𝑅𝑜𝑐𝑘&𝑀𝑒𝑡𝑎𝑙 𝐵𝑎𝑙𝑙𝑎𝑑𝑠
Yopiq kanal
La ballad è l'essenza di una band, il cuore morbido che si cela dietro la dura corazza dell'heavy metal.
Ko'proq ko'rsatish3 033
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3 033
Vi chiederete perché sono così follemente innamorato di Zakk Wilde e dei BLS...Beh ascoltate questo brano.
Cercate di percepire quanta intensità egli metta in una canzone. Quella voce sempre a limite della sofferenza, che racconta storie meravigliose. Quella chitarra nel solo finale, che trasmette tutta la melanconia di una vita di resilienza, una vita in cui bisogna sempre lottare per ciò che ami, anche se alcune volte sembra pesarti.
Tutta la meraviglia di Zakk Wilde.
Rust❤️
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3 033
Country Sad Ballad Man, caratterizza in modo molto efficace la natura lo-fi e un po' sconnessa dell'album "Blur", quello stesso album del 97 famoso per "Song 2". È stato teorizzato che i testi riflettessero su se stessi la vacuità della fama e del successo. Damon si fa chiamare "VIP 223" (forse significa che il suo status di celebrità non lo rende unico), mentre la frase "lasciami dormire tutto il giorno" potrebbe essere un riferimento a quanto Damon e il resto della band si sentissero esausti a questo punto della loro carriera (era solo il loro quinto album...).
Musicalmente la canzone è punteggiata da strani effetti sonori, ed è ancorata da una bella chitarra acustica ed elettrica di Graham. Vale la pena menzionare anche il lavoro di batteria di Dave, poiché usa le spazzole anziché le solite bacchette per la maggior parte della canzone. Ciò conferisce alla canzone un'atmosfera rustica, quasi country, che la distingue ulteriormente dal lavoro precedente dei Blur.
VIP 223
Have my chances
They have me
Now stay up nights
Watch TV
I'm a country sad
I'm a ballad man
Buon Ascolto 🖤
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3 033
Una dolente ballata che assume la forma di una inutile preghiera, di una litania profana, che parte tranquilla con un arpeggio di chitarra quasi consolatorio, ma che già dalle prime parole si rivela per quello che è davvero, un canto di morte e disperazione.
Seppelliscimi dolcemente in questo grembo.
Come se fosse possibile fuggire dalle difficoltà ritornando allo stato precedente alla nascita, pur consapevoli che quel grembo, a questo punto, non sarebbe una nuova occasione, ma solo una sepoltura.
Il buco è profondo, è quasi impossibile trovare salvezza da dove sei ora, il cuore si è già rassegnato alla fine e la delusione per non essere stato quello che gli altri, ma soprattutto se stessi, avrebbero voluto è così forte da distruggere ogni speranza.
E’ una dichiarazione di sincera impotenza, quella di Staley, tipica del lirismo degli Alice.
Pur riconoscendo la strada giusta, pur agognando quello che si dovrebbe fare, non si ha la forza per farlo. E il biasimo verso sé stessi aumenta proprio per questo motivo, trascinandoti ancora più in basso.
Volevi, non ce l’hai fatta.
Ho mangiato il sole e ora la mia lingua è così bruciata che non sento più alcun sapore, e la colpa maggiore è quella di essermi fottuto da solo, sentenzia Staley.
E’ un’altra volta un mettersi a nudo di fronte al mondo con l’unica arma che si conosce, una specie di disperato tentativo di offrire in sacrificio al rock la propria anima, per salvarsi.
Giu in quel buco, Staley infine ci è finito davvero, restando un'icona indissolubile.
Quando sento Down in a Hole, mi arriva tutta la sua disperazione, il suo livore nei confronti di una vita che si accingeva ad abbandonare qualche anno dopo.
Se i Nirvana erano la parte piu punk aggressiva, i Soundgarden coloro che reinterpretavano un po di piu i classici anni 70 e i Pearl Jam la perfezione (o quasi) assoluta, gli Alice in Chains sono quei figli bastardi del rock che ti trascinano verso il basso, al buio, con suoni grevi e alienanti, spesso rallentati. Ispirazione heavy metal aggiornata agli anni ’90. Layne Stailey Signori, gli Alice in Chains in uno dei loro pezzi piu incredibili. Un pezzo di cuore e di anni 90. Il Grunge non era solo una corrente musicale. Buon Ascolto🖤
3 033
Non è mai stato facile capire i testi dei Nirvana. Essi sono spesso dei flussi di coscienza, dei racconti personali che riguardano la vita tormentata dell’artista, di Kurt, sono tristezza in strofe.
In realtà il pezzo che vi posto oggi, Something in the way, non sembra avere molto senso, era probabilmente solo Kurt Cobain, che si rintanava sotto i ponti e faceva dissing sostenendo che i pesci non hanno sentimenti e che gli scarafaggi erano i suoi animali domestici. Ma la sua voce, mentre la canta, è troppo graffiante per ridurci a guardare con superficialità questo testo.
Sentirsi niente più che qualcosa nella via, ovvero non avere un senso particolare, essere uno dei tanti. Something in the Way,
Qualcosa tra le scatole... Il testo è una metafora dell’isolamento e della solitudine che sentiamo quando siamo adolescenti, quando sembra che nessuno possa capirci e per questo ci ribellavamo, in tanti modi diversi, tutti personali. Tutti ci siamo rivisti in quel Kurt che, quando la madre gli portava via la chitarra, si rinchiudeva in camera e suonava una canzone immaginaria.
Scritta nel 1991 da Kurt Cobain e inserita come ultima traccia (insieme ad una ghost track) in quel cazzo di capolavoro senza tempo che è Nevermind.
L'unico che mi abbia mai fatto accapponare la pelle, anche mentre cantava quella che sembra essere una "banale" ballad di riempimento. Con Kurt, il concetto di banale non puo mai esistere, perché nella sua voce, nel suo incedere, è nascosta tutta la sua sofferenza, la sua voglia di cambiare qualcosa, la sua vita. Il suo canto è un caleidoscopio che ci apre al suo animo tormentato. Quindi nulla puo mai essere banale.
Vi lascio con "Something in the Way".
Buon Ascolto 🖤🖤🖤
3 033
La data odierna, il 5 Aprile, è un giorno famoso perché sono morti 2 personaggi meravigliosi, 2 frontman unici, 2 voci inarrivabili, intense. Il 5 Aprile sono morti Kurt Cobain e Staley Layne.
Con la loro morte è morto il rock, o quantomeno il Grunge.
Un concetto forse estremo, ma che fa ben capire quanto siano stati fondamentali questi straordinari personaggi, per lo sviluppo di tutto quello che è venuto dopo di loro.
Il nostro omaggio con due brani meravigliosi. Due ballate struggenti dal genio di Cobain e Layne, "Something in the Way", e "Down in a Hole"
🖤
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3 033
Numb rispecchia molto ciò che sarà lo stile dei Linkin Park in tutti i loro testi, infatti questa canzone, come altri brani è molto introspettiva. Il protagonista si rivolge a qualcuno con cui ha evidentemente un rapporto piuttosto stretto, alcuni pensano un genitore, altri un amico, altri ancora una fidanzata. A chiarire tutto è il video ufficiale.
In sostanza Numb parla delle forti aspettative che i genitori hanno nei confronti dei figli.
Nel video vediamo infatti una ragazza che si ribella ai suoi genitori, proprio perché non accetta più quella pressione. Vuole essere se stessa e non come loro vorrebbero che fosse. Finiscono allora per diventare quasi privi di ogni emozione, quando subiscono questa violenza psicologica, questa pressione costante che condiziona la loro vita.
Così i Linkin Park probabilmente hanno dato loro con questa canzone una grande forza.
Da Meteora, il loro secondo album in studio.
Un capolavoro soprattutto grazie a Numb. Buon ascolto🖤
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3 033
«E così, ho scritto un libro.
Avevo accarezzato l'idea per anni e mi erano state offerte tante opportunità piuttosto discutibili ("È un gioco da ragazzi! Fai solo 4 ore di interviste, trovi qualcuno che lo scriva, metti la tua faccia in copertina e voilà!"), ma io volevo scrivere queste storie come ho sempre fatto: di mio pugno. La gioia e l'euforia che ho provato scrivendo questo libro è molto simile a quella che sento quando riascolto una canzone che ho registrato e che non vedo l'ora di condividere con il mondo, o quando leggo un mio vecchissimo appunto su un taccuino macchiato, o ancora quando sento la mia voce che rimbalza tra i poster dei Kiss nella mia camera da bambino. Questo non significa che lascerò la musica, ma è un'occasione preziosa per raccontare cosa vuol dire essere un bambino di Springfield, Virginia, che vede tutti i suoi sogni realizzarsi attraverso la musica. Dal viaggiare assieme agli Scream a 18 anni agli anni nei Nirvana e nei Foo Fighters, dalle jam-session con Iggy Pop all'emozione di suonare alla cerimonia degli Oscar, dai balli scatenati con gli AC/DC al privilegio di suonare la batteria per Tom Petty e al giorno dell'incontro con Sir Paul McCartney alla Royal Albert Hall. E ancora: dalle favole della buonanotte con Joan Jett a un incontro casuale con Little Richard, fino al volare dall'altra parte del mondo per una notte epica con le mie figlie e tante altre storie. Ho fatto il punto di tutte le esperienze che ho avuto nella vita – incredibili, difficili, divertenti ed emozionanti – e ho deciso che era ora di metterle finalmente su carta.»
A voi la biografia dell'immenso Dave Grohl 🖤
