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Da Goebbels al nazionalismo arabo Dopo il 1945, il Ministero dell'Informazione egiziano divenne il centro di produzione e dif
Da Goebbels al nazionalismo arabo Dopo il 1945, il Ministero dell'Informazione egiziano divenne il centro di produzione e diffusione della propaganda antisemita in tutto il mondo arabo e questa trasformazione avvenne grazie al lavoro di propagandisti nazisti che portarono con sé metodi, competenze e materiali già collaudati in Europa durante il Terzo Reich. Il personaggio chiave fu Johann von Leers, funzionario del Ministero della Propaganda di Goebbels e membro delle SS, che dopo la fine della guerra fuggì in Italia, venne internato dagli americani, evase e si rifugiò prima in Argentina sotto Perón e poi, nel 1956, accettò l'invito di Hajj Amin al-Husseini a trasferirsi in Egitto. Al Cairo, von Leers si convertì all'Islam assumendo il doppio nome Omar Amin (il secondo nome in onore del Gran Muftì), e da questa nuova posizione riprese esattamente l'attività che aveva svolto a Berlino: propaganda antisemita su larga scala. Von Leers fondò la casa editrice "La spada di Omar", ottenne il patentino da giornalista, tenne interventi antisemiti presso una stazione radiofonica locale e avviò una collaborazione stabile con il Ministero dell'Informazione egiziano, che sotto Nasser divenne un vero e proprio rifugio per nazisti europei. Accanto a von Leers operarono altri propagandisti. Ludwig Heiden, giornalista tedesco, tradusse il “Mein Kampf” di Hitler in arabo sotto lo pseudonimo di Louis al-Hajj, un'operazione che vendette decine di migliaia di copie in pochi giorni e rese il testo accessibile a un pubblico vastissimo in tutto il Medio Oriente, dove continua a essere un best seller ancora ai nostri giorni, come dimostra il fatto che copie del Mein Kampf sono state trovate anche a Gaza in tempi recenti. Helmut Cramer, proprietario della casa editrice "Ring", distribuiva in Egitto sia nuove pubblicazioni sia materiali che si faceva spedire dalla Germania. Il governo egiziano pubblicò e distribuì i Protocolli dei Savi di Sion, il falso antisemita di origine zarista, che divenne uno dei testi più diffusi nelle librerie e università mediorientali. Questa circolazione massiccia fu uno degli strumenti più radicati della lotta contro Israele. La propaganda nazista in Medio Oriente rappresentò la continuità più evidente tra il progetto di sterminio europeo e la guerra contro lo Stato ebraico, perché gli stessi uomini che avevano lavorato alla demonizzazione degli ebrei in Germania, continuarono a farlo in Egitto con gli stessi metodi e lo stesso obiettivo. Per saperne di più, visita anche la mostra “Gerarchi in fuga. Dove scapparono i nazisti, chi li aiutò e chi li accolse”, presso il Museo Ebraico di Bologna, dal 25 gennaio al 30 giugno 2026.

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I Basiji ora si accampano fuori dalle loro basi distrutte. Solo due mesi fa, questi stessi individui erano coinvolti nel più
I Basiji ora si accampano fuori dalle loro basi distrutte. Solo due mesi fa, questi stessi individui erano coinvolti nel più grande massacro nella storia iraniana dai tempi dell'invasione mongola. #FreeIran‌

BREAKING - USA sta evacuando il consolato generale di Adana in Turchia. Il Dipartimento di Stato USA ha sospeso tutti i servizi consolari al Consolato Generale di Adana e ordinato la partenza immediata di tutto il personale non essenziale e delle famiglie. Il consolato serve 22 province e anche la base NATO di Incirlik. Le istruzioni sono per il momento di usare i voli commerciali. L'Iran e Hezbollah stanno spingendo il raggio d'azione oltre Israele e Golfo Persico, prendendo di mira direttamente un paese NATO.

AGGIORNAMENTO MEDIO ORIENTE Il Ministero della Difesa turco (MSB) ha confermato ufficialmente: un missile balistico iraniano
AGGIORNAMENTO MEDIO ORIENTE Il Ministero della Difesa turco (MSB) ha confermato ufficialmente: un missile balistico iraniano è entrato nello spazio aereo turco. È stato intercettato e neutralizzato dai sistemi di difesa aerea NATO nel Mediterraneo orientale. I detriti sono caduti su terreno vuoto a Gaziantep. Nessun ferito, nessun danno. Turchia: È il SECONDO episodio in meno di una settimana: il 4 marzo detriti a Hatay/Dörtyol, sempre un missile iraniano intercettato dalla NATO.

I Khamenei, i Larijani e i 200 miliardi di dollari Quello che i media non vi dicono. Per capire davvero cosa sta accadendo al
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I Khamenei, i Larijani e i 200 miliardi di dollari Quello che i media non vi dicono. Per capire davvero cosa sta accadendo al vertice della Repubblica islamica bisogna partire da una cifra: 100–200 miliardi di dollari. È il patrimonio stimato di Setad, il conglomerato economico controllato direttamente dalla Guida Suprema. Dentro questo sistema confluiscono immobili confiscati dopo la rivoluzione, partecipazioni in banche, telecomunicazioni, energia, industria e una rete di fondazioni religiose. È uno dei più grandi imperi economici del Medio Oriente, e il controllo è in mano esclusivamente al Leader Supremo. La morte di Ali Khamenei ha aperto una guerra di successione dentro il regime. Per ora la partita sembra essere stata vinta dal suo stesso clan: il nuovo Leader Supremo è Mojtaba Khamenei, che eredita sia la carica religiosa che il controllo dell’intero patrimonio del Setad. La successione si è trasformata in una partita di scacchi tra clan. Da una parte il gruppo Khamenei, sostenuto dalle Guardie Rivoluzionarie (IRGC), il vero pilastro militare ed economico del sistema. L’IRGC controlla sicurezza interna, intelligence e vasti conglomerati economici: è il pezzo più pesante sulla scacchiera. Dall’altra parte si è mossa la famiglia Larijani, una delle più radicate nell’establishment della Repubblica islamica. Ali Larijani, già presidente del Parlamento e oggi figura centrale nella gestione della sicurezza nazionale, negli ultimi mesi è diventato uno dei principali gestori della crisi: repressione interna, coordinamento della guerra, relazioni con Russia e Cina, controllo della narrativa politica. Dopo la morte di Khamenei senior, la rete Larijani ha giocato la propria mossa sulla scacchiera del potere. Sadeq Larijani, ex capo della magistratura, è stato portato alla ribalta, ma la mano l'ha vinta il clan Khamenei con Mojtaba. La partita si è giocata nel più puro stile mafioso: da una parte la linea dinastica sostenuta dalle Guardie Rivoluzionarie dall’altra il clan che ha tentato la scalata attraverso la rete istituzionale. In questo quadro, la politica iraniana si rivela per quello è: una competizione tra reti familiari e fazioni elitarie per il controllo di risorse economiche immense, apparati di sicurezza e influenza religiosa, in un sistema ibrido dove istituzioni formali servono da copertura a dinamiche di potere personalizzato e basato sui legami di clan. La partita che si gioca a Teheran riguarda denaro, controllo e sopravvivenza del regime. La guerra e le sanzioni fanno da sfondo a una realtà più prosaica: un’élite miliardaria che difende il proprio potere mentre l’intero Paese paga il prezzo delle sue lotte interne. In due parole: islam politico.

Nazisti, assunti Al loro arrivo in Medio Oriente, dopo il 1945, i nazisti vennero accolti come esperti e le loro competenze i
Nazisti, assunti Al loro arrivo in Medio Oriente, dopo il 1945, i nazisti vennero accolti come esperti e le loro competenze in materia di propaganda antiebraica, intelligence e addestramento militare tornarono immediatamente utili perché l'obiettivo era lo stesso che avevano perseguito in Europa: sterminare gli ebrei. Il Medio Oriente offriva la possibilità di continuare il progetto genocida del Terzo Reich in un nuovo contesto. Dallo sterminio sistematico in Europa alla distruzione di Israele. Stesso nemico, stesso obiettivo, nuovi apparati statali. Il nazismo si trasferì in Medio Oriente portando con sé la sua tecnologia politica: i metodi, le competenze, i quadri. Questa settimana vi mostriamo come avvenne questo trasferimento. Chi andò, dove andò, cosa fece. I nomi dei criminali nazisti che vennero assunti in Egitto e in Siria, i ruoli che ricoprirono dentro ministeri, nei servizi di intelligence, negli apparati di propaganda,  le prove documentali di questa migrazione funzionale. Vi mostreremo come centinaia di nazisti trovarono impiego stabile dentro le strutture governative arabe e di come il Ministero dell'Informazione egiziano divenne un centro di produzione di propaganda antisemita. Come ex comandanti delle SS divennero consiglieri militari, di come propagandisti del Reich si convertirono all'Islam e continuarono a diffondere l’odio antiebraico da nuove posizioni di potere. Il Terzo Reich finì a Berlino nel 1945 solo in quanto entità statale. Il progetto di eliminazione degli ebrei venne trasferito, riattivato e messo al servizio di quei governi che avevano come obiettivo la distruzione dello Stato ebraico.  Ecco la storia di quella continuità. Per saperne di più, visita anche la mostra “Gerarchi in fuga. Dove scapparono i nazisti, chi li aiutò e chi li accolse”, presso il Museo Ebraico di Bologna, dal 25 gennaio al 30 giugno 2026.

Le hanno chiesto cosa desiderasse più di ogni altra cosa. Ha risposto tra le lacrime "prego che riapra la scuola" E dall'Afghanistan è tutto

Ecco come il movimento Non Una Di Meno butta nel cesso 200 anni di emancipazionismo e di lotta per i diritti delle donne.

L'8 marzo del 2024 cacciarono una donna che voleva ricordare le israeliane stuprate e assassinate il 7 ottobre. Dopo due anni
L'8 marzo del 2024 cacciarono una donna che voleva ricordare le israeliane stuprate e assassinate il 7 ottobre. Dopo due anni, a farne le spese sono le donne iraniane! Ma le "transfemministe" vogliono prevaricare sempre e comunque le altre per un esubero di testosterone?

E, come specificato da un loro stesso comunicato datato 13 gennaio 2026, la Toma "vi lavora dal 2014, è dipendente". Sarà forse un caso, ma solo nel 2025, e questo è il dato che Il Giornale può fornirvi in esclusiva, sono stati erogati dal comune oltre 638 mila euro per progetti legati ai migranti. Da quando Lepore è sindaco, quindi dal 2021 compreso, la Lai Momo ha ricevuto oltre 2 milioni e 390 mila euro per le medesime attività. Un esborso elevato che solleva quantomeno un tema di conflitto di interessi. Nonostante i diversi interrogativi posti al sindaco tramite queste pagine, lui ha preferito non rispondere nel merito e minacciare una querela. Eppure, come rilevato dalla consigliera comunale di FdI Manuela Zuntini "Lai Momo negli ultimi anni ha visto crescere il suo bilancio in maniera importante e riceve dal Comune di Bologna, tramite la Asp, cifre importanti per servizi di accoglienza e mediazione per gli stranieri e questi importi sono passati da 144 mila del 2017 a 640 mila del 2025. Anche grazie a questo, la cooperativa impiega 46 dipendenti e il fatturato è passato da 1,6 milioni a 1,9. Questo evidenzia come, di fatto, il Comune abbia affidato sempre di più a questa cooperativa servizi e progetti, favorendo un'organizzazione dove collabora la moglie del primo cittadino". Ma non è certo l'unico nodo problematico attorno a cui ruota lo stato di salute della Regione, sempre guidata dal Pd. C'è un dato, quello relativo ai musulmani presenti sul territorio, che balza subito all'attenzione. L'Emilia Romagna guida la statistica nazionale con l'8.6% del totale dei fedeli islamici, mentre la Lombardia è seconda con il 7.7%. Il dato è confermato anche dal portale "Islam in Italia, dati e trend", fondato dal professor Fabrizio Ciocca, dottore di ricerca in Storia dell'Europa alla Sapienza Università di Roma. La situazione, considerate anche le innumerevoli segnalazioni relative alle moschee abusive, allarma il centrodestra che interroga il presidente Michele de Pascale e la sua Giunta. Ma la risposta non arriva. La Regione Emilia Romagna, nonostante l'esistenza di una mappatura delle moschee a opera della Regione che risale al 2006, ha risposto "picche" a un'interrogazione del consigliere regionale di FdI Marta Evangelisti. "Le informazioni richieste non sono in possesso di questa amministrazione in quanto attengono alla esclusiva titolarità del ministero dell'Interno", si legge nella risposta scritta del gabinetto del presidente. La Evangelisti, però non aveva domandato il numero dei musulmani residenti ma la situazione delle moschee anche in relazione alla sicurezza e all'urbanistica, non proprio due campi sconosciuti all'ente Regione. E, infatti, il consigliere regionale di FdI, rinnovando la richiesta, attacca: "Questa mancanza di informazioni implica che la Regione non è in grado di verificare quante e quali confessioni religiose siano presenti o radicate in questo periodo storico; se sia garantito il rispetto della libertà religiosa; se siano rispettate le normative su luoghi di culto e sicurezza". L'Emilia Romagna, per l'islma, non è un posto come tanti. Una nostra inchiesta ha rivelato, per esempio, quante e quali problematiche risiedano a Piacenza, con la comunità musulmana che ha ormai superato il 10% della popolazione. (Giulia Sorrentino) E sempre dall'Emilia Romagna provengono gli ultimi due presidenti dell'Ucoii in ordine di tempo: il bolognese Yassine Lafram, ex leader dell'Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia, e il vertice attuale, ossia il piacentino Yassine Baradai.

Un'altra inchiesta di Giulia Sorrentino! https://www.ilgiornale.it/news/politica/lemilia-islamo-dem-ombre-sulle-moschee-e-milioni-coop-moglie-2635561.html leggi l'articolo a seguire👇👇👇

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Buon giorno. Chi è a Milano può mandare foto nella chat dei commenti? Grazie!

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