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Canale dedicato a news a tema spazio e astronomia, gestito dal team di @L2U_Official

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Ci manteniamo in Asia con un #LunediSciFi strano: parliamo di Deep, thriller fantascientifico thailandese del 2021. Questo è
Ci manteniamo in Asia con un #LunediSciFi strano: parliamo di Deep, thriller fantascientifico thailandese del 2021. Questo è un caso atipico: Deep è stato interamente realizzato da un team di studenti dell’Università di Bangkok col supporto della Transformation Films alla produzione. Alla regia abbiamo cinque persone: Sita Likitvanichkul, Jetarin Ratanaserikiat, Apirak Samudkidpisan eThanabodee Uawithya (tutti co-sceneggiatori insieme a Kittitat Nokngam e Wisit Sasanatieng) e Adirek Wattaleela. La trama segue quattro studenti universitari alle prese con gli effetti collaterali di un trial clinico che sfociano nella tortura della privazione di sonno. Per essere opera di un team così giovane, il film non è affatto brutto: certo, la mancanza di esperienza traspare dai dialoghi sempliciotti e dalle sottotrame un po’ tirate che i personaggi cercano di compensare, ma la fotografia è eccellente: solo per questo gli autori di Deep meritano un sano incoraggiamento per la loro futura carriera.

La relatività generale di Einstein ha superato un altro test! Un nuovo studio condotto utilizzando i satelliti geodetici Lage
La relatività generale di Einstein ha superato un altro test! Un nuovo studio condotto utilizzando i satelliti geodetici Lageos ha verificato uno dei principi fondamentali su cui si basa la teoria: l'invarianza locale di Lorentz. Detto in modo semplice, significa che le leggi della natura devono rimanere le stesse indipendentemente dalla velocità o dall'orientazione con cui un osservatore si muove nello spazio. Non dovrebbe esistere un sistema di riferimento privilegiato. Questo principio è alla base della relatività generale (RG), ma anche del Modello Standard delle particelle elementari. Cercare eventuali violazioni è un modo per mettere alla prova la fisica che conosciamo e, eventualmente, trovare indicazioni di una nuova teoria. Il parametro utilizzato per quantificare una possibile violazione è chiamato PPN α₁. Nella relatività generale il suo valore deve essere esattamente zero. Il risultato ottenuto dal gruppo di ricerca è ancora una volta compatibile con zero, con un'incertezza inferiore a due parti su centomila. Per arrivare a questa precisione sono stati analizzati circa trent'anni di misure effettuate sui satelliti Lageos I e Lageos II, due satelliti passivi utilizzati per studi di geodesia e fisica gravitazionale. I satelliti sono ricoperti da centinaia di retroriflettori e vengono continuamente raggiunti da impulsi laser inviati dalle stazioni di Terra, tra cui quella di Matera dell'ASI. Misurando il tempo impiegato dalla luce per raggiungere il satellite e tornare indietro è possibile determinarne la distanza con precisione millimetrica e ricostruirne l'orbita con accuratezza centimetrica. Se l'invarianza locale di Lorentz fosse violata, il moto dei satelliti dovrebbe presentare una minuscola oscillazione annuale. Il risultato finale è un cosiddetto risultato nullo: non è stata osservata alcuna violazione. Alcuni modelli che tentano di estendere la RG o di arrivare a una descrizione quantistica della gravità prevedono l'esistenza di un sistema di riferimento privilegiato. Il nuovo risultato riduce lo spazio dei parametri compatibili con gli esperimenti per alcune di queste teorie alternative. [Paper 1] [Paper 2]

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Un asteroide con tre lobi e una piccola luna. È questa la sorprendente struttura di (44) Nysa, uno degli asteroidi più luminosi e grandi della fascia principale. Per ottenere queste nuove sorprendenti immagini, il team ha utilizzato due strumenti installati sul Large Binocular Telescope e sul VLT. Ma non basta ottenere immagini molto risolute. Un asteroide è talmente piccolo e lontano che anche osservandolo con i migliori telescopi da Terra rimane difficile distinguere i dettagli della sua superficie. Per questo le osservazioni sono state ottenute sfruttando l'ottica adattiva, una tecnica che permette di correggere in tempo reale gli effetti della turbolenza atmosferica e ottenere immagini molto più nitide. Le immagini hanno mostrato due grandi valli, interpretate come "colli", cioè strette regioni di collegamento tra porzioni più grandi dell'asteroide. Le osservazioni sono state combinate con una serie di osservazioni fotometriche provenienti da osservatori di tutto il mondo. Incrociando i dati è stato possibile costruire un modello tridimensionale dettagliato dell'asteroide. Nelle immagini è comparsa una piccola sorgente luminosa vicino all'asteroide. Per trovarla è stata utilizzata la tecnica dell'imaging ad alto contrasto. Il problema è che la luce dell'asteroide principale produce un alone luminoso che può nascondere un oggetto molto più debole nelle sue vicinanze. Dalle immagini è stato rimosso l'alone, permettendo di far emergere la piccola luna. La luna, avrebbe un diametro di circa 1km. Nysa, invece, misura circa 75 km e il satellite orbita ad almeno 170 km di distanza. La struttura a tre lobi potrebbe essere il risultato dell'accumulo a bassa velocità di frammenti prodotti da un'antica collisione. Un'altra possibilità è che Nysa sia ciò che rimane di una collisione particolarmente violenta, una cosiddetta hit-and-run, che avrebbe coinvolto un corpo progenitore più grande. Per ora sono ipotesi. Ma la nuova luna potrebbe diventare fondamentale per capire quale delle due spiegazioni sia più plausibile: osservandone meglio l’orbita sarà infatti possibile determinare con maggiore precisione la massa e la densità di Nysa. [Articolo scientifico]

Restano pochi dubbi: Betelgeuse ha una stella compagna! Un nuovo studio presenta quella che gli autori definiscono la prova p
Restano pochi dubbi: Betelgeuse ha una stella compagna! Un nuovo studio presenta quella che gli autori definiscono la prova più convincente ottenuta finora dell'esistenza di una stella compagna, chiamata provvisoriamente Betelgeuse B. Il risultato arriva grazie alle osservazioni effettuate nel dicembre 2024 con il VLT dell'ESO e a un lungo lavoro di elaborazione dati,che ha permesso di ottenere l'immagine più nitida mai realizzata del sistema. Questa pubblicazione rappresenta il terzo tassello di una lunga vicenda scientifica. Nel luglio 2025 uno studio aveva presentato una possibile individuazione della compagna sfruttando il telescopio Gemini North, osservando un oggetto estremamente difficile da distinguere perché immerso nell'enorme atmosfera della supergigante. Nel gennaio 2026 un secondo studio, indipendente, aveva invece analizzato 8 anni di osservazioni ottenute con vari telescopi, trovando una scia di materiale nell'atmosfera di Betelgeuse compatibile con il passaggio periodico di una stella compagna ogni circa 6 anni. Il nuovo lavoro aggiunge finalmente un elemento fondamentale: una rivelazione diretta della luce proveniente dalla compagna. Betelgeuse B sarebbe più massiccia di quanto previsto dagli studi precedenti, con una massa compresa tra 2 e 3 volte quella del Sole. La presenza di una compagna potrebbe anche spiegare una delle caratteristiche più discusse di Betelgeuse: oltre alle pulsazioni della stella, la sua luminosità mostra infatti una variazione con un periodo di circa sei anni, fenomeno che da tempo aveva suggerito agli astronomi l'esistenza di un corpo in orbita. Gli stessi ricercatori sottolineano che sarà importante osservare nuovamente il sistema tra circa un anno, quando la compagna si troverà dall'altro lato della sua orbita, per confermare definitivamente la scoperta. Tuttavia, lo spazio per dubbi significativi è ormai molto ridotto. Betelgeuse rappresenta uno dei laboratori più importanti per studiare il fine vita delle stelle massicce. Capire se e come una compagna possa influenzarne l'evoluzione sarà uno dei prossimi obiettivi degli astronomi. [Comunicato stampa] [Articolo scientifico] [Post luglio 2025] [Post gennaio 2026]

Sofisticato true crime, il #LunediSciFi di oggi ci tiene incollati alla sedia: parliamo di The Soul (緝魂) titolo cino-taiwanes
Sofisticato true crime, il #LunediSciFi di oggi ci tiene incollati alla sedia: parliamo di The Soul (緝魂) titolo cino-taiwanese del 2021 diretto da Cheng Wei-hao. Basato sul romanzo breve Yihun Youshu di JiangBo, prolifico autore di fantascienza (con oltre 40 opere pubblicate ad oggi), il film espande il nucleo della storia originaria - il brutale omicidio di un CEO connesso a esperimenti di trasferimento di anime da un corpo all’altro – per includerela tragedia personale e il folklore cinese sui fantasmi. Dal lato crimine, la scena è contaminata da superstizioni, con la prima, defunta moglie del CEO che ha un peso importante; dal lato indagini, il tema della mortalità diventa centrale con la detective Ah-Bao e suo marito, il procuratore Liang Wen-chao, che affrontano il cancro terminale di lui restando coinvolti nella stessa tecnologia di riparazione dell’RNA su cui stanno indagando. La violenza di alcune scene ha portato alla censura di sei minuti di film nella versione chinese.

Il 3 luglio scorso, una delle due sonde della missione NASA ESCAPADE ha fotografato la Terra e la Luna in luce visibile e inf
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Il 3 luglio scorso, una delle due sonde della missione NASA ESCAPADE ha fotografato la Terra e la Luna in luce visibile e infrarossa. La sonda si trovava a 585.000 km dalla Terra e a soli 186.000 km dalla Luna, facendola sembrare più grande di quello che è realmente. Con il Sole che illuminava parzialmente la Terra e la Luna, l'immagine in luce visibile mostra i due corpi come spicchi crescenti. Invece, nell'immagine a infrarossi, l'emisfero in ombra della Terra è illuminato dal proprio calore sia dall'atmosfera che dalla superficie, irradiando da -23 a 7°C. Senza l'isolamento degli oceani e dell'atmosfera, il lato lontano della Luna rimane a una temperatura confortevole di -173°C. Le due sonde di ESCAPADE sono state costruite da RocketLab e lanciate, con il New Glenn di Blue Origin, il 13 novembre 2025. Visto che Marte e Terra non erano in una posizione favorevole per un viaggio interplanetario, la missione è stata messa su un'orbita di "parcheggio" attorno al punto Lagrangiano della Terra L2. Il prossimo novembre, le due sonde faranno un flyby della Terra che fornirà la spinta necessaria, grazie a un effetto "fionda gravitazionale", per raggiungere il Pianeta Rosso. La missione arriverà a destinazione nel settembre 2027. La missione scientifica è quella di studiare come il flusso di materiale proveniente dal Sole, noto come "vento solare", interagisce con l'ambiente marziano e come controlla la perdita di atmosfera di Marte. Credit: NASA/UCB-SSL/NAU-Radiant/Lucint [Missione ESCAPADE]

Per decenni Omega Centauri ha rappresentato un enigma per gli astronomi. Questo ammasso globulare, composto da circa 10 milio
Per decenni Omega Centauri ha rappresentato un enigma per gli astronomi. Questo ammasso globulare, composto da circa 10 milioni di stelle avrebbe dovuto ospitare migliaia di buchi neri di massa stellare, residui dell'esplosione delle stelle più massicce. I modelli teorici ne prevedono circa 10.000, ma finora le ricerche non hanno dato frutti. Ora, grazie ai dati raccolti in oltre 20 da Hubble e alle osservazioni più recenti del JWST, un gruppo di ricercatori è riuscito a identificare il primo esemplare di questa popolazione. L'oggetto, oMEGACat BH-2, si trova a circa 18.000 anni luce dalla Terra.La sua presenza è stata rivelata seguendo con estrema precisione il movimento di una stella compagna che gli orbita attorno. Invece di cercare radiazione X o onde radio prodotte da materiale in caduta sul buco nero, i ricercatori hanno utilizzato una tecnica chiamata astrometria, che misura gli spostamenti delle stelle nel cielo con un'alta precisione. L'analisi ha mostrato che la compagna orbita attorno a un oggetto invisibile con una massa di 4.46 masse solari. Un valore compatibile invece con un buco nero di massa stellare. La massa del buco nero è inferiore a quella prevista per un ambiente povero di elementi pesanti come Omega Centauri. Inoltre, il sistema possiede il periodo orbitale più lungo mai misurato per una coppia composta da una stella e un buco nero: circa 94 anni. Questa lunga orbita suggerisce che il sistema non si sia formato insieme, ma che il buco nero e la stella si siano incontrati successivamente attraverso interazioni gravitazionali con altri oggetti. La scoperta rappresenta un passo importante nello studio dei buchi neri negli ammassi globulari. Comprendere come si formano queste popolazioni e come danno origine a sistemi binari è fondamentale anche per interpretare gli eventi di onde gravitazionali osservati negli ultimi anni, perché ambienti come Omega Centauri sono considerati tra i luoghi in cui queste coppie possono nascere e, in alcuni casi, fondersi. [Comunicato stampa] [Articolo scientifico]

66 milioni di anni fa un asteroide cambiò per sempre la storia della Terra. Il suo impatto nella regione dell'attuale penisol
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66 milioni di anni fa un asteroide cambiò per sempre la storia della Terra. Il suo impatto nella regione dell'attuale penisola dello Yucatán scavò il cratere di Chicxulub e innescò l'estinzione che portò alla scomparsa di oltre il 75% delle specie viventi, compresi i dinosauri non aviani. Oggi un nuovo studio aggiunge un dettaglio fondamentale all'identità di quell'asteroide. Analizzando gli isotopi del nichel presenti nello strato geologico che segna il confine tra Cretaceo e Paleogene, il "limite K-Pg", un gruppo di ricerca ha concluso che l'asteroide era molto probabilmente una condrite carbonacea di tipo CO. Si tratta di una categoria di meteoriti estremamente rara, composta da materiale tra i più primitivi e meglio conservati dell'intero Sistema Solare. Il nichel è un ottimo tracciante, perché i suoi isotipi conservano l'impronta dei processi nuleosintetici avvenuti durante la formazione del Sistema Solare. La crosta e il mantello terrestri non mostrano variazioni significative, mentre il materiale asteroidale presenta le "firme nucleosintetiche", che variano in base al corpo progenitore. Quando un corpo impatta la Terra, il nichel dell'asteroide si mischia con i sedimenti prodotti dalla collisione. Questo permette di identificarne la natura del materiale extraterrestre. Lo studio porta anche a rivedere uno degli aspetti più discussi dell'evento. Le condriti di tipo CO sono relativamente povere di zolfo e questo indica che il collasso degli ecosistemi non fu causato principalmente dallo zolfo trasportato dall'asteroide. Secondo i ricercatori, il fattore decisivo fu invece l'enorme quantità di polveri e detriti espulsi dall'impatto, che oscurarono il Sole per un lungo periodo, alterarono profondamente il clima terrestre e compromisero la fotosintesi, innescando il collasso della catena alimentare su scala globale. Dopo oltre mezzo secolo di studi sul cratere di Chicxulub, il quadro continua quindi ad affinarsi. Non cambia la causa dell'estinzione di massa, ma diventa sempre più chiaro l'identikit del responsabile: un raro frammento primordiale del Sistema Solare, arrivato sulla Terra nel momento più sbagliato della sua storia. CC: Getty, P. Claeys [Articolo scientifico]

"Touchdown, we have touchdown!" Alle 14.12 del 20 luglio 1976, il controllo missione del JPL esplose in un boato di gioia qua
"Touchdown, we have touchdown!" Alle 14.12 del 20 luglio 1976, il controllo missione del JPL esplose in un boato di gioia quando venne a sapere che il lander Viking 1 era sopravvissuto alla discesa attraverso la rarefatta atmosfera marziana. 40 minuti dopo, la prima immagine del lander incominciò ad apparire sui monitor, formandosi lentamente, riga per riga, da sinistra a destra. Per la prima volta, gli esseri umani poterono vedere la superficie rocciosa di Marte, a pochi centimetri da essa! 50 anni fa, Viking 1 diventò il primo robot della NASA a esplorare la superficie di Marte e ad avviare la ricerca di segni di vita (passata) nel Sistema Solare. 6 settimane dopo, a Viking 1 si affiancò il lander gemello Viking 2, che esplorò una diversa regione di Marte, mentre i due orbiter continuarono a raccogliere dati dallo spazio e contribuirono a trasmettere le comunicazioni verso Terra. La prima immagine della superficie di Marte mostra il terreno a circa 1.4 m dalla camera n°2 del lander. Si vedono sia rocce che materiale come sabbia e polvere. In corrispondenza di diverse rocce sono visibili i segni di trasporto eolico di materiale granulare. La roccia al centro ha un diametro di circa 10 cm e presenta tre facce triangolari. In basso a destra si trova una roccia vicino a una porzione liscia della superficie, probabilmente composta da materiale a grana molto fine. È possibile che la roccia sia stata spostata durante le manovre di discesa della sonda Viking 1, rivelando il substrato. Sembra assurdo descrivere l'immagine della superficie di Marte perché ormai siamo abituati alle stupende immagini a colori dei vari rover e lander recenti, ma 50 anni fa era tutto completamente nuovo. Credit: NASA/JPL

Il progetto dell'Extremely Large Telescope, il prossimo telescopio terrestre più grande al mondo (in ottico e infrarosso e con specchi), è completo al 75% e sempre più vicino alla prima luce, che è attesa per marzo 2029. Le prime osservazioni scientifiche, invece, inizieranno non prima di dicembre 2030. Sulla cupola dell'ELT, ancora parzialmente scoperta e con l'armatura in acciaio visibile all'inizio di questo video, è stata quasi completata la posa dello strato di rivestimento isolante, progettato per proteggere il telescopio e i suoi strumenti dal rigido ambiente desertico, comprese le piogge molto rare ma intense. Quando sono state installate le imponenti porte, la cupola ha raggiunto il suo punto più alto, 80 metri, nell'aprile del 2025. Più in là nel corso dell’anno, le porte della cupola sono state azionate per la prima volta. Nel frattempo, all'interno della cupola, l'installazione della struttura principale dell'ELT, che ospiterà i suoi specchi e strumenti, sta procedendo rapidamente. Questa struttura, che attualmente pesa circa 3500 tonnellate, è stata recentemente fatta ruotare per la prima volta attorno al proprio asse verticale. Il video non mostra i progressi compiuti lontano dal sito, come i test sullo specchio deformabile dell'ELT, fondamentale per correggere la turbolenza atmosferica e ottenere immagini nitide. Anche la costruzione di MICADO e METIS, i primi strumenti che saranno installati sul telescopio, sta procedendo bene. Alla fine del 2025 è stato firmato un accordo per MOSAIC, un altro strumento dell'ELT. Il prossimo telescopio che surclasserà ELT come si chiamerà: Telescopio Grosso Piùgrosso o Extremely Very Large Telescope? Credit: ESO

Disastri botanici sono i protagonisti del #LunediSciFi di oggi, Warriors of Future (明日戰記, 2022), titolo di fantascienza milit
Disastri botanici sono i protagonisti del #LunediSciFi di oggi, Warriors of Future (明日戰記, 2022), titolo di fantascienza militare diretto dall’artista di effetti visuali Ng Yuen-fai al suo debutto alla regia, su sceneggiatura di Lau Ho-leung e Mak Tin-shu. La produzione del film, in fase di sviluppo per tre anni, è iniziata nel 2017 e finita con la sua apertura del 46°Hong Kong International Film Festival il 15 agosto 2022: in breve tempo Warriors of Future è diventato il film con il più grande incasso di sempre nel paese, superato da A Guilty Conscience nel 2023. Warriors of Future parla di delicati equilibri. Nel 2055 la Terra è compromessa dall’inquinamento, con una vita possibile solo sotto le cupole Skynet: un insperato incidente nel settore B16 – una pianta aliena, Pandora, che fagocita interi quartieri ma ripulisce l’aria– promette un felice ritorno ad una vita normale. Ma come fare a bloccare la crescita disastrosa di Pandora? Meglio mettere mano a un virus opportuno.

Per prepararsi a una delle missioni più ambiziose mai dirette verso Venere, gli scienziati della NASA si sono diretti verso il deserto dello Utah. Qui il team della missione DAVINCI ha condotto una nuova campagna di test con un elicottero, facendo volare un modello della sonda che un giorno attraverserà l'atmosfera venusiana. L'obiettivo era mettere alla prova il sistema di acquisizione delle immagini durante la discesa. La sonda di DAVINCI entrerà nell'atmosfera venusiana e, mentre rallenterà verso la superficie, scatterà centinaia di fotografie dell'area di Alpha Regio, una vasta regione montuosa composta da antichi altopiani deformati, chiamati tesserae. Si tratta di alcuni dei terreni più antichi del pianeta e potrebbero conservare indizi fondamentali sulla sua evoluzione geologica e climatica. Per verificare che le immagini raccolte siano sufficientemente nitide e possano essere trasformate in mappe tridimensionali ad alta risoluzione, i ricercatori hanno sorvolato lo Utah con un elicottero seguendo un profilo di volo studiato per riprodurre la geometria della futura discesa su Venere. Le immagini ottenute sono poi state elaborate con le stesse tecniche fotogrammetriche che verranno utilizzate durante la missione. Questi test consentono di validare l'intera catena di acquisizione ed elaborazione dei dati prima del lancio, riducendo i rischi operativi e verificando che gli strumenti siano in grado di ricostruire con precisione la topografia della superficie venusiana. Quando DAVINCI raggiungerà Venere, la sonda analizzerà anche la composizione dell'atmosfera durante la discesa, misurando gas nobili, elementi chimici e isotopi. Insieme alle immagini della superficie, questi dati aiuteranno a ricostruire la storia del pianeta e a capire perché due mondi nati in condizioni simili, Terra e Venere, abbiano seguito percorsi evolutivi così diversi. Credit: NASA [Comunicato stampa]

Una galassia come non l'avete mai vista! E scommetto che, per anche chi osserva il cielo abitualmente, questo oggetto non sal
Una galassia come non l'avete mai vista! E scommetto che, per anche chi osserva il cielo abitualmente, questo oggetto non salti subito in mente. Si tratta di NGC 300, una delle galassie a spirale più vicine alla Terra: dista solo 6 milioni di anni luce. La più vicina a noi, Andromeda, si trova a 2.5 milioni di km. Ma è davvero così la galassia? Beh se la guardassimo usando solo i nostri occhi (con un telescopio ovviamente) apparirebbe piuttosto diversa, e molto simile all'idea di galassia a spirale. Questa immagine insolita combina la luce emessa dalle stelle e dalla polvere presente tra i bracci di spirale (i deboli puntini e la patina biancastra) con la radiazione delle nubi di gas ionizzato e del gas interstellare. In rosso è evidenziato lo zolfo, in verde l'idrogeno e in blu l'ossigeno. La combinazione di rosso e verde in proporzioni differenti crea le sfumature gialle e arancioni che ci vedono nella maggior parte dell'immagine. Le nubi di gas ionizzato sono tipicamente creata da stelle giovani e con una massa molto elevata, che emettono radiazione ultravioletta ad alta energia in grado di ionizzare il gas. Le stelle massicce hanno vita molto breve, rispetto a stelle come il nostro Sole, ed esplodono come supernove alla fine della loro vita. Alcune dei bozzoli colorati di NGC 300 potrebbero nascondere qualche resto di supernova. Credit: Cecilia Chirenti

12 anni dopo il lancio e 6 anni dopo il completamento della sua missione primaria, Hayabusa2 ha raggiunto il suo nuovo obiett
12 anni dopo il lancio e 6 anni dopo il completamento della sua missione primaria, Hayabusa2 ha raggiunto il suo nuovo obiettivo. La sonda della JAXA ha infatti completato con successo un sorvolo ravvicinato dell'asteroide 98943 Torifune, trasformando una missione già storica in un'importante dimostrazione tecnologica per il futuro della difesa planetaria. Torifune è un asteroide near-Earth, con un diametro di circa 450 metri. Le immagini raccolte durante il flyby hanno rivelato una forma inattesa: il corpo appare bilobato, simile a un piccolo pupazzo di neve, probabilmente nato dall'unione a bassa velocità di due asteroidi distinti. Una struttura che dalle osservazioni effettuate da Terra non era stato possibile riconoscere. Il flyby del 5 luglio rappresentava una sfida estremamente complessa. Hayabusa2 ha intercettato Torifune a una velocità relativa di circa 5 km/s, arrivando fino a 800 m dalla superficie. Il tutto è stato possibile grazie ai progressi dei sistemi di navigazione autonoma. Proprio questa capacità è considerata uno degli elementi chiave per le future missioni dedicate alla caratterizzazione di asteroidi potenzialmente pericolosi. La fase estesa della missione è stata concepita proprio con questo obiettivo: imparare a intercettare e studiare piccoli asteroidi a velocità molto elevate, oggetti che risultano spesso difficili da osservare con continuità da Terra. Durante l'avvicinamento la sonda ha utilizzato diversi strumenti scientifici, tra cui la telecamera di navigazione ottica, uno spettrometro nel vicino infrarosso, una termocamera e un lidar, raccogliendo dati preziosi sia per la navigazione sia per lo studio dell'asteroide. La missione, però, non si conclude qui. Dopo aver riportato sulla Terra i campioni di Ryugu nel 2020 e aver completato con successo questo sorvolo, Hayabusa2 è ora diretta verso il suo ultimo obiettivo: l'asteroide 1998 KY26, un corpo di appena 11(!) metri di diametro che ruota su sé stesso in circa 5 minuti! L'arrivo è previsto nel 2031 e, se tutto procederà come previsto, potrebbe diventare l'asteroide più piccolo mai visitato da una sonda spaziale. Credit: UoT, CIoT, IoST, AIST, PO, IAC

Il prossimo grande osservatorio spaziale della NASA si chiama Nancy Grace Roman Space Telescope e sarà il futuro delle grandi
Il prossimo grande osservatorio spaziale della NASA si chiama Nancy Grace Roman Space Telescope e sarà il futuro delle grandi survey dallo spazio. Il suo specchio primario misura 2.4 m, esattamente come quello di Hubble, ma la rivoluzione è nel campo visivo: ogni immagine coprirà un'area di cielo almeno cento volte più ampia. Roman osserverà con la sensibilità di Hubble ma raccogliendo dati fino a mille volte più rapidamente. Dopo il lancio, previsto non prima del 30 agosto 2026, il telescopio raggiungerà il punto di Lagrange L2 del sistema Sole-Terra, a circa 1,5 milioni di chilometri da noi, la stessa regione occupata da Webb. Da lì potrà osservare l'Universo, trasmettendo ogni giorno circa 1.4 Tb di dati scientifici. Al termine della missione primaria, della durata prevista di cinque anni, l'archivio conterrà circa 20 petabyte di dati (220.000 film in 4K), che saranno resi pubblici non appena elaborati. Roman realizzerà la più dettagliata mappa tridimensionale mai ottenuta della distribuzione della materia nell'Universo, osservando centinaia di milioni di galassie. Attraverso il fenomeno del lensing gravitazionale debole (come Euclid di ESA) studierà la distribuzione della materia oscura nell'universo. Roman affronterà anche l'enigma dell'energia oscura, la componente responsabile dell'espansione accelerata dell'Universo. Per farlo utilizzerà diverse tecniche complementari, tra cui l'osservazione di migliaia di supernovae di tipo Ia, la misura delle oscillazioni acustiche barioniche e la ricostruzione dell'evoluzione della rete cosmica. Combinando microlensing gravitazionale, transiti e osservazioni dirette, Roman dovrebbe individuare circa 100.000 nuovi esopianeti. In particolare, il microlensing consentirà di trovare mondi molto difficili da rilevare con altre tecniche, inclusi pianeti con masse confrontabili a quella di Marte e orbite simili a quelle dei pianeti del Sistema Solare. Più che un successore di Hubble o un complemento di Webb, Roman è stato concepito per fornire una visione d'insieme del cosmo: stelle in formazione, buchi neri, galassie lontanissime, supernove e perfino oggetti del Sistema Solare esterno. Credit: NASA

Una nuova immagine di Messier 82, la celebre Galassia Sigaro, combina le osservazioni infrarosse di Webb con i dati raccolti
Una nuova immagine di Messier 82, la celebre Galassia Sigaro, combina le osservazioni infrarosse di Webb con i dati raccolti in passato dal telescopio spaziale Hubble, offrendo una delle composizioni più complete mai ottenute di questa arcinota galassia. Situata a circa 12 milioni di anni luce dalla Terra, M82 sta attraversando una fase di intensa formazione stellare, probabilmente innescata dall'interazione con un'altra galassia. È un periodo destinato a durare solo poche centinaia di milioni di anni, ma sufficiente a trasformarne profondamente l'aspetto e l'evoluzione. L'infrarosso di Webb riesce a penetrare le dense nubi di polvere che oscurano il disco galattico nella luce visibile. Per la prima volta è stato possibile distinguere circa 16.5 milioni di singole stelle--solo una piccola parte del numero totale di astri che popolano questa galassia. L'immagine rivela inoltre la struttura deformata del disco e gli enormi flussi di materiale espulsi sopra e sotto il piano galattico, alimentati dall'intensa attività di formazione stellare. Le regioni più vicine al disco appaiono dominate da idrogeno ionizzato, mentre più lontano emergono minuscoli granelli di polvere ricchi di idrocarburi policiclici aromatici, evidenziati dal colore arancione. Questi materiali permettono agli astronomi di seguire i movimenti della materia nel mezzo interstellare e di ricostruire come il gas venga trasportato all'interno della galassia. Paradossalmente, proprio l'aumento di nuove nascite stellari sta contribuendo a espellere il gas necessario per formarne altre, avviando il processo che, nel tempo, porterà alla fine di questa fase di intensa attività. Le osservazioni fanno parte di una campagna di 65 ore con lo strumento NIRCam di Webb e mostrano anche quanto sia fondamentale combinare i dati di telescopi diversi. L'infrarosso di Webb e la luce visibile di Hubble raccontano infatti aspetti complementari della stessa galassia, permettendo di studiarne contemporaneamente la storia, la struttura e i processi fisici ancora in corso. Molto probabilmente non basterebbe una vita intera per analizzare tutti i dati disponibili in questa singola immagine! Credit: NASA, ESA, CSA, STScI [Comunicato stampa]

Questo #LunediSciFi èuna ventata di aria fresca nel tropo dei loop temporali: parliamo di ARQ (2016), scritto e diretto da To
Questo #LunediSciFi èuna ventata di aria fresca nel tropo dei loop temporali: parliamo di ARQ (2016), scritto e diretto da Tony Elliott. ARQ è un film travagliato: concettualizzato nel 2008, fu la ragione per cui Elliott venne assunto dai creatori di un’altra serie di fantascienza, Orphan Black. A quel punto la sceneggiatura fu opzionata e rimase nell’inferno di sviluppo per anni: non appena i diritti ritornarono a Eliott, la situazone si sbloccò con la produzione da parte di Netflix, e le riprese si conclusero a Toronto in appena 19 giorni. Perché questo film è da vedere? Ogni informazione è centellinata, senza papironi di premesse né lunghi monologhi esplicativi. ARQ produce energia pulita: in un mondo disastrato dall’inquinamento, il suo recupero – sia per la Torus Corporation che per la rivale Bloc – è essenziale. Quando Renton, il suo creatore, subisce un’invasione domestica, gli eventi accaduti tra le 6:11 e le 9:25 si ripetono in un ciclo infinito ma non dimenticato da tutti.

Per celebrare il quarto anno di attività scientifica del telescopio James Webb, NASA, ESA e CSA hanno pubblicato una nuova sp
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Per celebrare il quarto anno di attività scientifica del telescopio James Webb, NASA, ESA e CSA hanno pubblicato una nuova spettacolare immagine di Centaurus A, una delle galassie attive più vicine a noi, distante circa 11 milioni di anni luce. Quello che rende questa osservazione così preziosa la capacità di Webb di osservare nel vicino e medio infrarosso, attraversando gli spessi banchi di polvere che, nella luce visibile, nascondono completamente la regione centrale della galassia. Dove Hubble riusciva a vedere solo una fitta banda oscura e Spitzer distingueva soltanto le strutture più estese, Webb risolve milioni di stelle. Al centro di Centaurus A si trova un buco nero supermassiccio che sta accumulando materia. Durante questo processo vengono prodotti potenti getti di particelle ed enormi quantità di energia che influenzano l'ambiente circostante. Inoltre, circa 2 miliardi di anni fa, Centaurus A si è scontrata con un'altra galassia, un evento di cui conserva ancora oggi le cicatrici nella sua struttura e nell'intensa attività di formazione stellare. L'immagine ottenuta con MIRI mostra una fitta rete di polveri. Attraverso il centro della galassia si estende la caratteristica fascia deformata a forma di parallelogramma, mentre grandi strutture filamentose si allungano verso l'esterno. Tra queste spicca una struttura a forma di "S", la cui origine non è ancora chiara. Gli astronomi stanno cercando di capire se sia stata prodotta dall'attività del buco nero, dalla collisione galattica o dall'interazione tra entrambi questi fenomeni. I numerosi punti luminosi rossi sparsi nell'immagine rappresentano stelle ricche di polvere oppure regioni dove stanno nascendo nuove stelle. Grazie alla spettroscopia, Webb ha rilevato gas ionizzato che si allontana dal centro della galassia, probabilmente accelerato dal buco nero, e idrogeno molecolare caldo che ruota in un disco attorno al nucleo. Dati fondamentali per comprendere uno dei grandi interrogativi dell'astrofisica moderna: in che modo un buco nero supermassiccio riesce a influenzare l'evoluzione di un'intera galassia? [Foto alta risoluzione]

Il #LunediSciFi di oggi è un nuovo film di guerra dalla fotografia caruccia ma da cui non si impara nulla: parliamo di Outsid
Il #LunediSciFi di oggi è un nuovo film di guerra dalla fotografia caruccia ma da cui non si impara nulla: parliamo di Outside the Wire, titolo cyberpunk del 2021 diretto da Mikael Håfström su sceneggiatura di Rowan Athale e Rob Yescombe. L’amara ironia è che questo film – uscito pochissimi mesi prima dell’invasione russa dell’Ucraina –immagina un conflitto russo-ucraino in un futuro prossimo, il 2036, in cui non solo gli Stati Uniti sono spinti a dispiegare forze di pace, ma sperimentano per la prima volta degli androidi tra gli alti ranghi dell’esercito. Nel tentativo di bloccare le operazioni del terrorista Victor Koval, il giovanissimo tenente Harp – punito per aver disobbedito ad un ordine diretto che ha portato alla morte di due marines – viene assegnato al capitano Leo, un supersoldato di ultima generazione facente parte di un programma segreto ecoinvolto nelle attività della resistenza. Il film è stato girato a Budapest in otto settimane nel 2019.