Compagnia della Chiesa Poverella
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TRENTATREESIMO GIORNO (30 MAGGIO)
Dolcezza di Gesù Cristo nelle Sue opere
(cf. Filotea mariana, 78-79)
Meditazione
1) "Egli fece bene ogni cosa" (Mc 7, 37): cioè tutto fece con tanta giustizia, sapienza, santità e dolcezza che non è possibile rilevarvi difetto alcuno. Poveri e fanciulli Gli tenevano dietro come fosse un loro pari e Gli si accalcavano attorno per potergli essere vicini. Con quale benignità abbracciava e benediceva i fanciulli!
2) Chi potrà poi descrivere la Sua benevolenza con i peccatori? Con quale dolcezza trattò la Maddalena; con quale condiscendenza convertì la Samaritana; con quale misericordia perdonò l’adultera! Con quale carità sedette al desco dei peccatori pubblici, fino a venir tacciato di essere l’amico dei pubblicani e dei peccatori! Con quale bontà e umiltà procurò di accattivarsi il cuore del traditore lavandogli i piedi e chiamandolo amico! Infine con quale carità chiese perdono al Padre per i suoi carnefici scusandoli per la loro ignoranza! Oh, come la Sapienza incarnata è bella, dolce e caritatevole! Bella nell’eternità, quale splendore del Padre e immagine della Sua bontà; bella nel tempo, perché formata dallo Spirito Santo pura e senza macchia per essere incanto degli occhi e dei cuori degli uomini.
3) Non si creda che Gesù, ora glorioso in cielo, sia meno dolce e accondiscendente, giacché la Sua gloria perfeziona, in qualche modo, la Sua dolcezza: Egli desidera non tanto apparire quanto perdonare, non tanto sfoggiare le ricchezze della Sua gloria, quanto quelle della Sua misericordia. Nelle apparizioni ai Santi, Suoi amici, non si mostrò tra fulmini e tuoni, ma in modo dolce e benigno: non rivestì la maestà del Dio degli eserciti, ma la tenerezza di uno sposo e la dolcezza di un amico. Apparve ad un certo Carpo, che lo pregava di vendicarsi di alcuni malvagi, e gli disse: "Carpo, tu mi conosci. Sai cosa i peccatori mi sono costati? Perché vuoi che li danni? Sarei pronto a morire di nuovo per ognuno di essi". Altra volta si mostrò al beato Enrico Suso e con grazioso sorriso gli disse: "Figlio, dammi il tuo cuore". Dopo ciò non ameremo noi questa Sapienza incarnata, che ci ha amati più della propria vita e la cui bellezza e dolcezza sorpassa quanto vi è di più bello e di più dolce in cielo e in terra? Come Enrico Suso, non Le faremo dono totale e irrevocabile del nostro Cuore? (cf. Amore dell’Eterna Sapienza).
"Lasciate che i bambini vengano a me e non lo impedite loro, poiché di chi è come loro è il regno dei cieli" (Mc 10, 14).
Pratica
Sei giunto al termine della tua preparazione. Nei primi dodici giorni hai meditato ciò a cui rinunziare: è così poco e dovresti, presto o tardi, lasciarlo ugualmente. Hai visto il dovere che hai di attendere alla tua santificazione e, nello stesso tempo, l’estrema tua miseria e impotenza a compiere ogni bene. Tuttavia Dio, nella Sua misericordia, ti ha svelato un prezioso segreto: la vera devozione a Maria, questa via breve, facile, sicura e immacolata per trovare Gesù, tuo unico tesoro in terra e tua eterna ricompensa in cielo. Il tuo cuore è già certamente deciso al gran passo e la tua anima piena di santo e impaziente entusiasmo di consacrarti tutto a Gesù per mezzo di Maria. Impiega quest’ultimo giorno a purificare sempre più il tuo cuore, che stai per offrire a Maria santissima, e ad espandere ai piedi Gesù tutta la tua gioia per la predilezione che ti ha mostrata.
Fioretto
Per dimostrare concretamente a Gesù, Sapienza incarnata, di esser pronto a donarti a Lui, fagli visita nel Santissimo Sacramento.
TRENTADUESIMO GIORNO (29 MAGGIO)
Bellezza e dolcezza di Gesù Cristo
(cf. Filotea mariana, 77-78)
Meditazione
1) Il Verbo eterno si incarnò per attirare i cuori degli uomini alla Sua amicizia e alla Sua imitazione; perciò si compiacque di adornarsi di tutte le amabilità e attrattive umane più sensibili e incantevoli. Dono dell’amore del Padre, effetto di quello dello Spirito Santo, Egli è tutto bontà e dolcezza. Nacque dalla più dolce, tenera e bella fra tutte le Madri; per spiegare la dolcezza di Gesù, bisogna prima spiegare la dolcezza di Maria. I Profeti lo chiamarono Agnello: per la Sua mitezza non spezzerà la canna incrinata né spegnerà il lucignolo fumigante (cf. Is 42, 3). Con tale nome lo salutò il Battista: "Ecce Agnus Dei!" (Gv 1, 36).
2) Il Suo nome Gesù, cioè Salvatore, non ci dice forse carità ardente, amore infinito, dolcezza ineffabile? Oh, come esso è dolce all’orecchio e al cuore di un’anima predestinata! Miele dolcissimo al palato, melodia soave all’orecchio, giubilo perfetto del cuore (san Bernardo di Chiaravalle). Gesù è dolce nel volto, nelle parole, nelle opere; ha un volto così amabile che incantava gli occhi e il cuore di quanti lo vedevano.
3) Gesù era dolce nelle Sue parole, con cui avvinceva quanti l’udivano senza invidia, sicché erano obbligati ad esclamare: "Nessuno ha mai parlato come Lui!" (Gv 7, 46). Quegli stessi che l’odiavano, sorpresi della Sua sapienza, si chiedevano: "Dove ha imparato tanta sapienza?" (cf. Mt 13, 54). Migliaia di poveri lasciavano casa e famiglia per seguirlo in luoghi deserti dimenticando cibo e bevanda e saziandosi solo della Sua parola. Fu con la dolcezza delle Sue parole che attrasse al Suo seguito gli Apostoli, guarì i malati, consolò gli afflitti. Disse alla Maddalena, tutta desolata, questa sola parola: "Maria" e la colmò di gioia e consolazione (cf. Gv 20, 16).
"Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna" (Gv 6, 69).
Pratica
Recita le Litanie del Santissimo Nome di Gesù (https://www.centrosangiorgio.com/armi_soprannaturali/litanie_nome_di_gesu/litanie_ssmo_nome_gesu.htm).
Fioretto
Per conoscere la bontà del Cuore di Gesù, rinuncia alla visione di una trasmissione che ti interessa per leggere i capitoli 13-17 del Vangelo di san Giovanni.
TRENTUNESIMO GIORNO (28 MAGGIO)
Il mistero dell’Incarnazione è il trono della misericordia, della liberalità e della gloria di Dio
(cf. Filotea mariana, 76-77)
Meditazione
1) Questo mistero è il trono della Sua misericordia a nostro riguardo, poiché, come non possiamo avvicinarci a Gesù se non per mezzo di Maria, così non ci è possibile vederlo e parlargli se non per mezzo di Maria. Gesù, che esaudisce sempre la Sua diletta Madre, mediante Lei accorda sempre grazia e misericordia ai poveri peccatori.
2) Questo mistero è il trono della Sua liberalità verso Maria, poiché, mentre Egli, quale novello Adamo, dimorò in questo vero paradiso terrestre, vi operò in segreto tante meraviglie che né gli Angeli né gli uomini le comprendono.
3) Questo mistero è il trono della Sua gloria per il Padre, poiché in Maria Gesù Cristo placò perfettamente il Padre Suo irritato contro gli uomini, Lo risarcì perfettamente della gloria toltagli dal peccato e, col sacrificio che vi fece della Sua volontà e di Se stesso, gli procurò maggior gloria che mai non gliene avrebbero data tutti i sacrifici dell’antica Legge; infine Gli rese una gloria infinita, che Egli non aveva mai fino allora ricevuta dall’uomo (cf. Trattato, 243).
"Accostiamoci dunque con fiducia al trono della grazia" (Eb 4, 16).
Pratica
Avrai una speciale devozione per questa preghiera:
O Gesù vivente in Maria,
venite a vivere nei Vostri servitori,
nel Vostro spirito di santità,
nella pienezza della Vostra forza,
nella perfezione delle Vostre vie,
nella verità delle Vostre virtù,
nella comunione dei Vostri misteri;
dominate su ogni potenza nemica,
nel Vostro Spirito, per la gloria del Padre.
Amen.
(Jean-Jacques Olier)
Fioretto
Per avere visivamente presente il mistero dell’Incarnazione, cerca un’immagine dell’Annunciazione e collocala in un posto prominente adornandola come vuoi.
TRENTESIMO GIORNO (27 MAGGIO)
Dobbiamo imitare Gesù Cristo nella Sua dipendenza da Maria
(cf. Filotea mariana, 75-77)
Meditazione
1) Quelli che vogliono abbracciare questa devozione avranno uno speciale culto per il grande mistero dell’Incarnazione del Verbo, che la Chiesa celebra il 25 Marzo ed è il mistero proprio di questa devozione. Infatti questa devozione fu ispirata dallo Spirito Santo: a) per imitare l’ineffabile dipendenza che Dio Figlio volle avere da Maria per dar gloria a Dio Suo Padre e salvare le nostre anime, dipendenza che appare in modo specialissimo in questo mistero in cui Gesù è prigioniero e schiavo nel seno della divina Maria e dipende da Lei per ogni cosa; b) per ringraziare Dio delle grazie incomparabili che fece a Maria e soprattutto per averla scelta come Sua degnissima Madre, scelta che ebbe luogo in questo mistero. Sono questi i due fini principali della schiavitù di Gesù Cristo in Maria.
2) Dico "schiavitù di Gesù in Maria" perché in questo mistero non si può vedere Gesù se non in Maria, residente e regnante in Maria, con la quale è così unito che Gesù è tutto in Maria e Maria tutta in Gesù: o piuttosto Maria non è più, ma Gesù è tutto solo in Lei; sarebbe più facile separare la luce dal sole che Maria da Gesù, di modo che Nostro Signore si può chiamare "Gesù di Maria" e la santissima Vergine "Maria di Gesù".
3) Non posso fermarmi a spiegare le eccellenze e le grandezze del mistero di Gesù vivente e regnante in Maria; dirò solo che: a) questo è il primo mistero di Gesù Cristo, il più nascosto, il più sublime, il meno conosciuto; b) in questo mistero Gesù, stando nel seno di Maria – perciò chiamata dai Santi "aula sacramentorum" (sala dei segreti di Dio) – scelse, d’accordo con Lei, tutti gli eletti; c) in questo mistero Gesù operò tutti i misteri della Sua vita che poi seguirono, avendo fin da allora accettato di compierli, cosicché questo mistero è un compendio di tutti i misteri, poiché contiene la volontà e la grazia di tutti.
"Ecco, tu concepirai nel tuo grembo e darai alla luce un figlio a cui porrai nome Gesù" (Lc 1, 31).
Pratica
Avrai una speciale devozione per l’Angelus.
Fioretto
Per cominciare a praticare la dipendenza da Maria, chiedi consiglio a Lei, in spirito di obbedienza filiale, prima di prendere una decisione, anche ordinaria.
VENTINOVESIMO GIORNO (26 MAGGIO)
Siamo di Gesù e di Maria
(cf. Filotea mariana, 19-22)
Meditazione
1) Da ciò che Gesù Cristo è a nostro riguardo, bisogna concludere che noi, come dice l’Apostolo, non ci apparteniamo, ma siamo cosa del tutto Sua in quanto Sue membra e Suoi schiavi, che Egli ha pagati infinitamente cari, a prezzo cioè di tutto il Suo Sangue. Prima del Battesimo, infatti, eravamo del demonio, ma il Battesimo ci ha resi veri schiavi di Gesù Cristo, che devono vivere, lavorare e morire unicamente al fine di portare frutto per questo Dio-Uomo, di glorificarlo nel proprio corpo e di farlo regnare nella propria anima, essendo Sua conquista, popolo da Lui acquistato e Sua eredità (cf. 1 Pt 2, 9).
2) Gesù Cristo vuol cogliere qualche frutto dalle nostre misere persone, cioè le nostre opere buone, le quali, del resto, Gli appartengono in modo esclusivo. Gesù Cristo, come è l’unico principio, così deve essere l’unico fine di tutte le nostre opere buone; inoltre noi dobbiamo servirlo non solo come servi salariati, ma quali "schiavi d’amore" che, mossi non da timore ma da grande affetto, si danno a Lui e si consacrano al Suo servizio per il solo onore di appartenergli. Non vi è nulla che ci faccia appartenere in modo più assoluto a Gesù Cristo e alla Sua santa Madre quanto la schiavitù volontariamente abbracciata secondo l’esempio di Cristo stesso, che prese "forma di schiavo" per amore nostro (cf. Fil 2, 7), e di Maria, che si proclamò "ancella del Signore" (cf. Lc 1, 38).
3) Ciò che si dice in modo assoluto di Gesù Cristo, si può dire in modo relativo di Maria. Si può dunque dirsi e rendersi schiavi d’amore di Maria santissima per essere così più perfettamente schiavi di Gesù Cristo. Se Maria è Regina del cielo e della terra, non ha forse altrettanti sudditi quante sono le creature? Non è allora ragionevole che, fra tanti schiavi per forza, ve ne siano di quelli per amore, i quali, di buon grado, si scelgano Maria come sovrana? Gli uomini e i demoni avranno i loro schiavi volontari e Maria non ne avrebbe alcuno?
"Liberati dal peccato, siete divenuti schiavi della giustizia. […] Ora offrite le vostre membra quali schiave alla giustizia per la santificazione" (Rm 6, 18-19).
Pratica
Dedica questa giornata a ringraziare Dio della grazia del Battesimo, rinnova le promesse battesimali e prendi l’abitudine di festeggiarne l’anniversario.
Fioretto
Per praticare concretamente l’obbedienza al Signore, acconsenti a una richiesta di cosa lecita da parte di una persona verso la quale non hai obblighi speciali.
VENTOTTESIMO GIORNO (25 MAGGIO)
Gesù Cristo fine ultimo della devozione a Maria
(cf. Filotea mariana, 17-19)
Meditazione
1) Chi è Gesù Cristo? È il nostro Salvatore, vero Dio e vero uomo; Egli deve essere perciò il fine ultimo di tutte le nostre devozioni: diversamente, esse sarebbero false e ingannevoli. Gesù è l’Alfa e l’Omega, il principio e il fine di ogni cosa. Noi non lavoriamo, come dice l’Apostolo (cf. Col 1, 28), se non per rendere ogni uomo perfetto in Gesù Cristo; in Lui solo, infatti, risiedono con tutta la pienezza della divinità tutte le altre pienezze di grazie, di virtù e di perfezioni; in Lui solo siamo stati benedetti con ogni sorta di benedizione spirituale.
2) Cos’è Gesù Cristo per noi? Gesù è:
- l’unico Maestro da cui dobbiamo imparare;
- l’unico Signore da cui dipendere;
- l’unico Capo cui essere uniti;
- l’unico Modello cui conformarci;
- l’unico Medico che deve guarirci;
- l’unico Pastore che deve nutrirci;
- l’unica Via che deve guidarci;
- l’unica Verità che dobbiamo credere;
- l’Vita che deve vivificarci;
- in ogni cosa, il nostro unico Tutto, che deve bastarci.
3) Gesù è la nostra unica salvezza: "Non fu dato altro nome sotto il cielo che il nome di Gesù, grazie al quale noi dovessimo essere salvi" (At 4, 12). Dio non ha posto per noi altro fondamento di salvezza, di perfezione e di gloria all’infuori di Gesù Cristo; qualunque edificio che non sia stabilito su questa pietra irremovibile posa sopra mobile sabbia e inevitabilmente, presto o tardi, cadrà. Ogni fedele non unito a Lui quale tralcio al ceppo della vite cadrà, seccherà e sarà atto soltanto ad esser gettato sul fuoco. Fuori di Lui tutto è traviamento, menzogna, iniquità, inutilità, morte e dannazione ma, finché siamo in Gesù Cristo e Gesù Cristo è in noi, nessun timore di finire dannati: né i demoni dell’inferno né qualsiasi altra creatura ci può nuocere, perché non può separarci dalla carità di Dio che è in Cristo (cf. Rm 8, 35-39): per mezzo di Gesù Cristo, con Gesù Cristo, in Gesù Cristo noi possiamo qualsiasi cosa, rendendo ogni onore e gloria al Padre nell’unità dello Spirito Santo. Se dunque stabiliamo la solida devozione di Maria santissima, è solo per stabilire più perfettamente quella di Gesù Cristo, solo per dare un mezzo facile e sicuro di trovare Gesù Cristo. Se la devozione a Maria allontanasse da Gesù Cristo, bisognerebbe rigettarla quale illusione diabolica (Trattato, 61-62).
"Io sono la via, la verità e la vita" (Gv 14, 6).
Pratica
Dopo il Vangelo, nessun libro ti sia più caro dell’Imitazione di Cristo: non c’è alcun problema di cui non ti dia la chiave né alcun sentimento cristiano di cui non determini o rievochi il valore e l’opportunità.
Fioretto
Per testimoniargli il tuo amore, compi un atto di devozione al Crocifisso perdonando di cuore a qualcuno che ti abbia offeso.
VENTISETTESIMO GIORNO (24 MAGGIO)
Per amare Gesù Cristo, bisogna conoscerlo
(cf. Filotea mariana, 73-75)
Meditazione
1) Si ama ciò che si conosce; si ama così poco Gesù perché non Lo si conosce affatto o molto poco. Quasi nessuno studia come si deve questa sovreminente scienza di Cristo, che pure è la più nobile, la più dolce, la più utile e necessaria di tutte le scienze e cognizioni del cielo e della terra. È anzitutto la più nobile, perché ha per oggetto ciò che vi è di più sublime: la Sapienza increata e incarnata, che racchiude in Sé tutta la pienezza, sia della divinità che dell’umanità, e compendia tutta la Creazione. "Gesù Cristo è tutto ciò che potete e dovete desiderare: desideratelo, andatene in cerca, perché Egli è l’unica e preziosa perla per il cui acquisto non dovete esitare a vendere quanto possedete" (san Giovanni Crisostomo). "Non si vanti il saggio della sua sapienza, né il forte della sua forza, né il ricco delle sue ricchezze, ma chi si gloria tragga la sua gloria dal conoscere me" (Ger 9, 23-24), non dal conoscere altro (cf. Amore dell’Eterna Sapienza, 8-9).
2) Nulla è più soave della conoscenza di Gesù. Beato chi Lo ascolta, più beato chi Lo desidera e Lo cerca, ma più beato ancora chi custodisce le Sue vie e gusta in cuor suo questa dolcezza infinita che è la gioia dell’eterno Padre e la gloria degli Angeli. Se si sapesse quale piacere gusta un’anima che conosce la bellezza, la bontà e le attrattive di Gesù, specie quando le fa udire: "Gustate e vedete quanto è buono il Signore!" (Sal 33[34], 9; cf. Amore dell’Eterna Sapienza, 10).
3) Nulla, infine, di più utile e necessario, poiché la vita eterna consiste nel conoscere Dio e il Figlio Suo, Gesù Cristo (cf. Gv 17, 3). Sapere Gesù Cristo, Sapienza incarnata, è sapere abbastanza; saper tutto e non sapere Lui è non saper nulla. A che ti serviranno tutte le altre scienze, se non hai quella di Gesù Cristo, che è l’unica necessaria alla salvezza eterna e il centro cui tutte devono convergere? Quantunque il grande Apostolo sapesse tante cose e fosse così versato nella cultura umana, diceva di non credere di sapere altro che Gesù crocifisso (cf. 1 Cor 2, 2; cf. Amore dell’Eterna Sapienza, 11).
"La sua frequentazione non è sgradevole e la sua compagnia non è noiosa, ma arreca soltanto letizia e gioia" (Sap 8, 16).
Pratica
Ti raccomando caldamente la lettura del Vangelo, nel quale Gesù è rimasto in mezzo a noi come in una seconda Eucaristia. Abbine una copia in casa, conservalo religiosamente, leggilo spesso con attenzione e fede. Se ne leggerai anche solo una decina di versetti al giorno, vedrai quali vantaggi ne ricaverai.
Fioretto
Per fare il primo passo, rinuncia alla lettura di un articolo di attualità che ti interessa e, dopo aver invocato lo Spirito Santo, leggi attentamente una pericope evangelica.
VENTISEIESIMO GIORNO (23 MAGGIO)
Vantaggi della vera devozione
(cf. Filotea mariana, 36-39)
Meditazione
1) Conoscenza di sé: col lume che, mediante Gesù Cristo e i buoni uffici di Maria, ottenuti con la fedele pratica di questa devozione, ti donerà lo Spirito Santo, conoscerai il tuo cattivo fondo, la corruzione e l’incapacità di bene che sono effetto del peccato originale, così da poterti umiliare e da non disprezzare più nessuno. Puro amore: l’umiltà ti libererà da ogni scrupolo e timore servile, ti dilaterà il cuore con una santa fiducia in Dio, ispirandoti un amore tenero e filiale per Lui, e ti consentirà, grazie al dono di ogni tuo bene alla Vergine, di giovare al prossimo nel modo più efficace, in particolare ai peccatori e alle anime purganti (cf. Trattato, 213; 169; 171-172).
2) Partecipazione alla fede di Maria: fede pura, cioè non fondata sul sensibile e sullo straordinario; viva, perché animata dalla carità; ferma, in quanto resistente a ogni tempesta; penetrante, come una chiave che apre i misteri di Dio; coraggiosa, cioè capace di far intraprendere grandi opere per Dio e per le anime. Comunicazione dello spirito di Maria: se Ella regnerà sovrana nel tuo cuore, le Sue disposizioni interiori si riprodurranno in te, che diventerai così Sua copia vivente. Grande fiducia in Dio e in Maria: accostandoti a Cristo per mezzo di Lei, sarai certo di poter tutto ottenere; essendoti totalmente donato a Lei, che non si lascia mai vincere in generosità, riceverai in cambio Lei stessa, che è il "tesoro di Dio" (cf. Trattato, 214; 216-217).
3) Conformazione a Cristo: Maria è lo "stampo di Dio"; perciò chi, dopo essersi "fuso" mediante la mortificazione dell’uomo vecchio, si getta in esso, con poca spesa e in breve tempo è modellato in Gesù Cristo e Gesù Cristo in lui. Maggior gloria di Dio: Maria ti renderà partecipe delle Sue intenzioni, che danno più gloria al Signore di quelle di tutti i Santi, e purificherà le tue azioni, abbellendole e nobilitandole; ogni lode che Le rivolgi è da Lei indirizzata a Dio, poiché Maria è tutta relativa a Lui, è l’"eco di Dio" (cf. Trattato, 219-225).
"Venite a me, voi tutti che mi desiderate, e saziatevi dei miei frutti" (Sir 24, 26 Vulg.).
Pratica
Chiedi a Maria la grazia di conoscere, in modo dolce e proporzionato alla tua debolezza, il cattivo fondo lasciato nell’anima dal peccato originale.
Fioretto
Per accrescere la tua devozione mariana, sospendi le tue attività in un momento in cui ti costa e recita con amore una posta del Rosario.
VENTICINQUESIMO GIORNO (22 MAGGIO)
Caratteri della vera devozione a Maria
(cf. Filotea mariana, 25-26)
Meditazione
1) "Essa è interiore, cioè parte dal cuore e deriva dall’alta idea che si ha di Maria e dall’amore che Le si porta; è altresì tenera, cioè piena di fiducia in Lei, come quella di un bambino verso sua madre. L’anima ricorre a Lei, in tutte le sue necessità corporali e spirituali, con grande semplicità, confidenza e tenerezza, rivolgendosi a Lei, come alla sua vera e buona Madre, in ogni tempo, in ogni luogo, in ogni cosa: nei dubbi, per essere rischiarata; nei traviamenti, per essere raddrizzata; nelle tentazioni, per essere sostenuta; nelle debolezze, per essere fortificata; nelle cadute, per essere rialzata; negli scoraggiamenti, per essere rianimata; negli scrupoli, per essere liberata; nelle croci e travagli, per essere consolata" (Trattato, 106-107).
2) "Essa è santa, cioè porta a evitare il peccato e a imitare le virtù della Madonna, in particolare: a) la Sua umiltà profonda; b) la Sua fede viva; c) la Sua obbedienza perfetta; d) la Sua orazione continua; e) la Sua mortificazione universale; f) la Sua purezza assoluta; g) la Sua carità ardente; h) la Sua pazienza eroica; i) la Sua mitezza angelica; l) la Sua sapienza divina. Essa è perciò costante, cioè conferma l’anima nel bene rendendola fedele alle sue pratiche di pietà, nonché coraggiosa nell’opporsi alle mode e massime del mondo, agli stimoli della carne e alle tentazioni del demonio" (Trattato, 108-109).
3) "Essa è disinteressata, cioè porta l’anima a non cercare se stessa, bensì Dio solo nella Sua santa Madre, servendo Maria non per il proprio interesse temporale o eterno, fisico o spirituale, ma unicamente perché merita di essere servita, e amandola non per i favori che ne spera, ma perché è amabile in Se stessa. Perciò l’anima devota La ama e La serve non solo nelle consolazioni sensibili, ma anche nelle aridità" (Trattato, 110).
"Perciò decisi di condurla a vivere con me, sapendo che sarà per me consigliera di bene e conforto nelle cure e negli affanni" (Sap 8, 9).
Pratica
Verifica in quale misura la tua devozione mariana corrisponde a queste caratteristiche.
Fioretto
Per esprimerlo concretamente, compi per Maria un gesto di tenero e confidente amore filiale.
VENTIQUATTRESIMO GIORNO (21 MAGGIO)
Natura della vera devozione a Maria
(cf. Filotea mariana, 28-29)
Meditazione
1) "La perfezione consiste nell’essere uniti, conformi e consacrati a Cristo; perciò la più perfetta di tutte le devozioni è quella che ci unisce, conforma e consacra a Cristo nel modo più perfetto. Ora, essendo Maria, fra tutte le creature, la più conforme a Gesù Cristo, ne consegue che, di tutte le devozioni, quella che meglio unisce e conforma a Nostro Signore è quella a Maria santissima, così che più perfettamente un’anima sarà consacrata a Maria, più lo sarà a Gesù Cristo" (cf. Trattato, 120).
2) "La perfetta e integra consacrazione a Maria è quella con cui Le si offre tutto: a) il corpo con i suoi sensi e le sue membra; b) l’anima con le sue facoltà (memoria, intelletto e volontà); c) i beni esterni o di fortuna, presenti e futuri; d) i beni interni, cioè le opere buone e i meriti connessi, passati, presenti e futuri. In breve, quanto abbiamo e potremo avere nell’ordine della natura, della grazia e della gloria, senza nulla eccettuare né sperare altra ricompensa che l’onore di appartenere a Gesù Cristo per mezzo di Lei e in Lei, quand’anche questa amabile Padrona non fosse, come invece è sempre, la più generosa e la più riconoscente delle creature" (cf. Trattato, 121).
3) La consacrazione si fonda sul Battesimo, che è la base della vita cristiana; essa è uno sviluppo del mistero della nostra filiazione dal Padre e della nostra inserzione nel Corpo Mistico di Cristo. L’essenziale di questa devozione consiste appunto nel rinunciare al demonio, al mondo e a sé stessi per darsi interamente a Gesù Cristo per le mani di Maria. Essa è una rinnovazione perfetta delle promesse battesimali, perché a) fatta non per bocca di altri, ma direttamente e volontariamente; b) fatta in modo esplicito per mezzo di Maria; c) diamo anche ciò che né per i voti battesimali né per quelli religiosi siamo obbligati a dare, cioè il valore meritorio, soddisfattorio e impetratorio delle nostre azioni.
"Vivo non più io, ma Cristo vive in me" (Gal 2, 20).
Pratica
Con l’ausilio di un messalino, rinnova le promesse battesimali.
Fioretto
Per essere più libero di donarti totalmente a Cristo per le mani di Maria, compi un atto di mortificazione riguardante uno dei cinque sensi.
VENTITREESIMO GIORNO (20 MAGGIO)
Maria ci è necessaria per unirci a Dio
(cf. Filotea mariana, 72-73)
Meditazione
1) "Non si creda che Maria sia di impedimento all’unione con Dio: non vi è più Maria che vive, ma Gesù Cristo solo che vive in Maria. […] Maria è stata creata solo per Dio; quindi non soltanto impedisce a un’anima di fermarsi a Lei, ma la getta in Dio e a Lui tanto più strettamente la unisce quanto più perfettamente quest’anima è a Lei unita. Maria è l’eco meravigliosa di Dio, che risponde: “Dio” quando le si grida: “Maria”; che glorifica soltanto Dio, quando con sant’Elisabetta viene chiamata beata" (Segreto, 21).
2) "Sappi per certo che chi ha trovato Maria ha trovato ogni bene, ogni grazia presso Dio, ogni sicurezza contro i nemici, ogni vittoria contro le difficoltà, ogni soavità nelle amarezze della vita. Con ciò non si vuol dire che chi, per mezzo di una vera devozione, ha trovato Maria vada esente da croci e da patimenti; anzi, ne è assalito più di chiunque altri, poiché Maria, essendo Madre dei viventi, dà a tutti i Suoi figli pezzi dell’albero di vita, che è la Croce di Gesù; si vuol dire piuttosto che, se da una parte Maria prepara loro buone croci, dall’altra ottiene loro anche la grazia di portarle con pazienza e perfino con gioia, di modo che le croci che Ella dà a coloro che Le appartengono sono dolci anziché amare; ovvero, se per qualche tempo sentono l’amarezza del calice che necessariamente bisogna bere per essere amici di Dio, la consolazione e la gioia che questa buona Madre fa poi seguire alla tristezza li animano incredibilmente a portare croci ancor più pesanti e più amare" (cf. Segreto, 21-22).
3) Tutto si riduce quindi a saper trovare realmente la divina Maria, così da trovare con Lei l’abbondanza di ogni grazia. Vi sono parecchie devozioni vere a Maria, approvate dalla Chiesa, consigliate dai Santi, ma la più perfetta e la più atta a distaccarci dal mondo e da noi stessi per unirci a Gesù Cristo è quella della santa Schiavitù che ti prepari ad abbracciare.
"Insieme con lei mi sono venuti tutti i beni" (Sap 7, 11).
Pratica
Recita con fervore il Magnificat lodando Dio per ciò che ha realizzato in Maria.
Fioretto
Per renderla dolce con l’aiuto di Maria, ringrazia il Signore per una delle croci che ti ha dato da portare.
VENTIDUESIMO GIORNO (19 MAGGIO)
Maria ci è necessaria per trovare Gesù Cristo
(cf. Filotea mariana, 71-72)
Meditazione
1) "Considera come Maria è il grande stampo di Dio, fatto dallo Spirito Santo per formare al naturale un Dio-Uomo per mezzo dell’unione ipostatica e per formare un Uomo-Dio per mezzo della grazia. A questo stampo non manca nessun lineamento della divinità: chiunque vi sia gettato e si lasci inoltre maneggiare vi riceve tutti i lineamenti di Gesù Cristo" (Segreto, 17).
2) "Non vi è – né vi sarà mai – creatura in cui Dio sia più grande, fuor di se stesso e in se stesso, se non la divina Maria […]. Maria è il Paradiso di Dio e il Suo mondo ineffabile, ove Gesù è entrato per operarvi meraviglie, per custodirlo, per compiacervisi. Egli ha creato un mondo per l’uomo viatore (ed è questo che noi abitiamo); ha creato un mondo per l’uomo beato (e questo mondo è il Paradiso); ha poi creato un mondo per Se stesso a cui ha dato nome Maria: mondo, questo, sconosciuto a quasi tutti i mortali di quaggiù, incomprensibile anche a tutti gli Angeli e Beati del Cielo, i quali, meravigliati di vedere Dio così alto, così distante da tutti loro, nascosto nel Suo mondo, che è la divina Maria, esclamano incessantemente: Santo, santo, santo!" (Segreto, 19).
3) "Beata, mille volte beata è quaggiù quell’anima a cui lo Spirito Santo rivela il segreto di Maria perché lo conosca, a cui apre questo giardino chiuso perché vi entri, questa fonte sigillata perché vi attinga e beva a gran sorsi le acque vivificatrici della grazia! Quest’anima non troverà se non Dio solo, senza creatura, in quest’amabile Creatura, ma Dio, al contempo, infinitamente santo ed elevato, infinitamente condiscendente e proporzionato alla propria debolezza. Dio, essendo dappertutto, si può dappertutto trovare, fin nell’Inferno; ma non vi è luogo in cui la creatura possa trovarlo più vicino a sé e più proporzionato alla propria debolezza che in Maria, poiché appunto per questo Egli vi discese. Dovunque Egli è il pane dei forti e degli Angeli, ma in Maria è il pane dei figli" (Segreto, 20).
Pratica
Oggi procura di vivere spiritualmente in questo Paradiso di Cristo col pensiero e con l’amore, affidandoti tutto a Maria affinché faccia di te una perfetta immagine di Lui.
Fioretto
Per facilitare l’opera di Maria in te, cogli un’occasione di esercitare la pazienza.
VENTUNESIMO GIORNO (18 MAGGIO)
Maria ci è necessaria per essere veri figli della Chiesa
(cf. Filotea mariana, 70-71)
Meditazione
1) "Considera che, come nell’ordine della natura è necessario che un figlio abbia un padre e una madre, così, nell’ordine della grazia, è necessario che un vero figlio della Chiesa abbia Dio per padre e Maria per madre; tanto che, se egli si gloriasse di aver Dio per padre e non avesse verso Maria la tenerezza di un figlio, sarebbe un impostore che avrebbe solo il demonio per padre" (Segreto, 11).
2) "Avendo Maria formato il Capo dei predestinati, che è Gesù Cristo, tocca pure a Lei formare le membra di questo Capo, che sono i veri cristiani; nessuna madre, infatti, forma il capo senza le membra o le membra senza il capo" (Segreto, 12).
3) "Chi dunque aspira ad essere membro di Gesù Cristo deve essere formato in Maria mediante la grazia di Gesù Cristo, la quale risiede in Lei pienamente per venir comunicata pienamente ai veri membri di Cristo e ai veri Suoi figli" (Segreto, 12).
Pratica
Ringrazia il Signore che, conoscendo la tua debolezza, ti ha reso facile il santificarti dandoti Maria santissima. Tu, però, come hai approfittato di un così grande mezzo di santificazione? Quale posto ha Maria nella tua vita spirituale?
Fioretto
Per suscitare in te il desiderio di diventare un membro sempre più perfetto del Corpo Mistico, recita la coroncina del Fateci santi (https://www.tempodipreghiera.it/corona-del-fateci-santi/).
VENTESIMO GIORNO (17 MAGGIO)
Maria ci è necessaria per santificarci
(cf. Filotea mariana, 70-71)
Meditazione
1) Devi farti santo: "O anima, immagine vivente di Dio, riscattata dal Sangue prezioso di Gesù Cristo, il tuo Signore vuole che tu divenga santa come Lui in questa vita e gloriosa come Lui nell’altra. L’acquisto della santità di Dio è sicura tua vocazione: là devono quindi mirare tutti i tuoi pensieri, tutte le tue parole, tutte le tue azioni, tutte le tue pene e tutti i movimenti del tuo essere; altrimenti tu resisti a Dio, non facendo ciò che per cui Egli ti ha creata e per cui ti conserva" (Segreto, 3).
2) "Oh, opera stupenda! [...] ma opera difficile in se stessa e impossibile con le sole forze della natura. [...] Come farai tu, anima predestinata? Di quali mezzi ti servirai per salire fin dove Dio ti chiama? I mezzi di salvezza e di santificazione tutti li conoscono [...] ma, per servirsi di essi, è assolutamente necessaria la grazia di Dio e questa, più o meno abbondantemente, a tutti è concessa" (Segreto, 3-5).
3) "Il Signore, però, non concede a tutti la Sua grazia nella stessa misura e intensità, sebbene a ciascuno la dia sufficiente [...]. Tutto si riduce dunque a trovare un mezzo facile di ottenere da Dio la grazia necessaria per diventare santi: questo mezzo precisamente voglio indicarti. Ora io dico che, per trovare questa grazia di Dio, bisogna trovare Maria, perché Ella sola ha trovato grazia davanti a Dio, e per Sé e per tutti gli uomini" (cf. Segreto, 5-7).
"Io sono la madre del bell’amore, del timore, della scienza e della santa speranza. In me è ogni grazia di via e di verità, in me ogni speranza di vita e di virtù" (Sir 24, 24-25 Vulg.).
Pratica
Eccita in te un vivo desiderio di farti santo ad ogni costo e affidalo a Maria. Comincia fin da questo momento, poiché non sei sicuro del domani.
Fioretto
Per ottenere da Lei più abbondanti grazie di santificazione, offri a Maria una pena fisica o spirituale.
DICIANNOVESIMO GIORNO (16 MAGGIO)
Conclusione della prima settimana
(cf. Filotea mariana, 68-69)
Meditazione
1) Sia questa, con il Montfort, la conclusione di questa settimana, senza la quale la conoscenza di noi stessi non servirebbe se non a farci disperare: "Bisogna scegliere, fra tutte le devozioni a Maria, quella che più ci porta a questa morte a noi stessi come quella che è la migliore e la più santificante. Non bisogna invero credere che tutto ciò che riluce sia oro, che tutto ciò che è dolce sia miele e che tutto ciò che è agevole a farsi ed è praticato dalla maggioranza sia il più santificante".
2) "Come vi sono segreti di natura per fare in poco tempo, con poca spesa e con facilità operazioni naturali, così vi sono segreti nell’ordine della grazia per fare in poco tempo, con dolcezza e facilità, operazioni soprannaturali, vuotarsi di sé stessi, riempirsi di Dio e divenire perfetti".
3) "La pratica che io voglio svelare è uno di questi segreti di grazia, ignoto alla maggior parte dei cristiani, conosciuto da pochi devoti, praticato e gustato da ancor meno devoti" (Trattato, 82). Ti auguro di essere fra questi pochi fortunati.
"Implorai e mi fu data la prudenza, invocai e venne in me lo Spirito di sapienza" (Sap 7, 7).
Pratica
Guarda ancora la tua Medaglia e riconosciti raffigurato in quel globo circondato dal serpente, che senza un miracolo della grazia non potrà essere liberato dalla schiavitù del peccato. Nessuno meglio di una madre ti può dolcemente indurre, senza irritarti né scoraggiarti, a rientrare in te stesso per riconoscere e confessare le tue colpe. Ella te le scoprirà ad una ad una con le lacrime agli occhi e ti darà saggi consigli di vita interiore assicurandoti la Sua protezione: "Non temere: io sarò con te" (cf. Ger 1, 8). Allora dal tuo cuore contrito e umiliato sgorgherà spontanea la supplica che Ella ci ha insegnata: "O Maria, concepita senza peccato, fa’ piovere su di me i raggi delle Tue grazie, perché, liberato dalle catene del peccato, io possa diventare degno di essere chiamato l’ultimo, ma il più riconoscente dei Tuoi schiavi d’amore".
Fioretto
Per familiarizzarti con la Mediazione di grazia della Madonna, ripeti più volte l’invocazione: "O Maria, concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a Te".
COMUNICATO IMPORTANTE
Carissimi,
abbiamo pregato perché il Signore ci donasse un papa degno. Ora abbiamo un papa. Se sarà un buon papa, dipende ancora dalle nostre preghiere. La dottrina cattolica insegna che la grazia esige la cooperazione dell’uomo e che questa cooperazione è inclusa nei disegni della Provvidenza. Perciò cooperiamo pregando perché Leone XIV sia docile alle ispirazioni dello Spirito Santo e faccia fruttificare la grazia di stato connessa al suo altissimo ufficio. Così possiamo sperare di avere non il papa che ci meritiamo, bensì quello di cui la Chiesa ha bisogno.
Per favore, diffondete il più possibile questo messaggio.
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