𝑅𝑜𝑐𝑘&𝑀𝑒𝑡𝑎𝑙 𝐵𝑎𝑙𝑙𝑎𝑑𝑠
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La ballad è l'essenza di una band, il cuore morbido che si cela dietro la dura corazza dell'heavy metal.
Ko'proq ko'rsatish3 038
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3 038
Non c'è paragona con nulla. Migliora la versione originale di Brel donandole eleganza, forza, stupore, interpretazione. Un brano irripetibile❤️
Chi non ha mai ascoltato questo brano nella versione di Battiato, non ha mai ascoltato la Poesia messa in Musica, non ha mai provato l'emozione di trovarsi di fronte ad un monumento di perfezione, bellezza e poesia.
Certo ci fu qualche tempesta
Anni d’amore alla follia
Mille volte tu dicesti basta
Mille volte io me ne andai via
"Mio amore mio dolce meraviglioso amore
Dall’alba chiara finché il giorno muore
Ti amo ancora sai ti amo”
So tutto delle tue magie
E tu della mia intimità
Sapevo delle tue bugie
Tu delle mie tristi viltà
“Il tempo passa e ci scoraggia
Tormenti sulla nostra via
Ma dimmi c’é peggior insidia
Che amarsi con monotonia”...
E allora buon ascolto con questo capolavoro assoluto ❤️
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La Canzone dei vecchi amanti, da Jacques Brel a Franco Battiato...
"Esempi affini di scritture e simili”. È questa la scritta che compare sulla copertina di Fleurs, album con il quale nel 1999 Franco Battiato omaggia l’amore. Il disco è in effetti un enorme concept album di cover (se escludiamo i tre inediti), tutti che mettono al centro il sentimento per eccellenza.
Alla traccia numero 7, tra un Sergio Endrigo e una spettacolare Era de maggio, compare anche La Canzone dei vecchi amanti, direttamente ripresa da La chanson des vieux amants del cantautore belga Jacques Brel.
Battiato porta tutto all’estremo, enfatizzando sezioni di archi incredibilmente evocative. Sembra quasi che le corde dei violini e dei violoncelli stridano sul cuore di chi ascolta, come a voler rimarcare la disperazione del protagonista del testo. Il tutto mentre il pianoforte arpeggia, ora dolcemente e ora in modo convulso, sulla tonalità di Fa minore.
L’immagine che ci regala il Maestro è di disarmante bellezza: una coppia che si è amata per buona parte della loro vita, e che si ritrova sul finire della esistenza, contemplando i rimorsi della loro relazione passata...
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Per chi vi scrive i Nevermore sono sinonimo di qualità, di stare bene, di sintonia con tutto il resto, di svilimento delle sensazioni negative, uno sfogo alle frustrazioni, una carica indicibile.
Anni fa avevo una band con cui suonavamo i brani dei Nevermore, e la canzone a cui ero più affezionato era Who Decides, traccia numero 7 dell'incredibile album del 2003 "Enemies of Reality" (Se non avete questo album, fate in modo di averlo quanto prima...)
Ebbene tutta la sua carriera da scrittore è frontman, ruota intorno alla perdita della sua compagna, attirata in una setta in cui perse la vita. Dedica addirittura un intero concept album (Dreaming Neon Black, già recensito su questo canale) alla sua perdita.
Tutte le sue liriche sono quindi intrise di ateismo, disillusione, tormento. E non è da meno il brano di oggi, Who Decides.
Questa canzone parla ovviamente di moralità oggettiva. Cosa è giusto? Cosa è sbagliato? Ok... ma chi lo decide?
Parla di dolore con la sua inconfondibile voce da crooner e suoi bassi graffiati.
Continua a chiedersi, chi decide per questa nostra vita? L'amante e il cieco cantano la loro canzone
Il piacere e il dolore pregano che i loro peccati siano spariti, ma chi lo decide?
La parte finale, ci faceva sbattere la testa, ci faceva infiammare il nervo facciale. Ci gridava indietro quella grinta che latita nel brano, al servizio di una Ballad medium da pelle d'oca
Allora buon ascolto con Who Decides, NEVERMORE ❤️🥹
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Just Like Heaven, The Cure
È stato il terzo singolo estratto dall'album del 1987 Kiss Me Kiss Me Kiss Me, mentre i ricordi del viaggio di Smith hanno costituito le basi per il video musicale che accompagnava la canzone diretto da Tim Pope.
Il testo è stato scritto dal frontman del gruppo Robert Smith, che aveva tratto ispirazione da un viaggio passato in riva al mare con la sua futura moglie.
Il brano è stato il primo successo americano dei Cure negli Stati Uniti, dove nel 1988 ha raggiunto la quarantesima posizione della classifica Billboard Hot 100.
Just Like Heaven è stato oggetto di numerose cover nel corso degli anni, da parte di artisti come Dinosaur Jr. e Katie Melua. Robert Smith ha detto che considera Just Like Heaven una delle canzoni più forti del gruppo.
Il brano ha ispirato il nome, oltre ad essere nella colonna sonora, del film del 2005 Just Like Heaven.
Una delle piu belle canzoni d'amore mai scritta. The Cure, Just Like Heaven. Buon ascolto❤️
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Anarchy in the U.K. (1976) è il debutto esplosivo dei Sex Pistols e uno dei brani simbolo del punk. Con un riff ruvido e la voce graffiante di Johnny Rotten, è un grido di ribellione più che un vero manifesto politico. Breve, diretto e provocatorio, cattura tutta la rabbia e l’energia cruda dell’Inghilterra di quegli anni.
Il singolo fu pubblicato dalla EMI, che però poco dopo rescisse il contratto con la band a causa delle polemiche legate al loro comportamento.
Inoltre, la canzone venne usata come apertura del loro unico album in studio, Never Mind the Bollocks, Here’s the Sex Pistols (1977), diventando l’inizio perfetto per quello che è considerato il disco punk per eccellenza.
Buon ascolto e buona domenica 🙋🏻♂️
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"Se non vuoi vivere di rimpianto
devi seguire il vento.
Acchiappare ogni opportunità
che la vita ti regalerà.
Sorbire un buon caffè
mangiare quel frappè,
imboccare quella strada
ovunque vada..."
(Dal Web)
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Innanzitutto buon compleanno a quel genio di Ron Thal❤️, chitarrista, tra gli altri, anche dei
Sons of Apollo
Vi starete chiedendo chi siano costoro. Ebbene sedetevi che ve lo dico
I Sons of Apollo sono una superband composta da
Mike Portnoy alla batteria (ex Dream Theatre); Derek Sherinian alla tastiera (suonò nei Dream Theatre ai tempi di A Change of Season); Billy Sheehan al basso (ex Tony McAlpine, considerato il miglior bassista mai esistito); alla voce Jeff Scott Soto, cantante dei primi album di Malmsteen e grandissimo vocalist; e la perla alla chitarra, Ron "Bumblefoot" Thal, uno dei più talentuosi ed incredibili chitarristi viventi
Questo per introdurvi questa ballata di nome "Alive"...
Scura e pesante, con un riff trascinante che separa le strofe e i ritornelli l'uno dall'altro. La star di questa traccia è Jeff Scott Soto - il resto degli strumenti è lì solo per sostenerlo. Come dovrebbe essere quando fai una ballad. E, naturalmente, c'è un magnifico assolo di chitarra jazz di Ron Thal. Il ritornello è meraviglioso e rimarrà fissato nella tua testa per un po' di tempo dopo aver ascoltato questa canzone.
Ma adesso vi lascio al brano
Buon ascolto con Alive, del supergruppo Sons of Apollo🖤
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Vi lascio con il live di uno dei miei pezzi preferiti di Rust in Peace, "Hangar 18". Enjoy🤟
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