About Markets
الذهاب إلى القناة على Telegram
Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets
إظهار المزيدلم يتم تحديد البلدالفئة غير محددة
2 551
المشتركون
+124 ساعات
+117 أيام
+1130 أيام
أرشيف المشاركات
2 556
⚠️ BREAKING NEWS | Gli Stati Uniti giudicano insufficiente la nuova proposta iraniana per chiudere il conflitto.
Secondo Axios, un alto funzionario USA sostiene che l’offerta aggiornata di Teheran non rappresenti un miglioramento significativo e non basti per arrivare a un accordo. Trump preferirebbe ancora una soluzione negoziata, ma la Casa Bianca sta valutando anche opzioni militari se l’Iran continuerà a non cedere sui punti chiave del programma nucleare.
Martedì è attesa una riunione nella Situation Room con i massimi consiglieri per la sicurezza nazionale, proprio per discutere i prossimi passi.
2 556
⚠️ BREAKING NEWS | Media iraniani: gli Stati Uniti avrebbero proposto una deroga temporanea alle sanzioni sul petrolio iraniano.
Secondo Tasnim, la misura resterebbe valida fino a un accordo definitivo e rientrerebbe nelle richieste chiave di Teheran per arrivare a una pace e riaprire lo Stretto di Hormuz. Washington però non ha confermato l’offerta.
Il mercato ha reagito subito: il Brent ha cancellato parte dei guadagni, mentre le obbligazioni sono salite sulla speranza di una svolta diplomatica. Il contesto resta fragile, con Trump che ha nuovamente avvertito l’Iran di muoversi “velocemente” e nuovi attacchi con droni che hanno colpito l’area del Golfo.
2 556
⚠️ BREAKING NEWS | L’Iran avrebbe lanciato “Hormuz Safe”, una piattaforma di assicurazione marittima legata a pagamenti in Bitcoin per le navi che transitano nello Stretto di Hormuz.
Secondo le prime ricostruzioni, il servizio sarebbe rivolto soprattutto a compagnie di navigazione iraniane e proprietari di carichi, con copertura digitale dal momento della conferma e ricevuta firmata al proprietario. Teheran stima potenziali entrate superiori a 10 miliardi di dollari, ma restano molti punti opachi: costi effettivi, rapporto con eventuali pedaggi già richiesti alle navi e reale riconoscimento internazionale del meccanismo.
Più che una semplice assicurazione, sembra un tentativo di trasformare Hormuz in un’infrastruttura di controllo economico. Se confermato, il messaggio è chiaro: chi vuole passare deve entrare nelle regole di Teheran. Notizia da trattare ancora con prudenza, perché per ora le conferme ufficiali restano limitate.
2 556
Aggiornamento strategia Best Brands
Abbiamo provveduto a effettuare una revisione della strategia di base Best Brands, con l’obiettivo di ridurre il rischio complessivo del portafoglio dopo la forte performance registrata da alcune aree del mercato, in particolare tecnologia, semiconduttori e mega cap.
La modifica principale riguarda la riduzione dell’esposizione ai semiconduttori, che passa dal 16% al 9%, e alle mega cap tech, che scendono dal 12% all’8%. Non si tratta di un cambio di visione strutturale sul settore tecnologico o sull’intelligenza artificiale, che restano temi centrali nel medio-lungo periodo. È piuttosto una scelta tattica di gestione del rischio.
In questa fase, con i rendimenti obbligazionari tornati su livelli elevati, i titoli più “lunghi” di duration azionaria (quindi quelli con multipli più alti e aspettative di crescita più aggressive) sono più esposti a un possibile repricing negativo. I semiconduttori sono stati tra i principali beneficiari del rally e oggi presentano valutazioni più tirate, posizionamento più affollato e maggiore sensibilità ai movimenti dei tassi reali.
Per questo motivo abbiamo scelto di portare a casa parte dei profitti, abbassare il beta del portafoglio e ridurre anche il multiplo medio di valutazione, rendendo la strategia meno vulnerabile a eventuali prese di beneficio sui segmenti più growth del mercato.
La liquidità liberata viene riallocata verso comparti più difensivi e con maggiore visibilità degli utili:
- Pharmaceutical: dal 5% al 13%
- Biotech: dal 6% all’8%
- Healthcare Med Tech & Services: dal 3% al 5%
- Consumer Staples: da 0% al 3%
Riduciamo inoltre utilities ed electrical equipment, rispettivamente dal 13% all’11% e dal 9% al 7%, mantenendo invece invariata l’esposizione a software, cybersecurity, telecomunicazioni, tecnologia hardware, nuclear, engineering & construction e infrastructure software.
Il portafoglio resta investito sui grandi trend strutturali, ma con una composizione più equilibrata. Dopo una fase di forte accelerazione dei mercati, preferiamo ridurre l’esposizione alle aree più sensibili ai tassi e aumentare il peso di settori più resilienti, come farmaceutica, healthcare e beni di prima necessità.
Non stiamo uscendo dal mercato. Stiamo rendendo la strategia più prudente, meno dipendente dal momentum tecnologico e più adatta a una fase in cui tassi elevati, valutazioni tirate e possibili rotazioni settoriali impongono maggiore selettività.
La strategia Best Brands al momento sta guadagnando il +9.69% da inizio anno.
[Non è un consiglio di investimento, ma solo le nostre scelte strategiche e tattiche di portafoglio]
Per ulteriori informazioni, scriveteci pure.
Team Gestioni
Gamma Capital Markets
2 556
I mercati continuano a scendere, con i futures azionari in negativo prima dell’apertura europea.
A pesare è soprattutto il Treasury, come stiamo dicendo da giorni: rendimenti più alti, costo del capitale più alto, valutazioni azionarie più fragili.
In questo post proviamo a spiegare perché il Treasury crea problemi alle azioni, soprattutto a quelle più “growth” e più dipendenti dagli utili futuri.
La matematica finanziaria torna sul tavolo. E, prima o poi, presenta il conto.
👇🏼
https://www.linkedin.com/posts/alessio-garzone_matematica-finanziaria-alluniversit%C3%A0-era-share-7462007217349865472-458G?utm_source=social_share_send&utm_medium=ios_app&rcm=ACoAACKG5wQB12e2st8be3_BuKFPqzjnaViCqoM&utm_campaign=copy_link
2 556
Interessante notare il comportamento del software nelle giornate di selloff.
Mentre il mercato scarica rischio, molti titoli software stanno tenendo molto meglio del resto del tech. Non è un caso: da febbraio 2026 il software ha iniziato a comportarsi sempre meno come “growth puro” e sempre più come uno stile value/difensivo dentro la tecnologia.
Il motivo è semplice: dopo anni di compressione dei multipli, tagli ai costi, focus su margini, free cash flow e buyback, molte società software non vengono più trattate solo come storie di crescita futura, ma come business maturi, profittevoli e relativamente resilienti.
In giornate in cui il mercato vende semiconduttori, AI hardware, titoli ciclici e duration lunga, il software diventa quasi una zona di parcheggio dentro il tech: meno euforia nei rialzi, ma anche più tenuta quando il mercato corregge.
2 556
⚠️ BREAKING NEWS | La svendita globale delle obbligazioni accelera: il petrolio sopra quota 100$ riaccende la paura inflazione.
La pressione si sta già vedendo anche sull’azionario: futures Nasdaq -1,71%, S&P 500 -1,18%, Russell 2000 -2,11%. In Europa il quadro è simile, con Euro Stoxx 50 -1,47%, Stoxx 600 -1,68%, DAX -1,65%, FTSE MIB -1,99% e FTSE 100 -1,84%.
Gli investitori stanno vendendo titoli di Stato in tutto il mondo, facendo salire i rendimenti dal Giappone agli Stati Uniti fino al Regno Unito. Il motivo è semplice: se il petrolio resta alto, l’inflazione rischia di tornare a correre e le banche centrali potrebbero essere costrette a tenere i tassi alti più a lungo, o addirittura ad alzarli di nuovo.
Negli USA il Treasury a 10 anni è salito verso il 4,55%, massimo da circa un anno, mentre il 2 anni è tornato sopra il 4%. In Giappone il trentennale ha toccato il 4%, livello storico, e nel Regno Unito i rendimenti sono balzati sui massimi pluriennali anche per le tensioni politiche interne.
Il mercato sta iniziando a prezzare uno scenario più scomodo: petrolio alto, inflazione più persistente, banche centrali meno accomodanti e rendimenti in salita. Per l’azionario non è un dettaglio: più salgono i tassi, più diventa difficile giustificare valutazioni elevate.
2 556
Sui fondi vendiamo il 30/35% di azioni
Secondo noi non ci sono i presupposti per ulteriori rialzi.
Seguira’ report
2 556
Il mercato si è ricordato che AI, petrolio e inflazione non possono correre tutti insieme
• I futures USA sono in netto rosso: S&P 500 -1,13%, Nasdaq 100 -1,66%, Dow Jones -0,70%. Il Nasdaq è il più colpito perché arriva da un rally fortissimo guidato dall’AI e perché resta l’area più sensibile a tassi alti, valutazioni elevate e delusioni sul fronte chip.
• Il primo problema è il mercato obbligazionario. I rendimenti stanno salendo in USA, Europa e Asia, con il Treasury decennale americano tornato sopra il 4,5%. Per l’azionario questo conta molto: quando i rendimenti salgono, le obbligazioni diventano più competitive e i multipli delle azioni, soprattutto growth e tech, diventano più difficili da giustificare.
• Il grafico aggiunge il pezzo più importante: i prezzi alla produzione stanno accelerando in Cina, Stati Uniti e soprattutto Giappone. Il PPI misura i prezzi che pagano le aziende prima di vendere al consumatore finale. Se questi costi salgono, prima o poi succede una delle due cose: o le aziende alzano i prezzi, alimentando il CPI, oppure assorbono i costi e comprimono i margini.
• Poi c’è il petrolio. Trump ha detto che gli Stati Uniti “non hanno bisogno” che lo Stretto di Hormuz resti aperto. Il mercato l’ha presa male: il WTI è salito fino a circa 105 dollari al barile. Il punto non è solo il prezzo del greggio in sé, ma il segnale: se l’energia torna a salire mentre il PPI accelera, la narrativa “inflazione sotto controllo” diventa molto meno comoda.
• Anche il vertice Trump-Xi, per ora, ha lasciato il mercato con più dubbi che entusiasmo. Ci sono toni positivi su commercio, Boeing, agricoltura e stabilizzazione dei rapporti, ma nessun vero reset. Soprattutto, il dossier chip non è stato affrontato davvero. Taiwan resta il rischio principale nei rapporti USA-Cina, l’Iran è diventato un tema laterale, e i mercati cinesi hanno chiuso deboli: azioni giù, yuan più fragile e investitori alla ricerca di risultati concreti, non solo parole.
- About Markets
2 556
⚠️ BREAKING NEWS | Gli Emirati Arabi Uniti stanno costruendo un nuovo gasdotto per aggirare lo Stretto di Hormuz, operativo entro il 2027.
Il progetto permetterà ad ADNOC di raddoppiare le esportazioni di petrolio da Fujairah, riducendo la dipendenza da uno dei principali choke point energetici globali.
2 556
Peggiorano i futures azionari.
Il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 2 anni sale al 4,065%, il livello più alto da marzo 2025.
Il rendimento dei titoli del Tesoro statunitensi a 10 anni sale al 4,530%, il livello più alto da maggio 2025.
2 556
Gli indici azionari girano al ribasso: Nasdaq future -0,91%, Europa -0,85%. Che sta succedendo?
Come stiamo dicendo da diversi giorni ormai, il rendimento del Treasury USA a 10 anni è risalito in area 4,52%. Non siamo ancora ai livelli estremi visti nel 2023, quando il decennale arrivò a sfiorare il 5%, ma siamo abbastanza in alto da far cambiare tono alla seduta.
La logica è semplice. Se il governativo americano ti paga il 4,5%, l’azionario deve offrire molto di più per restare interessante. Non basta più comprare momentum, tecnologia o AI trade a qualsiasi prezzo. Servono utili, crescita vera e soprattutto valutazioni difendibili.
Il problema è ancora più evidente sul Nasdaq. I titoli growth valgono molto perché il mercato sconta utili futuri elevati. Ma quando salgono i rendimenti lunghi, quegli utili futuri valgono meno oggi. E quindi i multipli iniziano a diventare più vulnerabili.
C’è poi il messaggio macro. Tassi lunghi che risalgono vogliono dire condizioni finanziarie più dure: mutui più cari, debito aziendale più costoso, meno spazio per buyback aggressivi e più pressione sulle valutazioni.
La cosa interessante è che questa dinamica l’abbiamo già vista. Quando il 10 anni USA si avvicinò al 5%, Powell dovette riconoscere che il rialzo dei rendimenti e disse che lo “stava monitorando da vicino”. Quel messaggio (unico nel suo genere) bastò per far scendere i Treasury e dare ossigeno all’azionario.
Oggi il mercato sta probabilmente ragionando nello stesso modo: fino a che punto la Fed può tollerare rendimenti lunghi così alti senza che diventino un problema per economia e mercati?
Per ora non sembra panico. Sembra più una presa di profitto ordinata dopo una corsa importante.
Ma il segnale è chiaro: con indici vicini ai massimi e Treasury sopra il 4,50%, il margine d’errore si riduce.
2 556
ABOUT MARKETS TODAY 🥷
Rassegna giornaliera a cura di About Markets.
Dentro i mercati, oltre i titoli.
15 maggio 2026
–– Chiusura mercati ––
USA: S&P 500 +0,76% (7.501), Nasdaq 100 +0,73% (29.580), Dow Jones +0,75% (50.063), Russell 2000 +0,67% (2.863)
Europa: EuroStoxx 50 +1,12% (5.927), DAX +1,31%, CAC +0,93%, FTSEMIB +1,15%
–– Best/Worst settori S&P 500 ––
Top 3: Technology +1,85%, Energy +0,77%, Utilities +0,55%
Bottom 3: Materials −0,79%, Real Estate −0,59%, Consumer Discretionary −0,31%
–– Takeaway veloci ––
• Wall Street chiude ancora in rialzo, spinta da tecnologia, AI e semiconduttori.
• Il vertice Trump-Xi parte con tono costruttivo: Boeing, agricoltura, chip, Hormuz e Iran al centro.
• Nvidia sostiene il sentiment sulle possibili vendite di H200 ad aziende cinesi, anche se Bessent raffredda l’entusiasmo.
• Petrolio ancora sopra quota 100 dollari: WTI a 101,17$, Brent a 105,72$, con Hormuz ancora nodo centrale.
–– Macroeconomic Data ––
• Vendite al dettaglio USA: +0,5% m/m, in linea con le attese.
• Ex-auto: +0,7%, meglio delle stime. Gruppo di controllo +0,5%.
• Richieste iniziali di sussidi: 211 mila vs 205 mila attese, mercato del lavoro ancora stabile.
–– Specifiche azioni ––
• Cisco: forte rialzo dopo utili, ricavi e guidance sopra le attese; ordini AI infrastructure in crescita.
• Boeing: debole nonostante l’annuncio di Trump su 200 aerei venduti alla Cina, numero sotto le attese più aggressive.
• OpenAI/Apple: OpenAI starebbe preparando possibili azioni legali contro Apple.
–– Prossimi eventi da monitorare ––
• Prosecuzione del vertice Trump-Xi.
• Possibile decisione USA sull’Iran dopo il ritorno di Trump dalla Cina.
–– Focus del giorno ––
Trump-Xi dà benzina al rally, ma il mercato resta stretto
Il vertice tra Trump e Xi, per ora, sta dando al mercato esattamente quello che voleva: meno tensione, più accordi possibili e nessuna rottura immediata.
La narrativa è diventata rapidamente positiva. Si parla di Boeing, agricoltura, chip Nvidia, petrolio americano, Hormuz e perfino di un possibile ruolo della Cina sull’Iran. In pratica, il mercato sta leggendo il vertice come un segnale di stabilizzazione: Washington e Pechino non stanno risolvendo tutto, ma stanno tornando a parlarsi su dossier enormi.
Questo è importante perché arriva in un momento in cui gli investitori avevano bisogno di una scusa per continuare a comprare. E la scusa è arrivata: tecnologia, AI, semiconduttori e apertura cinese.
Il problema è che il rally resta molto concentrato. L’S&P 500 continua a fare nuovi massimi, ma il movimento arriva sempre dagli stessi nomi: Nvidia, Apple, Alphabet, Tesla, Meta. Nei primi giorni della settimana, i Magnifici 7 hanno spiegato praticamente tutto il rialzo dell’indice. Il resto del mercato, preso nel complesso, ha fatto molto poco.
Quindi abbiamo due mercati nello stesso mercato. Da una parte c’è l’indice, che sembra fortissimo. Dall’altra c’è la breadth, cioè la partecipazione interna, che racconta una storia più fragile.
E poi ci sono i tassi. Il 10 anni USA è intorno al 4,46%, il 30 anni resta vicino al 5%.
Quindi sì, festeggiamo i rialzi e siamo contenti di vedere i mercati sui massimi. Ma rialzi così forti, così rapidi e così concentrati sono spesso seguiti da prese di profitto, fasi laterali o correzioni leggere. Non è un motivo per essere pessimisti. È un motivo per restare svegli.
Qui, la gestione attiva e flessibile fa tutta la differenza.
~About Markets
2 556
🇺🇸🇨🇳 Trump-Xi Summit in Cina — aggiornamento
Trump ha appena dichiarato che Xi avrebbe accettato di acquistare “200 big ones” da Boeing $BA, riferimento molto probabilmente a 200 aerei.
È un segnale importante perché l’aerospazio è uno dei settori chiave nei rapporti commerciali USA-Cina: un ordine di questa dimensione aiuterebbe Boeing e darebbe al vertice un primo risultato concreto sul piano industriale.
per ora i colloqui sembrano andare molto bene, forse fin troppo. La Cina sembra concedere parecchio agli Stati Uniti. La domanda vera è: cosa dovrà concedere Washington a Xi in cambio? Ricordiamo che sul tavolo resta ancora Taiwan, il dossier più delicato di tutto il vertice.
2 556
🇺🇸 Trump, Nvidia e Big Tech: cosa mostra la nuova disclosure
Donald Trump avrebbe depositato una nuova disclosure finanziaria presso l’Office of Government Ethics.
Il documento è lungo 113 pagine e include 3.642 transazioni effettuate nel 2026.
Nella pagina circolata compaiono acquisti nella fascia 1–5 milioni di dollari su diversi grandi nomi americani, tra cui:
• Nvidia
• ServiceNow
• Adobe
• Workday
• Oracle
• Microsoft
• Broadcom
• Amazon
• Uber
• Apple
• Boeing
• Dell
Il caso più sensibile è chiaramente Nvidia.
Non perché sia solo un titolo molto seguito, ma perché Nvidia è al centro di alcuni dei dossier più importanti dell’amministrazione USA: intelligenza artificiale, semiconduttori, export di chip verso la Cina, politica industriale e rapporti con Pechino.
Va però fatta una precisazione importante: la disclosure non indica un importo esatto, ma una fascia di valore dichiarata. Quindi il dato corretto è che risultano operazioni su Nvidia nella fascia $1.000.001–$5.000.000, non che Trump possieda necessariamente oggi un valore preciso e definitivo in azioni Nvidia.
Quando portafogli personali, politica industriale, Big Tech e geopolitica iniziano a sovrapporsi, il mercato non guarda più solo agli utili. Guarda anche al rischio di conflitti d’interesse e al modo in cui le decisioni politiche possono influenzare interi settori.
Fonte:
https://www.oge.gov/web/OGE.nsf/
2 556
⚠️ TRUMP: Xi ha offerto aiuto sull’Iran e si è impegnato a non inviare armi
• La notizia arriva durante il vertice Trump-Xi in Cina, con il dossier Iran al centro dell’agenda geopolitica insieme a commercio, Taiwan e rapporti USA-Cina.
• I mercati hanno reagito subito al rialzo: il messaggio letto dagli investitori è quello di una possibile de-escalation, o quantomeno di una Cina meno intenzionata ad alimentare direttamente il conflitto.
2 556
⚠️ Breaking — NVIDIA/Cina: licenze H200 approvate, ma Pechino blocca di fatto le consegne
Dieci aziende cinesi, tra cui Alibaba, Tencent, ByteDance e JD.com, sarebbero state autorizzate ad acquistare chip NVIDIA H200, ma secondo Reuters non è ancora partita nemmeno una consegna.
Il motivo è politico e strategico: Pechino avrebbe chiesto alle società locali di aspettare, per evitare che il nuovo flusso di chip americani indebolisca la spinta verso l’autosufficienza tecnologica cinese e verso alternative domestiche, in particolare Huawei.
L’accordo è molto particolare: ogni cliente autorizzato può comprare fino a 75.000 chip, ma le vendite devono passare attraverso controlli stringenti, includere garanzie di non utilizzo militare e prevedere anche una quota del 25% dei ricavi destinata agli Stati Uniti. Inoltre, i chip dovrebbero transitare fisicamente dal territorio americano prima di arrivare in Cina.
Il punto più importante è questo: NVIDIA, che prima delle restrizioni dominava circa il 95% del mercato cinese dei chip avanzati, oggi vede la propria quota negli acceleratori AI in Cina praticamente azzerata. E questo mentre Jensen Huang stima il mercato AI cinese a circa 50 miliardi di dollari solo quest’anno.
Washington prova a riaprire una finestra commerciale controllata, NVIDIA vuole rientrare in Cina, ma Pechino non vuole più dipendere da chip americani. Il vero tema non è solo quante H200 verranno vendute, ma se la Cina abbia ormai deciso che l’AI strategica dovrà girare, il più possibile, su hardware nazionale.
2 556
ABOUT MARKETS TODAY 🥷
Rassegna giornaliera a cura di About Markets.
Dentro i mercati, oltre i titoli.
14 maggio 2026
–– Chiusura mercati ––
USA: S&P 500 +0,58% (7.444), Nasdaq 100 +1,04% (29.367), Dow Jones −0,14% (49.698), Russell 2000 +0,04% (2.844)
Europa: EuroStoxx 50 +1,02% (5.868), DAX +0,61%, CAC +0,35%, FTSEMIB +1,00%
–– Best/Worst settori S&P 500 ––
Top 3: Communication Services +2,65%, Technology +0,98%, Consumer Discretionary +0,75%
Bottom 3: Utilities −1,26%, Financials −1,07%, Real Estate −0,90%
–– Takeaway veloci ––
• Wall Street chiude positiva, ma il rialzo resta concentrato sui soliti nomi legati ad AI, semiconduttori e mega-cap tech.
• Il PPI USA sorprende al rialzo: prezzi alla produzione +1,4% m/m contro +0,5% atteso, con pressioni forti anche nei servizi.
• Il mercato ha reagito da “higher for longer”: dollaro in rialzo, Treasury volatili e aspettative di tagli Fed ancora più fragili.
• Nvidia torna al centro della narrativa AI: Jensen Huang accompagna Trump in Cina e il mercato legge la mossa come possibile apertura sul tema export chip.
• Petrolio in calo, ma resta sopra livelli elevati: WTI a 101 dollari e Brent a 105,6 dollari, con il mercato ancora appeso a Iran, Hormuz e vertice Trump-Xi.
• Ampiezza di mercato debole: gli indici salgono, ma sotto la superficie molti titoli continuano a fare fatica.
–– Macroeconomic Data ––
• PPI USA aprile: +1,4% m/m vs +0,5% atteso.
• PPI annuo: +6,0% vs +4,9% atteso.
• Core PPI: +1,0% m/m vs +0,3% atteso; +5,2% a/a.
• Supercore PPI: +0,6% m/m; +4,4% a/a.
• Quasi il 60% dell’aumento arriva dai servizi, segnale che l’inflazione non è più solo energia.
–– Tassi, petrolio e FX ––
• Asta trentennale USA debole: il mercato chiede più rendimento per comprare duration lunga.
–– Specifiche azioni ––
• Nvidia: Huang si unisce al viaggio di Trump in Cina, alimentando speranze su una riapertura parziale all’export dei chip H200.
• Micron: forte rialzo dopo l’aumento del target price da parte di BofA, in scia alla domanda DRAM e AI infrastructure.
–– Prossimi eventi da monitorare ––
• Vertice Trump-Xi: commercio, Taiwan, Iran e possibile allentamento tariffario.
• Evoluzione del dossier Iran/Hormuz dopo il rientro di Trump dalla Cina.
• Dati USA: jobless claims, retail sales e prossimi indicatori PCE.
–– Focus del giorno ––
Il mercato sale, ma non tutto il mercato sta salendo
L’S&P 500 chiude positivo, il Nasdaq corre, i semiconduttori rimbalzano e Nvidia torna quasi da protagonista assoluta. La presenza di Jensen Huang nel viaggio di Trump in Cina è stata letta dal mercato come un possibile segnale positivo per l’export dei chip AI verso Pechino. E in questa fase basta poco: se la narrativa AI si riaccende, il denaro torna subito sui soliti nomi.
Il problema è che nel frattempo il resto del mercato racconta un’altra storia.
Il PPI è uscito molto più alto delle attese. Non solo per energia o petrolio. La parte più importante è che i servizi spiegano quasi il 60% dell’aumento. In pratica, l’inflazione sta entrando in pezzi dell’economia più difficili da raffreddare. Per la Fed questo è scomodo, perché rende più difficile parlare di tagli dei tassi.
E infatti i Treasury non hanno festeggiato. Il 30 anni è sopra il 5% e l’asta lunga è stata debole. Questo significa che gli investitori vogliono più rendimento per prestare soldi al governo USA per trent’anni. Non è un dettaglio, perché tassi lunghi alti iniziano a pesare su immobiliare, consumi, small cap e settori più ciclici.
Quindi abbiamo due mercati nello stesso mercato.
Da una parte AI, Nvidia, semiconduttori, mega-cap e momentum. Dall’altra tassi alti, petrolio ancora sopra 100 dollari, ampiezza debole e tanti titoli che non partecipano al rialzo.
Finché l’AI resta abbastanza forte da coprire tutto il resto, l’indice può continuare a salire. Ma la base si sta restringendo. E quando un mercato sale con pochi titoli e molti altri restano indietro, non è per forza un segnale di forza. A volte è solo un equilibrio più fragile.
~About Markets
2 556
🇺🇸🇨🇳 Trump-Xi Summit in Cina (giorno 1)
Il vertice è iniziato con il massimo livello di formalità diplomatica: tappeto rosso, guardia d’onore, inni nazionali, bambini con le bandiere e saluto militare con 21 colpi di cannone. Il messaggio è chiaro: Pechino vuole mostrare che questo incontro non è una semplice riunione commerciale, ma un vertice tra le due grandi potenze globali.
Il tono iniziale è stato positivo. Trump ha detto che i rapporti tra Stati Uniti e Cina saranno “migliori che mai”, mentre Xi ha parlato di due Paesi che dovrebbero essere “partner, non rivali”. Xi ha anche citato la “trappola di Tucidide”: l’idea che lo scontro tra una potenza emergente e una potenza dominante possa degenerare in conflitto. Tradotto semplice: la domanda di fondo è se USA e Cina riusciranno a competere senza arrivare allo scontro.
Il dossier più delicato resta Taiwan. Secondo i media statali cinesi, Xi avrebbe detto a Trump che Taiwan è la questione più importante nel rapporto tra i due Paesi, avvertendo che una cattiva gestione del tema potrebbe portare a tensioni o conflitti. È il punto su cui il margine di compromesso appare più stretto.
Molto visibile anche la delegazione americana di business. Al vertice sono stati visti nomi come Jensen Huang di Nvidia, Tim Cook di Apple ed Elon Musk di Tesla. Questo conferma che il summit non riguarda solo diplomazia e geopolitica: sul tavolo ci sono anche AI, semiconduttori, supply chain, accesso al mercato cinese e rapporti industriali tra le due economie.
I mercati per ora restano misti. Lo yuan si è rafforzato ai massimi dal 2023, segnale che gli investitori vedono spazio per una stabilizzazione. Le borse cinesi, però, hanno perso slancio, con prese di profitto soprattutto sui titoli tecnologici.
Continueremo ad inviare aggiornamenti.
~ About Markets
