Don Francesco d'Erasmo
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In realtà la cosa è più semplice: ogni autorità viene da Dio.
Quindi non si può mai obbedire a nessuno contro il volere di Dio, cioè l'obbedienza non rende mai lecito ciò che è male.
Ma nemmeno a noi è lecito rimuovere l'autorità superiore, ma solo a Dio.
Dobbiamo quindi obbedire a Dio in tutto.
Al superiore in ciò che è lecito da parte sua comandare, cioè ciò che non contraddice il volere di Dio e sta sotto la sua giurisdizione.
Non possiamo noi togliere la giurisdizione a un superiore.
Possiamo rivolgerci al superiore del superiore, per chiedere che venga ristabilita la giustizia quando il superiore abusa di autorità, ossia comanda ciò che è contrario al volere di Dio.
Se il superiore è la suprema autorità ecclesiastica il suo unico superiore è Dio, perciò possiamo pregare Dio che ristabilisca la giustizia.
Se evidentemente la pena inflitta dal superiore non risponde alla legge di Dio e si oppone al volere di Dio, ignorare tale pena equivale alla legittima e doverosa disobbedienza agli ordini contrari al volere di Dio.
Anche in caso di una pena inflitta giustamente e lecitamente, se un sacerdote ridotto allo stato laicale si trova di fronte a un moribondo che necessita della assolutamente in punto di morte, la stessa legge universale prevede che abbia la piena potestà per amministrare il sacramento.
Perciò non è necessario rifiutare la sottomissione alla autorità in tutto, per il fatto che chi la esercita ne sta abusando. Dobbiamo solo resistere a ciò che è contrario alla legge di Dio e pregare Dio.
Se poi si ravvisa la possibilità o addirittura la certezza morale della usurpazione della autorità, denunciare tale fatto non è peccato, né atto scismatico, perché appartiene al dovere di proclamare la Verità. E ignorare allora ritorsioni come pene canoniche usate per tacitare la denuncia, è altrettanto lecito.
Credo, come più volte ho mostrato nelle mie catechesi al riguardo, che il problema maggiore di oggi è la facilità con cui si arriva a conclusioni indebite di premesse vere.
Il più facile motivo è la nostra impazienza. Ma anche il nostro orgoglio può indurci facilmente a questo.
Perciò concordo perfettamente con mons. Viganò nell'argomentazione sulla obbedienza, ma non sula conclusione che sia lecito rifiutare l'autorità come tale perché chi la esercita ne abusa. Occorre rifiutare solo l'obbedienza agli ordini illeciti e ignorare le pene eventualmente comminate come strumento coercitivo per indurre tale obbedienza. Per il fatto appunto che tale obbedienza sarebbe comunque illecita.
Mi sembra molto semplice, anche se molto doloroso.
Monsignor Viganò / Obbedienza, unità, dottrina. Ulteriori risposte al professor Trabucco | Aldo Maria Valli
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Lc 8,19-21
Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica.
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla.
Gli fecero sapere: «Tua madre e i tuoi fratelli stanno fuori e desiderano vederti».
Ma egli rispose loro: «Mia madre e miei fratelli sono questi: coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».
Parola del Signore
Lode a te o Cristo
Esd 6,7-8.12.14-20
Portarono a compimento la costruzione del tempio e celebrarono la Pasqua.
Dal libro di Esdra
In quei giorni, [il re Dario scrisse al governatore e ai funzionari della regione dell’Oltrefiume dicendo:] «Lasciate che lavorino a quel tempio di Dio. Il governatore dei Giudei e i loro anziani costruiscano quel tempio di Dio al suo posto. Ed ecco il mio ordine circa quello che dovrete fare con quegli anziani dei Giudei per la costruzione di quel tempio di Dio: con il denaro del re, quello delle tasse dell’Oltrefiume, siano integralmente sostenute le spese di quegli uomini, perché non vi siano interruzioni. Io, Dario, ho emanato quest’ordine: sia eseguito integralmente».
Gli anziani dei Giudei continuarono a costruire e fecero progressi, grazie alla profezia del profeta Aggeo e di Zaccarìa, figlio di Iddo. Portarono a compimento la costruzione per ordine del Dio d’Israele e per ordine di Ciro, di Dario e di Artaserse, re di Persia. Si terminò questo tempio per il giorno tre del mese di Adar, nell’anno sesto del regno del re Dario.
Gli Israeliti, i sacerdoti, i leviti e gli altri rimpatriati celebrarono con gioia la dedicazione di questo tempio di Dio; offrirono per la dedicazione di questo tempio di Dio cento tori, duecento arieti, quattrocento agnelli e dodici capri come sacrifici espiatori per tutto Israele, secondo il numero delle tribù d’Israele.
Stabilirono i sacerdoti secondo le loro classi e i leviti secondo i loro turni per il servizio di Dio a Gerusalemme, come è scritto nel libro di Mosè.
I rimpatriati celebrarono la Pasqua il quattordici del primo mese. Infatti i sacerdoti e i leviti si erano purificati tutti insieme, come un sol uomo: tutti erano puri. Così immolarono la Pasqua per tutti i rimpatriati, per i loro fratelli sacerdoti e per se stessi.
Parola di Dio
Rendiamo grazie a Dio
Dal libro del profeta Ezechiele 36, 16-36
*Futuro rinnovamento del popolo di Dio:
il cuore nuovo e lo spirito nuovo*
Mi fu rivolta questa parola del Signore: «Figlio dell'uomo, la casa d'Israele, quando abitava il suo paese, lo rese impuro con la sua condotta e le sue azioni. Come l'impurità di una donna nel suo tempo è stata la loro condotta davanti a me. Perciò ho riversato su di loro la mia ira per il sangue che avevano sparso nel paese e per gli idoli con i quali l'avevano contaminato. Li ho dispersi fra le genti e sono stati dispersi in altri territori: li ho giudicati secondo la loro condotta e le loro azioni. Giunsero fra le nazioni dove erano spinti e disonorarono il mio nome santo, perché di loro si diceva: Costoro sono il popolo del Signore e tuttavia sono stati scacciati dal suo paese. Ma io ho avuto riguardo del mio nome santo, che gli Israeliti avevano disonorato fra le genti presso le quali sono andati. Annunzia alla casa d'Israele: Così dice il Signore Dio: Io agisco non per riguardo a voi, gente d'Israele, ma per amore del mio nome santo, che voi avete disonorato fra le genti presso le quali siete andati. Santificherò il mio nome grande, disonorato fra le genti, profanato da voi in mezzo a loro. Allora le genti sapranno che io sono il Signore - parola del Signore Dio - quando mostrerò la mia santità in voi davanti ai loro occhi. Vi prenderò dalle genti, vi radunerò da ogni terra e vi condurrò sul vostro suolo. Vi aspergerò con acqua pura e sarete purificati; io vi purificherò da tutte le vostre sozzure e da tutti i vostri idoli; vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne. Porrò il mio spirito dentro di voi e vi farò vivere secondo i miei precetti e vi farò osservare e mettere in pratica le mie leggi. Abiterete nella terra che io diedi ai vostri padri; voi sarete il mio popolo e io sarò il vostro Dio. Vi libererò da tutte le vostre impurità: chiamerò il grano e lo moltiplicherò e non vi manderò più la carestia. Moltiplicherò i frutti degli alberi e il prodotto dei campi, perché non soffriate più la vergogna della fame fra le genti. Vi ricorderete della vostra cattiva condotta e delle vostre azioni che non erano buone e proverete disgusto di voi stessi per le vostre iniquità e le vostre nefandezze. Non per riguardo a voi, io agisco - dice il Signore Dio - sappiatelo bene. Vergognatevi e arrossite della vostra condotta, o Israeliti». Così dice il Signore Dio: «Quando vi avrò purificati da tutte le vostre iniquità, vi farò riabitare le vostre città e le vostre rovine saranno ricostruite. Quella terra desolata, che agli occhi di ogni viandante appariva un deserto, sarà ricoltivata e si dirà: La terra, che era desolata, è diventata ora come il giardino dell'Eden; le città rovinate, desolate e sconvolte, ora sono fortificate e abitate. I popoli che saranno rimasti attorno a voi sapranno che io, il Signore, ho ricostruito ciò che era distrutto e ricoltivato la terra che era un deserto. Io, il Signore, l'ho detto e lo farò».
Parola di Dio
Rendiamo grazie a Dio
Alla Ricerca di Nemici. Le Menzogne di Kissinger e della Cia, il Caso Kennedy. Agostino Nobile. : STILUM CURIAE
https://www.marcotosatti.com/2025/09/22/alla-ricerca-di-nemici-le-menzogne-di-kissinger-e-della-cia-il-caso-kennedy-agostino-nobile/#respond
A proposito di “nudge”. Quelle “spinte gentili” che influenzano le nostre scelte | Aldo Maria Valli
https://www.aldomariavalli.it/2025/09/22/a-proposito-di-nudge-quelle-spinte-gentili-che-influenzano-le-nostre-scelte/amp/
Chiesa e post concilio: Card. Raymond Leo Burke. Dichiarazione sul Motu Proprio «Traditionis Custodes»
https://chiesaepostconcilio.blogspot.com/2021/07/card-raymond-leo-burke-dichiarazione.html?m=1
O Milênio no Apocalipse: O que São João Revela Sobre o Fim dos Tempos | ...
https://youtube.com/watch?v=GZVS-AhFPiI&si=vcGQ03UOSr5_O2Xz
Ucciso in Francia un cristiano di origine irachena - La Nuova Bussola Quotidiana
https://lanuovabq.it/it/ucciso-in-francia-un-cristiano-di-origine-irachena
Repost from Don Tullio Rotondo
I gravi errori dottrinali nelle parole di Papa Leone su LGBTQ. https://www.youtube.com/watch?v=C1wXeJk0nso
Dal «Discorso sui pastori» di sant'Agostino, vescovo
(Disc. 46, 14-15; CCL 41, 541-542)
Insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna
«E non avete riportato le disperse, non siete andati in cerca delle smarrite» (Ez 34, 4). Da questo momento ci troviamo come tra le mani di ladri e le zanne di lupi furiosi e per questi pericoli vi domandiamo preghiere. Per di più anche le pecore non sono docili. Se noi andiamo in cerca di loro quando si smarriscono, dicono, per loro errore e per loro rovina, che non ci appartengono. Perché ci desiderate, esse dicono, perché venite in cerca di noi? Come se il motivo per cui le desideriamo e le cerchiamo non sia proprio questo, proprio il fatto cioè che sono smarrite e si perdono. Se sono nell'errore, dicono, se sono vicino a morte, perché mi desideri? Perché mi cerchi? Rispondo: Perché sei nell'errore, voglio richiamarti; perché ti sei smarrito, voglio ritrovarti. Replicano: Voglio smarrirmi così, voglio perdermi così.
Così vuoi smarrirti, così vuoi perderti? Ma io con tanta maggior forza non voglio questo. Te lo dico chiaramente: Voglio essere importuno. Poiché mi risuonano alla mente le parole dell'Apostolo che dice: «Annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna» (2 Tm 4, 2). Per chi a tempo opportuno e per chi a tempo non opportuno? Certamente a tempo opportuno, per chi vuole; a tempo inopportuno, per chi non vuole. Sono proprio importuno e oso dirtelo: Tu vuoi smarrirti, tu vuoi perderti, io invece non lo voglio. Alla fin fine non lo vuole colui che mi incute timore. Qualora io lo volessi, ecco che cosa mi direbbe, ecco quale rimprovero mi rivolgerebbe: «Non avete riportato le disperse, non siete andati in cerca delle smarrite». Devo forse avere più timore di te che di lui? «Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo» (2 Cor 5, 10).
Riporterò quindi la pecora dispersa, andrò in cerca di quella smarrita; che tu voglia o no, lo farò. Anche se nella mia ricerca sarò lacerato dai rovi della selva, mi caccerò nei luoghi più stretti, cercherò per tutte le siepi, percorrerò ogni luogo, finché mi sosterranno quelle forze che il timore di Dio mi infonde. Riporterò la pecora dispersa, andrò in cerca di quella smarrita. Se non vuoi il fastidio di dovermi sopportare, non sperderti, non smarrirti. È troppo poco se io mi contento di affliggermi nel vederti smarrita o sperduta. Temo che, trascurando te, abbia ad uccidere anche chi è forte. Senti infatti che cosa viene dopo: E le pecore grasse le avete ammazzate (cfr. Ez 34, 3).
Se trascurerò la pecora smarrita, la pecora che si perde, anche quella che è forte si sentirà trascinata ad andar vagando e a perdersi.
RESPONSORIO Cfr. Sir 4, 23-24; 2 Tm 4, 2
R. Non astenerti dal parlare nel momento opportuno. * Dalla parola si riconosce la sapienza, e l'istruzione dai detti della lingua.
V. Annunzia la parola, insisti in ogni occasione, ammonisci, rimprovera, esorta con grande pazienza e dottrina.
R. Dalla parola si riconosce la sapienza, e l'istruzione dai detti della lingua.
Alemania: obispo de Speyer pide eliminar el celibato obligatorio para los sacerdotes - InfoVaticana
https://infovaticana.com/2025/09/22/alemania-obispo-de-speyer-pide-eliminar-el-celibato-obligatorio-para-los-sacerdotes/
Lc 8,16-18
La lampada si pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce.
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse alla folla:
«Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce.
Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce.
Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».
Parola del Signore
Lode a te o Cristo
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