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Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets

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Pensieri serali. Ci sono giornate in cui il mercato sembra forte. Poi lo guardi un po’ meglio, togli il rumore dell’indice pr
Pensieri serali. Ci sono giornate in cui il mercato sembra forte. Poi lo guardi un po’ meglio, togli il rumore dell’indice principale, e ti accorgi che sotto la superficie qualcosa scricchiola. Oggi l’S&P 500 è in rotta per chiudere su un nuovo massimo storico. Titolo perfetto, narrativa perfetta, mercato apparentemente perfetto. Eppure dentro l’indice ci sono 344 titoli in calo (vedi grafico). La breadth è negativa, molto negativa. Talmente negativa che potremmo essere davanti a una delle peggiori divergenze mai registrate tra indice sui massimi e partecipazione interna del mercato. In altre parole: l’indice sale, ma non tutti stanno salendo. E questo è il punto. Il mercato americano continua a comportarsi come se fosse in una fase di grande fiducia, ma la fiducia oggi è sempre più concentrata. Concentrata sull’AI, sui semiconduttori, sui soliti grandi nomi, sulla speranza che Nvidia continui a reggere l’intera impalcatura narrativa. Senza quella storia, questo mercato sarebbe molto più mediocre di quanto sembri guardando solo l’S&P 500. Nel frattempo, i rendimenti stanno risalendo. Il petrolio resta alto. L’Iran non è risolto. La Cina non è risolta. E ora arriva anche la conferma di Kevin Warsh alla guida della Fed, con un voto molto divisivo e un messaggio implicito abbastanza chiaro: la politica monetaria entra in una fase ancora più delicata. Perché il mercato vorrebbe tagli. Ma l’inflazione non li sta rendendo facili. Il petrolio sta filtrando nei prezzi. I costi logistici restano sotto pressione. I dati su CPI e PPI hanno ricordato agli investitori che il problema non è sparito. Si è solo spostato. Prima era domanda e servizi. Ora è energia, input costs, trasporti, margini compressi. Non è un’inflazione “pulita”. Non è nemmeno una crescita euforica. È qualcosa di più scomodo: costi che salgono prima ancora che il consumatore abbia davvero assorbito il colpo. E in mezzo a tutto questo, Wall Street continua a fare nuovi massimi. Forse ha ragione il mercato. Forse l’AI sta davvero cambiando la produttività abbastanza da giustificare multipli, capex, debito, entusiasmo e concentrazione. Oppure forse stiamo semplicemente camminando su un ponte molto stretto, con il vento che aumenta e tutti che guardano solo il panorama. La prossima settimana sarà importante: reazione post-earnings di Nvidia, verdetto sul caso OpenAI, sciopero Samsung, petrolio, Iran, Fed, tassi. Il mercato sembra sempre più binario. O l’AI continua a vincere abbastanza da coprire tutto il resto. Oppure il resto torna improvvisamente a contare. Buonanotte a voi. ~ About Markets

Microsoft ha investito oltre 100 miliardi di dollari nella partnership con OpenAI, considerando non solo l’investimento diret
Microsoft ha investito oltre 100 miliardi di dollari nella partnership con OpenAI, considerando non solo l’investimento diretto nella società, ma anche i costi per costruire e ospitare l’infrastruttura cloud necessaria ai servizi di OpenAI. ▪️La cifra è emersa in tribunale nella causa intentata da Elon Musk contro OpenAI e Microsoft. Un dirigente Microsoft ha spiegato che gran parte dei costi è stata sostenuta prima ancora di generare ricavi, perché Azure doveva essere costruita in anticipo per supportare la crescita di OpenAI. ▪️Il dato mette in prospettiva la dimensione industriale del boom AI: Microsoft non ha semplicemente “comprato una quota” in OpenAI, ma ha finanziato e costruito buona parte della capacità computazionale che ha reso possibile ChatGPT e l’espansione dei modelli AI. ▪️Finora la scommessa ha pagato: Microsoft aveva investito circa 13 miliardi direttamente in OpenAI fino al 2023, mentre oggi la partecipazione del 27% nella società sarebbe valutata circa 135 miliardi, con OpenAI arrivata a una valutazione di 852 miliardi di dollari.

🇺🇸🇨🇳 Vertice Trump-Xi Trump è arrivato a Pechino per un vertice di circa 36 ore con Xi Jinping. Ufficialmente si parlerà
🇺🇸🇨🇳 Vertice Trump-Xi Trump è arrivato a Pechino per un vertice di circa 36 ore con Xi Jinping. Ufficialmente si parlerà di commercio, tariffe, Taiwan e rapporti diplomatici. Ma sullo sfondo c’è anche la guerra con l’Iran, che rende l’incontro molto più delicato. 1️⃣Il primo tema è commerciale. USA e Cina starebbero valutando un possibile alleggerimento dei dazi su circa 30 miliardi di dollari di beni. Non sarebbe una svolta storica, ma sarebbe comunque un segnale: le due maggiori economie del mondo stanno cercando di evitare una nuova escalation tariffaria. 2️⃣Il secondo tema è geopolitico. La Cina compra una parte rilevante del petrolio esportato dall’Iran e quindi ha un ruolo indiretto ma molto importante nel conflitto. Trump potrebbe provare a usare l’incontro con Xi per aumentare la pressione su Teheran o almeno per limitare il sostegno economico cinese all’Iran. 3️⃣Il terzo tema è tecnologico. Nella delegazione americana ci sono molti grandi CEO, tra cui Jensen Huang di Nvidia, Tim Cook di Apple, Elon Musk di Tesla, Cristiano Amon di Qualcomm e altri big della finanza e dell’industria. Questo rende chiaro che il vertice non riguarda solo diplomazia: riguarda anche AI, semiconduttori, supply chain, export control e accesso al mercato cinese. 4️⃣Infine c’è Taiwan. Trump dovrebbe discutere anche della vendita di armi americane all’isola, tema estremamente sensibile per Pechino. È uno dei punti su cui il margine di compromesso resta molto basso. Il mercato guarda questo vertice come possibile segnale di distensione. Un taglio ai dazi aiuterebbe il sentiment, ma il vero punto è capire se USA e Cina vogliono davvero stabilizzare i rapporti o solo guadagnare tempo. In questa fase, anche una piccola riduzione della tensione commerciale può essere positiva per azionario, tecnologia e risk appetite. Ne abbiamo parlato ampiamente in questa nostra analisi https://aboutmarkets.it/analisi/il-vertice-trump-xi-una-tregua-tattica-dentro-una-rivalita-strategica

Il 20 maggio saremo presenti a Milano al FAJ Forum Day 2026, l’evento organizzato da FAJ - Fee Advisor Journal dedicato al mo
Il 20 maggio saremo presenti a Milano al FAJ Forum Day 2026, l’evento organizzato da FAJ - Fee Advisor Journal dedicato al mondo della consulenza finanziaria a parcella, del wealth management e all’evoluzione della professione del consulente finanziario. Anche quest’anno Gamma Capital Markets parteciperà con un proprio desk: un’occasione concreta per incontrare consulenti finanziari, banker e professionisti del settore, confrontandoci sui temi che stanno ridefinendo il nostro mercato. Nel corso della giornata sarà presente anche Alessio Garzone, Portfolio Manager, tra i relatori della tavola rotonda delle ore 12:15: “Risparmio gestito e amministrato: come stanno cambiando con l’avvento della Fee Advice” Per chi avesse piacere di partecipare, ecco il link per iscriversi https://fajonline.it/iscrizione-faj-forum-day-2026/

⚠️ 🇺🇸🇨🇳 Vertice Trump-Xi USA e Cina sarebbero pronti a valutare tagli alle tariffe su circa 30 miliardi di dollari di importazioni. Per i mercati sarebbe un segnale di distensione commerciale: non risolve lo scontro tra Washington e Pechino, ma riduce il rischio di nuova escalation.

⚠️ Inflazione USA, arriva un altro segnale poco rassicurante: il PPI di aprile è uscito molto sopra le attese. Il PPI, cioè l
⚠️ Inflazione USA, arriva un altro segnale poco rassicurante: il PPI di aprile è uscito molto sopra le attese. Il PPI, cioè l’indice dei prezzi alla produzione, misura quanto aumentano i prezzi “a monte”, prima che arrivino al consumatore finale. In parole semplici: non guarda direttamente il carrello della spesa, ma i costi che imprese e produttori stanno pagando o applicando lungo la filiera. Il dato di aprile è pesante: +1,4% mese su mese contro +0,5% atteso, mentre su base annua il PPI sale al 6,0% contro il 4,8% previsto. Anche il dato core, esclusi alimentari ed energia, accelera molto: +1,0% mese su mese contro +0,3% atteso e +5,2% annuo contro +4,3%. Perché conta? Perché se i prezzi alla produzione salgono così tanto, il mercato teme che una parte di questi aumenti possa poi trasferirsi sui prezzi finali, rendendo più difficile per la Fed tagliare i tassi. La reazione è stata immediata: rendimenti USA ancora in salita, con il Treasury a 10 anni intorno al 4,48% e il 30 anni sopra il 5,04%. Dollaro più forte e future azionari sotto pressione. Il mercato sta chiedendo più rendimento per comprare debito americano. L’inflazione non è ancora un problema chiuso, e a questi livelli di tassi l’azionario torna a camminare su una trave più stretta.

Aggiornamento Mercati 1️⃣ Vertice Trump-Xi ▪️Il viaggio di Trump in Cina sta diventando molto più di un vertice diplomatico.
Aggiornamento Mercati 1️⃣ Vertice Trump-Xi ▪️Il viaggio di Trump in Cina sta diventando molto più di un vertice diplomatico. Al seguito ci sono alcuni dei CEO più rilevanti degli Stati Uniti: Jensen Huang di Nvidia, Tim Cook di Apple, Elon Musk di Tesla, David Solomon di Goldman Sachs, Larry Fink di BlackRock e altri. ▪️Il punto centrale è chiaro: tecnologia, AI, chip e accesso al mercato cinese saranno parte della trattativa. La presenza di Huang è particolarmente importante perché Nvidia resta al centro della guerra tecnologica tra Stati Uniti e Cina. Il tema vero è se Pechino permetterà ai clienti cinesi di acquistare chip AI più avanzati, come gli H200, dopo mesi di blocchi, licenze, pressioni politiche e volontà cinese di spingere i campioni nazionali come Huawei. ▪️Nvidia considera la Cina un’opportunità potenziale da circa 50 miliardi di dollari, ma il problema non è più solo Washington. Gli Stati Uniti hanno già concesso alcune licenze, mentre Pechino resta prudente perché vuole ridurre la dipendenza dai chip americani. ▪️Per il mercato, però, anche solo l’idea che Trump e Xi possano riaprire una finestra sui chip AI è sufficiente per muovere i titoli (premarket di NVDA +2,67%). Non a caso alcune società AI cinesi sono salite con forza a Hong Kong, proprio perché gli investitori stanno scommettendo su un possibile accesso a chip Nvidia migliori. 2️⃣ Iran e Hormuz: la tregua resta fragile ▪️L’altro grande tema del vertice è l’Iran. Trump ha ribadito che Teheran dovrà fare “un buon accordo” oppure rischiare nuove conseguenze militari. Il cessate il fuoco dura da oltre un mese, ma resta molto fragile. ▪️La chiusura o semi-chiusura dello Stretto di Hormuz continua a pesare sul mercato energetico. Da lì passa normalmente circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e GNL. Il Brent resta sopra area 107 dollari, mentre l’Agenzia Internazionale dell’Energia segnala scorte in calo a un ritmo record. Tradotto: il mercato non sta prezzando panico totale, ma il problema energetico non è affatto rientrato. Anthropic: valutazioni AI sempre più estreme ▪️Nel frattempo Anthropic, la società dietro Claude, sarebbe in trattative per raccogliere almeno 30 miliardi di dollari a una valutazione superiore a 900 miliardi. ▪️Questo è il dato che più racconta la fase attuale dell’AI: la domanda è enorme, ma anche il fabbisogno di capitale lo è. Le startup AI devono finanziare infrastrutture gigantesche, capacità cloud, data center e chip. Il mercato continua a credere nella crescita, ma il punto da monitorare è sempre lo stesso: quanta parte di queste valutazioni sarà sostenuta da ricavi reali e margini, e quanta invece dipende ancora dalla promessa futura. 3️⃣ Memorie: il vero collo di bottiglia dell’AI ▪️La carenza globale di chip di memoria sta diventando uno dei temi più importanti del mercato. Non è più solo una questione di GPU. L’AI sta trasformando la memoria da componente “banale” a collo di bottiglia critico. ▪️I vincitori sono produttori come Micron, Samsung e SK Hynix, che beneficiano di prezzi molto più alti. I perdenti sono invece aziende che usano memoria nei propri prodotti, come console, PC, smartphone e dispositivi elettronici: Nintendo, HP, Xiaomi, Canon e altri stanno già subendo pressioni sui margini. ▪️I numeri sono impressionanti: i prezzi contrattuali NAND sono saliti di oltre il 600% da fine settembre, quelli DRAM di quasi il 400%. Alcuni operatori ritengono che la tensione possa durare anni, forse fino al 2030. Oggi AI, geopolitica, energia e supply chain non sono più temi separati. Sono pezzi dello stesso puzzle. I mercati continuano a salire perché gli utili e il ciclo AI restano forti, ma sotto la superficie aumentano anche le fragilità: energia cara, chip strategici, valutazioni elevate e catene di fornitura sempre più politicizzate.

Petrolio, Trump-Xi e Wall Street sui massimi Abbiamo parlato di petrolio, geopolitica e mercati sui massimi insieme ad Andrea Franceschi, giornalista de Il Sole 24 Ore e voce di Market Mover, uno dei podcast più chiari e più seguiti sulle piattaforme streaming per capire cosa muove davvero i mercati ogni giorno. Nella puntata abbiamo discusso di: 1) riserve strategiche di petrolio e loro ruolo nel contenere gli shock energetici; 2) incontro tra Trump e Xi e possibili implicazioni geopolitiche; 3) perché il petrolio, nonostante i rischi elevati, non è esploso verso i 200 dollari; 4) perché i mercati azionari continuano a salire anche con energia, inflazione e geopolitica ancora sul tavolo. Consigliamo l’ascolto: https://open.spotify.com/episode/4In1R4G5Uwgs9rkgOUaKw7?si=gfvttJHjQ0u5dnnI2ONtHA

ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Rassegna giornaliera a cura di About Markets. Dentro i mercati, oltre i titoli. 13 maggio 2026 –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 −0,16% (7.401), Nasdaq 100 −0,87% (29.065), Dow Jones +0,11% (49.766), Russell 2000 −0,97% (2.842) Europa: EuroStoxx 50 −1,41% (5.813), DAX −1,54%, CAC −0,95%, FTSEMIB −1,36% –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Health Care +1,93%, Consumer Staples +1,56%, Energy +0,71% Bottom 3: Consumer Discretionary −1,06%, Technology −0,99%, Industrials −0,40% –– Takeaway veloci –– • Wall Street chiude contrastata: Dow positivo, ma Nasdaq e small cap deboli per prese di profitto su tech, semiconduttori e momentum. • Il petrolio torna sopra quota 100$: WTI a 102,18$ e Brent a 107,77$, con lo stallo USA-Iran che mantiene alto il premio geopolitico. • Il CPI USA riaccende il tema inflazione: headline al 3,8% a/a, core al 2,8%, con servizi e supercore ancora troppo appiccicosi. • I Treasury vendono su tutta la curva: il 10 anni sale al 4,46%, il 30 anni torna sopra il 5%. • Il mercato inizia a fare i conti con tre rischi insieme: energia alta, Fed più prudente e rally AI molto affollato. –– Macroeconomic Data –– • CPI USA aprile: +0,6% m/m, in linea, ma +3,8% a/a vs 3,7% atteso. • CPI core: +0,4% m/m vs +0,3% atteso; +2,8% a/a vs 2,7% atteso. • Energia +3,8% m/m, responsabile di oltre il 40% dell’aumento mensile dell’indice. • Servizi core +0,5% m/m; supercore in accelerazione al 3,4%. • Goolsbee: dato peggiore del previsto, con i servizi come parte più preoccupante. • Il mercato ora prezza circa il 43% di probabilità di un rialzo Fed quest’anno. –– Specifiche azioni –– • Semiconduttori: prese di profitto dopo il forte rally, con il tema AI più vulnerabile a positioning affollato e rischio regolatorio. • Qualcomm: commenti molto negativi hanno pesato sul sentiment del comparto chip. • Google/Affirm/Klarna: partnership per integrare pagamenti rateali dentro Gemini, Search e Google Pay. • Microsoft/OpenAI: nuovo accordo che potrebbe generare risparmi stimati per OpenAI fino a 97 mld$ entro il 2030; Microsoft avrebbe già recuperato oltre il doppio dell’investimento iniziale. • Google/SpaceX: trattative per esplorare data center in orbita. • eBay/GameStop: eBay respinge l’offerta non richiesta di GameStop. • Blue Owl: afflussi quasi azzerati nel fondo retail di private credit, segnale da monitorare sul settore. –– Prossimi eventi da monitorare –– • Trimestrali: Cisco, Alibaba, Siemens, Deutsche Telekom, Allianz, E.On, Merck, RWE. –– Focus del giorno –– Il mercato non ha un solo problema. Ne ha tre insieme. La seduta di ieri è interessante perché non è stato un semplice “selloff tech”. È stato il primo giorno in cui tre rischi si sono presentati nello stesso momento. Il primo è il petrolio. Finché il mercato pensava che la crisi USA-Iran fosse vicina a una soluzione, Wall Street riusciva a guardare oltre. Ma se il WTI torna sopra 100 dollari e Hormuz resta un punto interrogativo, il problema non è più solo geopolitico: diventa inflazione, margini aziendali e consumi. Il secondo è la Fed. Il CPI non è esploso, ma ha detto una cosa poco comoda: l’inflazione non è solo energia. Anche servizi e supercore restano appiccicosi. Questo rende più difficile tagliare i tassi e riapre addirittura il discorso opposto, cioè il rischio che la Fed debba restare più dura più a lungo. Il terzo è il posizionamento sull’AI. Il mercato è salito tanto e in modo molto concentrato. Quando tutti sono sulla stessa barca, basta poco per far tremare il trade: una tassa sull’AI in Corea, prese di profitto sui semiconduttori, dubbi sui capex, o semplicemente la sensazione che il rally sia diventato troppo affollato. Il punto non è che l’AI sia finita. Anzi, resta il tema dominante. Però ieri il mercato ha ricordato una cosa semplice: anche il miglior tema strutturale può correggere se arriva nel momento sbagliato, con petrolio alto, rendimenti in salita e investitori già molto esposti. La narrativa resta forte. Ma ora deve camminare su un filo più stretto. ~About Markets

Pensieri Pomeridiani I mercati oggi hanno preso una pausa piuttosto netta. Il Nasdaq future è arrivato a perdere circa l’1,85
Pensieri Pomeridiani I mercati oggi hanno preso una pausa piuttosto netta. Il Nasdaq future è arrivato a perdere circa l’1,85%, l’S&P 500 quasi l’1%, il Russell 2000 oltre il 2,4% e l’EuroStoxx 50 circa l’1,4%. In parallelo, i rendimenti USA sono risaliti: il 2 anni vicino al 4%, il 10 anni al 4,45% e il 30 anni sopra il 5%. Anche oro e argento hanno corretto, rispettivamente intorno al -2% e -3,4%. Il punto, però, non è semplicemente “borsa giù perché l’inflazione è più alta”. Quella è la lettura da titolo di giornale. La nostra lettura è che il mercato sta iniziando a chiedersi se il rialzo del petrolio sia ancora solo un problema energetico oppure se stia entrando dentro l’economia reale. Quando il petrolio sale, all’inizio lo capiscono tutti: costa di più fare benzina, trasportare merci, produrre, viaggiare. Il problema nasce quando quel costo inizia a passare anche nei servizi, negli affitti, nei biglietti aerei, nei prezzi finali. A quel punto non hai più solo “energia cara”. Hai inflazione che diventa più difficile da far scendere. Ed è questo che il CPI di oggi ha riacceso. Il dato headline al 3,8% fa rumore, ma la parte che pesa davvero è sotto: servizi forti, supercore ancora caldo, e quindi una Fed che difficilmente può permettersi di parlare di tagli a breve con troppa leggerezza. Qui entra il vero tema della giornata: non il Nasdaq, ma il Treasury a 10 anni. L’asta da 42 miliardi di dollari sul decennale arriva in un momento scomodo: inflazione più alta, petrolio sopra 100 dollari, guerra in Iran ancora aperta, rendimenti globali in salita e 30 anni USA sopra il 5%. In parole semplici, gli investitori comprano ancora debito americano, ma vogliono essere pagati di più per farlo. E quando il rendimento “sicuro” sale, l’azionario deve giustificare molto meglio le proprie valutazioni. Questo vale soprattutto per tecnologia, semiconduttori, AI e in generale per tutti quei titoli dove una parte importante della storia sta negli utili futuri. Per questo area 4,5% sul Treasury a 10 anni resta il livello da guardare. Non è una linea magica, non significa che sopra quel livello il mercato debba crollare. Però è una zona in cui l’azionario tende a diventare molto meno paziente. Il bond torna competitivo, e le valutazioni elevate iniziano a essere messe sotto esame. Poi c’è il tema AI. Oggi i semiconduttori sono stati tra i più colpiti, ma secondo noi il punto vero non è solo il chip. La prossima prova sarà il software. Se il software dimostrerà che tutta questa infrastruttura AI sta creando produttività, ricavi ricorrenti, automazione, sicurezza e domanda reale, allora il rally potrà allargarsi. Se invece il beneficio resta concentrato solo su chip, data center e hyperscaler, il mercato inizierà a chiedersi se gli investimenti stiano correndo più velocemente dei flussi di cassa. Quindi no, non è automaticamente un segnale ribassista. Ma è un cambio di tono. Fino a pochi giorni fa il mercato ragionava così: “gli utili sono forti, compro”. Oggi il ragionamento diventa: “gli utili sono forti, ma con petrolio alto, inflazione più appiccicosa e rendimenti in salita, quanto devo essere pagato per prendermi questo rischio?”. E quando il mercato passa dall’entusiasmo al premio per il rischio, la musica non finisce per forza. Però cambia. Ed è anche per questo che oggi abbiamo preferito alleggerire. Presa di profitto e ne riparliamo quando la situazione diventa più chiara. About Markets

Corea del Sud: ipotesi “dividendo AI” scatena volatilità sui mercati • Il KOSPI è arrivato a perdere fino al 5,1% dopo che Ki
Corea del Sud: ipotesi “dividendo AI” scatena volatilità sui mercati • Il KOSPI è arrivato a perdere fino al 5,1% dopo che Kim Yong-beom, responsabile delle politiche presidenziali sudcoreane, ha ipotizzato un dividendo ai cittadini finanziato dalle maggiori entrate fiscali generate dal boom dell’AI. • Il mercato ha inizialmente letto il messaggio come possibile tassa sugli extraprofitti dell’intelligenza artificiale, colpendo soprattutto i grandi nomi legati alla filiera chip/memorie, come Samsung e SK Hynix. • La presidenza ha poi provato a ridimensionare il caso: non si tratterebbe di una nuova tassa windfall, ma di una riflessione personale sull’uso delle entrate fiscali extra prodotte dal ciclo AI.

⚠️ Breaking — Inflazione USA ancora calda ad aprile. ▪️L’inflazione headline sale del +0,6% m/m, in linea con le attese, ma a
⚠️ Breaking — Inflazione USA ancora calda ad aprile. ▪️L’inflazione headline sale del +0,6% m/m, in linea con le attese, ma accelera al +3,8% annuo, sopra il consensus del +3,7% e in forte aumento rispetto al +3,3% precedente. ▪️Il dato più importante è il core CPI: +0,4% m/m contro +0,3% atteso, e +2,8% annuo contro +2,7% stimato. Qui il messaggio è meno rassicurante: al netto di energia e alimentari, le pressioni sui prezzi restano vive. ▪️Dentro il dato, pesano ancora energia e servizi: fuel oil +5,85%, gasoline +5,44%, elettricità +2,14%, shelter +0,61% e food at home +0,68% su base mensile. ▪️Dato non disastroso, ma chiaramente non “dovish”. L’inflazione non sta deragliando, però resta abbastanza appiccicosa da rendere più complicato un taglio aggressivo dei tassi da parte della Fed.

🚨Comunicazione operativa🚨 Dopo il forte rialzo delle ultime settimane, abbiamo scelto di ridurre di circa un terzo l’esposi
🚨Comunicazione operativa🚨 Dopo il forte rialzo delle ultime settimane, abbiamo scelto di ridurre di circa un terzo l’esposizione azionaria su gestioni patrimoniali, fondi e certificati attivi. La view di fondo non cambia: gli utili societari restano positivi e sono stati uno dei principali driver del movimento al rialzo. Il mercato non è salito “sul nulla”: molte aziende hanno continuato a pubblicare numeri solidi, soprattutto nei settori legati a tecnologia, semiconduttori e AI. Detto questo, dopo un recupero così rapido, una pausa sarebbe fisiologica. I problemi geopolitici non sono stati risolti, il petrolio resta una variabile da monitorare e i rendimenti dei Treasury USA a 10 e 30 anni stanno tornando su livelli che in passato hanno creato qualche nervosismo sull’azionario. Per questo preferiamo portare a casa parte dei guadagni accumulati in questo mese e mezzo, riducendo il rischio senza uscire completamente dal mercato. È gestione del rischio e gestione attiva reale: quando il mercato corre molto, si alleggerisce; quando torneranno condizioni più interessanti, avremo maggiore flessibilità per aumentare nuovamente l’esposizione. [Questo non è un consiglio di investimento, ma solo la comunicazione delle nostre scelte operative, che come sempre condividiamo in tempo reale con investitori e consulenti. Per ulteriori informazioni, si invita a rivolgersi al proprio consulente finanziario] Grazie per l'attenzione. Team Gestioni Gamma Capital Markets

Il cessate il fuoco USA-Iran torna in bilico: Trump ha respinto l’ultima proposta di Teheran definendola inaccettabile, mentr
Il cessate il fuoco USA-Iran torna in bilico: Trump ha respinto l’ultima proposta di Teheran definendola inaccettabile, mentre lo Stretto di Hormuz resta di fatto bloccato. Il Brent sale sopra i 107 dollari al barile, con il mercato che continua a prezzare il rischio di una crisi energetica prolungata. Secondo Aramco, la chiusura di Hormuz starebbe sottraendo circa 100 milioni di barili a settimana ai mercati globali. La pressione si vede subito sui mercati: futures Nasdaq -0,7%, S&P 500 -0,3%, Euro Stoxx 50 quasi -1%. Il rally tech si prende una pausa dopo i nuovi massimi, mentre petrolio e rendimenti tornano a pesare sul sentiment. In parallelo, Washington aumenta la pressione sulla Cina sanzionando entità legate alla vendita di petrolio iraniano a Pechino. Il dossier Iran-Hormuz sarà quindi uno dei temi centrali del vertice Trump-Xi di questa settimana.

Eiger Robotics & AI supera quota 200 euro di NAV, nuovo massimo storico. Per noi non è solo un numero simbolico. È il segnale
Eiger Robotics & AI supera quota 200 euro di NAV, nuovo massimo storico. Per noi non è solo un numero simbolico. È il segnale di un percorso costruito nel tempo, dentro uno dei temi più importanti dei prossimi anni: robotica, automazione e intelligenza artificiale. Il fondo è a +10,5% da inizio anno, +17,1% a 1 anno, +15,4% annualizzato a 3 anni e +10,2% annualizzato a 5 anni. Ma il dato più interessante, a nostro avviso, non è solo la performance: è come è stata ottenuta. Le metriche di rischio/rendimento sono solide: Sharpe Ratio a 1 anno vicino a 1,9, Sortino Ratio a 2,65 e downside risk sensibilmente più basso rispetto al peer group. Questo significa che il fondo non ha solo partecipato al trend dell’AI e della robotica, ma lo ha fatto mantenendo un profilo di rischio relativamente controllato. Il superamento dei 200 euro di NAV non è un punto di arrivo, ma una conferma e ci sprona a fare sempre meglio! Grazie a tutti i nostri investitori per la fiducia. Team Gestioni Gamma Capital Markets

ABOUT MARKETS TODAY 🥷 Rassegna giornaliera a cura di About Markets. Dentro i mercati, oltre i titoli. 12 maggio 2026 –– Chiusura mercati –– USA: S&P 500 +0,18% (7.412), Nasdaq 100 +0,29% (29.321), Dow Jones +0,19% (49.704), Russell 2000 +0,39% (2.872) Europa: EuroStoxx 50 +1,83% (5.869), DAX +1,67%, CAC +1,08%, FTSEMIB +2,27% –– Best/Worst settori S&P 500 –– Top 3: Energy +2,62%, Materials +1,43%, Industrials +1,01% Bottom 3: Communication Services −2,34%, Consumer Staples −0,76%, Consumer Discretionary −0,66% –– Takeaway veloci –– • Wall Street chiude positiva, ma lontana dai massimi di seduta. A sostenere il mercato sono soprattutto semiconduttori, energia e materiali. • Il SOXX sale di circa il 2%: il trade sui chip resta uno dei principali motori del comparto tech. • Il petrolio torna a salire con forza: WTI a 98,07 dollari, Brent a 104,21 dollari, dopo il nuovo stallo tra Stati Uniti e Iran. • Trump ha definito la risposta iraniana “totalmente inaccettabile” e valuta le prossime opzioni, inclusa una possibile ripresa delle azioni militari. • I Treasury vengono venduti su tutta la curva: il rialzo del petrolio riporta al centro il tema inflazione e spinge i rendimenti più in alto. • Oro e argento salgono nonostante rendimenti USA più elevati: segnale che la componente geopolitica resta molto forte. • Sul valutario, dollaro canadese sostenuto dal petrolio, mentre yen e franco svizzero soffrono il rialzo dei rendimenti e il ruolo di importatori netti di energia. –– Specifiche azioni –– • Lumentum: entrerà nel Nasdaq 100 dal 18 maggio. • Dell: titolo penalizzato dal downgrade di UBS. • SK Hynix/Intel: indiscrezioni su attività R&D congiunte nel packaging 2.5D. –– Prossimi eventi da monitorare –– • CPI USA di aprile. • PPI USA e vendite al dettaglio. • Viaggio di Trump in Cina e incontro con Xi, con Iran, energia e supply chain tra i temi centrali. –– Focus del giorno –– Il mercato sale, ma il petrolio torna a bussare La seduta di ieri è stata particolare: azioni positive, semiconduttori ancora forti, ma petrolio e rendimenti di nuovo in rialzo. Il messaggio è abbastanza chiaro. Il mercato vuole continuare a comprare crescita, soprattutto AI e chip, però non può ignorare il rischio energia. Se il Brent torna sopra i 100 dollari perché la situazione con l’Iran peggiora, non è solo una storia di petrolio. Diventa una storia di inflazione, Fed e margini aziendali. Per ora l’azionario non sta reagendo male, perché la narrativa AI resta molto forte. Però il punto è questo: più il petrolio resta alto, più diventa difficile per il mercato raccontarsi che il problema sia temporaneo. Quindi non siamo ancora in modalità panico. Siamo in modalità attenzione. Il mercato continua a salire, ma con un occhio ai chip e l’altro a Hormuz. –– Focus del giorno 2 –– Questa settimana gli occhi dei mercati saranno puntati su Pechino. Xi Jinping e Donald Trump si incontreranno in un momento estremamente delicato: tensioni in Medio Oriente, petrolio, Stretto di Hormuz, terre rare, semiconduttori, Taiwan, dazi, intelligenza artificiale e supply chain globali. 👉🏼 https://www.linkedin.com/posts/alessio-garzone_questa-settimana-gli-occhi-dei-mercati-saranno-activity-7459829742565761024-DDxk?utm_medium=ios_app&rcm=ACoAACKG5wQB12e2st8be3_BuKFPqzjnaViCqoM&utm_source=social_share_send&utm_campaign=copy_link ~About Markets

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⚠️ PUBBLICITÀ SU TELEGRAM: CHIARIAMO NUOVAMENTE Riceviamo ancora molte segnalazioni su inserzioni pubblicitarie nel canale. Ci teniamo a precisare che: NON DIPENDONO DA NOI Funzionano esattamente come su YouTube, o altro social gratuito. Se hai un abbonamento Premium non le vedi; se non lo hai, Telegram le inserisce automaticamente. • 🚫 Nessuna Promozione: Non promuoviamo segnali di trading, abbonamenti o servizi simili. Queste attività non ci appartengono. • 🤖 Pubblicità Automatiche: Gli annunci sono generati autonomamente da Telegram e non dipendono dalla nostra volontà (gli utenti Premium potrebbero non visualizzarli). • 🎯 La nostra Mission: Questo canale resta dedicato esclusivamente alla trasparenza e all'approfondimento sulle strategie di portafoglio di Gamma Capital Markets. Ribadiamo la nostra totale estraneità a tali contenuti pubblicitari per evitare ogni malinteso. Grazie per la fiducia. About Markets

La grande scommessa sull’infrastruttura AI Questo grafico mostra che il boom dell’intelligenza artificiale non riguarda più s
La grande scommessa sull’infrastruttura AI Questo grafico mostra che il boom dell’intelligenza artificiale non riguarda più solo chip, modelli e applicazioni. Sta diventando anche una delle più grandi storie di investimento infrastrutturale mai viste nel settore tecnologico. OpenAI e Anthropic avrebbero preso impegni di spesa cloud per circa 1.050 miliardi di dollari con i quattro principali fornitori americani: Microsoft, Oracle, Google e Amazon. Il dato più interessante è il peso di questi impegni sul backlog dei grandi cloud provider, cioè sui ricavi futuri già contrattualizzati o attesi. Secondo i numeri riportati, OpenAI e Anthropic rappresenterebbero tra il 43% e il 54% del backlog totale di ciascun fornitore. In parole povere? una parte molto rilevante della crescita futura del cloud è oggi collegata alla domanda di potenza computazionale generata dall’AI. - Microsoft ha circa 627 miliardi di dollari di backlog, con OpenAI che peserebbe per circa 280 miliardi. - Oracle arriva a circa 553 miliardi, con un impegno OpenAI vicino ai 300 miliardi. - Google avrebbe circa 467 miliardi, con Anthropic impegnata per circa 200 miliardi. - Amazon, invece, ha circa 464 miliardi di backlog, con una quota importante legata agli accordi AI. Questo non significa automaticamente che ci sia una bolla. Anzi, nelle grandi transizioni tecnologiche è normale che l’infrastruttura venga costruita prima che i ricavi finali siano pienamente visibili. Prima si investe in capacità, poi arrivano prodotti, applicazioni, efficienze e nuovi modelli di business. La parte da monitorare è un’altra: la sostenibilità finanziaria di questi impegni nel tempo. Se la domanda AI continuerà a crescere, se le aziende adotteranno davvero questi strumenti su larga scala e se OpenAI e Anthropic riusciranno a monetizzare in modo credibile, questi numeri potrebbero semplicemente rappresentare la base della prossima grande piattaforma tecnologica. Se invece la monetizzazione dovesse richiedere più tempo, il mercato dovrà capire quanto di questo backlog sia rigido, quanto sia rinviabile e quanto possa essere rinegoziato. Con questo non vogliamo dire che “tutto sta per crollare”. Piuttosto che l’AI resta probabilmente il tema strutturale più potente del mercato, ma ora va analizzata anche dal lato finanziario. Non basta guardare la crescita della domanda. Bisogna guardare chi paga, con quali risorse, con quali margini futuri e con quali tempi di ritorno. Perché questa fase dell’AI non si giocherà solo sulla tecnologia. Si giocherà anche sulla capacità di trasformare enormi promesse di spesa in ricavi, margini e cash flow reali.

La speculazione retail sugli USA sta tornando su livelli estremi. • Gli asset negli ETF a leva e inversi su singole azioni ha
La speculazione retail sugli USA sta tornando su livelli estremi. • Gli asset negli ETF a leva e inversi su singole azioni hanno raggiunto un record vicino ai 38 miliardi di dollari. • Dal 2024 il dato è circa quadruplicato: il mercato non sta solo comprando azioni, sta comprando leva su singoli titoli. • Questi strumenti permettono di puntare su movimenti giornalieri amplificati di 2x o 3x, sia al rialzo sia al ribasso, rendendoli tra i prodotti più aggressivi disponibili per il retail. Quando la leva su singole azioni esplode così velocemente, non è automaticamente un segnale di crash imminente, ma è un chiaro segnale di euforia, FOMO e aumento della fragilità del mercato. Finché il trend sale, tutto sembra funzionare; quando gira, la leva può trasformare una correzione normale in un movimento molto più violento.

⚠️ Lumentum vola di circa +15% dopo l’annuncio dell’ingresso nel Nasdaq-100 dal 18 maggio, sostituendo CoStar Group. Lumentum
⚠️ Lumentum vola di circa +15% dopo l’annuncio dell’ingresso nel Nasdaq-100 dal 18 maggio, sostituendo CoStar Group. Lumentum entra nel Nasdaq-100 dopo essere già entrata nell’S&P 500 a marzo: una doppia conferma del salto dimensionale fatto dal gruppo negli ultimi trimestri. Il titolo è tra i migliori performer dell’S&P 500 nel 2026: circa +190% da inizio anno, dopo il +339% registrato nel 2025. La società è uno dei player chiave nell’ottica per data center AI: laser, ricetrasmettitori e interconnessioni ottiche sono sempre più centrali per scalare le reti ad alta capacità. L’ingresso nel Nasdaq-100 non cambia i fondamentali, ma aumenta visibilità, flussi passivi e riconoscimento istituzionale. Il titolo fa parte delle nostre strategie core da tempo: oggi il mercato sta semplicemente prezzando con più forza una tesi che seguivamo già prima.