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Se Hulk era immortale perché sostanzialmente invincibile, rappresentazione terrena della rabbia di Dio e ogni uomo, Thor è altrettanto immortale in quanto Storia impossibile da uccidere, raccontata e raccontabile in eterno con ennesime variazioni di forma - una valida quanto l'altra.
Dunque: abbiamo un primo strato di storia che assume i connotati di un intreccio quantomeno classico, facilmente assimilabile.
Il secondo strato vede una più complessa struttura narrativa che si aggancia magnificamente alla lunga opera Marvel di Ewing: cosmi che si riproducono, macro-concetti che rigenerando se stessi danno vita a nuove forme.
In questo senso il terzo livello di complessità è dato da un discorso più pungente e satirico che vede il Dio del Tuono combattere la sua immagine, la sua prigione.
The Immortal Thor sottolinea l'importanza delle Storie prendendosi gioco di favole e illusioni, osservando da vicino il cinico gioco di specchi che vede il Thor prime venire declinato in una sua forma impura e imperfetta, vendibile e scalabile. Un prodotto fallato che conquista le masse e ingabbia l'energia primordiale del tuono in puro contenuto da rigurgitare sul pubblico depensante, soggiogato dalla macchina post-capitalista, iper-consumista.
Il range di Immortal Thor continua a essere incredibilmente vasto: la trama principale tocca ogni punto nevralgico del Dio del Tuono come personaggio, concetto, oggetto, soggetto.
Se il primo strato della narrazione è occupato dall'odissea del figlio di Odino impegnato su più fronti - contro gli dei antichi di Utgard e le mire diaboliche di Dario Agger, Amora l'Incantatrice e Skurge l'Esecutore, in seconda battuta c'è l'ambiziosa ricerca intrapresa da Thor e il suo skåld Loki, dèi alla ricerca di tracce del passato che possano dare forma e senso al caos dei Nove Regni. Per farlo i due fratelli Asa confrontano il regno di Ut: sopra e sotto, modello e copia, paradigma e riproduzione. Origine e prodotto.
+3
Il problema di Immortal Thor è che dopo venticinque pagine solitamente finisce e tocca vivere nell'attesa.
Ecco, meno male che aspetto sempre per fare un po' di scorpacciata perché Ewing continua a firmare una delle storie più belle attualmente in pubblicazione e sarebbe crudele restare fermi al palo.
Blood Hunt m'è piaciuto parecchio.
Larraz e Gracia fanno il grosso del lavoro; McKay si attorciglia ai soliti sistemi ma è proprio tutto molto piacevole.
Uso questo spazio per riaffermare che tutte le opinioni uscite da bocca mia sono solo ed esclusivamente mie
Sì, anche quelle di merda
Sì, anche Millar cane
Volete sapere cosa mi ha ricordato?
Ecco.
La Mano Vuota assume molte forme.
Con Roxxon Presents: Roxxin' Thor, Al Ewing mette giù un'altra storia che verrà ricordata per molto tempo nel corso della sua gestione Marvel.
Se Xemnu e la nostalgia furono armi di distruzione in Immortal Thor, memificazione e subdola propaganda corporativa sono atomiche pronte ad esplodere, virus che contaminano la mente, che spingono continuamente a consumare, a fagocitare, a inghiottire idee e prodotti dietro l'apparenza della Storia.
Non dirò altro.
Da leggere.
Buongiorno signo', quanti strati di interpretazione le metto?
Ma guardi, faccia cinque o sei
