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Pensiero Verticale

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Armare le parole. Costruire il pensiero. Alimentare consapevolezza.

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Da una parte Ettore, il principe troiano che combatte fino alla fine per difendere la sua città, la sua famiglia e il suo popolo. Dall’altra Leonida, il re spartano che con i suoi 300 ferma l’esercito persiano alle Termopili, sapendo che non tornerà vivo. Due guerrieri di epoche diverse, uniti dallo stesso coraggio senza tempo: quello di chi guarda la morte in faccia e non indietreggia. Chi tra loro ti ispira di più? Commenta qui sotto!

In un tempo in cui il dibattito pubblico appare sempre più polarizzato, la questione dei limiti della libertà di espressione
In un tempo in cui il dibattito pubblico appare sempre più polarizzato, la questione dei limiti della libertà di espressione torna al centro della riflessione culturale e politica. Chi stabilisce che cosa sia legittimo dire? Dove finisce il confronto e dove inizia la censura? E quale ruolo giocano paura, memoria storica e tensioni ideologiche nella definizione di questi confini? La 3ª conferenza di BIBLIS si propone di affrontare questi interrogativi con uno sguardo critico e plurale. Attraverso il contributo di voci autorevoli e prospettive differenti, l’incontro intende stimolare un confronto aperto sui meccanismi, espliciti e impliciti, che regolano oggi il discorso pubblico. Interverranno Alberto Busacca, Boni Castellane e Peter Gomez, protagonisti di un dialogo che promette di essere tanto stimolante quanto necessario, tra analisi, provocazioni e riflessioni sul presente. Un’occasione per interrogarsi, senza pregiudizi, su libertà, responsabilità e democrazia nel nostro tempo. Da non perdere! 🔥

Le parole di Gianni Rodari restano una riflessione durissima sulle responsabilità spesso inconsce dei genitori nell’educazione dei figli. Molti adulti credono di proteggere i ragazzi, ma finiscono invece per renderli fragili, insicuri e privi di spirito critico. Per paura del conflitto o per conformismo, si tende a correggere ogni slancio, frenare ogni eccesso, soffocare la curiosità e l’immaginazione. Un figlio che fa troppe domande viene visto come difficile; uno che sogna troppo viene invitato a “mettere la testa a posto”. Così, poco alla volta, si formano giovani abituati a chiedere approvazione invece che a costruire una coscienza propria. Rodari coglie un punto essenziale: molte debolezze delle nuove generazioni non nascono dal nulla, ma da un’educazione che, inconsapevolmente, preferisce l’obbedienza alla libertà interiore. E quando si spegne il coraggio di pensare, si cresce magari un figlio educato, ma non un uomo davvero libero. #filosofia #politicaitaliana #storia #accaddeoggi #governo

Non è più una domanda da salotto, ma un dubbio concreto. L’Europa è davvero destinata a scomparire, schiacciata tra guerre, p
Non è più una domanda da salotto, ma un dubbio concreto. L’Europa è davvero destinata a scomparire, schiacciata tra guerre, perdita di identità e irrilevanza geopolitica? O siamo già oltre il punto di non ritorno? Mentre le élite parlano di stabilità e progresso, il continente mostra crepe sempre più evidenti: confini fragili, economie sotto pressione, istituzioni distanti dai cittadini. E nel frattempo, il mondo cambia velocemente. La 2° conferenza della giornata di BIBLIS - Rassegna della Libera Editoria mette sul tavolo domande scomode e risposte fuori dal coro. Nessun linguaggio diplomatico, nessuna narrazione rassicurante: solo analisi, fatti e posizioni nette. A confrontarsi tre voci libere e controcorrente: Marco Rizzo, da sempre critico verso l’impianto europeo; Gianandrea Gaiani, esperto di scenari militari e strategici; Fausto Biloslavo, reporter di guerra. Se l’Europa sta finendo, qualcuno dovrebbe avere il coraggio di dirlo. Se invece può ancora salvarsi, è il momento di capire come.

Il Primo Maggio non è solo una festa, è una domanda: che valore ha oggi il lavoro? Dà dignità, stabilità e futuro oppure solo fatica e precarietà? Una società si misura da come tratta chi lavora, non da come lo celebra. Stiamo ancora costruendo una società degna dell’uomo? #politicaitaliana #governo #notizie #politica #destra

Milano, 1975. Un gruppo di studenti convinti di fare la rivoluzione decide che chi la pensa diverso va punito. È così che la storia di Sergio Ramelli, 18 anni, si intreccia con quella dei suoi aggressori: un’idea, un tema scritto a scuola, e poi l’odio che prende il posto della giustizia. Un racconto diretto, senza alibi, su ciò che resta quando la politica diventa violenza e su un peso che non passa col tempo. A Sergio, che ha pagato con la vita il diritto di pensare liberamente.

La giornata di Biblis comincia con un incontro ideato dall'Associazione Una Voce nel Silenzio, dedicato a comprendere le tras
La giornata di Biblis comincia con un incontro ideato dall'Associazione Una Voce nel Silenzio, dedicato a comprendere le trasformazioni profonde che stanno attraversando il continente africano, oggi sempre più al centro di tensioni geopolitiche, conflitti armati e nuovi interessi globali. Dalle guerre dimenticate alle strategie delle potenze internazionali, fino al ruolo delle risorse naturali e ai cambiamenti degli equilibri regionali, l’Africa emerge come uno spazio decisivo per leggere il presente e immaginare il futuro degli assetti mondiali. A guidare la riflessione saranno Padre Dieu-Donné Dissou, voce diretta e testimone delle dinamiche locali, e la saggista e docente Anna Boni, impegnata nell’analisi dei contesti internazionali e dei conflitti contemporanei. Un dialogo aperto tra esperienza sul campo e approfondimento giornalistico, per andare oltre le semplificazioni e restituire complessità a un continente troppo spesso raccontato per stereotipi.

A Firenze, la targa di Norma Cossetto viene colpita ancora. Non è vandalismo: è il riflesso di un’Italia spaccata, dove esist
A Firenze, la targa di Norma Cossetto viene colpita ancora. Non è vandalismo: è il riflesso di un’Italia spaccata, dove esistono morti “giusti” e morti da cancellare. Nel giorno della Festa della Liberazione, c’è chi celebra e chi vede negata la propria memoria. Le foibe restano una verità scomoda, e allora si colpiscono i simboli, si strappa via ciò che disturba il racconto dominante. Non è solo una targa: è la prova che questo Paese non ha mai fatto pace con la sua storia. E forse, una certa parte, non vuole nemmeno farla. #notizie #firenze #cronaca #governo #politicaitaliana

Il 25 aprile è semplice, no? Da una parte i giusti, dall’altra i “cattivi”. Almeno… così ci piace raccontarlo. Perché la storia la scrive chi vince, e chi vince decide anche cosa mostrare e cosa far sparire. Aprile ’45: il ventennio crolla, e mentre si grida “liberazione” c’è anche altro. Esecuzioni, vendette, conti regolati nel caos della fine. Sangue versato lontano dalle piazze, lontano dai cori, lontano dalla versione ufficiale. Perché la guerra non finisce pulita, e la linea tra giustizia e vendetta… a volte scompare. Il 25 aprile è anche questo: storie che non fanno comodo, e che per questo… non raccontiamo. Questo video noi lo dedichiamo a tutti gli uomini e tutte le donne che hanno donato il sangue per l'onore d'Italia. #storia #accaddeoggi #notizie #politicaitaliana #governo

Milano si prepara ad accogliere le voci più libere e indipendenti dell’editoria. Il 23 maggio arriva Biblis – Rassegna della
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Milano si prepara ad accogliere le voci più libere e indipendenti dell’editoria. Il 23 maggio arriva Biblis – Rassegna della libera editoria: un’occasione unica per scoprire progetti editoriali fuori dai circuiti tradizionali, incontrare editori, sfogliare libri, conoscere idee nuove e lasciarsi sorprendere da storie che meritano spazio. Un’intera giornata dedicata alla creatività, alla sperimentazione e alla passione per i libri, dove ogni pagina diventa un atto di libertà. Approfondimenti sui temi più scottanti dell'attualità, in compagnia di prestigiosi ospiti, completano il programma dell'evento. Se ami leggere, esplorare e sostenere la cultura indipendente, questo è il posto giusto.

Milano si accende sotto la Madonnina: in piazza del Duomo migliaia di persone rispondono alla chiamata della Lega, trasformando il centro della città in un’arena politica carica di partecipazione. Nonostante le contromanifestazioni, la piazza si riempie di bandiere, slogan e interventi, con diversi partecipanti intervistati che raccontano il senso della mobilitazione. Dalle voci raccolte emerge un messaggio forte: la remigrazione viene definita “un concetto d’amore”, ma solo se accompagnata da regole chiare e integrazione reale. Sullo sfondo, la rivendicazione dell’identità culturale e storica di Milano e dell’Occidente, da difendere insieme alle proprie tradizioni. #politica #politicaitaliana #governo #notizie #cronaca

L’anima non è chiamata a diventare ciò che vuole. È chiamata a ricordare ciò che è. Il mondo moderno ci sussurra: «Reinventati, dimentica il passato, crea te stesso dal nulla». Ma l’antica saggezza greca, attraverso la voce di Socrate, ci invita con amore: «Conosci te stesso… e diventa ciò che sei». Questo cammino è sacro, a volte doloroso, a volte drammatico. Perché riconoscere le proprie ferite, le proprie radici e i propri limiti è un atto di profonda guarigione dell’anima. Solo chi si conosce davvero può tornare a casa dentro di sé. E tu che ne pensi? Faccelo sapere nei commenti!

Biblis sta arrivando. Il 23 maggio a Milano prende vita Biblis – Rassegna della libera editoria: una giornata dedicata a chi
Biblis sta arrivando. Il 23 maggio a Milano prende vita Biblis – Rassegna della libera editoria: una giornata dedicata a chi crede nei libri come spazio di libertà, ricerca e incontro. Case editrici indipendenti, autori, lettori si ritrovano per condividere idee, storie e visioni. Un programma ricco di conferenze, presentazioni e momenti di comunità. Biblis è un invito: a fermarsi, sfogliare, discutere, scoprire. A ritrovare il senso profondo dell’editoria libera, tra parole che aprono mondi e relazioni che costruiscono futuro. Ti aspettiamo!

Quasi 6 milioni di stranieri, il 9,1% della popolazione. +143mila in un anno. Non è emergenza: è una trasformazione struttura
Quasi 6 milioni di stranieri, il 9,1% della popolazione. +143mila in un anno. Non è emergenza: è una trasformazione strutturale gestita senza strategia. Il punto centrale è il lavoro. 2,4 milioni occupati, ma anche il 16,9% dei disoccupati. Significa una cosa semplice: una quota rilevante di immigrazione finisce nei segmenti a bassa produttività. Il risultato è una pressione costante verso il basso su stipendi e diritti, soprattutto per i lavoratori italiani più esposti. Nelle scuole il dato è ancora più netto: oltre 930mila studenti stranieri, quota triplicata in vent’anni. Parallelamente crollano le nascite italiane. Non è percezione: è un cambio demografico reale che lo Stato continua a non governare. Sul piano culturale, l’Islam è la prima religione tra gli stranieri (31%). senza un modello imposto dallo Stato, le differenze non si integrano: si consolidano e diventano fratture. Se lo Stato non impone una direzione, la direzione la impongono i numeri. E quando accade, non si torna indietro.

Oggi l’Ungheria ha voltato pagina. Dopo 16 anni di governo guidato da Viktor Orbán e dal partito Fidesz, le elezioni parlamen
Oggi l’Ungheria ha voltato pagina. Dopo 16 anni di governo guidato da Viktor Orbán e dal partito Fidesz, le elezioni parlamentari hanno visto la vittoria del partito di opposizione Tisza, guidato da Péter Magyar. Secondo le prime proiezioni e i risultati parziali, Tisza si avvia a ottenere una netta maggioranza, mentre Fidesz registra una sconfitta chiara. È la fine di un’era politica che ha segnato profondamente il Paese e che ha rappresentato, per molti, un punto di riferimento nella difesa della sovranità nazionale e delle scelte indipendenti dell’Ungheria all’interno dell’Unione Europea. Chi ha seguito con attenzione questi anni non può non provare una certa delusione di fronte a questo cambio di rotta. L’Ungheria si appresta ora a una nuova fase politica, con interrogativi aperti sul futuro del Paese e sul suo ruolo in Europa. La democrazia ha parlato. Ora si vedrà quale direzione prenderà.

Non una semplice professione, non solo un modo onesto di "portare a casa la pagnotta" ogni giorno, forse nemmeno soltanto una mera passione di talentuosi artigiani dell'inchiostro su pelle, ma una vera e propria missione: quella che unisce arte e vocazione, dove empatia e responsabilità sociale si fondono in un autentico inno all'estro e alla creatività. Ecco a voi il secondo episodio della serie social "Inciso sulla pelle", dedicata al mondo del tatuaggio.

In un mondo sempre più instabile, la vera sicurezza sembra non essere più qualcosa di garantito: dipenderà sempre di più da c
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In un mondo sempre più instabile, la vera sicurezza sembra non essere più qualcosa di garantito: dipenderà sempre di più da come scegliamo di vivere ogni giorno. Questa non è una guida alla rinuncia, ma alla libertà: meno dipendenze, più autonomia. Meno individualismo, più comunità. Meno illusioni, più responsabilità. Forse il futuro non sarà fatto di comfort illimitato. Ma potrà essere costruito su basi molto più solide: consapevolezza, relazioni vere, spirito di adattamento, capacità di affrontare le difficoltà senza delegare tutto agli altri. Prepararsi non significa avere paura. Significa tornare a essere padroni della propria vita. #notizie #cronaca #italia #governo #politicaitaliana

Pasqua non è solo resurrezione, è trasformazione. Nel caos di oggi, il vero cambiamento è interiore: restare lucidi, consapevoli e umani. Rinascere non è tornare come prima, è diventare qualcosa di nuovo. #accaddeoggi #storia #pasqua #cristianesimo #notizie

Per vincere a Zenica, in Bosnia, devi essere come il suo stadio pare suggerire: duro,ruvido ma autentico. E quest’Italia, che
Per vincere a Zenica, in Bosnia, devi essere come il suo stadio pare suggerire: duro,ruvido ma autentico. E quest’Italia, che manca la terza edizione consecutiva di un Mondiale, la lezione sembra averla imparata. Ci è voluta la sofferenza delle grandi occasioni, ma contava il risultato, come nella più classica delle italiche tradizioni calciofile. E non è mancato un pizzico di quell’eroismo, ossia l’aver giocato in 10 per più di un’ora, che tinge di epico una partita che, in fondo, poteva essere persa solo dagli 11 metri, malgrado il coraggio, nonostante lo spirito di lotta dimostrato da un’Italia di cui andare comunque fieri. Serviva una Nazionale così: operaia, “sporca”, senza i filtri di una mentalità da calcio patinato con cui si conquistano le prime pagine, ma non le vittorie. C’è del buono, forse, in questa triste serata bosniaca: ripartire dalla base del calcio, dal rumore e dal furore della gente di Zenica, che ha permesso a un popolo di vedere la gloria di un Mondiale tutto da giocare.

A Carcassonne il nuovo sindaco, Christophe Barthès, ha fatto una scelta semplice ma potente: lasciare solo la bandiera francese sul municipio, rimuovendo la bandiera europea e quindi ridimensionando l'importanza dell’Unione. Un gesto immediato, concreto, che ha acceso il dibattito. Per qualcuno è provocazione. Per altri, un segnale necessario. Perché il punto è proprio questo: quale Europa vogliamo? Quella dei popoli o quella delle burocrazie? È fondamentale distinguere: una cosa è l’Europa, fatta di storia, identità e civiltà comuni; un’altra è l’Unione europea, sempre più percepita come una struttura tecnocratica che impone regole economiche uniformi, spesso lontane dalla realtà dei territori. Negli anni, questa distanza è cresciuta. Il gesto di Carcassonne non è contro l’Europa. È contro un certo modello di integrazione: quello che mette al centro i mercati invece dei popoli. Perché senza popoli, l’Europa resta solo un’idea. E senza radici, non può durare.