About Markets
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Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets
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Inflazione USA molto più debole delle attese: il mercato torna a prezzare una Fed meno restrittiva
Il CPI di giugno ha sorpreso nettamente al ribasso su tutte le principali metriche:
- CPI mensile: -0,4%, contro -0,1% atteso e +0,5% precedente.
- CPI annuale: 3,5%, sotto il 3,8% atteso e in forte calo dal 4,2%.
- Core CPI mensile: 0,0%, contro +0,2% atteso.
- Core CPI annuale: 2,6%, sotto il 2,8% atteso e il 2,9% precedente.
Il dato più importante è la completa assenza di inflazione core su base mensile. Le pressioni sottostanti sui prezzi sembrano quindi essersi raffreddate molto più rapidamente di quanto previsto dal consenso.
La reazione del mercato è immediata: Nasdaq future +1,4%, S&P 500 +0,5% e Russell 2000 +1,7%. Il rendimento del Treasury biennale scende di circa 12 punti base, mentre il decennale arretra di circa 8 punti base. Dollaro in calo dello 0,6%, oro sopra il +2%.
Il movimento è coerente con un deciso ridimensionamento delle probabilità di un nuovo rialzo dei tassi. Un singolo dato non chiude il dibattito, soprattutto con il petrolio ancora sotto pressione, ma la Fed dispone ora di un argomento molto più solido per mantenere i tassi invariati. Qualora questa dinamica proseguisse nei prossimi mesi, il mercato potrebbe tornare progressivamente a discutere di tagli, anziché di ulteriori strette monetarie.
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BREAKING NEWS — IBM CROLLA DEL 17% NEL PRE-MARKET
IBM precipita verso 240 dollari dopo aver comunicato risultati preliminari del secondo trimestre inferiori alle attese.
I ricavi sono stimati a 17,2 miliardi di dollari, contro i 17,86 miliardi previsti dal consenso Bloomberg.
Nel dettaglio:
Software: +5%
Infrastrutture: -7%
Consulenza: invariata, +1% a cambi costanti
IBM ha spiegato che, nelle ultime settimane di giugno, diversi clienti hanno spostato i budget verso server, sistemi di storage e memorie, cercando di assicurarsi componenti scarsi prima dei previsti aumenti dei prezzi. La società ha inoltre riconosciuto debolezze nell’infrastruttura e nel relativo stack software, soprattutto nei sistemi di elaborazione delle transazioni.
Il movimento è particolarmente violento perché il titolo arrivava da valutazioni elevate e da aspettative molto forti sulla crescita del software e dell’intelligenza artificiale. Il miss rimette improvvisamente al centro il rischio di esecuzione.
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Earnings | JPMorgan Chase
Esito: 🟢
Market reaction: +1,3% nel pre-market
Q2 2026
EPS: $7,70
Ricavi: $58,0 mld vs $51,4 mld attese
Equity Trading: $6,03 mld vs $3,98 mld attese
Investment Banking: $3,90 mld vs $3,06 mld attese
NII: $25,62 mld, sostanzialmente in linea con le attese
CET1: 14,1%
ROE: 24% vs 18% attese
AUM: $5,1 trilioni, sopra il consenso
Trimestrale molto solida. Il vero motore è stato il business dei mercati, con ricavi da equity trading e investment banking nettamente superiori alle attese. Anche redditività e capitale restano su livelli molto elevati.
Da segnalare però che una parte del risultato è stata sostenuta da componenti straordinarie, tra cui 4,6 miliardi di dollari di utile sulla partecipazione Visa e circa 1 miliardo di guadagni da investimenti azionari.
Questi risultati confermano ancora una volta la straordinaria capacità di JPMorgan di generare utili in qualsiasi contesto di mercato. Tuttavia, le parole di Jamie Dimon meritano attenzione: ha definito l'attuale scenario favorevole, ma ha anche avvertito che "i rischi si stanno spostando sotto la superficie come le placche tettoniche". È un promemoria importante: gli utili di oggi sono eccellenti, ma il mercato continuerà a guardare soprattutto alla qualità e alla sostenibilità di questa crescita nei prossimi trimestri.
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La Fed torna a far paura: il mercato scommette su un rialzo già a luglio
Il mercato obbligazionario americano sta cambiando rapidamente scenario.
La probabilità implicita di un rialzo dei tassi di 25 punti base nella riunione del 29 luglio è salita vicino al 50%, rispetto a meno del 10% di pochi giorni fa. Il rendimento del Treasury a due anni, particolarmente sensibile alle decisioni della Federal Reserve, si mantiene sopra il 4,25% e ha ormai superato il tasso effettivo sui federal funds.
Un segnale piuttosto raro. Gli investitori stanno iniziando a considerare la possibilità che la Fed debba correggere parte dei tagli effettuati alla fine del 2025.
Tutto dipende dall’inflazione
Il primo test arriverà con il CPI di giugno (in uscita oggi).
Le attese indicano un calo dei prezzi complessivi dello 0,1% su base mensile, con l’inflazione annuale in discesa dal 4,2% al 3,8%. La componente core dovrebbe invece aumentare dello 0,2% sul mese e rallentare dal 2,9% al 2,8% su base annua.
Numeri ancora lontani dall’obiettivo del 2% della Fed. Inoltre, il recente rialzo del petrolio legato all’escalation con l’Iran rischia di alimentare nuove pressioni sui prezzi nei prossimi mesi.
Christopher Waller, fino a poco tempo fa considerato uno dei membri più accomodanti della banca centrale, ha dichiarato che un rialzo “nel breve termine” dovrebbe essere valutato qualora l’inflazione core mostrasse una nuova accelerazione.
Il secondo test sarà Warsh
Il presidente della Fed Kevin Warsh testimonierà davanti al Congresso martedì e mercoledì.
Il mercato cercherà indicazioni sulla riunione di luglio, ma Warsh ha già mostrato una forte riluttanza a fornire una guidance precisa sul futuro dei tassi. Questa impostazione aumenta l’incertezza e rende più difficile escludere una sorpresa restrittiva, anche nel caso di dati sull’inflazione leggermente migliori delle attese.
Gli swap sui tassi prezzano ormai un rialzo completo entro la fine del 2026 e un secondo intervento entro la metà del 2027. Alcuni gestori ritengono persino possibile la cancellazione dei tre tagli da 25 punti base effettuati negli ultimi mesi dello scorso anno.
Le conseguenze per i mercati
Le scommesse sui rialzi stanno già lasciando il segno.
A luglio il rendimento del Treasury a due anni è salito di circa 10 punti base, mentre quello decennale è aumentato di 15 punti base. L’open interest sui future sui federal funds di agosto è cresciuto di circa il 23%, segnalando un forte aumento delle posizioni speculative sulla riunione di luglio.
Anche un CPI inferiore alle attese potrebbe offrire soltanto un sollievo temporaneo. Inflazione ancora elevata, petrolio in rialzo e una Fed meno prevedibile mantengono alta la pressione su obbligazioni e valutazioni azionarie.
La riunione del 29 luglio è tornata pienamente aperta. Per i mercati, il rischio principale non riguarda più il rinvio dei tagli, ma la possibilità concreta che il prossimo movimento della Fed sia verso l’alto.
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BREAKING NEWS | I trader retail coreani stanno pagando il prezzo della leva.
Il più grande ETF 2x long su SK Hynix è crollato di oltre -60% dai massimi di giugno ed è ora in perdita di oltre -45% rispetto al prezzo di debutto di fine maggio.
Il crollo delle quote ha trascinato con sé anche il patrimonio del fondo, con gli asset under management più che dimezzati nelle ultime settimane.
Nel frattempo, SK Hynix ha perso circa -35% dai massimi di giugno, amplificando le perdite per gli investitori che avevano scelto l’esposizione a leva.
L’ondata di ribassi ha colpito duramente il retail coreano: circa 1,2 milioni di conti hanno ricevuto margin call, mentre 320.000–360.000 sono stati successivamente liquidati forzatamente dai broker.
Eppure, la propensione al rischio non si è fermata. Nell’ultimo mese gli ETF a leva e inversi in Corea del Sud hanno comunque raccolto 3,8 miliardi di dollari di nuovi afflussi, concentrati soprattutto sui prodotti legati a SK Hynix e Samsung.
I segnali di eccesso erano evidenti. Ora stanno emergendo anche le conseguenze.
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BREAKING NEWS | Samsung valuta una possibile quotazione negli Stati Uniti.
Secondo Bloomberg, Samsung Electronics è nelle fasi preliminari di valutazione di una possibile emissione di American Depositary Receipts (ADR) negli USA.
Al momento si tratta solo di discussioni iniziali con alcune banche: non è stata presa alcuna decisione e l’operazione potrebbe anche non concretizzarsi.
Il successo della recente IPO di SK Hynix, che ha raccolto 26,5 miliardi di dollari con la più grande quotazione USA mai realizzata da una società estera, avrebbe riacceso l’interesse di Samsung verso un listing americano.
La società monitorerà l’andamento del settore delle memorie, oggi caratterizzato da forte volatilità, prima di decidere se procedere.
Samsung capitalizza ormai oltre 1.000 miliardi di dollari dopo un rialzo di circa +120% nel 2026, ma la recente correzione del titolo, nonostante risultati preliminari superiori alle attese, evidenzia quanto le aspettative degli investitori siano già molto elevate.
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Continua il drenaggio di liquidità dai mercati.
Negli ultimi mesi abbiamo assistito a una successione di IPO, aumenti del flottante, emissioni obbligazionarie e possibili nuove quotazioni negli Stati Uniti. Ogni operazione richiede capitale che gli investitori devono reperire, spesso vendendo altre posizioni.
In un contesto di valutazioni elevate, questa crescente offerta di titoli rischia di diventare un vento contrario per i mercati: più capitale viene assorbito da nuove emissioni, meno liquidità rimane disponibile per sostenere i prezzi delle azioni già quotate. È un fattore che continuiamo a monitorare con attenzione.
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SPACEX: UN MESE DOPO
Di questo dobbiamo assolutamente parlarne!! 👇🏼
https://www.linkedin.com/posts/alessio-garzone_spacex-un-mese-dopo-%C3%A8-passato-circa-un-share-7482678713466159104-ZnZk/?highlightedUpdateUrn=urn%3Ali%3Aactivity%3A7482678714674233344&highlightedUpdateType=SOCIAL_SHARE&origin=SOCIAL_SHARE&utm_source=social_share_send&utm_medium=ios_app&rcm=ACoAACKG5wQB12e2st8be3_BuKFPqzjnaViCqoM&utm_campaign=copy_link
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ABOUT MARKETS TODAY 🥷
Dentro i mercati, oltre i titoli.
14 luglio 2026
–– Chiusura mercati ––
USA: S&P 500 -0,78% (7.517), Nasdaq 100 -1,88% (29.264), Dow Jones -0,26% (52.499), Russell 2000 -0,78% (2.955)
Europa: EuroStoxx 50 -0,01% (6.269), DAX +0,08%, CAC +0,31%, FTSE MIB +0,37%
–– Best/Worst settori S&P 500 ––
Top 3: Energy +3,16%, Utilities +0,67%, Financials +0,61%
Bottom 3: Technology -2,07%, Communication Services -0,98%, Industrials -0,89%
–– Takeaway veloci ––
• Il petrolio ha guidato l’intera seduta: WTI +9,4% a 78,14 dollari e Brent sopra 83 dopo il ripristino del blocco contro l’Iran e l’annuncio di una tariffa del 20% per il transito nello Stretto di Hormuz.
• Lo shock energetico ha riaperto il rischio inflazione. I Treasury sono stati venduti lungo tutta la curva, con il rendimento decennale salito al 4,62% e quello biennale al 4,27%.
• Waller ha rafforzato il movimento: un altro CPI core elevato potrebbe spingere la Fed a valutare un rialzo ravvicinato. Il mercato assegna ora circa il 45-50% di probabilità a una stretta già a luglio.
• Il Nasdaq ha pagato anche la nuova correzione delle memorie. SK Hynix è crollata del 15% a Seul, mentre DRAM e semiconduttori USA hanno perso rispettivamente circa il 9% e il 5%.
• La rotazione è stata molto chiara: vendite su tecnologia e duration, acquisti su energia, utilities, banche e settori difensivi. Il dollaro si è rafforzato, sostenuto dai rendimenti e dalla ricerca di liquidità.
–– Specifiche azioni ––
• SK Hynix -15% a Seul e ADR USA in forte calo: il mercato teme che risultati solidi possano risultare insufficienti rispetto alle aspettative incorporate nei prezzi.
• Samsung prepara la produzione del chip AI5 di Tesla con processo a 2 nanometri nello stabilimento texano.
–– Prossimi eventi ––
• CPI USA di giugno, con attenzione particolare alla componente core.
• Testimonianza del presidente Fed Kevin Warsh alla Camera.
• Trimestrali di JPMorgan, Goldman Sachs, Citi, Bank of America, Wells Fargo ed Ericsson.
• Entrata in vigore del blocco navale statunitense contro l’Iran alle 20:00 GMT.
–– Focus del giorno ––
Il petrolio ha trasformato una correzione tecnologica in un problema macro.
La debolezza iniziale del Nasdaq nasceva dalla Corea. Il crollo di SK Hynix ha riacceso il dubbio che le aspettative sulla memoria siano corse più velocemente degli utili. Le condizioni industriali restano solide: DRAM e HBM sono ancora scarse, la domanda legata agli acceleratori AI continua a crescere e UBS vede un mercato sotto-offerta almeno fino al 2028. Il punto oggi riguardava il prezzo pagato dagli investitori per questa storia.
Poi è arrivato Hormuz.
Un aumento del petrolio vicino al 10% cambia rapidamente la funzione di reazione del mercato. Le aziende affrontano costi più elevati, i consumatori perdono potere d’acquisto e la Fed riceve un ulteriore ostacolo sul percorso dell’inflazione. La dichiarazione di Waller ha collegato direttamente questi elementi: un CPI core ancora forte potrebbe aprire la porta a un rialzo dei tassi.
Da quel momento, la vendita sui semiconduttori ha assunto un significato diverso. Un settore con multipli elevati e flussi di cassa attesi molto lontani nel tempo soffre quando aumenta il tasso utilizzato per attualizzare quegli utili. Il SOX ha perso circa il 5%, mentre energia e banche hanno chiuso positive. Questa rotazione racconta un mercato che sta riducendo duration e comprando cash flow più immediato.
Il rischio principale passa quindi dal singolo dato sull’inflazione alla persistenza dello shock petrolifero. Un Brent stabilmente sopra 80 dollari renderebbe più difficile per la Fed considerare temporanee le pressioni sui prezzi. Un rientro rapido del greggio permetterebbe invece al mercato di separare la geopolitica dai fondamentali dell’AI.
La seduta lascia un’idea utile: la scarsità continua a essere premiata, ma oggi il mercato ha scelto quale scarsità comprare. Ha venduto quella già molto prezzata delle memorie e ha comprato quella fisica, immediata e geopolitica dell’energia.
~ about markets
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🔴 BREAKING NEWS | Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha risposto all’annuncio del presidente Trump sulla tariffa del 20% per il transito nello Stretto di Hormuz con un messaggio ironico e provocatorio.
“Il POTUS ha assolutamente ragione. Chiunque garantisca un passaggio sicuro alle navi commerciali attraverso lo Stretto di Hormuz dovrebbe essere compensato per questo servizio. L’Iran è sempre stato il guardiano dello Stretto e lo rimarrà per sempre. Il 20% è decisamente troppo. Saremo equi.”La dichiarazione rappresenta una risposta diretta all’annuncio di Trump, che aveva definito gli Stati Uniti il nuovo “guardiano” dello Stretto introducendo una tariffa del 20% sul valore del carico per il transito. Araghchi ribadisce invece la storica rivendicazione iraniana sul ruolo di garante della sicurezza nell’area, contestando implicitamente la legittimità dell’iniziativa americana. Intanto, Trump ha annunciato su Truth Social che terrà un discorso alla nazione giovedì alle 21:00 ET, le 3:00 di venerdì in Italia.
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🔴 BREAKING NEWS | Petrolio USA +9%
Il greggio accelera dopo che Trump ha annunciato la reintroduzione del blocco sullo Stretto di Hormuz.
Le navi dovranno pagare una tariffa pari al 20% del valore del carico per attraversare la via d’acqua.
Il mercato sta prezzando un forte aumento del rischio geopolitico, dei costi di trasporto e delle pressioni inflazionistiche.
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Mercati sotto pressione: Hormuz, petrolio e semiconduttori riaccendono il rischio inflazione
Wall Street apre la settimana in calo, con l’S&P 500 intorno a -0,3%, il Nasdaq 100 vicino a -1% e il Dow Jones a -0,2%. Il mercato sta assorbendo contemporaneamente l’escalation nello Stretto di Hormuz, la nuova fiammata del petrolio e il brusco ridimensionamento del comparto semiconduttori.
1. Il petrolio torna al centro della scena
Il Brent ha superato temporaneamente gli 80 dollari al barile, mentre il WTI guadagna oltre il 4% a circa 74,5 dollari. Le dichiarazioni dell’amministrazione Trump sul controllo dei transiti attraverso Hormuz hanno aumentato il rischio percepito di interruzioni delle forniture energetiche.
Il problema per i mercati riguarda soprattutto l’inflazione. Un rialzo persistente di petrolio, carburanti e costi di trasporto potrebbe vanificare parte dei progressi registrati negli ultimi mesi sui prezzi al consumo, costringendo la Federal Reserve a mantenere una politica monetaria più restrittiva.
Il rendimento del Treasury decennale sale infatti al 4,59%. Azioni e obbligazioni scendono insieme, una dinamica tipica delle fasi in cui prevale il timore di uno shock inflazionistico.
2. La rotazione settoriale è molto evidente
L’energia è il miglior settore dell’S&P 500, con un rialzo del 2,5%. Bene anche comunicazione, telecomunicazioni, software e assicurazioni.
Dall’altra parte, i semiconduttori perdono circa il 3%, risultando il comparto peggiore. Seguono automobili, immobiliare e beni strumentali. La correzione partita dalla Corea del Sud e da SK Hynix si è quindi trasferita anche sui titoli tecnologici americani.
Il mercato continua a premiare le società che beneficiano direttamente dell’aumento delle materie prime e riduce l’esposizione ai segmenti più affollati, sensibili ai tassi e caratterizzati da valutazioni elevate.
3. Anche oro e bitcoin scendono
L’oro perde circa il 2,6%, nonostante l’aumento delle tensioni geopolitiche. In questa fase stanno pesando maggiormente il rialzo dei rendimenti reali e il rafforzamento del dollaro. Bitcoin ed Ether cedono entrambi circa il 2,4%, confermando una riduzione generalizzata della propensione al rischio.
4. Adesso arrivano inflazione e trimestrali
Questa settimana saranno pubblicati CPI e PPI statunitensi, mentre inizierà la stagione degli utili con le grandi banche. Le società dovranno dimostrare che la crescita degli utili può sostenere valutazioni elevate, soprattutto nel settore tecnologico.
La combinazione tra petrolio più caro, rendimenti in aumento e dubbi sui ritorni degli investimenti nell’intelligenza artificiale rende il mercato più selettivo. L’energia offre protezione nel breve periodo, mentre sui semiconduttori il rischio di volatilità resta elevato.
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Esplode il trading sugli ETF a leva negli Stati Uniti
Il volume giornaliero degli ETF a leva negli Stati Uniti ha sfiorato i 90 miliardi di dollari, oltre tre volte il picco registrato durante la frenesia delle meme stock del 2021.
La media mobile a 65 giorni ha raggiunto un nuovo record, vicino ai 50 miliardi di dollari al giorno, mentre il volume medio è più che raddoppiato negli ultimi due anni.
Il dato conferma quanto il trading con leva sia diventato popolare, soprattutto tra gli investitori retail. La crescita di questi strumenti aumenta il peso dei flussi meccanici legati al ribilanciamento giornaliero e può amplificare i movimenti del mercato nelle fasi di maggiore volatilità.
Ne avevamo già parlato in una nostra recente nota, evidenziando come il rischio possa arrivare dalla struttura stessa del mercato e dalla crescente diffusione di prodotti a leva, derivati ed ETF sempre più concentrati.
La nota completa è disponibile qui:
https://www.linkedin.com/posts/alessio-garzone_stiamo-guardando-la-bolla-sbagliata-%C3%A8-possibile-activity-7477960045687808001-HhZg?utm_medium=ios_app&rcm=ACoAACKG5wQB12e2st8be3_BuKFPqzjnaViCqoM&utm_source=social_share_send&utm_campaign=copy_link
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🚨 BREAKING | Trump: gli Stati Uniti stanno “prendendo il controllo” dello Stretto di Hormuz
Il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti stanno assumendo il controllo dello Stretto di Hormuz, mentre Washington e Teheran continuano a scambiarsi attacchi e rivendicazioni sul controllo della principale rotta energetica mondiale.
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La grande migrazione dei flussi di cassa nell’era dell’AI
Secondo BofA, Nvidia, Micron, Broadcom e Applied Materials potrebbero generare complessivamente circa 430 miliardi di dollari di free cash flow nei prossimi dodici mesi, oltre tre volte il livello registrato appena due anni fa.
Nello stesso periodo, il free cash flow aggregato di Amazon, Alphabet, Meta, Microsoft e Oracle è atteso scendere per la prima volta in territorio negativo, dopo aver raggiunto un picco vicino ai 260 miliardi di dollari nel 2024.
Dietro questa inversione c’è l’enorme ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale. La spesa in conto capitale dei principali hyperscaler potrebbe avvicinarsi a 1.800 miliardi di dollari tra il 2026 e il 2027, assorbendo una quota crescente della liquidità generata dalle attività operative.
Il capitale sta quindi migrando lungo la filiera: gli hyperscaler finanziano data center, infrastrutture e capacità computazionale, mentre i produttori di semiconduttori e apparecchiature trasformano questa domanda in margini e cassa.
Il grafico fotografa uno dei cambiamenti più rilevanti dell’attuale ciclo tecnologico: la fase di massima monetizzazione si sta concentrando, almeno per ora, a monte della catena dell’AI.
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Il mercato degli ETF negli Stati Uniti continua ad accelerare a un ritmo senza precedenti.
Nel 2026 sono già stati lanciati oltre 770 nuovi ETF, il 55% in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
Il risultato è che oggi negli Stati Uniti sono quotati circa 5.400 ETF, un numero ormai superiore alle circa 4.000 società domestiche presenti sui listini.
Cambia anche la natura dei nuovi prodotti. Tra gli ETF lanciati quest’anno:
il 54% utilizza strumenti derivati;
il 33% è costituito da ETF a leva o inversi, la quota più elevata mai registrata.
La crescita dell’industria, quindi, non è più guidata soltanto dagli ETF tradizionali che replicano gli indici. Sempre più spesso i nuovi prodotti offrono esposizioni altamente concentrate, utilizzano leva finanziaria o strategie basate su derivati.
Se questa tendenza proseguirà nella seconda metà dell’anno, il mercato dovrà confrontarsi con un ecosistema sempre più complesso, in cui i flussi passivi potrebbero amplificare la volatilità nei momenti di maggiore stress.
La prossima fase del boom degli ETF sembra essere costruita su leva, derivati e concentrazione. Sarà uno dei temi più importanti da monitorare nei prossimi anni.
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Corea del Sud, crollano SK Hynix e Samsung: il rally dell’AI entra in una fase più fragile
Seduta durissima per il mercato sudcoreano. SK Hynix ha chiuso in calo del 15%, la peggiore performance giornaliera della sua storia, mentre Samsung Electronics ha perso quasi l’11%. Il Kospi è arrivato a cedere il 9%, costringendo la Borsa di Seul a sospendere temporaneamente le contrattazioni.
Il ribasso arriva dopo mesi di rialzi eccezionali. SK Hynix aveva guadagnato oltre il 500% nell’ultimo anno, sostenuta dalla domanda di memorie HBM utilizzate nei processori di Nvidia e dalla convinzione che l’intelligenza artificiale avrebbe aperto un superciclo pluriennale per il settore dei chip.
Le aspettative, però, sono diventate molto difficili da superare. Korea Investment & Securities ha stimato che l’utile operativo dell’ultimo trimestre potrebbe risultare inferiore dell’8% rispetto alle previsioni di consenso. I contratti HBM hanno spesso prezzi fissati sul lungo periodo, mentre le memorie tradizionali stanno registrando aumenti più rapidi. Questo elemento potrebbe limitare la crescita dei margini rispetto a quanto scontato dal mercato.
Ha pesato anche il debutto degli ADR di SK Hynix negli Stati Uniti. L’operazione da 26,5 miliardi di dollari ha raccolto ordini superiori di oltre sette volte all’offerta e il titolo è salito del 13% nella prima seduta. Parte degli investitori potrebbe ora spostare l’esposizione dalle azioni quotate a Seul verso gli ADR americani, generando vendite tecniche sul titolo coreano.
Il quadro è aggravato dalla struttura del mercato locale. SK Hynix e Samsung hanno un peso enorme negli indici, il posizionamento degli investitori è molto concentrato e gli ETF a leva amplificano i movimenti. Quando iniziano le prese di profitto, le vendite forzate possono accelerare rapidamente. Nel 2026 il Kospi ha già registrato sette interventi dei circuit breaker, un dato che evidenzia quanto la volatilità sia diventata estrema.
I fondamentali del settore restano sostenuti dalla scarsità di memoria e dagli investimenti nell’AI. Il mercato sta però iniziando a interrogarsi sulla sostenibilità delle valutazioni, sull’aumento della capacità produttiva e sul rischio che gli utili futuri deludano aspettative ormai molto elevate.
Dopo il recente calo, SK Hynix e Samsung hanno perso almeno il 30% dai massimi di giugno. I titoli appaiono tecnicamente ipervenduti e potrebbero beneficiare di rimbalzi violenti. La volatilità, però, resterà probabilmente elevata finché non emergeranno indicazioni più solide su utili, prezzi delle memorie e domanda HBM.
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PREVIEW DELLA SETTIMANA | 14–18 LUGLIO 2026
La settimana si apre con tre catalizzatori principali: la crisi nello Stretto di Hormuz, il CPI americano e l’avvio della stagione delle trimestrali.
GEOPOLITICA
Sul fronte geopolitico, Stati Uniti e Iran hanno intensificato gli attacchi durante il weekend. Teheran ha dichiarato Hormuz chiuso fino a nuovo ordine, mentre Washington sostiene che il transito resti possibile. Una de-escalation avrebbe l’effetto opposto e riporterebbe l’attenzione sull’eccesso di offerta previsto per la seconda parte dell’anno.
INFLAZIONE
Il dato decisivo sarà il CPI USA di giugno, in uscita martedì. A maggio l’inflazione aveva raggiunto il 4,2% annuo, sostenuta soprattutto dall’energia. Il consenso prevede un rallentamento verso il 3,9%.
Un dato superiore alle attese, soprattutto con una componente core mensile oltre lo 0,3%, rafforzerebbe lo scenario di tassi elevati più a lungo. I Treasury potrebbero subire nuove vendite, con pressione sui titoli tecnologici e sui settori più sensibili al costo del capitale. Una lettura più moderata offrirebbe sollievo a bond, growth, real estate e utilities.
Il CPI arriverà durante le prime audizioni al Congresso di Kevin Warsh da presidente della Federal Reserve. Il mercato cercherà di capire come la Fed intenda trattare lo shock energetico: fenomeno temporaneo oppure rischio capace di riaccendere stabilmente l’inflazione. I verbali di giugno hanno mostrato che alcuni membri avevano già valutato un rialzo dei tassi.
Mercoledì saranno pubblicati anche PPI, vendite al dettaglio e Beige Book. La combinazione più delicata sarebbe un’inflazione elevata accompagnata da consumi in rallentamento, uno scenario vicino alla stagflazione e particolarmente difficile da gestire per la banca centrale.
TRIMESTRALI
Le grandi banche americane aprono la stagione degli utili. Il primo semestre è stato molto favorevole per trading, fusioni, acquisizioni e IPO, quindi le attese sui risultati sono elevate.
L’attenzione si concentrerà sulla guidance per il secondo semestre, sulla qualità del credito al consumo e sulla tenuta dei margini. Numeri solidi accompagnati da commenti prudenti potrebbero comunque deludere il mercato.
TSMC e ASML saranno il vero test per il settore tecnologico. Per TSMC conteranno la guidance, i prezzi e la capacità produttiva destinata ai chip AI. Per ASML il dato centrale saranno i nuovi ordini. Il recente caso Samsung, scesa quasi il 9% dopo avere battuto le stime, mostra quanto il mercato sia diventato esigente sui semiconduttori.
Netflix riporterà mercoledì sera. Le attese appaiono più equilibrate e il focus sarà sulla crescita degli abbonati e sulla monetizzazione del piano pubblicitario.
COSA GUARDARE
L’S&P 500 resta in rialzo di oltre il 10% da inizio anno e il VIX è tornato intorno a 15. La calma dell’indice nasconde una volatilità molto più elevata sui singoli titoli tecnologici.
Le strategie quantitative momentum hanno attraversato la fase peggiore dal 2023, segnalando rotazioni violente tra vincitori e perdenti. Alcuni grandi investitori stanno inoltre acquistando protezioni su movimenti estremi dell’S&P 500 e del VIX nei prossimi mesi.
IL CALENDARIO
▪️Lunedì: reazione dei mercati agli eventi in Iran, dati mensili di TSMC, trimestrali bancarie e audizione di Warsh.
▪️Martedì: CPI USA, appuntamento principale della settimana.
▪️Mercoledì: PPI, vendite al dettaglio, Beige Book, TSMC e Netflix.
▪️Giovedì: risultati ASML e decisione della Bank of Canada.
▪️Venerdì: inizio del blackout Fed e riposizionamento prima del weekend.
A fine settimana conterà soprattutto l’incrocio tra inflazione, tono della Fed e sviluppi su Hormuz. Un CPI gestibile e una stabilizzazione geopolitica lascerebbero spazio alle trimestrali. Un nuovo shock sui prezzi costringerebbe invece il mercato a rivedere rapidamente le aspettative sui tassi e sulle valutazioni azionarie.
~ Preview settimanale a cura di About Markets
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🔴 LA GUERRA TORNA NEL MENU DEL GIORNO
Gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi attacchi missilistici contro l’Iran, colpendo sistemi di difesa aerea, radar costieri e infrastrutture legate a missili e droni.
Teheran ha risposto intercettando alcune navi e lanciando missili e droni contro obiettivi in Giordania, Bahrein, Kuwait e Qatar. I danni segnalati sono stati contenuti e, al momento, non risultano feriti.
La nuova escalation sta rimettendo sotto pressione i mercati. Il Brent è tornato a salire, il dollaro si è rafforzato e i rendimenti obbligazionari hanno ripreso quota. Una combinazione che pesa sulle azioni e sta penalizzando anche i metalli preziosi.
Il presidente Trump ha però dichiarato concluso il cessate il fuoco, mentre l’Iran ha respinto questa lettura, sostenendo che i colloqui potrebbero comunque proseguire.
Anche qualora le petroliere attualmente bloccate riuscissero a uscire, poche compagnie potrebbero essere disposte a entrare nello Stretto finché il rischio militare resterà elevato. Questo limiterebbe i flussi di petrolio più a lungo del previsto e manterrebbe elevato il premio geopolitico sui prezzi energetici.
Il petrolio guida i rialzi, con il Brent in aumento di oltre il 4% e vicino agli 80 dollari al barile, mentre cresce il timore che le tensioni nello Stretto di Hormuz possano compromettere le forniture energetiche.
I future azionari sono in calo: il Nasdaq 100 perde l’1,2%, l’S&P 500 lo 0,5%, con l’Europa attesa in apertura negativa di circa l’1%.
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Giuliana taccogna del nostro team su Milano Finanza
https://www.milanofinanza.it/news/energia-in-cassaforte-in-quali-etf-e-titoli-investire-per-beneficiare-del-megatrend-dell-energy-202607102036293085
