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Compagnia della Chiesa Poverella

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Un esempio di perseveranza e resistenza quanto mai attuale

Attualità di una conversione

Cenacoli.88

Trascrizione delle due registrazioni riveduta per lo scritto e completata con osservazioni supplementari. Vista l'urgenza, si prega di diffondere.

Cenacoli.87

Una bussola nella confusione - 2.mp337.15 MB

Una bussola nella confusione.mp348.11 MB

Cenacoli.86

Omelia in suffragio di papa Benedetto XVI.pdf3.68 KB

Testamento spirituale di papa Benedetto Se in quest’ora tarda della mia vita guardo indietro ai decenni che ho percorso, per prima cosa vedo quante ragioni abbia per ringraziare. Ringrazio prima di ogni altro Dio stesso, il dispensatore di ogni buon dono, che mi ha donato la vita e mi ha guidato attraverso vari momenti di confusione; rialzandomi sempre ogni volta che incominciavo a scivolare e donandomi sempre di nuovo la luce del suo volto. Retrospettivamente vedo e capisco che anche i tratti bui e faticosi di questo cammino sono stati per la mia salvezza e che proprio in essi Egli mi ha guidato bene. Ringrazio i miei genitori, che mi hanno donato la vita in un tempo difficile e che, a costo di grandi sacrifici, con il loro amore mi hanno preparato una magnifica dimora che, come chiara luce, illumina tutti i miei giorni fino a oggi. La lucida fede di mio padre ha insegnato a noi figli a credere, e come segnavia è stata sempre salda in mezzo a tutte le mie acquisizioni scientifiche; la profonda devozione e la grande bontà di mia madre rappresentano un’eredità per la quale non potrò mai ringraziare abbastanza. Mia sorella mi ha assistito per decenni disinteressatamente e con affettuosa premura; mio fratello, con la lucidità dei suoi giudizi, la sua vigorosa risolutezza e la serenità del cuore, mi ha sempre spianato il cammino; senza questo suo continuo precedermi e accompagnarmi non avrei potuto trovare la via giusta. Di cuore ringrazio Dio per i tanti amici, uomini e donne, che Egli mi ha sempre posto a fianco; per i collaboratori in tutte le tappe del mio cammino; per i maestri e gli allievi che Egli mi ha dato. Tutti li affido grato alla Sua bontà. E voglio ringraziare il Signore per la mia bella patria nelle Prealpi bavaresi, nella quale sempre ho visto trasparire lo splendore del Creatore stesso. Ringrazio la gente della mia patria perché in loro ho potuto sempre di nuovo sperimentare la bellezza della fede. Prego affinché la nostra terra resti una terra di fede e vi prego, cari compatrioti: non lasciatevi distogliere dalla fede. E finalmente ringrazio Dio per tutto il bello che ho potuto sperimentare in tutte le tappe del mio cammino, specialmente però a Roma e in Italia che è diventata la mia seconda patria. A tutti quelli a cui abbia in qualche modo fatto torto, chiedo di cuore perdono. Quello che prima ho detto ai miei compatrioti, lo dico ora a tutti quelli che nella Chiesa sono stati affidati al mio servizio: rimanete saldi nella fede! Non lasciatevi confondere! Spesso sembra che la scienza — le scienze naturali da un lato e la ricerca storica (in particolare l’esegesi della Sacra Scrittura) dall’altro — siano in grado di offrire risultati inconfutabili in contrasto con la fede cattolica. Ho vissuto le trasformazioni delle scienze naturali sin da tempi lontani e ho potuto constatare come, al contrario, siano svanite apparenti certezze contro la fede, dimostrandosi essere non scienza, ma interpretazioni filosofiche solo apparentemente spettanti alla scienza; così come, d’altronde, è nel dialogo con le scienze naturali che anche la fede ha imparato a comprendere meglio il limite della portata delle sue affermazioni, e dunque la sua specificità. Sono ormai sessant’anni che accompagno il cammino della Teologia, in particolare delle Scienze bibliche, e con il susseguirsi delle diverse generazioni ho visto crollare tesi che sembravano incrollabili, dimostrandosi essere semplici ipotesi: la generazione liberale (Harnack, Jülicher ecc.), la generazione esistenzialista (Bultmann ecc.), la generazione marxista. Ho visto e vedo come dal groviglio delle ipotesi sia emersa ed emerga nuovamente la ragionevolezza della fede. Gesù Cristo è veramente la via, la verità e la vita — e la Chiesa, con tutte le sue insufficienze, è veramente il Suo corpo. Infine, chiedo umilmente: pregate per me, così che il Signore, nonostante tutti i miei peccati e insufficienze, mi accolga nelle dimore eterne. A tutti quelli che mi sono affidati, giorno per giorno va di cuore la mia preghiera. Benedictus PP XVI

Come ispirazione per il nuovo anno

In Paradisum deducant te Angeli.
In Paradisum deducant te Angeli.

Domani, 31 Dicembre 2022, diretta della solenne esposizione eucaristica con omelia e canto del Te Deum: https://youtube.com/@chiesapoverella7375

Guarda "Chiesa poverella" su YouTube https://youtube.com/@chiesapoverella7375

Carissimi, chiedo a tutti voi di unirvi alla preghiera per il papa Benedetto XVI, perché il Signore lo assista con la Sua grazia in quest’ultimo combattimento. Invochiamo la Vergine Maria quale Porta del Cielo, san Giuseppe quale Patrono dei morenti e san Benedetto quale suo protettore. Che san Michele Arcangelo, difensore della Santa Chiesa, lo protegga dagli assalti del maligno e gli apra la via del Paradiso, se Dio ha stabilito di chiamarlo a Sé. Vi prego di diffondere questo appello il più possibile.

O Maria, quale creatura potrebbe mai comprendere la tua grandezza? Quale creatura potrebbe mai comprendere la bellezza di quegli occhini che vedevano di continuo l'unione che c'è fra il Padre e lo Spirito Santo, e se stesso in quella medesima unione? [...] Io ti vedo in un medesimo tempo piccolino piccolino nel ventre di Maria e in croce. Ora, dimmi, o Verbo, dove stavi più volentieri, in croce o nel seno di Maria? La croce è piantata su un orrido monte, in una terra arida, secca e sterile, e il seno di Maria è quella terra tanto gioconda, amena, benedetta e fruttifera che doveva produrre Te, frutto della vita. Nudo sei nel seno di Maria, e nudo in croce. Nel seno di Maria la tua faccia risplende più del sole e in croce non hai più bellezza né decoro. Nel seno di Maria tutte le tue membra andavano crescendo e prendendo nutrimento, e in croce andavano diminuendo perché da tutte versavi sangue. [...] Nel seno di Maria udivi la pura lode che di continuo ti dava, perché quale saluto o lode ha mai potuto formulare un cuore umano che Maria non abbia formulato quando ti aveva nel seno? E in croce udivi quelle orrende bestemmie e vituperi che ti mandavano i giudei.Perciò, ora dimmi, o Verbo, dove stavi piu' volentieri? Nel seno di Maria o in croce?In croce, in croce, in croce, perche' non ti compiacevi di stare nel seno di Maria se non per stare poi in croce! Stando nel seno del Padre aspiravi al seno di Maria, e stando nel seno di Maria aspiravi alla croce''. Santa Maria Maddalena de' Pazzi

Per terminare la Novena del S. Natale.mp33.91 MB

Cenacoli.85

Messaggio per tutti

Cenacoli.84