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𝑅𝑜𝑐𝑘&𝑀𝑒𝑡𝑎𝑙 𝐵𝑎𝑙𝑙𝑎𝑑𝑠

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Yopiq kanal

La ballad è l'essenza di una band, il cuore morbido che si cela dietro la dura corazza dell'heavy metal.

Ko'proq ko'rsatish
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Donovan - Lalena (Single Version).mp36.81 MB

​​Lo scozzese Philip Leitch, noto come Donovan, rappresenta per i giovani aspiranti degli anni '60 la quintessenza degli ideali hippie. Ha sviluppato uno stile eclettico e distintivo che mescolava folk , jazz , pop , rock psichedelico. Il suo stile dolce e pastorale rifletteva gli ideali di pace e amore. I suoi esperimenti con la musica orientale riflettevano la passione degli hippie per le religioni orientali. Divenne amico dei musicisti Joan Baez, Brian Jones e Beatles. Ha insegnato a John Lennon uno stile di chitarra finger-picking. Donovan ha continuato a esibirsi e registrare sporadicamente negli anni '70 e '80. Il suo stile musicale e l'immagine hippie sono stati disprezzati dalla critica, soprattutto dopo il punk rock. Le sue semplici ballate bucoliche stesero un ponte fra il folk tradizionale e gli anni '60. Donovan era un po' l'alter ego di Dylan. "Laléna" è il titolo di una composizione di Donovan. È stata descritta come una ballata intrigante con le corde dolci che accentuano un sapore folk inquietante che diventa più forte ad ogni ascolto. Nel 2004, Donovan ha rivelato che la canzone è stata ispirata dall'attrice Lotte Lenya e che il testo della canzone, indirizzato a una donna socialmente emarginata, era la reazione di Donovan al personaggio di Lenya nella versione cinematografica di The Threepenny Opera : "È una camminatrice di strada, ma nella storia del mondo, in tutte le nazioni, le donne hanno assunto vari ruoli da sacerdotessa a puttana, da madre a fanciulla, a moglie. Questa forma di potere sessuale è molto importante, e in essa ho visto la difficile situazione del personaggio. Le donne hanno ruoli imposti loro e ne traggono il meglio possibile, quindi sto descrivendo il personaggio che interpreta Lotte Lenya e alcune altre donne che ho visto durante la mia vita, ma è un personaggio composito di donne che sono emarginati ai margini della società." @rock_metalballad

Non è domenica senza i nostri migliori canali! Scoprili tutti 😉  

09_The_Who_Won't_Get_Fooled_Again.mp319.68 MB

​​Quando scrissi Won't Get Fooled Again volevo dire "noi non accetteremo il fascismo". (Pete Townshend) Townshend scrisse la canzone come brano conclusivo della progettata opera rock Lifehouse, con un testo critico nei confronti della rivoluzione e del potere. Per simboleggiare la comunione spirituale che egli aveva trovato nella musica Townshend inserì un miscuglio di caratteristiche umane in un sintetizzatore usandolo come base strumentale principale della traccia. Si incontrò quindi con dei tecnici i quali gli fornirono l'idea di catturare il suono della personalità umana attraverso la musica. Townshend intervistò svariate persone con domande di carattere generale, e registrò risposte, battiti del cuore, onde cerebrali, e previsioni astrologiche, convertendo il tutto in una serie di impulsi sonori. Roba da pazzi scatenati😂😂 Un pezzo immortale... qualcosa di stupendo.. unico e inimitabile... adoro i The Who ❤️ Buon ascolto 🙋🏻‍♂️

Baba O Riley The Who.mp311.50 MB

​​Nel 1971, uno dei gruppi che già lasció il segno negli anni 60, diede vita ad un album a dir poco fantastico... uno dei pilastri rock degli anni 70... uno di quegli album che ascolterei per ore senza mai smettere... l'album si chiama Who'Next e loro sono i The Who ( quelli incazzati negli anni 60.. quelli di My Generation). Parte della nascita del movimento punk si deve alla loro aggressività, violenza e al loro atteggiamento arrogante sul palco. Who's Next è semplicemente un album con nove pezzi che hanno fatto da maestri nella storia della musica. Gruppi come i Ramones, i Sex Pistols, i Clash, i Green Day hanno subito fortemente il loro ascendente a tal punto da fare tantissime cover delle loro canzoni. Una delle canzoni di quest'album che ha lasciato il segno è senza ombra di dubbio Baba O' Riley. Intro minimalista.. successivo ingresso di piano, batteria, basso, chitarra e voce che rendono Baba O’Riley uno dei grandi classici del rock mondiale, con stacchi fantastici fino all’inatteso colpo di genio con assolo di violino che accelera gradualmente sino ai rapidi ritmi finali.... una cosa mai vista prima. Buon ascolto e buona domenica 🙋🏻‍♂️

🧸LISTA IMAGE 2K 15K Insieme per crescere 🧸  

We Float (Demo) - PJ Harvey (320).mp38.24 MB

PJ Harvey - This Mess We're In.mp39.14 MB

​​"This Mess We're In" è la traccia numero 7 dell'album Stories from the City, Stories from the Sea della cantante, musicista e compositrice britannica PJ Harvey. Anche se non è stata pubblicata come singolo, una delle tracce più importanti del disco è "This Mess We're In", il duetto di Harvey con il frontman dei Radiohead Thom Yorke. "Ho scritto questa canzone pensando alla sua voce", ha detto Harvey , "sperando che dicesse: 'Sì, la canterò' e che trovasse qualcosa nei testi. Ha detto di sì quasi subito”. Yorke e Harvey narrano la canzone come una coppia di amanti in un pasticcio non specificato. Si siedono a New York e si guardano senza parole e contemplano il loro amore condannato e la loro sofferenza, ed è tutto terribilmente elegante e sexy. Ciò che fa davvero scoppiettare la canzone, però, è il fatto che nessuno dei due aveva cantato in questo modo sul sesso prima. E sebbene tutti noi amiamo il lamento ultraterreno di Thom Yorke, la versione solista di Harvey è una rivelazione. Non è pieno di tensione sessuale e non è più super orecchiabile. È solo... triste. È semplicemente sottovalutato, adorabile e molto triste. Buon ascolto! 🖤 @rock_metalballad

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Thirty Seconds To Mars - A Beautiful Lie

14. A Beautiful Lie (Acoustic).mp38.51 MB

Thirty Seconds to Mars - A Beautiful Lie.mp39.46 MB

​​30 Seconds To Mars, bardati di simbologia astratta e fantastica, tatuati con loghi esoterici e cosparsi di una velatura pacatamente tenebrosa, incarnano un proverbio tanto semplice quanto veritiero, rappresentano ovvero “A Beautiful Lie”: una bellissima bugia, o meglio specificando, ricordano quanto giudicare dall’apparenza sia sbagliato. Credo fermamente che quando una band riesce a suscitare un’emozione positiva tramite un album o un live, abbia raggiunto il suo scopo. “A Beautiful Lie” è il piccolo capolavoro dei 30 Seconds, un album che apre la mente a universi sconosciuti, un album suddiviso in capitoli che, come un libro, permette alla nostra immaginazione di viaggiare, di solcare spazi infiniti, elevando in alto i nostri pensieri più profondi. Non a caso la scritta latina Provehito In Altum, non a caso le simbologie adottate sono Trinity e Triad, non a caso lo stesso controverso nome della band: Jared, Shannon e Tomo hanno creato un album che fa riflettere, pensare, e col quale la presunzione ideale di arrivare a trenta secondi da Marte, aprendo la mente, può trasformarsi in realtà. "A beautiful lie", la title track è una specie di inno alla menzogna, all'ambiguità, alla volontà di mascherare il passato giocando con la verità. Buon ascolto 🖤 @rock_metalballad