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Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets
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Cessate il fuoco Iran-USA: sollievo sì, ma i nodi veri restano tutti lì
1️⃣ Il mercato sta reagendo a una pausa del rischio, non alla fine della crisi
La tregua di due settimane toglie di mezzo, almeno per ora, lo scenario più duro: escalation militare immediata, nuovo balzo del petrolio e attacco americano su larga scala. È per questo che azioni e bond rimbalzano e l’energia corregge. Ma il punto è che il mercato sta prezzando una tregua tecnica, non una pace strutturale.
2️⃣ Il vero test resta sempre Hormuz
Tutta la narrativa passa da lì. Finché non si vede una riapertura ordinata e concreta dello Stretto, il sollievo resta incompleto. Le dichiarazioni ci sono, ma mancano ancora dettagli chiari su tempi, modalità di transito, ruolo delle forze armate iraniane e possibili costi per le navi. In pratica, il mercato ha reagito alla headline, ma ora servono i fatti.
3️⃣ Il rally di oggi è forte, ma dentro c’è anche molta meccanica di mercato
La reazione è stata violentissima: petrolio giù, gas europeo in calo, Stoxx 600 in forte rialzo, rendimenti in discesa. Però una parte importante del movimento sembra legata anche a short covering e rientro tattico sul rischio, più che a una convinzione piena sul fatto che il peggio sia davvero passato. È un rimbalzo di sollievo, non ancora un segnale di stabilità definitiva.
4️⃣ Sul piano geopolitico le ambiguità restano parecchie
Le domande aperte sono ancora quelle decisive: quando parte davvero il cessate il fuoco, se Israele è completamente allineato, se l’intesa copre tutte le ostilità e soprattutto quale sia la base reale per un negoziato più duraturo. Anche il fronte Libano-Hezbollah resta fuori o comunque poco chiaro. Quindi la temperatura si è abbassata, ma la fragilità politica rimane altissima.
5️⃣ Energia e logistica non tornano normali in poche ore
Anche con una tregua formale, la filiera non si sistema dall’oggi al domani. Ci sono ancora circa 800 navi bloccate nell’area, gli armatori stanno aspettando istruzioni più precise e assicuratori e consulenti di sicurezza non stanno ancora trattando la situazione come normalizzata. Per questo il petrolio può scendere rapidamente sui mercati, ma i flussi fisici richiedono molto più tempo per ripartire davvero.
Il messaggio di fondo è questo: la paura estrema si è ridotta, ma il rischio non è sparito. Da qui in avanti tutto dipenderà da una sola cosa: se Hormuz riapre davvero e se la tregua regge abbastanza da trasformarsi in negoziato, altrimenti la volatilità torna subito al centro della scena.
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Laterale rotto al rialzo copriamo 50% usd sui fondo e certificati amc.
Passeremo poi al 100 dipende da dati ed eventi tecnici.
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ABOUT MARKETS TODAY 🥷
Rassegna giornaliera a cura di About Markets.
Dentro i mercati, oltre i titoli.
8 aprile 2026
–– Chiusura mercati ––
USA: S&P 500 +0,08% Nasdaq 100 +0,04% Dow Jones −0,18% Russell 2000 +0,17%
Europa: EuroStoxx 50 −1,07%
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–– Market Snapshot – aggiornamento in tempo reale ––
S&P 500: +2,50%
Nasdaq 100: +3,15% EuroStoxx 50: +3,88%
Hang Seng: +2,81%
Nikkei 225: +5,34%
Oro: +1,97%
Silver: +4,87%
Brent: −9,16%
EUR/USD: +0,89%
Bitcoin: −0,42%
–– Driver principali & Reazioni dei mercati ––
La seduta di ieri è stata dominata fino all’ultimo dalla deadline fissata da Trump per le 20:00 EDT. Per buona parte della giornata il mercato ha oscillato tra paura di escalation e speranza di un rinvio, anche perché i toni del presidente americano sono rimasti estremamente aggressivi. Poi, nel finale, è arrivata la svolta: mediazione pakistana, apertura iraniana a una pausa di due settimane e successivo annuncio di un cessate il fuoco temporaneo in cambio della riapertura dello Stretto.
La reazione di mercato è stata immediata e molto chiara. Il petrolio ha invertito violentemente al ribasso, i future azionari hanno accelerato, la volatilità è crollata.
–– Specifiche azioni ––
• Broadcom produrrà future versioni dei chip AI di Google e amplia la collaborazione con Anthropic.
• Arm Holdings è stata declassata da Morgan Stanley a Equal Weight.
• Oracle: Pimco starebbe valutando un finanziamento da 14 miliardi di dollari legato a un data center del gruppo.
• Medicare Advantage: i pagamenti medi ai piani privati saliranno del 2,48% nel 2027, notizia positiva per Humana, CVS, UnitedHealth, Elevance.
–– Focus del giorno ––
Hormuz riapre
Sebbene il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran (con Israele sullo sfondo) sia stato costruito in extremis e con dinamiche ancora poco chiare, la riapertura dello Stretto di Hormuz rappresenta una vera e propria boccata d’ossigeno per il sistema energetico globale.
Non perché la guerra sia finita, ma perché torna a muoversi il petrolio.
Nel Golfo Persico, infatti, si è accumulato un vero e proprio “ingorgo energetico”. Centinaia di navi sono rimaste bloccate per settimane, molte cariche di greggio, carburanti o gas, in attesa di capire se e quando sarebbe stato possibile attraversare lo stretto in sicurezza.
Secondo le stime, parliamo di oltre 400 petroliere, decine di navi per gas liquefatto e altre cargo. In totale, migliaia di persone a bordo e una quota enorme di energia globale ferma. Solo per dare un ordine di grandezza: circa il 20% del traffico mondiale di GNL passa da qui.
La tregua di due settimane apre quindi una finestra operativa concreta. Non teorica.
Gli operatori stanno già cercando di capire come sfruttarla: chi può partire subito, chi deve aspettare, chi è disposto a pagare per passare. Perché sì, lo Stretto riapre… ma non necessariamente gratis.
Secondo le ultime indicazioni, Iran e Oman potranno imporre dazi alle navi in transito, e Teheran aveva già iniziato a chiedere fino a 2 milioni di dollari per un singolo viaggio. In altre parole, il flusso energetico riparte, ma sotto controllo e monetizzazione iraniana.
E questo è il punto chiave:
lo Stretto riapre, ma non torna “neutrale”. L’Iran non ha perso leva, l’ha trasformata.
Sul piano politico, entrambe le parti stanno vendendo l’accordo come una vittoria.
Trump parla di possibile “Golden Age” per il Medio Oriente e di supporto logistico USA per gestire il traffico.
L’Iran, invece, sostiene di aver imposto il proprio schema negoziale, con un piano in 10 punti che include controllo dello stretto, revoca delle sanzioni e fine delle ostilità.
La verità, come spesso accade, sta nel mezzo: è una tregua operativa che serve a far ripartire i flussi e guadagnare tempo per negoziare.
Nel frattempo, il mercato ha già dato il suo giudizio:
il petrolio crolla, l’equity rimbalza, la volatilità scende.
Perché alla fine tutto si riduce a questo:
non conta cosa dicono i leader, conta se le navi passano.
E oggi, per la prima volta dopo settimane, la risposta è: probabilmente sì.
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BREAKING: Il presidente Trump ha accettato di sospendere i bombardamenti sull'Iran per due settimane.
I mercati schizzano al rialzo.
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⚠️ BREAKING NEWS
Pakistan chiede ufficialmente a Trump di estendere di 2 settimane la deadline sull’Iran per permettere alla diplomazia di proseguire.
• Il premier pakistano ha proposto una pausa negoziale, sottolineando che i colloqui stanno facendo progressi concreti
• La richiesta include anche un cessate il fuoco temporaneo e la riapertura dello Stretto di Hormuz come gesto di buona volontà
• La Casa Bianca sta valutando la proposta, mentre anche l’Iran avrebbe iniziato a esaminarla
⚠️ Mercati:
L’azionario USA reagisce subito → S&P 500 cancella le perdite e torna positivo, segnale chiaro che il mercato sta prezzando una possibile de-escalation
👉 In questo momento il mercato non sta guardando la guerra… ma la probabilità che venga rinviata.
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La situazione sui mercati non è di panico, ma non possiamo sapere cosa ha in mente il TACO.
Certamente sentire certe parole dal presidente degli USA fa molto riflettere sullo stato di salute di questo uomo.
Non possiamo sapere cosa succederà stanotte, quindi nonostante i segnali tecnici non ci dicono di andare short, apriamo un piccolo short del 15% Nasdaq sui fondi per precauzione.
PS: questa operazione verra’ eseguita solo sui fondi che hanno un desk operativo aperto anche dopo le 17:30, fino alle 22:00.
Purtroppo gestiamo anche fondi che non operano fino alle 22:00
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⚠️ BREAKING | L’Iran minaccia di chiudere lo Stretto di Bab al-Mandeb “se la situazione dovesse sfuggire di mano”, avvertendo che eventuali attacchi USA alle centrali elettriche porterebbero a un’escalation regionale con interruzioni energetiche diffuse, inclusa l’Arabia Saudita.
Le Guardie Rivoluzionarie segnalano che risponderanno senza esitazione in caso di target su infrastrutture civili; Bab al-Mandeb vale ~12% del commercio marittimo globale → shock potenziale su supply chain e petrolio (scenario $150/bbl).
Meno di 10 ore alla deadline fissata da Trump: il rischio si sposta da conflitto militare a crisi energetica globale.
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⚠️ BREAKING | L’Iran annuncia che tutti i canali diplomatici e i colloqui indiretti con gli Stati Uniti sono stati congelati dopo le recenti minacce del presidente Trump, che aveva avvertito che “un’intera civiltà morirà stanotte”
Escalation diplomatica totale a poche ore dalla scadenza fissata da Washington: saltano i negoziati mentre cresce il rischio di un’azione militare imminente.
Che pessimo comunicatore….
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⚠️ BREAKING | L’esercito israeliano avverte la popolazione iraniana di non utilizzare i treni in tutto il Paese fino alle 21:00 ora locale, segnalando che la presenza su treni e linee ferroviarie “mette a rischio la vita”.
Messaggio diffuso sui canali ufficiali su X, in un contesto di forte escalation militare e con il rischio crescente che le infrastrutture ferroviarie possano diventare un obiettivo operativo nelle prossime ore.
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ABOUT MARKETS TODAY 🥷
Rassegna giornaliera a cura di About Markets.
Dentro i mercati, oltre i titoli.
7 aprile 2026
–– Chiusura mercati ––
USA: S&P 500 +0,43% (6.611), Nasdaq 100 +0,61% (24.192), Dow Jones +0,35% (46.669), Russell 2000 +0,44% (2.541)
–– Best/Worst settori S&P 500 ––
Top 3: Consumer Discretionary +0,80%, Energy +0,77%, Consumer Staples +0,72%
Bottom 3: Utilities −0,42%, Health Care −0,38%, Materials −0,36%
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–– Driver principali & Reazioni dei mercati ––
Il mercato si muove su un equilibrio molto fragile: da un lato una retorica geopolitica sempre più aggressiva, dall’altro la speranza che dietro le parole ci sia ancora spazio per un accordo.
Trump ha fissato una deadline precisa (martedì sera) minacciando attacchi diretti a infrastrutture energetiche iraniane. Ma contemporaneamente ha aperto alla possibilità che i negoziati stiano andando “nella giusta direzione”.
Il risultato è un mercato che prezza lo scenario migliore ignorando quello peggiore.
Nel frattempo, il vero segnale arriva dal petrolio: resta elevato e volatile, segno che il rischio sistemico non è stato risolto.
E infatti anche i bond reagiscono: curva più piatta, rendimenti in salita, pressione soprattutto sul breve.
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–– Macroeconomic Data ––
• ISM Services: 54,0 (vs 55 atteso)
• Prezzi pagati: 70,7 (vs 63 precedente)
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–– Specifiche azioni ––
• Micron / SanDisk: rimbalzo del settore memorie dopo il selloff recente
• Netflix: upgrade a Buy da Goldman Sachs
• Neurocrine: acquisizione Soleno per 2,9 mld $
• Biogen: impatto costi R&D da acquisizioni (~34 mln $)
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–– Prossimi eventi da monitorare ––
• Deadline Trump–Iran (oggi ore 20:00 EDT)
• CPI USA (venerdì)
• Verbali FOMC
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–– Focus del giorno ––
Il mercato sta prezzando la pace. Il petrolio no.
Quello che stiamo vedendo in queste ore è uno dei disallineamenti più interessanti delle ultime settimane.
Da un lato:
– equity che sale
– volatilità sotto controllo
– narrativa di possibile accordo
Dall’altro:
– petrolio sopra 110$
– supply risk ancora pienamente attivo
– Iran che rifiuta il cessate il fuoco
Il mercato sta scegliendo cosa credere.
Sta ignorando la parte “hard” della realtà e sta prezzando la parte “soft”: i negoziati.
Il punto però è che, guardando gli altri asset, il quadro è meno tranquillo. Il petrolio resta sopra i 110 dollari e segnala che il rischio energetico non è affatto rientrato. Finché resta incerta la piena normalizzazione dei flussi attraverso Hormuz, una parte rilevante del problema macro resta sul tavolo.
A questo si aggiunge il messaggio dei dati macro USA. L’ISM Services è sceso a 54,0, ma la componente dei prezzi pagati è salita a 70,7. Che significa? la crescita rallenta un po’, ma le pressioni inflazionistiche restano elevate. Per la Fed non è uno scenario semplice.
Anche i flussi retail aiutano a leggere meglio il momento. Secondo JPMorgan, nella settimana chiusa il 1° aprile i flussi retail sono scesi a 5 miliardi di dollari, sotto la media delle ultime 12 mesi di 6,9 miliardi. Inoltre, i piccoli investitori hanno comprato soprattutto ETF (+6,6 miliardi) e venduto azioni singole (-1,6 miliardi). È un segnale di cautela: meno convinzione sui singoli nomi, più ricerca di esposizioni ampie o difensive.
Dunque, il rialzo di ieri sembra più una scommessa su un esito ordinato nel brevissimo che un vero ritorno di fiducia strutturale. Finché energia, inflazione e geopolitica restano così intrecciate, il quadro rimane fragile.
~ About Markets
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⚠️ BREAKING | L’Iran respinge la proposta di cessate il fuoco degli Stati Uniti, chiedendo invece la fine permanente della guerra, secondo quanto riportato da IRNA.
Teheran ha inviato la risposta a Washington tramite il Pakistan: il documento, articolato in 10 punti, include richieste su riapertura sicura dello Stretto di Hormuz, ricostruzione e rimozione delle sanzioni.
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Immersione per eliminare il rumore e riprendere da dove avevamo lasciato…..
About Markets🦾
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⚠️ BREAKING | USA, Iran e mediatori regionali discutono un possibile cessate il fuoco di 45 giorni per evitare un’escalation, secondo Axios.
• “Last-ditch effort” per prevenire attacchi su larga scala contro infrastrutture civili iraniane e possibili ritorsioni su impianti energetici e idrici nel Golfo
• Struttura in due fasi: tregua di 45 giorni (eventualmente estendibile) durante cui negoziare la fine definitiva della guerra
• Trump ha presentato più proposte negli ultimi giorni, ma Teheran non ha ancora accettato
• Deadline fissata da Trump a martedì ore 20:00 ET (estesa nelle ultime ore)
• Canali negoziali attivi tramite mediatori pakistani, egiziani e turchi + contatti diretti tra Witkoff e il ministro Araghchi
• Sul tavolo i nodi chiave: riapertura dello Stretto di Hormuz e gestione dell’uranio arricchito (rimozione o diluizione)
• L’Iran non vuole un accordo “temporaneo” stile Gaza/Libano senza garanzie concrete
• Piano operativo USA-Israele per attacchi su infrastrutture energetiche iraniane già pronto
• Mediatori avvertono: prossime 48 ore decisive, rischio escalation “devastante” per l’intera regione
• Probabilità di accordo nel breve ancora considerate basse
Futures USA in recupero completo: il mercato prezza la speranza di de-escalation, ma il rischio di escalation resta estremamente elevato.
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⚠️ BREAKING
🇺🇸 Trump:
“Martedì sarà il giorno delle centrali elettriche e dei ponti, tutto insieme, in Iran. Non avete mai visto nulla del genere!!! Aprite quello stramaledetto Stretto, maledetti pazzi, oppure vivrete all’inferno.”
Non è una buona Pasqua per Donald…
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🐣 Buona Pasqua a tutta la community di About Markets! 📈
Oggi mettiamo in pausa i grafici, chiudiamo i terminali e lasciamo che l'unica candela verde della giornata sia quella sulla tavola imbandita.
Che questa Pasqua porti a tutti voi:
🔹Dividendi di serenità da incassare con i propri cari.
🔹Un trend rialzista di salute e felicità.
🔹Zero volatilità nei momenti di relax.
Sappiamo che i mercati non dormono mai veramente, ma per oggi l'unico asset che conta è il tempo di qualità.
Auguri di cuore a tutti i consulenti, trader, investitori e appassionati del canale! 🥂🐰
Ci rivediamo alla riapertura dei mercati per continuare a navigare insieme i movimenti del mondo finanziario.
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⚠️ BREAKING | Teheran alza il tono dopo il jet USA abbattuto
from 'regime change' to 'Hey! Can anyone find our pilots? Please?'
Il presidente del Parlamento iraniano ironizza sugli USA dopo l’abbattimento dell’F-15E, ridicolizzando la gestione del conflitto e la ricerca dei piloti.
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🚨 ⚠️ BREAKING | Escalation significativa nel conflitto USA–Iran
Secondo Axios e media statali iraniani, l’Iran avrebbe abbattuto un caccia USA (probabilmente un F-15E Strike Eagle). Operazioni di ricerca in corso per due membri dell’equipaggio. Prime immagini diffuse mostrerebbero rottami e seggiolino eiettabile. Washington non ha ancora confermato.
👉 Sarebbe il primo jet USA abbattuto dall’inizio della guerra, segnando un salto di livello nello scontro diretto.
Rischio escalation reale.
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In sostanza, il dato sull’occupazione americana è migliore di quanto sembri guardando solo il mese scorso, ma un po’ meno forte di quanto sembri.
Il mercato si fermerà ovviamente sui 178mila nuovi posti di lavoro, un numero molto sopra le attese di 65mila e persino oltre la stima più alta del panel Bloomberg. Questo, a prima vista, restituisce l’immagine di un job market ancora sorprendentemente resiliente. Anche il tasso di disoccupazione che scende al 4,3% dà un’impressione iniziale positiva.
Però sotto la superficie il quadro è più sfumato. Prima di tutto, febbraio è stato rivisto al ribasso a -133mila da -92mila, quindi una parte della forza di marzo arriva dopo un mese precedente più debole di quanto si pensasse. È vero che la revisione netta a due mesi è solo di -7mila, quindi il danno complessivo non è enorme, ma il messaggio resta: il mercato del lavoro continua a essere molto rumoroso e volatile.
Il punto più importante è che il calo del tasso di disoccupazione non arriva da un boom dell’occupazione “vera”, bensì in larga parte da una partecipazione al lavoro leggermente più bassa. Infatti l’occupazione rilevata dall’indagine sulle famiglie è scesa di 64mila unità, ed è il terzo calo mensile consecutivo. Quindi sì, il tasso di disoccupazione migliora, ma non per i motivi migliori possibili.
Anche il fronte salari racconta una storia meno calda: +0,2% mese su mese e +3,5% anno su anno, entrambi sotto attese. È un dato importante perché segnala che le pressioni salariali stanno rallentando e che il mercato del lavoro, pur reggendo, non sta più generando quella tensione inflazionistica vista in passato. Non a caso il dato annuale sui salari è il più basso dal maggio 2021.
Quindi la lettura corretta è questa: il report non è debole, anzi rispetto al disastro apparente di febbraio è nettamente migliore. Però non è nemmeno così forte come suggerisce il titolo sui payrolls. La creazione di posti di lavoro tiene, ma partecipazione e salari indicano un mercato del lavoro meno brillante e meno “surriscaldato”.
Per il mercato questo significa che un eventuale rialzo iniziale dei rendimenti obbligazionari potrebbe anche ridimensionarsi, proprio perché il dato headline è forte ma i dettagli interni sono più morbidi. In altre parole: report buono per evitare paure di hard landing, ma non abbastanza forte da riaccendere da solo una narrativa davvero hawkish.
