𝑅𝑜𝑐𝑘&𝑀𝑒𝑡𝑎𝑙 𝐵𝑎𝑙𝑙𝑎𝑑𝑠
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La ballad è l'essenza di una band, il cuore morbido che si cela dietro la dura corazza dell'heavy metal.
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Human Clay è il secondo album dei Creed del 1999 , che ha costruito sullo slancio del loro bel debutto nel 1997 per raggiungere il loro apice di popolarità. Questo album è stato un successo immediato che ha sorprendentemente debuttato in cima alle classifiche. Il disco è salito alla ribalta trovando la giusta combinazione di teatralità musicale post-grunge con melodie pop intrise di inni, gettando le basi che hanno aiutato il gruppo a salire in alto mentre entravamo in un nuovo secolo e millennio.
“Human Clay” resta un ottimo disco alternative rock/metal, e i Creed una band dall’enorme talento, che troverà poi definitiva consacrazione nei più maturi (e infatti meno ‘platinati’) Alter Bridge.
Ma riavvolgiamo il nastro alla fine del secolo scorso, quando ancora non esistevano social e YouTube: il primo impatto con i Creed per chi scrive è dato dal video di “Higher”, con uno Stapp in versione Nicolas Cage (pantaloni di pelle e canotta bianca) e un uso dello slow motion a là Matrix; col senno di poi un video invecchiato male (i giovani d’oggi lo definirebbero cringe), ma il pezzo resta un anthem pieno di speranza, con una progressione chitarra-voce rimasta tra le cose migliori mai scritte dai quattro.
Buon ascolto! 🖤
👉🏻@rock_metalballad
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A chi non è capitato di ascoltare di continuo quella canzone che sembra descrivere esattamente il nostro mal d’amore? E chi non è mai esploso in un grido liberatorio cantando a squarciagola il brano che in quel momento sente esprimere meglio di ogni altro il suo stato d’animo? Massimo Cotto racconta 344 canzoni attraverso storie, meraviglie, segreti e ricordi personali, catalogandole secondo il bisogno a cui possono rispondere o il disturbo che aiutano a curare. Non solo un compendio delle tracce fondamentali del nostro rock quotidiano, ma un atlante emozionale, un mosaico di suoni, parole e sensazioni che scaturiscono dagli ascolti. Affabulatore irresistibile, forte di un patrimonio di aneddoti e citazioni apparentemente immenso, Cotto trasmette il piacere di narrare e ci regala un libro che è un compagno di viaggio, una guida, un’agenda o un blocco per appunti, un talismano, un ricettario, uno di quei volumi da consultare in ogni occasione, consapevoli del fatto che la musica «se siamo fortunati ci salva la vita, nella peggiore delle ipotesi ci migliora la giornata».
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Buongiorno e ancora buone feste!
Proseguiamo la nostra rubrica sui libri con un'altro personaggio...
MASSIMO COTTO, una delle voci più note di Virgin Radio, da quasi quarant’anni scandaglia l’universo rock. Scrittore, autore e conduttore televisivo, ideatore e animatore di spettacoli teatrali, giornalista, ha collaborato con vari quotidiani e scritto per le principali riviste italiane e internazionali, inclusa la leggendaria «Billboard».
Ha pubblicato il libro Rock Therapy, rimedi in forma di canzone per ogni malanno o situazione.
Ecco a voi e buona lettura 🖤
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Jingle Bell Rock
è una canzone di natale incisa e pubblicata nel 1957 dal cantante Bobby Helms ed il testo fu scritto da Joe Beal e Jim Boothe.
Il brano divenne famoso non solo grazie a numerose cover, come quella di Brenda Lee del 1964, ma anche al fatto che venne inserito nella colonna sonora, in versione originale, del blasonato “Mamma, ho riperso l’aereo – Mi sono smarrito a New York”, la seconda versione del celebre film natalizio anni ’90.
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Rockin’ Around the Christmas Tree
è una canzone rock di natale del ’58, scritta da Johnny Marks ed, originariamente, interpretata da Brenda Lee
La peculiarità di questo brano è la melodia, molto allegra e ritmata, ed il brano è stato inserito nella colonna sonora (oltre ad una scena) del film natalizio “Mamma ho perso l’aereo” (la prima versione, del 1990).
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The Christmas Song
nota anche come “Merry Christmas to You”, è una celebre canzone natalizia statunitense, scritta da Mel Tormé e da Bob Wells nel 1945.
La versione più nota de “The Christmas Song” è quella della di Nat King Cole; una realizzazione impeccabile, dove una fiabesca colonna sonora si fonde con la magica voce di un cantante che non ha bisogno di presentazioni. Il brano di Nat King Cole fu inciso nel ’46, nel ’53 e nel ’61.
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