semiconductor per 1,5 miliardi in cash.
• OpenAI: secondo indiscrezioni starebbe preparando una possibile IPO già da settembre, con valutazione potenziale oltre 1.000 miliardi.
–– Focus del giorno ––
Nvidia batte tutto, ma il mercato non si emoziona più come prima
Nvidia ha fatto di nuovo Nvidia.
Ricavi sopra le attese, utili sopra le attese, data center da record, margini ancora intorno al 75%, guidance fortissima per il prossimo trimestre e nuovo buyback da 80 miliardi di dollari. Numeri che per quasi qualsiasi altra società sarebbero accolti come una trimestrale storica.
E infatti la trimestrale è fortissima.
Il punto, però, è che Nvidia ormai non viene più giudicata come una società normale. Il mercato non le chiede solo di battere le stime. Le chiede di batterle, alzare le guidance, confermare la domanda AI, mantenere margini quasi irreali, rassicurare sulla Cina, dimostrare che Blackwell sta scalando bene e far capire che l’intero ciclo di spesa AI non sta rallentando.
Tutto insieme.
Il problema non è Nvidia.
Il problema sono le aspettative.
E infatti…[per leggere l’approfondimento, clicca qui sotto 👇🏼]
https://www.linkedin.com/posts/alessio-garzone_nvidia-ha-fatto-di-nuovo-nvidia-la-trimestrale-share-7463090628646789122-FQ-Q?utm_source=social_share_send&utm_medium=ios_app&rcm=ACoAACKG5wQB12e2st8be3_BuKFPqzjnaViCqoM&utm_campaign=copy_link
~About Markets
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NVIDIA, ANCORA UNA VOLTA NUMERI DA MONSTER COMPANY
Dopo una prima reazione negativa in after-hours, Nvidia è tornata positiva: il mercato ha iniziato a guardare meglio dentro i numeri, e i numeri restano impressionanti.
- Ricavi trimestrali record a 81,6 miliardi di dollari, sopra le attese.
- EPS adjusted a 1,87 dollari, anche questo sopra consensus.
- Guidance Q2 tra 89,2 e 92,8 miliardi di dollari, superiore alle stime di Wall Street.
- Nuova autorizzazione al buyback da 80 miliardi di dollari.
- Dividendo trimestrale aumentato da 0,01 dollari per azione a 0,25 dollari per azione.
- Ricavi totali cresciuti di oltre il 1.000% negli ultimi tre anni.
La cosa interessante è che, ormai, per Nvidia battere le stime non basta quasi più. Il mercato si aspetta ogni trimestre un miracolo ancora più grande del precedente. E infatti la prima reazione è stata negativa, perché alcune aspettative più aggressive erano ancora più alte della guidance ufficiale.
Poi però la lettura è cambiata: Nvidia continua a crescere a ritmi enormi, continua a generare cassa, continua a dominare il ciclo AI e ora rafforza anche il ritorno di capitale agli azionisti con buyback e dividendo.
Insomma, è ancora tutto da vedere. A breve parlerà Jensen Huang e tutto potrebbe cambiare di nuovo, soprattutto sulla domanda AI, sui margini, su Blackwell e sulla Cina.
Stay tuned.
2 552
Al momento la reazione è negativa after market. Attendiamo la call con gli analisti prevista fra 40 minuti
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Earnings | NVIDIA (NVDA)
Esito: 🟢
Q1 FY27:
EPS adj. $1.87
Ricavi $81.62B (+85% a/a) vs $79.19B attese
Data Center $75.2B (+92% a/a) vs $73.48B attese
Margine lordo adj. 75%
FCF $48.55B (+86% a/a)
Guidance Q2:
Ricavi $89.18–92.82B vs $87.36B attese
Margine lordo adj. 74.5–75.5%
Numeri ancora molto forti: data center quasi +100% anno su anno, margini altissimi e guidance sopra consenso. Il mercato però guarderà soprattutto alla sostenibilità del ritmo AI e alla reazione del titolo dopo un rally già enorme. Per ora il messaggio è chiaro: la domanda AI non sta rallentando.
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ANTEPRIMA NVIDIA
Cosa guardare e quali sono i rischi?
👉🏼 https://www.linkedin.com/posts/alessio-garzone_anteprima-nvidia-tutti-gli-occhi-questa-share-7462896402965282816-VffA?utm_source=social_share_send&utm_medium=ios_app&rcm=ACoAACKG5wQB12e2st8be3_BuKFPqzjnaViCqoM&utm_campaign=copy_link
Commenta e facci sapere che ne pensi!
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⚠️ BREAKING NEWS | Il petrolio crolla su indiscrezioni di una possibile “bozza finale” per un accordo con l’Iran
Il Brent perde oltre il 3% e scende verso area 107 dollari, mentre il WTI torna sotto quota 100, dopo le notizie secondo cui il capo dell’esercito pakistano potrebbe recarsi domani in Iran per annunciare il raggiungimento di una bozza finale dell’accordo.
Il mercato sta prezzando una possibile de-escalation: passaggio di petroliere nello Stretto di Hormuz, negoziati che potrebbero riprendere a Islamabad dopo l’Hajj e lavori in corso sugli ultimi dettagli del testo tra Washington e Teheran.
Attenzione però: la notizia resta fragile. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane continuano a minacciare una guerra “oltre i confini regionali” in caso di nuovi attacchi, mentre gli Stati Uniti mantengono aperta l’opzione militare se Teheran non accetterà le condizioni sul nucleare entro pochi giorni.
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ABOUT MARKETS TODAY 🥷
Rassegna giornaliera a cura di About Markets.
Dentro i mercati, oltre i titoli.
20 maggio 2026
–– Chiusura mercati ––
USA: S&P 500 −0,67% (7.354), Nasdaq 100 −0,61% (28.819), Dow Jones −0,65% (49.369), Russell 2000 −1,01% (2.747)
Europa: EuroStoxx 50 +0,07% (5.853), DAX +0,49%, CAC −0,07%, FTSEMIB −0,65%
–– Best/Worst settori S&P 500 ––
Top 3: Health Care +1,09%, Energy +1,05%, Utilities +0,99%
Bottom 3: Materials −2,27%, Communication Services −1,58%, Consumer Discretionary −1,32%
–– Takeaway veloci ––
• Wall Street chiude in rosso per la terza seduta consecutiva, con small cap e settori ciclici più deboli.
• Il tema dominante resta il mercato obbligazionario: il Treasury 10 anni sale al 4,67%, il 30 anni al 5,18%, massimo dal 2007.
• In equity si vede una rotazione più difensiva: bene healthcare, utilities, staples ed energy; male materiali, discretionary e communication services.
• Giappone: autorità pronte a intervenire sul mercato valutario in caso di eccessiva volatilità dello yen.
–– Specifiche azioni ––
• Nvidia: attesa oggi dopo la chiusura, evento chiave non solo per il titolo ma per tutta la narrativa AI.
• Google: presentato Gemini Omni AI per generazione e modifica video; AI Overviews a 2,5 miliardi di utenti mensili, Gemini a 900 milioni.
• Google/Blackstone: progetto per una società cloud AI negli Stati Uniti basata sui chip specializzati di Google.
• Home Depot: ricavi e utili sopra le attese, ma vendite comparabili sotto consenso; guidance confermata.
• Analog Devices: in trattative avanzate per acquisire Empower Semiconductor per 1,5 miliardi di dollari.
• Akamai: offerta di bond senior convertibili zero coupon per complessivi 2,6 miliardi di dollari.
–– Prossimi eventi da monitorare ––
• Utili: Nvidia, Target, Intuit.
• Fed: verbali FOMC e interventi di Barr e Paulson.
• Macro: inflazione UK, PPI Germania, inflazione finale UE, LPR cinese.
• Bond market: asta Treasury USA a 20 anni da 16 miliardi e TIPS a 10 anni da 19 miliardi.
–– Focus del giorno ––
Il mercato non sta più comprando le parole. Vuole vedere i fatti
La cosa più interessante della giornata non è il calo di Wall Street. È il modo in cui il mercato ha reagito alle notizie sull’Iran.
Trump prima ha fermato l’attacco, poi ha detto che potrebbe comunque servire “un altro duro colpo”. Ha dato una finestra di pochi giorni, forse fino all’inizio della prossima settimana. In teoria, bastava questo per far scendere il petrolio e rilanciare il risk-on.
Invece no.
Il petrolio resta sopra 100 dollari, i rendimenti continuano a salire e il dollaro si rafforza. Questo ci dice una cosa semplice: il mercato non si fida più solo delle dichiarazioni. Vuole vedere un accordo vero, firmato, credibile e soprattutto capace di normalizzare i flussi energetici.
Perché il punto è proprio questo. Anche se domani arrivasse una tregua, non è detto che il mercato del petrolio torni subito alla normalità. Navi ferme, assicurazioni più care, rotte alterate, scorte più basse, premi di rischio ancora presenti: tutto questo non sparisce con una frase in conferenza stampa.
Ed è qui che cambia la lettura. Fino a pochi giorni fa ogni voce di possibile accordo bastava a far respirare i mercati. Ora invece il mercato sembra dire: “bene, ma fammi vedere”.
Questo rende le prossime 72 ore molto importanti. Se arrivano segnali concreti di de-escalation, il mercato può rimbalzare. Se invece i negoziati restano bloccati, il rischio è che petrolio, rendimenti e dollaro continuino a muoversi nella stessa direzione, cioè contro l’equity.
Non è panico. È più sottile.
È un mercato che vuole ancora credere allo scenario positivo, ma sta iniziando a chiedere prove. E quando un mercato passa dalla speranza alla verifica, la volatilità tende ad aumentare.
~About Markets
2 552
Domani saremo presenti a Milano al #FAJForumDay2026, evento dedicato a consulenti finanziari, private banker e professionisti del wealth management.
Gamma Capital Markets parteciperà con un proprio desk, per incontrare professionisti del settore e confrontarsi sull’evoluzione della consulenza finanziaria e della gestione patrimoniale.
Durante la giornata sarà presente anche Alessio Garzone, Portfolio Manager di Gamma Capital Markets, tra i relatori della tavola rotonda delle ore 12:15:
“Risparmio gestito e amministrato: come stanno cambiando con l’avvento della Fee Advice”
Per chi volesse partecipare, ecco il link per iscriversi gratuitamente all’evento https://fajonline.it/iscrizione-faj-forum-day-2026/
Sarà un piacere incontrarvi domani.
2 552
SaaS-apocalypse? NO, GRAZIE!
Intanto, anche oggi, in una seduta chiaramente negativa per il mercato, continua a emergere un dato interessante: i titoli software stanno tenendo molto meglio del resto del listino.
Non vogliamo essere ridondanti e, soprattutto, non sono consigli di acquisto. Però è esattamente il punto che sottolineiamo da febbraio 2026: dopo mesi di compressione dei multipli, revisioni al ribasso e pessimismo generalizzato, il software poteva diventare una delle aree più interessanti del mercato.
Non tutto il software, ovviamente.
La differenza la fanno le società con forte pricing power, ricavi ricorrenti, prodotti difficili da sostituire e una presenza reale nei processi operativi dei clienti. Aziende che non vengono rimpiazzate semplicemente “con un altro fornitore” o con un prompt di intelligenza artificiale. Quando un software è integrato nel cuore del business, il cliente può lamentarsi del prezzo, ma difficilmente lo elimina da un giorno all’altro.
E giornate come questa lo mostrano bene. Mentre vengono venduti semiconduttori, ciclici, auto, materiali e molti segmenti ad alto beta, diversi nomi software restano in positivo e contribuiscono a stabilizzare i portafogli.
Per noi questa era una rotazione da anticipare, non da inseguire. Fa sorridere che dopo diverse settimane (e forse mesi) anche società come Goldman Sachs e BofA siano arrivate a queste conclusioni. In ritardo, ma meglio tardi che mai.
Dopo aver ridotto beta ed esposizione equity in tempi non sospetti, siamo soddisfatti di vedere che alcune delle società software presenti nei portafogli stanno facendo esattamente ciò che ci aspettavamo: non correre sempre più degli altri nei rally, ma proteggere molto meglio il capitale quando il mercato torna a guardare tassi, valutazioni e qualità degli utili.
Avanti così, e grazie come sempre a tutti i nostri investitori e consulenti per averci dato fiducia.
Team Gestioni
Gamma Capital Markets
2 552
L’avevamo detto, e sta succedendo.
Il mercato sta facendo quello che temevamo settimana scorsa.
Non è panico, non è ancora una correzione violenta, ma i rendimenti stanno tornando a comandare il mercato. Il Nasdaq perde circa lo 0,4%, l’S&P 500 circa lo 0,3%, mentre il Russell 2000 è giù di oltre l’1%. E non è un caso che a soffrire di più siano proprio le piccole capitalizzazioni, più sensibili al costo del capitale e meno protette dai grandi temi strutturali come AI e megacap tech.
Dall’altra parte, il Treasury continua a salire. Il 10 anni USA è risalito verso il 4,65%, mentre il 30 anni è intorno al 5,17%, area che non si vedeva da anni. Questo è il punto. Quando il rendimento lungo americano torna sopra il 5%, il mercato azionario non può semplicemente far finta di nulla. La matematica finanziaria torna sul tavolo, con multipli più alti, utili futuri più lontani e società più indebitate diventano più difficili da giustificare.
È esattamente il motivo per cui abbiamo ridotto l’esposizione equity in tempi non sospetti, quando il mercato era ancora forte e la narrativa dominante era: AI, utili, rally, nuovi massimi. La nostra lettura era diversa: dopo una salita così rapida, con rendimenti lunghi in risalita e posizionamento molto affollato su tecnologia e semiconduttori, il rapporto rischio/rendimento si stava deteriorando.
Il problema oggi non è che le società siano improvvisamente peggiorate. Il problema è il prezzo a cui il mercato le stava comprando. Se i tassi lunghi salgono, tutto ciò che vive di multipli elevati deve essere rivalutato. E quando il mercato è pieno di momentum, leva e aspettative molto ottimistiche, basta poco per far partire una presa di profitto.
Per questo continuiamo a preferire meno beta, meno esposizione ai segmenti più tirati e più attenzione alla qualità difensiva.
La nostra recente revisione della strategia Best Brands va proprio in questa direzione.
Non perché il ciclo sia finito, ma perché in questa fase proteggere capitale conta più che inseguire l’ultimo pezzo di rally.
Il mercato può ancora rimbalzare, certo. Ma il segnale di oggi è importante: non siamo più in una fase in cui basta dire “AI” per far salire tutto. Ora il mercato sta tornando a guardare il costo del denaro. E quando il 30 anni USA torna sopra il 5%, il costo del denaro non è più un dettaglio.
Grazie per l’attenzione.
~ About Markets
2 552
ABOUT MARKETS TODAY 🥷
Rassegna giornaliera a cura di About Markets.
Dentro i mercati, oltre i titoli.
19 maggio 2026
–– Chiusura mercati ––
USA: S&P 500 −0,08% (7.403), Nasdaq 100 −0,45% (26.091), Dow Jones +0,32% (49.686), Russell 2000 −0,61% (2.776)
Europa: EuroStoxx 50 +0,58% (5.857), DAX +1,24%, CAC +0,44%, FTSEMIB −0,91%
–– Best/Worst settori S&P 500 ––
Top 3: Energy +1,81%, Consumer Staples +1,34%, Financials +1,21%
Bottom 3: Technology −0,97%, Industrials −0,42%, Consumer Discretionary −0,20%
–– Takeaway veloci ––
• Wall Street chiude contrastata: Dow positivo, Nasdaq debole, con il mercato ancora appeso a geopolitica, petrolio e Treasury.
• Trump ha sospeso l’attacco immediato all’Iran dopo le richieste di Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar, ma l’opzione militare resta sul tavolo.
• Petrolio molto volatile: WTI a 104,38 dollari e Brent a 112,10 dollari. Il rischio Hormuz resta vivo, anche se il rinvio dell’attacco USA ha tolto pressione nel finale.
• Treasury ancora pesanti: 10 anni al 4,60%, 30 anni sopra il 5,13%. I tassi restano il vero elefante nella stanza.
• Dollaro debole, oro in rialzo, con gli investitori ancora alla ricerca di protezione.
–– Specifiche azioni ––
• Nvidia: Jensen Huang ribadisce che la domanda di memorie supera ancora la capacità produttiva. Trimestrale NVDA evento chiave della settimana.
• NextEra/Dominion: NEE tratta l’acquisizione di Dominion in un’operazione prevalentemente in azioni.
• Regeneron: studio fase 3 sul melanoma non raggiunge l’endpoint primario.
–– Prossimi eventi da monitorare ––
• Nvidia: trimestrale decisiva per capire se il mercato AI regge aspettative ormai altissime.
• Fed: verbali FOMC e intervento di Waller.
–– Focus del giorno ––
Tassi alti.
Negli ultimi mesi il trade dominante è stato quasi sempre lo stesso: AI, semiconduttori, momentum, leva. Ha funzionato benissimo. Anzi, ha funzionato così bene che molti hanno continuato a inseguire il rialzo invece di proteggersi dal ribasso.
Ora però iniziano a vedersi le prime crepe. I semiconduttori stanno perdendo forza proprio mentre il posizionamento resta estremo. Il SOX ha rotto la trendline rialzista più ripida e si è riportato sotto la media a 8 giorni. Da solo non basterebbe per parlare di inversione, ma il contesto conta: i semiconduttori pesano ormai quasi il 20% dell’esposizione netta totale degli hedge fund.
E poi c’è il tema degli ETF a leva.
Si stima che abbiano circa 100 miliardi di dollari di esposizione long sui semiconduttori. Questi strumenti non sono neutri: quando il settore sale, alimentano altri acquisti; quando scende, possono alimentare vendite meccaniche. È uno dei motivi per cui il movimento al rialzo è stato così violento. Ma è anche il motivo per cui una correzione potrebbe diventare più rapida del previsto.
Qui entrano in gioco i tassi. Il 10 anni al 4,60% e il 30 anni sopra il 5,10% non sono solo un fastidio per le valutazioni. Sono il rumore di fondo che rende più fragile tutto ciò che è affollato, levereggiato e costruito sull’idea che il mercato possa continuare a salire in linea retta.
Secondo noi, il rischio non è solo che arrivi una brutta notizia dall’Iran. Il rischio è che anche senza escalation, il mercato obbligazionario resti nervoso. Perché vorrebbe dire che il problema non era solo geopolitico, ma più profondo: inflazione difficile da spegnere, deficit pesanti, domanda debole sui bond lunghi e banche centrali con meno spazio per aiutare.
Quindi sì, il mercato può ancora salire. Nvidia può ancora sorprendere. L’AI resta una storia enorme.
Ma quando tutti sono dalla stessa parte della barca, non serve per forza una tempesta. A volte basta che il vento smetta di soffiare.
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