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Ci sono colpi di scena?
Tanti: alcuni più telefonati e altri davvero sorprendenti ma tutti arrivano al posto giusto nel momento giusto.
Taylor mostra una decisa evoluzione nella gestione dei tempi narrativi - cosa che spesso è venuta a mancare nelle serie sequel di DCeased dove gli sviluppi più eclatanti venivano talvolta eclissati due o tre pagine dopo.
Yasmin Putri è una vera forza della natura, artista clamorosa che qui ha ampiamente dimostrato tutto il suo valore presentando un quadro chiaro e brillante non solo del suo talento ma anche la portata della sua arte.
Momenti più intimi e teneri vengono seguiti da impetuose scene d'azione, attimi di confusione e trambusto sul campo di battaglia spazzati via da tavole seriose e ricche di pathos.
Illustratrice a tutto tondo, la Putri è grande protagonista di una storia corale che non avrebbe avuto la stessa riuscita senza il suo necessario apporto nel character design e senza l'eleganza del suo storytelling.
DKOS è pura fanfiction, un esercizio di stile e creatività che appaga e diverte presentando un intreccio complesso e affascinante da seguire.
Con tantissimi personaggi a disposizione, Taylor e Putri giocano a muovere tutte le pedine nel momento più giusto per loro, quando la trama lo richiede e quando è necessario muoversi verso una certa direzione o sviluppo.
Il passo della storia è incalzante ma non sovrasta mai la voce e lo sviluppo dei personaggi; tutti hanno un momento a loro dedicato per maturare e presentare nuovi aspetti del loro carattere, specialmente negli ultimi numeri di avvicinamento al climax dove tanto della premessa iniziale è cambiato ed è giusto che venga metabolizzato da tutti - lettori e personaggi.
Seguendo questa impostazione, Taylor ha la possibilità di reinventare l'universo DC a suo piacimento.
Batman è un cavaliere con molte macchie e tanta paura, Superman un principe dal cuore d'oro spesso incompreso. Wonder Woman un paragone di virtù mossa da sentimenti estremi, Freccia Verde e Black Canary due ribelli con un forte senso di giustizia.
Lois Lane, Harley Quinn, Amanda Waller e John Costantine sono figure umane e fallaci che si muovono fianco a fianco di reggenti e sovrani, pedine fondamentali nel percorso d'avvicinamento alla guerra.
Adoro quando un autore ha piena libertà, spazio e budget a sufficienza per sviluppare un'idea: questo progetto è sempre stato pubblicizzato come una grande opera fantasy con molti punti in comune con Game Of Thrones e la trama riflette tantissimo la struttura dell' di George R. R. Martin.
Tre regni sull'orlo di una guerra, tre modi diversi di interpretare il mondo, alleanze pericolose e pochi eroi sommersi in un mondo cupo e avaro, cinico e sempre pronto a imbracciare le armi.
Con un numero mancante alla fine e assolutamente zero memoria di come stessero andando le cose, ho deciso di rileggere tutto Dark Knights Of Steel e recuperare ciò che mi mancava della miniserie Elseworld firmata Taylor/Putri.
Mi sono divertito un sacco.
Se Villa è un po' più incerto in qualche momento di transizione, c'è anche da dire che due Vendicatori cambiano costume in un solo albo e secondo me sarà stato un incubo ricevere questa notizia.
La Città Impossibile e i suoi abitanti (poverino chi dovrà tradurre Ashen Combine) sono i primi villain annunciati dal Signore del Tempo; un gruppo di maniaci ossessionati dai punti cardine che sorreggono una società umana e tecnologica in grado di colpire il mondo materiale e spirituale.
Il design di tutti è molto interessante, Villa ci ha lavorato tanto e si vede anche nell'esecuzione della storia; tutti interagiscono bene con l'ambiente e i poteri sono interessanti quanto terrificanti.
MacKay si sarà sicuramente divertito a creare una prima minaccia tutta originale per i suoi Vendicatori.
L'approccio di MacKay e Villa alla nuova Avengers è molto interessante, non particolarmente entusiasmante ma comunque si fa leggere con molta facilità.
L'azione è molto semplice e ben eseguita, la trama appena accennata ma i Tribulation Events profetizzati da Kang sono un buon primo filo conduttore per questo nuovo gruppo di Vendicatori - ché però a oggi ha condiviso solo una grande scena d'azione collettiva.
L'ultima pagina è una dimostrazione di forza: Nic Klein ha decisamente deciso di superare Joe Bennett dando spazio alla sua vena creativa più grottesca.
L'unica assenza per ora è una voce definita per Banner e Hulk, non ancora molto presenti vista la necessità di introdurre la nuova comprimaria e tutto l'incipit di trama. Ci sono alcuni accenni promettenti e mi fido di PKJ, spero di trovare qualcosa in più nei prossimi numeri.
La trama di questo albo vede Banner e Charlie continuare il loro bizzarro viaggio negli Stati Uniti più fetidi e lerci: dopo aver trascorso la notte sotto un ponte e imparato a conoscersi meglio, i due vengono trascinati con la forza in una cittadina mineraria popolata interamente da zombie, ammaliati da una mortifera cantilena, dal culto del misterioso Fratello Abisso e da un Dio oscuro nascosto nelle profondità della montagna.
Quindi sì... le atmosfere di questo Hulk per ora oscillano tra Hellboy, eldritch horror e B-movie.
Klein e Wilson sono un duo eccezionale e l'artista è in forma strepitosa, arrivando addirittura a colorarsi su due straordinarie splash page oniriche e surreali.
Secondo numero di The Incredible Hulk davvero ben fatto... e vi dirò una cosa in più.
A sensazione sapete cosa mi ricorda? È l'Hulk più vicino a Hellboy che ci sia mai stato, soprattutto alle prime storie e al Mignola più episodico e autocontenuto ma che aveva già una forte identità e uno stile chiarissimo nell'esecuzione. Tematicamente ci avviciniamo ma voglio aspettare e vedere se ci sono altre somiglianze.
Il problema principale resta che, in coda a una storia che ha parlato di tutt'altro, dobbiamo per forza tornare a parlare di Kamala come se fosse stata la coprotagonista della serie e la miglior amica di tutti.
C'è un enorme monologo di Norman alla fine, retorico fino allo sfinimento.
Mi chiedo... è davvero giusto se ne parli qui su ASM?
Certo, magari si è un po' esagerato nello spammare le frasi celebri di Superior Spider-Man ma ho molto apprezzato non solo il nuovo di Otto ma anche la sua motivazione, la spinta che lo ha portato subconsciamente a bersagliare Osborn - l'uomo che ha interrotto il suo arco di redenzione.
In un arco narrativo che rischiava di diventare la veglia funebre di Kamala Khan, sbugiardata pubblicamente non solo dalla resurrezione lampo ma anche dall'annuncio di rilancio e serie che lasceranno una macchia clamorosa sulla gestione di ASM per molti anni, c'è molta più attenzione ai nemici dell'Uomo Ragno e al Ragno stesso.
Dopo aver giocato con l'aliante di Goblin e i tentacoli di Octopus, a breve tornerà a indossare il costume nero contro Kraven... non so voi ma intravedo un pattern.
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