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Analisi indipendenti su mercati finanziari, macroeconomia, AI e tecnologia. Nessun segnale di trading. https://aboutmarkets.it/ 🔹Alessio Garzone @alessiogarzone 🔹 Carlo De Luca @carlo_de_luca Gamma Capital Markets
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BREAKING NEWS: Un giudice federale ordina alla Casa Bianca di ripristinare immediatamente l’accesso a CNN, MSNBC e Politico, sospendendo per 14 giorni il divieto imposto da Trump.
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BREAKING NEWS — SALE LA TENSIONE TRA RUSSIA E NATO
▪️ Un elicottero militare russo Mi-8 è entrato per pochi secondi nello spazio aereo polacco arrivando da Kaliningrad. La Polonia ha fatto decollare subito i caccia e ritiene che Mosca possa aver voluto testare i tempi di reazione della NATO.
▪️ Intanto Francia e Lettonia hanno avviato colloqui per coinvolgere Riga nella nuova strategia francese di deterrenza nucleare europea. Al momento non significa che verranno installate bombe nucleari in Lettonia, ma che Parigi vuole estendere maggiormente la propria protezione strategica ai Paesi dell’Est Europa.
▪️ Nelle stesse ore è circolata anche un’indiscrezione secondo cui l’intelligence americana avrebbe segnalato il rischio di possibili operazioni russe con droni contro Italia, Spagna e Francia, anche attraverso mezzi presenti nel Mediterraneo. Su questo punto, però, non ci sono conferme ufficiali. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dichiarato che l’Italia non ha ricevuto alcun allarme di questo tipo attraverso i propri canali di intelligence o militari.
▪️ Il quadro generale resta comunque chiaro: la tensione tra Russia e NATO sta aumentando e l’Europa sta accelerando gli investimenti in difesa aerea, droni, radar, sistemi antimissile e deterrenza strategica.
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📌 Avviso per consulenti e clienti
Oggi saremo impegnati in una revisione approfondita delle strategie Best Brands e Robotics & AI.
Dopo diverse analisi e una serie di approfondimenti sui principali temi di mercato, abbiamo deciso di apportare cambiamenti rilevanti alla composizione dei portafogli, con l’obiettivo di adeguare il posizionamento alle nuove dinamiche che stiamo osservando.
Nel corso della giornata condivideremo maggiori dettagli sulle modifiche effettuate e sulle motivazioni alla base delle nostre scelte.
Grazie a tutti.
Team Gestioni
Gamma Capital Markets
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COSA GUARDIAMO DOPO IL VERTICE (PARTE 2/2)
(about markets)
▪️ Il tema più sottovalutato potrebbe essere il petrolio.
Cina e Stati Uniti hanno entrambi interesse alla stabilità delle grandi rotte energetiche, pur disponendo di strumenti molto diversi. Washington sta cercando anche il coinvolgimento cinese sul dossier iraniano, mentre Pechino mantiene rapporti economici profondi con Teheran.
Con Hormuz sotto pressione e parte del traffico marittimo aumentato attraverso Bab el-Mandeb, il petrolio è diventato una variabile macro ancora più importante.
Se dal dialogo arrivassero progressi credibili sulla sicurezza delle rotte, l’effetto potrebbe andare ben oltre il settore energetico: meno premio geopolitico sul greggio, minori costi di trasporto e produzione, minore pressione sull’inflazione e, a parità di altre condizioni, un ambiente più favorevole anche per il mercato obbligazionario.
Per l’Europa sarebbe particolarmente rilevante, vista la maggiore dipendenza dalle importazioni energetiche.
▪️ Poi c’è Taiwan.
Qui guarderemmo soprattutto alle parole utilizzate nei comunicati e alle decisioni concrete. Taiwan resta uno dei dossier centrali dell’incontro e uno dei punti più sensibili della relazione USA-Cina.
Un linguaggio più disteso può ridurre temporaneamente il rischio percepito dai mercati. Per parlare di un cambiamento strutturale servirebbero segnali molto più profondi.
▪️ Infine c’è il calendario.
Il 3 novembre arrivano le elezioni di midterm. Diversi osservatori hanno collegato questa fase di maggiore stabilità commerciale anche alla volontà di evitare nuovi shock economici e di mercato nelle settimane precedenti al voto. Dopo le elezioni gli incentivi politici potrebbero cambiare, mentre i costi economici di un’eventuale escalation resterebbero comunque elevati.
Per questo il dato che seguiremo più attentamente è quanto dura davvero la stabilità costruita intorno alla foto di rito che faranno.
La proroga fino al 10 gennaio compra tempo. Vedremo se quel tempo verrà utilizzato per costruire accordi più solidi oppure semplicemente per preparare la negoziazione successiva.
Dal punto di vista dei mercati, qualche mese di minore incertezza ha già un valore: permette alle aziende di pianificare meglio, riduce il rischio di shock improvvisi e può sostenere il sentiment.
Perché questa distensione diventi qualcosa di più duraturo serviranno però risultati che arrivino all’economia reale: forniture più affidabili, investimenti che ripartono, minori costi e maggiore visibilità sugli utili.
È lì che una tregua diplomatica diventa davvero una storia di mercato.
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USA–CINA: IL VERTICE CHE COMPRA TEMPO (PARTE 1/2)
(about markets)
Xi Jinping è a Washington e il primo risultato è già arrivato: Stati Uniti e Cina hanno concordato di allungare di due mesi la tregua commerciale, dal 10 novembre al 10 gennaio 2027. È una notizia positiva per i mercati perché allontana il rischio immediato di una nuova escalation. La parte interessante, però, è capire cosa stanno facendo le due potenze con il tempo che si stanno comprando.
Quello che pensiamo noi è che Washington e Pechino stanno cercando di rendere gestibile una competizione che resta strutturale.
▪️ Il commercio continua, mentre le dipendenze strategiche vengono ridotte.
La Cina mantiene una posizione dominante nella raffinazione delle terre rare e nella produzione dei magneti. Gli Stati Uniti controllano invece alcuni dei principali colli di bottiglia della tecnologia avanzata.
È una forma di deterrenza economica reciproca. Entrambe le parti possono creare costi seri all’altra e proprio per questo hanno interesse a evitare che ogni tensione diventi una crisi.
La tregua serve soprattutto a questo.
Per un’impresa qualche mese di stabilità permette di gestire scorte, forniture e ordini. Per decidere dove costruire una fabbrica da miliardi servono anni di visibilità. Per questo una distensione diplomatica può convivere perfettamente con nuovi investimenti americani nelle terre rare e con la corsa cinese all’autosufficienza tecnologica.
Le filiere continuano lentamente a separarsi, solo con meno rumore.
▪️ Anche il possibile accordo commerciale da circa 30 miliardi di dollari va letto con attenzione.
Da mesi le due parti lavorano su riduzioni tariffarie reciproche per circa 30 miliardi di dollari di scambi, concentrate soprattutto sui beni meno sensibili. Agricoltura ed energia sono tra i dossier discussi.
Sarebbe utile per le aziende coinvolte e aiuterebbe il clima tra i due Paesi. La parte più delicata resta quella legata a chip avanzati, tecnologie strategiche e sicurezza nazionale.
Qui si vede quanto sia cambiata la relazione.
Il valore economico di un prodotto conta, ma conta ancora di più il posto che occupa nella catena produttiva. Un componente relativamente piccolo può diventare decisivo se la sua assenza ferma una fabbrica.
Terre rare e semiconduttori lo hanno reso evidente.
▪️ Sull’intelligenza artificiale il vertice può aprire un canale di comunicazione.
Washington e Pechino hanno discusso anche di sicurezza dell’AI, modelli open-weight e possibili meccanismi di comunicazione in caso di incidenti rilevanti.
Per i mercati, però, c’è una domanda ancora più interessante.
I modelli cinesi stanno diventando sempre più competitivi sul prezzo. Se questa pressione continuerà, l’AI potrebbe diffondersi ancora più rapidamente perché diventa meno costosa da utilizzare. Per chi sviluppa i modelli, invece, difendere margini molto elevati potrebbe diventare più difficile.
Ed è un punto che secondo noi vale la pena tenere a mente:
la crescita dell’AI e la crescita degli utili di ogni singola azienda esposta all’AI possono seguire strade molto diverse.
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Buongiorno
24 settembre 2026
Wall Street chiude in calo, appesantita dal brusco rialzo dei rendimenti Treasury. PMI USA molto più forti delle attese, nuove pressioni sui prezzi, toni restrittivi della Fed e una debole asta a cinque anni hanno riacceso il timore di tassi più alti più a lungo. Il Russell 2000 è il più penalizzato, mentre l’energia è l’unico settore in rialzo grazie al petrolio.
🇺🇸 USA
S&P 500 -0,75% | Nasdaq 100 -0,85% | Dow Jones -0,68% | Russell 2000 -1,77%
🇪🇺 Europa
Euro Stoxx 50 -0,38% | DAX -0,59% | CAC 40 -0,39% | FTSE MIB -0,21%
Settori USA
🟢 Migliori: Energy +1,04%, Industrials -0,11%, Consumer Staples -0,17%
🔴 Peggiori: Communication Services -1,89%, Utilities -1,88%, Consumer Discretionary -1,63%
I temi principali della giornata
▪️ Treasury sotto forte pressione. Il biennale è salito di 15 punti base al 4,90% e il decennale di 15,3 punti base al 5,11%, mentre il cinque anni è tornato sopra il 5% per la prima volta dal 2007.
Circa l’80-85% del movimento è arrivato dall’aumento dei tassi reali: il mercato sta prezzando crescita più forte, Fed più restrittiva, maggiore premio per la duration e un tasso neutrale potenzialmente più elevato.
▪️ I PMI rafforzano crescita e inflazione. Il manifatturiero preliminare è salito a 57,0 contro 53,6 atteso, i servizi a 58,7 contro 56,0 e il composito a 58,4, massimo da cinque anni.
A preoccupare i bond è stato soprattutto il balzo dei costi di input, il più rapido dall’ottobre 2022, alimentato da energia, trasporti e salari.
▪️ Fed ancora orientata alla stretta. Michael Barr ha affermato che probabilmente serviranno ulteriori rialzi per riportare l’inflazione al 2%. I future sui Fed Funds prezzano circa il 70% di probabilità di un aumento da 25 punti base a ottobre.
Per l’azionario conta anche la velocità del movimento: non è soltanto il livello dei tassi a creare problemi, ma quanto rapidamente aumenta il costo del capitale.
▪️ L’asta a cinque anni segnala domanda debole. L’emissione da 70 miliardi di dollari ha registrato una coda di 3,1 punti base, la seconda peggiore mai rilevata, con minore domanda indiretta e maggiore assorbimento da parte dei dealer.
Il Tesoro dovrà continuare a collocare volumi elevati mentre i rendimenti tornano sopra il 5%, mantenendo alta la pressione sulla parte lunga della curva.
▪️ La debolezza dell’azionario si sta ampliando. Per il settimo giorno consecutivo, e per 12 delle ultime 13 sedute, al NYSE i nuovi minimi hanno superato i nuovi massimi. Le small cap, più sensibili ai tassi, sono state ancora una volta le più penalizzate.
Goldman Sachs evidenzia inoltre un dato anomalo: quasi metà dei titoli dell’S&P 500 presenta oggi un beta negativo rispetto all’indice, un massimo storico. È un segnale della forte concentrazione dell’indice e dell’elevata dispersione tra pochi grandi titoli, soprattutto tech e AI, e il resto del mercato.
▪️ Petrolio in rialzo e mercato fisico ancora teso. Il WTI ha guadagnato +1,64 dollari a 92,16 e il Brent +2,71 dollari a 98,12. Teheran ha ridimensionato i progressi nei colloqui con Washington e restano tensioni nello Stretto di Hormuz.
Le indiscrezioni su un possibile stop temporaneo alle esportazioni USA di diesel hanno aumentato la volatilità. Intanto a Cushing i trader stanno pagando premi record per le consegne immediate, segnale di un mercato fisico ancora molto tirato.
Da monitorare oggi: vertice Trump-Xi, richieste settimanali di sussidio USA, asta Treasury da 44 miliardi a sette anni e interventi di Williams, Barkin, Hammack e Paulson.
Restano centrali anche USA-Iran, Stretto di Hormuz ed eventuali decisioni sulle esportazioni USA di diesel. Sul fronte tech, focus sull’agentic AI con Meta Connect e l’OpenAI Dev Day del 29 settembre.
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Scusate..qualcuno ha un po’ di carta e inchiostro da prestare?
C’è la sensazione che la stampante stia per tornare a fare gli straordinari…
👉🏼 https://lnkd.in/p/eNN2ukqP
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Siamo tornati a parlare di Meta con Paolo Di Maio su Il Fatto Quotidiano, stavolta di Muse, con il contributo di Alessio Garzone.
Il focus è stato sul nuovo agente AI di Meta, capace di svolgere attività direttamente per l’utente: acquistare online, inviare email, effettuare chiamate, prenotare servizi e navigare sul web.
▪️ Nell’articolo abbiamo sottolineato soprattutto la dimensione della scommessa di Zuckerberg sull’intelligenza artificiale: Meta ha portato la guidance di capex 2026 a circa 130–145 miliardi di dollari, destinati in larga parte a data center, capacità computazionale e infrastruttura AI.
▪️ Muse mostra però anche l’altra faccia dell’agentic AI: più autonomia significa maggiore utilità, ma anche la necessità di controllare attentamente azioni sensibili come pagamenti, email, credenziali e accesso ai dispositivi personali.
Per Meta la posta in gioco è ormai enorme: dopo investimenti di questa portata, trasformare l’AI in prodotti realmente utilizzati da miliardi di persone diventa uno dei passaggi centrali della strategia del gruppo.
Qui l’articolo completo 👇
https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/09/23/meta-muse-agente-intelligenza-artificiale-notizie/8515688/
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Treasury USA: rendimenti più alti, ma il segnale sotto la superficie è più costruttivo
▪️ Negli ultimi mesi i rendimenti dei Treasury a lunga scadenza sono saliti, ma il term premium sta scendendo. È un dettaglio importante: significa che il rialzo dei rendimenti non sembra essere guidato da una crescente richiesta di premio per detenere debito USA a lungo termine.
▪️ Il movimento è iniziato dopo l’annuncio del Tesoro di aumentare i buyback sui titoli a lunga scadenza ed è proseguito anche dopo il recente rialzo dei tassi della Fed. L’obiettivo dei riacquisti è migliorare liquidità e funzionamento del mercato dei Treasury.
▪️ In parallelo, il mercato sta prezzando una Fed più credibile nella lotta all’inflazione. I tassi si stanno avvicinando alle stime di neutralità e questo riduce, almeno per ora, il rischio che i rendimenti a lungo termine continuino a salire indipendentemente dalle future mosse della banca centrale.
▪️ Il grafico rende bene il punto: il Treasury 30Y resta sopra il 5,25%, mentre il term premium è sceso verso 0,7% da oltre 1,1%. Rendimenti elevati, quindi, ma con una composizione meno problematica rispetto a quella osservata durante l’estate.
▪️ Restano comunque dei rischi, soprattutto sul basis trade degli hedge fund e sulla possibilità che la Fed debba mantenere una politica più restrittiva del previsto. Per ora, però, il mercato sembra accogliere positivamente la combinazione tra interventi del Tesoro e politica monetaria della Fed.
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Mercati in rosso: tornano a pesare tassi e petrolio
Seduta negativa sui mercati, con il Nasdaq in calo di circa l’1% e l’S&P 500 in territorio negativo. Il movimento sembra avere un filo conduttore piuttosto chiaro: economia americana ancora molto forte, rendimenti in rialzo e petrolio che torna sopra i $100.
▪️ Il PMI composito USA di settembre è salito a 58,4, contro 55,3 atteso e 56,0 precedente, massimo degli ultimi cinque anni. Sono aumentati nuovi ordini, occupazione e pressioni sui prezzi. Un dato molto forte, che riduce l’urgenza di una Fed più accomodante e riporta in primo piano il rischio inflazione.
▪️ La reazione è evidente sui Treasury: 2 anni al 4,87%, 10 anni al 5,05% e 30 anni al 5,36%. Il rialzo è più marcato sulle scadenze brevi e intermedie e lo spread 5-30 anni è crollato verso 42 punti base. È un bear flattening della curva: il mercato sta prezzando tassi elevati più a lungo proprio sulle scadenze che incidono maggiormente sul costo di finanziamento di aziende, mutui e investimenti.
▪️ Questo spiega anche perché il Nasdaq stia soffrendo più degli altri indici. Dopo la forte corsa delle ultime sedute, il rapido aumento dei rendimenti torna a comprimere le valutazioni dei titoli growth e tecnologici, più sensibili al tasso di sconto.
▪️ A complicare il quadro c’è il petrolio, con Brent e WTI in rialzo di oltre il 2%. Il Brent è nuovamente sopra $100 al barile: un movimento che, se proseguisse, potrebbe mantenere elevate le aspettative di inflazione proprio mentre i dati macro continuano a sorprendere al rialzo.
Oggi il mercato sta reagendo a una combinazione poco favorevole per l’azionario: crescita ancora molto forte + inflazione potenzialmente più persistente + rendimenti in salita. Dopo il rally recente, soprattutto sul tech, basta questo per innescare prese di profitto e riportare pressione sul Nasdaq.
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🚨 BREAKING NEWS — AMAZON LANCIA UN NUOVO AGENTE AI PER I VENDITORI TERZI
Amazon ha appena annunciato un importante aggiornamento di Seller Assistant, il suo agente AI costruito su Amazon Bedrock e sui modelli Claude di Anthropic.
▪️ Seller Assistant può ora lavorare 24/7 per conto dei venditori, monitorando inventario, prezzi, pubblicità, inserzioni e compliance.
▪️ I nuovi workflow permettono all’agente di agire autonomamente anche quando il venditore non è collegato. Può, ad esempio, segnalare il deterioramento delle recensioni, individuare opportunità competitive o modificare automaticamente i prezzi entro parametri prestabiliti.
▪️ Ogni azione viene registrata in un audit log completo e il venditore può decidere se l’AI debba limitarsi a suggerire oppure possa intervenire direttamente.
▪️ Arriva anche una memoria persistente: Seller Assistant ricorda strategie di pricing, cicli di inventario e obiettivi del venditore, mantenendo il contesto tra Seller Central, Amazon Quick e Claude.
▪️ Amazon afferma che il servizio è già disponibile a oltre il 90% dei partner di vendita globali e che più del 90% delle raccomandazioni viene accettato.
La mossa era quasi nell’aria. Dopo aver bloccato Muse di Meta, Amazon risponde accelerando direttamente sul fronte degli agenti AI, portando il concetto di agentic AI dentro uno dei più grandi ecosistemi commerciali al mondo.
Il punto interessante è proprio questo: dopo Meta, anche Amazon sta trasformando gli agenti AI da semplici chatbot a software capaci di osservare, decidere ed eseguire attività reali in autonomia.
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S&P 500 sui massimi, ma...
▪️ L’S&P 500 è tornato molto vicino ai massimi storici e, guardando soltanto l’indice, il quadro resta chiaramente positivo.
▪️ Se però guardiamo cosa sta succedendo ai singoli titoli, il segnale è meno convincente: da cinque sedute consecutive ci sono più società che segnano nuovi minimi a 52 settimane rispetto a quelle che fanno nuovi massimi. Nell’ultimo mese, inoltre, l’S&P 500 è salito dell’1,2%, mentre 9 settori su 11 hanno chiuso in negativo.
In sostanza, l’indice continua a reggere grazie alla forza di un numero relativamente ristretto di titoli, mentre una parte più ampia del mercato sta mostrando maggiore debolezza.
Non è un segnale che anticipa necessariamente una correzione, ma è qualcosa da osservare con attenzione. Un rialzo sostenuto da più settori e da un numero maggiore di titoli sarebbe sicuramente più solido; al contrario, se questa divergenza dovesse continuare, il mercato diventerebbe progressivamente più fragile.
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META, MUSE E IL NUOVO MONDO DEGLI AGENTI AI
J.P. Morgan ha pubblicato un report molto interessante su Muse, il nuovo agente AI di Meta. Il punto fondamentale è capire cosa cambia rispetto ai chatbot che conosciamo oggi: Muse vuole fare le cose al posto nostro, non semplicemente dirci come farle.
▪️ Facciamo un esempio semplicissimo. Oggi possiamo chiedere a un chatbot: “Trovami un ristorante a Roma”. Lui ci dà qualche suggerimento, poi dobbiamo aprire i siti, controllare la disponibilità e prenotare. Con un agente AI l’obiettivo diventa: “Prenotami un ristorante a Roma domani alle 21 per quattro persone”. A quel punto è l’AI a cercare, controllare e completare la prenotazione.
Lo stesso principio può essere applicato praticamente a tutto: comprare un prodotto, prenotare un volo o un hotel, gestire il calendario, rispondere alle email, controllare gli abbonamenti o cercare un rimborso.
▪️ Perché il mercato si è entusiasmato? Perché per una volta non abbiamo soltanto una bella demo tecnologica: le persone stanno iniziando realmente a utilizzare il prodotto. Muse è arrivata al primo posto tra le app gratuite più scaricate negli Stati Uniti e, secondo i dati riportati da J.P. Morgan, i download giornalieri negli USA hanno già superato quelli delle principali applicazioni di Meta come Instagram, WhatsApp, Facebook, Threads e Messenger.
▪️ Qui entra in gioco probabilmente il vantaggio più grande di Meta: la distribuzione. Meta possiede già Instagram, Facebook, WhatsApp e Messenger. Se riesce a costruire un buon agente AI, quindi, non deve partire da zero per trovare gli utenti: possiede già una gigantesca rete attraverso cui distribuirlo.
▪️ E come farà Meta a guadagnarci? Probabilmente non subito. Per ora l’obiettivo sembra essere far utilizzare Muse al maggior numero possibile di persone. Ma il modello economico futuro è abbastanza intuitivo.
Se Muse ci prenota un hotel da 1.000 euro, Meta potrebbe ricevere una piccola commissione. Se compra per noi un prodotto, prenota un ristorante o porta un nuovo cliente a un’azienda, potrebbe trattenere una percentuale della transazione. A questo potrebbero aggiungersi abbonamenti per chi utilizza molto il servizio.
▪️ Ma la parte più interessante arriva dopo. Immaginiamo che tra qualche anno anche le aziende abbiano il proprio agente AI.
Noi diciamo al nostro agente: “Organizzami un weekend a Parigi”.
Il nostro agente potrebbe parlare direttamente con l’agente della compagnia aerea, con quello dell’hotel e con quello del ristorante. Potrebbe confrontare prezzi, disponibilità e condizioni e organizzare tutto senza che noi dobbiamo aprire dieci applicazioni diverse.
In pratica potremmo passare da un Internet nel quale siamo noi a navigare tra siti e app, a un Internet nel quale deleghiamo il lavoro a degli agenti che comunicano tra loro.
Muse potrebbe diventare molto più di una nuova app AI. Meta sta cercando di posizionarsi come uno dei possibili intermediari attraverso cui in futuro compreremo prodotti, prenoteremo servizi e svolgeremo una parte crescente delle nostre attività digitali.
Ma se gli agenti AI diventassero davvero una delle nuove porte d’ingresso a Internet, la battaglia non sarebbe più soltanto su chi costruisce il modello AI migliore. Sarebbe soprattutto su chi controlla il rapporto tra l’agente, il consumatore e le aziende.
Ed è qui che avere già miliardi di utenti potrebbe diventare il vero vantaggio competitivo di Meta.
▪️ Chi potrebbe beneficiarne? Se l’agentic AI dovesse diffondersi su larga scala, i primi beneficiari potrebbero essere AMD, Arm e Intel sul lato CPU, Micron, SK Hynix e Samsung sul fronte memoria e TSMC come produttore dei chip che alimentano questa nuova infrastruttura.
Più a valle, Meta potrebbe beneficiare non solo della maggiore adozione dell’AI, ma anche della possibilità di monetizzare le transazioni effettuate direttamente attraverso Muse.
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Buongiorno
23 settembre 2026
Wall Street chiude una seduta molto dispersiva: il Nasdaq 100 aggiorna i massimi storici grazie alla nuova fiammata sull’intelligenza artificiale, mentre finanziari ed energia frenano il resto del mercato. Il petrolio scende sulle nuove aperture diplomatiche tra Stati Uniti e Iran, ma i rendimenti Treasury restano elevati con una Fed ancora molto attenta all’inflazione.
🇺🇸 USA
S&P 500 +0,00% | Nasdaq 100 +0,82% | Dow Jones -0,36% | Russell 2000 +0,51%
🇪🇺 Europa
Euro Stoxx 50 +0,08% | DAX +0,10% | CAC 40 +0,20% | FTSE MIB -0,53%
Settori USA
🟢 Migliori: Materials +1,90%, Consumer Staples +1,20%, Technology +0,63%
🔴 Peggiori: Financials -1,98%, Energy -1,01%, Communication Services -1,01%
I temi principali della giornata
▪️ Nasdaq ancora sui massimi, ma il mercato sotto la superficie è molto meno forte. Il Nasdaq 100 ha chiuso a 30.732 punti, nuovo record, sostenuto ancora una volta dai titoli legati ad AI, semiconduttori e memoria. Al contrario, il settore finanziario è stato pesantemente venduto. Il nuovo timore è che gli agenti AI possano comprimere commissioni e margini di banche, broker, assicurazioni, viaggi e di tutti quei business che oggi guadagnano facendo da intermediari tra il cliente e un servizio.
▪️ Ma l’AI non doveva prendersi una pausa? Evidentemente la pausa è durata più o meno il tempo di ordinare un caffè. Nel giro di pochissimo il mercato si è ritrovato davanti una nuova raffica di modelli e, soprattutto, una guerra sempre più aggressiva su prestazioni e prezzi. OpenAI ha Astra per i lavori più complessi e agentici, Sol per il lavoro professionale avanzato, Terra come compromesso tra potenza e costo e Luna per task veloci ed economici. Sulle API parliamo rispettivamente di circa $10/$50, $4/$20, $2/$12 e $0,20/$1,20 per milione di token input/output. Anthropic gioca la stessa partita con Fable, Opus e Sonnet. Insomma: altro che rallentamento. Modelli migliori, prezzi più bassi e release sempre più ravvicinate. Se questa è la pausa, immaginiamo quando ricominceranno ad accelerare.
▪️ Il petrolio scende sulla diplomazia USA-Iran. WTI -1,85 dollari a 90,52 e Brent a 95,41. Trump ha definito “molto produttivo” l’incontro di circa tre ore tra funzionari americani e iraniani a New York e ha anticipato nuovi colloqui a breve. A spingere il greggio al ribasso anche il riavvio dell’oleodotto saudita Est-Ovest e il possibile ritorno di maggiori volumi da Yanbu. La prudenza resta però necessaria: fonti iraniane hanno smentito le indiscrezioni secondo cui Teheran sarebbe già pronta a riaprire Hormuz in cambio della semplice revoca del blocco americano.
▪️ Treasury quasi immobili nonostante il calo del petrolio. Il rendimento del decennale è salito leggermente al 4,97%, il 30 anni al 5,30%. Normalmente un calo così marcato dell’energia avrebbe aiutato maggiormente i bond, ma il mercato continua a fare i conti con una Fed restrittiva. Collins vede ancora un rialzo nel 2026, mentre Barkin ritiene che i rischi sull’inflazione restino superiori a quelli sul mercato del lavoro.
▪️ Dollaro ancora forte. Il DXY ha toccato 100,70 prima di ritracciare leggermente. Il mercato continua quindi a comprare dollari nonostante il miglioramento sul fronte energetico, segnale che la componente tassi resta dominante. Deboli euro, yen, sterlina e dollaro canadese, mentre l’oro ha chiuso in rialzo.
Da monitorare: oggi arrivano i PMI preliminari di settembre, mentre continueranno a dominare le notizie provenienti dall’ONU e soprattutto i negoziati tra Stati Uniti e Iran. Parleranno anche Barr della Fed e Lane, Cipollone e Vujcic della BCE. Sul fronte obbligazionario partirà l’asta da 70 miliardi di dollari sul Treasury a 5 anni. Sullo sfondo resta il vertice Trump-Xi previsto giovedì, altro appuntamento potenzialmente importante per commercio, terre rare e tecnologia.
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Il nostro post su linkedin per chi volesse commentare o metterci un graditissimo like
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Una nostra collega, Fabiana Fraticelli, è intervenuta in un articolo di Rita Annunziata per The Signal dedicato ai rischi che oggi accompagnano Wall Street.
Il punto centrale è semplice: dopo anni di rendimenti eccezionali, il mercato americano parte da valutazioni elevate, con una forte concentrazione sui grandi titoli tecnologici e con rendimenti obbligazionari tornati molto competitivi. Fabiana sottolinea quindi l’importanza di rivalutare il peso del tech, aumentare la diversificazione e distinguere le società capaci di trasformare gli investimenti nell’AI in utili e flussi di cassa reali.
https://www.thesignalmedia.com/allarme-fondo-sovrano-neozelandese-su-wall-street/
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Il nostro Carlo De Luca è intervenuto in diretta, dagli studi di Sky TG24, insieme a Mariangela Pira per parlare degli attuali rischi e delle opportunità sui mercati, tra scenario macro, valutazioni e temi da monitorare nei prossimi mesi.
Per chi se la fosse persa, qui trovate l’intervista completa:
https://www.youtube.com/watch?is=VYxoH8_oG99SBBkH&v=p875YkWj3jQ&feature=youtu.be
